Il cardinale Zuppi e Rosy Bindi consegnano la Costituzione ai diciottenni di Castello
Una piazza gremita ieri per la consegna la Costituzione italiana a 53 ragazze e ragazzi di Castel San Pietro. Un momento organizzato per celebrare l’80° anniversario della Repubblica italiana che quest’anno ha assunto un significato particolare intrecciando anche gli ottant’anni del voto alle donne. Un evento al quale hanno partecipato anche il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Bologna (la Diocesi che comprende anche Castello), e l’onorevole Rosy Bindi, un’occasionale di riflessione collettiva su diritti, doveri della Costituzione, pace, uguaglianza, legalità e partecipazione. Particolarmente significativa anche la scelta di affidare l’apertura della serata a Michelle Lamieri, già sindaca del Consiglio comunale dei ragazzi e protagonista della mostra “Becoming a Citizen” e di Allegra Molina Perez, attuale sindaca dei ragazzi.
Nel suo intervento Zuppi ha richiamato il valore della pace come responsabilità quotidiana e come fondamento della convivenza democratica, sottolineando il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di un futuro capace di dialogo e solidarietà, ha richiamato con forza l’articolo 11 della Costituzione – che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e mezzo di risoluzione delle controversie internazionali – per indicare una precisa direzione di cittadinanza attiva. «La pace che conosciamo – ha concluso Zuppi – è il dono di coloro i cui nomi sono incisi sulle pareti di questo comune». Rosy Bindi si è invece rivolta ai giovani con un’intensa riflessione sul valore dinamico della Carta, invitandoli a non considerarla un testo del passato ma un impegno per il futuro: «Vi chiediamo di aggiungere nuove pagine a questo libro meraviglioso. Questo perché – ha aggiunto – la Repubblica si fonda sulla democrazia, e la democrazia è fatta di trasparenza, di confronto, di pace e di perseguimento dell’interesse comune e del bene comune».
red.cr.
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