Posts by tag: agricoltura

Economia 16 Luglio 2019

In Vallata si cercano colture alternative, a cominciare dall'aronia e dalle sue straordinarie proprietà nutrizionali e salutari

Non solo mirtilli, more, lamponi, ribes, fragoline, uva spina ma anche alkekengi, aronia, mora di gelso, kaskap, bacche di goji. Sono i superfood, prodotti considerati super-ricchi di nutrienti e super-benefici per la salute. Ma anche nuove opportunità per gli agricoltori che vogliono provare produzioni alternative. Un settore tutto in crescita. E ad esempio di ciò, la produzione di aronia sta crescendo anche nelle colline della vallata del Santerno. Un argomento che abbiamo trattato sulle pagine del «sabato sera» già l’anno scorso, ma, nel frattempo, l’attività è cresciuta, anzi, si è moltiplicata.

«Sono stato il primo a piantare aronia in Emilia Romagna – racconta Marco Martelli di Fontanelice -. Per decenni la coltura dell’albicocco è stata la più redditizia anche in una zona collinare come la nostra. Purtroppo, con l’ingresso di nuove varietà sempre più adatte alla pianura e coltivabili anche al sud d’Italia, le nostre produzioni sono passate in secondo piano. Oggi rendono meno, a fronte di costi più elevati e ad una produttività inferiore. Così, dopo aver vagliato tante ipotesi, mi sono deciso a mettere a dimora le prime piante di aronia». Il primo mezzo ettaro Martelli lo ha piantato nel maggio del 2017 e nell’estate dell’anno scorso ha raccolto 4 quintali di prodotto. «A marzo di quest’anno ne ho piantati altri sette ettari e i risultati li vedrò il prossimo anno. Ma prevedo una raccolta di frutti dai 20 ai 30 quintali».

Una coltura rustica, quindi meno condizionabile dai cambiamenti meteoclimatici. «L’aronia – conferma Martelli – è un arbusto che cresce in qualsiasi terreno e clima e non necessita di irrigazione. Non è intaccata da patogeni, quindi è adatta alla coltivazione biologica. Fiorisce ad aprile e ad agosto inizia a produrre il frutto, che comincia a maturare fra metà agosto e metà settembre. La raccolta è manuale». Dalle bacche, che si presentano a grappolo, simili al mirtillo, si ottiene un succo dalle ottime peculiarità nutraceutiche. Infatti è ricco di antiossidanti, polifenoli, flavonoidi, antociani e vitamina K. Quindi è utile per formare e mantenere robuste le nostre ossa, favorisce la circolazione del sangue e rinforza i vasi sanguigni, prevenendo le principali cause di problemi cardiovascolari. Previene la formazione di coaguli di sangue, riducendo così le possibilità di arteriosclerosi o indurimento delle arterie. Le bacche sono anche un’ottima fonte di fibre che aiutano la regolarità intestinale, promuovendo, allo stesso tempo, la perdita di peso naturale negli individui in sovrappeso. E molto altro. (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 luglio

Nelle foto le bacche di aronia e la pianta in fiore

In Vallata si cercano colture alternative, a cominciare dall'aronia e dalle sue straordinarie proprietà nutrizionali e salutari
Economia 22 Giugno 2019

A Casalfiumanese incontro su varietà e valorizzazione dell'albicocca tra gli eventi della Sagra dedicata al frutto

In occasione della 49ª edizione della mostra e Sagra dell’albicocca di Casalfiumanese è in programma domani, domenica 23 giugno, alle 10, nel teatro comunale di via II Giugno 2, una giornata di approfondimento che ha come protagonista questo prodotto di assoluto rilievo e qualità del territorio.

L’amministrazione comunale, a fronte delle pesanti difficoltà vissute dai produttori agricoli in relazione alle avverse condizioni di mercato riscontrate anche negli anni scorsi, in collaborazione con il Centro ricerche produzioni vegetali (Crpv) di Cesena e il Nuovo circondario imolese, promuove un incontro tecnico sul tema: “Varietà e valorizzazione dell’albicocca”. Interverranno i produttori locali, le associazioni di categoria ed esperti del Crpv di Cesena; contestualmente sarà allestita la mostra pomologica, dove saranno esposti, sempre a cura del Crpv, i campioni delle nuove varietà di albicocche.

L”edizione 2019 della Sagra dell”albicocca, che accompagna quella del tortello, è prevista dal 22 al 24 giugno e dal 29 giugno al 1° luglio. (r.cr.)

A Casalfiumanese incontro su varietà e valorizzazione dell'albicocca tra gli eventi della Sagra dedicata al frutto
Cronaca 14 Giugno 2019

Oggi alle 18.30 il taglio del nastro della Fiera agricola, tra i temi forti di questa edizione la canapa e i suoi impieghi

E” previsto oggi alle 18.30 il taglio del nastro della nona edizione della Fiera agricola del Santerno, che avrà tra i temi in primo piano anche la canapa. Per la prima volta infatti la manifestazione, che si terrà anche quest”anno nel complesso Sante Zennaro, ospiterà la veronese Scuola canapa (www.scuolacanapa.it), con i suoi esperti che presenteranno alcuni macchinari per la lavorazione della canapa industriale. In programma anche una serie di incontri pubblici, insieme all’Associazione 26 Marzo di Imola che già nel 2015 e 2016, in collaborazione con il Movimento 5 Stelle di Imola, aveva portato in città l’evento #Italiachiamacanapa, al tempo ideato per sostenere la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis. Alla Fiera saranno presenti una decina di espositori con prodotti a base di canapa, dall’olio alla farina, all’abbigliamento, compresa la birra alla canapa made in Italy.

«Fino a metà del secolo scorso – anticipa Patrik Cavina, assessore allo Sviluppo economico con delega all’Agricoltura – eravamo i primi produttori in Europa, con oltre 100 mila ettari di campi di canapa destinati in prevalenza al tessile, ma nei decenni successivi l’avvento del proibizionismo ha di fatto cancellato quello che era un vanto del “made in Italy”. Negli ultimi anni alcune trasformazioni normative e un rinnovato interesse a livello comunitario e nazionale hanno ridato slancio alla produzione. Quindi ritengo sia più che giusto la presenza e l’attenzione che merita nell’ambito della Fiera agricola del Santerno. Questa può essere un’opportunità per le aziende agricole del nostro territorio, ma anche per l’indotto, visto che si possono generare opportunità anche per le aziende meccaniche, creando così posti di lavoro. Perché se pianti canapa, raccogli molto di più di quello che semini: cioè semi, olio, farina, tessuti, bioplastica, carta, componenti per l’edilizia e molto altro ancora».

Presso l’anfiteatro del Sante Zennaro, sabato 15 giugno (ore 16), si svolgerà il convegno a cura dell’Associazione 26 marzo di Imola “Canapa… dagli utilizzi terapeutici, agli utilizzi industriali”. La Scuola canapa organizzerà poi diversi eventi nel corso del weekend. (r.cr.)

L”articolo completo e altri approfondimenti sono su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto uno dei corsi tenuti dalla “Scuola canapa”

Oggi alle 18.30 il taglio del nastro della Fiera agricola, tra i temi forti di questa edizione la canapa e i suoi impieghi
Cronaca 13 Giugno 2019

Da venerdì 14 giugno a Imola la Fiera agricola del Santerno con la Mostra nazionale del cavallo agricolo italiano

Gli animali da lavoro è il tema della 9ª edizione della Fiera agricola del Santerno, in programma nel weekend del 14, 15 e 16 giugno all’interno del Sante Zennaro, in via Pirandello 12. Protagonisti i cavalli da tiro, con oltre 50 capi in rappresentanza di 10 regioni che parteciperanno alla 82ª Mostra nazionale del cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido, per la prima volta organizzata al di fuori della sua sede storica, la Fieracavalli di Verona. In programma show (venerdì, ore 20.30), concorsi morfologici (sabato, ore 10.30 e ore 14.30), gare di conduzione alla mano (domenica, ore 10). Sarà inoltre presente un ring didattico in cui verranno presentate le caratteristiche del cavallo da tiro e le sue possibilità di impiego in attività amatoriali, sportive e agricole (sabato, ore 11.30 e ore 15).

Gli eventi del settore zootecnico riguarderanno però anche il cavallo maremmano, l’asino romagnolo, i cani da lavoro e, al di là del tema portante, il pollo romagnolo e le ormai rare razze cunicole italiane iscritte al Registro anagrafico. Tra le mostre, citiamo la collezione di mezzi storici a traino animale (birrocci per lavoro e da trasporto, calessi da diporto e baracchine da passeggio), a cura del faentino Gian Paolo Calderoni. Novità di quest’anno il focus sulla canapa industriale, con un’area in cui gli operatori del settore presenteranno gli utilizzi della pianta. La fiera, a ingresso libero e gratuito, sarà aper-ta venerdì (ore 18-23), sabato (ore 9-23) e domenica (ore 9-21), anche in caso di maltempo. E’ previsto un servizio di navetta gratuito per e dalla fiera dai parcheggi dell’area lungofiume e di via Tiro a Segno. Il programma completo è sul sito www.comune.imola.bo.it.

Per quanto riguarda la Mostra nazionale dei cavalli da tiro, si tratta di una storia locale e antica, garantita e protetta dal Libro genealogico istituito sul finire degli anni ’50. Oggi l’Associazione nazionale allevatori del Caitpr può vantare circa 6 mila capi iscritti in tutta Italia, presenti in circa 900 allevamenti distribuiti in 18 diverse regioni, ma in prevalenza in Veneto, Emilia Romagna (che conta una settantina di allevamenti con circa 400 capi), Umbria, Lazio, Abruzzo e Puglia. Nella provincia di Bologna gli allevamenti sono 11 per 58 capi, mentre nel circondario imolese gli allevamenti sono 5: due a Imola, uno a Borgo Tossignano, uno a Medicina e uno a Castel San Pietro, per un totale di circa 46 capi. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto un”immagine della Fiera del 2018

Da venerdì 14 giugno a Imola la Fiera agricola del Santerno con la Mostra nazionale del cavallo agricolo italiano
Cronaca 11 Giugno 2019

E' tempo di Fiera agricola del Santerno, da venerdì 14 a domenica 16 giugno la nona edizione al Sante Zennaro

E’ conto alla rovescia per la 9ª edizione della Fiera agricola del Santerno, la rassegna organizzata dal Comune di Imola e dal Consorzio utenti Canale dei molini in collaborazione con le associazioni agricole locali. Com’è ormai tradizione, la rassegna di mostre ed eventi si svolgerà nel complesso del Sante Zennaro, in via Pirandello 12. Aprirà i battenti venerdì 14 giugno, alle ore 18.30, con il taglio del nastro da parte della sindaca Manuela Sangiorgi, a cui seguiranno la benedizione del vescovo Tommaso Ghirelli e l’esibizione della banda musicale, per terminare la domenica successiva, 16 giugno.

Il format della Fiera agricola del Santerno è pensato a misura di famiglia. I visitatori, infatti, avranno modo di degustare e acquistare prodotti agricoli ed agroalimentari; e poi mostra-mercato del floro-vivaismo, di macchine ed attrezzature per l’agricoltura, di prodotti per il giardinaggio e la zootecnia. «L’edizione precedente ha visto 40 mila visitatori, un traguardo che quest’anno speriamo di superare grazie alla presenza di 130 espositori e 80 allevatori, a 8 mostre e 21 laboratori e ad una novità molto importante: l’82ª Mostra nazionale del cavallo agricolo ita-liano tiro pesante rapido. Inoltre, si è puntato molto su convegni e incontri, con un ampio spazio dedicato alla coltivazione della canapa industriale», ha spiegato Patrik Cavina, assessore allo Sviluppo economico con delega all’Agricoltura, durante la conferenza stampa di presentazione.

La Mostra nazionale del cavallo agricolo italiano tiro pesante rapido andrà in scena (con valutazioni morfologiche, gara di attacchi e caroselli equestri) da venerdì 14 giugno fino a domenica 16 giugno, dando la possibilità ai visitatori di ammirare circa 70 esemplari iscritti al libro genealogico. Nell’area del Sante Zennaro si svolgeranno inoltre la 9ª Rassegna interregionale dell’asino romagnolo (sabato e domenica), la rassegna del cavallo maremmano, la rassegna del pollo romagnolo, la rassegna delle razze cunicole italiane, l’esposizione di bovini di razza romagnola ed esibizioni dei cani da lavoro. Senza dimenticare la sfilata di carri e carrozze, la tosatura delle pecore (sia sabato alle ore 10 che domenica alle ore 9.30) e la lavorazione del latte ovino e caprino (sabato ore 16.30 e domenica ore 10.30). (r.cr.)

Maggiori dettagli sono sul «sabato sera» del 6 giugno

Il vicesindaco di Imola e assessore allo Sviluppo economico con delega all”agricoltura Patrik Cavina durante la presentazione della Fiera agricola (Isolapress)

E' tempo di Fiera agricola del Santerno, da venerdì 14 a domenica 16 giugno la nona edizione al Sante Zennaro
Economia 4 Giugno 2019

Il fragolone di Imola: ascesa, boom e declino della coltivazione di questo frutto e la Sagra che gli era dedicata

I fragoloni di Imola erano quelli belli, rossi e dolci. Quelli che oggi non ci sono quasi più. La loro storia inizia dalla terra dei «cento orti» – quelli ricordati nel 1902 dal poeta e scrittore Luigi Orsini – dove gli agricoltori imolesi coltivavano soprattutto fragole che, per la loro grossezza, venivano appunto chiamati fragoloni. Oggigiorno – secondo una recente ricerca – nell’imolese sono ancora amorevolmente coltivati su appena 6 ettari di terreno lungo via Canale, via Cipolla e nella zona di San Prospero.

La loro coltivazione, secondo alcuni, ebbe inizio a Imola verso la fine dell’Ottocento grazie all’agronomo Ugo Mazzoni, che introdusse le prime piantine nelle colline di Montecatone. Altri documenti affermano che furono i discendenti di quegli ortolani che nel 1931 andarono in Francia, ritornando con tre sporte di rafia piene di piantine di fragole utili a dare inizio ad una coltivazione che avrebbe preso poi uno sviluppo tale da fare dell’imolese il secondo grande centro nazionale di produzione, dopo il Veneto.

Il fragolone si diffuse negli anni Quaranta soprattutto negli orti a sud della via Emilia, dove si ricavavano i frutti più saporiti e più resistenti al trasporto. A Imola come nel resto dell’Emilia Romagna, tale coltura si affermò a partire soprattutto dagli anni Cinquanta. La fragola assunse così carattere di coltura industriale, in particolare nelle zone di Mordano fino a Spazzate Sassatelli, nelle valli del Santerno, del Sellustra, del Sillaro e quindi nei comuni di Imola, Dozza, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Castel del Rio, fino a 400 metri di altitudine. Inizialmente i fragoleti si svilupparono accanto al pesco, all’albicocco e al vigneto e la loro diffusione divenne rapidamente una delle voci principali dei bilanci aziendali dei poderi collinari, meritando la qualifica di «pianta colonizzatrice della collina imolese».

E proprio per reclamizzare e valorizzare sempre più uno dei più ricercati prodotti della frutticoltura imolese, un comitato cittadino organizzò la prima edizione della Sagra del Fragolone per domenica 8 giugno 1958, nel parco delle Acque minerali. Tale manifestazione proseguì almeno fino al 1985. (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto un”immagine della Sagra del Fragolone negli anni Sessanta

Il fragolone di Imola: ascesa, boom e declino della coltivazione di questo frutto e la Sagra che gli era dedicata
Cronaca 28 Maggio 2019

Il Consorzio dei castanicoltori di Castel del Rio lancia l'allarme: è tornata la vespa cinese

La vespa cinese sta tornando a infestare i castagneti della vallata del Santerno, dopo alcuni anni di quiete dovuti all’attività del Torymus sinensis, l’insetto suo antagonista naturale, immesso nell’ambiente nel 2012 in occasione dell’infestazione massiccia che azzerò la produzione.

L’allarme ora arriva dal presidente del Consorzio castanicoltori di Castel del Rio, Giuliano Monti. «Sapevamo che la vespa non era scomparsa per sempre, ma la presenza anche dell’antagonista manteneva la situazione sotto controllo. Ora è in atto una recrudescenza – conferma -. Sono evidenti molte galle sulle piante selvatiche, già belle rosse, e anche sulla varietà domestica, meno visibili perché ancora verdi. All’interno delle galle al momento vi si trova solo la larva della vespa. Quest’anno il torymus è in ritardo, forse a causa del freddo di queste ultime settimane».

«Probabilmente nei prossimi giorni, sperando che venga più caldo, arriverà a parassitizzare la vespa. Questo nella migliore delle ipotesi. L’anno scorso, ad esempio, il torymus era presente nel 98 per cento delle galle. In questa fase – conclude Monti – stiamo quindi chiedendo ai castanicoltori di tenere monitorata la situazione e di vedere come evolverà nell’arco dei prossimi venti giorni». (r.cr.)

Nella foto sono visibili le galle, dove sono racchiuse le larve di vespa cinese

Il Consorzio dei castanicoltori di Castel del Rio lancia l'allarme: è tornata la vespa cinese
Economia 28 Maggio 2019

Albicocca Reale, Bella d'Imola, pesca Buco incavato: alla scoperta della frutta di una volta

Albicocca Tonda (Tondina) di Tossignano, albicocca Reale di Imola e la Bella d’Imola, pesca bianca Sant’Anna Balducci di Imola e la pesca Buco incavato di Massa Lombarda. Ad oggi, assieme a loro, sono iscritte al Repertorio regionale dei frutti antichi e dimenticati circa un’ottantina di varietà frutticole ma c’è ancora tanto materiale genetico da catalogare. Sempre più, infatti, negli ultimi anni è maturata la coscienza del valore della biodiversità, una parola che ha messo in discussione uno dei principi fondanti dell’agricoltura moderna: uguale è bello.

Un lavoro di recupero dell’agribiodiversità supportato dalle direttive europee, tradotte in normative nazionali, da cui sono derivati gli interventi legislativi regionali per gli imprenditori agricoli che hanno mantenuto in azienda o rimesso in coltura vecchie varietà. La nascita dei mercati contadini e la conseguente incentivazione del consumo dei prodotti agricoli locali di antica tradizione ha poi accentuato anche nei consumatori il desiderio di conoscere i sapori e i gusti del passato. «L’Emilia Romagna – precisa Claudio Buscaroli del Crpv, il Centro ricerche produzioni vegetali di Cesena – possiede un patrimonio varietale ricchissimo e unico al mondo, a parte la Cina, per quanto riguarda in particolare le piante da frutto. Peccato perderlo, anche perché questo patrimonio di biodiversità potrebbe essere veramente una risorsa».

Ma mantenere e recuperare la biodiversità è solo il primo passo. Occorre poi farne conoscere l’unicità al pubblico di consumatori e apprezzarne la bontà. «Ciò che colpisce più di tutto in questi frutti antichi – conferma Buscaroli – è il profumo e l’aroma, caratteristiche perse nelle produzioni più recenti, selezionate per un’agricoltura più produttiva ed industriale». L’albicocco caratterizza il territorio imolese dalla fine dell’Ottocento, come testimoniano i nomi di alcune varietà che ne hanno fatto la storia: la Tondina di Tossignano, la Reale di Imola, la Bella d’Imola. La Tondina, che pare abbia origine grazie alle sperimentazioni agronomiche di inizio Novecento di don Giuseppe Dal Pozzo, parroco di Fontanelice, è buonissima. Ma proprio perché tondeggiante e piccola, venne sostituita dalla Reale di Imola, già dal nome un successo degli anni Sessanta.

Nella vallata del Santerno ecco allora frutti molto grossi di forma ovale con la buccia gialla e la polpa dolce e profumata. Ma la Reale di Imola è difficile da conservare e questo rappresenta un problema ai fini della sua commercializzazione. Sempre delle colline imolesi è anche la Bella d’Imola, ottima albicocca, soprattutto se consumata fresca, impiegata nella preparazione di sciroppi e marmellate e particolarmente adatta all’agricoltura biologica. (al.gi.)

Per saperne di più l”articolo completo è su «sabato sera» del 23 maggio

Nella foto l”albicocca Reale d”Imola

Albicocca Reale, Bella d'Imola, pesca Buco incavato: alla scoperta della frutta di una volta
Cronaca 30 Aprile 2019

Chiusa la sperimentazione, il Comune istituisce definitivamente il mercato contadino di Osteria Grande

L”Amministrazione comunale di Castel San Pietro Terme ha istituito definitivamente il Mercato Contadino di Osteria Grande, Conclusa la fase di sperimentazione, è stato infatti approvato il 10 aprile all”unanimità il regolamento che determina le modalità di svolgimento del mercato stesso, che il sindaco di Castello, Fausto Tinti, definisce «uno degli obiettivi di questo mandato amministrativo per Osteria Grande», ovvero «far nascere un nuovo evento all’interno del Centro commerciale, come era stato richiesto anche della Consulta», ricorda il primo cittadino. «La sperimentazione ha avuto ottimi risultati, perciò si è inteso consolidarlo, guardando anche all’esperienza fatta alla Bertella – prosegue Tinti -. Rispetto alla fase sperimentale, in seguito ai percorsi seguiti con le Commissioni, è stata recepita la proposta di portare i posteggi da 14 a 16 con due posti in più dedicati ai produttori stagionali».

In dettaglio, il Mercato contadino di Osteria Grande è stato inaugurato a settembre 2017 e si tiene ogni mercoledì pomeriggio feriale nella piazza del Centro Commerciale in via Grassi 11, dalle 15.30 alle 19.30 da aprile a ottobre e dalle 14 alle 18 da novembre a marzo. In base al regolamento, il mercato è riservato alla vendita diretta di prodotti propri da parte degli imprenditori agricoli con o senza certificazione biologica. Tra gli obiettivi dell”operazione ci sono la promozione delle relazioni tra i cittadini, la trasparenza e l’equità della vendita dei prodotti agricoli e della promozione di modelli di sviluppo sostenibile, con iniziative per favorire l’incontro tra domanda e offerta di prodotti agroalimentari tradizionali e di qualità. Si vuole in particolare fornire a produttori e consumatori un’opportunità per accorciare la filiera d’acquisto, riducendone i passaggi intermedi con conseguente riduzione del prezzo finale, offrendo al produttore locale nuove opportunità di vendita e rendendo direttamente percepibile al consumatore la qualità dei prodotti locali e di quelli biologici, perseguendo altresì le finalità dell’educazione alimentare e dell”orientamento dei consumi nonché dello sviluppo del valore culturale del cibo, inteso come espressione di identità e di storia. 

Come si diceva, i posteggi sono diventati 16, così suddivisi per tipologia di merci in vendita: 4 riservati ad operatori specializzati nella vendita di prodotti ortofrutticoli, 2 riservati agli operatori specializzati nella vendita di latte e derivati, 1 riservato agli operatori specializzati nella vendita di prodotti dell’apicoltura e derivati, 1 riservato agli operatori specializzati nella vendita di vino e/o olio e derivati, 1 riservato agli operatori specializzati nella vendita di insaccati e carni, 1  riservato agli operatori specializzati nella vendita di prodotti da forno, 1  riservato agli operatori agricoli con qualifica di cooperativa sociale di tipo B o mista, o relativi consorzi (legge n.381/1991 e ss.mm.ii), 3  riservati agli operatori agricoli specializzati nella vendita di prodotti agricoli con caratteristiche di stagionalità, e 2 liberi. Le concessioni sono di durata quinquennale.

Per informazioni: Servizio Turismo, Fiere e mercati tel. 051 6954112-159. Sito www.cspietro.it e pagina Facebook del Comune. (r.cr.)

Chiusa la sperimentazione, il Comune istituisce definitivamente il mercato contadino di Osteria Grande
Economia 28 Marzo 2019

Cia Imola, un convegno con tecnici ed esperti su un tema cruciale: ambiente e agricoltura sostenibile

Un’agricoltura che contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente, del territorio e delle persone, in una parola: sostenibile. Un aggettivo che racchiude la sopravvivenza e il futuro del settore agricolo, al quale Cia – Agricoltori italiani Imola dedica il convegno “La sostenibilità in agricoltura”, che si terrà il prossimo 4 aprile a Castel San Pietro (Sala Cassero in via Matteotti 2), dalle ore 16.30 alle 20.

L’evento è una tappa del percorso iniziato lo scorso anno, con la presentazione del manifesto-programma “Agricoltura, territorio, benessere”, nel quale Cia Imola delineava il progetto di un’agricoltura come parte di un sistema che mette al centro ambiente e alimentazione sana e di qualità, come spiega Andrea Arcangeli, responsabile relazioni sindacali dell’associazione. “In queste settimane abbiamo assistito a molti eventi che hanno posto al centro dell’opinione pubblica italiana e mondiale i temi dello sviluppo sostenibile. Sono gli obiettivi indicati nell’Agenda Onu 2030 e riguardano, in particolare: cambiamenti climatici, fabbisogno d’acqua, alimentazione sana, lotta allo spreco e riduzione dei gas serra. Tutti temi importantissimi, alcuni drammatici, che influiscono direttamente sull’agricoltura, sulle nostre produzioni e il nostro lavoro. Per questo motivo abbiamo deciso di approfondirli con persone di altissimo profilo tecnico e scientifico e di elaborarli in maniera concreta per capire come possiamo declinare il tema della sostenibilità sul nostro territorio”.

Il convegno si aprirà con gli interventi degli ospiti e “padroni di casa” Giordano Zambrini, presidente Cia Imola, e Luana Tampieri, presidente regionale Donne in campo, e proseguirà con i saluti di Fausto Tinti, sindaco di Castel San Pietro e vice sindaco Città Metropolitana. A seguire gli interventi tecnici e scientifici di Giuseppe Cornacchia, dipartimento Sviluppo Agroalimentare e Territorio Cia Nazionale, Tiberio Rabboni, presidente Gal Appennino Bolognese, Antonio Venturi, presidente Ente gestione per i parchi e biodiversità della Romagna, e Andrea Segrè, presidente Fondazione Fico e Fondazione Mach San Michele all’Adige (Tn). Le conclusioni saranno affidate ad Andrea Arcangeli.

L’evento ha il patrocinio del Comune di Castel San Pietro Terme e della Città Metropolitana di Bologna. La partecipazione è libera ma è gradita la conferma con una email a imola@cia.it o tramite sms al cell.349-3150595.

Nella foto Andrea Arcangeli, responsabile relazioni sindacali dell’associazione

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