Cronaca

Cronaca 29 Novembre 2018

Scontro a Casalfiumanese, automobilista denunciato per guida sotto l'effetto di stupefacenti

Guidava sotto l”effetto di sostanze stupefacenti. E” questa la motivazione della denuncia fatta dai carabinieri nei confronti di un 55enne che, nei giorni scorsi, era rimasto coinvolto in un incidente stradale sulla via Montanara.

Un violento scontro con un”altra auto condotta da una 49enne. Entrambi i conducenti delle vetture erano stati trasportati al pronto soccorso di Imola. La donna se l”era cavata con ferite guaribili in 15 giorni, mentre il 55enne con una prognosi di 7 giorni. L”uomo era stato anche sottoposto ad analisi del sangue da parte dell”Ausl di Imola, che hanno evidenziato come stesse guidando sotto l”effetto di cannabinoidi. Il suo valore di Thc, uno dei principi attivi della cannabis, era pari a 3,9 ng/ml. Da qui, come prevede la legge, la denuncia dei militari. (d.b.)

Foto concessa dai carabinieri di Casalfiumanese
Scontro a Casalfiumanese, automobilista denunciato per guida sotto l'effetto di stupefacenti
Cronaca 29 Novembre 2018

La trattoria imolese Ca' del Pozzo il 29 novembre nella trasmissione Camionisti in trattoria su Dmax con Chef Rubio

Per conquistarlo hanno puntato su un super classico: la pasta e fagioli. Se ci saranno o meno riusciti lo vedremo stasera, 29 novembre, dalle 21.15, quando su Dmax, canale numero 52 del digitale terrestre e 140 della piattaforma satellitare Sky, andrà in onda la puntata di «Camionisti in trattoria» tutta dedicata all”Emilia Romagna.

Loro sono lo staff della trattoria imolese Ca” del Pozzo, uno dei tre ristoranti in gara nella trasmissione di stasera e la persona da conquistare è Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, cuoco e conduttore televisivo che gira l”Italia a caccia di locali caratteristici in cui fermarsi a mangiare.

Come spiega bene il titolo del format (quest”anno alla seconda edizione dopo il successo avuto dalla prima serie), ad accompagnarlo sono sempre rappresentanti di quella categoria che, per diffusa convinzione, è infallibile nella scelta dei ristoranti in cui si mangia bene, possibilmente senza svenarsi. Al centro dell”attenzione, per intenderci, non ci sono locali stellati o ricercati, bensì le trattorie nelle quali si servono i piatti tipici del territorio in porzioni abbondanti e dove si può pranzare o cenare senza badare troppo alla forma.

In ogni puntata Chef Rubio passa in rassegna tre locali, vi pasteggia in ognuno insieme al camionista che glielo ha segnalato, poi commenta il cibo assaggiato e alla fine sceglie il ristorante vincitore. Non resta dunque che sintonizzarsi stasera su Dmax per vedere come andrà a finire. (m.t.)

Nella foto il volantino che pubblicizza la trasmissione

La trattoria imolese Ca' del Pozzo il 29 novembre nella trasmissione Camionisti in trattoria su Dmax con Chef Rubio
Cronaca 29 Novembre 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

A Imola sul tema della viabilità si parla di bretellina, ovvero di una opzione più «leggera» sotto la spinta della nuova amministrazione. E i flussi?

Interviste. Il direttore dell”autodromo Marazzi fa un primo bilancio sul suo lavoro, mentre Carlo Lucarelli parla della tv, tra fiction e cronaca.

Dopo anni a Castello un ascensore annullerà il dislivello tra viale Carducci e il parcheggio di viale Oriani. In bici sicuri? Da Ponte Rizzoli alla stazione ferroviaria di Ozzano si può. Due ruote e pedali protagonisti anche a Villa Fontana con la nuova ciclovia che sarà completata grazie a fondi regionali. Il «modello Riace» a Castel San Pietro. Curiosi?

Sport. Alessio Dionisi rimarrà sulla panchina dell”Imolese fino al 2022. Il calcio al Medifossa è all”insegna del fair-play e del..mercato. Sabato al via la festa per i 40 anni dell”Imola Rugby, mentre il Golf Club Le Fonti di Castello ha annunciato importanti novità.

Su «sabato sera due», Natale si avvicina a Imola con l”accensione dell”albero, mentre a Castello si pattina sulla pista del ghiaccio. L”Erf porterà allo Stignani i Cameristi della Scala. Nello stesso teatro il debutto della stagione di prosa con un”opera di Eduardo De Filippo. Chiudiamo con l”arte e con la mostra di Stefania De Salvador. (d.b.)

Nella foto: le «prime pagine» di sabato sera questa settimana

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 28 Novembre 2018

If Imola Faenza ospita l'ambasciatore argentino e rafforza le relazioni con il Brasile in vista del 25° di Senna

In attesa delle celebrazioni per il 25° anniversario della scomparsa di Ayrton Senna, che cadrà il 1° maggio 2019, si intensificano le relazioni di If Imola Faenza Tourism Company con l”America Latina. La società turistica ha ospitato in questi giorni prima la visita dell”ambasciatore d”Argentina in Italia, Tomas Ferrari, accompagnato dalla responsabile del turismo dell’ambasciata, poi una delegazione di operatori brasiliani per un educational tour che ha interessato Imola, Faenza, Dozza, Brisighella e Castel San Pietro.

L”ambasciatore ha partecipato ad un convegno organizzato dalla Camera di Commercio italo-argentina e dal suo presidente Giorgio Erbacci, titolare dell’omonima agenzia faentina e consigliere di amministrazione di IF, per presentare alle imprese interessate al mercato argentino e che operano fra Bologna a Ravenna le opportunità in fatto di business e servizi. Nell”occasione, il diplomatico ha visitato il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenze e l’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola, dove ha incontrato la sindaca Manuela Sangiorgi e ha compiuto un paio di giri di pista a bordo della safety car.

Tornando invece all”educational tour, organizzato da Enit e Regione Emilia-Romagna, la delegazione era formata da una decina di selezionati tour operator brasiliani, guidati dalla direttrice di Enit Brasile. I contatti erano stati avviati da If ad aprile grazie alla partecipazione a WTM Latin America, la più importante fiera turistica dell’America Latina, che si è tenuta a San Paolo.

Nella foto l”ambasciatore argentino in Italia Tomas Ferrari e la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi in autodromo

If Imola Faenza ospita l'ambasciatore argentino e rafforza le relazioni con il Brasile in vista del 25° di Senna
Cronaca 28 Novembre 2018

L'apicoltore Maurizio Nenzioni e il suo progetto di recupero della rocchetta daziaria di via Pisacane

Quando ciò che si pubblica riesce a innescare effetti positivi per la città è una soddisfazione che va condivisa. A dare il la a questa storia è stato infatti l’articolo pubblicato sul «sabato sera» del 29 settembre 2016, in cui si annunciava la vendita all’asta di una porzione dell’antica rocchetta daziaria lungo via Pisacane, costruita nel 1750 per volere dello Stato Pontificio.

L’articolo ne ripercorreva per sommi capi anche le vicissitudini. Quell’edificio dava riparo ai gabellieri che dovevano riscuotere il pedaggio da chi transitava sul vicino ponte di legno sul fiume Santerno, il «furente Vatreno», ponte fatto costruire nel 1749 per volere di papa Benedetto XIV. Doveva inoltre servire alle guardie che sorvegliavano l’accesso alla città. In origine era quindi stata realizzata «una stanza ad angoli ad uso di fortino», arredata in modo spartano.

Quell’articolo ha incuriosito uno dei nostri lettori, l’apicoltore Maurizio Nenzioni. Bolognese di origine, non aveva mai sentito parlare della rocchetta daziaria. «Quando ho letto l’articolo quel sabato pomeriggio – ci racconta – in me si è mosso qualcosa. Ho provato un’enorme curiosità verso questo edificio carico di storia, di cui fino a quel momento non sapevo nulla. Il giorno dopo, di domenica, io e mia moglie Elena siamo andati a vederlo da fuori. E’ successo tutto in fretta, la decisione di partecipare all’asta è stata immediata, anche perché c’era pochissimo tempo per riuscire a svolgere le formalità burocratiche necessarie».

Nenzioni è riuscito a diventare l’unico proprietario dell’immobile non solo aggiudicandosi l’asta, ma acquistando anche la parte restante che nel frattempo era stata messa in vendita dall’allora proprietario. «O ti butti o, se ci ragioni troppo, non lo farai mai – commenta -. E i fatti si sono concatenati come se la rocchetta aspettasse solo noi. Intanto, ci siamo detti, la prendiamo. I problemi li avremmo affrontati dopo, tanto sapevamo già che sarebbe stata una storia lunga e complicata. Ma io e Elena siamo per le storie complicate, ci piace remare in salita. E in fondo, i tempi lunghi ci fanno comodo».

La rocchetta, infatti, è un bene tutelato dalla Soprintendenza ed è bisognosa di un corposo e costoso restauro. «E’ vincolata non soltanto la parte originaria settecentesca – sottolinea – ma tutto il mappale, comprendente anche gli ampliamenti successivi». In collaborazione con l’architetto Francesco Remondini, l’apicoltore ha già presentato un progetto preliminare ora al vaglio della Soprintendenza. «Il mio intento – spiega – è riportare, nel limite del possibile, la rocchetta allo stato originario. Ma visto che è tutto vincolato, ho pensato di valorizzare la parte settecentesca, attraverso un parziale distacco della porzione meno antica, che verrebbe demolita e ricostruita, mantenendo con la rocchetta un “collegamento” vetrato. In questo modo si otterrebbero due volumi uno dei quali più basso, dalle linee pulite».

Per realizzare tutto questo occorrerà un impegno economico non indifferente. Nenzioni assicura di non aver vinto il Superenalotto. «Il mio Superenalotto – replica – è stato quando, a 45 anni, ho lasciato il posto in Regione per dedicarmi all’apicoltura, che pratico da nomadista, cioè spostando le arnie da una zona all’altra dell’Italia, inseguendo le fioriture». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 22 novembre

Nella foto Maurizio Nenzioni con la moglie Elena Modelli e la giornalista di «sabato sera» Lorena Mirandola, autrice dell”articolo del 2016 da cui tutto è partito

L'apicoltore Maurizio Nenzioni e il suo progetto di recupero della rocchetta daziaria di via Pisacane
Cronaca 28 Novembre 2018

I tirocini formativi per le persone disabili al centro di un incontro organizzato dall'Asp il 1° dicembre

Non lasciare nessuno indietro: è questo lo spirito con il quale l’Asp Circondario imolese da alcuni anni, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre, dedica un’iniziativa all’integrazione sociale e all’inserimento lavorativo dei disabili.

Sabato 1° dicembre 2018 l’azienda illustrerà, nel corso di un incontro pubblico in programma a partire dalle 9 nella sala del Circolo Sersanti, in piazza Matteotti a Imola, il lavoro portato avanti su questo versante con la collaborazione di amministrazioni pubbliche, mondo imprenditoriale, cooperazione sociale, enti di formazione e associazionismo. 

Nell’occasione si parlerà dunque dei tirocini formativi che le persone con disabilità hanno svolto nel corso del 2018, con testimonianze dirette delle loro esperienze. Sia i tirocinanti che le aziende, pubbliche, private e no-profit, riceveranno un attestato per l’impegno profuso.

Per quanto riguarda i numeri, sono oltre 70 le aziende che anche quest’anno hanno accolto la proposta di Asp di inserire disabili nei percorsi di tirocini formativi. A queste 70 si aggiungono le cooperative sociali e le associazioni che gestiscono laboratori protetti e centri occupazionali con progetti di accoglienza anche di tipo lavorativo.

Nel 2018 il progetto di tirocinio ha interessato 71 persone, pari a circa il  20% delle persone disabili in carico ad Asp. Le risorse investite dall’Asp per dare un’indennità di frequenza ai tirocinanti raggiungono la cifra di 109.000 euro per l’anno in corso (dato aggiornato al 30 settembre), con un incremento dell’impegno del 12% rispetto all’anno precedente.

Nello stesso incontro di sabato prossimo, che ha per titolo «Dare potere alle persone con disabilità e garantire inclusività e uguaglianza» saranno presentati anche i progetti «Vita Indipendente», mirato a rafforzare l’autonomia abitativa delle persone e avviato da Asp sul territorio circondariale dal settembre 2016 e «Nessun Ostacolo Insieme», percorso di integrazione e inclusione sociale attraverso l’educazione musicale.

Fino al 9 dicembre, infine, tutti i giorni dalle 14 alle 20 si potrà visitare, sempre al Circolo Sersanti, l”esposizione fotografica di alcune esperienze di tirocinio formativo realizzate nel 2018.

La foto è tratta dalla locandina ufficiale dell”iniziativa

I tirocini formativi per le persone disabili al centro di un incontro organizzato dall'Asp il 1° dicembre
Cronaca 28 Novembre 2018

Assegnati i primi 13 orti sociali a Medicina, bando ancora aperto per gli ultimi cinque disponibili

Il Comune di Medicina ha assegnato i primi 13 orti sociali sul totale di 18 a disposizione in via delle Fragole. 

L”obiettivo dell”iniziativa, spiegano dal Comune, è «quello di creare una nuova occasione di socialità e promuovere stili di vita collaborativi». Inoltre, il bando stabilisce che sia costituita una associazione tra tutti gli assegnatari, al fine di avere un unico referente che li rappresenti, avere la possibilità di migliorare le loro attività e per  partecipare ai bandi per ottenere ulteriori contributi.

Tutti gli appezzamenti sono delle dimensioni di 6×5 metri e i lotti ancora liberi saranno destinati a chi farà domanda secondo i termini del bando, che è tuttora aperto. Le domande saranno immediatamente accolte, secondo l”ordine di arrivo, purché i richiedenti siano in regola con i requisiti previsti: residenza a Medicina, età compresa tra 18 e 35 anni oppure superiore ai 60, non possedere un”occupazione, assenza di morosità sia nei confronti del Comune che degli enti che svolgono servizi per conto della stessa Amministrazione e il fatto di non avere a disposizione altri terreni oppure orti coltivabili.

La durata della concessione è di due anni rinnovabili purché permangano i requisiti per l”assegnazione. 

Sullo stesso argomento leggi anche l”articolo relativo alla pubblicazione del bando.

Per informazioni: www.comune.medicina.bo.it.

Nella foto il vicesindaco Matteo Montanari e l”assessore alle Politiche sociali Dilva Fava con il gruppo degli assegnatari

Assegnati i primi 13 orti sociali a Medicina, bando ancora aperto per gli ultimi cinque disponibili
Cronaca 27 Novembre 2018

A Castel Guelfo la differenziata è salita all'88% grazie al nuovo sistema di raccolta rifiuti

La raccolta differenziata a Castel Guelfo ha raggiunto l’88% con l’avvio del nuovo sistema di raccolta introdotto quest”anno dall’Amministrazione comunale in collaborazione con Hera. Il dato segna un netto miglioramento rispetto al 2017, quando la percentuale di differenziata era arrivata al 65% e supera l’obiettivo del 79% al 2020 stabilito dalla Regione Emilia-Romagna per i comuni di pianura.

Come si ricorderà i nuovi cassonetti sono stati posizionati nel giugno scorso. Fino al 30 luglio i coperchi erano aperti, dando la possibilità agli utenti di abituarsi ai nuovi contenitori senza necessità di tessera, mentre dal 1° agosto per poter introdurre i rifiuti serve la Carta Smeraldo (per chi non l’avesse ricevuta o l’avesse smarrita lo sportello Hera al piano terra del municipio di Castel Guelfo è aperto tutti i sabati dalle 9 alle 12).

Il sistema ha dunque consentito di raggiungere risultati notevoli in pochi mesi, grazie all’impegno dei 2.370 utenti tra cittadini e imprese. Venendo al dettaglio, nel periodo luglio-ottobre 2018 la media dei rifiuti indifferenziati è calata del 65% rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre carta e cartone sono aumentati del 30% sul precedente sistema basato sul porta a porta. Stessa percentuale di crescita anche per vetro, plastica e lattine, mentre l’incremento più alto è stato raggiunto dalla raccolta dell’organico: nei quattro mesi considerati sono state conferite oltre 133 tonnellate di questo tipo di rifiuti, contro le 37 del 2017. Verde e potature, infine, sono passate da 73 a 92 tonnellate raccolte. Aumenti, pur inferiori, sono stati rilevati anche fra i rifiuti portati direttamente alla stazione ecologica.

«Castel Guelfo con l’88% è tra i primi comuni del Circondario – dichiara il sindaco Cristina Carpeggiani -. Ringrazio tutti i cittadini e le aziende che, con il loro impegno e attenzione all’ambiente, hanno realizzato questo grande successo».

Ricordiamo inoltre che sono attivi altri servizi per utenze con esigenze particolari. Il primo è la raccolta diretta di rifiuti a domicilio per le attività economiche che scartano grandi quantità di cartone, vetro, legno, plastica e alluminio oppure di organico, per le quali i cassonetti tradizionali non sono sufficienti. Queste possono concordare l’attivazione chiamando il Servizio Clienti di Hera al numero gratuito 800 999 700, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18. Lo stesso numero e gli stessi orari sono a disposizione anche per chi produce un quantitativo di rifiuti indifferenziati eccessivo per le dimensioni dei contenitori stradali, che potranno chiedere appositi cassonetti con una volumetria maggiore. Per quanto riguarda, infine, la raccolta degli oli alimentari, oltre alla stazione ecologica di via Luigi Maria Casola sono a disposizione altri due contenitori in piazza Gramsci e via Casona 3. (r.c.)

Nella foto isole ecologiche di base a Castel Guelfo

A Castel Guelfo la differenziata è salita all'88% grazie al nuovo sistema di raccolta rifiuti
Cronaca 27 Novembre 2018

Alessandro Garramone si racconta, dagli inizi nelle redazioni locali all'attuale carriera di autore televisivo

Talento e «garra». Cioè capacità indiscusse e, usando la parola tanto cara agli argentini, ma giocando anche sul cognome del nostro protagonista, quell’«artiglio» che ti permette di graffiare e aggrapparti ai sogni. Insomma, la voglia di farcela. Stiamo parlando di Alessandro Garramone, 46enne imolese che da circa 16 anni è partito per Roma, dove si è costruito una carriera invidiabile in ambito televisivo.

«Garra» fa l’autore, cioè scrive i contenuti dei programmi, ne rappresenta l’anima. «E dire che non ero mai stato nella capitale fino al 1999, non avevo mai visto il Colosseo…» racconta divertito. Per rendere l’idea, è un lavoro che nel corso degli anni è toccato a personaggi come Carlo Emilio Gadda, Andrea Camilleri, Umberto Eco e tanti altri che hanno rappresentato la vera spina dorsale della televisione italiana.

La scusa per fare una chiacchierata col nostro ex collega è una società di produzione nata da poco, che ha la sede legale proprio a Imola, tanto per tenere vivo il legame con la sua città. Si chiama «Screept», dalla fusione delle due parole inglesi screene script. Cioè «scrivere per lo schermo», tanto per essere letterali. Alessandro iniziò giovanissimo, che ancora andava al liceo classico, portandosi dietro un floppy-disk (qualcuno sa ancora cos’è?) con gli articoli sul rugby, ma già si intuiva che, nonostante fosse ancora minorenne, aveva qualcosa in più, qualcosa di diverso rispetto a tutti gli altri.

«Il mio primo articolo pubblicato fu nel 1989, sul Nuovo Diario Messaggero. Scrivevo di rugby e inizialmente non sapevo neppure esattamente le regole, ma visto che avevo a che fare con gente piuttosto grossa, dentro di me si era creato un grande senso della realtà, perché potevo prendere le botte. E secondo me alcuni giocatori avrebbero voluto picchiarmi sul serio, probabilmente a ragione».

Saper scrivere, voler scrivere, è comunque stato il grande combustibile.
«Fin da quando ero piccolissimo avevo la fissa. Conservo ancora un tema di quando avevo 10 anni in cui dichiaravo di voler fare il giornalista. Nulla è successo per caso. La televisione sì, invece, quella è stata una circostanza fortuita, grazie all’incontro con una persona che mi presentò Claudio Caprara, direttore di sabato sera a quei tempi. Alla fine mi sono trovato a fare un lavoro che non sapevo neanche che esistesse».

In quegli anni hai girovagato per le redazioni imolesi, tra «Carlino» e «sabato sera», assumendoti anche la responsabilità di dirigere per 6 anni il settimanale «sette sere», ideato dallo stesso Caprara.
«Non avevo ancora 25 anni, dunque ero molto giovane come direttore. E’ stata sicuramente una esperienza di grande crescita, una palestra che mi è servita quasi più da piccolo imprenditore che da giornalista. E mi è servita in seguito per fare carriera più velocemente, perché mi ero già abituato a gestire le persone, a prendere decisioni, a fare trattative».

Torniamo a parlare di scrittura.
«Farlo per la carta stampata o per la televisione è talmente diverso che non si possono fare paragoni. Anzi, a volte essere una penna particolarmente brillante può diventare un limite: bisogna ricordarsi che le cose si vedono, quindi è inutile arricchire troppo le frasi con dettagli che possono diventare ridicoli».

Quindi come si fa?
«Si impara a scrivere coi silenzi e con le immagini. Bisogna pensare a ciò che si sta facendo quasi visualizzando un disegno. Ogni parola sul video ha un peso specifico più alto».

Hai iniziato con «Sfide». Il programma sportivo ideato da Simona Ercolani e seguitissimo su Raitre.
«Doveva essere un anno sabbatico. Inizialmente partivo da Imola il lunedì mattina e tornavo al venerdì sera. Ho avuto la fortuna di entrare dalla porta principale e iniziare subito a fare l’autore, un incarico che di solito ci si conquista con anni di esperienza». (pa.za.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 22 novembre

Nella foto il giornalista e autore televisivo Alessandro Garramone

Alessandro Garramone si racconta, dagli inizi nelle redazioni locali all'attuale carriera di autore televisivo
Cronaca 27 Novembre 2018

Rastrelliere più sicure per le biciclette alla stazione ferroviaria di Ozzano

Rastrelliere nuove e più sicure per chi lascia la bicicletta in stazione e prende il treno. Le ha installate dalla scorsa settimana il Comune di Ozzano al posto di quelle vecchie, per l’acquisto ha speso poco meno di 9 mila euro. Sono state messe sotto le pensiline, quindi al coperto, sia a nord che a sud della fermata; possono accogliere in totale 96 bici. «Si tratta di rastrelliere a tubolare non facilmente danneggiabili – spiega Mariangela Corrado, assessore ai Lavori pubblici -, che consentono di legare la bici con il lucchetto anche attraverso il telaio e non solo le ruote, quindi in modo più sicuro, inoltre sono molto funzionali e permettono un maggior ordine rispetto a quelle vecchie classiche a molla».

La decisione discende da una precisa richiesta di maggior sicurezza emersa durante il percorso partecipativo Collaborazione in movimento, promosso un paio d’anni fa dal Comune. L’obiettivo era coinvolgere i cittadini e le realtà che gravitano attorno alla fermata di via dello Sport, a partire da Fer, Rfi e Tper senza dimenticare l’università (a Ozzano c’è la facoltà di Veterinaria), nel migliorare la fruizione e incrementare l’utilizzo del treno. Al momento, tra l’altro, quelle vecchie sono state solo spostate di qualche metro, insieme ad alcune bici trovate tuttora legate col lucchetto. In effetti la sostituzione è stata anche l’occasione per fare un po’ pulizia eliminando i tanti mezzi presenti abbandonati o in disuso, così come i residui di ruote o parti di telaio che creavano confusione e degrado. «Ci sono alcune bici funzionanti ed è possibile che qualcuno non abbia letto i volantini informativi, quindi aspetteremo ancora un po’ prima di rimuovere tutto – precisa Corrado -, in seguito le porteremo nel magazzino comunale».

Successivamente, chi volesse reclamarle potrà sempre chiamare lo 051/799839. Neppure i vecchi portabici a molla saranno buttati. «A suo tempo erano stati dati in comodato d’uso gratuito al Comune dall’allora Provincia – ricorda l’assessore -, ora la Città metropolitana ci ha detto che non le interessa riaverli. Noi pensiamo di riutilizzarli in aree più sicure, dove esiste già un perimetro delimitato magari da un cancello, come le scuole oppure i centri giovanili». (l.a.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 22 novembre.

Nella foto: le nuove rastrelliere

Rastrelliere più sicure per le biciclette alla stazione ferroviaria di Ozzano

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