#Motori&Dintorni
Graziano Dall’Osso alla presentazione della Milano - Taranto con l’organizzatore Tito Celoni e, di fianco, Dall’Osso in sella alla sua moto
Sport
22 Luglio 2026

#Motori&Dintorni – Centenario Ducati e il vecchio Cucciolo, Graziano Dall’Osso da Milano a Taranto

Il primo weekend di luglio si è svolto a Misano il WDW, ovvero il World Ducati Week, la celebre sigla che racchiude il raduno ufficiale della Ducati. L’evento, a cadenza biennale, quest’anno ha festeggiato i 100 anni della storica marca di Borgo Panigale. Non ci chiederemo perché cotanta magnificenza a due ruote non venga organizzata ad Imola – considerando il legame tra la Ducati e la nostra pista e nonostante in passato qualche contatto vi sia stato -, ma rimane il fatto tangibile della bellezza e della riuscita di uno degli eventi motociclistici ormai più in vista al mondo.

Nata come produttrice di macchine elettriche, fotografiche e di calcolo

Cento anni, dicevamo, sebbene l’avventura motoristica della Ducati stessa, nata come azienda produttrice di apparecchiature elettriche, fotografiche, video e di calcolo, sia iniziata tra il 1945 e il 1946 grazie alla possibilità di costruire in licenza il micromotore per bicicletta Cucciolo. Un aspetto, questo, sicuramente ricordato nell’ultimo WDW, ma forse non messo sufficientemente in evidenza, probabilmente perché si è voluto citare i cento anni in una chiave più contemporanea.
Resta il fatto che, dopo il Cucciolo, la vera rampa di lancio per la Ducati furono le «motoleggere» e le tante gare, spesso su strada, che allora fungevano da vera pubblicità e canale di comunicazione per le nostre case costruttrici, in quanto il motociclismo entrava letteralmente nelle strade utilizzate tutti i giorni dalla gente e, di conseguenza, nelle case.

La Milano – Taranto e l’appassionatissimo che non manca mai

Tra le competizioni c’era una gara che era davvero la Mille Miglia su due ruote: la Milano-Taranto. Svoltasi con questa denominazione dal 1937 al 1956 (con un’interruzione dal 1941 al 1949 per ovvie ragioni belliche), vide annullare l’edizione del 1957 dopo i terribili fatti della Mille Miglia a quattro ruote.
Questa gara, sotto forma di rievocazione storica, rivive da anni e il caso ha voluto che l’edizione 2026 sia partita lo stesso giorno in cui il WDW ha salutato i suoi partecipanti: il 5 luglio. Una cavalcata lunga sei giorni lungo l’Italia, con un chilometraggio totale persino superiore rispetto all’edizione da corsa (che arrivava a 1.300 – 1.400 km a seconda delle edizioni), ma diviso in tappe, laddove la competizione originale si consumava in gara unica. L’evento ha visto ancora una volta tra i protagonisti un appassionatissimo imolese: Graziano Dall’Osso.

La vittoria di categoria, il via a mezzanotte, un percorso frazionato

Da sempre con le mani in mezzo alle moto, Dall’Osso ha già partecipato ventisei volte a questa rievocazione, riportando, come quest’anno, anche il successo nella classifica di categoria, grazie alla sua tenacia, abilità e capacità di mettere a punto la splendida C.M. 250 del 1956 (glorioso marchio bolognese purtroppo scomparso).
«Da tanti anni ormai faccio mototurismo e colleziono moto d’epoca – spiega Dall’Osso – e questa manifestazione ce l’ho nel cuore. Già in passato sono riuscito a portare a casa qualche vittoria di classifica».
Una macchina organizzativa non semplice: «Sì, certamente, perché comunque tutti gli anni ci sono delle variazioni di percorso e soprattutto, vista la grande partecipazione anche straniera, è necessario raggiungere luoghi che abbiano una buona ricettività alberghiera».
Certo, è una rievocazione, ma i richiami con la manifestazione originale non mancano: «Nella Milano-Taranto originale la partenza veniva data a mezzanotte a Milano e anche noi solitamente rispettiamo questa bella tradizione. Poi ovviamente il percorso viene frazionato, ma c’è sempre tanto interesse».
Come tutti gli inguaribili motociclisti, finita la Milano-Taranto, Graziano era già pronto per inforcare la moto e affrontare un viaggio turistico, perché la passione, come il ricordo della Milano-Taranto, non muore mai e mantiene vive le radici di quello che alla fine non si riesce mai a spiegare fino in fondo: l’indescrivibile bellezza del motociclismo.

(nelle cuffie: «Lamezia Milano», Brunori Sas, 2017)

Massimiliano Regazzi

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