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Cronaca 29 Maggio 2020

Coronavirus, a Medicina annullata l’edizione 2020 del Barbarossa

Alla fine anche il Barbarossa di è arreso all’emergenza Coronavirus. Con scelta unanime, infatti, l’Amministrazione comunale di Medicina, la Pro Loco e quasi 30 rappresentati delle Torri e di tutte le associazioni che curano l’organizzazione dell’evento hanno deciso di sospendere l’evento. 

L’edizione del 2020 sarebbe stata la trentesima, un bel traguardo per un evento nato dall’idea di alcune maestre che ha contaminato via via tante persone fino a diventare una festa estesa a tutta la città dentro le torri e anche in frazione. Un appuntamento atteso da Medicina e da tutte le persone che ogni anno tornano a rivivere la leggenda.Questa iniziativa solitamente richiama tante migliaia di persone e sarebbe di difficile gestione in questa fase.In questi mesi Medicina è stata duramente colpita dall’emergenza Covid-19.

Per una questione di rispetto per il momento di difficoltà vissuto  dal nostro territorio e per le incertezze legate ai protocolli di sicurezza di un’iniziativa pubblica così particolare, la scelta è quella di rimandare al 2021 il Barbarossa. «Ringrazio Pro Loco e i gruppi intervenuti per il grande senso di responsabilità che hanno dimostrato in questa scelta verso la Città di Medicina, duramente colpita da questa emergenza- dichiara l’assessore alla Pro Loco e al Volontariato Lorenzo Monti -. Il Barbarossa è solo rimandato e troveremo comunque un modo insolito per fare rivivere la leggenda nel consueto weekend della festa, insieme a tutte le realtà coinvolte nell’organizzazione». (da.be.)

Foto del Barbarossa concessa dal Comune di Medicina

Coronavirus, a Medicina annullata l’edizione 2020 del Barbarossa
Cultura e Spettacoli 18 Settembre 2018

Medicina e il Barbarossa, un fantastico tuffo nel passato dal sapore medievale. IL VIDEO

Grande successo per la rievocazione storica del Barbarossa che nello scorso weekend ha riempito come da tradizione per tre giorni il centro storico di Medicina. Un tuffo nel passato per 20 mila persone tra mercatini, antichi mestieri e il caratteristico corteo dell”Imperatore. Poi canti e balli per tutta la notte fino all”immancabile appuntamento con il Palio della serpe.

r.c.

Nella foto (Isolapress): l”ingresso in città dell”Imperatore Barbarossa

Medicina e il Barbarossa, un fantastico tuffo nel passato dal sapore medievale. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 14 Settembre 2018

A Medicina il Barbarossa porta nel 1155 per tre giorni tra duelli, cortei e Palio della Serpe

Secondo la leggenda l’imperatore Federico I Hohenstaufen detto il Barbarossa si ammalò mentre passava nella bassa bolognese, nel 1155, e guarì grazie ad un brodo in cui era caduta una serpe: la città in cui si trovava venne così ribattezzata Medicina. E oggi festeggia questa leggenda con una rievocazione storica che ricorderà tutti i momenti della vicenda, e molto di più. La festa del Barbarossa si tiene da oggi, venerdì 14, a domenica 16 settembre e riunisce in sé cortei, duelli, manifestazioni musicali e spettacolari, gastronomia e un palio dedicato proprio a quella misteriosa serpe. Organizzata da Pro Loco e Comune, la festa è ad ingresso gratuito.

La festa nel Castello di Medicina inizia venerdì 14 settembre quando, alle 22, ci sarà la partenza davanti all’accampamento imperiale (in via Gramsci) della sfilata di apertura con la partecipazione di gruppi storici, mentre nel Borgo degli Antichi Mestieri (via Cuscini e via XX Settembre) prendono il via i giochi medievali abilmente e fedelmente ricostruiti dai popolani di questo gruppo, e qui si potranno osservare antichi mestieri quali il fabbro, il maniscalco, il candelaio, le ricamatrici, le tessitrici, il battitore delle monete, il maniscalco, il vasaro, l’impagliatore di sedie. Alle 23 l”imperatore Barbarossa (interpretato da anni da Marco Angonese) prenderà possesso del Castello salendo sul palco nella piazza centrale per ricevere gli omaggi di tutti. Tra spettacoli e cortei, la serata avrà il suo clou nella Caursa dal Dog a Trì a mezzanotte e tre quarti: gli atleti delle cinque Torri di Medicina (Cavalli, Maniscalco, Oca, Porco, Uva) si sfideranno lungo un percorso di 197,8 metri. La gara consiste nel percorrere il tratto dall’inizio di viale Oberdan fino alla chiesa del Crocifisso nel tempo impiegato dai rintocchi dell’Orologio della Torre per scandire la mezzanotte e tre quarti (quindici rintocchi corrispondenti a quelli della mezzanotte – 12 – più quelli dei tre quarti – 3). C”è da dire che molto di rado gli atleti sono riusciti a battere l’Orologio. Ma conseguiranno comunque un punteggio utile per la partecipazione al Palio della Serpe della domenica. Poi, nella «Lunga notte dell’Imperatore», la festa proseguirà per le vie del centro fino alle 3.

Sabato 15 settembre si riparte alle 17.30. Tra spettacoli, laboratori, giochi, mercati, banchetti e duelli, musiche e rievocazioni, ci sarà un banchetto imperiale alla cui tavola l”imperatore siederà alle 20.50 (nella piazza di Levante, cioè piazza Costa). Vari saranno poi gli spettacoli nella serata, sia nella piazza centrale dalle 21.30 che nella biblioteca notturna dove si esibirà il gruppo Icaro alle 22, che nel Bosco delle Streghe dalle 22.30.

Domenica 16 settembre sarà tutta dedicata ai festeggiamenti: la città attende il momento in cui il Barbarossa sancirà l”indipendenza della città da Bologna e allargherà i suoi confini. Il programma della festa inizia alle 9 con una novità: la gara di tiro con l’arco storico itinerante per tutto il centro storico a cura dell’Asd Arco Club Medicina – Gruppo Storico Arcieri del Barbarossa, 1° Torneo nazionale di Arco Storico in ambito medioevale. Tamburini, sbandieratori, musici, attori, armigeri, dame, nobili e popolani si muoveranno e si esibiranno per tutta la giornata fino a che, alle 18.15, partirà il corteo del Palio della Serpe che si disputerà alle 18.45. La prima parte del Palio si è già svolta il sabato alle 20.40 come gara tra gli Arcieri dell’Imperatore nel sagrato di San Mamante, e il risultato finale ha determinato la posizione di partenza di ciascun rappresentante della Torre; ogni squadra delle Torri è difatti abbinata ad una squadra di arcieri. La seconda parte consiste nella corsa del Palio che si svolge nella Piazza di Mezzo e coinvolge quattro atleti per ognuna delle cinque Torri, i quali dovranno caricare con la portantina uno dei doni a scelta (vino o uova o carbone o mele o fieno) e recapitarli ai Giudici delle Torri. Alla fine ogni squadra dovrà prelevare a mani nude la Serpe dal pentolone e riporla in un recipiente da trasportare dinnanzi al Messo Imperiale. Il Giudice Supremo, quindi, decreterà il vincitore del Palio. (r.c.)

L”articolo e il programma completi sono su «sabato sera» del 13 settembre

Nella foto il Barbarossa (Isolapress)

A Medicina il Barbarossa porta nel 1155 per tre giorni tra duelli, cortei e Palio della Serpe
Cultura e Spettacoli 16 Luglio 2018

Claudio Bolognesi e Roberto Montefusco presentano il loro album domani sera all'Arena

Ci sono Avrai di Claudio Baglioni, Notte prima degli esami di Antonello Venditti, Uomini soli dei Pooh. È un inno al cantautorato italiano Tra racconto e canzoni, album di Claudio Bolognesi e Roberto Montefusco che sarà presentato in un vero e proprio concerto domani sera, martedì 17 luglio alle 21.30, all’Arena di Castel San Pietro (entrata ad offerta libera). L’album unisce al canto la narrazione, alternata e sovrapposta ad esso, per un progetto che ha l’obiettivo di puntare l’attenzione sui testi di brani noti e indimenticabili. Claudio Bolognesi, giornalista che ha iniziato la sua attività a sabato sera e da dieci anni lavora per Il resto del Carlino, e Roberto Montefusco, attore di spot radiofonici e televisivi coinvolto anche in progetti teatrali e cinematografici, hanno scelto dodici canzoni che sono poi state arrangiate in modo essenziale, con l’accompagnamento del solo pianoforte di Raffaele Montanari, che è anche il produttore dell’album, interamente realizzato negli studi di Alfonsine dell’etichetta indipendente Pms che lo ha prodotto. «Il lavoro nasce dal mio amore per la musica italiana e soprattutto cantautorale – spiega Bolognesi – e soprattutto dall’importanza che ho dato fin da giovanissimo alla parte testuale. Ho bisogno di comprendere quello che canto, perciò ascolto musica italiana. E da questo nasce la volontà di fare un album con la musica che ha accompagnato la mia vita e quella di chi va dai 30 anni agli… 80»!, ride.

La donna cannone di Francesco De Gregori o Portami a ballare di Luca Barbarossa sono altri due brani che scorrono tra le tracce. «Ho voluto mettere l’attenzione sulla grandezza dei testi scritti: le canzoni sono state asciugate il più possibile, rese al piano e voce per esaltare la bravura dei nostri cantautori. Quando ho chiesto a Roberto di accompagnarmi in questo progetto perché ha una voce meravigliosa e molto profonda, con elementi giusti per esaltare la scrittura dei compositori, è stato lui stesso molto colpito notando come siano canzoni che ha sentito molte volte ma finora mai ascoltate veramente».

La scelta dei brani ha un suo percorso. «Non ci siamo limitati a prendere brani qua e là, ma abbiamo voluto ricostruire la linea della vita, dalla nascita con Avrai fino a I vecchi, sempre di Baglioni, con in mezzo la spensieratezza dell’essere ragazzi (Io e la mia ragazza), la tensione prima degli esami, i dolori, le sofferenze, i rapporti conflittuali, l’età adulta. Abbiamo iniziato due anni fa, siamo stati in studio a febbraio 2016 con l’etichetta indipendente di Alfonsine Pms, che collabora con la Sony e sforna quaranta progetti all’anno. Il produttore Raffaele Montanari ci ha sostenuti e ha sposato in toto, sostenendone i costi, un progetto non inedito, ma che ha l’idea di incrociare il canto con la narrazione. Teatralmente ha la possibilità di essere arricchito con ballerini o foto dal vivo o proiezioni, come vorremo fare a Castel San Pietro, che ci ospita in uno spazio stupendo all’aperto: vestiremo l’arena con le parole delle canzoni, con immagini e ritratti grazie alla Cmb che organizza la serata con la Bottega del buonumore. Ci accompagnerà il pianista Gianmarco Verdone, che studia all’Accademia pianistica di Imola».

L’album, che si può acquistare in tutti gli store digitali, ha anche una versione fisica che si può richiedere alla pagina Facebook Tra racconto e canzoni: la copertina è frutto di un set fotografico realizzato nel teatro Stignani di Imola dalla fotografa Tiziana Marongiu, così come sono sue le foto di Bolognesi e Montefusco fatte a Molinella in una fabbrica abbandonata. (s.f.)

Nelle foto Roberto Montefusco e Claudio Bolognesi (foto di Tiziana Marongiu) e la copertina dell”album

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola dal 12 luglio

Claudio Bolognesi e Roberto Montefusco presentano il loro album domani sera all'Arena

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