Cia-Agricoltori a Montecitorio: Imola c’è perché «i conti non tornano»
Le spese produttive in aumento, una speculazione crescente che penalizza chi produce e le famiglie, oltre ai costi di energia, carburanti e concimi fuori controllo. Sono questi i punti alla base della protesta pacifica che, davanti a Montecitorio, il Cia-Agricoltori Italiani sta portando avanti dallo scorso 13 ottobre a cui partecipa anche una delegazione di Imola. Lo slogan «I conti non tornano» viene spiegato da Jacopo Giovannini, presidente della Cia Imola: «La nostra agricoltura, i bisogni primari delle persone e una qualità di vita dignitosa devono tornare al centro delle priorità del nostro Paese» che conclude, «Le persone non hanno la forza di arrivare a fine mese e si ritrovano spesso a scegliere tra acquistare frutta e verdura, fare il pieno alla macchina o accendere il riscaldamento. La politica non può più fare finta di niente».
Il presidente di Cia Imola, Jacopo Giovannini ha sottolineato: «Oltre a dover affrontare con pochi sostegni e risorse gli oneri dei cambiamenti climatici che rendono incerta la produttività aziendale e i redditi, sosteniamo il drammatico aumento dei costi di gestione per l’energia, il carburante e i concimi, sommato a una speculazione lungo le filiere che penalizza sia chi produce sia le famiglie. La nostra è una protesta pacifica ma chiara – aggiunge Giovannini -: per le aziende agricole i conti devono iniziare a tornare, altrimenti il rischio concreto è che la nostra agricoltura di qualità diventi insostenibile. Credo davvero – conclude Giovannini – che la misura sia colma».
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foto da social Cia Imola
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