La
Economia
16 Giugno 2026

La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola approva il nuovo statuto: per il presidente mandato unico ma più lungo

Un mandato del presidente più lungo ma non rinnovabile. È questa la principale novità introdotta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola contenuta nel nuovo statuto, approvato all’unanimità martedì 9 giugno dal Consiglio generale.

Da 4 a 6 anni di presidenza, si parte con Silvia Poli

Il mandato del presidente, già a partire dall’attuale Silvia Poli (in carica dal 2024), passa infatti da quattro a sei anni e diventa unico e non rinnovabile. «Una scelta che nasce dall’esigenza di coniugare continuità strategica e ricambio ai vertici dell’ente» spiegano da palazzo Sersanti.

Il precedente modello prevedeva la possibilità di due mandati consecutivi di quattro anni ciascuno, un sistema che poteva anche limitare la presidenza a un solo mandato di quattro anni per chi avesse già maturato precedenti esperienze negli organi dell’ente.

Poli: «Continuità e trasparenza»

«Poter disporre di un orizzonte temporale più adeguato significa mettere chi guida la Fondazione nelle condizioni migliori per operare a beneficio della comunità – afferma la presidente Poli -. Questa riforma consentirà anche a chi verrà dopo di noi di lavorare con maggiore efficacia e serenità, nel segno della continuità, della trasparenza e della buona gestione».

Il Consiglio generale mantiene invece la durata del mandato di quattro anni, «così da garantire un rinnovo graduale degli organi».

No a derivati e a presidente onorario

Il nuovo statuto recepisce anche le disposizioni vincolanti contenute nell’Addendum al Protocollo d’Intesa tra Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sottoscritto a fine 2025. Tra queste, criteri più stringenti per la diversificazione degli investimenti e nuovi limiti di esposizione verso singoli soggetti, divieto di contratti e strumenti finanziari derivati che comportino rischi di perdite patrimoniali, regole più rigorose sui limiti temporali per gli incarichi e sui periodi di «cooling-off» prima di assumere nuovi ruoli in altre fondazioni o enti strumentali, limiti alle remunerazioni aggiuntive e abolizione della carica di presidente onorario o emerito.

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Nella foto: il Cda della Fondazione, da sinistra Ivana Topi, Alessandro Pavanello (vicepresidente), Carlo Alberto Gollini, Silvia Poli (presidente), Gian Maria Ghetti, Domenico Olivieri e Claudia Gasperini

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