Posts by tag: case popolari

Cronaca 1 Giugno 2021

Alloggi Erp a Imola, riqualificazione da 183 mila euro tra nuovi infissi e demolizioni

Proseguono gli interventi per riqualificare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica che il Comune di Imola ha affidato in concessione ad Acer. Il primo riguarda la sostituzione di infissi esterni vetusti e nuovi oscuranti esterni nei 24 alloggi Erp di via Cenni 8-10 (costo di 159 mila euro a carico di Acer con risorse vincolate alla realizzazione di programmi di recupero sul patrimonio Erp).

Il secondo, iniziato nei giorni scorsi a Sasso Morelli, riguarda la demolizione di un piccolo corpo di fabbrica con quattro autorimesse; la struttura è collabente e ha una copertura in materiale composito a base di amianto (costo di 24 mila euro a carico di Acer).

«Prosegue il lavoro di riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale, finalizzato ad assicurare standard di vivibilità e qualità dell’abitare sempre più elevati, unitamente al controllo della legalità e sicurezza, sia in centro città sia nelle frazioni – dice il sindaco, Marco Panieri -. Questo lavoro è il frutto di una stretta sinergia con Acer, Asp Circondario imolese, forze dell’ordine, polizia locale e gli uffici comunali». (r.cr.)

Le autorimesse da demolire a Sasso Morelli

Alloggi Erp a Imola, riqualificazione da 183 mila euro tra nuovi infissi e demolizioni
Cronaca 8 Aprile 2019

Solaris realizzerà quattro alloggi Erp al posto della “casetta di Felicino', l'immobile di via Carducci vuoto da anni

Nuova vita per la «casetta di Felicino», come la chiamano molti castellani, ovvero l’immobile di via Carducci, nel parco Lungosillaro, non lontano dalla sede degli scout. Una palazzina dove c’erano degli alloggi popolari, ma vuota e inagibile ormai da sette lunghi anni. A riportare lo stabile a nuovo splendore sarà Solaris Srl, la società in house che gestisce il patrimonio dell’Edilizia residenziale pubblica per il Comune di Castel San Pietro, Ozzano Emilia, Monterenzio e Dozza. In verità, un progetto in tal senso venne ipotizzato già un paio di anni fa, però, nella versione aggiornata di Solaris presentata anche in Consiglio comunale all’interno del piano degli investimenti, la «casetta di Felicino» sarà demolita completamente e ricostruita.

Dai più recenti saggi strutturali, fatti sempre da Solaris, lo stabile è risultato più danneggiato del previsto. I problemi sono arrivati prima dai terremoti del 2003 e del 2012, poi dalla siccità dell’estate di sette anni fa. Tutte concause che avevano portato, per l’appunto nel 2012, a dichiarare inagibile la struttura e traslocare altrove gli anziani allora residenti. Mettere mano alla struttura, quindi, non sarebbe risolutivo e comunque talmente costoso da rendere più sensato buttarla giù e rifarla. L’intervento permetterà la realizzazione di quattro nuovi alloggi ed è stato quantificato complessivamente in 420 mila euro, di cui quasi 100 mila a carico del Comune, accantonati da due anni. I restanti 320 mila euro saranno finanziati da Solaris.

Dal momento che il progetto è stato modificato rispetto alla semplice ristrutturazione inizialmente prevista, purtroppo dovrà rinunciare al contributo regionale ottenuto per l’adeguamento energetico da 160 mila euro. Il nuovo intervento, infatti, non rientra più nelle specifiche del bando, che era destinato alle ristrutturazioni e non alle nuove costruzioni. Comunque sia, «interverremo comunque – tranquillizza il presidente di Solaris, Giacomo Fantazzini -. Abbiamo già presentato alla Giunta il nuovo progetto. Oltre al rifacimento della palazzina, prevediamo anche il consolidamento delle fondazioni e diversi accorgimenti per il risparmio energetico, come il cappotto esterno. Stiamo anche studiando la possibilità di un ampliamento rispetto all’attuale metratura per ricavare un appartamento più grande in grado di ospitare una famiglia con disabili a carico». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 aprile

Solaris realizzerà quattro alloggi Erp al posto della “casetta di Felicino', l'immobile di via Carducci vuoto da anni
Cronaca 18 Dicembre 2018

Nomine, nel Cda ConAmi sei Comuni vogliono Sara Cirone, una donna presidente. Nel Cda Acer entra l'avvocatessa Salucci

Questa volta forse si riuscirà a superare l’assurdo stallo che si protrae dall’estate scorsa dando un “governo” al ConAmi. I sindaci di Brisighella, Castel Bolognese, Castel Guelfo, Dozza, Sant’Agata sul Santerno e Solarolo hanno presentato ufficialmente una lista di candidati per il CdA che verrà sottoposta, come prevede lo statuto, all’approvazione dell’Assemblea prevista per domani, mercoledì 19 dicembre, dopo la convocazione della sindaca di Imola avvenuta venerdì.La settimana scorsa c’era stato l’ennesimo battibecco dopo la riunione seguita al secondo avviso pubblico per il reperimento di ulteriori candidati finita ancora una volta con un nulla di fatto.

Ora il gruppetto dei sei ha deciso di “vedere” le carte, proponendo una lista con una sola donna ma proposta come presidente, ovvero Sara Cirone, imolese amministratore delegato di un’azienda faentina, definita un “profilo di alta esperienza manageriale” e senza “alcuna appartenenza politica e, proprio per questo, adatta a rappresentare i bisogni dei territori”. Quindi un nome trasversale che dovrebbe superare ogni accusa di “vecchie logiche” .

Poi ci sono due candidati che hanno partecipato alla selezione pubblica del Comune di Imola fatta ancora ad agosto, ovvero il docente universitario Sandro Serenari e l’avvocato bolognese Giulio Cristofori, entrambi ben ascrivibili in “quota 5 Stelle”, ergo teoricamente ben visti da Imola. Gli ultimi due invece a rappresentare da un lato i territori del circondario imolese, della Bassa romagna e del faentino Mirko Minghini (già facente parte del precedente CdA) e l’avvocato Carlo Baseggio, che possono accontentare l”area Pd.

Nella nota che accompagna l’elenco, i sei sindaci soci proponenti concludono confidando “di ottenere una condivisione unanime su un CdA competente e preparato” per quello che ritengono “un elemento fondamentale per tutti i 23 Comuni” soci chiedendo “finalmente di assumersi la responsabilità di dare una guida affidabile al Consorzio”. In sostanza, finito il tempo delle parole, ora sul tavolo c’è un’esplicita proposta, chi ha intenzione di proseguire il rimpallo in nome di una chiusura politica ideologica e contrapposta non ha più alibi. Soprattutto perché al ConAmi occorre una guida competente e tecnica per dare gambe ad un nuovo piano industriale in grado di superare il calo di introiti dovuto alla chiusura della discarica (a prescindere da come finirà l”udienza al Tar attesa per il 20 dicembre).

Nell’attesa da notare che oggi la conferenza degli enti soci di Acer, presieduta dal sindaco Virginio Merola, affiancato dal Consigliere metropolitano delegato alle Politiche abitative Luca Lelli (sindaco di Ozzano), ha nominato il terzo membro del Cda della società regionale che gestisce le case di edilizia popolare anche per quasi tutti i Comuni del circondario di Imola (escluso Castel San Pietro). La scelta è caduta sull’avvocatessa Fabiola Salucci, indicata dal Circondario imolese e scelta tra i curricula arrivati nell’apposita selezione pubblica fatta sempre dal Comune di Imola in estate.

Salucci è forlivese con studio anche a Castel San Pietro e Imola.Anche sul nuovo nome per il CdA di Acer si era arrivati ad una rottura un paio di mesi fa quando alla prevista riunione in Circondario la sindaca Sangiorgi non si era presentata limitandosi ad inviare una mail con il nome da proporre, Sabrina Ujcic. Nome ritenuto irricevibile dal presidente del Circondario Onelio Rambaldi (sindaco di Medicina) in quanto “ex dipendente di Acer uscita dall’Ente sbattendo la porta”. (l.a.)

Nella foto il ConAmi a Imola e Acer Bologna

Nomine, nel Cda ConAmi sei Comuni vogliono Sara Cirone, una donna presidente. Nel Cda Acer entra l'avvocatessa Salucci
Cronaca 22 Luglio 2018

Coppia con precedenti occupa un alloggio Erp, interviene la municipale. La Prefettura ordina l'espulsione

Alla polizia municipale era giunta la segnalazione che in via Cenni 10 a Imola, un condominio che ospita vari appartamenti di Edilizia residenziale pubblica (Erp), un alloggio sfitto in attesa di nuova assegnazione era invece occupato.

Gli agenti della municipale si sono recati sul posto insieme ai tecnici di Acer, la società regionale che gestisce gli alloggi di proprietà pubblica anche per il Comune di Imola e vi hanno trovato un uomo di nazionalità albanese di 28 anni e una donna di nazionalità cubana di 19 anni. I due si erano introdotti forzando la porta di ingresso e vi avevano portato alcuni effetti personali, di fatto occupando l’alloggio. Gli agenti hanno quindi provveduto allo sgombero. La notizia arriva dal Comune con una nota. «Le due persone sono state denunciate per occupazione abusiva di edifici pubblici» si precisa.  

L’uomo, in possesso di un passaporto, e la donna, sprovvista di documenti di identità, sono stati accompagnati al Commissariato per le pratiche di identificazione. I due, di fatto senza fissa dimora e con precedenti penali, si trovavano irregolarmente sul territorio italiano. Nel confronti della donna, tra l’altro, era già stato emesso il 24 ottobre 2017 un provvedimento di espulsione, al quale evidentemente non aveva dato seguito. Nei confronti di entrambi la Prefettura di Bologna ha emesso un nuovo ordine di espulsione.

Il Comune precisa che all’uomo, non essendo possibile rimpatriarlo immediatamente, il Questore ha imposto, nell’attesa, l’obbligo di firma tutti i giorni presso il Commissariato, mentre alla donna è stato intimato nuovamente di lasciare il territorio italiano entro 7 giorni dato che non è stato possibile trattenerla in un Centro di identificazione ed espulsione per mancanza di posti disponibili. (r.c.)

Foto d”archivio

Coppia con precedenti occupa un alloggio Erp, interviene la municipale. La Prefettura ordina l'espulsione

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