Cronaca

Cronaca 6 Giugno 2020

Lettera delle Organizzazioni di Produttori e Centrali Cooperative della Romagna ai parlamentari per salvare l’agricoltura del territorio

Con una lettera Organizzazioni di Produttori e Centrali Cooperative della Romagna hanno chiesto a tutti i parlamentari romagnoli un gesto significativo, ovvero quello di portare all”attenzione la situazione in cui versa l”agricoltura romagnola dopo gli straordinari episodi calamitosi che l”hanno interessata in questo 2020 e sottoscrivere le richieste già presentate al Governo e all’Assessorato regionale per evitare il collasso del sistema produttivo locale. 

Le richieste cui si fa riferimento sono la deroga al D.Lgs. 102/2004 sulle colture assicurabili il rifinanziamento della norma al momento non coperta a sufficienza vista la gravità eccezionale degli eventi meteo che hanno colpito la Regione e che mai erano stati registrati su queste terre. Nella lettera, inviata l’altro ieri pomeriggio, viene messa nero su bianco la mole del danno cui gli agricoltori e tutta la filiera agroalimentare del territorio andranno incontro: «Gli eventi atmosferici caratterizzati dai forti e ripetuti abbassamenti notturni della temperatura, con punte minime fino a meno 5-6 gradi centigradi dal 24 marzo al 4 aprile scorsi, hanno investito ampie zone dell’Emilia-Romagna provocando gravi danni a molte colture frutticole specializzate anche per l’avanzato stato vegetativo dovuto alla mitezza dell’inverno. Si tratta di 48mila ettari di frutteti ad alta specializzazione produttiva, con perdite che arrivano al 90% del raccolto previsto per quest’anno nel caso delle albicocche, 9mila imprese agricole colpite e una stima provvisoria dei danni che nelle previsioni supera i 400 milioni di euro. La frutticoltura in regione è a rischio di vita con conseguenti gravi perdite di ricchezza per tutti. Già oggi si stima che potrebbero perdersi circa 300.000 giornate di lavoro se non si interviene tempestivamente. Un danno occupazionale incalcolabile per l’Emilia-Romagna».

La deroga e le modifiche al D.Lgs. 102/2004 sono necessarie per riconoscere il danno anche alle colture assicurabili, richieste motivate da fatti concreti, in quanto, come hanno scritto nel documento, «nelle settimane precedenti agli eventi, ancora a pochi giorni dall’apertura delle assicurazioni, gli imprenditori erano impossibilitati a muoversi a seguito delle restrizioni nazionali imposte all’emergenza Covid-19, pertanto, non hanno fatto in tempo ad assicurarsi; tra le condizioni dei contratti di polizza è previsto che la copertura assicurativa scatti dopo 12 giorni dalla stipula della stessa, condizione che ha di fatto aggravato la situazione, esistendo casi nei quali pur avendo assicurato, l’azienda non era in copertura da gelo al momento dell’evento calamitoso; diverse compagnie assicurative avevano ridotto la capacità assuntiva sul gelo per ridurre i rischi e altre non l’hanno attivata affatto, fatto che ha aggiunto difficoltà e ritardi ulteriori ad una eventuale ricerca di altro contraente. Date queste condizioni straordinarie, si stima che meno del 20% delle aziende frutticole regionali sia riuscita ad assicurarsi in tempo contro questa calamità. «Contingenze così straordinariamente pesanti ci richiamano a sforzi comuni a sostegno di un settore così importante e strategico per l’economia della nostra Regione».  (da.be.)

Lettera delle Organizzazioni di Produttori e Centrali Cooperative della Romagna ai parlamentari per salvare l’agricoltura del territorio
Cronaca 6 Giugno 2020

Minaccia l’ex vicino di casa con un coltello, 40enne nei guai

Un quarantenne, residente a Borgo Tossignano, è stato denunciato dai carabinieri per minaccia aggravata e porto d’armi di oggetti atti ad offendere. L’episodio è avvenuto ieri, alle 14.15, a Imola.

A chiamare i militari un imolese, il quale, mentre si trovava affacciato al balcone di casa, ha riferito di essere stato minacciato con un coltello dal suo ex vicino di casa che aveva visto camminare per strada. Causa del folle gesto forse vecchi rancori tra i due, a tal punto però che il quarantenne ha estratto l’arma e mimato il gesto di tagliare la gola all’imolese.

L’uomo è stato individuato e identificato pochi istanti dopo dalle forze dell’ordine che l’hanno trovato ancora in possesso del coltello multiuso. (da.be.)

Foto concessa dai carabinieri 

Minaccia l’ex vicino di casa con un coltello, 40enne nei guai
Cronaca 6 Giugno 2020

Coronavirus, soddisfatti i gestori di bar a Imola, Castello e Medicina: «Clienti rispettosi delle regole»

L’estate che bussa alla porta, le belle serate che profumano dei fiori di tiglio, la voglia di stare fuori di casa. Gli ingredienti per l’aperitivo al locale all’aperto preferito ci sono tutti, il guaio è che questa estate la dovremo trascorrere accompagnati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. «Il locale è pieno, l’umore è alto, ma con grande consapevolezza di quello che abbiamo attraversato», ci racconta Gaetano Sarti, socio del Bar della piscina di Medicina, luogo di ritrovo per eccellenza dei giovani della città. Dopo la paura, la «zona rossa», le redazioni televisive in città, c’era tanta voglia di normalità, ma con un’attenzione in più rispetto alla sicurezza.

Anche Elio Morara, dell’Elio’s Cafè di Imola è soddisfatto della ripartenza anche se «non ci addentriamo ancora nella notte». Infatti uno dei locali per aperitivo e post aperitivo più frequentati di Imola chiude le serrande alle ore 21. «Per ora è così – afferma Morara – ma presto cercheremo di tornare alla normalità, anche perché la clientela si comporta molto bene». Al Caffè della rocca, altro baluardo imolese dell’aperitivo, si sono attrezzati con un punto «take away alla finestra». Si può poi consumare il proprio drink sul prato dotati di coperte (sanificate) per un originale aperitivo picnic. Elia Cappelletti, titolare dell’Elia Cafè di Castel San Pietro, fa eco ai colleghi. «Non mi lamento assolutamente – ci spiega – i clienti sono molto rispettosi delle regole. Inoltre, abbiamo ampliato lo spazio del dehor esterno, grazie alla conces- sione di utilizzo di due stalli per il parcheggio da parte del Comune».
Il Comune di Castel San Pietro si è attivato anche per il Bar Basket, gestito dalle sorelle Serena e Francesca Troti, chiudendo la via adiacente al bar, così che è stato possibile «creare un salotto cittadino con tavolini e ombrelloni. Abbiamo poi potuto aumentare lo spazio a nostra disposizione sotto al portico e attaccato simpati- che mensoline per chi vuole gustare l’aperitivo in piedi». (m.o.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto (Isolapress): la movida imolese durante la «fase 2»

Coronavirus, soddisfatti i gestori di bar a Imola, Castello e Medicina: «Clienti rispettosi delle regole»
Cronaca 6 Giugno 2020

Movida, i consigli di polizia e carabinieri ai gestori dei bar: «Se la situazione degenera, siate voi i primi a chiamarci»

Divieto di assembramento, non solo all’interno ma anche all’esterno dei locali pubblici. Questo prevede il protocollo regionale che regolamenta la «fase 2» di bar e pub, dove di solito si concentra la cosiddetta movida. Norme che, come sottolinea la direttrice di Cna Imola Ornella Bova, hanno suscitato perplessità e preoccupazioni tra i gestori, tenuti ad esercitare un controllo anche all’esterno dei propri locali.

Proprio su questo aspetto le forze dell’ordine hanno fatto il punto, dando anche alcuni consigli. «Chi gestisce un locale oggi è responsabile anche di quello che gli succede attorno – sottolinea il primo dirigente del Commissariato di Imola, Michele Pascarella -. È possibile arrivare anche alla chiusura di un locale che non riesce a gestire l’assembramento all’esterno. In questo momento pub e bar, che vivono di movida, devono attuare i protocolli con una certa rigidità. Abbiamo avuto anche segnalazioni da parte degli stessi gestori e questo è importante perché segnalare significa mettersi nella condizione di dire “Non ho l’autorità per farlo, venite e fatelo voi”. Questo mette al riparo il gestore da eventuali responsabilità».

Andrea Oxilia, comandante della Compagnia dei carabinieri di Imola, cita un esempio preciso. «A Imola, il gestore di un noto locale del centro (Elio’s Café, Ndr), rendendosi conto della frequentazione forse troppo numerosa della sua clientela, ha deciso, in autonomia e con un senso di estrema responsabilità, di chiudere alle 21. Questa scelta, che pure andava contro i suoi stessi interessi, è stata molto apprezzata dalle forze dell’ordine e direi anche dagli stessi clienti, checché se ne dica. Ha telefonato al 112, informandoci di ciò che stava facendo. La pattuglia è comunque intervenuta non per un controllo, ma per dare sostegno. Un contributo che dovrebbe diventare un sentiero comune, in questa situazione nuova per tutti». (lo.mi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto (Isolapress): carabinieri intervenuti al caffè Elio’s di Imola, che per evitare assembramenti ha deciso in autonomia di chiudere alle 21

Movida, i consigli di polizia e carabinieri ai gestori dei bar: «Se la situazione degenera, siate voi i primi a chiamarci»
Cronaca 6 Giugno 2020

Centri estivi, la difficile organizzazione tra costi più alti e rinunce. La situazione comune per comune

C’è chi li organizza direttamente, chi si appoggia ad associazioni o cooperative e chi, al contrario, delega tutto ai privati. È variegato e ancora in evoluzione il panorama dell’organizzazione dei centri estivi nei dieci comuni del circondario imolese e a Ozzano Emilia. Di sicuro, però, è stato confermato il bonus regionale conciliazione lavoro-famiglia da 84 euro alla settimana (per un massimo di 336 euro) per le famiglie con Isee entro i 28 mila euro.

Imola si sta muovendo su un doppio binario. Da una parte l’elenco di chi partirà a breve (erano già stati selezionati 33 progetti, ora, dopo la pubblicazione del protocollo regionale, bisognerà vedere quanti rinunceranno). Dall’altro, ha aperto le iscrizioni ai centri estivi del servizio Infanzia, quindi per bambini dai 3 ai 5 anni che già frequentano nidi e materne comunali. Al via lunedì 15 giugno, proseguiranno fino al 31 luglio, part time o tempo pieno. Castel San Pietro ha pubblicato un sondaggio per verificare l’interesse delle famiglie. «Per il Comune organizza la Uisp. Sul territorio ci sono anche altre società e parrocchie» afferma l’assessora alla Scuola, Giulia Naldi. Medicina si appoggia alla cooperativa Ida Poli. Le iscrizioni si sono chiuse il 31 maggio e si poteva indicare anche un amico con cui condividere lo stesso gruppetto. Ozzano Emilia, invece, partirà più tardi. «L’obiettivo è dal 22 giugno – aggiorna l’assessore alla Scuola, Marco Esposito –. I nostri campi sono gestiti dalla cooperativa Dolce». A Mordano l’Amministrazione sta coordinando le realtà che già propongono attività per bambini e ragazzi: società sportive, parrocchie, scuole e la cooperativa Il Mosaico, a cui si è aggiunta anche la palestra S&M Gym. Castel Guelfo si è trovato all’improvviso sprovvisto dello storico organizzatore, la parrocchia, che non farà l’Estate Ragazzi. «Abbiamo trovato disponibilità nelle coop Il Mosaico, che gestisce la biblioteca, e Seacoop, che si occupa del nido comunale» racconta l’assessore alla Scuola, Anna Venturini. Anche a Dozza partiranno non prima del 15. «Abbiamo due gestori, Officina Immaginata e l’associazione Girotondo dei genitori della scuola primaria» spiega l’assessore alla Scuola, Sandra Esposito. 

Salendo in vallata, a Casalfiumanese saranno gestiti dal Tennis club e dalla palestra Z Fitness nel capoluogo, da parrocchia e associazione Il Solletico a San Martino in Pedriolo. A Borgo Tossignano la parrocchia ha dato forfait per l’organizzazione dei campi estivi e tocca all’Amministrazione cercare di mettere una pezza. Fontanelice partirà dal 15 giugno, supportando i gestori selezionati per le proposte estive: la Polisportiva di Fontanelice e la cooperativa Seacoop. L’estate a Castel del Rio è da anni quella del Galletto, struttura che organizza campi avventura molto frequentati, che ha deciso di tirarsi indietro. (gi.gi. mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto: momento di svago durante un centro estivo degli scorsi anni

Centri estivi, la difficile organizzazione tra costi più alti e rinunce. La situazione comune per comune
Cronaca 5 Giugno 2020

Ruba medicinali dall’ospedale, 61enne denunciata

Una 61enne è stata denunciata a piede libero per furto, perché sorpresa dai carabinieri a rubare alcuni farmaci. L’episodio è avvenuto nel pomeriggio del 2 giugno, all’incirca alle 18, all’interno dell’ospedale di Imola in via Amendola.

La donna, pensionata residente a Massa Lombarda e già nota alle forze dell’ordine per precedenti per furto, è stata colta in flagranza di reato mentre teneva ancora in mano integratori dietetici e farmaci per un valore totale tra i 40 e i 50 euro.

A lanciare l’allarme e chiamare i carabinieri una guardia giurata che ha notato segni di effrazione nella porta di ingresso che dalla struttura porta al deposito farmaci. All’arrivo dei militari la 61enne non avrebbe saputo spiegar loro il perché del gesto e per chi fossero i prodotti da lei sottratti. La merce rubata è stata sequestrata dai carabinieri in attesa di essere riconsegnata ai proprietari. (da.be.)

Foto d’archivio

Ruba medicinali dall’ospedale, 61enne denunciata
Cronaca 5 Giugno 2020

Coronavirus, dopo la Rocca domani a Imola riaprono anche Museo di San Domenico e Palazzo Tozzoni

Dopo la prima riapertura sperimentale della Rocca Sforzesca, che nell’ultimo weekend ha visto un’affluenza di oltre 160 visitatori, da domani (sabato 6 giugno) riaprono al pubblico anche il Museo di San Domenico e Palazzo Tozzoni, con accessi ovviamente regolamentati affinché vengano rispettate le misure di sicurezza previste per l’emergenza sanitaria.

Da domani, quindi, tutti i sabati e le domeniche si potranno visitare le tre sedi dei Musei Civici di Imola, ovvero Rocca Sforzesca, Museo di San Domenico e Palazzo Tozzoni, nei consueti orari di apertura (sabato ore 15 -19, domenica ore 10 -13 e 15 –19). Per poter garantire la miglior tutela dei visitatori, la modalità di accesso è stata organizzata con nuove regole, che permetteranno di visitare gli spazi in sicurezza. L’accesso dei visitatori sarà di 10 persone ogni ora: sabato pomeriggio alle ore 15, 16, 17 e 18; domenica mattina alle ore 10, 11, 12; domenica pomeriggio alle ore 15, 16, 17 e 18. Non è prevista la prenotazione. Sarà obbligatorio indossare la mascherina, mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1 metro e seguire il percorso di visita.

Inoltre, sempre da domani, nel Museo di San Domenico sarà possibile visitare la mostra fotografica Ristorante San Domenico di Imola 1970-2020. Un percorso lungo 50 anni, in occasione del 50° anniversario di attività del ristorante stellato.

Per informazioni: Musei civici di Imola (Via Sacchi 4, 0542/602609-602670), musei@comune.imola.bo.it oppure visitate il sito web. (da.be.)

Foto concessa dal Comune di Imola

Coronavirus, dopo la Rocca domani a Imola riaprono anche Museo di San Domenico e Palazzo Tozzoni
Cronaca 5 Giugno 2020

Accordo aziendale per premiare l’impegno dei dipendenti di Montecatone

Un accordo è stato siglato per premiare l”impegno delle lavoratrici e dei lavoratori di Montecatone, vera eccellenza del nostro sistema sanitario regionale. Manca solo il sigillo del Consiglio di amministrazione che si riunirà l’11 giugno per deliberare il pagamento a giugno.

Come noto da tempo, infatti, anche la struttura di Montecatone è stata interessata dalla gestione dei pazienti Covid-19 e grazie all’impegno delle persone che vi lavorano è stato possibile evitare la diffusione del virus all”interno della struttura e, al tempo stesso, garantire la dovuta assistenza a chi invece lo aveva contratto. A queste persone andrà così un riconoscimento economico quantificabile in 1.000 euro per le professioni sanitarie zona Covid; 700 euro per le professioni sanitarie zone non Covid; 800 euro per Oss zone Covid; 500 euro per Oss zone non Covid e 400 euro per tutto il resto del personale.

Un altro accordo che arriva dopo quello siglato a marzo per la stabilizzazione di 35 precari e che conferma l’efficacia del lavoro delle organizzazioni confederali, le uniche risultate rappresentative dentro la struttura, in grado di concretizzare un modello di rappresentanza che non si accontenta di rappresentare solo un singolo settore ma tutto il mondo del lavoro. «Vogliamo continuare in questa direzione – dichiarano Marco Blanzieri della Fp-Cgil, Kevin Ponzuoli della Cisl-Fp e Giuseppe Rago della Uil-Fpl -. C”è ancora tanto da fare e ancora tanto faremo anche grazie all”impegno delle Rsu, delle lavoratrici e dei lavoratori che tutti i giorni ci mettono la faccia per mantenere un livello di qualità del nostro sistema sanitario regionale». (da.be.)

Nella foto: la struttura di Montecatone

Accordo aziendale per premiare l’impegno dei dipendenti di Montecatone
Cronaca 5 Giugno 2020

«Un salto in edicola» sale fino a Dozza per scoprire La Bottega storica Numero 1 di Emiliano Beltrani

Quando si parla di Dozza non si può mai essere banali. La piccola città, arroccata sulle colline imolesi, è uno dei borghi medioevali più caratteristici dell’Appennino Tosco-Emiliano, la sua frazione, Toscanella, rappresenta per chi viene da Bologna la porta sulla via Emilia della regione storico-geografica della Romagna e la Biennale del Muro dipinto, oltre a renderla famosa nel Paese, l’ha anche trasformata in una galleria d’arte a cielo aperto. Viste le premesse, l’edicola del paese poteva mai essere una semplice edicola? Ovviamente no, a partire dal suo nome: Bottega storica Numero 1. Non si tratta certo dell’ego del proprietarioario, ma della storia, che rende la bottega di via XX Settembre la più antica di Dozza, con tanto di certificato regionale di Bottega storica.

Emiliano Beltrani, dozzese di adozione, la gestisce dal 2016, dopo che il precedente proprietario l’aveva tenuta per 30 anni. «Si tratta dell’attività commerciale più antica del paese, io stesso ho scovato le licenze rilasciate dalla Repubblica di Salò, ma la storia di questi locali va molto più indietro nel tempo. Questa è una bottega di epoca medioevale. La pianta del negozio non mente: al piano terra, lunga e stretta, tipica dei lotti medioevali con ingresso sotto i portici, prospiciente sulla via principale. È l’ultima rimasta, le altre hanno cambiato destinazione d’uso, ho fatto molte ricerche, nasco medievalista». Altra sorpresa, poteva mai essere un semplice edico- lante, l’edicolante di Dozza? Certo che no, Emiliano racconta di essere un fotografo professionista e di aver deciso di mettere radici, sotto la pressione della consorte, con l’acquisto della Bottega Numero 1. «La passione per la fotografia ha accompagnato tutta la mia vita, ma soprattutto mi è stata utile per pagarmi gli stu- di. Mi sono poi specializzato nelle foto ai cantieri archeologici, sono un archeologo medievalista». (m.o.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto: Emiliano Beltrani nella sua Bottega storica Numero 1 a Dozza

«Un salto in edicola» sale fino a Dozza per scoprire La Bottega storica Numero 1 di Emiliano Beltrani
Cronaca 5 Giugno 2020

A Medicina il centro si trasforma in un salotto all’aperto per sostenere i commercianti

Medicina riparte dal centro storico, trasformandolo per l’estate in un salotto all’aria aperta per la sicurezza di cittadini e visitatori. E, perché no, come attrattiva turistica per un’estate diversa. «Il commercio ha sofferto molto nel periodo di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria e comunque viene da un decennio già molto difficile – premette Donatella Gherardi, assessore alle Attività produttive –. Oggi ripartire è ancora più difficile, per questo come Amministrazione abbiamo deciso di mettere in campo diverse azioni».

In primis c’è una nuova conformazione del centro storico, che a partire dall’8 giugno si trasformerà in un salotto all’aria aperta arredato e attrezzato grazie all’impegno dell’Amministrazione ma anche delle attività commerciali e di ristorazione. «Abbiamo autorizzato l’occupazione di suolo pubblico gratuitamente per tutti i commercianti, bar e ristoranti, proponendo loro di pensare ad una Medicina all’aria aperta e trovando la collaborazione di molti operatori – continua Gherardi –. L’idea è nata pensando a come fare per dare la possibilità di lavorare in sicurezza e con distanziamento. Siccome in un negozio piccolo può entrare una sola persona alla volta, un salottino di attesa all’esterno, delimitato da piante e fiori, rende certamente più piacevole l’attesa dei clienti. Inoltre, occupando parti più ampie dei sottoportici il distanziamento è rispettato». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno. Sull’edizione cartacea anche le originali idee di alcuni titolari di negozi del centro.

Nella foto (Isolapress): via Libertà  a Medicina e i suoi portici nel primo giorno di ripresa del mercato il 28 maggio

A Medicina il centro si trasforma in un salotto all’aperto per sostenere i commercianti

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