Caldo
Economia
3 Giugno 2026

Caldo estremo, l’ordinanza regionale anticipa. Le novità per chi lavora all’aperto

È stata firmata questa mattina dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, l’ordinanza che ferma il lavoro all’aperto in caso di caldo estremo. Il provvedimento arriva un mese di anticipo rispetto allo scorso anno e ha l’obiettivo di garantire la sicurezza e prevenire malori sui luoghi di lavoro. Da oggi fino al 15 settembre nei giorni con livello di rischio Alto sarà vietato lavorare sotto il sole tra le ore 12.30 e le 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e nei piazzali della logistica. Da quest’anno il divieto comprende anche lavoratori delle cave e rider con mezzi a pedalata anche assistita. Sempre per i rider, l’ordinanza prevede che la parte organizzatrice provveda ad inserire il rischio calore nei parametri di calcolo di tempi di consegna e distanza massime di percorrenza, anche intervenendo sul proprio algoritmo se il lavoro è organizzato tramite piattaforma digitale.

Altra novità, sempre nel periodo compreso dall’ordinanza, si potranno svolgere attività rumorose nei cantieri edili e affini un’ora prima e un’ora dopo rispetto ai regolamenti comunali. “Interveniamo, come ci hanno richiesto le organizzazioni sindacali e le parti datoriali – afferma l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia -. La misura, ad eccezione dei comuni turistici della costa che naturalmente hanno regole diverse, lascia comunque la possibilità ai sindaci di intervenire con proprie ordinanze”.

L’ordinanza si applica senza alcuna differenza di ruoli, inquadramento e applicazione contrattuale, nei giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio pubblicata sul sito internet http://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ – riferita a: ‘lavoratori esposti al sole’ con ‘attività fisica intensa’ ore 12 – segnali un livello di rischio “Alto”. L’Inail, nell’ambito del progetto Worklimate (Inail-Cnr), ha reso disponibile sul sito web www.worklimate.it le mappe nazionali di previsione del rischio di esposizione al caldo, al fine di contenere tale rischio per i lavoratori, tanto più per chi svolge attività fisica intensa. La mancata osservanza degli obblighi indicati dall’ordinanza comporterà sanzioni previste per legge (art. 650 c.p. arresto fino a tre mesi e 200 euro di multa), se il fatto non costituisce più grave reato.

Soddisfatti i sindacati, Massimo Bussandri segretario generale Cgil Emilia Romagna e Daniele Dieci segretario con delega a Salute e Sicurezza comunque rilanciano: “Continueremo a lavorare affinché l’ordinanza venga allargata a settori e attività al momento non contemplati e dimostriamo da subito la nostra disponiblità a discutere del monitoraggio dell’applicazione, del rispetto e dell’efficacia dell’ordinanza stessa”. Meno soddisfatte le associazioni di categoria delle imprese dall’industria agli artigiani che lamentano la difficoltà di riogranizzarsi e, per chi lavora nei cantieri, c’è il tema delle deroghe sul rumore che dipendono dai Comuni e possono non muoversi con analoga rapidità rispetto alla norma regionale.

red.cr.

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