Posts by tag: Bologna

Cultura e Spettacoli 28 Luglio 2020

Presentazione anche a Castel San Pietro per «Davanti a quel muro» sulla strage del 2 agosto 1980

Prima dell”appuntamento imolese al festival organizzato dal presidio di Libera e dalla cooperativa Officina immaginata, sarà la rassegna Atlantide in Giardino, organizzata dalla libreria Atlantide e dall”associazione Giardino degli angeli a Castel San Pietro, a ospitare la presentazione del libro Davanti a quel muro, di Beatrice Masella e Claudia Conti, rispettivamente autrice e illustratrice, pubblicato dalla casa editrice Bacchilega Junior.

A quarant”anni dalla strage della stazione di Bologna, Beatrice Masella ci riporta a quel periodo attraverso la voce di un ragazzo quindicenne dei giorni nostri che dovrà confrontarsi con quegli eventi e con altri momenti della giovinezza dei suoi genitori, ricavando da questa esperienza il senso dell”importanza della memoria storica.
Il libro vanta la collaborazione dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna. (r.cr.)

Presentazione anche a Castel San Pietro per «Davanti a quel muro» sulla strage del 2 agosto 1980
Cultura e Spettacoli 27 Luglio 2020

Libera e Officina immaginata ricordano le vittime del 2 agosto 1980

In occasione del 40° anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, il presidio “Giudice Alberto Giacomelli” di Imola e del circondario dell’associazione Libera e la cooperativa Officina immaginata organizzano il secondo appuntamento del festival A ruota Libera, nel cortile di palazzo Monsignani (via Emilia 69) a Imola.
«A distanza di 40 anni siamo vicini all’Associazione familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna – commenta Elisabetta Marchetti, coordinatrice del presidio –. Fare memoria è il presupposto indispensabile della giustizia, abbiamo un debito con chi non c’è più, i loro sogni spezzati quel 2 agosto oggi devono camminare sulle nostre gambe».

Venerdì 31 luglio, in particolare, in collaborazione con la Cooperativa Bacchilega verranno presentati in anteprima il documentario Davanti a quel muro-La rabbia e la scelta, di Lara Alpi, Francesca Gianstefani e Michela Sartori (con il patrocinio de Comune di Bologna), e il libro per ragazzi Davanti a quel muro, di Maria Beatrice Masella e con illustrazioni di Claudia Conti.
Interverranno Agide Melloni, imolese all”epoca autista dell’autobus 37, e un rappresentante dell’Associazione dei familiari. (r.cr.)

Libera e Officina immaginata ricordano le vittime del 2 agosto 1980
Cronaca 8 Luglio 2020

Mobilità sostenibile, la campagna #andràtuttinbici diventa metropolitana

#andràtuttinbici, l’iniziativa promossa dalla Consulta della bicicletta di Bologna per sensibilizzare i cittadini del capoluogo sui vantaggi delle “due ruote” in epoca post emergenza sanitaria, si estende al resto del territorio metropolitano grazie alla collaborazione con Città metropolitana di Bologna, Unioni e Comuni.
In questi giorni verranno infatti affissi nell”area metropolitana circa 500 manifesti 70×100 (nella foto) e 200 locandine. Inoltre Città metropolitana, Unioni e Comuni diffonderanno la campagna anche sul web, sui social e sui periodici cartacei delle varie amministrazioni.

«Spostarsi in bici garantisce il distanziamento sociale, fa bene alla salute, rafforza le difese immunitarie, mantiene l’aria pulita – spiega la Città metropolitana -. Concede inoltre più tempo per sé stessi e permette il ricostruirsi di relazioni interrotte dalla quarantena. Sono questi i messaggi affidati ai vistosissimi manifesti gialli che stanno invadendo l’area metropolitana».
«Un’azione che rientra pienamente nelle politiche del Piano urbano della Mobilità sostenibile – commenta Marco Monesi, consigliere delegato alla Mobilità sostenibile – e che, affiancata all’accelerazione data in questi mesi per la realizzazione della rete ciclabile della Bicipolitana, rappresenta un evidente cambio di passo nelle scelte di mobilità per il nostro territorio». (r.cr.)

Mobilità sostenibile, la campagna #andràtuttinbici diventa metropolitana
Cronaca 8 Luglio 2020

Cresce il numero delle famiglie nella città metropolitana di Bologna, ma diminuiscono i componenti

Sono 492.529 le famiglie nella città metropolitana di Bologna al 31 dicembre 2019, 3.779 in più rispetto all”anno precedente e ben 13.370 in più rispetto al 2013. È quanto emerge dai dati pubblicati sull’Atlante statistico metropolitano aggiornati dall’Ufficio statistica di Palazzo Malvezzi.

Da decenni è in atto un processo di semplificazione delle strutture familiari che vede da un lato la crescita del numero di famiglie, dall’altro la contrazione del numero medio di componenti, in dieci anni diminuito da 2,10 al 2,05, a causa del forte aumento del peso delle famiglie con uno o due componenti.
In particolare sono in aumento le monocomponenti pari al 43% (nel 2013 erano il 41,3%) percentuale che supera il 50% nel comune capoluogo.
Più della metà delle famiglie con un componente sono costituite da donne, mentre la fascia di età prevalente nelle monocomponenti è quella con più di 64 anni.
Le famiglie con almeno un componente straniero rappresentano il 12,9% di tutte le famiglie, in aumento di un punto percentuale in meno di dieci anni.
Stabile la percentuale di famiglie con almeno un componente anziano (36,6%), mentre in calo quelle con almeno un minorenne (12% rispetto al 12,5% di cinque anni prima). (r.cr.)

Nell”immagine, l”infografica realizzata dalla Città metropolitana

Cresce il numero delle famiglie nella città metropolitana di Bologna, ma diminuiscono i componenti
Cronaca 7 Luglio 2020

Amilcare Renzi di Confartigianato nel Cda di BolognaFiere

«Un polo fieristico regionale è un’opportunità per il circondario che dal turismo legato al business potrà ottenere grandi vantaggi».
Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna metropolitana, è stato eletto nel consiglio di amministrazione di BolognaFiere, e ha le idee chiare sull’apporto che un ente fieristico forte può dare al circondario e anche sul futuro di Imola, città di riferimento del circondario che a settembre avrà di nuovo un sindaco.

«A Imola occorre un sindaco che faccia il promotore del territorio, per attrarre investimenti e insediamenti che diano occupazione e lavoro all’indotto. Poi bisogna lavorare per essere maggiormente integrati con il sistema metropolitano dal punto di vista sanitario e da quello della mobilità. Sarà un triennio difficile, ma credo all’insegna dell’unità di intenti fra pubblico e privato». (c.f.)

L’intervista completa nel numero del Sabato sera del 2 luglio

Amilcare Renzi di Confartigianato nel Cda di BolognaFiere
Cronaca 12 Agosto 2019

Consegnata al ministro Toninelli la bozza di accordo sul Passante di mezzo

La Città metropolitana ha inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la bozza di accordo sottoscritta da tutti gli enti interessati sul nuovo progetto del Passante, proposto dal ministro Danilo Toninelli, per la realizzazione dell’ampliamento in sede di autostrada e tangenziale nel tratto bolognese.

«La bozza di accordo con le firme di Comune di Bologna, Città metropolitana, Regione Emilia-Romagna e Società Autostrade torna ora nelle mani del Mit, dopodiché l’iter dell’opera potra` riprendere, a partire dalla convocazione della Conferenza di servizi – spiega Marco Monesi, consigliere delegato alla Mobilità sostenibile e Viabilità della Città metropolitana –, che confido giunga al più presto».
Anche perché «la proposta del Ministero è assolutamente in linea con quella originale e per questo è stata accolta con favore – aggiunge Monesi –. Ora sembrerebbe singolare se non schizofrenico un ulteriore allungamento dei tempi».

Le polemiche, però, non mancano: «Il Passante di mezzo non è la soluzione: la Città metropolitana continua ad avallare la scelta progettistica sbagliata – attacca Marta Evangelisti, consigliera del gruppo “Uniti per l’alternativa” –. Lo abbiamo detto e ribadito in ogni sede: allargare la strada non è sufficiente, contribuirà solo a far sì che su quella arteria transiti un numero di veicoli ancora superiore, a discapito della sicurezza e della tutela ambientale».
Poi l’affondo: «Il Partito democratico, con a capo il governatore della Regione Stefano Bonaccini, pur di portare a casa una soluzione, si è piegato addirittura alle condizioni peggiorative imposte dal ministro Toninelli». (r.cr.)

Un render del progetto di Società autostrade

Consegnata al ministro Toninelli la bozza di accordo sul Passante di mezzo
Cultura e Spettacoli 25 Ottobre 2018

Vetrano e Randisi rileggono Riccardo III all'Arena del Sole di Bologna fino a domenica

In scena fino a domenica 28 ottobre a Bologna il nuovo lavoro dei registi e attori Enzo Vetrano e Stefano Randisi: il teatro Arena del Sole ospita nella sala Thierry Salmon Riccardo3. L”avversario, una produzione Arca Azzurra Produzioni e Ert Emilia Romagna Teatro Fondazione realizzata in collaborazione con Le Tre Corde / Compagnia Vetrano Randisi. Il testo, un adattamento di Francesco Niccolini, rilegge in chiave contemporanea il Riccardo III di William Shakespeare: «Oggi demone recluso e indomito, viene qui sottratto al medioevo inglese e diventa abitante del presente, dando vita a una messa in scena che non sarà una pura variazione sul tema ma qualcosa di “meno rassicurante” – si legge nel comunicato stampa -. L’ambientazione non è quella di un sala da palazzo reale quattrocentesca, ma sul palcoscenico è tutto bianco e verde acido, pareti che ricordano molto da vicino la stanza di un ospedale: un letto, una sedia a rotelle, un grande specchio. Forse ci troviamo all”interno di un ospedale psichiatrico o un manicomio criminale e forse stiamo per assistere a una terapia sperimentale che porterà un paziente ad affrontare gli orrori di cui si è macchiato. O forse siamo proprio dentro la sua mente abitata da incubi e fantasmi».

Enzo Vetrano è Riccardo, Stefano Randisi è Lady Anna, ma anche un sicario, Giorgio di Clarence, Buckingham, Edoardo e Richmond, e Giovanni Moschella è tutti gli altri personaggi (un altro sicario, Hastings, Elisabetta, il principino, Margherita, il sindaco di Londra, Stanley).

Scrivono Nicolini, Vetrano e Randisi nelle note di drammaturgia e regia: «La terapia/psicodramma ha inizio: la corona passa da una testa a un”altra, la ghigliottina si abbatte feroce, le campane suonano a festa o a morto, mentre un corvo si aggira, come se quel luogo gli appartenesse. E soprattutto, c’è un’iniezione che incombe come una spada di Damocle. O piuttosto di Richmond, in questo caso. In un luogo pieno di fantasmi, rivive la vicenda di Riccardo di Gloucester – il malvagio più malvagio, ma al tempo stesso più terribilmente simpatico mai creato dal genio umano – e dei suoi omicidi seriali, ma, al momento del gran finale, giusto un istante prima della morte («Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!») Riccardo risorge dai suoi peccati e con il suo ultimo monologo visionario si congeda, accoglie la liberazione che gli giunge non dalla spada di Richmond ma dall”iniezione che gli viene somministrata: sedato, ridotto alla passività. È l”inizio del recupero o la fine della speranza? È solo questione di tempo oppure quella iniezione è una conquista che permette la liberazione definitiva dal male? Parafrasando Macbeth e il suo “Tomorrow and Tomorrow and Tomorrow”, a noi resta soltanto un “Forse e Forse e ancora Forse”. L”unica cosa di cui siamo sicuri è che ora il protagonista – dopo aver riconosciuto il sangue versato – è annichilito. Tutto sommato non è nemmeno così importante essere sicuri chi è il medico, chi l”infermiere e chi il paziente, o se si tratta di diversi criminali coinvolti nello stesso esperimento: sembrano più le due identità di una stessa persona. Uno l”avversario dell”altro. Quella corona, per cui tutto questo è accaduto, nella storia, in teatro e nella vita, ora giace abbandonata. Sul letto da ospedale o sul palcoscenico: in qualunque angolo di questa stanza dedicata alla somministrazione del dolore. Lo spettacolo è finito. L”unica cosa che può sopravvivere a tutta questa devastazione è solo il Teatro, con i suoi fantasmi. E tutti i suoi illusori forse».

In scena all”Arena del Sole giovedì e venerdì alle 20.30, sabato alle 20, domenica alle 16.30. Sabato 27 ottobre alle 16 nel foyer dell”Arena del Sole si terrà una conversazione con Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Giovanni Moschella, durante la quale verrà anche presentato il libro Riccardo3 di Francesco Niccolini, edito nella collana Linea di Ert e Luca Sossella Editore. Biglietti: da 15 a 7 euro più prevendita. Informazioni: 051/2910910.

Nella foto (di Luca Del Pia): da sinistra Stefano Randisi, Enzo Vetrano e Giovanni Moschella

Vetrano e Randisi rileggono Riccardo III all'Arena del Sole di Bologna fino a domenica
Ciucci (ri)belli 12 Ottobre 2018

Il Jurassik Weekend al Museo Capellini di Bologna

In occasione del 25° anniversario dell’uscita del film Jurassic Park, il museo geologico Giovanni Capellini di Bologna, in via Zamboni 63, organizza un “weekend giurassico”, dedicato ai dinosauri e al film che li ha resi popolari in tutto il mondo.

Jurassik Weekend
13-14 ottobre 2018
ore 10 – 18

Per info e prenotazioni (obbligatorie): www.sma.unibo.it/agenda

Programma di sabato 13 ottobre 2018

  • Ore 10.30, 14.30 e 15.45, IL DNA. UN’ELICA MERAVIGLIOSA
    Attività didattica per bambini dai 9 ai 13 anni
  • Ore 10.30, 14.30 e 15.45, IL PUZZLE DEI DINOSAURI
    Attività didattica per bambini dai 7 ai 13 anni
  • Ore 11.30, 15.30, visite guidate al museo
  • Ore 17, CATCH ME IF YOU CAN: LUOGHI E MODI IMPROBABILI PER TROVARE DINOSAURI, conferenza di Federico Fanti

Programma di domenica 14 ottobre 2018

  • Ore 10.30, 14.30, 15.45 e 17, IL DNA. UN’ELICA MERAVIGLIOSA
    Attività didattica per bambini dai 9 ai 13 anni
  • Ore: 10.30, 14.30, 15.45 e 17, IL PUZZLE DEI DINOSAURI
    Attività didattica per bambini dai 7 ai 13 anni
  • Ore 11.30, visita guidata al museo

Collezione di Geologia Museo Giovanni Capellini
via Zamboni 63, Bologna
Per info: sma.museocapellini@unibo.it
Tel.: 051 2094555

Il Jurassik Weekend al Museo Capellini di Bologna
Sport 20 Settembre 2018

Intervista a Fabrizio Rossini, un imolese tra gli organizzatori della tappa del Mondiale di volley

Sono giorni di fibrillazione per la pallavolo in regione: una tappa del Mondiale di volley arriverà in centro a Bologna. Il vecchio palaDozza sta affrontando in queste ore un nuovo restyling per abbracciarla: la seconda fase della corsa iridata che giocherà 6 partite tra venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 settembre. E in prima fila in questo evento di importanza planetaria, come è avvenuto spesso negli ultimi anni, c’è un imolese. Fabrizio Rossini. «E’ colpa di Massimo Righi, l’amministratore delegato della Lega – commenta Rossini -. E’ entrato a far parte del comitato organizzatore per la tappa bolognese e mi ha fatto una di quelle proposte, come sussurrava Marlon Brando, che non si possono rifiutare… Anche se è un periodo di superlavoro, mi ha fatto piacere: sto infatti incontrando vari amici con cui ho lavorato negli anni alla Federazione Internazionale».

Chi giocherà a Bologna? 

«E’ un evento molto particolare. La prima fase qualifica le squadre per la seconda, la nostra appunto, e quindi non sappiamo ancora quali squadre arriveranno al palaDozza. Camere di hotel, pullman per gli allenamenti, viaggi, tutto è prenotato con targhette anonime. Non è semplice da comunicare, gli spettatori devono comprare il biglietto a prescindere dalle squadre, ma la nostra è una regione che ama il volley. Sa che arriveranno squadre top e infatti le gare del week-end stanno vendendo bene.

Perché hai lasciato Losanna e la Federazione internazionale? 

«Avevo la possibilità di rientrare in Italia: dei cacciatori di teste mi avevano cercato per un altro sport, poi c’erano le proposte della Lega con il posto di vicedirettore e della Federazione italiana come direttore della comunicazione. La vita in Svizzera era abbastanza solitaria e complicata, avevo progetti di famiglia che ho potuto realizzare rientrando: più che altro una scelta di vita, anche se il lavoro alla Fivb era davvero stellare ed estremamente interessante. Anche il finale è stato bello: nel penultimo giorno sul Lago Lemano stavo preparando il classico scatolone in ufficio. Il vicepresidente entrò con un contratto di consulenza, in bianco… You can write yourself role and figures, mi disse: cioè, metti tu ruolo e cifre. Non me lo sarei mai aspettato: la Fivb dell’epoca era famosa per i suoi licenziamenti improvvisi».

Segui ancora le squadre imolesi? 

«Non dimentico da dove sono partito: in particolare i gradoni di via Volta, da dove ho anche usato il primo cellulare che avessi mai visto, quello di Radio Imola, un affare da cinque chili che scaldava come una stufa e con la batteria per soli quattro set. Seguo i risultati, a Bologna abito vicino a Brunella Filippini, ex star del Famila, e poi ci sono i social che aiutano a stare in contatto con tanti giocatori e giocatrici di quel periodo».

L’Italia vincerà i Mondiali? 

«Lo speriamo tutti. La squadra è forte, ben preparata. Ma vale sempre la regola base dello sport: essere nel posto giusto e in forma al momento giusto». (p.z.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 settembre.

Nella foto: Fabrizio Rossini sul palco della Federazione Internazionale

Intervista a Fabrizio Rossini, un imolese tra gli organizzatori della tappa del Mondiale di volley
Economia 3 Settembre 2018

Lavo&Lavoro, la lavanderia che offre un'opportunità di riscatto anche ai detenuti della Dozza

Lavare i panni sporchi come metafora di riscatto sociale. Al carcere di Bologna la metafora è ora realtà grazie al progetto “Lavo&lavoro” realizzato e gestito dalla cooperativa sociale “I Quattro Castelli”, con sede legale a Castel San Pietro e stabilimento produttivo a Toscanella di Dozza. Un progetto che punta a garantire un futuro diverso per chi è costretto a vivere dietro mura invalicabili in attesa di aver saldato il proprio debito con la società.

Core business della cooperativa nata nel 2004 è la lavanderia industriale, nella quale lavorano 26 persone, di cui circa la metà con disabilità o disagio sociale. A questi si sono aggiunti da alcune settimane due detenuti del carcere bolognese della Dozza quali operatori della nuova lavanderia interna al carcere nata sulle ceneri della precedente grazie al progetto e all’investimento della cooperativa. Si tratta complessivamente di 450 mila euro sostenuti da un finanziamento di 35 mila euro da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Bologna e dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, cui va aggiunto un finanziamento da 285 mila euro rimborsabile in sette anni da parte di Banca Etica. Il resto dell’investimento è stato coperto dalla cooperativa.

«La nuova lavanderia è dotata di macchinari per il lavaggio sanitario della biancheria e degli indumenti – spiega Nicola Sandri, socio della Quattro Castelli e responsabile del progetto in carcere -. Significa che la biancheria sporca in entrata e quella pulita in uscita sono trattate in settori diversi, separati da una barriera sanitaria in plexiglas che impedisce la contaminazione biologica fra tessuti. Inoltre abbiamo installato un depuratore che recupera circa il 60 per cento delle acque di processo da utilizzare nelle prime fasi dei successivi lavaggi e lavoriamo con la tracciabilità degli indumenti tramite chip e codici a barre per la garanzia del cliente e del nostro lavoro. Infine utilizziamo detersivi biologici. A pieno regime saremo in grado di nettare dieci quintali di indumenti al giorno su turno unico».

Quando le commesse saranno tali da far funzionare l’impianto a pieno regime, lavoreranno per la cooperativa sei detenuti, selezionati in collaborazione con l’ufficio educativo del carcere sulla base della disponibilità, della condotta e della durata della pena. Essendo la formazione professionale fra gli obiettivi del progetto, saranno «privilegiati» i detenuti con pena medio-breve. «Puntiamo a formare le persone che partecipano al progetto dando loro competenze lavorative spendibili una volta usciti dal carcere, presso lavanderia industriale o self service – spiega Sandri -. Inoltre il progetto punta ad annullare almeno in parte il debito economico dei detenuti, che altrimenti potranno saldare solo al termine della pena. Per questo una parte dello stipendio, che ammonta a circa 900 euro al mese per un part timedi 35 ore, viene trattenuta dall’amministrazione della casa circondariale».

Il presidente della Quattro Castelli, Roberto Accorsi, ha fortemente voluto il progetto da quando, nel 2014, la cooperativa ha tenuto un corso professionale proprio dentro al carcere della Dozza, nella preesistente lavanderia, equipaggiata solo per soddisfare le esigenze del carcere. Oggi, invece, la nuova lavanderia non solo copre le necessità interne ma lavora anche con una commessa esterna dell’azienda Servizi ospedalieri, titolare del contratto per il lavaggio degli indumenti degli anziani delle case di riposo e residenze di Asp Città di Bologna.  (mi.mo.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Nella foto il personale della lavanderia

Lavo&Lavoro, la lavanderia che offre un'opportunità di riscatto anche ai detenuti della Dozza

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