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10 Settembre 2026

#MOTORI&DINTORNI – Aspettando la F1 a Imola, ecco Misano e i tragici rally

In attesa che i Re Magi ci portino la Formula Uno (poi dovremo decidere chi sarà Melchiorre, Gaspare e Baldassarre) e dopo esserci ripresi dall’ubriacatura di Monza, il calendario ci riporta all’immediato futuro. C’è Misano. Sì, Misano, ovvero la MotoGP, o meglio il Motomondiale: il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini. Bella data e bel periodo settembre, al netto delle sfortune meteo. Imola lo sa bene.

Le 13 volte in Autodromo: Doohan, Agostini & Co.

Era il 7 settembre 1969 quando Alberto Pagani, su LinTo, vinse la tappa imolese del Nazioni, orfano di Giacomo Agostini a causa del forfait della MV Agusta, il cui patron, il conte Domenico Agusta, voleva si corresse solo a Monza. Poi, dopo tante edizioni a maggio (1972, 1974, 1975, 1977, 1979, 1981, tutte Gran Premio delle Nazioni tranne l’81 con denominazione San Marino), ancora settembre nel 1983 per l’altro San Marino; di questa gara è inutile parlare, perché tutti ne conoscono la storia. Un’altra puntatina a maggio nel 1988, per poi consumare le ultime quattro edizioni dal 1996 al 1999, con date tra il 1° e il 5 settembre e la gara denominata Città di Imola.

In tutto tredici (non avrà portato sfortuna fermarsi lì?) appuntamenti non da ridere, dove Mick Doohan ha vinto tre volte, Agostini due come Kenny Roberts, e una vittoria a testa per Lucchinelli, Sheene, Bonera, Lawson, il già citato Pagani e Crivillé, che ha chiuso il libro nel 1999. Insomma, è normale esaltarsi per il futuro prossimo, ma non dobbiamo dimenticarci di quello che abbiamo perso, sia per la classe 500 sia per le classi minori, che ad Imola sono sempre state fonte d’ispirazione.

Luca Gresini e Tartarini, storie del nostro territorio

Come, onestamente, è stata fonte d’ispirazione la veloce intervista fatta nella corsia box a Luca Gresini dopo la vittoria di Alonso López in Moto2 ad Aragón, che ci ha raccontato più di un podcast lungo due ore. Emozione vera, perché tirare avanti lì in mezzo ai pescecani è sempre più dura, a prescindere. E perché comunque il main sponsor Italjet è un nome che non passa inosservato. Non tanto per la pubblicità, il marketing o il fatto che adesso la sede sia a Poggio Piccolo. È un nome che non si può dimenticare, perché riporta diretti al suo fondatore Leopoldo Tartarini, che poco fuori dalle nostre mura ha firmato una vita motociclistica avventurosa in tutti i sensi, sia personale sia aziendale, in tutte le sfumature che il motociclismo sa regalare: né più né meno di una Mercedes-AMG W17 E Performance.

Non solo «cose belle»: i quattro decessi ai rally

«This is motorsport», direbbero gli inglesi, anche se poi, in fondo, non c’è molto da festeggiare con due spettatori morti durante la cronoscalata di Monte Erice (una delle più famose in Italia), a cui si aggiungono il decesso di un’altra persona al Rally Mille Miglia e quello di un copilota, sempre in un rally, ma in Liguria. Non è moralismo, ci mancherebbe, ma quando ami qualcosa speri anche che non succeda mai nulla che non siano cose belle. E a questo giro, purtroppo, non è successo.

( nelle cuffie: «21 modi per dirti ti amo», Antonello Venditti, 1988).

Massimiliano Regazzi

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