Cronaca

Cronaca 31 Gennaio 2018

La Vena del gesso romagnola è nella lista delle proposte per diventare Patrimonio dell'Unesco

Presto anche la vena del gesso romagnola potrebbe essere inserita all”interno dell”elenco italiano dei siti naturalistici per il Patrimonio mondiale dell”Unesco, come da poposta avanzata dalla Regione Emilia-Romagna e dal ministero dell”Ambiente.

La Commissione nazionale italiana Unesco ha deciso infatti di aggiungere il sito “Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia-Romagna”, di cui fanno parte le zone che si estendono dall”Appennino reggiano a quello faentino, nella “tentative list” (la lista che racchiude i siti selezionati dagli Stati proponenti e ritenuti di eccezionale valore universale, adatti al successivo inserimento nella “World Heritage List” dell’Unesco). Il sito rappresenta uno dei patrimoni più significativi a livello mondiale per sviluppo e profondità delle grotte e, oltre ad essere già oggetto di tutela, sono le più studiate al mondo già a partire dal XVII secolo.

Questo riconoscimento nazionale è il frutto del lavoro di coordinamento tra le Università di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Enti di gestione per i parchi e la biodiversità, Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, Soprintendenza archeologica, enti locali, realtà territoriali e associazioni, svolto dalla Regione Emilia-Romagna a seguito della proposta della Federazione speleologica dell’Emilia-Romagna

d.b.

Nella foto: la Vena del gesso romagnola

La Vena del gesso romagnola è nella lista delle proposte per diventare Patrimonio dell'Unesco
Cronaca 31 Gennaio 2018

Telecamere leggi-targa per controllare confini e frazioni di Imola

«Sta per uscire il bando per trovare la ditta che installerà le telecamere leggi-targa, quindi, presumibilmente, entro l’inizio dell’estate saranno pronte». E’ questa la tempistica che il comandante della polizia municipale, Vasco Talenti, ha dato per l’installazione di 14 nuovi occhi elettronici che controlleranno confini e frazioni imolesi. Un intervento di cui si parla ormai da tempo. Si tratta di apparecchiature che, oltre a vigilare sulle strade immortalando magari eventuali auto rubate, sono pure in grado di «pizzicare» in tempo reale chi viaggia senza assicurazione o con la revisione scaduta. La sanzione, però, spetterà sempre e comunque alla pattuglia della municipale che riceverà in tempo reale la segnalazione sul tablet in dotazione e potrà così fermare l’automobilista, verificare in diretta ed, eventualmente, multare.

Le telecamere verranno installate lungo le direttrici principali (tra cui Montanara, Emilia, Selice), ma anche nella zona industriale e nelle frazioni di Sesto Imolese e Sasso Morelli. «Si aggiungeranno alle 29 telecamenre ambientali che già funzionano (installate tra centro storico, Pedagna e zona della stazione, ndr) e alle 13 che sono nel parco dell’Osservanza – dettaglia il vicesindaco e assessore alla Polizia municipale, Roberto Visani -. Inoltre, vorremmo sostituire 10 telecamere fisse che sono nei parcheggi a pagamento con altre in grado di ruotare. Tra l’altro, abbiamo appena affidato ad Area Blu il servizio unificato per la gestione della rete della videosorveglianza, pari a 100 mila euro all’anno».

Le nuove telecamere leggi-targa, come detto, saranno molto utili per individuare chi circola senza assicurazione o con la revisione scaduta, un «fenomeno grave, indice anche dell’irresponsabilità da parte dei cittadini» dice Visani. Utilizzando gli apparecchi Targa System mobili, nel 2017 i vigili urbani imolesi hanno contestato 210 violazioni per mancanza di copertura assicurativa e ben 883 sanzioni per veicoli non in regola con la revisione periodica. A questi si aggiungono 106 violazioni per guida usando apparecchi telefonici. «Sono comportamenti purtroppo ancora molto diffusi, a differenza della guida senza cinture di sicurezza (59 violazioni) o senza casco (7), che per fortuna sono ormai abitudini consolidate» conclude Talenti.

gi.gi.

Nella foto: il comandante della municipale Talenti e il vicesindaco Visani

Telecamere leggi-targa per controllare confini e frazioni di Imola
Cronaca 30 Gennaio 2018

L’Ausl vuole coinvolgere tutti i medici di famiglia nella Casa della salute di Imola

«Le aperture straordinarie dei pediatri durante le festività natalizie e in queste settimane di massimo picco dei malanni stagionali hanno fornito un buon servizio. Il nostro obiettivo è studiare una forma analoga anche per gli adulti. I tempi sono maturi per creare su Imola un’équipe territoriale integrata tra infermieri, pediatri e medici di medicina generale come avviene già nelle altre Case della salute del territorio. Abbiamo già avviato un confronto con i medici di famiglia, entro gennaio incontreremo il comitato aziendale». Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl anticipa così l’obiettivo prossimo della sanità imolese.

Un percorso indicato dalla Regione e chiesto anche dai cittadini in un futuro dove la popolazione invecchia e i servizi sanitari dovranno sempre più preoccuparsi di cosa c’è sul territorio al di fuori dell’ospedale. Senza dimenticare che gli accessi al pronto soccorso nel nostro territorio sono storicamente superiori alla media. L’obiettivo finale è realizzare anche a Imola una Casa della salute presso l’ospedale vecchio, come scritto da tempo nei piani aziendali. 

Per ritornare alle aperture straordinarie dei pediatri che tanto sono piaciute, in pratica le pediatrie di gruppo di Imola (presso l’ospedale vecchio, di via Serraglio e di via Baruzzi) si sono rese disponibili a rotazione ad accogliere la domenica dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 i piccoli pazienti a prescindere dal medico di riferimento e dal luogo di residenza, purché nei dieci comuni della nostra Ausl (le ultime aperture previste, ad oggi, sono il 28 gennaio per via Serraglio e il 4 febbraio per via Baruzzi). «Certo modulare un servizio del genere per gli adulti significherà pensare a modalità diverse perché un anziano con una patologia da raffreddamento fatica ad andare all’ambulatorio, è il medico che dovrà recarsi al domicilio» aggiunge Rossi.

Per il momento l’Ausl vorrebbe riuscire almeno a coinvolgere tutti i 50 medici di famiglia di Imola nella rotazione di Nucleo, ovvero nelle ore aggiuntive che permettono di garantire un’apertura da lunedì a venerdì di almeno 10-12 ore negli ambulatori di continuità diurna presso l’ospedale vecchio. «Al momento possono usufruirne solo i pazienti dei medici che hanno aderito, cioè 39 su 50, e l’adesione è volontaria. Questo crea disparità, noi vorremmo allargare il servizio a tutta la popolazione come già accade dove ci sono le Case della salute e tutti i medici hanno aderito, cioè a Castel San Pietro e Dozza, Medicina e Castel Guelfo, in vallata».

Il sabato e la domenica e durante i festivi ci sarebbe poi il supporto dei medici della continuità assistenziale (ex guardia medica). «Vorremmo prevedere un modello meno standardizzato, ad esempio avere meno medici in turno di continuità assistenziale durante l’estate e di più nei momenti critici, come d’inverno con i picchi influenzali».

Cambiare organizzazioni consolidate non è facile, soprattutto quando vai a toccare la legittima autonomia dei medici. Rossi lo sa bene e mette le mani avanti: «Siamo pronti a prevedere una remunerazione aggiuntiva». Quanto? «Se tutti i medici di medicina generale aderissero abbiamo ipotizzato 50 mila euro in più di spesa» dichiara Rossi. Nel complicato gioco della coperta corta, per l’Ausl destinare fondi a questo progetto non è facile. L’assessore alla Sanità Sergio Venturi ha detto chiaramente che il bilancio di Imola «non è in ordine». «Dobbiamo avvicinare i costi aziendali alla media regionale…» ammette Rossi.

Per la sola medicina di base (Case della salute, medici, continuità assistenziale, pediatri, infermieri territoriali) spendiamo 128 euro pro capite quando la media regionale è di 116 euro. «Non è inefficienza – rivendica Rossi -, in realtà sono fattori virtuosi che indicano come abbiamo investito sul territorio: siamo una delle Ausl che offre un’elevata copertura del servizio di continuità assistenziale e delle medicine di gruppo». Per paradosso, quindi, l’Ausl ha rispettato i dettami regionali e realizzato le Case della salute ma questo ha un costo che ci penalizza. «La scommessa è fare economia altrove – conclude Rossi -, con il Laboratorio analisi unificato ora spendiamo 500 mila euro in meno».

l.a.

Nella foto: la palazzina con gli ambulatori di continuita’ diurna e assistenziale nell’ospedale vecchio 

L’Ausl vuole coinvolgere tutti i medici di famiglia nella Casa della salute di Imola
Cronaca 30 Gennaio 2018

Mercatino d’inverno della Caritas a Osteria Grande

Appuntamento con la solidarietà sabato 3 e domenica 4 febbraio a Osteria Grande. Nella frazione di Castel San Pietro si terrà il caratteristico “Mercatino d’Inverno” organizzato, come ogni anno, dalla Caritas interparrocchiale delle chiede si San Giorgio di Varignana, San Lorenzo di Varignana, Santi Magi di Gallo Bolognese, San Michele Arcangelo e della Madonna del Lato. Il ricavato servirà per aiutare le famiglie in difficoltà.

Il mercatino è organizzato nel salone dell’oratorio della parrocchia di San Giorgio che si trova sul retro della chiesa e sarà aperto sabato 3 dalle ore 15 alle 17.30 e domenica 4 dalle ore 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.

«Vi aspettiamo numerosi – è l’invito dei volontari -. Ci saranno tanti oggetti, abiti per adulti e bambini, mobilio e giocattoli a bassissimo prezzo. Curiosando e chiedendo, potrete trovare quello che vi serve e dare, così, una mano a chi ha necessità».

r.c.

Nella foto volontarie della Caritas a Osteria Grande

Mercatino d’inverno della Caritas a Osteria Grande
Cronaca 30 Gennaio 2018

Mario Giordano va in pensione: “Una vita nell’Arma ma sempre in… borghese'

Martedì 16 gennaio per il luogotenente dei carabinieri della Compagnia di Imola Mario Giordano è decisamente da ricordare. Ultimo giorno di lavoro dopo 37 anni nell’Arma, dei quali una trentina a Imola, sempre al Nucleo operativo radiomobile (Norm), che si occupa di indagini di polizia giudiziaria e pronto intervento. Nato in provincia di Agrigento 56 anni fa, ha cominciato giovanissimo la sua avventura nell’Arma, dove ha sempre svolto il suo servizio in borghese e con il capello riccio un filo più lungo della media, almeno se di professione sei un militare. Per una volta eccezionalmente in divisa, sfoglia assieme a noi i ritagli di giornale che raccontano le «sue» indagini. 

Partiamo dall’inizio.
«Mi sono arruolato nell’Arma il 17 settembre 1981, subito dopo il servizio di leva – racconta -. Non c’era un motivo particolare, non avevo parenti carabinieri (il padre era direttore in un ufficio postale e la madre dipendente in posta, ndr). Fino al giugno del 1983 ho frequentato per due anni la scuola sottufficiali a Velletri e a Firenze. Poi il mio primo incarico è stato nel Nucleo operativo radiomobile a Cento. All’epoca ero ancora scapolo e vivevo in caserma. Lì sono rimasto fino al 1987, quando mi hanno chiesto se volevo passare alla sezione anticrimine a Bologna, gli attuali Ros, dove mi occupai anche di uno degli ultimi omicidi commessi all’epoca dalle Brigate Rosse a Forlì».

Poi è passato alla Compagnia di Imola.
«Sono arrivato in via Cosimo Morelli il 25 luglio del 1988, lo ricordo bene perché era il giorno del compleanno di Roberta, che sarebbe diventata mia moglie l’anno successivo (la coppia ha due figli, Riccardo di 26 anni ed Elisa di 23, ndr). Anche a Imola sono sempre stato nel Norm, non ho mai chiesto di cambiare e lì sono salito di grado da brigadiere, maresciallo ordinario, maresciallo capo, maresciallo maggiore, maresciallo maggiore aiutante e, infine, luogotenente. Dal 2009 fino alla pensione sono stato a capo del Norm».

In pratica ha avuto tra le mani i fatti che hanno riguardato Imola e dintorni negli ultimi trent’anni. Come è cambiata la città?
«Penso di essermi occupato di un migliaio di casi – risponde Giordano -. Una volta la delinquenza era più locale. C’erano “tossici disperati” ma anche professionisti del crimine, specializzati ad esempio in rapine. Li conoscevamo per nome e cognome. Ora la società è cambiata. Alcuni dei malviventi dell’epoca sono morti per aids od overdose. Altri criminali più “stanziali”, alcuni dei quali si ritrovavano spesso in un bar di viale Carducci, sono stati sostituiti da bande, anche di stranieri, che passano sul territorio e rubano. Spesso ci capita di identificarli quando sono già lontani. Di positivo c’è che una volta era più facile che un rapinatore sparasse, oggi non accade praticamente più».

Tra i fatti rilevanti di cui si è occupato ci sono sicuramente alcuni omicidi. 
«Ne ho seguiti una decina, la maggior parte a sfondo familiare, storie talvolta molto tristi. Penso ad esempio al nipote che nel dicembre del 1994 uccise la nonna a Ponticelli dopo un suo rifiuto a prestargli dei soldi – racconta Giordano fissando l’articolo scritto su sabato sera a firma di Carlo Lucarelli -. Alla fine, fu fondamentale l’analisi del dna, era uno dei primi casi all’epoca. Noi eravamo convinti che l’assassino dovesse avere le scarpe sporche di sangue e abbiamo trovato un paio di suoi anfibi sui quali c’era il sangue della nonna. Sono occorsi un paio di mesi di indagine, ma ne è valsa la pena. Per le modalità con cui la conducemmo sembrava “da libro giallo”, come scrisse Lucarelli nel titolo dell’articolo».

Anche nel più recente omicidio dell’imprenditore Lanfranco Chiarini, avvenuto nel gennaio del 2017 nella sua villa a Palesio, sulle colline di Castel San Pietro, è servito l’esame del dna.
«Quello ha dato la conferma, ma l’indagine era partita dai tabulati telefonici e dalle immagini delle telecamere sulla via Emilia. E’ uno dei pochi casi in cui il responsabile del fatto, il ventiquattrenne Desmond Newthing, che è ancora in attesa di giudizio, non è un parente».

Lo stesso è avvenuto per l’assassino di un altro imprenditore, Adelmo Soglia, nell’agosto del 2010. Il responsabile, il polacco Rizsard Kolenda, era stato arrestato nel settembre del 2012 in Polonia. Dopo la sentenza di assoluzione in primo grado, però, è stato scarcerato e da allora se ne sono perse le tracce, sebbene la sentenza d’appello nel 2015 abbia ribaltato tutto, condannandolo a 30 anni di carcere. Ha qualche rimpianto per la gestione di questo caso?
«Il nostro lavoro l’abbiamo fatto e abbiamo risolto il delitto – è categorico Giordano -. Purtroppo ora Kolenda è latitante. Piuttosto, fui molto dispiaciuto per la mancata soluzione dell’omicidio di una sessantaseienne a Castel San Pietro (la donna fu trovata nella propria abitazione con il capo sfondato nell’ottobre del 1993, ndr)».

C’è qualche caso non risolto che le sarebbe piaciuto portare a termine?
«Quello del furto della corona della Beata Vergine del Piratello, avvenuto un paio di anni fa. Si trattava di una copia in metallo dorato (mentre quella «vera», in argento dorato, era custodita dalla Diocesi, ndr), quindi di valore limitato, ma è stato comunque un brutto gesto e non sappiamo ancora chi l’abbia commesso». 

Molti cittadini si lamentano della presenza di poche pattuglie delle forze dell’ordine. Ad esempio, per quanto riguarda la polizia, anche il Sap lo scorso anno ha scritto al questore per lamentare la carenza di organico. Lei cosa ne pensa?
«Mi limito a parlare dei carabinieri. Le pattuglie ci sono e girano, ma in effetti negli ultimi anni non c’è stato un vero ricambio generazionale, è tangibile».

Di recente nel circondario imolese sono nati decine gruppi di allerta di vicinato «anti-ladro» che si scambiano messaggini. Pensa di iscriversi a quello del suo quartiere ora che è in pensione?
«Non ci ho ancora pensato. In generale penso possano funzionare. In ciascuno, però, servirebbe un referente per rapportarsi con le forze dell’ordine, ma soprattutto sono gruppi che devono limitarsi a osservare ciò che accade senza fare indagini, chiamando sempre le forze dell’ordine se necessario».

Ora come passerà le sue giornate?
«Fino a quando non compirò 60 anni intendo continuare a giocare a calcetto con gli amici – risponde ridendo -. Poi sono diventato segretario dell’associazione nazionale carabinieri (Anc) a Imola e vorrei anche iscrivermi a qualche associazione di volontariato».

L”articolo completo sul “sabato sera” del 25 gennaio.

gi.gi.

Nella foto: il luogotenente Giordano ritratto con la divisa l”ultimo giorno di lavoro

Mario Giordano va in pensione: “Una vita nell’Arma ma sempre in… borghese'
Elezioni 30 Gennaio 2018

Elezioni, tempi e modalità per richiedere il voto a domicilio

Le persone con gravi disabilità o patologie che ne impediscono la mobilità possono richiedere di poter esercitare il diritto di voto presso la propria abitazione.

La normativa, però, prevede che l’interessato presenti la richiesta al sindaco del Comune in cui è iscritto alle liste elettorali tra il quarantesimo e il ventesimo giorno prima delle consultazioni elettorali. Di conseguenza per le elezioni politiche ormai prossime del 4 marzo 2018 l”ultima data utile è lunedì 12 febbraio.

Da notare che occorre muoversi per tempo dato che all’Ufficio comunale occorre presentare il certificato medico rilasciato dall’Igiene pubblica dell’Ausl di Imola, che attesta la sussistenza delle condizioni di infermità previste dalla legge. Per prenotare la visita medica a domicilio e per informazioni chiamare il Dipartimento di Sanità pubblica dell”Ausl di Imola al tel. 0542 604950 dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle 12.30 e il martedì dalle ore 14.30 alle 17.

Questa possibilità riguarda, come prevede la legge, solo le persone in condizione di dipendenza continuativa da apparecchiatura elettromedicale o affette da gravissima infermità per i quali l’allontanamento dal proprio domicilio risulta impossibile anche con il servizio di trasporto, che i Comuni sono comunque tenuti ad organizzare in occasione delle consultazioni elettorali per facilitare agli elettori handicappati il raggiungimento del seggio.

r.c.

Foto d”archivio 

Elezioni, tempi e modalità per richiedere il voto a domicilio
Cronaca 30 Gennaio 2018

Il Comune di Castello interviene per eliminare i nidi di processionaria dai pini

In questi giorni il Servizio verde pubblico del Comune di Castel San Pietro è impegnato nell’eliminazione dei nidi della processionaria del pino. «E” importante eliminarli – sottolineano dal Verde pubblico – perché, nella sua forma larvale, prima di diventare farfalla, la processionaria è molto urticante per persone e animali che ne vengono a contatto, provocando danni che, in taluni casi, possono essere molto fastidiosi. Inoltre le piante colpite, nel tempo tendono a defogliarsi e deperire».

Si tratta di un vero e proprio problema di sanità pubblica tanto che esiste una norma (decreto ministeriale del 30 ottobre 2007) che impone per legge questo tipo di operazioni e prevede sanzioni anche per i privati che non segnalano o non provvedono all’eliminazione dei nidi nelle proprie aree. Infatti il Servizio comunale si è attivato per eliminare i focolai nei parchi pubblici, anche a seguito di segnalazioni di cittadini riguardanti dei pini. Nel caso di pini infestati in giardini privati, come detto, devono essere i proprietari stessi a provvedere immediatamente.

La Traumatocampa (Thaumetopoea) pityocampa – questo è il suo nome scientifico della processionaria – è una farfalla che attacca le conifere, i pini in particolare. I bruchi sono le larve di questo insetto e sono presenti nei nidi sulle piante dall’autunno fino alla primavera successiva, quando il lepidottero raggiunge la maturità. Durante i mesi invernali i nidi sono facilmente visibili. In primavera, invece, quando la larve sono mature (e sono pronte cioè ad imbozzolarsi e compiere la metamorfosi), escono dal nido e scendono a terra e si dispongono in fila, formando la classica processione da cui deriva il loro nome. “Se capita di venire a contatto con i peli urticanti che ricoprono le larve nell’uomo la reazione più immediata al contatto con i peli urticanti delle larve è data da pomfi pruriginosi e, in casi più gravi, si possono avere manifestazioni allergiche anche serie, che richiedono l’intervento di un medico – si legge sul sito della Regione Emilia Romagna -. Nei casi peggiori possono verificarsi veri e propri choc anafilattici”. Anche per gli animali domestici, come i cani che curiosi si avvicinassero, i peli della processionaria possono essere pericolosa.

r.c.

Il Comune di Castello interviene per eliminare i nidi di processionaria dai pini
Cronaca 29 Gennaio 2018

Anziana legata e rapinata di 50 euro nella sua abitazione

Prima le hanno legato le mani e poi hanno arraffato i contanti e due catenine. Decisamente una brutta avventura quella occorsa ad una 75enne che abita da sola in una casa indipendente dalle parti della zona industriale di Imola.

Poco prima delle ore 19 di sabato scorso due uomini (anche se non è certo che non ci fosse qualche altro complice) hanno atteso il rientro a casa dell”anziana donna, poi prima che chiudesse la porta l”hanno immobilizzata, sono entrati in casa, le hanno legato le mani con dei lacci poi, in pochi attimi, hanno preso quel che hanno trovato ovvero 50 euro in contanti e un paio di catenine. A quel punto, sono fuggiti facendo perdere le loro tracce.

L’anziana, seppur molto spaventata ma non ferita (pare che i malviventi non fossero armati), è riuscita a liberarsi dai lacci, a quel punto ha chiamato il 112 e ha dato l’allarme. Ora spetterà ai carabinieri cercare di dare un volto ai rapinatori.

gi.gi.

Foto d”archivio

Anziana legata e rapinata di 50 euro nella sua abitazione
Cronaca 29 Gennaio 2018

Lavori al via in primavera per la nuova stazione dei bus di Medicina

Entra nel vivo la riqualificazione dell’ex stazione dei treni di via Licurgo Fava a Medicina e dell’area circostante. Il progetto, che prevede la ristrutturazione dell’immobile, una pista ciclabile e la creazione di una stazione per le corriere (bus station), è stato presentato alla cittadinanza nel corso di un momento di approfondimento e aggiornamento sul Piano strategico locale, una modalità di lavoro partecipata per coinvolgere e condividere con i cittadini gli sviluppi futuri della città.

Tra le aree che necessitano di una riqualificazione, è emersa con forza proprio l’ex stazione. Per l’opera è prevista una spesa di 765 mila euro, dei quali 200 mila euro a carico del Comune e i restanti a carico dello Stato attraverso il “bando delle periferie”. Per quanto riguarda i tempi, “stiamo completando la gara per assegnare i lavori – aggiorna il vicesindaco, Matteo Montanari -. Vorremmo partire tra la primavera e l’estate per concluderli nel giro di un annetto”. Nel piazzale antistante l’ex stazione (piazza della Repubblica) è prevista la realizzazione della bus station con un paio di punti per la salita e la discesa e un semaforo pedonale a chiamata per attraversare via Fava. Oltre a questo, ci sarà una pista ciclabile che, partendo dalla San Vitale nel punto dove oggi si interrompe quella che porta a Ganzanigo, arriverà fino a via del Piano percorrendo il tracciato dell’ex linea ferroviaria che fino al 1964 collegava Massa Lombarda con Budrio.

Inoltre, il primo piano dell’edificio dell’ex-stazione ospiterà ad esempio un laboratorio tecnologico (fab lab), postazioni di coworking dove i giovani possono condividere spazi di lavoro e sale per incontri e mostre. “Verranno sistemati gli impianti, il tetto e la facciata – spiega Montanari -. In estate vorremmo già pubblicare i bandi per assegnare gli spazi“. Proprio per poter fare i lavori, di recente il Comune ha acquistato dal demanio regionale la proprietà del piazzale antistante l’ex stazione e del sedime sul quale un tempo c’erano i binari nel tratto che dall’attuale deposito dei mezzi di Autoguidovie arriva fino alla nuova rotonda su via Fava, nel quale verrà realizzata la ciclabile. Anche il fabbricato è di proprietà regionale; finora era stato dato in gestione a Fer Srl, la società che si occupa della rete delle linee ferroviarie ”storiche” dell’Emilia Romagna, ma oggi è completamente inutilizzato. “Abbiamo siglato una convenzione che ci permetterà di averlo in comodato gratuito per vent’anni- conclude Montanari -. A questo punto, sarà il Comune a mettere a bando il piano terra per trovare un gestore per ricavarne nuovamente un bar o un ristorante”.

gi.gi.

Nella foto: l”ex stazione dei treni di via Licurgo Fava a Medicina

Lavori al via in primavera per la nuova stazione dei bus di Medicina
Cronaca 29 Gennaio 2018

Incidente mortale ieri in via Serraglio, pedone investito da un'auto

Incidente mortale ieri nel tardo pomeriggio a Imola. Un’auto ha travolto un pedone, Eugenio Pasotti, imolese di 76 anni.

Stando a quanto ricostruito finora dalla polizia municipale la vittima stava percorrendo a piedi una stradina privata carrabile che dal parcheggio della parrocchia di San Giovanni Battista (sulla Selice) conduce su via Serraglio all’altezza del centro sociale La Stalla. Pare che Pasotti procedesse proprio verso via Serraglio, quando è stato centrato da un’Audi Q5 condotta da un 25enne di Bologna, che procedeva nella sua stessa direzione. Il pensionato è stato caricato sul cofano, nella parte anteriore sinistra dell’auto e poi sbalzato a terra.

Sul posto è intervenuta l”ambulanza del 118, i sanitari però non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell”anziano. Come di prassi in questi casi, al conducente dell’auto sono stati effettuati il test alcolemico e quello tossicologico, dei quali si aspettano ancora gli esiti.

gi.gi.

Foto d”archivio

Incidente mortale ieri in via Serraglio, pedone investito da un'auto

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