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Cronaca 17 Marzo 2020

Coronavirus: Coop chiude i propri punti vendita per le prossime due domeniche

Coop chiude tutti i propri punti vendita domenica 22 e domenica 29 marzo.
Chiusi, quindi, i due supermercati di Imola (piazza Matteotti e Ipercoop), quello di Castel San Pietro e quello di Ozzano, che fanno capo a Coop Alleanza 3.0, e i supermercati di Casalfiumanese, Osteria Grande, Castel Guelfo e Medicina, che fanno capo a Coop Reno.

«La riteniamo una misura doverosa per contribuire a limitare le presenze per strada diluendo gli acquisti delle famiglie durante i giorni feriali della settimana e impedendone la concentrazione durante la domenica – spiega Adriano Turrini, presidente di CoopAlleanza 3.0 – e, contemporaneamente per venire incontro alle necessità dei colleghi che operano nei punti vendita e che potranno così ottenere una pausa in grado anche di attenuare la tensione delle scorse settimane».

Inoltre, i negozi dei territori in cui opera Coop Alleanza 3.0 chiuderanno anticipatamente alle ore 19.30 da giovedì 19 a domenica 29 marzo. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/IsolaPress

Coronavirus: Coop chiude i propri punti vendita per le prossime due domeniche
Cronaca 16 Settembre 2019

La Lagosteria chiude solo provvisoriamente. Autorizzazione per i lavori imminente

Da oggi la Lagosteria, “l’osteria dei ragazzi speciali” di Castel San Pietro, è chiusa. Ma soltanto provvisoriamente, fino alla conclusione dei lavori di ripristino dei locali a seguito del furto e dell’incendio doloso che il locale sulle rive del Laghetto Scardovi ha subito il 18 marzo.
«Appena riusciamo a fare i lavori riapriamo», spiega Andrea Grillini, uno dei due titolari. Circa 77.000 euro la spesa prevista, secondo il preventivo che le compagnie assicurative della Lagosteria e del Comune hanno fornito a giugno.

Tregua fra gestori e Amminstrazione
A riportare la pace fra Grillini e l’Amministrazione (dopo le polemiche scatenate da un post del gestore che annunciava la chiusura definitiva) è stato il Consiglio comunale di giovedì 12 settembre, nel corso del quale il primo cittadino Fausto Tinti ha risposto ai question time pervenuti assicurando la conclusione dell’iter autorizzativo per la realizzazione dei lavori di ripristino nell’immediato futuro.
«Massima collaborazione e disponibilità possibili – ha ribadito il sindaco –. E profondo dispiacere sulla vicenda e sui ritardi nel ripristinare la piena operatività del Lagosteria, soprattutto verso quei ragazzi con fragilità e per le loro famiglie, ragazzi che sono stati inseriti dal concessionario in un percorso lavorativo, migliorando la loro autonomia e la loro inclusione sociale».
«Accogliamo l’invito del sindaco a ritornare in buoni rapporti e ad abbassare i toni – ha replicato lo staff del locale, attraverso un post pubblicato sulla pagina Facebook della Lagosteria –, speranzosi in una accelerazione della pratica e a far partire i lavori il prima possibile come da lui promesso. Noi non molliamo».

Solidarietà
Molti i messaggi di solidarietà ricevuti dal locale, e tante le presenze agli ultimi due appuntamenti organizzati prima della chiusura, la festa Old School Party di venerdì 13 e l’Aperitivo di chiusura di ieri.
A dimostrazione che l’intera città ha a cuore la Lagosteria e i suoi “ragazzi speciali”, che non vedono l’ora di tornare ad accogliere e a servire i propri clienti affezionati. (r. cr.)

Fotografia tratta dalla pagina Facebook della Lagosteria

La Lagosteria chiude solo provvisoriamente. Autorizzazione per i lavori imminente
Cronaca 10 Settembre 2019

Chiude la Lagosteria a Castel San Pietro: troppe spese dopo l'incendio. Polemica social tra gestori e Comune

Pessime notizie per la Lagosteria, “l’osteria dei ragazzi speciali” di Castel San Pietro, e per i suoi clienti affezionati. Domenica prossima la serranda del locale sulle rive del Laghetto Scardovi si abbasserà definitivamente.
«Non abbiamo più la forza economica di resistere – si è sfogato Andrea Grillini, uno dei due titolari, attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, nel primo pomeriggio di ieri –. E sarebbe infattibile comunque, visto che sta arrivando il freddo e non si può lavorare con una cucina esterna. Venerdì facciamo la festa (annullata venerdì scorso a causa del maltempo, ndr), domenica sera l’aperitivo di chiusura, poi smontiamo tutto, e grazie e arrivederci».

Le ragioni del locale
La decisione arriva dopo sei mesi di grandi difficoltà seguiti al furto e all’incendio doloso che la Lagosteria ha subito il 18 marzo scorso. «Dopo i primi attestati di solidarietà, avevamo solo una scelta: riaprire il prima possibile – ripercorre la vicenda Grillini –. Ci facciamo fare il preventivo per una cucina da campo dopo appena tre giorni. Il Comune viene a visionare il danno, ci garantisce che entro un mese partiranno i lavori e quindi, visto il costo elevato di una cucina da campo a noleggio, decidiamo di aspettare. Dopo vari solleciti non accade nulla, e decidiamo di montare la cucina da campo e riaprire il 25 aprile».
La Lagosteria nomina un ingegnere strutturale, che concorda sulla demolizione del tetto del magazzino, ed effettua le prove strutturali richieste dal Comune, nell’attesa dell’incontro con i liquidatori delle assicurazioni, fissato per il 27 giugno. Incontro che non va assolutamente come sperato: «Si trova l’accordo per il 90% del danno richiesto e accettiamo – spiega il titolare –. Ma tra le spese non riconosciute ci sono le prove di carico fatte da noi ma richieste dal Comune (2.600 euro), i costi dell’ingegnere per progetti di ristrutturazione coperti solo in parte, e gli affitti che invece di essere annullati sono stati sospesi e a fine settembre li dobbiamo versare».
Non finisce qua: «Intanto le assicurazioni chiedono al Comune di comunicare chi fa i lavori – aggiunge Grillini –. A oggi, dopo due mesi e mezzo, il Comune deve ancora mandare quella comunicazione. Peccato perché dentro a quel rimborso, oltre ai soldi per i lavori, ci sono i nostri soldi di tutte la roba bruciata che abbiamo dovuto ricomprare per riaprire l’attività».
Lo sfogo è anche un dito puntato contro l’Amministrazione: «Ci avete lasciato cinque mesi con una cucina da campo che costa un occhio della testa, che ci ha svenati – attacca il titolare –. Vi avevo chiesto se ci potevate dare in prestito un tendone della Festa dell’unità per risparmiare un po’ sul noleggio, anche li ci avete detto di no».

La risposta del Comune
La risposta dell’Amministrazione non si fa attendere: «Il contratto con cui la Lagosteria (il locale è di proprietà del Comune, ndr) è stata affidata in gestione all’associazione temporanea di imprese Agi Centro Studi, di cui Grillini è capofila, il 7 giugno dello scorso anno non lascia alcun dubbio: il concessionario subentra in toto al concedente – precisa Fausto Tinti, primo cittadino di Castel San Pietro -, quindi il ripristino dei locali è completamente a carico del concessionario». Anche in un caso eccezionale come un incendio.
Fatta questa premessa, «l”Amministrazione ha comunque dimostrato attenzione al problema e disponibilità a risolverlo, prima sospendendo il pagamento del canone di locazione fra il 26 marzo e la fine di settembre, per non gravare ulteriormente sulle spese per i lavori di ripristino dei locali che il concessionario avrebbe dovuto sostenere – aggiunge Tinti –, poi mettendo in campo anche la propria polizza assicurativa, per riuscire a coprire interamente i costi, in quanto la sola polizza assicurativa del concessionario non lo consentiva. Due interventi che, secondo il contratto, non erano neanche dovuti».
Dunque, «questa Amministrazione non ha trascurato niente – rivendica il sindaco –. Abbiamo, però, delle tempistiche da rispettare che sono molto differenti rispetto a quelle dei privati. In quanto ente pubblico non possiamo fare niente fino a quando le due compagnie di assicurazione non ci garantiscono che le spese sono completamente coperte».
Per ultimo, un “sassolino nella scarpa” dopo l”attacco del gestore su Facebook: «Prima che Grillini prendesse una decisione di questo genere, mi sarei aspettato che mi interpellasse – prosegue Tinti –. E’ venuto spesso in Comune per parlare con gli uffici, ma l’ultima volta che mi ha contattato è stata il 6 agosto. Non si è dimostrato all”altezza di interloquire con l”Amministrazione. (lu.ba.)

Fotografia tratta dalla pagina Facebook della Lagosteria

Chiude la Lagosteria a Castel San Pietro: troppe spese dopo l'incendio. Polemica social tra gestori e Comune
Cronaca 23 Luglio 2019

Chiusura al traffico per via Gambellara in vari tratti e periodi fino al 31 ottobre per la messa in sicurezza del canale

Un lungo periodo di lavori attende via Gambellara da domani, 24 luglio, fino al 31 ottobre 2019. Il Consorzio della Bonifica della Romagna Occidentale si appresta infatti a dare il via all”intervento di messa in sicurezza in diversi punti del canale Gambellara, che richiederà la chiusura della via Gambellara in vari tratti e periodi, al fine di potervi depositare materiali e fare passare i mezzi delle ditte impegnate nei lavori che riguarderanno le sponde del canale.

Partendo dunque da mercoledì 24 luglio, sarà vietata in entrambi i sensi di marcia fino al 13 settembre la circolazione nel tratto di via Gambellara compreso tra via Lasie e via Molino Rosso, dalle ore 8.30 alle ore 17 esclusi i festivi e il periodo 6-8 settembre durante il quale si svolgerà la mostra scambio del Crame in autodromo. Sono esclusi dal divieto i veicoli dei residenti (possono accedere solo coloro che risiedono nel tratto interessato dai lavori, ai quali sarà comunicato se dovranno venire da nord o da sud in base all’avanzamento del cantiere). Un secondo tratto, questa volta a Sasso Morelli, tra via Sasso Morelli e via Fluno, sarà chiuso sempre a partire dal 24 luglio e fino al 23 agosto. Il divieto di transito varrà per tutte le 24 ore, ad eccezione del weekend tra le 18.30 del venerdì e le 8.30 del lunedì. Anche in questo caso potranno accedere solo i residenti nel tratto interessato dai lavori, ai quali sarà comunicato se transitare da nord o da sud in base all’avanzamento del cantiere.

Nelle settimane successive toccherà ad altri tratti di via Gambellara, in particolare quello a ridosso della via Bicocca e altri tratti verso nord, fino al Canale Emiliano Romagnolo. I tratti verso via Sasso Morelli e via Nuova saranno chiusi nelle 24 ore, durante i giorni di lavoro, sempre escludendo i residenti dal divieto. Ad aiutare gli automobilisti provvederà la segnaletica che sarà collocata agli incroci, con indicazione precisa dei periodi e orari di chiusura della strada e del divieto di transito per autocarri di peso superiore ai 75 quintali che sarà in vigore su via Molino Rosso nella parte verso l”autostrada. Sarà comunque garantita la percorribilità per i veicoli della polizia, di soccorso e al servizio dei residenti.

Venendo al dettaglio degli interventi, si tratta di lavori resisi necessari a causa degli eventi meteorologici della primavera 2018, che hanno causato frane degli alvei, smottamenti ed erosione, aggravando gli episodi franosi già esistenti. Saranno pertanto eseguiti lavori di ricostruzione della scarpata interna del canale Gambellara e di protezione della stessa con geotessuti e pietrame. La progettazione dei lavori è stata curata dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, ente gestore della rete di bonifica, che si occuperò anche della direzione lavori. I due tratti di strada interessati saranno, appunto, quello compreso tra Sasso Morelli e via Budriese, nella frazione di Sasso Morelli, oggetto di un intervento dell”importo di 265.000 euro, per una lunghezza di 1.048,50 metri e quello nella zona industriale di Imola, sempre 265.000 euro per 943,50 metri tra via Lasie e via Correcchiello. (r.cr.)

Nella foto lavori per ripristinare alcuni smottamenti nel rio Gambellara eseguiti nel 2018 dal Consorzio di bonifica della Romagna occidentale

Chiusura al traffico per via Gambellara in vari tratti e periodi fino al 31 ottobre per la messa in sicurezza del canale
Cronaca 20 Giugno 2018

Chiusura della filiale Bpm, il sindaco Ponti sospende lo sciopero della fame: “Ho parlato con la banca'

Nuovo capitolo della vicenda della filiale del Banco Popolare di Milano (Bpm) di Fontanelice, l”unico sportello bancario del paese che, stando a quanto dichiarato dai vertici, dovrebbe chiudere dal prossimo 29 giugno. Nel pomeriggio di ieri il sindaco Athos Ponti ha deciso di interrompere lo sciopero della fame che durava oramai da cinque giorni dopo aver incontrato a Imola il responsabile commerciale delle filiali del Bpm dell’Emilia Romagna. 

“Gli abbiamo chiesto di posticipare la chiusura sello sportello bancario di Fontanelice a fine anno e, nel frattempo, valutare soluzioni alternative, ad esempio una riduzione dell”orario o delle giornate di apertura – riferisce Ponti -. Fino a che non sapremo qual è la risposta dei vertici della banca ho deciso di sospendere lo sciopero della fame”.

Il sindaco aveva iniziato la sua singolare protesta venerdì scorso, dopo che gli abitanti si erano radunati davanti alla sede della Bpm di Fontanelice organizzando un presidio di protesta contro la chiusura dello sportello bancario che venne aperto oltre cento anni fa (in tempi recenti come Cassa di Risparmio di Imola poi per passaggi societari e accorpamenti divenuta Bpm). Il malcontento era nato anche per la totale mancanza di riscontri da parte della sede centrale, malgrado i numerosi solleciti del sindaco stesso, della parrocchia, delle associazioni fontanesi, dell’Anci e dei commercianti del paese. (r.c.)

Nella foto il presidio organizzato venerdì scorso con il sindaco Athos Ponti (a destra con la fascia tricolore); nel riquadro la sede della banca

Chiusura della filiale Bpm, il sindaco Ponti sospende lo sciopero della fame: “Ho parlato con la banca'
Cronaca 18 Giugno 2018

Chiusura della filiale del Bpm, il sindaco di Fontanelice Athos Ponti continua lo sciopero della fame

Venerdì scorso gli abitanti di Fontanelice di sono radunati davanti alla sede del Banco Popolare di Milano (Bpm) organizzando un presidio di protesta contro la chiusura della filiale, l’unica del paese, aperta da oltre cento anni. Il malcontento era nato anche per la totale mancanza di risposte da parte della sede centrale, malgrado i numerosi solleciti del sindaco, della parrocchia, delle associazioni fontanesi, dell’Anci e dei commercianti del paese.

«Proprio il giorno del presidio dalla sede centrale del Bpm ci hanno confermato la volontà di chiudere da venerdì 29 giugno» dice amareggiato il sindaco Athos Ponti che, proprio in quell’occasione ha annunciato la sua personale iniziativa per combattere le logiche dall’alto. «Ci ho pensato moltissimo in questi giorni e ho deciso che farò uno sciopero della fame – ha affermato deciso – Lo faccio come cittadino di Fontanelice, perché dobbiamo far capire che la banca qui è un servizio pubblico e la comunità aspetta delle risposte».

Sciopero che ormai è già arrivato al quarto giorno, ma non è escluso che possa proseguire ancora. «Io stesso ho aperto il mio primo libretto in quella banca all’età di sei anni quando si chiamava Cassa di Risparmio di Imola – prosegue Ponti -. Siamo disposti anche ad accettare una riduzione di orario o di giornate di apertura pur di mantenere la banca a Fontanelice».

r.c.

Nella foto: il sindaco di Fontanelice Athos Ponti

Chiusura della filiale del Bpm, il sindaco di Fontanelice Athos Ponti continua lo sciopero della fame
Cronaca 13 Giugno 2018

Filiale del Bpm a Fontanelice, presidio di protesta contro la chiusura

Scatterà venerdì 15 alle ore 9 il presidio di protesta contro la chiusura della Filiale del Bpm (Banco Popolare di Milano) di Fontanelice. L”Amministrazione comunale, infatti, dopo la raccolta firme per scongiurarne la chiusura (leggi la news) ha invitato tutti i rappresentanti delle Associazioni agricole, artigianali e commerciali, i sindacati, i rappresentanti politici e tutti i cittadini, a riunirsi nel presidio di protesta per la chiusura dell’unico sportello bancario presente in paese e banca di riferimento da ben 130 anni.

«Come Amministrazione Comunale – fanno sapere in una nota dal Comune di Fontanelice – siamo consapevoli che Banca Bpm è un’impresa privata, ma crediamo che sia importante ricordare e sottolineare il ruolo di pubblica utilità rivestito dalle banche in paesi come il nostro. La filiale della Banca Bpm riveste appieno tale ruolo e la sua chiusura provocherebbe un notevole danno all’intera collettività. Con questo presidio vogliamo fare appello alla Banca Bpm per chiedere di rivedere la decisione della chiusura dello sportello, che, nel tempo e sempre più, sta diventando per la nostra comunità, un riferimento, per l’impegno dimostrato a sostenere le piccole e medie imprese, nonché per il servizio alla clientela privata residente nel territorio, che vogliamo ricordare consta di circa 2000 abitanti di cui 450 sono over 65».

r.c.

Filiale del Bpm a Fontanelice, presidio di protesta contro la chiusura

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