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Cronaca 5 Luglio 2019

Alla Festa del Pd di Imola al parco dell'Osservanza iniziativa sul tema dell'alternanza scuola-lavoro

Ultimo fine settimana per la Festa dell”Unità dell”Unione territoriale imolese del Partito Democratico. Stasera, venerdì 5 luglio, è in programma un”iniziativa politica sul tema dell”alternanza scuola-lavoro, modalità didattica innovativa che, attraverso l’esperienza pratica, aiuta gli studenti a consolidare le conoscenze acquisite a scuola, a testare sul campo le proprie attitudini e ad arricchirne la formazione.

Nell”occasione, dalle ore 21 al parco dell”Osservanza (spazio dibattiti della Festa dell”Unità) il direttore del «sabato sera» Fulvio Andalò intervisterà Vincenzo Colla, vicesegretario nazionale della Cgil, Vanna Monducci, dirigente dell’Istituto tecnico-industriale Giuseppe Alberghetti, Gianmaria Balducci, presidente della cooperativa meccanica Cefla e Francesca Marchetti, consigliera regionale. (r.cr.)

Alla Festa del Pd di Imola al parco dell'Osservanza iniziativa sul tema dell'alternanza scuola-lavoro
Cronaca 20 Giugno 2019

Torna nel parco dell'Osservanza la Festa dell'Unità: al via venerdì 21 giugno e conclusione il 7 luglio

Le elezioni amministrative dello scorso 26 maggio hanno visto il centrosinistra mantenere nel circondario imolese il governo di 7 comuni sugli 8 complessivi andati al voto. E senza nemmeno dover subire il ballottaggio nei due comuni, Castel San Pietro e Medicina, con più di 15 mila abitanti. Un risultato che, dopo lo spoglio delle concomitanti elezioni europee, nessuno avrebbe immaginato. Insomma, verrebbe da dire, prima prova superata più che brillantemente dal giovane segretario (28 anni soli) della Federazione dem di viale Zappi, Marco Panieri, eletto dal congresso territoriale soltanto pochi mesi fa, a dicembre 2018. Che però minimizza, preferendo ad una gloria (per ora) effimera un sano realismo e condividere la vittoria. «Il timore – dice – era che, dopo la scioccante sconfitta subita ad Imola a giugno 2018, il centrosinistra perdesse altri Comuni. Timore che i risultati usciti dalle urne delle europee avevano amplificato. E invece i cittadini hanno premiato il valore e la credibilità delle nostre proposte. Però – aggiunge – non bisogna esaltarsi troppo, bisogna tenere i piedi per terra. Il risultato poco brillante ottenuto per le europee non autorizza infatti facili ottimismi. I problemi sono ancora tutti sul tappeto e le cose da fare sono tante e impegnative: ora c’è la festa, poi le elezioni regionali…».

Ecco, la festa. Per quest’anno cosa dobbiamo aspettarci?
«In questi mesi abbiamo avviato una riorganizzazione del partito e la festa di Federazione, la festa grossa, ovviamente, torneremo a farla. Inizierà venerdì 21 giugno, e durerà 17 giorni, fino a domenica 7 luglio compresa. E, ovviamente, si svolgerà in un unico luogo…»

All’Osservanza…
«Sì, all’Osservanza. Il trasferimento era già nell’aria due anni fa e ora si concretizza».

Perché proprio lì?
«Cercavamo un luogo che esprimesse la nostra idea di partito nuovo. E l’Osservanza è il luogo individuato, il luogo ritenuto giusto per più motivi. Lo è dal punto di vista urbanistico e della fruibilità, in quanto è un po’ il Central park di Imola. Lo è dal punto di vista dell’indissolubilità dell’appartenenza dell’ex ospedale psichiatrico, realizzato alla fine dell’ottocento e rimasto funzionante per un secolo, alla storia della nostra città, tanto da esservi stata nella memoria collettiva una sorta di identificazione tra l’uno e l’altra e viceversa. E lo è rappresentando anche un punto di svolta nell’inclusione sociale delle persone lì ospitate dopo l’approvazione della legge Basaglia che ha decretato la chiusura dei manicomi.Un luogo rimasto chiuso e vuoto per tanto tempo, avulso dalla città viva che lo circondava, che la precedente Amministrazione comunale di centrosinistra ha fermamente voluto riaprire alla comunità cittadina e oggi, dopo gli investimenti effettuati, divenuto un luogo sempre più vissuto, dove si svolgono iniziative non solo ludiche ma anche con finalità sociali».

La festa di Federazione che festa sarà?
«La festa graviterà attorno al viale delle palme, che è la via principale e snodo nevralgico del parco dell’Osservanza, è avrà diverse caratterizzazioni tematiche. Noi abbiamo immaginato una festa aperta e molto inclusiva, rispettosa del luogo, ma che apra gli ambienti alla loro fruizione. Una delle novità sarà costituita infatti dall’utilizzo di un paio di padiglioni per allestirvi mostre a tema e tenervi iniziative culturali. Ci sarà poi anche una libreria. Potrà sembrare una scelta un po’ retrò, ma noi pensiamo che il tema della cultura e dell’informazione, in una fase storica dove prevalgono slogan e superficialità, diventerà sempre più prevalente. Il “gruppo festa” ha poi fatto un grande lavoro per recuperare la pesca a premi, una grande attrattiva del passato che torna. E’ un po’ di anni che non la si allestiva più e la riproporremo sotto la supervisione di Giuliano Poletti e Marina Martelli». (fu.an.)

Un ampio approfondimento è su «sabato sera» del 20 giugno

Nelle foto: sopra il segretario dem Marco Panieri con alle spalle i primi allestimenti per la festa dell”Unità nel parco dell”Osservanza, sotto la mappa della festa

Torna nel parco dell'Osservanza la Festa dell'Unità: al via venerdì 21 giugno e conclusione il 7 luglio
Cronaca 17 Giugno 2019

Il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti: «Dubbi se continuare con la polizia municipale associata a Imola»

Castel San Pietro l’1 gennaio 2020 dovrà trasferire il personale al Corpo unico come hanno fatto gli altri Comuni del circondario. Al momento sono stati solo comandati un agente e il comandante Stefano Bolognesi.

La competenza sulla municipale sul Sillaro è da sempre argomento sensibile, e il sindaco Fausto Tinti non nasconde di avere più di un ripensamento: «Vedo il comandante Talenti che se ne va, una voglia di separare tutto e una mancanza di impegno da parte di Imola che mi preoccupa, forse, fin che posso, meglio che riprendiamo “in casa” il nostro personale» dice.

«In strada l’attività degli uomini è migliorata notevolmente in questi mesi – prosegue il sindaco – ma quanto su tutto ciò abbia inciso la gestione associata con Imola ho dei dubbi, per quanto ci riguarda notiamo invece dei rallentamenti nella manutenzione dei mezzi e neppure mezzo vigile in più rispetto a prima. Noi non siamo contro le gestioni associate ma se non ci sono più le condizioni politiche istituzionali e in più una bassa efficacia ed efficienza… Vedremo, ma stiamo facendo una seria valutazione». (l.a.)

Il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti: «Dubbi se continuare con la polizia municipale associata a Imola»
Cronaca 12 Aprile 2019

Anniversario della Liberazione, gli appuntamenti e le celebrazioni nei diversi comuni del territorio

Aprile è tempo di memoria. Un intenso calendario di cerimonie e celebrazioni interessa diversi Comuni del territorio, che ricordano in diversi modi la fine della guerra e la liberazione dall”occupazione tedesca. 

Cominciando da Castel San Pietro Terme, si parte sabato 13 aprile, alle 12, sulla passerella Lungosillaro, con la commemorazione al cippo dedicato al Secondo Corpo d”armata polacco e ai suoi soldati, liberatori della città, alla presenza di membri del Governo polacco e del Consolato polacco a Milano. Domenica 14 è invece in programma la commemorazione dei fatti d”arme avvenuti sul territorio di Castel San Pietro: alle 8.30 sarà celebrata una santa messa nella chiesa di Gaiana (domenica delle Palme) in suffragio delle vittime civili della guerra, con al termine la deposizione di una corona alla lapide posta all’interno della chiesa, che ricorda i caduti nella frazione; alle 10 preghiera al santuario Madonna di Poggio e  deposizione di una corona alla stele che ricorda le vittime della guerra, seguita al cimitero di Poggio dalla deposizione di una corona a ricordo del sacrificio del partigiano Dino Avoni; conclusione alle 11 a Varignana con la commemorazione degli sminatori caduti e relativa deposizione di una corona al cippo posto in via Varignana. Il giorno dell”anniversario, mercoledì 17 aprile, Castel San Pietro prevede, a partire dalle 10, la deposizione di fiori e corone in tutti i luoghi più significativi: in piazza Garibaldi alla lapide dedicata al Secondo Corpo d”armata polacco, a seguire (con corteo) in piazza XX Settembre presso la targa a ricordo delle vittime civili castellane dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, poi al giardinetto della Montagnola, presso l”opera dedicata alle Donne della Resistenza, al viale delle Terme presso il monumento agli Alpini e, infine, alla passerella Lungosillaro, presso i cippi in ricordo dei liberatori della città.

Sabato 13 aprile, alle 9.30, l”iniziativa del Comune di Imola “Quando un posto diventa un luogo” approda a Sesto Imolese, dove avverrà la re-inaugurazione del monumento ai Caduti della frazione, con la partecipazione delle classi della scuola media Pasolini Dall’Onda. Saranno presenti Ettore Bacchilega, dell”Anpi di Sesto Imolese, e Gabrio Salieri, presidente dell”Anpi di Imola. A seguire, deposizione di una corona, con l’intervento di Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola, e di Fabrizia Fiumi, dell”Anpi di Imola.

Passando a Dozza, la locale sezione Anpi organizza la camminata rievocativa “Liberazione di Dozza 5 aprile 1945-13 aprile 2019″ per sabato 13, a partire dalle 9, dalla scuola Aldo Moro in piazza della Loggia 4 a Toscanella. L”arrivo è previsto per le  10.45 circa in piazza Libertà. Dopo l”arrivo è in programma l”intervento di Bruno Solaroli, presidente onorario dell”Anpi di Imola, e di un rappresentante dell”amministrazione comunale. Al termine, colazione al sacco e, alle 12.30, partenza per ritornare alla scuola Aldo Moro (in caso di maltempo la manifestazione sarà annullata).

A Medicina il giorno dell”anniversario è il 16 aprile: martedì avranno dunque luogo le celebrazioni che, come da tradizione, si compongono di una serie di saluti e omaggi alle lapidi in ricordo di quanti persero la vita per la libertà. Il via è alle 16.30 nella frazione di Sant”Antonio, all”azienda Quadri, dove si renderà omaggio al pennone e alla targa posta a ricordo dei giovani partigiani catturati dai tedeschi il 12 novembre ’44.  Si prosegue alle 16.45 in piazza di Sant”Antonio, alla lapide a ricordo dei combattenti e dei Caduti della frazione), alle 17 al cimitero di Fiorentina (lapide in memoria delle vittime dei rastrellamenti nazifascisti), alle 17.15 in via Olmo (Oratorio e Ponte della Gaiana – lapide in ricordo delle vittime della Battaglia della Gaiana), alle 17.45 a Villa Fontana presso il monumento ai partigiani di Medicina e alle 18 in località San Rocco (via Canale, lapide in ricordo delle vittime del bombardamento). In piazza Garibaldi, alle 18.15, è invece in programma il concerto della Banda municipale, che aprirà poi il corteo che toccherà tutte le lapidi in ricordo dei medicinesi martiri della Resistenza e della Liberazione di Medicina, con il “Silenzio” intonato davanti ad ognuna di esse. Un coro di alunni delle scuole primarie di Medicina canterà l’inno di Mameli e Bella Ciao, accompagnato dalla Banda municipale. (r.cr.)

Un quadro più completo degli eventi è sul «sabato sera» dell”11 aprile.

Nella foto un momento di una celebrazione degli anni passati a Medicina

Anniversario della Liberazione, gli appuntamenti e le celebrazioni nei diversi comuni del territorio
Cronaca 29 Marzo 2019

Nel 2019 bollette Tari meno care per i cittadini di Imola e Castel Guelfo grazie alla lotta all'evasione

Una buona notizia per le tasche dei cittadini in questo 2019. Dopo Castel San Pietro anche Imola e Castel Guelfo hanno portato all’approvazione dei rispettivi consigli comunali (a Imola il via libera è arrivato in questi giorni, contestualmente all”approvazione del Bilancio di previsione 2019) un piano tariffario che prevede una riduzione media della tassa, con la quale paghiamo raccolta e smaltimento dei rifiuti. In sostanza, bollette Tari più leggere. Per la precisione, a Imola cittadini e aziende vedranno una riduzione media dello 0,8% per le famiglie e del 6,28% per le imprese; più sostenuta quella dei guelfesi dove è prevista una diminuzione media del 13% per le utenze delle famiglie e quasi del 19% per le imprese.

Come si è arrivati a questo risultato? «Principalmente grazie alle verifiche per la lotta all’evasione avviate da un paio di anni dall’ufficio tributi associato del Circondario – spiega il vicesindaco di Castel Guelfo Claudio Franceschi – che ha permesso di abbassare il montante sul quale viene calcolata l’articolazione tariffaria». I guelfesi hanno recuperato e incassato circa 118 mila euro su omesse o infedeli dichiarazioni, cioè persone che non avevano dichiarato la propria posizione oppure c’erano stati degli errori o non erano state inserire delle superfici, alle volte in buona fede. «Come ufficio tributi associato vengono fatte delle verifiche e dei sopralluoghi, poi verifiche col catasto, così sono emerse posizioni mai dichiarate o sbagliate – continua Franceschi -. Soprattutto nella zona industriale. E’ stato fatto anche un controllo della zonizzazione dei cassonetti, le distanze delle varie utenze, che definiscono le fasce di pagamento». Il vicesindaco ci tiene a sottolineare che «per qualcuno ci sarà un vantaggio, per altri forse no».

Situazione analoga a Imola. Qui la cifra recuperata è di 338.706 euro, oltre a relative sanzioni ed interessi, che hanno fatto emergere 970 evasori, fra totali e parziali «di conseguenza il montante tariffario è suddivisibile tra un numero maggiore di contribuenti, abbassando così la quota pro capite» precisano dal Comune con una nota. Il montante è la voce che copre quanto si paga per il servizio fornito dal gestore (Hera Spa nel circondario imolese) per raccolta e smaltimen-to più eventuali riduzioni o agevo-lazioni, scontistiche, riscossione e contenziosi, insoluti, Iva.Dal Comune di Imola sottolinea-no che a dare una mano a tenere «leggere» le bollette sono stati anche i minori costi per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati grazie alla riorganizzazione della raccolta, introdotta dalla precedente Amministrazione Manca (i cassonetti a calotta con la tessera), che la Giunta Sangiorgi ha deciso di mantenere ed estendere, con alcuni aggiusta-menti, al centro storico (attivazione in corso). Questo permetterà di avere meno rifiuti indifferenziati da smaltire: «A fronte delle 12.640 tonnellate del 2018, nel 2019 si prevede di avviarne a smaltimento 11.590, con un risparmio di circa 196.000 euro, risparmio sostenuto anche dalla riduzione delle tariffe di smaltimento approvata da Atersir (da 111 a 104 euro per tonnellata)». (l.a.)

L”articolo completo è pubblicato su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto cassonetti in centro a Imola

Nel 2019 bollette Tari meno care per i cittadini di Imola e Castel Guelfo grazie alla lotta all'evasione
Economia 21 Febbraio 2019

E' approdato a Imola “Insieme per il lavoro', il progetto metropolitano che facilita l'occupazione

Chi è senza esperienza o chi è disoccupato di lunga durata, chi si trova in situazione di fragilità sociale e non riesce a trovare una occupazione ha da ora uno strumento in più, oltre ai canali tradizionali, per cercare di accedere o riaccedere al mondo del lavoro. Si tratta del progetto “Insieme per il lavoro”, avviato nel maggio 2017 nel bolognese e che ora arriva anche nel nostro circondario, coprendo in questo modo tutto il territorio della Città metropolitana. L’iniziativa, nata per volontà del sindaco metropolitano Virginio Merola e dell’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, vede la collaborazione di numerose associazioni di categoria e imprese. Si avvale di 10 milioni di risorse comunali e metropolitane, provenienti da fondi europei, e di 4 milioni messi a disposizione dalla Diocesi di Bologna, derivanti dagli utili dell’azienda Faac.

Grazie a un accordo di tipo finanziario tra le Diocesi di Bologna e Imola è stato possibile estendere il progetto anche nell’imolese. Sul nostro territorio collaborano Circondario, Asp e Caritas (attraverso l’associazione Santa Maria della Carità), le associazioni di categoria, ma non i sindacati, che nei giorni scorsi hanno sottolineato con rammarico il mancato coinvolgimento. Il ruolo fondamentale di Asp, in particolare, permetterà di coordinare le attività con quelle già normalmente messe in campo dell’Asp stessa per le persone particolarmente fragili. Questo per evitare di sovrapporre gli interventi. «La collaborazione tra enti pubblici e privati è un valore» ha sottolineato il vescovo Tommaso Ghirelli.

Una rete virtuosa che ha raccolto il plauso anche della sindaca Sangiorgi. «Si dà risposta alle fragilità che emergono sempre più nel nostro territorio, al fine di portare concretezza alla politica di oggi, che è quello che si aspettano i cittadini» ha commentato. Le ha fatto eco il sindaco metropolitano Merola, forse alludendo ai burrascosi rapporti del Comune di Imola con gli altri enti del territorio: «Ci sono troppe polemiche e discussioni – ha detto -. Senza entrare nel merito, qui siamo davanti a un’esperienza concreta, che dice che se lo facciamo insieme, lo facciamo meglio». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

Nella foto la presentazione in vescovado a Imola del progetto “Insieme per il lavoro”

E' approdato a Imola “Insieme per il lavoro', il progetto metropolitano che facilita l'occupazione
Cronaca 8 Febbraio 2019

Entro il mese di febbraio sarà operativo il Tavolo imolese per il turismo sotto la regia di If Imola Faenza

Sarà operativo entro febbraio il Tavolo imolese per il turismo. Il Tavolo imolese si affiancherà al Tavolo Appennino, al Tavolo Pianura ed al Comune capoluogo Bologna, completando il puzzle operativo per il turismo dell’intero territorio metropolitano. Si tratta di un passo avanti per un settore economico in crescita. A If (Imola Faenza Tourism company) spetta la regia del Tavolo a cui prenderanno parte i Comuni del circondario imolese e tutte le associazioni delle categorie economiche del territorio.

Compiti del Tavolo saranno il coordinamento con Destinazione Turistica Bologna, il soggetto la cui governance è in capo alla Città metropolitana e a Bologna Welcome. Come spiegato nell’ultima assemblea dei soci di If dal presidente Gianfranco Montanari e dal direttore Erik Lanzoni, questo consentira di rafforzare la capacità di attrarre risorse e coordinare azioni di promozione in Italia e all’estero per un territorio che dai primi consuntivi del 2018 si conferma in grande crescita di presenze e fatturato, cosa che si ripete già da un paio di anni. L’esperienza di Destinazione Turistica Bologna, richiamata dall’assessore felsineo Matteo Lepore, alla guida dei Tavoli, aiuterà a rafforzare il «racconto di una terra, di un territorio di un milione di abitanti, coinvolgendo gli operatori e garantendo loro la formazione necessaria per migliorare l’accoglienza turistica».

Il Tavolo imolese sarà dunque necessario, come ha ribadito la direttrice di Destinazione Turistica Bologna Metropolitana Giovanna Trombetti «quale soggetto attivo per mappare le eccellenze presenti nell’imolese, per costruire una sintesi che entrerà a far parte del programma annuale della Destinazione».

«Il territorio del circondario ha le potenzialità giuste per portare un valore aggiunto significativo alla Destinazione turistica Bologna metropolitana – sottolinea il vicesindaco di Medicina, Matteo Montanari che ha dato il via al percorso per la costituzione del Tavolo come coordinatore del Circondario imolese -. Un turismo che non rimanga chiuso dentro le mura di Bologna, ma che abbia la possibilità di conoscere altre eccellenze ambientali, enogastronomiche e culturali».

Il servizio completo è su «sabato sera» del 7 febbraio   

Entro il mese di febbraio sarà operativo il Tavolo imolese per il turismo sotto la regia di If Imola Faenza
Cronaca 5 Febbraio 2019

Dai centri diurni agli assegni di cura, i servizi per sostenere le famiglie nell'assistenza di anziani e disabili

Accanto all’assistenza domiciliare ci sono altri strumenti pensati per aiutare le famiglie nell’assistenza di un congiunto anziano, disabile o con problemi di salute: i centri diurni, che offrono attività sociali e assistenziali durante il giorno, con ritorno la sera a casa; gli assegni di cura, cioè contributi economici erogati proprio al fine di aiutare a mantenere anziani e disabili al proprio domicilio; i ricoveri di sollievo, brevi periodi (da 10-15 fino a 30 giorni) pensati per consentire alle famiglie un periodo di pausa nell’attività di assistenza del proprio congiunto. Infine, quando la domiciliarità non è più possibile, ci sono le strutture residenziali, case di riposo per gli anziani e residenze per disabili gravi e gravissimi.

Per attivare questi servizi occorre una valutazione da parte dell’equipe specializzata, ma, per prima cosa, che la persona o la famiglia lo richieda. Sembra banale, ma non sempre chi ha bisogno lo fa o sa esattamente a chi rivolgersi. «La prima “porta di accesso” è il proprio medico di base – spiega Cristina Bortolotti, responsabile infermieristico di Imola e Vallata -, è il medico che conosce le problematiche del paziente o della famiglia ed è anche il primo professionista abilitato ad attivare l’assistenza domiciliare». Poi ci sono gli Sportelli sociali, presenti in tutti i comuni. «A seconda del bisogno si potrà trovare già una prima risposta oppure essere indirizzati verso il servizio più adatto».

«Tre Sportelli sono aperti cinque giorni a settimana e sono a Imola presso il “Silvio Alvisi” (dove c’è la sede Asp), a Castel San Pietro nella Casa della Salute e a Medicina in via Saffi, sempre a Medicina un operatore sociale è presente anche ogni giovedì presso la Casa della salute – informa il direttore dell’Asp, Stefania Dazzani -. Presso la Casa della salute di Borgo Tossignano, invece, lo Sportello è aperto due volte a settimana, il martedì e il giovedì mattina. Negli altri comuni l’operatore è presente una volta a settimana: a Castel Guelfo e Mordano il lunedì mattina, a Dozza il martedì. Ci si può comunque recare in qualsiasi Sportello per fissare un appuntamento».

Discorso a parte meritano le dimissioni protette, ovvero il caso in cui, durante un ricovero ospedaliero, si manifesti la necessità da parte del paziente di essere assistito al ritorno a casa. La segnalazione viene inviata dal reparto al Punto unico di accesso (Pua) del nosocomio di via Montericco e sono gli infermieri e gli assistenti sociali che si attivano mentre la persona è ancora in ospedale, effettuando colloqui con il paziente e i familiari e organizzando i servizi necessari. (mi.ta.)

Nella foto la Casa della Salute di Borgo Tossignano

Dai centri diurni agli assegni di cura, i servizi per sostenere le famiglie nell'assistenza di anziani e disabili
Cronaca 5 Febbraio 2019

L'assistenza domiciliare, l'ospedale “invisibile' che assiste oltre mille persone che hanno bisogno nella loro casa

C’è l’ospedale classico, con i reparti, i letti, i degenti. E c’è un ospedale invisibile ai più, fatto anch’esso di medici, infermieri e operatori socio-sanitari che si recano a casa di anziani, disabili o malati, che grazie a questi servizi possono evitare il ricovero in struttura protetta e rimanere in famiglia oppure nella propria abitazione. Uno strumento che è aumentato di intensità negli anni come numero di prestazioni svolte a domicilio dagli operatori sanitari. E a volte gli assistiti possono avere necessità di prestazioni sia sanitarie che sociali.

Un esempio è quello di Marilena, 72 anni, che convive con un’invalidità al 100 per cento. «Mia madre è caduta due anni fa e si è rotta il bacino, ma per via di una patologia non hanno potuto farle l’intervento per ridurre le fratture, così oggi è in carrozzina», racconta la figlia. Basta poco, a volte una banale caduta cambia per sempre la vita di una persona. Marilena ora ha bisogno dell’aiuto dei servizi domiciliari. «Una volta alla settimana un’operatrice l’aiuta a fare il bagno e periodicamente il personale sanitario viene per il prelievo del Cumadin», prosegue la figlia. Per fortuna, Marilena ha il marito che può occuparsi della preparazione dei pasti e delle varie commissioni. «Altrimenti sappiamo che esiste anche la possibilità di richiedere il pasto a domicilio – dice ancora la figlia -. Siamo soddisfatti del servizio, abbiamo sempre avuto a che fare con persone professionali e molto umane».

Quello della signora Marilena è solo uno dei tanti casi di persone che, grazie ai servizi finanziati attraverso il Fondo regionale per la non autosufficienza, rimpolpato da risorse dei Comuni nel caso del nostro circondario imolese (oltre un milione di euro nel 2018 per tutti i servizi accreditati), possono continuare a vivere in famiglia o nella propria casa.  «Il numero negli ultimi dieci anni si può considerare sostanzialmente stabile, ma sono aumentati di parecchio il grado di gravità e la complessità dei casi, che abbisognano quindi di un numero di visite decisamente maggiore» spiega il direttore del Distretto dell’Ausl di Imola, Alberto Minardi. Un mondo che per noi utenti significa semplicemente assistenza domiciliare ma che ha vari aspetti e servizi da «ritagliare» e attivare a seconda delle persona e del problema. I numeri li dettaglia sempre Minardi: «A dicembre 2018 avevamo 236 pazienti che usufruiscono dell’assistenza domiciliare integrata che prevede visite del medico, dell’infermiere e, a volte, anche dell’operatore sociale – elenca -. I casi di assistenza programmata sono invece 517, con questa modalità abbiamo solo il medico che a scadenze pre-ise viene a domicilio. Infine, ci sono 413 pazienti in carico all’assistenza infermieristica, che non contempla l’intervento del medico se non al bisogno» dettaglia Minardi.

Chi decide quale tipo di assistenza attivare? «Il proprio medico di medicina generale». «Siamo noi l’anello che si interfaccia con tutti, anche perché noi abbiamo pazienti di ogni tipo: anziani, disabili, psichiatrici – precisa Anna Maria Severino, per l’appunto medico di base e animatore della formazione per la medicina generale -. Il lavoro di equipe è molto importante, portiamo avanti i progetti e discutiamo i casi. E’ la bellezza della rete e del lavorare insieme. Noi medici di base siamo un po’ isole, ognuno ha una sua autonomia e un suo modo di lavorare diverso da quello dei colleghi, per questo è importante il fatto di collaborare con altre figure professionali. In questi giorni, ad esempio, ho una paziente in dimissione, abbiamo già fatto riunioni per coordinare l’assistenza ed è un lavoro che continuerà anche dopo».

L’assistenza domiciliare ha mosso i primi passi nel nostro territorio circa trent’anni fa, nel tempo non solo sono aumentate le persone seguite, ma anche la complessità dei casi gestiti. Merito della preparazione del personale infermieristico e della formazione dei caregiver, che non significano solo le assistenti familiari, meglio conosciute come badanti, ma anche parenti, vicini di casa, amici, tutte coloro che si prendono cura in qualche modo di una persona presso il suo domicilio. «La richiesta e il conseguente obiettivo di evitare il ricovero di pazienti sempre più gravi, ha fatto sì che si siano sviluppate competenze dei caregiver su tematiche inconcepibili fino a pochi anni fa – conferma Minardi -.Parlo di pratiche per le quali sarebbero stati necessari interventi infermieristici e che ora svolgono, invece, figli, coniugi, badanti, come la gestione del sondino naso-gastrico per l’alimentazione parenterale, per la tracheocannula o dell’ossigenoterapia a domicilio».

Inoltre, gli interventi sono sempre più integrati tra aspetti sanitari e sociali, un tema complesso, che in passato ha creato non poche difficoltà ed oggi superato o quasi grazie alla gestione integrata tra sociale e sanità. Lo conferma Stefania Dazzani, direttore dell’Asp che gestisce i servizi sociali per i Comuni del circondario imole-se. «Nell’ultimo anno e mezzo – informa Dazzani – abbiamo introdotto i primi 30 giorni di assistenza gratuita per le fami-glie che, a causa di un problema di salute improvviso, dall’ictus alle cadute che compromettono la mobilità, si ritrovano a carico un anziano oppure un disabile al momento della dimissione dall’ospedale, cioè una persona in condizioni molto diverse da prima della malattia. L’obiettivo è consentire ai parenti di prendere coscienza della nuova situazione e di formare i caregiver, se ci sono. Successivamente è prevista una compartecipazione economica in base all’Isee. In queste condizioni abbiamo una quindicina di utenti al mese che si rivolgono a noi con un investimento sul territorio, ad oggi, di 50.000 euro». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 gennaio

Nella foto un”infermiera del servizio di assistenza domiciliare

L'assistenza domiciliare, l'ospedale “invisibile' che assiste oltre mille persone che hanno bisogno nella loro casa
Economia 26 Gennaio 2019

Dal 1° febbraio i servizi della Camera di commercio a Imola saranno erogati attraverso le associazioni di categoria

La Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Bologna cambia le modalità di erogazione dei propri servizi diretti alle imprese del circondario imolese. Fino a due anni fa l’ente di piazza della Mercanzia (presente in città dal 1957) aveva ad Imola una propria sede distaccata, ubicata (dal 1982) nella storica palazzina di viale Rivalta che in origine aveva ospitato il giardino d’infanzia «Principe di Napoli». Poi, un anno fa ha deciso di venderla, in ossequio alla legge di riordino del sistema camerale del ministro Madia, che ha imposto la razionalizzazione delle sedi secondarie, aprendo uno sportello nella sala Miceti (al primo piano dell’immobile che ospita anche il mercato coperto «Il Borghetto»), ove nel frattempo il Comune aveva accentrato i propri servizi al cittadino.

Ebbene, il nuovo modello organizzativo, che diventerà operativo dal prossimo 1 febbraio in sostituzione dello sportello presso la sala Miceti, prevede la possibilità per le imprese di usufruire dei servizi della Camera di commercio direttamente presso le associazioni di categoria. Due i vantaggi per le imprese: la moltiplicazione dei punti di accesso e la possibilità di accedere tutti i giorni della settimana ai servizi camerali, mentre ora lo sportello era aperto solo il martedì e la mattina del venerdì. Anche i privati potranno rivolgersi alle associazioni, fermo restando che i principali servizi al cittadino, come ad esempio le visure camerali, possono essere comunque richiesti online attraverso il sito www.bo.camcom.gov.it.

«Meno spostamenti, più efficienza, una nuova collaborazione fra Camera di commercio e associazioni», sintetizza Valerio Veronesi, presidente dell’ente. Che aggiunge: «Imola fa da apripista ad un modello che siamo sicuri agevolerà la vita delle imprese». Hanno sottoscritto la convenzione l’Alleanza delle cooperative italiane di Imola, Cia Imola, Cna Imola, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigia-nato, Confcommercio-Ascom Imola e la delegazione imolese di Confindustria Emilia Area centro.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto la firma della convenzione in Municipio

Dal 1° febbraio i servizi della Camera di commercio a Imola saranno erogati attraverso le associazioni di categoria

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