Cronaca

Cronaca 26 Settembre 2018

A Imola 54enne rientra a casa e picchia moglie e figlia

Era ancora in prova ai servizi sociali, ma ora dovrà finire di scontare la pena in carcere dopo che la polizia è dovuta intervenire a casa sua perché stava picchiando la moglie e una delle figlie. Protagonista di questa vicenda è un 54enne di nazionalità tunisina ma residente a Imola. Venerdì della scorsa settimana gli è stata revocata la misura alternativa della messa in prova ai servizi sociali, attraverso la quale già da alcuni mesi stava scontando una pena di due anni per reati contro il patrimonio e rissa.

Nella serata di domenica 16 settembre, però, al 113 è arrivata la chiamata di una delle tre figlie dell’uomo, peraltro tutte minorenni, che asseriva che il padre stava picchiando sia lei che la madre dopo che, tornato a casa piuttosto alticcio, gli aveva chiesto se il genitore avesse comprato l’astuccio e altri oggetti per la scuola. Giunti a casa della famiglia, gli agenti hanno constatato che sul corpo delle due donne c’erano segni di colpi recenti sia sul volto che sul corpo e le hanno condotte all’ospedale, dove sono state dimesse con una prognosi di 10 giorni la madre e di 21 giorni la figlia.

A quel punto, come disposto dal giudice di sorveglianza, è scattata la revoca della misura alternativa e ora il 54enne sta continuando a scontare la pena nel carcere bolognese della Dozza. Intanto la polizia sta continuando le indagini per ricostruire il quadro della situazione (finora le donne non avevano mai sporto denuncia formale) e per l’uomo si prospetta anche una denuncia per lesioni e maltrattamenti in famiglia.

g.g.

Foto d”archivio

A Imola 54enne rientra a casa e picchia moglie e figlia
Cronaca 26 Settembre 2018

Tariffa puntuale e raccolta dei rifiuti, cosa significano e come stanno cambiando davvero

Vito Belladonna è il direttore di Atersir, l’agenzia regionale alla quale fanno capo la regolazione del servizio idrico e dei rifiuti urbani e assimilati. Oltre ad occuparsi delle tariffe dei servizi, sta seguendo l’affidamento della gestione del servizio rifiuti per il territorio bolognese che comprende anche il nostro circondario. Una gara attesa da tempo e chiesta anche dagli enti locali per superare l’affidamento in proroga ad Hera Spa, che ha fatto nascere critiche e polemiche di ogni tipo. Chi meglio di un tecnico per chiarire alcuni punti andando oltre dinamiche e prese di posizione politiche. Non a caso lo scorso 6 settembre è stato invitato a partecipare alla Commissione Bilancio a Imola sui famosi rilievi dell’Antitrust a ConAmi sulla gestione della discarica. A Belladonna abbiamo posto alcuni dei quesiti e dei dubbi dei cittadini su cosa ci aspetta in futuro sul fronte della raccolta dei rifiuti.

Partiamo dalla gara, Imola a fine luglio ha chiesto la revisione del bacino territoriale per poter dare vita ad una «gestione autonoma del servizio di raccolta», come prevedono le linee di mandato della nuova Giunta 5 Stelle guidata da Manuela Sangiorgi (già durante la campagna elettorale aveva detto di guardare con interesse a Forlì che ha creato la società in house Alea).
«A protocollo è arrivata la nota, la stiamo valutando e daremo una risposta, ma occorre considerare che tutti i passaggi sono già stati completati. La delibera di avvio della procedura di gara è del marzo scorso. Sono occorsi almeno due anni per arrivare alla definizione dell’ambito territoriale metropolitano nel 2016. E sono stati i territori stessi a farlo, cioè i sindaci, con varie pause di riflessione prese per assumere decisioni importanti, come quella dei comuni della montagna (ex gestione Cosea, società in house) di unirsi alla gara».

A che punto siamo con la gara e quali sono i tempi?
«Stiamo scrivendo gli atti (contratto di servizio, bando, capitolato, disciplinare tecnico), saremo pronti per la pubblicazione entro marzo 2019. Si tratta del territorio più complesso e articolato (50 Comuni in tutto, tutti i 55 della Città metropolitana meno gli 8 del bacino Geovest più tre comuni toscani)».

Quali sono i modelli di raccolta previsti?
«Nel piano d’ambito sono previsti due modelli, con varianti intermedie, cioè porta a porta e conferimento stradale (cassonetti) con limitazione volumetrica dell’indifferenziato (calotte). Sono  tipologie che devono consentire  di raggiungere gli obiettivi richiesti dalla legge regionale. Noi ci aspettiamo una semplificazione dei vari modelli presenti oggi nei comuni».

La tariffa puntuale per i cittadini, come si calcola?
«La tariffa puntuale è una manovra volta all’equità contributiva e ad incentivare la minor produzione di rifiuti soprattutto indifferenziati, non a ridurre i costi del servizio. Quindi chi produce meno indifferenziato pagherà di meno a discapito di chi ne produce di più. Da tecnico non posso dire che con la tariffa puntuale il sistema costerà di meno né che se il cittadino farà la differenziata vedrà la bolletta abbassarsi molto e subito. L’obiettivo è ridurre il rifiuto, aumentare il differenziato in percentuale e in qualità ergo ridurre l’indifferenziato. Sullo smaltimento di quest’ultimo potremo vedere un contributo alla riduzione del costo».

Come si calcolerà, ad esempio nel caso della raccolta porta a porta o dei cassonetti con tessera?
«Pesando il rifiuto indifferenziato di ognuno. Per chi ha il porta a porta si considera il numero di ritiri del bidone o sacco, di dimensione nota, del rifiuto indifferenziato, mentre per chi ha la calotta si conterà quante volte apre il cassonetto sempre dell’indifferenziato. Questo inciderà solo sulla parte variabile della tariffa e non su quella fissa che, lo ripeto non è una percentuale piccola perché ci sono da coprire i costi indivisibili e quelli fissi. Inoltre il passaggio sarà graduale negli anni per non squilibrare il sistema». (l.a.)

L”intervista completa sul “sabato sera” del 20 settembre.

Nella foto, da sinistra, Vito Belladonna a Imola durante la Commissione Bilancio dello scorso 6 settembre, Stefano Manara, dimissionario presidente di ConAmi, l’assessore alle Partecipate del Comune, Patrik Cavina e il presidente della Commissione, Daniele Marchetti

Tariffa puntuale e raccolta dei rifiuti, cosa significano e come stanno cambiando davvero
Cronaca 26 Settembre 2018

Rifiuti, la sindaca Sangiorgi: “A Imola differenziata al 71,7%, nel 2019 riorganizzazione della raccolta in centro'

Nella città più grande del circondario imolese la riorganizzazione della raccolta differenziata è stata avviata gradualmente a partire dal 2016, prima nei quartieri, poi nelle frazioni e infine nella zona industriale. Questo il punto con la sindaca Manuela Sangiorgi, che detiene la delega all’Ambiente.

Partiamo dal presente. A Imola le nuove modalità di raccolta differenziata sono state introdotte gradualmente dal 2016. Da che percentuali partivamo e dove siamo arrivati oggi?
«La ristrutturazione del sistema di raccolta dei rifiuti urbani è stata implementata in cinque fasi. Dal 2013 al 2015 la percentuale di differenziata, calcolata secondo la metodologia stabilita dalla Regione Emilia Romagna, che permette di considerare anche i rifiuti assimilati, si attestava al 55 per cento. Il dato del 2017, già validato dalla Regione, è salito al 65,1%. Il dato su base mensile relativo a luglio 2018 è del 71,7 per cento. Dalle analisi merceologiche eseguite dal gestore sulle singole frazioni risulta inoltre un elevato grado di purezza per le raccolte differenziate».

Ci sono criticità? E se sì quali e dove in particolare?
«La riorganizzazione ha comportato un notevole cambiamento nelle abitudini. Dopo un periodo di assestamento, il sistema è stato in generale accettato dalla maggior parte della cittadinanza, che ha dimostrato spirito di collaborazione. Vi sono tuttavia alcune problematiche tecniche non del tutto risolte da parte dell’attuale gestore, ad esempio in fase di svuotamento di alcuni contenitori, e segnalazioni di cittadini per problematiche specifiche, quali la distanza o vicinanza delle abitazioni dai cassonetti. Si registrano inoltre ancora abbandoni di rifiuti fuori dai contenitori, così come avveniva col sistema precedente. Sul territorio sono attive le guardie ambientali metropolitane che svolgono una preziosa attività di monitoraggio e di vigilanza».

In altri comuni limitrofi sono state apportate modifiche. Ad esempio, il bidone dell’umido è stato sostituito con un cassonetto a pedali, è stato eliminato il pulsante da premere per attivare il cassonetto e la calotta dell’indifferenziato è più grande. Sarà possibile apportarle anche a Imola?
«Il cambio dei contenitori richiederebbe un nuovo investimento che graverebbe sulla Tari pagata dai cittadini. Inoltre anche le scelte fatte in altri Comuni possono presentare aspetti non del tutto positivi. Al momento questa Amministrazione intende analizzare con attenzione il sistema, compresi i costi che vengono imputati, anche per valutare il cambiamento delle modalità di raccolta. Inoltre, mi preme sottolineare che abbiamo chiesto all’attuale gestore di innovare le modalità di pulizia delle aree pubbliche, con sistemi più efficienti e a minore impatto ambientale».

Il centro storico, anche per via della sua peculiarità, finora è rimasto escluso dalla riorganizzazione. Quali idee ha in proposito e da realizzare in quali tempi?
«E’ al vaglio della Giunta in questi giorni un primo progetto, rispetto al quale sono attesi aggiornamenti. Si può arrivare ad una riorganizzazione entro il 2019». (gi.gi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 20 settembre

Nella foto cassonetti a Imola

Rifiuti, la sindaca Sangiorgi: “A Imola differenziata al 71,7%, nel 2019 riorganizzazione della raccolta in centro'
Cronaca 26 Settembre 2018

Rifiuti, circondario di Imola virtuoso nella differenziata: con il 72,2% ad un passo dall'obiettivo regionale per il 2020

Il nuovo sistema di raccolta differenziata introdotto, seppur con qualche differenza, negli ultimi anni in tutti e dieci i comuni del circondario imolese, fa seguito alla legge regionale 16 del 2015, «Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata». Significa creare un ciclo virtuoso in cui non vi siano, se non in minima parte, prodotti di scarto (i rifiuti indifferenziati) e, viceversa, aumentino i rifiuti riutilizzabili e riciclabili. Per farlo la Regione ha indicato come obiettivo il raggiungimento del 73% di raccolta differenziata al 2020. Per i comuni vi sono obiettivi specifici per aree omogenee: il 70% per l’area dei capoluoghi di provincia e della costa, il 65% per la montagna e il 79% per la pianura. Da qui, per l”appunto, la necessità anche di introdurre dei correttivi alla raccolta differenziata che già veniva fatta, che nel circondario è gestita da Hera.

Sono state introdotte le isole ecologiche di base (ieb) che raggruppano sei contenitori differenti, ossia cassonetti per l’indifferenziato con riduttore a calotta (che consente l’introduzione di sacchetti soltanto fino a 22 o 30 litri), cassonetti per plastica e lattine, carta e cartone, sfalci e potature, organico (a mano o a pedale) e, infine, una campana per il vetro. Ad esclusione di quest’ultima, gli altri si aprono soltanto con la tessera nominativa.

Dal 2015, a partire da Medicina fino a Mordano che ha introdotto i nuovi cassonetti solo di recente, tutti i comuni si sono adeguati, seppur con alcune discrepanze che andranno colmate per raggiungere gli obiettivi regionali, vedi Medicina (dove non sono state ancora distribuite le tessere e i cassonetti si aprono ancora liberamente) e la vallata del Santerno. In questi territori non sono ancora stati introdotti né i contenitori dell’umido, né la calotta per l’indifferenziato.

In alcuni comuni il balzo in avanti nella raccolta differenziata è stato notevole. Castel Guelfo si piazza al primo posto con l’86% (partiva dal 65,1%), tallonato da Dozza all’85% (che, partendo da appena il 55,2%, ha ottenuto finora l’incremento maggiore), Castel San Pietro al 77% e Imola al 71,7% (che sale al 73% se consideriamo le sole zone già riorganizzate). Seguono poi Medicina (65,3%), Castel del Rio (61,7%), Casalfiumanese (59,9%) e Borgo Tossignano (54,9%). Fanalino di coda è Fontanelice, passato dal 41,1 al 51,2%. Per Mordano, che partiva dal 62,7%, ancora non sono stati resi noti i primi dati perché i cassonetti si possono aprire con la tessera soltanto dall’11 settembre. Nel circondario imolese complessivamente la raccolta differenziata è passata dal 57,5% del 2016 al 72,2% del luglio del 2018. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 settembre

Nella foto la Carta Smeraldo

Rifiuti, circondario di Imola virtuoso nella differenziata: con il 72,2% ad un passo dall'obiettivo regionale per il 2020
Cronaca 25 Settembre 2018

Giro di fatture gonfiate, Domenicali (Andrea Costa): “Stupito di trovarmi coinvolto con persone e società a me sconosciute'

Per prima cosa rassicurare tutti, tifosi e sponsor dell’Andrea Costa. Far capire che la vicenda giudiziaria che vede coinvolto l’amministratore unico Gianpiero Domenicali non toccherà la squadra di basket (il campionato di serie A2 comincerà il prossimo 7 ottobre). Questa la priorità leggendo il comunicato con cui gli avvocati Guido Magnisi ed Edore Campagnoli oggi hanno commentato la vicenda che vede indagato Domenicali insieme ad altre quindici persone per un giro di fatture false o gonfiate per sponsorizzazioni sportive. «La Procura di Bologna non ha elevato alcuna accusa di responsabilità amministrativa a carico della società – scrivono i due legali -. Pertanto risulta totalmente estranea e come potenziale danneggiata valuterà nel prosieguo anche un’eventuale costituzione di  parte civile nei confronti di chiunque verrà ritenuto responsabile. L’assoluto non coinvolgimento dell’Andrea Costa nel processo penale – aggiungono – consentirà alla stessa di svolgere serenamente il campionato alle porte». Una dichiarazione di tutela e di prassi che oltre alla forma indica la sostanza: la società sportiva non è coinvolta dal punto di vista penale ma solo il legale rappresentante.

Ma questo non è tutto. «Vogliamo aggiungere – continuano i legali – per quanto riguarda il nostro assistito (cioè Domenicali, ndr) il suo grande stupore nel trovarsi coinvolto con persone e società a lui del tutto sconosciute». Gli avvocati non hanno dubbi: «Domenicali è del tutto estraneo al presunto sodalizio criminale». Tra l’altro, rispetto al giro di fatture ipotizzato (75 milioni pari a 25 milioni di tributi evasi contestati), la cifra imputata a Domenicali sarebbe decisamente modesta: al più superiore del 20 per cento a 250 mila euro, effettivo importo contrattuale della sponsorizzazione indicata. Inoltre, «le sponsorizzazioni dell’Andrea Costa sono tutte reali, ed è affidata a più agenzie la diffusione dell’immagine della società  stessa».  

Gianpiero Domenicali è uno dei volti noti di Imola, sia per il suo passato politico (di area socialista, è stato vicesindaco e assessore negli anni ‘90) ma soprattutto per l”impegno sportivo: a vario titolo è al vertice dell’Andrea Costa basket da circa trent’anni. (l.a.)

Nella foto Gianpiero Domenicali

Giro di fatture gonfiate, Domenicali (Andrea Costa): “Stupito di trovarmi coinvolto con persone e società a me sconosciute'
Cronaca 25 Settembre 2018

West Nile, nella notte tra il 26 e il 27 settembre trattamento anti-zanzare all'esterno dell'ospedale di Imola

Prosegue la campagna di disinfestazione contro le zanzare adulte da parte dell”Ausl di Imola per contrastare la diffusione del virus West Nile. Il trattamento all”esterno dell”ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola (ospedale nuovo) sarà eseguito nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27 settembre.

Le modalità dell”intervento saranno analoghe a quelle dei precedenti, quindi tramite nebulizzazione a basso volume di una soluzione di piretrine naturali a residualità limitata. Per la giornata di giovedì 27 l”Ausl invita comunque ospiti e visitatori a non fermarsi a lungo nei giardini dell”ospedale, mentre per l”interno dell”edificio l”indicazione è quella di mantenere chiuse le finestre nella notte del trattamento.

L”azienda fa inoltre sapere che la disinfestazione contro le zanzare adulte è complementare ai trattamenti larvicidi, che continuano ad essere regolarmente effettuati.

Come si ricorderà, la campagna avviene in esecuzione della direttiva regionale in materia, ma anche il Comune di Imola, a fine agosto, era intervenuto con un”ordinanza a firma della sindaca Manuela Sangiorgi per disporre l”obbligo di eseguire interventi adulticidi di disinfestazione a cadenza settimanale, fino al 30 settembre 2018, a carico di «tutti i soggetti gestori, responsabili o che comunque ne abbiano l’effettiva disponibilità di ospedali, case di cura, case di riposo, case famiglia, strutture socioassistenziali, centri sociali e altri luoghi di aggregazione di persone anziane con presenza di spazi verdi fruibili dagli utenti».

West Nile, nella notte tra il 26 e il 27 settembre trattamento anti-zanzare all'esterno dell'ospedale di Imola
Cronaca 25 Settembre 2018

I Frutti dimenticati di Casola Valsenio arrivano anche a Imola: torna il concorso per ristoranti abbinato alla festa di ottobre

Tornerà anche quest’anno, per la 28° volta, la festa dei «Frutti dimenticati» di Casola Valsenio, con bancarelle ed eventi speciali in programma per due fine settimana di ottobre: il 13 e 14 e il 20 e 21.

Per il secondo anno, i frutti e le erbe dimenticati saranno inoltre protagonisti di menù speciali che si potranno assaggiare in cinque ristoranti in gara nel concorso “L’indimenticabile”, che dovrà stabilire quale tra i ristoranti avrà saputo valorizzare meglio in un piatto i frutti e le erbe dimenticate delle valli del Senio, del Santerno e del Lamone.

La festa e il concorso sono stati presentati all’autodromo di Imola dall’assessore a Cultura e Turismo di Casola, Maurizio Nati e dal direttore di If Imola Faenza Tourism Company, Erik Lanzoni, affiancati dal presidente della Pro Loca casolana, Bruno Boni e da Graziano Caroli dell’associazione per la Valorizzazione delle erbe e dei frutti dimenticati di Casola Valsenio.

In particolare l’attenzione in questo appuntamento è stata dedicata al concorso, che non si ferma solo al territorio faentino, ma abbraccia tutta l’area di riferimento di If. A rappresentare il versante imolese, sarà infatti in gara anche l’Hostaria 900 di Imola, che si giocherà così la possibilità, in caso di vittoria, di riproporre il piatto nel corso di un cooking-show live in piazza.

Concorso a parte, per tutto il mese di ottobre ci sarà la possibilità di passare una serata a Casola Valsenio, in un qualsiasi dei suoi ristoranti e assaggiare un menù a base di erbe a frutti dimenticati.

Il concorso e i menù a tema hanno l’obiettivo di valorizzare e far conoscere i valori eno-gastronomici delle valli romagnole già in odor di Toscana, riportando alla memoria antichi sapori, nomi che rischiano di essere dimenticati, odori e immagini del passato, nostalgici e dolci.

La festa ha tuttavia anche una valenza turistica: attraverso eventi come quello dedicato ai frutti dimenticati infatti si punta ad incrementare le presenze in queste zone, con proposte che possano richiamare sempre più persone da tutta la regione e oltre.

I Frutti dimenticati di Casola Valsenio arrivano anche a Imola: torna il concorso per ristoranti abbinato alla festa di ottobre
Cronaca 25 Settembre 2018

Erba sintetica, spogliatoi e non solo: il progetto della Juvenilia da 200 mila euro

Novità in via Scarabelli, in zona Marconi. Si tratta dei campi di calcio della parrocchia del Carmine, che sono passati dall’erba al sintetico. Un’idea proposta dalla polisportiva Juvenilia, che gestisce i campi, alla parrocchia, proprietaria dell’area. «Abbiamo pensato di passare al sintetico per permettere agli atleti di allenarsi in caso di maltempo, magari quando il campo Pambera, che è in erba, è inagibile – spiega Maurizio Migliori, direttore sportivo della Juvenilia -. Il sintetico necessita di meno manutenzione rispetto all’erba e negli ultimi anni la richiesta per questo tipo di campo rispetto a quello tradizionale è aumentata notevolmente. Alla fine avremo due campi separati da una rete, uno per il calcio a 5 e l’altro per quello a 7 o 9».

L’intero progetto è stato affidato all’ingegnere Christian Tassinari di Alba Progetti. Per il manto di erba sintetica si sono rivolti a Green Power Service di Vergato (che stanno facendo un analogo lavoro per il Comune di Medicina) e per le recinzioni collaborano con Alba Recinzioni di Imola. «L’idea è nata all’inizio dell’anno, ai primi di agosto sono partiti i lavori che speriamo di terminare entro il 6 ottobre» continua Migliori. L’intera zona è stata modificata notevolmente partendo dalla superficie del campo, che è stato ridotto da 4.000 metri quadrati a 2.700 poiché non era regolamentare».

In questo modo è stato ritagliato uno spazio, che rimarrà in erba naturale, a disposizione delle attività dei bambini della scuola materna, del campo solare e dei doposcuola parrocchiali. L’area sportiva e quella destinata alla scuola verranno separate da una recinzione, ma comunicheranno grazie ad un cancello. Verrà inoltre creato un accesso secondario ai campi su via Scarabelli, con un passaggio in ghiaia affinché gli atleti abbiano il loro ingresso. Infine sono stati comprati due ex container Cesi da Zini che saranno adibiti a spogliatoi e ripostigli per le attrezzature sportive, dal momento che gli spazi disponibili ad oggi sono ormai insufficienti. «Siamo passati da 35 ragazzi a 110 per il settore giovanile, senza contare i circa 30 calciatori di prima squadra e i tecnici – dettaglia Migliori -. Inoltre con il “Progetto Marconi” potrebbe nascere una squadra di calcio a 7 per partecipare al campionato a 7 Csi a Forlì».

Il costo complessivo dei lavori si aggira intorno ai 200 mila euro, sostenuti in parte dalla parrocchia e in parte attraverso un finanziamento del Credito sportivo del Coni, il quale secondo le tempistiche previste verrà rimborsato nel giro di 10-15 anni. «La nostra idea è quella di recuperare il denaro necessario affittando i campi in sintetico aprendoli anche ai cittadini e ai tornei di calcetto del Csi» spiega il direttore sportivo della Juvenilia. (s.z.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 20 settembre.

Nella foto: Maurizio Migliori davanti al campo da calcio con la nuova erba sintetica

Erba sintetica, spogliatoi e non solo: il progetto della Juvenilia da 200 mila euro
Cronaca 25 Settembre 2018

Nuovo manto in sintetico per il campo da calcio a 7 di Medicina

Stanno per partire i lavori per sostituire il manto di erba con un altro sintetico nel campo di calcio a 7 che si trova nel centro sportivo di via Battisti. Il progetto è stato presentato in occasione dell’amichevole Italia-Portogallo Under 19, giocata lunedì 10 settembre proprio a Medicina. L’intervento, che verrà realizzato dalla ditta Green Power Service di Vergato (ha lavorato anche a Imola per i campi della Juvenilia), prevede la realizzazione del sottofondo, l’impianto di drenaggio e la posa del manto sintetico, nonché il miglioramento dell’illuminazione per l’attività sportiva serale, la realizzazione di una nuova tribunetta e dei relativi arredi sportivi. Complessivamente, si tratta di un intervento da 200 mila euro, interamente finanziato dall’Amministrazione comunale. «I lavori dovrebbero partire tra la fine del mese di settembre e l’inizio di ottobre, per poi concludersi prima dell’inverno» spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari.

Questa modifica, oltre a rendere il campo da calcio a 7 utilizzabile in ogni stagione, consentirà anche di dismettere il pallone pressostatico che ricopre il campo da basket, finora utilizzato nei mesi più piovosi anche dal settore giovanile della società Medicina Fossatone, ma che ha costi di riscaldamento davvero elevati. Il progetto complessivo, oltre a questo primo stralcio sul campo di calcio a 7, prevede ulteriori due blocchi di lavori. Nello specifico, il secondo stralcio riguarda la riqualificazione del campo di calcio a 5, già in sintetico, ma usurato dal tempo (33 mila euro).

Infine, il terzo stralcio (140 mila euro) prevede invece sia la riqualificazione del campo da basket all’aperto dietro il palazzetto dello sport, sul quale verrà realizzato un campo multisport adatto a numerose attività all’aperto, comprese attività sportive per disabili, sia la riqualificazione della pista di pattinaggio di via Romilly sur Seine. « A questi interventi va aggiunta la realizzazione della nuova palestra scolastica per circa 1 milione e 600 mila euro – aggiunge Montanari -. Intenzione dell’Amministrazione è poi quella, nei prossimi mesi, di progettare assieme ai cittadini e alle società sportive, la Cittadella dello sport di Medicina, che colleghi tutti gli impianti dell’area sportiva, permettendo a tutti di frequentare la zona sia per l’attività organizzata dalle società sportive, sia autonomamente».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 20 settembre.

Nella foto: il campo da calcio a 7 come si presenta oggi

Nuovo manto in sintetico per il campo da calcio a 7 di Medicina
Cronaca 24 Settembre 2018

Giro di fatture gonfiate per sponsorizzazioni, indagato presidente di una società di basket di Imola

Un giro di fatture false o gonfiate per sponsorizzazioni che coinvolge una società di basket imolese e una di basket femminile di Parma. E” quanto emerso dall’inchiesta della guardia di finanza coordinata dal sostituto procuratore bolognese Manuela Cavallo. Sedici gli indagati, compreso l’amministratore della società di basket imolese di livello nazionale, per un giro complessivo che arriva ad oltre 75 milioni. Agli indagati è contestata, a vario titolo, l’associazione per delinquere finalizzata all’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’omessa dichiarazione fiscale, l’occultamento o la distruzione delle scritture contabili, la simulazione di reato, il tutto con l’aggravante della transnazionalità.

L’indagine, avviata da tempo, è stata resa nota oggi dal momento che i finanzieri hanno eseguito un provvedimento di sequestro, emesso dal gip felsineo Alberto Ziroldi, per beni mobili e immobili (tra cui una villa sui colli bolognesi del valore di circa 2 milioni di euro), autovetture, quote societarie, polizze assicurative e conti correnti, per complessivi quasi 25 milioni di euro. Secondo le fiamme gialle, in sostanza, al pagamento della fattura da parte dello sponsor seguiva la restituzione di parte del corrispettivo allo sponsor stesso, attraverso una preventiva serie di transazioni di valuta in più stati esteri. Per questo venivano utilizzati prestanome per strutturare e gestire catene societarie, costituite da società operanti nel nostro Paese ma con sede fittizia all’estero o con l”interposizione di fiduciarie estere, situate in Paesi off shore, per nascondere i passaggi reali e impedire la ricostruzione delle tracce contabili.

Ad entrambi i presidenti delle società di basket viene contestato un ruolo determinante poiché, secondo la finanza «erano loro stessi a procacciare direttamente gli sponsor provvedendo, inoltre, alla materiale consegna delle fatture false e dei relativi contratti simulati di sponsorizzazione». (r.c.)

Foto d”archivio

Giro di fatture gonfiate per sponsorizzazioni, indagato presidente di una società di basket di Imola

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