VIDEO – #ANGELOCÈ: Belle senz’anima e senza cuore
Verrà davvero il giorno in cui al posto dei piloti dovremo tifare per delle università che fanno auto da corsa? Questo si sono chiesti gli oltre 10 mila spettatori che sabato 5 settembre, sul far della sera, hanno assistito all’esordio a Imola delle A2RL (Abu Dhabi Autonomous Racing League) a guida autonoma.
Un evento epocale e storico allo stesso tempo, perché mai dal 1952, anno dell’inaugurazione, il circuito aveva visto girare mezzi da corsa senza pilota. Le ho definite «belle senz’anima» queste monoposto che sono una via di mezzo fra F2 e F3 per prestazioni e fra una F1 e F2 per dimensioni (vedi video sul canale Youtube di Sabato Sera).
Mentre la competizione una via di mezzo fra una corsa vera e una sua fredda rappresentazione. E diciamolo pure, dopo averle viste in azione, che queste auto si sono rivelate un’autentica delusione.
Su cinque al via una non è partita e altre due, nonostante l’abitacolo ospiti l’unità autonoma che vede attraverso 7 telecamere, 4 radar, 3 sensori, con l’Intelligenza Artificiale e i suoi algoritmi a fare le veci del guidatore, si sono tamponate nel finale di gara; quella in seconda posizione, non vedendola, ha colpito la prima che aveva bruscamente e inspiegabilmente frenato la sua corsa all’uscita della Rivazza, lì dove invece bisogna accelerare.
In pista ne sono rimaste solo due, per altro rallentate continuamente senza che nessuno spiegasse perché.
Alla fine il pubblico è tornato a casa con dentro un lacerante dubbio: che sia davvero questo il futuro dell’automobilismo sportivo? Cioè di queste macchine senza un cuore che sfrecciano a 280 km/h in balia di quella intelligenza artificiale della quale poi dovremmo fidarci?
Angelo Dal Pozzo
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