Località

Cronaca 10 Luglio 2020

«Un salto in edicola» si ferma a Imola in compagnia del titolare dell’attività «In Pedagna»

Capita che, come per gli amori cantati da Venditti, certe scelte nella vita facciano dei giri immensi e poi ritornino. È questa la storia di Gabriele Santini, che ha deciso di abbandonare la carriera da programmatore e il mondo del digitale per fare un tuffo nel passato e diventare uno dei pochi difensori della carta stampata ancora in circolazione. Nel 2014 sceglie di rilevare l’edicola «In Pedagna» in via Baruzzi, punto di riferimento per i residenti dell’omonimo quartiere imolese sin dagli anni ’80, a partire dai quali si sono susseguite diverse gestioni fino ad arrivare alla sua. Tutto è iniziato quasi per caso, alla ricerca di una picco- la attività facilmente gestibile in autonomia. Gabriele si è poi scoperto essere «nipote d’arte». Infatti, non è il solo in famiglia ad aver optato per questa strada: anche un prozio, più di vent’anni prima, gestiva l’edicola in piazza del Carbone, proprio nel cuore della città, che in seguito al restauro del centro da parte del Comune è stata ricollocata in zona Arcella. Gabriele ci racconta che, nonostante l’impegno richiesto dalla gestione di un’attività, la sua scelta si è rivelata vincente, grazie ad una clientela con cui ha instaurato un rapporto speciale.

Essendo il quinto gestore di un’edicola che definirei storica, è stato difficile inserirsi nell’ambiente e stabilire un rapporto consolidato con i clienti?

«Ricordo di persone restie a socializzare e ad andare oltre al semplice gesto di scambio denaro-giornale. Ad esempio, c’era un signore che si faceva letteralmente “estrarre le parole di bocca”, comunicava il minimo sindacale, appoggiava le monete sul banco e se ne andava. Mentre ora è soddisfacente vedere come la gente si trovi a proprio agio con me, siamo in confidenza e spesso sono proprio i clienti che mi aiuta- no a risolvere i problemi o a vedere le cose sotto un’ottica differente e più ottimista. Mi capita anche di sentirmi dire: “Non c’è più gusto a chiedere, sai già quello che voglio” oppure “Non sono ancora arrivato che è già tutto pronto!”. La maggior parte della clientela frequenta l’edi- cola abitualmente, ma grazie alla costruzione della nuova struttura del Valsalva ho visto arrivare qualche faccia nuova e il lockdown ha spinto all’edicola nuovi acquirenti che facevano tappa qui durante la loro “ora d’aria”». (gi.so.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 9 luglio.

Nella foto (Isolapress): Gabriele Santini, titolare dell’edicola «In Pedagna» a Imola

«Un salto in edicola» si ferma a Imola in compagnia del titolare dell’attività «In Pedagna»
Cronaca 10 Luglio 2020

Pestarono un minorenne vicino all’autodromo, individuati e denunciati gli aggressori

Dieci ragazzi sono stati denunciati dai carabinieri di Casalfiumanese per lesioni personali gravi in concorso, commesse ai danni di un diciassettenne italiano, vittima di un pestaggio avvenuto alle ore 23.30 di sabato 27 giugno, in via Malsicura, poco lontano dalla tribuna centrale dell’autodromo di Imola.

All’epoca dei fatti, i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Imola erano intervenuti per prestare soccorso al diciassettenne che era stato preso a testate, calci e pugni da una banda di coetanei a lui sconosciuti che lo avevano picchiato perché si era rifiutato di dare del «fumo» a uno dei membri del gruppo. Quest’ultimo, sentendosi mancare di rispetto, gli aveva spaccato il setto nasale con una testata. Caduto a terra per il dolore, il malcapitato era stato preso anche a calci e pugni dagli altri ragazzi presenti. All’arrivo dei militari, gli aggressori erano fuggiti, lasciando a terra il diciassettenne, in attesa dei sanitari del 118 che dopo aver prestato le prime cure al giovane, lo hanno trasportato d’urgenza al pronto soccorso per essere medicato e dimesso con una prognosi di 21 giorni per la frattura delle ossa nasali e un trauma cranico facciale.

I carabinieri di Casalfiumanese, attraverso un’indagine telematica tra i social network scattata dopo la denuncia del giovane, sono riusciti a identificare, in collaborazione con i colleghi dell’Arma di Imola e Sesto Imolese, i dieci aggressori, tra cui quello che ha spaccato il naso al ragazzo e un altro che, sotto minaccia, ha tenuto alla larga gli amici della vittima, per impedire loro di prendere le difese dell’amico in difficoltà. Gli altri otto, invece, sono stati denunciati per aver partecipato ai fatti e per aver omesso con il loro comportamento l’interruzione dell’aggressione. (da.be.)

Foto concessa dai carabinieri

Pestarono un minorenne vicino all’autodromo, individuati e denunciati gli aggressori
Cronaca 10 Luglio 2020

Gli Alpini della Protezione Civile di Castello consegnano 300 mascherine della ditta BF di Osteria Grande alla Casa Protetta Coccinella

Associazioni e volontari della Protezione Civile del Comune di Castel San Pietro sono sempre al lavoro a sostegno della popolazione, soprattutto più debole, anche in questa fase 2 dell’emergenza Coronavirus. In questi giorni, infatti, gli Alpini della Protezione Civile si sono recati alla Casa Protetta comunale La Coccinella, insieme all’assessora al Welfare Giulia Naldi, per consegnare al direttore Samuele Preiata 300 mascherine di tipo chirurgico, che potranno essere utilizzate da persone che ne fossero eventualmente sprovviste.

Queste mascherine fanno parte delle 1000 in Tnt (sanificabili) che la ditta BF di Osteria Grande ha donato un mese fa alla Protezione Civile del Comune e che i volontari stanno distribuendo con varie modalità alla popolazione. La stessa ditta, che si occupa di sartoria e pellicceria e dall”inizio dell”emergenza sanitaria ha adibito parte dell’azienda alla produzione di mascherine, nei giorni scorsi ne ha date altre mille alla Croce Rossa castellana e si è detta disponibile a donarne ancora, in caso di ulteriori necessità. «L’Amministrazione comunale ringrazia la BF di Osteria Grande e gli Alpini della Protezione Civile per questo apprezzatissimo gesto – afferma l’assessora Naldi, che in queste settimane sta personalmente consegnando mascherine anche ad altre strutture come il Centro diurno disabili Ali Blu, il Laboratorio Occupazionale Zabina, i Nidi d’Infanzia e i Centri estivi per bambini e ragazzi organizzati da Comune, associazioni sportive e parrocchie in tutto il territorio comunale -. Questi dispositivi di protezione individuale sono un indispensabile strumento di prevenzione per salvaguardare la salute dei nostri anziani e di tutti noi. Invitiamo la cittadinanza a utilizzarle, a rispettare le distanze di sicurezza e le norme igienico-sanitarie. Non è il momento di abbassare la guardia, perché il virus non è ancora sconfitto». (da.be.)

Nella foto: da sinistra: Samuele Preiata (direttore della Coccinella), Giulia Naldi (assessore al Welfare) e Leonardo Bondi (presidente del Gruppo Alpini-Protezione Civile di Castel San Pietro Terme).

Gli Alpini della Protezione Civile di Castello consegnano 300 mascherine della ditta BF di Osteria Grande alla Casa Protetta Coccinella
Cultura e Spettacoli 10 Luglio 2020

Il direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival Massimo Mercelli ricorda il Maestro Ennio Morricone

«In principio il rapporto partì in salita, io che sono sempre in anticipo arrivai con cinque minuti di ritardo e il Maestro mi disse “cominciamo male”. Poi le cose cambiarono, gli piacque il suono del flauto di legno, da lì a breve mi avrebbe scritto “su misura” le cadenze per la cantata Vuoto d’anima piena e Notturno Passacaglia che l’11 ottobre suonerò, in sua memoria, al Teatro alla Scala. Pochi musicisti al mondo hanno raggiunto, restandoci, il cuore della gente. E quando lavoravi con lui, aveva la capacità di dire la parola giusta che trasformava il senso della musica; ora lo immagino trasfigurato in un suono puro».

Così Massimo Mercelli, flautista imolese di talento e successo internazionale e direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival, ricorda Ennio Morricone, il compositore scomparso lunedì 6 luglio. Mercelli, nelle sue parole, richiama l’occasione in cui Ennio Morricone compose Vuoto d’anima piena, una cantata per coro, orchestra da camera, pianoforte e flauto per il millennio della Basilica Cattedrale di Sarsina, commissionatagli per l’occasione dal Comitato delle celebrazioni per il millennio, per il tramite di Emilia Romagna Festival. L’opera, con testo di Francesco De Melis, venne eseguita in prima mondiale nella basilica il 25 agosto 2008 dall’Orchestra Roma Sinfonietta e dal Coro lirico sinfonico romano, con Massimo Mercelli al flauto nella parte solista e con lo stesso Morricone a dirigerla personalmente. (r.c.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 9 luglio.

Nella foto: Massimo Mercelli ed Ennio Morricone a Sarsina

Il direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival Massimo Mercelli ricorda il Maestro Ennio Morricone
Cultura e Spettacoli 10 Luglio 2020

Magia, musica e giocoleria ad Ozzano per l’«ArtInCirco Festival»

Comicità musicale, ma- gia, bolle di sapone, danza, giocoleria, teatro. C’è tutto questo dentro «ArtInCirco Festival», il Festival di circo contemporaneo in corso ad Ozzano fino al 12 luglio. «Doveva tenersi come di consueto tra i primi fine settimana di maggio» fanno sapere dall’organizzazione, «ma le restrizioni dettate dall’emergenza Coronavirus inizialmente avevano fatto propendere gli organizzatori a far slittare la manifestazione direttamente al 2021. Invece, grazie al sostegno economico dell’amministrazione comu- nale di Ozzano, della Pro Loco, e all’impegno personale dell’assessore alla cultura Ele- na Valerio, l’edizione 2020 del Festival… eccola qua!».

L’associazione ArtInCirco, organizzatrice del Festival, ha allestito un programma di eventi che ha preso il via il 7 luglio e terrà compagnia agli spettatori fino al 12 luglio nell’area verde dietro la biblioteca di Ozzano (piazza Allende). «Dobbiamo ringraziare l’amministrazione comunale che, individuando un luogo unico, sicuro e conforme alle norme contro il Coronavirus per tutti gli spettacoli all’aperto, ha fat- to sì che quest’estate possiamo regalare alla cittadinanza tantissimi spettacoli gratuiti – sottolinea Federico Cibin, presidente dell’associazione che organizza il Festival -. È importante ricordare al pub- blico che l’area verde dedicata agli spettacoli del Festival è quella dietro la biblioteca di Ozzano (piazza Allende): una platea da trecento posti che ospiterà non solo il Festival di circo contemporaneo, ma anche il Festival La Torre e la Luna organizzato dal gruppo Ote, il cinema all’aperto, letture e incontri con autori e concerti».

La prenotazione è obbligatoria allo 051-791337 oppure 051-791315 fino a venerdì 10 luglio dalle 9 alle 12.30 o tramite email all’indirizzo cultura@comune.ozzano.bo.it. Sono previsti anche laboratori di giocoleria gratuiti da 10 anni in su con prenotazione al 342-7736730: l’11 luglio dalle 16.30 alle 18.30, il 12 luglio dalle 15 alle 16 nell’area verde davanti al Comune di Ozzano.(r.c.)

Il programma sul sito dell’evento e su «sabato sera» del 9 luglio. 

Nella foto: Nando e Maila in un’immagine dello spettacolo «Kalinka»

Magia, musica e giocoleria ad Ozzano per l’«ArtInCirco Festival»
Cronaca 9 Luglio 2020

Cefla taglia produzione e personale nella sede di Verona, sindacati sul piede di guerra

Cefla taglia la produzione e il personale nella sede di Verona? La risposta dei sindacati Fim Fiom Uilm Territoriali Imola e Rsu Cefla Imola Verona Pesaro non si è fatta attendere. «Apprendiamo con assoluto sconcerto che la Cefla, al pari di una multinazionale, sta procedendo al taglio di un sito produttivo e di personale della sede di Verona – si legge nel comunicato. Nei recenti incontri sindacali sul territorio veronese è stato chiaramente specificato che una parte della produzione verrà trasferita ad Imola, insieme ad una parte del personale, per poi nel 2021 procedere al totale spostamento della produzione.È chiaramente un progetto di risparmio di costi tipico di una azienda che persegue il solo fine utilitaristico del bilancio.Le relazioni sindacali in Cefla hanno da tempo assunto rapporti sempre peggiorativi rispetto al passato e la mancata comunicazione delle azioni messe in atto sul sito di Verona, né la presentazione di un appropriato piano industriale, lo dimostrano. Come organizzazioni territoriali abbiamo deciso di porre un deciso punto fermo a questo stato di cose.Di tutto questo parleremo con tutto il personale nelle assemblee programmate per giovedì 16 luglio, chiedendo il mandato a sostenere il plesso di Verona.Sosteniamo la battaglia iniziata a Verona ben consci che queste problematiche potrebbero espandersi anche su altri plessi.A seguito dell’assemblea sindacale, secondo il mandato ricevuto, non ci precludiamo la possibilità di mettere in campo anche forme di protesta.Se davvero questo è accaduto, auspichiamo una inversione di rotta, ma se la posizione della Cooperativa rimarrà tale anche nell’immediato futuro ne dovremo necessariamente prenderne atto ed adeguarci anche nei nostri modi di relazionarci». (da.be.)

Nella foto: uno degli stabilimenti Cefla a Imola

Cefla taglia produzione e personale nella sede di Verona, sindacati sul piede di guerra
Cronaca 9 Luglio 2020

A quarant’anni dalla strage la stazione di Bologna sarà intitolata al «2 Agosto 1980»

Il 2 agosto saranno trascorsi 40 anni dalla bomba fatta esplodere alla stazione di Bologna un sabato mattina d’estate provocando 85 morti e 200 feriti. Un’ala della sta- zione venne completamente distrutta, oggi è ricostruita e rimane a ricordarlo un lungo squarcio sul muro del primo binario, una lapide con tutti i nomi dei morti, immagini e targhe nella sala d’aspetto e uno dei due orologi esterni fermo alle 10.25, l’ora dello scoppio. Impossibile non notarlo per chi è andato almeno una volta in treno a Bologna.

Quest’anno è una ricorrenza particolare ma il Coronavirus ha reso tutto più complicato. In questi mesi di lockdown e restrizioni sanitarie l’Associazione tra i familiari delle vittime e tanti altri hanno comunque lavorato, soprattutto online, per tener desta l’attenzione sul 40°. Ad esempio è stata creata la pagina Facebook «Dammi la mano. Bologna 2 Agosto» per raccogliere testimonianze, video o commenti. Ma per il 2 agosto forse non ci sarà il corteo ma un momento in piazza Maggiore, come il 6 agosto ’80 quando si tennero i funerali davanti all’allora presidente della Repubblica Pertini e al sindaco Renato Zangheri. Quest’anno dovrebbe venire il presidente Mattarella. Poi ci si sposterà in stazione ed è questo il momento che sta particolarmente a cuore a Paolo Bolognesi il presidente dell’Associazione tra i familiari. Il Comune di Bologna ha chiesto mesi fa a Ferrovie dello Stato di intitolare la stazione al «2 Agosto 1980».

Sembrava cosa fatta ma in quest’anno complicato bisogna lottare anche per questo. «Le Ferrovie dello Stato mi hanno finalmente confermato che l’intitolazione verrà fatta il prossimo 2 agosto – spiega Bolognesi -, ma non ci sarà il distacco di biglietteria, cioè sui biglietti continuerà a chiamarsi Stazione centrale di Bologna. Come Associazione abbiamo detto che va bene se è un primo passo, capiamo che occorra tempo per le procedure ma l’anno prossimo il nome deve cambiare davvero, altrimenti non serve a niente mettere una targa su un muro. Le Ferrovie dicono che lo chiederebbero anche tutte le altre città, ma io dico: in quali altri posti d’Italia è accaduta una strage come questa?». (l.a.)

A quarant’anni dalla strage la stazione di Bologna sarà intitolata al «2 Agosto 1980»
Cronaca 9 Luglio 2020

L’Associazione nazionale dentisti italiani promuove una class action in favore dei pazienti della Dentix

La telenovela Dentix si arricchisce di un nuovo capitolo. L’Andi (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), infatti, nel rilevare la deplorevole situazione creatasi a seguito della crisi della catena odontoiatrica, con ambulatorio anche a Imola, intende fornire un segnale di concreta vicinanza ai cittadini-pazienti coinvolti, ponendo a loro disposizione un servizio di consulenza gratuita diretta alla proposizione di azioni di tutela collettiva volte ad arginare danni e pregiudizi subiti. «Andi – dichiara il presidente Carlo Ghirlanda – ha deciso di sostenere le ragioni dei cittadini, dei lavoratori e dei professionisti coinvolti rispetto al ritardo degli impegni di cura ed economici da parte di Dentix, promuovendo una iniziativa legale alla quale potranno partecipare, gratuitamente, coloro che ritengono di essere stati danneggiati dalla presente situazione».

Per maggiori informazioni scrivere all”indirizzo e-mail: segreteriapresidenza@andinazionale.it (da.be.)

Nella foto: l’ambulatorio di Dentix a Imola

L’Associazione nazionale dentisti italiani promuove una class action in favore dei pazienti della Dentix
Cronaca 9 Luglio 2020

Coronavirus, dalla Regione più di 300 mila euro all’Ausl di Imola per tutto il personale impegnato durante l’emergenza

La Regione, dopo il primo riconoscimento erogato a maggio, è tornata a valorizzare i lavoratori della sanità pubblica dell’Emilia-Romagna, impegnati nella gestione dell’emergenza Covid-19, destinando loro altri 10 milioni di euro. Nello specifico, all’Ausl di Imola andranno 307.585 euro.

Tra le principali novità, l’allargamento dell’ambito di applicazione del trattamento economico accessorio, che ora fa appunto riferimento a tutti i lavoratori dipendenti del sistema sanitario, compreso il personale dirigenziale del ruolo professionale, tecnico e amministrativo: non più quindi il solo organico sanitario, ma anche chi a vario titolo fa parte della ‘macchina’ che assiste e cura i cittadini. «Insieme al personale più in prima linea come medici, infermieri e soccorritori, è stato tutto il sistema sanitario regionale che ha affrontato in maniera coesa l’emergenza Covid, lavorando con sacrificio e disponibilità massima per difendere la salute di tutti gli emiliano-romagnoli – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore Raffaele Donini -. Abbiamo ritenuto giusto e doveroso riconoscere un premio anche ai professionisti, ai tecnici e agli amministrativi che, ognuno per le proprie competenze, hanno permesso alla nostra sanità di affrontare nel migliore dei modi una crisi senza precedenti, mantenendo tuttora alta l’attenzione sul virus e gestendo la fase di ritorno all’erogazione delle prestazioni e dei servizi ordinari». (da.be.)

Foto tratta dal sito della Regione Emilia Romagna

Coronavirus, dalla Regione più di 300 mila euro all’Ausl di Imola per tutto il personale impegnato durante l’emergenza
Cronaca 9 Luglio 2020

Nessun riconoscimento ai lavoratori di Medicina, il sindaco Montanari: «C’è rammarico, non ci accontentiamo. Malattia provvedimento più giusto»

Dopo il no arrivato lunedì scorso dalla Camera dei deputati al riconoscimento per i lavoratori di Medicina colpiti più di altri dal Coronavirus, l’Amministrazione comunale ha preso atto con rammarico della decisione del Governo di non affrontare il problema dei lavoratori e delle lavoratrici bloccati dalla zona rossa nel capoluogo e nella frazione di Ganzanigo, decisa dall’ordinanza regionale del 15/3.

Un duro colpo dopo aver sollecitato fin dalla prima settimana di chiusura risposte per le persone che potevano recarsi al lavoro, perché le loro aziende erano tra i codici Ateco che da Decreto permettevano di restare aperte. A tal riguardo l’Amministrazione auspica indicazioni chiare per garantire lavoratori e aziende già duramente provati da questa emergenza. «Non mi sono mai accontentato del minimo in vita mia e certo non comincerò ora sulla pelle dei miei concittadini – dichiara il sindaco Matteo Montanari –. Ribadisco che come Comune riteniamo che il provvedimento più giusto rimanga la malattia. I cittadini coinvolti erano a casa non per scelta e le loro aziende erano aperte. Se poi il Governo al momento è intenzionato a concedere gli ammortizzatori, al pari di quanto fatto a Codogno, pretendiamo che almeno questo venga fatto immediatamente per salvare i giorni di ferie. E intendiamo quelle estive e non natalizie. La nostra Comunità si è trovata nella condizione di accettare scelte imposte per evitare la diffusione del contagio a tutta la Città Metropolitana. Ognuno si è messo a servizio del bene comune e ha evitato l’estendersi del contagio al territorio metropolitano. Spiace davvero vedere trattamenti diversi per zone diverse d’Italia». (da.be.)

Nella foto: il sindaco di Medicina Montanari

Nessun riconoscimento ai lavoratori di Medicina, il sindaco Montanari: «C’è rammarico, non ci accontentiamo. Malattia provvedimento più giusto»

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast