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Cronaca 26 Marzo 2019

Decine di volontari metteranno a dimora quindicimila piante per la diciassettesima edizione di “Salviamo la montagna”

Si svolgerà mercoledì 27 marzo la diciassettesima edizione dell’iniziativa per la tutela delle colline castellane “Salviamo la montagna”, organizzata dalle associazioni venatorie di Vallata (Sillaro-Idice) ed Ekoclub International, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e le scuole dell’Istituto comprensivo (scuola media di Castel San Pietro ed elementare di Osteria Grande).

Nell”occasione decine di volontari si ritroveranno per mettere a dimora quindicimila piantine di tamerici che perseguiranno un duplice obiettivo: aumentare la superficie boscosa grazie allo sviluppo delle loro radici e prevenire frane e smottamenti. L’evento è aperto a tutti i cittadini, in particolare agli appassionati della natura e a chi desidera trascorrere una mattina all’aria aperta, contribuendo alla difesa dell’ambiente.

La giornata di si aprirà alle ore 8 nel piazzale della scuola media Fratelli Pizzigotti a Castel San Pietro: da qui partiranno due gruppi composti da studenti e volontari, che svolgeranno attività di piantumazione nella vallata del Sillaro e lungo il torrente Quaderna. Alle ore 11 i due gruppi di partecipanti si ritroveranno alla bocciofila di Osteria Grande, dove saranno offerti a tutti panini (e non solo). Ad accogliere volontari e ragazzi saranno presenti il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti e l’assessore all’Ambiente Tomas Cenni.

Per informazioni e adesioni: Aldo Brusa, tel. 051 943132 e 334 3377224; Giulio Dall’Olio tel. 051 946216 e 338 3124336; Claudio Nanetti 338 8522410. (c.cr.)

La foto è tratta dal sito del Comune di Castel San Pietro Terme

Decine di volontari metteranno a dimora quindicimila piante per la diciassettesima edizione di “Salviamo la montagna”
Cronaca 26 Marzo 2019

Non autosufficienza, più che raddoppiati in dieci anni i disabili assistiti a domicilio e nelle strutture del territorio

Quando si parla di non autosufficienza, si pensa in genere agli anziani. In realtà, tra i beneficiari dei servizi vanno annoverati anche i disabili e i pazienti psichiatrici, che incidono non poco sulla tenuta del sistema. Per quanto riguarda i soli casi di disabilità grave ricoverati nelle strutture del circondario imolese, in dieci anni sono più che raddoppiati, passando da 43 a 93, di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Il motivo lo spiega il direttore del Distretto dell’Ausl, Alberto Minardi: «Oggi i portatori di handicap hanno una speranza di vita superiore. La stessa cosa accade per i malati psichiatrici. Questo grazie alla qualità dell’assistenza erogata».

Alessandra Cenni, fisioterapista del dipartimento cure primarie dell’Ausl, racconta che ci sono situazioni anche molto complesse che, grazie alla forte motivazione dei familiari, sono comunque seguite a domicilio. «Abbiamo 17 persone che vivono in famiglia. Con livelli di gravità molto simile ai ricoverati in struttura, ma con parenti che hanno una forte propensione a tenere il proprio caro a casa. I caregiver sono preziosi alleati, ma devono essere anch’essi monitorati, perché alcune situazioni sono davvero pesanti e il rischio è che i familiari divengano anch’essi degli utenti».

A Imola la struttura residenziale per disabili è la Don Leo Commissari, che offre 15 posti più due di sollievo. Molti casi gravi (per gravi si intendono persone non autonome nelle funzioni vitali o con seri problemi comportamentali) sono ricoverati anche nella Fiorella Baroncini e nella casa di riposo di via Venturini sempre a Imola oppure in quella di Castel San Pietro, che garantiscono un’assistenza infermieristica giorno e notte in caso di necessità. Le famiglie pagano solo trasporti e pasti, mentre la retta è coperta in parte dal Fondo regionale per la non autosufficienza (nel 2018 per il circondario imolese sono arrivati 12,8 milioni e altri verranno da 4,3 milioni stanziati dalla Giunta prima di Natale, in tutto 6 milioni in più rispetto al 2017), e in parte da risorse dei Comuni, per un totale di 420.000 euro l’anno.

Passando invece ai pazienti psichiatrici, parlare di domiciliarità significa in un certo senso ripercorrere la storia del superamento dei manicomi. «Noi siamo stati i primi a ribaltare il paradigma ospedale-territorio, dal 1978 – interviene la direttrice del Dipartimento di salute mentale, Alba Natali -. Il nostro modello di riferimento è la psichiatria di comunità: la malattia mentale è specifica, ma ci sono sempre aspetti sociali e psicologici accanto a quelli medici. Chi entra dalla nostra porta è seguito con un progetto individuale: c’è chi è visto solo dallo psichiatra, ma casi più complessi possono richiedere il coinvolgimento del servizio sociale o altro».«Nel 2017- prosegue Natali – gli operatori (prevalentemente infermieri) hanno fatto oltre 7.500 interventi domiciliari, ai quali vanno aggiunti i circa 4.000 degli educatori del privato sociale. I pazienti con terapia psichiatrica traggono un grande beneficio dal rimanere a casa, non è buonismo ma scientificamente una delle migliori “medicine”. Ma questo significa sviluppare supporti per le famiglie, perché c’è una complessità che richiede interventi psico-educativi, consultazioni e terapie familiari». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 marzo

Non autosufficienza, più che raddoppiati in dieci anni i disabili assistiti a domicilio e nelle strutture del territorio
Economia 26 Marzo 2019

Sacmi è partner del Mit, la più importante realtà universitaria del mondo nella ricerca applicata all'industria

Si chiama Massachusetts Institute of Technology, più semplicemente Mit ed è la principale realtà universitaria del mondo nel campo della ricerca applicata all”industria. Dal 1° marzo Sacmi ne è ufficialmente partner, essendo diventata membro dell”Industrial Liason Program del Mit. Tale collaborazione consentirà alla cooperativa imolese di relazionarsi con le avanguardie tecnologiche sviluppate da scienziati e ricercatori di fama internazionale, con l”obiettivo di «individuare nuove soluzioni di grande impatto per il business e l”opportunità – si legge in una nota dell”azienda – di sviluppare una vera e propria osmosi di competenze tra personale Sacmi e ricercatori del Mit».

L”accordo è stato firmato dal presidente di Sacmi Imola, Paolo Mongardi e dall”executive director Mit corporate relations, Karl F. Koster proprio nell”anno in cui la grande coop imolese festeggia i suoi primi cento anni di storia. «È grazie all’innovazione continua se l’azienda è cresciuta sui mercati internazionali sino a guadagnarsi un ruolo da protagonista tra i player globali dell’impiantistica industriale – sottolinea il presidente Mongardi -. Incrementare ancora la nostra capacità di generare innovazione è l’obiettivo della collaborazione con il Mit, un accordo che il Consiglio di Amministrazione Sacmi ha voluto e perseguito con grande determinazione».

La collaborazione darà modo a Sacmi di accedere alle attività e ai servizi dell”istituto nel campo della ricerca applicata ai diversi settori industriali di interesse, consentendo inoltre al personale imolese di partecipare al regolare programma di conferenze e workshop di ricerca della struttura. Al Mit sarà poi organizzato, una volta all”anno, un incontro mirato alla pianificazione strategica delle attività e, a seguire, una delegazione del Mit guidata dal “program director” e dai membri delle facoltà interessate a sviluppare collaborazioni con Sacmi farà visita all’azienda.

Ma non è finita qui. Il gruppo imolese avrà anche l’opportunità di entrare in contatto con la “startup community” dell’Istituto, vale a dire con oltre 1.600 imprese emergenti e potrà coinvolgere personale dell”istituto americano (studenti e ricercatori) nello sviluppo non solo delle attività di ricerca all’estero, ma anche nella realizzazione di progetti mirati attraverso un periodo di soggiorno e lavoro in Sacmi.  E la formazione permanente del personale, che a Sacmi sta particolarmente a cuore dal momento che vi investe oltre 23mila ore l’anno, potrà completarsi accedendo ai diversi programmi di formazione continua proposti dal Mit. (r.cr.)

Sacmi è partner del Mit, la più importante realtà universitaria del mondo nella ricerca applicata all'industria
Cronaca 25 Marzo 2019

Scontro in via Pirandello, 67enne trasportata al Maggiore

Un grave incidente si è verificato oggi pomeriggio, alle 14.50, in via Pirandello a Imola. Secondo una prima ricostruzione della polizia municipale, una 67enne residente a Imola stava attraversando la strada con la propria bici sul passaggio pedonale nei pressi del supermercato Famila quando, per cause ancora da accertare, è stata investita da una Fiat Panda, guidata da un 81enne imolese, che procedeva in direzione Forlì e che dopo l”impatto ha arrestato la propria corsa circa 30 metri dopo il luogo dell”incidente.

A causa dell”urto, la donna è finita sul parabrezza della vettura, prima di essere sbalzata insieme alla bici sul l”altro lato della carreggiata dove sopraggiungeva una Panda vecchio modello, condotta da una 56enne di Imola, che viaggiava verso Bologna e che, a quanto si ipotizza, pare stesse arrestando la propria marcia per dare la precedenza. 

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118. La donna, viste le sue condizioni, è stata trasportata in elisoccorso all”ospedale Maggiore di Imola con un codice di massima gravità. Per lei prognosi riservata e ricovero in rianimazione. Illesi, invece, i conducenti dei due veicoli. Sul luogo dell”incidente, come detto, anche due pattuglie della polizia mucipale per i rilievi di rito e per appurare l”esatta dinamica dell”incidente. Non è chiaro, infatti, ad esempio, se la donna stesse attraversando la strada in sella alla bici o semplicemente tenendola a mano e in quale direzione procedesse. Gli agenti, inoltre, hanno anche provveduto alla chiusura per due ore di un tratto di via Pirandello, mentre il magistrato ha disposto il sequestro dei due veicoli. (d.b.)

Nella foto (Isolapress): il luogo dell”incidente

Scontro in via Pirandello, 67enne trasportata al Maggiore
Cronaca 25 Marzo 2019

Un chilo di cocaina, contanti e una pistola nascosti sull'auto. Nei guai una donna residente a Imola

Nei giorni scorsi la guardia di finanza di Imola ha scoperto e sequestrato 1,2 chili di cocaina, una pistola con 53 cartucce e diecimila euro in contanti. Il ritrovamento è avvenuto all”interno di una Citroen Station Wagon parcheggiata non molto lontano dal centro della città, in un luogo poco trafficato.

La segnalazione dell”auto sospetta, a quanto riferiscono dalle fiamme gialle, sarebbe giunta da alcuni cittadini che l”avevano notata lasciata in sosta da diverso tempo sempre nello stesso posto. I finanzieri, giunti su posto, hanno notato anche dall”esterno che l”abitacolo presentava delle alterazioni sospette, così hanno provveduto ad un”ispezione interna che ha portato alla scoperta di due doppifondi: uno era stato creato al posto dell”airbag ed un altro ricavato all”interno dell”imbottitura del sedile posteriore. All”interno di quest”ultimo era stato occultato tutto il materiale illecito. La cocaina, confezionata in quattro panetti, è risultata essere purissima, per un valore all”ingrosso di circa 100 mila euro, mentre la pistola è rubata.

Le indagini hanno permesso di risalire alla proprietaria della vettura che è stata identificata e denunciata per traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di arma da fuoco e ricettazione. Si tratta di una donna di circa trent”anni di origine albanese, residente a Imola, incensurata. Al momento risulta irreperibile. (d.b.)

Foto concessa dalla guardia di finanza

Un chilo di cocaina, contanti e una pistola nascosti sull'auto. Nei guai una donna residente a Imola
Economia 25 Marzo 2019

Il 29 e il 30 marzo torna Imola Programma, l'ideatore Claudio Bergamini: “Dietro alle tecnologie ci sono le persone'

C’è un settore che non conosce crisi. E’ quello dell’informatica, che a Imola vede impegnate decine di aziende in crescita e alla costante ricerca di figure professionali specializzate. Da tre anni a questa parte l’evento “Imola Programma” punta i riflettori proprio su questo interessante segmento dell’economia locale e globale. Ne è ideatore Claudio Bergamini, amministratore delegato della società Imola Informatica, che nel suo quartier generale di via Selice dà lavoro a un centinaio di addetti, numero che sale a 150 se si considerano le società partecipate del gruppo.

Dalla nascita di Imola Programma, tanti sono stati i cambiamenti anche a livello locale, come spiega anche Bergamini: «Quest’anno le scuole superiori in cui si insegna anche l’informatica hanno registrato il doppio di iscritti rispetto a due anni fa. E forse non è un caso se una realtà piccola come Imola negli ultimi anni ha avuto, rispetto al resto d’Italia, il maggior numero di medaglie alle Olimpiadi di informatica Tutte le aziende di informatica che lavorano bene sono in crescita esponenziale. Se le aziende vogliono crescere il mercato dà loro questa possibilità, l’unico freno è proprio la mancanza di persone. Per cui le aziende devono andare a cercarle fuori territorio. A Imola Informatica, ad esempio, il rapporto tra chi è della zona e chi viene da fuori è di 20 a 80. Grazie a questo evento si sono anche aperte collaborazioni interessanti per progetti innovativi di ricerca. E’ il caso di Antreem e Cefla; Npc, Sister e Imola Informatica; Sacmi, Iprel e Imola Informatica».

Quest’anno il titolo dell’evento è «Trasformazione tecnologica e fattore umano».
«Innanzitutto occorre smitizzare le tecnologie, dicendo che non sono ineluttabili, ma che davanti e dietro ci sono sempre persone. Fino a oggi abbiamo voluto mettere in luce a livello territoriale che in campo informatico il fattore umano ricopre un ruolo fondamentale. Industria 4.0, smart cities, intelligenza artificiale, auto senza pilota, prevedono tutti l’uso di software sempre più invasivo. Cercheremo di mostrare come gestire questa trasformazione, quali saranno i probabili impatti e di capire come possiamo aiutare il territorio a metabolizzare bene questi cambiamenti».

«Trasformazione tecnologica e fattore umano nell’impresa» è il tema scelto per la terza edizione di Imola Programma, che quest’anno si terrà il 29 e 30 marzo nella sala stampa dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari. L’evento, organizzato da Local Focus, è occasione di incontro con le aziende che producono e/o sfruttano tecnologie avanzate, il cui denominatore comune è l’informatica. Venerdì 29 marzo (ore 8.30-18.30) saranno protagoniste le imprese, con spazi espositivi, tavoli di confronto, presentazioni e testimonianze su temi specifici: ricerca  e  innovazione,  mentalità  digitale,  risorse  economiche,  responsabilità sociale, processi e qualità. Sabato 30 marzo (ore 8.30-13.15) sarà invece dedicato ai percorsi formativi e professionali. Imprese, università, istituti superiori e, per la prima volta, agenzie per il lavoro affronteranno il tema cruciale dell’apprendimento  in  sintonia  con  le  esigenze  delle  aziende,  che  avranno modo di spiegare quali sono le figure da loro più ricercate. (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 21 marzo

Nella foto Claudio Bergamini

Il 29 e il 30 marzo torna Imola Programma, l'ideatore Claudio Bergamini: “Dietro alle tecnologie ci sono le persone'
Cronaca 25 Marzo 2019

Siccità e caldo record dell'inverno 2019, come il Consorzio di bonifica fa fronte all'emergenza agricola

La siccità non è un problema legato soltanto ai mesi estivi. La quasi totale mancanza di precipitazioni e le temperature superiori alla media che hanno caratterizzato l”inverno 2019 e che si protraggono da diversi mesi stanno infatti creando parecchi problemi al settore agricolo. Ecco qualche dato sulla piovosità per capire: la media della pioggia tra il 1993 e il 2019 è stata di 47 millimetri, mentre quella del febbraio 2019 misurata dal pluviografo della sede del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale a Lugo è di appena 7,8 millimetri, inferiore dunque dell’83%. Più contenuto, ma sempre preoccupante, il calo della piovosità se il confronto è fatto sul periodo dicembre-febbraio: -58%. A questo si aggiunge il generale aumento delle temperature: dai dati dell’osservatorio dell’Arpae risulta infatti che la temperatura media rilevata nella regione Emilia Romagna tra il 1991 e il 2018 è cresciuta di 1,1 gradi rispetto al trentennio precedente.

La situazione ha già reso necessario l”intervento del Consorzio di bonifica per far fronte alle richieste d”acqua del settore agricolo. «Anche nel nostro comprensorio, come in tutta la regione e in gran parte d’Italia, ci sono molte preoccupazioni per il protrarsi del periodo di siccità – afferma il presidente del Consorzio di bonifica, Alberto Asioli – Senza acqua per irrigazione non si avrebbero raccolti, quindi, oltre alla mancanza dei prodotti verrebbe meno anche l”occupazione in campagna e in tutto il settore dell”indotto. Anche per questo motivo il Consorzio si è da subito impegnato e siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste irrigue che ci sono pervenute, svolgendo un lavoro attento e oculato su tutta la nostra rete idrica di pianura».

Nei mesi di febbraio e marzo l”area della “bassa Romagna” è stata quella che ha reso necessario l”intervento irriguo più impegnativo, destinato a 1.500 ettari coltivati a bietolotto, altre piante orticole da seme e cipolle, vale a dire colture che in questa fase di semina e di trapianto necessitano di acqua Il lavoro del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale è stato complicato perché è stato svolto in condizioni critiche al di fuori dell’ordinaria stagione irrigua, di norma compresa tra metà marzo e fine ottobre e determinata dalla funzionalità del Canale Emiliano Romagnolo (Cer), la quasi esclusiva fonte d”acqua per l”irrigazione di questo territorio. L”acqua del Cer è infatti praticamente inutilizzabile dai primi di novembre a inizio marzo, innanzitutto per la presenza di cantieri di manutenzione ordinaria e straordinaria che rendono necessario interrompere l’alimentazione idrica del canale, poi per l’esigenza di riservare, nel periodo di interruzione dell’esercizio, un minimo di portata per l’uso prioritario civile. A inizio febbraio, infine, si è registrata l”esondazione del fiume Reno, che ha “costretto” il Cer a invasare parte delle acque fuoriuscite, raccolte in prima battuta dai canali di bonifica (quindi acque “sporche” e non utilizzabili comunque ai fini dell’irrigazione), al fine di evitare che venissero inondati diversi paesi della pianura bolognese.

Per tutte queste circostanze il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale ha gestito la crisi idrica senza poter attingere acqua dal Cer, ma affidandosi a fonti alternative: minimi prelievi dal Senio-Canale dei Mulini e uso dell’acqua di scolo presente nei canali di bonifica, il tutto attraverso un intervento coordinato e in tempo reale di azionamento delle varie paratoie e sostegni irrigui presenti nella rete di bonifica per far arrivare senza sprechi l’acqua là dove serviva. Per questo intervento di soccorso, secondo le stime, è stato impiegato un volume di circa mezzo milione di metri cubi di acqua, con un lavoro dedicato di quasi 5.000 ore, che ha salvaguardato coltivazioni della massima importanza per il sostegno al reddito delle imprese agricole, ma al contempo anche le opere di scolo e con esse il territorio nel suo insieme.

E dai primi di marzo, con il Cer che ha ripreso la sua normale funzione, l’acqua è tornata ad arrivare anche al territorio romagnolo, riportando a regime tutte le attività d’irrigazione che attualmente si stanno svolgendo secondo i canoni ordinari, anche se in anticipo di 15 giorni rispetto al normale inizio della stagione irrigua. Restano comunque preoccupazioni per i prossimi mesi, considerando che per tutto il mese di marzo non sono previste precipitazioni significative in grado di portare benefici all’agricoltura e all’approvvigionamento idrico che per il nostro territorio dipende dal fiume Po, dal quale il Cer attinge. Il livello delle acque  del fiume potrebbe infatti presto andare in sofferenza, considerando che nel territorio regionale l’aumento della temperatura massima è ancora più accentuato rispetto alla temperatura media: tale aumento infatti è risultato, nel confronto tra i periodi ’91-2018 e ’61-’90, pari addirittura a 1,4 gradi. E proprio nel territorio della Romagna Occidentale si è registrata, nell’estate del 2017, la temperatura record di 42,5 gradi a Brisighella. (c.cr.)

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Siccità e caldo record dell'inverno 2019, come il Consorzio di bonifica fa fronte all'emergenza agricola
Sport 25 Marzo 2019

Pallamano A2, il Romagna ritrova la vittoria in casa della Fiorentina

Torna alla vittoria il Romagna che, dopo un periodo nero quanto le proprie maglie,  supera nettamente 26-14 in trasferta la Fiorentina e la supera al 6° posto in classifica.

la squadra di Tassinari è brava a mettere subito il match nei binari giusti e, dopo il vantaggio dei padroni di casa, piazza un break letale di 8-0. L’inerzia della partita è quindi inevitabilmente a favore dei bianconeri che si limitano a controllare i flebili tentativi di rimonta dei toscani. Nel secondo tempo la Fiorentina crolla definitivamente sotto i colpi del Romagna e di un Luppi ispirato (8 reti e top-scorer di giornata).

Nel prossimo turno, in programma sabato 30 marzo (ore 19), il Romagna affronterà alla Cavina il Modena. (d.b.)

Tabellino

Fiorentina-Romagna 14-26 (5-13)

Fiorentina: Biagioni, Bini, Carlotti, Deda, Di Fabrizio, Al. Fratini, An. Fratini 3, Grandi 3, Mazzanti 2, Nigro, Ostuni 1, Pampaloni, Paoli 4, Pieri, Romei 1, Solano. All. Dei.

Romagna: Martelli, Sami, Panetti 2, La Posta 1, Gollini, Folli 4, Babini 2, Andalò, F. Tassinari 2, Bosi, A. Boukhris, Leotta, Luppi 8, Medri, Ricci 1, Rotaru 6. All. D. Tassinari.

Foto di Annalisa Mazzini

Pallamano A2, il Romagna ritrova la vittoria in casa della Fiorentina
Sport 25 Marzo 2019

«Camminacittà», a Imola dalla Bocciofila si va in direzione «centro»

Con l’iniziativa «Camminacittà» si vuole promuovere l’esercizio fisico in modo semplice e accessibile a tutti. Si cammina su percorsi urbani, nei parchi, nelle aree verdi e sulle piste ciclopedonali. Si entra e si esce dal percorso a piacere e non è richiesta nessuna iscrizione.

Ogni lunedì vengono proposti due percorsi distinti, il primo di 8 km. circa ad andatura veloce e il secondo ad andatura più blanda di circa 5 km. aperto a tutte le persone che per età o altri motivi hanno piacere di fare del moto, in compagnia, senza dover sottoporre il fisico a stress eccessivi. La partecipazione è libera e gratuita. Anche stasera, lunedì 25 marzo, il ritrovo è alle ore 20.30 presso il parcheggio della Bocciofila (lato Silvio Alvisi), per poi avviarsi in direzione «centro».

Per informazioni: Pierluigi (tel. 348-7932893).

Foto tratta dalla pagina facebook del Camminacittà di Imola

«Camminacittà», a Imola dalla Bocciofila si va in direzione «centro»
Sport 25 Marzo 2019

Pallavolo B2 femminile, solo sconfitte per Clai Imola e Vtb Ozzano

Due match e due sconfitte per le squadre di casa nostra. Partiamo dalla Clai Imola che cade in casa (secondo ko consecutivo tra le mura amiche) 3-2 contro Forlì al termine di un match equilibrato e risolto dalle ospiti al tie-break. Passando alla Vtb Ozzano, niente punti per le ragazze di Casadio che scivolano 3-1 sul campo del Rovigo.

Nel prossimo turno, la Clai Imola affronterà, sabato 30 (ore 19) l”Arbor Reggio Emilia, mentre la Vtb Ozzano giocherà, domenica 31 (alle 18), in casa contro la Gramsci Reggio Emilia. (d.b.)

Tabellino

Clai Imola-Forlì 2-3 (25-18, 22-25, 25-19, 25-27, 12-15)

Rovigo-Vtb Ozzano 3-1 (25-11, 25-19, 19-25, 25-21)

Nella foto (dalla pagina facebook del Volley Team Bologna): le ragazze della Vtb Ozzano 

Pallavolo B2 femminile, solo sconfitte per Clai Imola e Vtb Ozzano

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