Economia

Economia 25 Febbraio 2021

Bio-On andrà all’asta a breve, attese diverse manifestazioni di interesse

Si è svolto ieri il Tavolo metropolitano di salvaguardia sull’azienda di bioplastiche Bio-On Spa, fallita nel dicembre 2019, e Bio-On plants Srl, a cui fa capo lo stabilimento produttivo di Gaiana, inaugurato nell’estate 2018.

L’incontro, chiesto dalla Regione Emilia Romagna e dalla Città metropolitana di Bologna per fare chiarezza sulla situazione delle due aziende, si è concluso con l’obiettivo di «arrivare nel più breve tempo possibile – spiega la Regione – a un bando d’asta in grado di portare da un lato a un’acquisizione di stampo industriale e dall’altro a dare una risposta sul piano sociale, con una proposta di soluzione per tutta la forza lavoro».

Al tavolo si è inoltre discusso della continuità degli ammortizzatori sociali per i lavoratori. «Riteniamo – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla – che il lavoro dei curatori possa permettere di arrivare in breve tempo a una soluzione concreta, e abbiamo motivo di pens are che possano esserci diverse manifestazioni d”interesse». (lo.mi.) 

Nella foto: lo stabilimento produttivo di Bio-On a Gaiana

Bio-On andrà all’asta a breve, attese diverse manifestazioni di interesse
Economia 25 Febbraio 2021

L’Enoteca regionale coordina maxi-progetto di filiera «green» per il comparto vitivinicolo dell’Emilia Romagna

«Legàmi di vite» è il nuovo contratto di sviluppo «green» nel comparto vitivinicolo dell’Emilia Romagna, che prevede interventi per oltre 115 milioni di euro, di cui 81 milioni sul versante ambientale. Il progetto, che vede il coordinamento di Enoteca regionale, è stato presentato al ministero dello Sviluppo economico.

Vi hanno aderito le più importanti realtà regionali cooperative, rappresentative di 12 mila imprese agricole socie, per un totale di 470 mila tonnellate di uva lavorata (il 61% della produzione dell’Emilia Romagna, dato 2019) e di 3.400.000 ettolitri di vino imbottigliato all’anno. Numeri importanti anche sotto il punto di vista occupazionale, con ben 1.232.000 giornate/lavoro agricolo e con circa 2.800 unità impiegate nelle cantine. Le aziende aderenti al progetto sono: Caviro Extra, Caviro, Agrintesa, Cantina Forlì Predappio, Cantina di Carpi e Sorbara, Terre Cevico, Le Romagnole, Medici Ermete, Cantine Riunite & Civ, Enomondo.

Obiettivo del contratto è lo sviluppo di una filiera sostenibile e circolare, anche con la messa a punto di un protocollo ambientale. Tra gli interventi che saranno realizzati in Emilia Romagna, oltre all’ampliamento della capacità produttiva, si prevede la trasformazione di prodotti agricoli del settore vitivinicolo e loro sottoprodotti (circa 67 mila tonnellate/anno derivanti dai processi di vinificazione) in acido tartarico naturale e biocarburanti avanzati, efficientamento energetico nei processi produttivi, riduzioni dei gas effetto serra, riduzione dell’impatto ambientale dei processi, realizzazione e potenziamento di sistemi di depurazione delle acque reflue in uscita dagli stabilimenti (attualmente 560 mila metri cubi/anno di reflui da attività agroalimentare ceduti in depurazione) e miglioramento dei sistemi di confezionamento e di stoccaggio. (lo.mi.)

Nella foto: il modello di economia circolare del progetto «Legàmi di vite»

L’Enoteca regionale coordina maxi-progetto di filiera «green» per il comparto vitivinicolo dell’Emilia Romagna
Economia 25 Febbraio 2021

Cefla, nuovo showroom e training center in via Bicocca a Imola. IL VIDEO

Cefla presenta il nuovo showroom e training center dedicato alla divisione Medical equipment. L’edificio, dalla superficie complessiva di 3.600 metri quadri, si trova accanto alla sede imolese di via Bicocca e si affaccia con grande vetrate sull’autostrada. Al piano terra lo showroom e la zona congressi con 80 posti espandibili e tre locali per l’interpretazione simultanea; al piano seminterrato otto sale corsi, attrezzate con sistemi di videoconferenza.

«Nonostante un anno impegnativo su diversi fronti -- commenta il presidente Gianmaria Balducci -- abbiamo creduto con fermezza di portare avanti importanti progetti di sviluppo immobiliare come questo. Riteniamo che, in una fase di prossima nuova normalità, avere una struttura espositiva di altissimo livello che accolga i nostri clienti attuali e potenziali e un centro di formazione di eccellenza, integrato con tecnologie da remoto, ci dia un vantaggio competitivo nella fase di ripartenza».Il progetto tecnico è opera dello studio ingegneristico imolese Tb, mentre Zini Elio è l’impresa costruttrice che ha realizzato le opere murarie. (lo.mi.) 

Nella foto: il nuovo edificio realizzato da Cefla in via Bicocca a Imola; sotto il video di proprietà di Cefla

Cefla, nuovo showroom e training center in via Bicocca a Imola. IL VIDEO
Economia 22 Febbraio 2021

Confartigianato Emilia Romagna, prima riunione della nuova presidenza: «Priorità a digitale, formazione e sostenibilità ambientale e sociale»

Digitale, sostenibilità ambientale e sociale, formazione. Sono le tematiche prioritarie per Confartigianato Emilia-Romagna, oggetto della prima riunione della rinnovata presidenza, con la segreteria guidata da Amilcare Renzi. All’incontro erano presenti il nuovo presidente Davide Servadei, il vice presidente vicario Gilberto Luppi e i vice presidenti Luca Morigi e Graziano Gallerani (quest’ultimo ha partecipato da remoto). 

«La pandemia ha accelerato dei processi che erano già avviati e ora ci pone davanti alla sfida di non perdere l’occasione di cogliere le opportunità che arriveranno dalle misure del piano Next Generation Ue per rilanciare il sistema delle micro, piccole e medie imprese nella nostra regione. In un Paese dove oltre il 90% delle imprese ha meno di 50 dipendenti, occorre ribaltare il paradigma per cui oggi le leggi si fanno per le grandi imprese e vengono poi derogate per il 98% delle realtà economiche», afferma Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna

«La digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese sarà un elemento fondamentale per rilanciare il sistema – aggiunge Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia-Romagna -. Un elemento che racchiude la necessità di investire in tecnologia, ma anche e soprattutto nella formazione dell’imprenditore e del personale per un cambio di passo nell’organizzazione dei processi e nella presenza sui mercati. Questo comporta anche l’esigenza di infrastrutture adeguate, da considerare anche nei territori periferici, per assicurare opportunità e mantenimento del presidio sociale anche alle comunità più distanti dai centri maggiori». (da.be.)

Nella foto: da sinistra Luca Morigi, Amilcare Renzi, Davide Servadei e Gilberto Luppi


Confartigianato Emilia Romagna, prima riunione della nuova presidenza: «Priorità a digitale, formazione e sostenibilità ambientale e sociale»
Economia 22 Febbraio 2021

Cefla realizzerà il nuovo data center di Cineca che ospiterà il supercalcolatore Leonardo

L’imolese Cefla si è aggiudicata la gara, del valore di oltre 45 milioni di euro, per la progettazione e la realizzazione delle opere di adattamento dei capannoni dell’ex Manifattura tabacchi a Bologna, destinati a ospitare il nuovo data center del consorzio interuniversitario Cineca e in particolare il «supercalcolatore» europeo Leonardo. Cefla è capogruppo dell’associazione temporanea di imprese composta dal gruppo edile vicentino Icm Spa, che si occuperà delle strutture, e da un gruppo di progettisti con a capo Dba Pro Spa, che seguirà la progettazione esecutiva anche in corso d”opera.

Il «supercalcolatore» europeo Leonardo sarà in grado di sviluppare una potenza di calcolo fino a 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo, con una capacità di archiviazione di oltre 100 petabyte (vale a dire oltre 104 milioni gigabyte). A regime farà parte della rete europea ad alte prestazioni Euro Hpc e avrà una potenza di calcolo dieci volte superiore all’attuale sistema Marconi 100, presente anch’esso in Cineca, che è fra i computer più potenti al mondo. (lo.mi.) 

Nella foto: il rendering del tecnopolo Cineca all’ex Manifattura tabacchi di Bologna

Cefla realizzerà il nuovo data center di Cineca che ospiterà il supercalcolatore Leonardo
Economia 22 Febbraio 2021

Caviro si aggiudica il «Premio impresa ambiente» per miglior gestione ed economia circolare

La cooperativa faentina Caviro è tra le cinque aziende vincitrici dell’ottava edizione del «Premio impresa ambiente», promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo in collaborazione con Unioncamere, il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si distinguono in un’ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale. La giuria ha selezionato i vincitori tra 125 candidature arrivate da 17 regioni.

Caviro ha vinto nella categoria «Miglior gestione» per  il  progetto «Dalla vite alla biocarburazione avanzata, con Caviro è possibile». Con  29  soci,  di cui 27 cantine, la cooperativa romagnola valorizza il lavoro di 12.400 soci viticoltori di sette regioni (tra questi, anche produttori del circondario imolese) e rappresenta – si legge nelle motivazioni del premio – «uno degli esempi più significativi di filiera integrata nel settore vitivinicolo e di economia circolare. Know-how e dotazione impiantistica consentono a Caviro di produrre all’interno dei propri stabilimenti non solo del vino di qualità, ma anche di trasformare tutti i sottoprodotti della vinificazione, attribuendo allo “scarto” dignità di risorsa che si rigenera e che rientra nuovamente in un ciclo produttivo». Caviro, assieme alle altre aziende vincitrici, concorrerà anche per il prestigioso «European business awards for the environment (Ebae) 2022-2023» della Commissione europea. (lo.mi.) 

Nella foto: la sede faentina di Caviro

Caviro si aggiudica il «Premio impresa ambiente» per miglior gestione ed economia circolare
Economia 19 Febbraio 2021

Antonio Patuelli, numero uno de La Cassa di Ravenna e Abi: «Nonostante la dura crisi, chi esporta sta crescendo»

La pandemia che non demorde e che lascia incertezze sul domani è sotto gli occhi di tutti, ma ci sono imprese che stanno lavorando di più del consueto (tendenzialmente quelle che esportano) e rafforzano attività e scorte. Possiamo sintetizzare così il pensiero di Antonio Patuelli, presidente del Gruppo bancario La Cassa di Ravenna (di cui fa parte anche la Banca di Imola) e numero uno dell’Abi (l’Associazione bancaria italiana), insignito nel 2017 del Grifo d’Oro (la massima onorificenza del Comune d’Imola). 

Lei, in quanto numero uno dei banchieri italiani ha un osservatorio attento e privilegiato per leggere la realtà economica e politica italiana dopo un anno di pandemia. Cosa vede dal suo osservatorio?

«Le imprese hanno andamenti assai diversificati a seconda della merceologia e dei mercati in cui operano: quelle esportatrici, tendenzialmente, vanno discretamente o bene. Più problematiche sono altre tipologie di imprese, soprattutto connesse ai trasporti, al turismo internazionale e delle città d’arte. Le banche hanno continuato le operazioni di rafforzamento e di riorganizzazione avviate negli anni precedenti e si stanno preparando a far fronte ai rischi e ai problemi che subiscono le imprese a seguito della pandemia».

È possibile fare un pronostico su come andrà l’anno in corso?

«Il 2021 per banche e imprese dipenderà molto da quanto durerà la pandemia. Comunque, ho sperato che la pandemia fosse debellata prima, anche con farmaci che nella precedente pandemia, la spagnola, non esistevano assolutamente. Ora, come tutti, confido che i vaccini e nuovissime medicine riescano a debellare il Covid-19 nei prossimi mesi».

Come giudica l’arrivo di Mario Draghi e la squadra che ha fatto?

«Essendo molto impegnato nel mondo bancario non dò giudizi sulla situazione politica: le banche debbono essere indipendenti anche dalla politica. Mario Draghi è uno degli italiani più prestigiosi nel mondo».

Che cosa ha chiesto quando è stato convocato durante i colloqui esplorativi?

«Le banche sostengono e sosterranno gli investimenti per le modernizzazioni e lo sviluppo. Gli istituti sono impegnati per il sostegno alla resistenza e alla ripresa: ci preoccupano i rischi insieme di imprese e banche. I provvedimenti eccezionali di sostegno all’economia produttiva e alle moratorie debbono durare più della pandemia; chiediamo che vengano ridotti gradualmente, non immediatamente ed integralmente a fine pandemia». (c.f.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 18 febbraio.

Nella foto: Antonio Patuelli

Antonio Patuelli, numero uno de La Cassa di Ravenna e Abi: «Nonostante la dura crisi, chi esporta sta crescendo»
Economia 18 Febbraio 2021

Coronavirus, l’azienda imolese Teams brevetta Geronimo, dispositivo per sanificare i Pos

Si chiama Geronimo ed è un supporto per Pos dotato di una speciale luce della gamma ultravioletta (Uv-C) in grado di sanificare in pochi minuti la tastiera su cui si digita il codice del bancomat quando si paga la spesa o un servizio.

Si tratta di un brevetto depositato da Sofia e Claudio Cristicini, titolari dell’impresa imolese Team Srls, specializzata in elettronica. Il primo esemplare di Geronimo è stato installato nella sede imolese di Confartigianato. La fonte luminosa, montata su un apposito supporto a stelo, irradia il dispositivo di pagamento e si spegne quando la mano del cliente, o del commesso, esegue la transazione.

L’azienda prevede di consegnare a breve i primi pezzi dedicati ai negozi e a tutte le attività commerciali o di servizio. In fase di sviluppo anche una variante del dispositivo, appositamente pensata per l’installazione nei banchi cassa dei supermercati. (lo.mi.)

Nella foto: il supporto per Pos ideato dall’azienda imolese Teams Srl

Coronavirus, l’azienda imolese Teams brevetta Geronimo, dispositivo per sanificare i Pos
Economia 18 Febbraio 2021

La società Sirio in tribunale per presunte irregolarità contabili

La società ravennate Sirio, guidata dall’Ad imolese Stefania Atzori, comparirà davanti al tribunale di Bologna il 1 aprile. A chiamare in causa il Consiglio di amministrazione dell’azienda, leader nel settore della ristorazione con circa 90 punti vendita sul territorio italiano (tra cui l’imolese Opera Dulcis) e oltre 700 dipendenti, è stato il ricorso del collegio sindacale per «una serie di asserite irregolarità – si legge in una nota emessa dalla stessa società – attinenti alla inadeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi, contabili e di controllo interno, nonché delle procedure adottate dalla società, ad irregolarità contabili, ad una indagine penale su una asserita sotto-fatturazione, a contrasti con gli organi di controllo interni ed esterni e ostacoli all’attività degli stessi, a dubbi sull’integrità del capitale sociale e sulla sussistenza della continuità aziendale, ad operazioni con parti correlate, alla violazione della disciplina degli obblighi previsti dalla normativa sull’attività di direzione e coordinamento, alla mancata comunicazione di informazioni price sensitive e di operazioni con parti correlate, e alla mancata verifica dell’esistenza per la qualifica di emittente diffuso».

Sirio fa inoltre sapere che «i componenti del Consiglio di amministrazione si costituiranno in giudizio per dimostrare l’infondatezza del ricorso».

Nel 2018 Sirio ha rilevato a Imola la pasticceria Opera Dulcis e si è aggiudicata la gestione del bar Bacchilega. In passato ha inoltre gestito il bar all’interno del parco delle Acque minerali e il bar dell’Ospedale nuovo. A inizio febbraio Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl di Bologna avevano segnalato ritardi nel pagamento della tredicesima mensilità a parte dei dipendenti. Inoltre, spiegavano  i sindacati in una nota «l’azienda non versa i contributi previsti dal Contratto collettivo nazionale di   lavoro   dei   pubblici   esercizi   per   la   sanità   integrativa,   Fondo   Est, impedendo ai dipendenti di poter accedere alle prestazioni previste, né si sta facendo carico di versare le quote Tfr che i dipendenti hanno deciso di destinare al fondo pensione, impedendo loro di fatto di portare a buon fine il loro investimento». (lo.mi.) 

Nella foto d’archivio (Isolapress): l’Ad di Sirio, Stefania Atzori, davanti all’Opera Dulcis di Imola

La società Sirio in tribunale per presunte irregolarità contabili
Economia 16 Febbraio 2021

Banca di Imola, positivo il bilancio 2020 approvato dal Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione di Banca di Imola, presieduto da Giovanni Tamburini, su proposta del direttore generale Sergio Zavatti, ha approvato i risultati relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2020, a conclusione del primo anno della pandemia da Covid-19. La Banca di Imola, appartenente al Gruppo bancario privato ed indipendente La Cassa di Ravenna, ha chiuso l’esercizio 2020 positivamente, con un utile netto di 1 milione e 44 mila euro, dopo aver assolto ai contributi obbligatori e gli altri oneri riguardanti i salvataggi di banche concorrenti, disposti dalle competenti Autorità, per 1 milione 526 mila euro. Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la proposta di distribuzione di un dividendo pari a 5 centesimi di euro per azione in contanti.

La raccolta diretta da clientela, in pronunciata crescita, si attesta a 1.474 milioni di euro (+14,8%) e la raccolta indiretta ammonta a 2.096 milioni di euro (-0,7%), di cui il risparmio gestito (comprensivo dei prodotti finanziario-assicurativi) ha raggiunto i 1.169 milioni di euro (+ 7,21%). La raccolta complessiva da sola clientela ammonta a 3.570 milioni di euro (+ 5,1%), mentre si conferma il sostegno alle attività economiche di imprese e famiglie con impieghi che ammontano a 882 milioni di euro (-0,29%). Sempre ingenti e prudenti le rettifiche sui crediti pari a 9 milioni 522 mila euro (-10,13%). Banca di Imola ed il suo Gruppo di appartenenza, La Cassa di Ravenna, continuano ad avere indicatori patrimoniali di eccellenza e di grande solidità.  In particolare, per Banca di Imola il CET 1 è salito al 22,04% (nel 2019 19,27%) ed il Total Capital Ratio  al 24,33% (nel 2019 23,29%), valori che sono abbondantemente superiori a quanto richiesto dalle normative vigenti.
Banca di Imola opera con 36 sportelli nelle Province di Bologna, Ravenna, Ferrara e Firenze. (r.e.)

Banca di Imola, positivo il bilancio 2020 approvato dal Consiglio di Amministrazione

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