Cronaca

Cronaca 13 Marzo 2018

I modellini in legno di Gianni Roncarati, da un violino alla Papamobile

La destrezza con la quale il signor Roncarati riesce a dare forma al legno è qualcosa di magico. Entrando nel suo appartamento, a catturare immediatamente lo sguardo sono i dettagliatissimi modellini, dotati di ingranaggi perfettamente funzionanti, che fanno bella mostra di sé sugli scaffali del salotto, testimoni della grande passione per i motori che da sempre accompagna il loro creatore. Dopo una vita passata in officina, infatti, Gianni Roncarati non è riuscito a rassegnarsi alla quiete della pensione e, oltre il restauro di moto d’epoca, ha scoperto una nuova vocazione: la lavorazione del legno, appunto. «Dal 1953 ho sempre lavorato con il ferro, e il legno neppure lo consideravo – racconta -. Poi mi sono trovato con tanto tempo libero da riempire…». Però non ha iniziato subito con i veicoli in scala: «La mia prima creazione – ricorda – fu un violino. Andai a Cremona e comprai diversi libri che spiegavano come costruirli».

E’ così che ha incominciato ad apprezzare le sensazioni che dare una forma al legno di acero e abete gli donava. «Dei primi lavori non ero molto soddisfatto, ma imparavo in fretta – ricorda ancora – e gli strumenti necessari me li costruivo con le mie mani». Con il solo aiuto di un tornio e di questi attrezzi artigianali, il signor Gianni ha iniziato a migliorare e ad affinare la propria tecnica, fino ad ottenere risultati considerabili soddisfacenti dalla sua indole perfezionista. Il passaggio dai violini ai modellini lignei è stato quasi naturale, un cerchio che si chiude per un uomo che vive di motori: «Il primo tentativo lo feci cercando di riprodurre la mia vecchia 500 bianca – racconta, mostrando la macchinina in questione -. Poi ci presi gusto e iniziai ad entrare nei particolari di ogni componente meccanico».

Ogni pezzo, ogni singolo ingranaggio che compone le macchine, è creato dal signor Roncarati sul suo banco di lavoro, con pazienza certosina e straordinaria competenza. Tutti gli sforzi e la pazienza infusi nel suo lavoro, che può assorbirlo anche per otto mesi per un singolo modellino, rendono ogni pezzo assolutamente unico: «Le persone a cui li mostro sembrano apprezzarli, anche se spesso è difficile convincerli del fatto che ogni pezzetto, ogni catena, ogni più piccolo particolare lo costruisco io – spiega, girando la manopola che attiva gli ingranaggi del motore inserito nella sua riproduzione di un trattore Landini -. Per questo tendo a non venderli, anche quando mi viene richiesto». Del resto è comprensibile, visto l’impegno e il tempo occorrenti. «Quando andammo con nostro figlio in visita in Vaticano per l’occasione decisi di costruire quella», racconta, puntando il dito sulla papamobile di legno, anch’essa contenente un motore con tanto di bielle e pistoni. «Ma mi resi presto conto – continua – di come gli addetti vaticani trattavano gli oggetti che la gente affidava loro per il Santo Padre, così scelsi di riportarla a casa». Le rifiniture sono curate nel minimo dettaglio, utilizzando materiali di recupero quali gomma, ritagli di pelle e altro, per dettagliare i sedili, le maniglie, fino ad arrivare ai pedali delle auto, senza lasciare spazio a imprecisioni di sorta. Il segreto di tanta pazienza è semplice: «Faccio solo ciò che davvero mi piace e mi interessa – sottolinea Roncarati – e concentrarmi non mi costa fatica. Anzi, mi aiuta molto e mi mantiene impegnato. Quando ho i miei attrezzi in mano mi sento sereno – spiega Gianni – perché sento sempre il bisogno di lavorare e tenermi occupato. E se posso farlo coniugando la mia passione per la meccanica, sono davvero un uomo felice».

r.r.

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 marzo

Nelle foto: Gianni Roncarati mostra orgoglioso alcuni dei suoi modellini in legno da cui creati come il trattore Landini, la Papamobile e una Moto Guzzi

I modellini in legno di Gianni Roncarati, da un violino alla Papamobile
Cronaca 13 Marzo 2018

Università, a Imola oltre mille studenti l'anno e si punta a crescere

Il plesso imolese dell’Università di Bologna conferma i propri numeri nell’anno accademico 2017/2018 con buone prospettive di crescita grazie a un lungo lavoro sulla qualità dell’offerta formativa: 7 corsi di laurea (sei corsi triennali e uno magistrale) con oltre 900 studenti a cui si aggiungono 6 master (di cui due di secondo livello) con circa 100 studenti l’anno per un totale dioltre mille l’anno. Notevole anche il numero dei docenti e ricercatori che orbitano nel plesso visto che «fra corsi di laurea e master sono quasi 300 – sottolinea Patrizia Tassinari, referente della sede di Imola dell’Università di Bologna -. Sono offerte formative molto qualificate e specifiche, spesso uniche o sperimentali. Per questo gli studenti, ad un anno dalla laurea, o continuano a studiare o lavorano. Essendo quasi tutte a numero chiuso, non abbiamo grandi variazioni da un anno all’altro, ma ci piacerebbe aumentare nel breve periodo il numero di lauree triennali presenti in questa sede».
Un primo passo è il tanto atteso corso di Meccatronica che partirà nell’anno accademico 2018/19 a Bologna e che dal  2019/20 vedrà anche Imola protagonista in una duplice veste: l’utilizzo dei laboratori dell”Alberghetti per chi è al secondo anno e una seconda corte a Imola per le matricole.
Cruciale l’apporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola che dal prossimo anno accademico metterà a disposizione anche palazzo Dal Pero, in fase di ristrutturazione. «Siamo vicini all”Università da oltre vent”anni perché siamo convinti che Imola, dotandosi di un plesso universitario, possa crescere socialmente ed economicamente – commenta il presidente Fabio Bacchilega -. Mantenere i numeri degli ultimi anni è un buon segnale e noi continueremo a fornire spazi come palazzo Vespignani e dal prossimo anno accademico anche palazzo Dal Pero. Inoltre abbiamo contribuito alla creazione di laboratori di alto livello all’ex Lolli e serre di ricerca allo Scarabelli. Credo il nostro apporto sia importante anche per i progetti di ricerca pluriennali, l’ultimo dei quali  sull”obesità infantile promosso in collaborazione con l’Ausl e presentato poche settimane fa. Ogni anno l’offerta formativa aggiunge un tassello e quest’anno sono iniziati due nuovi master».
Tra i fiori all’occhiello della formazione accademica imolese è il rapporto con l’Ausl con la quale si svolgono le attività formative dei il corso di laurea in Fisioterapia e in Infermieristica, oltre ai corsi di laurea in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, in Educazione professionale e in Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione. A testimoniare l’impegno dell’Ausl sono i numeri snocciolati dal direttore generale Andrea Rossi: «Alcune attività didattiche si svolgono in collaborazione con la nostra azienda sanitaria che contribuisce a tenere in contatto i mondi dell’istruzione e del lavoro – spiega il dg imolese -. Nel 2017 il nostro personale ha svolto oltre 60mila ore di tutoraggio per oltre 430 studenti in carico: sono numeri che parlano da soli in una realtà come la nostra».
Christian Fossi

La versione completa sul numero di sabato sera in edicola dall”8 marzo.

Università, a Imola oltre mille studenti l'anno e si punta a crescere
Cronaca 13 Marzo 2018

Boschetto dinAmico, domani l'inaugurazione dello spazio verde per far pedalare gli anziani

Un boschetto dinAmico per il benessere fisico della terza età è il nuovo spazio verde nato a Cittaslow sul Sillaro, certificazione che attesta appunto il buon vivere e verrà inaugurato mercoledì 14 marzo, giornata nazionale del paesaggio, alle 17.21 (in caso di pioggia si slitterà a sabato 17 alle ore 17). Con la sua realizzazione, Castello abbraccia le direttive dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla terza età che, come si legge nel cartello posto all’ingresso, evidenziano «l’utilità sociale dell’attività fisica nell’invecchiamento come stimolo alle relazioni interpersonali, come strumento per accrescere l’autostima e come riscoperta di un ruolo sociale attivo».

Il boschetto dinAmico è un nuovo parco pubblico lungo il percorso pedonale che collega il Giardino degli Angeli con via Aldo Moro ed arredato con attrezzi ginnici per la terza età, il cui scopo è quello di promuovere il movimento come buona abitudine per la salute. A dare impulso al progetto è stato in primis il gruppo «Buonumore walking» che dal 2004 organizza camminate e di cui oggi fanno parte ben 230 persone. «L’idea era quella di dotare la comunità castellana di un parco per la terza età come ne esistono diversi in Europa, ma ancora pochi in Italia – racconta la referente, Patrizia Grandi -. Grazie al sostegno di tante realtà ed associazioni cui si è unita anche l’Amministrazione comunale, il Boschetto dinAmico è finalmente nato».

Ad abbracciare il progetto sono infatti stati differenti partner: Aido, Associazione nazionale carabinieri, Associazione nazionale alpini, Auser, Avis, Il Giardino degli Angeli, Pubblica assistenza Paolina e Terra Storia Memoria. «Inoltre, si è unita l’azienda castellana Trascoop che ha messo a disposizione materiali e manodopera per la realizzazione delle basi per gli attrezzi – aggiunge Laura Bertocchi, che oltre a far parte del gruppo Buonumore walking è consigliera comunale ed ha presentato il progetto all’Amministrazione -. Le associazioni, invece, si sono occupate di acquistare gli attrezzi, ovvero due panchine doppie per pedalare, una passerella per la mobilità assistita degli arti inferiori e una spalliera per gli esercizi, il cui valore complessivo è di circa ottomila euro. Alcune associazioni, poi, si occuperanno della sorveglianza del parco, altre della creazione di eventi per animarlo».

Il Comune, dal canto suo, ha messo a disposizione l’area e installato un palo per l’illuminazione. L’intenzione, però, è quella di illuminare l’intero percorso pedonale e già incluso nel progetto della nuova ciclabile di collegamento fra la collina e la città. «Abbiamo commissionato il progetto ad Area Blu in attesa di reperire le risorse per la nuova ciclabile e la sua illuminazione» conferma l’assessore alla Mobilità, Tomas Cenni.

mi.mo.

Nella foto: Patrizia Grandi, a sinistra, scherza pedalando su uno degli attrezzi

Boschetto dinAmico, domani l'inaugurazione dello spazio verde per far pedalare gli anziani
Cronaca 13 Marzo 2018

Ai medicinesi piace l'idea del «night bus» per tornare da Bologna

Medicina promuove il bus notturno (night bus) della linea 242 che, a partire dal 16 settembre 2017 (e almeno fino al 7 giugno), tutti i sabati sera collega Medicina (partenza da via Libertà e fermata anche a Villa Fontana) a Bologna (capolinea in piazza dei Martiri) passando per Molinella, Budrio e Castenaso.

Da Medicina le corse partono alle 20.15 (arrivo a Bologna alle 21.50) e alle 0.30 (arrivo all’1.05), da Bologna alle ore 23 (arrivo a 0.22) e all’1.15 (arrivo alle 2.38). «Finora ciascuna delle due corse del rientro è stata utilizzata da un minimo di 5 fino a un massimo di 15 passeggeri di Medicina» fanno sapere da Tper. In pratica, significa che ogni sabato sono da 10 a 30 i medicinesi che scelgono questo servizio, pensato per i giovani che non hanno ancora la patente o non hanno voglia di guidare, magari dopo aver bevuto. Forse il viaggio è più lungo rispetto a quello sulla propria auto, ma è anche un modo per conoscere nuove persone e rilassarsi dopo una serata passata nei locali, senza trasformare i propri genitori in autisti. «Il passaparola sta funzionando bene e pensiamo sia un servizio da portare avanti – commenta il vicesindaco Matteo Montanari –. Tra l’altro, rientriamo in un vecchio accordo che gli altri comuni avevano già con Tper, quindi per noi si tratta di una spesa davvero piccola, circa 2.500 euro all’anno».

Si presenta diverso, invece, il caso della linea 115 che da metà settembre, dal lunedì al sabato (tranne il mese di agosto), collega Medicina alla stazione ferroviaria di Castello. La linea, attivata in via sperimentale fino alla fine del 2018, è composta da 7 corse all’andata e altrettante al ritorno che impiegano 15 minuti a collegare via Libertà con la stazione dei treni castellana, passando per la via San Carlo. «Sono state fatte alcune correzioni sull’orario per calibrare meglio le coincidenze con i treni» aggiorna Montanari. I dati forniti da Tper parlano di «una media di 15 persone al giorno suddivise in tutte le corse che da Medicina vanno in stazione, con punte massime di 19 passeggeri», per lo più studenti che al mattino devono prendere il treno per Bologna o Faenza. «Sono numeri non soddisfacenti – non nasconde il vicesindaco –. Tuttavia, serve tempo per far decollare un servizio come questo, anche perché quando è stato attivato qualcuno magari aveva già acquistato l’abbonamento al bus. La nostra intenzione è comunque quella di finanziare e prorogare il servizio almeno fino alla fine del mandato nel 2019. Nel frattempo, avvieremo un confronto con Regione e Città metropolitana per capire se ci sono i margini per sostenere i costi all’interno del Pums (Piano urbano per la mobilità sostenibile) o per trovare sinergie con l’outlet di Poggio Piccolo».

gi.gi.

L”articolo completo su “sabato sera” dell”8 marzo

Nella foto: un autobus davanti alla stazione di Castel San Pietro

Ai medicinesi piace l'idea del «night bus» per tornare da Bologna
Cronaca 12 Marzo 2018

Partono oggi i lavori per la nuova Casa della Salute di Borgo. Alcune attività saranno temporaneamente sospese

Sono partiti oggi, lunedì 12 marzo, i lavori nella sede dell”Ausl di Imola a Borgo Tossignano, in via dell”VIII Centenario, che la trasformeranno nella terza Casa della Salute del nostro territorio. La struttura sarà dotata di Servizio di Accoglienza a gestione infermeristica e vedrà presente, periodicamente, un”assistente sociale dell”Asp.

I lavori termineranno ad ottobre e per garantire la continuità delle attività si svolgeranno in 3 fasi successive. Tra marzo e maggio sarà ristrutturata l’area a destra dell’ingresso, tra maggio e luglio l’area sinistra e tra luglio ed ottobre saranno ricollocati nei locali definitivi tutti i servizi. Per questi motivi, da marzo (esattamente da venerdì 9) a luglio, sono sospese le attività dell’Ambulatorio Pap Test (gli appuntamenti verranno dirottati su Imola) e dell’Ambulatorio Vaccinazioni adulti, mentre tutti gli altri servizi saranno solo temporaneamente spostati da un locale all’altro. Venerdì 16 marzo, infine, dalle 14 alle 15,30 circa non sarà attiva la corrente per lavori alla linea elettrica della struttura.

L”intervento è stato reso possibile grazie al finanziamento di 326mila euro ottenuto tramite il bando del Programma di Sviluppo Rurale Regionale. I lavori riguarderanno l”aspetto edile ed impiantistico dei 500 metri quadrati su cui si erge la struttura sanitaria e serviranno per migliorare le prestazioni energetiche, la sicurezza antincendio e antintrusione, l’implemento degli impianti esistenti ed alcune modifiche planimetriche.

r.c.

Nella foto: la sede dell”Ausl di Borgo Tossignano

Partono oggi i lavori per la nuova Casa della Salute di Borgo. Alcune attività saranno temporaneamente sospese
Cronaca 12 Marzo 2018

Camera di commercio, da domani gli uffici si sposteranno alla sala Miceti

Come preannunciato da sabato sera lo scorso settembre, gli uffici della Camera di commercio si spostano da viale Rivalta alla sala Miceti, in piazzale ragazzi del ’99, all’interno degli spazi dei Servizi al cittadino del Comune. Il nuovo sportello, collocato sulla destra dopo l’ingresso, sarà aperto il martedì (da domani 13 marzo) dalle ore 9 alle 12.30 e dalle ore 15 alle 16.30, e il venerdì, dalle ore 9 alle 12. Si tratta, motiva l’ente bolognese di palazzo della Mercanzia, di «una soluzione più funzionale per le imprese di Imola, che avranno così insieme i servizi del Comune e quelli della Camera di commercio».

La presenza della Camera di commercio all’interno della sala Miceti nasce da una convenzione con il Comune, che ha concesso lo spazio in comodato gratuito. Ciò ha reso possibile garantire la continuità del servizio alle imprese, nonostante la riforma Madia riguardante anche le Camere di commercio preveda la chiusura degli uffici distaccati. «Quando si è prospettato l’obbligo della chiusura anche della sede di Imola – ci aveva spiegato Domenico Olivieri, vicepresidente della Camera di commercio di Bologna – abbiamo fatto presente che questo avrebbe arrecato un danno alle nostre imprese e la Camera si è messa alla ricerca di una soluzione che ci permettesse di rispettare la legge senza penalizzare le aziende. E’ stata quindi approfondita la disponibilità del Comune a rendere fruibile uno spazio e da qui è nata l’idea di uno sportello al pubblico, collocato all’interno del nuovo polo dei Servizi al cittadino». Le imprese del circondario potranno così continuare ad avere a disposizione i servizi svolti dalla sede distaccata, tra cui il rilascio di certificati e visure del Registro imprese, copie di atti e bilanci, elenchi merceologici, visure protesti, certificati di origine e visti per l’estero.

r.c.

Nella foto: l”ingresso della sala Miceti

Camera di commercio, da domani gli uffici si sposteranno alla sala Miceti
Cronaca 12 Marzo 2018

Sicurezza, dieci nuove telecamere a Castello. Il sito web dove controllare i veicoli rubati

Come riconoscere un eventuale veicolo rubato, se lo si incontra per strada? In questi tempi in cui nascono di fatto come funghi i gruppi di cittadini connessi fra loro tramite messaggini e WhatsApp per la sicurezza del proprio territorio, è bene sapere che un privato cittadino può verificare sul sito www.crimnet.dcpc.interno.gov.it se un veicolo risulta rubato semplicemente inserendo numero di targa o telaio. Le informazioni contenute nel sito, totalmente gratuite, hanno comunque una discrepanza di un paio di giorni con le informazioni ufficiali del Centro elaborazione dati (Ced) del Ministero, utilizzato da polizia e carabinieri per le indagini.

Nel frattempo sempre più Comuni si stanno dotando di telecamere di sorveglianza, poste in punti strategici del territorio per viabilità e sicurezza. A Castel San Pietro, ad esempio, sono in via di installazione dieci nuve telecamere leggi-targa, apparecchiature in grado sia di individuare veicoli rubati che circolano su strada, sia di “pizzicare” in tempo reale chi viaggia senza assicurazione o con la revisione scaduta, un vero pericolo che è in costante aumento (in quest’ultimo caso deve però essere presente a poca distanza una pattuglia della polizia municipale per fermare il conducente ed effettuare la verifica in tempo reale).

L”elenco completo delle nuove telecamere è su “sabato sera” dell”8 marzo.

gi.gi.

Nella foto: telecamere leggi-targa nel parcheggio nord della stazione ferroviaria castellana

Sicurezza, dieci nuove telecamere a Castello. Il sito web dove controllare i veicoli rubati
Cronaca 11 Marzo 2018

Fauna selvatica, la Città metropolitana cerca volontari per il controllo dei cinghiali

La Città metropolitana di Bologna cerca nuovo personale tecnico volontario da impiegare a supporto della Polizia provinciale nei piani di controllo al cinghiale. Il motivo della ricerca è la crescente preoccupazione di residenti, agricoltori ed automobilisti per via della dichiarata folta presenza di cinghiali sul territorio in grado di costituire un reale pericolo per la sicurezza delle persone.

“È un ulteriore provvedimento che la Città metropolitana mette in campo per affrontare il problema della presenza di cinghiali in varie zone dell”area metropolitana. – dichiara il consigliere delegato Raffaele Persiano -. Condivido la preoccupazione di residenti, agricoltori e utenti della strada ed è per questo che abbiamo bisogno di volontari. Il loro sarà un lavoro di supporto all”azione della Polizia provinciale al fine di attuare i piani di controllo che metteremo in campo per ridurre maggiormente la presenza di cinghiali e migliorare la sicurezza delle zone interessate“.

Per candidarsi è necessario inviare la domanda alla mail ufficiocomando@cittametropolitana.bo.it allegando un documento di identità valido e la certificazione dell”attività svolta rilasciata dall”Amministrazione territoriale competente. E” richiesta una disponibilità di due giorni alla settimana.

mi.mo.

Fauna selvatica, la Città metropolitana cerca volontari per il controllo dei cinghiali
Cronaca 11 Marzo 2018

Fauna selvatica “non tutelata', risarcimenti e finanziamenti per agricoltori e allevatori

L”Emilia Romagna cambia le regole per quanto riguarda i diritti di agricoltori e allevatori colpiti da fauna selvatica protetta ma anche da quella non tutelata. La novità è stata presentata in settimana in una delibera di Giunta regionale.

Previsti rimborsi fino al cento per cento per i danni subiti da agricoltori e allevatori ma anche finanziamenti per interventi di prevenzione come reti metalliche o elettriche, dissuasori e cani da pastore per la protezione delle greggi. Sono compresi anche il rimborso dei capi uccisi e le cure veterinarie per quelli feriti. Le spese per la protezione delle produzioni vegetali, invece, interessano le recinzioni perimetrali sia contro i selvatici sia anti-uccelli, ma anche i dissuasori faunistici, come i cannoncini acustici o i palloni per la difesa da storni, gazze e cornacchie.

L”Emilia Romagna  diventa così la prima Regione in Italia che riconoscerà agli agricoltori, senza i limiti previsti dai cosiddetti “de minimis”, i contributi relativi ai danni provocati non solo dalle specie selvatiche protette, ma anche da quelle non tutelate che vivono in “zone protette”, come Parchi e Riserve naturali, Oasi di protezione della fauna e zone di ripopolamento e cattura presenti nel territorio regionale.

“Si tratta di un notevole risultato – ha affermato l”assessore regionale all”Agricoltura Simona Caselli -. Grazie a un lavoro d’intesa con la Commissione europea, si apre una strada che ci vede primi in Italia, nell’ampliare le garanzie per le aree coltivate. Oggi solo per le specie protette e per quelle che vivono nelle aree tutelate si esce dal regime ”de minimis”, che prevede massimo 15 mila euro nell”arco di tre anni elevabili a 30 mila nel caso di danni provocati da uccelli ittiofagi, e i contributi potranno essere erogati fino al 100 per cento dei danni subiti”.

“Si aprono nuove strade, che ampliano le garanzie per le aree coltivate”aggiungono i consiglieri regionali Francesca Marchetti e Roberto Poli. 

mi.mo

Nella foto: un cinghiale, dal sito della Città metropolitana di Bologna

Fauna selvatica “non tutelata', risarcimenti e finanziamenti per agricoltori e allevatori
Cronaca 10 Marzo 2018

Domani torna la Stradozza, la camminata delle superdonne alla nona edizione

Donne di città e paesi vicini e lontani si danno appuntamento per la nona edizione della Stradozza, camminata non competitiva organizzata dall”associazione “Rina e le sue amiche” con lo scopo di raccogliere fondi per la tutela della salute femminile.

L”appuntamento. Appuntamento alle 8,30 in piazza Zotti a Dozza. Terminata la consegna delle pettorine (da restituire all”arrivo) e dei gadget a ricordo, si parte alle ore 9.30, si attraversa il paese, poi si percorrono la circonvallazione, via Felicione, via Vigne Nuove fino a via Scossabrillo e si giunge in via Emilia. Da qui, lungo la pista ciclabile, si attraversa Toscanella, passando da via Mattarella, per raggiungere il campo sportivo di via Nenni, dove saranno presenti il sindaco, il Gruppo folcloristico bandistico dozzese e i ragazzi della Dozzese Calcio.

Sono previste navette in entrambe le direzioni. Con le offerte raccolte da questa camminata si intende comprare un”attrezzatura per la prevenzione dell”incontinenza femminile da destinare al reparto di Urologia dell”ospedale di Imola. In caso di maltempo l”iniziativa sarà rinviata a domenica 18 marzo. Dalle ore 8.30, piazza Zotti. Info: 347 3227377 (Rina).

r.c.

Nella foto: un momento della Stradozza dello scorso anno

Domani torna la Stradozza, la camminata delle superdonne alla nona edizione

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