Pillole

Pillole 17 agosto 2017

1942, costretti ad aspettare Mussolini

1942, costretti ad aspettare Mussolini

1942, costretti ad aspettare Mussolini

IMOLA
Un gruppo di lavoratori della Cogne aspetta, nel 1942, l’arrivo di Benito Mussolini, che, di passaggio a Imola, aveva in programma la visita allo stabilimento, dedicato alla produzione di armamenti. Poiché la fabbrica era militarizzata e la presenza alle manifestazioni era obbligatoria, non è possibile sapere quanti di questi ragazzi approvassero veramente il fascismo. Una risposta più precisa a questa domanda si ebbe il primo maggio 1944, quando fu indetto uno sciopero al quale i lavoratori parteciparono convinti e in gran numero.

1942, costretti ad aspettare Mussolini
Pillole 10 agosto 2017

Un vitellone, figlio di “Trento'

Un vitellone, figlio di

Un vitellone, figlio di “Trento”

CASTEL GUELFO
Il vitellone di 9 mesi di razza romagnola qui fotografato ottenne la valutazione “ottimo” a una fiera agricola nel 1950. Era figlio del famoso toro da monta “Trento”, la cui discendenza era estremamaente apprezzata, tanto che, secondo i ricordi del proprietario, Nildo Remondini del fondo Molino, fu venduto per una cifra altissima, degna di un divo del calcio: 500 mila lire.

Un vitellone, figlio di “Trento'
Pillole 3 agosto 2017

“E macador', mestiere scomparso

“E macador”, mestiere scomparso

CASTEL DEL RIO
In questa foto dei primi anni Trenta vediamo uno “spaccasassi” (in dialetto “e macadòr”) intento a frantumare sassi nel letto del fiume Santerno per ricavarne breccia e ghiaia. Un lavoro duro e logorante, per le schegge che potevano colpire gli occhi e, comunque, si infilavano sotto la pelle e vi rimanevano, per la posizione causa di malattie alla colonna vertebrale, per la polvere finissima che, una volta respirata, restava nei polmoni. Oggi questo mestiere è scomparso, e gli stessi prodotti vengono forniti da grandi frantoi meccanici.

“E macador', mestiere scomparso
Pillole 27 luglio 2017

Lo scolaro con cannetta e pennino

Lo scolaro con cannetta e pennino

Lo scolaro con cannetta e pennino

SESTO IMOLESE
Questo ritratto a uno scolaro è stato scattato nel 1958. Si tratta di un caso particolare, perché di solito le foto, a scuola, venivano fatte all’intera scolaresca. Non è il caso di Giulio Mingotti, fotografato con cura al suo banco nella terza classe della scuola elementare di Sesto Imolese della maestra Giacomina Tampieri Croci: la foto è accurata, c’è anche un bicchiere con un mazzolino di fiori a rendere particolare la composizione. A guardarla oggi, tutto è particolare: il banco a più posti di legno scuro, la cannetta con il pennino per scrivere con l’inchiostro, l’indispensabile carta assorbente, il grembiule scuro con il colletto bianco e il fiocco.

Lo scolaro con cannetta e pennino
Pillole 20 luglio 2017

La Befana della Coop di Consumo

La Befana della Coop di Consumo

La Befana della Coop di Consumo

IMOLA
I dirigenti le commesse del negozio della Coop di Consumo di Imola (l’antenata dell’attuale Coop) distribuiscono regali ai bambini in occasione della Befana del 1955. Iniziative del genere erano organizzate di frequente sia da aziende che da enti e associazioni, compreso lo stesso Comune. Va detto, inoltre, che fino agli anni Sessanta, nella zona imolese, come in altre parti d’Italia, la maggior parte dei regali per i bambini arrivava dalla Befana e non da Babbo Natale.

La Befana della Coop di Consumo
Pillole 13 luglio 2017

Un “arzdòr' della Fantuzza

Un

Un “arzdòr” della Fantuzza

FANTUZZA, MEDICINA
L’uomo ritratto in questa foto è Riccardo Zuppiroli, l’arzdòr di un podere nella zona della Fantuzza, a Medicina. La foto è stata scattata nell’aia del podere in cui viveva, negli anni Sessanta, qualche anno prima della sua morte, avvenuta nel 1968. Riccardo, nonostante la famiglia patriarcale e il mondo rurale a essa collegato stesse per scomparire, è ritratto nell’abbigliamento tradizionale delle nostre campagne: capparella, giacca, gilet, camicia di fustagno e pantaloni di velluto.

Un “arzdòr' della Fantuzza
Pillole 6 luglio 2017

Le prime donne col tailleur

Le prime donne col tailleur

Le prime donne col tailleur

IMOLA
Questo è il particolare di un ritratto di tre donne che, circa nel 1920, si fecero fotografare con un abbigliamento all’ultima moda, almeno per Imola, cioè il tailleur. Bisogna dire che in quell’epoca, le novità venivano acquisite molto più lentamente e, dopotutto, in Italia, quel completo era in uso da poco più di una quindicina di anni…

Le prime donne col tailleur
Pillole 29 giugno 2017

L’antica Fornace Gallotti

L'antica Fornace Gallotti

L’antica Fornace Gallotti

IMOLA
La sala macchine della Fornace Gallotti con i compressori che fornivano l’energia per i macchinari, fotografata nel 1912. La fabbrica era situata tra via Zanotti e la via omonima, nel quartiere Zolino, ed estraeva l’argilla da un’area prossima alla ferrovia, nei pressi dell’attuale centro sociale. L’eredità della Gallotti fu raccolta dalla “Laterizi”, anch’essa scomparsa, che si trovava dove oggi sorge il Centro Leonardo.

L’antica Fornace Gallotti
Pillole 22 giugno 2017

La via Cairoli che non c’è più

La via Cairoli che non c'è più

La via Cairoli che non c’è più

IMOLA
Questa foto, scattata tra il 1949 e il 1950, riprende un tratto di via Cairoli che non esiste più, perché gli edifici che si vedono vennero demoliti per consentire il prolungamento di via Cavour fino a viale Carducci. Nelle facciate si distinguono il laboratorio del falegname Giuseppe Emiliani, detto “Fafétta” e la vecchia sede della sezione del Pci Domenico Rivalta. Oggi, al posto delle case, c’è un giardinetto che si estende fino a via Case di Dozza; per ricordare com’era questo angolo di Imola sono state lasciate le tracce dei muri e la targa di vicolo Tartagni, che si spingeva verso via della Salute e via Case di Dozza.

La via Cairoli che non c’è più
Pillole 15 giugno 2017

Prigionieri di guerra… automuniti

Prigionieri di guerra... automuniti

Prigionieri di guerra… automuniti

DISS, SCOZIA
Un gruppo di cinque militari italiani prigionieri presso il campo di Diss, in Scozia, accettò la sfida di alcuni artigiani locali per la costruzione di oggetti con materiali di recupero. Vinsero largamente la sfida, anche se non ebbero nessun premio, con una piccola automobile, funzionante, la cui costruzione iniziò nell’ottobre del 1945 e terminò nel marzo del 1946. Tra questi intraprendenti costruttori c’era anche l’imolese Leonardo Nanni (il terzo da sinistra); nella foto manca il quinto partecipante, che probabilmente non si dispiacque di non venir fotografato, perché era appena stato rimpatriato.

Prigionieri di guerra… automuniti

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