Economia

Economia 23 Gennaio 2020

Confartigianato e Cna promuovono lo sgravio contributivo sull'apprendistato a favore delle piccole imprese

Promuovere l’occupazione giovanile e agevolare le piccole e piccolissime imprese, quelle con un massimo di nove dipendenti, nell’assunzione di nuova forza lavoro. E’ il duplice obiettivo dell’emendamento sull’apprendistato alla legge di Bilancio, firmato dal senatore imolese Daniele Manca e inserito nel testo definitivo della manovra 2020 dello Stato. In dettaglio, l’emendamento prevede uno sgravio contributivo del cento per cento sui contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, stipulati nell’anno 2020, a vantaggio dei datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove. Il beneficio vale per i primi tre anni di contratto. Trattandosi di apprendistato di primo livello, quindi limitato alle qualifiche citate sopra, si riferisce a persone di età compresa tra i 15 e i 25 anni.

L”iniziativa ha raccolto il plauso del mondo dell’artigianato e delle microimprese, in particolare Confartigianato e Cna. «Questo – commenta Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana- è un importante segnale di attenzione della commissione del Senato, e in particolare del senatore Manca che ringraziamo, verso le micro e piccole imprese, che dimostra di aver compreso quanto Confartigianato sollecita da sempre per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. La ripresa dell’occupazione giovanile passa per l’apprendistato, che soddisfa le esigenze formative dell’artigianato e delle piccole imprese e prepara i giovani a entrare in un mercato del lavoro che richiede competenze tecniche evolute imposte dalla rivoluzione digitale».

Anche per Paolo Cavini, presidente di Cna Imola, l’emendamento rappresenta una buona notizia. «Il provvedimento va in una direzione positiva – ci spiega – perché incentiverà sicuramente questo tipo di percorso. Parliamo di apprendistato di primo livello, importante per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo reale del lavoro. La direzione è giusta e importante perché per i primi tre anni si prevede uno sgravio totale. Non si parla di grossi importi, però l’imprenditore ha l’opportunità di avere una risorsa lavorativa a parametro zero, senza oneri». (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 16 gennaio

Nella foto: giovane in apprendistato (dal sito www.cna.it)

Confartigianato e Cna promuovono lo sgravio contributivo sull'apprendistato a favore delle piccole imprese
Cronaca 23 Gennaio 2020

L'Ima finanzia due citybus per il trasporto pubblico di Ozzano. Il presidente Vacchi: “Una scelta naturale e giusta'- VIDEO

Si è svolta ieri mattina presso il centro Servizi Ima la presentazione del Progetto di mobilità pubblico-privata Tpl Ozzano che, a partire da giugno, metterà in campo due navette per collegare la stazione ferroviaria con il centro abitato di Ozzano, gli stabilimenti Ima, la facoltà di Veterinaria, le zone industriali di Quaderna e Ponte Rizzoli e la frazione di Ponte Rizzoli.

Dopo la positiva e analoga esperienza fatta in Valsamoggia dalla Philip Morris, ad Ozzano è stata Ima Spa che, sollecitata dalle Rsu aziendali e, coerente con la sua policy aziendale votata al sociale, ha fatto decollare questa proposta con un deciso intervento economico (il progetto prevede un cofinanziamento regionale e una quota più piccola a carico del Comune).

Il progetto prevede 2 linee dedicate: citybus 1 e citybus 2. Il servizio sarà garantito dal lunedì al venerdì e coprirà l’intero arco giornaliero (dalle 6:13 alle 19:35 per la linea 1; dalle 6.40 alle 20 per la linea 2) e prevede la gratuità per chi ha già l”abbonamento al treno e per i dipendenti Ima. Per quanto riguarda gli studenti e i lavoratori universitari, è in via di definizione l”ampliamento della convenzione con Tper che prevederà tariffe agevolate. Le due linee locali faranno entrambe perno sulla stazione.

Il citybus 1 assicurerà il collegamento della stazione ferroviaria con il centro abitato di Ozzano Emilia, giungendo sino alla zona sud del paese, oggi non servita dal Tpl. Il percorso si estende inoltre fino alla facoltà di Veterinaria e allo stabilimento Ima sulla via Emilia presso la fermata Casetti Boni. Sono state studiate 3 varianti di percorso (percorso A, B, C) ed ipotizzate nuove fermate, in modo da garantire la coincidenza con il maggior numero di treni possibile e limitare le attese.

Il citybus 2, invece, assicurerà il collegamento in coincidenza con i treni dalla stazione ferroviaria alle zone industriali di Quaderna e Ponte Rizzoli e la frazione di Ponte Rizzoli.

“Per noi – dice il presidente e amministratore delegato di Ima, Alberto Vacchi – andare incontro alle esigenze del mondo del lavoro, vuoi anche per il ruolo sociale che vogliamo rivestire sul territorio, ci è parso una scelta del tutto naturale e giusta. Felici di poter varare questo progetto con l”auspicio che sia il primo passo verso una mobilità integrata che possa estendersi a tutto il territorio bolognese”.

Gli fa eco il sindaco ozzanese, Luca Lelli: “Gli obiettivi sono molteplici – dice -. In primis, ridurre l”uso dell”auto privata che oggi, per abitudine e per la non appettibilità dei mezzi pubblici, rappresenta il primo mezzo di trasporto scelto da residenti e lavoratori e, a seguire, il desiderio di fare della stazione ferroviaria il luogo in cui far convergere l”intermodalità locale evitando di misurarne l”efficacia e l”uso non dal numero di auto parcheggiate, ma da quanti utenti, una volta scesi dal treno, prenderanno i nuovi bus”. (gi.gi.)

Nella foto gruppo dei relatori alla presentazione pubblica ieri presso Ima Spa. Nel video intervista al presidente di Ima Spa, Alberto Vacchi

L'Ima finanzia due citybus per il trasporto pubblico di Ozzano. Il presidente Vacchi: “Una scelta naturale e giusta'- VIDEO
Economia 22 Gennaio 2020

Sei dipendenti hanno rilevato l'Ar.pa di Ozzano, dando continuità all'azienda fondata dai fratelli Fantazzini

La notizia del passaggio di testimone dall’imprenditore e fondatore a sei dipendenti ha fatto il giro di giornali e webnews, uscendo dai confini regionali. Ma non è l’unica novità che riguarda la Ar.pa Lieviti e Affini Srl di Ozzano, la cui sede è ben visibile sulla via Emilia. In pentola, oltre ai prodotti diventati sinonimo di qualità e tradizione in quasi mezzo secolo di attività, bollono un nuovo prodotto e dei libri di ricette. Quando nel 2018 il fondatore Paolo Fantazzini, 78 anni, decise che era giunto il momento di appendere al chiodo il camice bianco dell’artigiano alimentare, in azienda si era temuta la cessione ad un gruppo straniero o a qualche concorrente, con il rischio che l’azienda venisse trasferita.

Ma la questione del delicato passaggio ha trovato una soluzione tra le mura di casa, anzi di fabbrica. Sei dipendenti sono subentrati al timone in Ar.pa. Tutti ozzanesi, eccetto Mohamed Ayari, 48 anni, che vive a Budrio. Cristian Lollini, 47 anni, e Carla Gherardi, 50, nominata presidente e amministratore delegato, insieme detengono il 51% delle quote aziendali. Il più giovane della cordata è Giuseppe Scarpelli, 35 anni. Poi ci sono Cristina Buriani, 50 anni, e Davide Gilli, 46. Paolo Fantazzini, fondatore dell’azienda, si è rivolto proprio a loro sei. «Ha avanzato una proposta a ciascuno di noi in privato, e insieme abbiamo ritenuto che fosse l’unica possibilità per dare continuità a una realtà sana» afferma Gilli.

Fantazzini è rimasto il punto di riferimento che in questi mesi ha guidato il gruppo nel passaggio di consegne. Bicarbonato, amido e difosfato disodico sono le materie prime che danno origine ai lieviti Ar.pa. Questi, assieme allo zucchero impalpabile formano i pezzi di punta dell’azienda, gli stessi con cui iniziarono l’attività nel 1972 i fondatori Paolo e Arcangelo Fantazzini, quest’ultimo deceduto nel 2009. Oggi la gamma dei prodotti si è ampliata. Oltre ai lieviti per dolci e salati, troviamo cacao in polvere, preparati per budini e panna cotta, zucchero a velo e vanigliato, noci e nocciole, fecola di patate, frutta candita, composti per cioccolata in tazza. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 gennaio

Nella foto i sei dipendenti soci: da sinistra Cristina Buriani, Davide Gilli, Mohamed Ayari, Giuseppe Scarpelli, Cristian Lollini e Carla Gherardi

Sei dipendenti hanno rilevato l'Ar.pa di Ozzano, dando continuità all'azienda fondata dai fratelli Fantazzini
Economia 16 Gennaio 2020

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in visita alla Robopac: “Vogliamo sostenere l'innovazione'

Il ministro dell”Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, in visita alla Robopac ha parlato di innovazione, sostenibilità, lavoro e green new deal. “Noi Vogliamo sostenere questa linea di innovazione”. La Robopac è un”azienda di Castel San Pietro leader nel settore del packaging. E” presieduta da Alfredo Aureli. “E” un”azienda straordinaria. Aziende come questa potranno giocare un ruolo”.

Il ministro Gualtieri era nella nostra zona per un”iniziativa elettorale durante la quale ha dichiarato: “Meno male che l”Emilia ha saputo coniugare coesione sociale con prospettive per il futuro e il suo sviluppo, unire il sapere e il saper fare, che poi è quello che vogliamo fare noi in Italia. Su questo l”Emilia è sempre andata avanti. E” un passo avanti, e noi vogliamo portare tutto il Paese su quella strada”. (r.cr.)

Nella foto il ministro Gualtieri in visita alla Robopac

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in visita alla Robopac: “Vogliamo sostenere l'innovazione'
Economia 4 Gennaio 2020

Al via i saldi invernali che dureranno fino al 3 marzo, le regole da rispettare a garanzia dei consumatori

Cominciano oggi, sabato 4 gennaio, in tutta l”Emilia Romagna i saldi invernali, che dureranno 60 giorni e si concluderanno pertanto il 3 marzo 2020. Anche quest”anno dunque il periodo degli sconti della stagione invernale parte prima della fine delle festività natalizie. Secondo un”indagine a campione di Confesercenti, oltre il 40% dei consumatori effettuerà sicuramente acquisti durante i saldi e la spesa media resterà sotto ai 100 euro per il 43%, tra i 100 e i 300 euro per il 47% e oltre i 300 euro per il 10%. Inoltre, dalla stessa indagine risulta che durante le vendite di fine stagione i negozi reali, da quelli tradizionali agli outlet e alle catene commerciali, sono scelti dall”80% dei consumatori malgrado la concorrenza sempre più forte del commercio online, mentre soltanto il 20% acquista esclusivamente sul web.

Come di consueto, ecco alcune regole alle quali i commercianti devono attenersi durante la stagione dei saldi. Regole la cui conoscenza è utile anche ai consumatori al fine di evitare spiacevoli sorprese. A ricordarle è Ascom Confcommercio Bologna, a cominciare dalla conferma del fatto che non esiste più per il negoziante l”obbligo di segnalare il via alla vendita di fine stagione al Comune di riferimento. Le altre norme riguardano invece più propriamente le modalità di svolgimento dei saldi. Innanzitutto, per quanto riguarda l”esposizione dei prezzi, i venditori hanno l”obbligo, come in tutte le vendite speciali, di esporre al pubblico il prezzo iniziale, la percentuale di sconto e il prezzo scontato. In merito invece alla pubblicità, la durata dei saldi deve essere indicata in tutte le pubblicità comunque e dovunque realizzate. Sul punto vendita possono comparire una sola volta purché in maniera “evidente” e leggibile dall”esterno. Le asserzioni pubblicitarie devono essere chiare e non indurre in equivoco.

Proseguendo con i pagamenti elettronici, i negozi convenzionati devono normalmente accettare carte di credito e bancomat, mentre per quanto concerne la disposizione della merce, al fine di non indurre il consumatore in errore, il commerciante ha l”obbligo di disporre le merci offerte in saldo in maniera inequivocabilmente distinta e separata da quelle che eventualmente siano contemporaneamente poste in vendita alle condizioni ordinarie. Qualora tale separazione non sia praticabile, la vendita ordinaria viene sospesa. Tra Bologna e provincia, secondo un dato fornito da Confesercenti, sono circa 2.000 le attività di rivendita del settore abbigliamento e calzature interessate dai saldi. (r.cr.)

Al via i saldi invernali che dureranno fino al 3 marzo, le regole da rispettare a garanzia dei consumatori
Economia 2 Gennaio 2020

L'attività di Aurora Seconda nelle parole del neo direttore: «Tanti servizi a disposizione dei soci»

Monica Buganè è, dal maggio 2019, direttore della cooperativa Aurora Seconda. Il periodo non è dei più facili per il settore, ma il lavoro svolto in questi anni dagli amministratori ha permesso alla cooperativa di affrontare la crisi del settore edile, sottolinea il neo direttore, «mantenendo inalterata la sua solidità patrimoniale e di conseguenza le sue prospettive di continuità aziendale». «Il consiglio di amministrazione – prosegue Buganè – ha cercato da un lato, analizzando bene la situazione interna alla cooperativa stessa, la sua struttura, la sua organizzazione, di ridurre ove possibile i costi, riducendo anche i propri compensi rispetto agli anni precedenti; dall’altro ha fatto in modo di realizzare interventi che rispondessero alle aspettative dei soci iscritti ai bandi e in generale di chiunque avesse il “problema della casa” da risolvere. Per questo oggi la cooperativa Aurora è ancora attiva e presente sul mercato e non ha alloggi invenduti nei suoi interventi passati e in quelli in fase di ultimazione».

Allargando il discorso a considerazioni più generali, il direttore di Aurora Seconda osserva che «oggi comprare casa non è facile, perché ci sono migliaia di norme tecniche da rispettare nella costruzione che si traducono in costi di produzione per la cooperativa e il socio assegnatari o si trova davanti anche a tante norme fiscali dentro le quali si deve districare per raggiungere l’obiettivo di comprarsi una casa». Per questo, la stessa Buganè rimarca che è «molto importante, nella fase di progettazione e di effettuazione delle scelte, l’operato dei tecnici della cooperativa nel loro compito di seguire i soci assegnatari lungo tutto il percorso di formazione del loro alloggio, accompagnandoli nelle scelte presso i vari fornitori, ad esempio nella scelta dei pavimenti e rivestimenti, dei sanitari, degli infissi interni ed esterni ed ancor prima nella fase progettuale. Una presenza che dà sicurezza al socio che non è del “mestiere”, nel rispetto dei suoi gusti e delle sue propensioni».

Ma non è tutto. Aurora Seconda assiste il socio, attraverso il suo ufficio amministrativo, anche nel rapporto con le banche, «seguendolo dai primi istanti, con l’apertura del prefinanziamento, fino alla sua chiusura con l’atto di mutuo». E a proposito dei tassi di interesse, il direttore della cooperativa spiega che in questi ultimi mesi sono «molto appetibili per chi cerca casa: innanzitutto si parte dall’importo chiesto a mutuo rispetto al valore dell’appartamento posto a garanzia del mutuo stesso e dalla sua durata. Nei mutui che hanno contratto in questi giorni i nostri soci, ho notato tassi che arrivano allo 0,85% fisso per una durata di 20 anni con un loan to value pari al 50%». (r.cr.)

Nella foto via Cosimo Morelli nel 1982, quando Aurora Seconda vi trasferì la sua sede

L'attività di Aurora Seconda nelle parole del neo direttore: «Tanti servizi a disposizione dei soci»
Economia 2 Gennaio 2020

I progetti della cooperativa Aurora Seconda a Imola e Osteria Grande che partiranno nel 2020

Attualmente Aurora Seconda, la cooperativa edificatrice che nel 2019 ha festeggiato 50 anni di attività, conta 4.902 soci e ha costruito oltre 3.500 alloggi nei vari comuni del circondario imolese. Mirco Mongardi è l’attuale responsabile tecnico e vicepresidente della Cooperativa con sede in via Cosimo Morelli. La sua esperienza in Aurora è cominciata nel 2008. A lui il compito di fare il punto sull’attività della cooperativa e sul futuro. «Nonostante il contesto economico e politico sempre incerto – esordisce Mongardi – a partire dall’anno che si sta chiudendo, pare esserci un ritorno di interesse all’investimento delle famiglie nelle abitazioni, in buona parte complici i bassi tassi di interesse dei mutui in questo periodo».

Una ripresa che ha rilanciato anche la vostra attività?
«Nel corso dell’anno la cooperativa ha consegnato in Pedagna est un fabbricato di 13 alloggi e sta concludendo la realizzazione di un secondo fabbricato nella zona di via degli Orti per 14 alloggi. Tutte le unità immobiliari sono assegnate ai soci».

Per il 2020 quali sono i progetti che state portando avanti?
«Abbiamo accelerato il processo di progettazione di tre interventi che vedranno l’inizio dei cantieri già nel 2020. Il primo, nell’area Quaderna ad Osteria Grande, vedrà la realizzazione di due quadrifamiliari con alloggi di medie e grandi dimensioni, ampi spazi esterni e nuove tecnologie edilizie dedicate al risparmio energetico, all’abbattimento acustico ed al massimo confort abitativo. Il secondo, anch’esso in partenza nella primavera del 2020, riguarda un fabbricato in centro storico ad Imola, dove si procederà con la riqualificazione sismica ed energetica dell’edificio, composto da sette alloggi, prevalentemente di grandi dimensioni, ma senza trascurare bilocali e trilocali e due negozi su via Mazzini, con importanti affacci espositivi. Tutti gli alloggi avranno posti auto interni al cortile di ampie dimensioni e comodamente accessibili da via Garibaldi».

Il terzo intervento dove sarà?
«Sempre a Imola dove dovrebbe partire entro la fine del 2020, nel quartiere Zolino, la costruzione di un fabbricato a torre di sei piani per complessivi 22 alloggi di varia tipologia e dimensione. Questo fabbricato, grazie alla conformazione progettuale ed a tecnologie costruttive moderne presenterà, oltre ad un basso costo di assegnazione, anche bassi costi di gestione e futura manutenzione». (r.cr.)

I progetti della cooperativa Aurora Seconda a Imola e Osteria Grande che partiranno nel 2020
Economia 27 Dicembre 2019

Cesac inaugura sei nuovi silos per cereali a Medicina: “Superata la crisi, ora si investe'

Sei nuovi silos per i cereali sono stati realizzati nello stabilimento Cesac di via Nuova a Medicina. “L’ampliamento – ha commentato il presidente Michele Filippini durante la cerimonia di inaugurazione – è il segno del ritrovato stato di salute di Cesac, caratterizzato da una rinnovata vitalità in tutte le nostre attività”.  I silos sono costati 670 mila euro di cui 234.000 euro finanziati nell”ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione. Le nuove strutture hanno una capacità di 437 metri cubi ciascuno, pari a 340 tonnellate che si aggiungono ai silos esistenti che possono contenere 7.200 tonnellate di prodotto. “L”investimento – prosegue Filippini – permetterà a Cesac di operare con sempre maggiore efficacia nella differenziazione e valorizzazione dei conferimenti dei soci. I nuovi silos consentiranno uno stoccaggio che mantenga separate le partite più pregiate rispetto alla massa del prodotto di base”.

La Cesac, storica cooperativa con sede a Conselice e sei stabilimenti dislocati fra le province di Ferrara e Bologna, sembra aver superato le gravi difficoltà di un anno e mezzo fa, quando dovette affrontare una dolorosa e complessa riorganizzazione per superare la crisi economico-finanziaria (una perdita di 1,7 milioni di euro sul bilancio 2017) che ne mise a rischio la sopravvivenza. Elemento cardine della ristrutturazione fu la cessione a Patfrut, altra cooperativa con sede a Monestirolo, nel ferrarese, del ramo d’azienda orticolo e quarta gamma ovvero gli impianti di lavorazione e confezionamento e lo stabilimento medicinese di via Canale. 

Ora, il futuro si presenta più roseo, tanto che l’azienda ha ricominciato a investire. “I conferimenti totali – motiva Filippini – per il 2019 sono pari a 632.581 quintali, sostanzialmente in linea con i dati del 2018 nonostante un anno climaticamente molto difficile per tutte le coltivazioni. A ciò si aggiunge la conferma di aver garantito un buon rendimento di prodotto per tutti i nostri soci: come in passato, infatti, abbiamo garantito una remunerazione ai soci superiore a quella dei nostri competitor”.

“Superato il periodo di crisi grazie anche al supporto di tutto il sistema cooperativo – Daniele Passini presidente di Confcooperative Bologna -, Cesac si ripropone oggi nuovamente a guida di un importante programma di valorizzazione delle produzioni cerealicole dei soci, mediante processi di selezione e lavorazione dei cereali conferiti, che ne esaltino la qualità a favore dei produttori, attraverso la collocazione in processi di filiera di alta gamma nella lavorazione delle farine per la produzione di pasta e prodotti da forno. Adesso ci le condizioni per aprire nuove azioni di sviluppo nell’interesse dei soci”. (l.a)

Nella foto l”inaugurazione dei nuovi silos

Cesac inaugura sei nuovi silos per cereali a Medicina: “Superata la crisi, ora si investe'
Economia 21 Dicembre 2019

Bio-On, il Tribunale di bologna dichiara il fallimento, disposto l'esercizio provvisorio

Brutte notizie per i dipendenti della BioOn Spa. Ieri il Tribunale di Bologna ha dichiarato il fallimento della società, nominando giudice delegato Fabio Florini e curatore fallimentare un collegio composto da Antonio Gaiani e Luca Mandrioli, già amministratore giudiziario. La comunicazione è arrivata dagli stessi curatori con una nota. Non solo.

Con la medesima sentenza, la numero 137 del 2019, il Tribunale ha disposto anche la continuazione temporanea dell”attività economica d”impresa autorizzando l’esercizio provvisorio così da preservare la continuità aziendale per evitare che venga dissolta l”organizzazione produttiva nelle sue componenti di occupazione, tecnologiche e avviamento. Ma i curatori fallimentari nella loro nota spiegano che «stante, a tutt”oggi, la mancata disponibilità da parte del sistema bancario a concedere nuova finanza sebbene assistita dalla garanzia della prededuzione, il pagamento delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti di prossima scadenza potrà essere reso possibile solo a seguito dell”incasso dei crediti di futura esigibilità. Sarà compito della curatela fallimentare attivarsi quanto prima al fine di presentare la domanda di Intervento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale». 

Difficile a questo punto vedere un futuro per l”azienda di bioplastiche finita nella bufera dopo le misure cautelari che hanno raggiunto i suoi vertici, il presidente Marco Astorri (dimessori un mese fa), il vicepresidente Guido Cicognani e il presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio, tutti e tre indagati per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. (r.cr.)

Bio-On, il Tribunale di bologna dichiara il fallimento, disposto l'esercizio provvisorio
Economia 18 Dicembre 2019

Cresce l'attenzione sul sorgo, un convegno a Ozzano ne ha messo in luce le potenzialità

Un folto pubblico di agricoltori, allevatori, veterinari, nutrizionisti e operatori del settore ha partecipato il 21 novembre a Ozzano Emilia al convegno «Il sorgo, la risposta a un’agricoltura che guarda al futuro». Iniziativa ideata dall’organizzazione interprofessionale europea Sorghum ID e svoltasi presso l’aula magna del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Università. Questo a testimonianza – come ha tenuto a sottolineare Charles-Antoine Courtois, responsabile del progetto Sorghum ID, introducendo i lavori – «di un’attenzione e un interesse degli agricoltori in continua crescita». Aggiungendo che «la nostra attività è quindi finalizzata a incentivare questo interesse per aumentare le superfici a livello europeo e, di conseguenza, i quantitativi prodotti».

Il sorgo oggi è il quinto cereale più coltivato nel mondo con oltre 40 milioni di ettari. Le superfici coltivate in Italia – secondo i dati relativi al 2019 pubblicati da Istat – sono oltre 46.692 (+17,92% rispetto al 2018), per una produzione che ha raggiunto le 325.871 tonnellate (+10,53%). L’Emilia Romagna si conferma il territorio con la maggior produzione di questo cereale. Le superfici hanno raggiunto 27.664 ettari (erano 22.712 nel 2018), con una produzione totale di 227.300 tonnellate (a fronte di 206.931 del 2018, +9,84). Si è parlato dunque di sorgo e delle sue caratteristiche, ma anche di qualità delle sementi perché – come ha sottolineato Frédéric Guedj, responsabile tecnico della società sementiera francese Euralis – «la ricerca scientifica sul miglioramento genetico deve andare avanti e favorire una collaborazione tra enti pubblici e privati. I risultati fin qui raggiunti sono soddisfacenti, ma – ha aggiunto – esistono ancora ampi margini di intervento, non ultima la possibilità di anticipare le semine a periodi in cui la temperatura del terreno non supera i 7-8 gradi, a fronte dei 12 gradi richiesti oggi. E questo permetterebbe di estendere la coltivazione del sorgo verso le nazioni del nord Europa».

Sul tavolo, poi, l’uso nell’alimentazione zootecnica, ma anche umana, rispetto alla quale è stato illustrato cosa si sta facendo per sviluppare la produzione di alimenti a base di sorgo. «Grazie alla sua composizione – ha evidenziato Monia Caramma, di Macaronicus, esperta delle proprietà salutiste dei cereali -può essere usato per controllare il diabete, offrire un’opzione alimentare alle persone che soffrono di celiachia, migliorare la salute dell’apparato digerente, migliorare la densità delle ossa». E poi il confronto vincente col mais: ridotti costi di produzione e fabbisogno idrico, la mancanza di spese per l’essiccazione e la molteplice destinazione del suo utilizzo. (ale.gio.)

L”articolo integrale è su «sabato sera» del 12 dicembre

L”immagine di una coltivazione di sorgo è tratta dal sito della società Sorghum ID

Cresce l'attenzione sul sorgo, un convegno a Ozzano ne ha messo in luce le potenzialità

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