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Cronaca 28 Marzo 2019

Grandi opere in Emilia Romagna, il ministro Toninelli non ha sciolto tutti i dubbi. Cauti i commenti dei sindaci

«Siamo ancora in attesa, la valutazione è positiva ma, per quanto mi riguarda, e quindi per la complanare, aspetto a cantare di gioia». Il sindaco di Ozzano, Luca Lelli, fatica ad entusiasmarsi per il risultato ottenuto la scorsa settimana dall’incontro del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme al sindaco di Bologna e della Città Metropolitana, Virginio Merola, con il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli. Sul tavolo c’era la richiesta di via libera per una serie opere di viabilità prioritarie per l’Emilia Romagna, a partire dal passante di Bologna, sulle quali proprio Regione e Città metropolitana hanno organizzato un paio di settimane fa una grande manifestazione, con il sostegno delle associazioni imprenditoriali e non solo.

Fausto Tinti, «collega» di Castel San Pietro di Lelli, è altrettanto cauto: «Siamo contenti però, di fatto, è ancora tutto nelle mani del ministro, non c’è stato un vero e proprio sblocco delle opere e soprattutto non capiamo di quali esattamente, a noi, come Castel San Pietro e circondario, interessa principalmente l’ampliamento dell’A14 e su questo non abbiamo visto la firma sul progetto della convenzione con Autostrade per l’Italia». In effetti, l’incontro al Mit con Toninelli ha permesso di fare un importante passo in avanti verso la realizzazione del passante di Bologna e della bretella Campogalliano-Sassuolo ma, come ha sottolineato Marco Monesi, consigliere metropolitano con delega a Pianificazione, Mobilità sostenibile, Viabilità, che era a Roma, «occorre continuare a mantenere alta l’attenzione sul complesso di opere che interessano il territorio».

In soldoni sono state ricevute rassicurazioni anche su alcune opere di adduzione al passante, cioè nodo di Funo, intermedia di Pianura, terzo lotto Lungosavena ma tutto tace sul fronte della quarta corsia dell’A14. Monesi l’ha fatto presente alla riunione ricordando che «abbiamo bisogno di accelerare anche sull’allargamento dell’A14, con la quarta corsia da San Lazzaro all’allacciamento con Ravenna, e dell’A13, con la terza corsia da Bologna a Ferrara» perché «con la realizzazione del passante e l’allargamento di queste due direttrici finalmente avremo risolto la congestione del nodo di Bologna. Poi basta nuove strade, come abbiamo scritto nel Piano urbano della mobilità sostenibile, tutte le risorse sul trasporto pubblico e la mobilità sostenibile» assicura a chi alza gli scudi contro l’invasione di asfalto. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto l”autostrada A14

Grandi opere in Emilia Romagna, il ministro Toninelli non ha sciolto tutti i dubbi. Cauti i commenti dei sindaci
Cronaca 5 Marzo 2019

Polveri sottili di nuovo oltre i limiti, dal 5 al 7 marzo in vigore le misure emergenziali antismog a Imola e Ozzano

E” nuovamente emergenza smog nel territorio metropolitano bolognese. La mancanza di pioggia di questi giorni non aiuta a far rientrare nei limiti le polveri PM10 e per l”ennesima volta i controlli eseguiti da Arpae hanno registrato il superamento dei livelli per tre giorni di seguito, facendo scattare (come previsto dagli accordi regionali) il ricorso alle misure emergenziali per tre giorni, da martedì 5 marzo a giovedì 7 marzo compresi. Come sempre, le misure valgono per Bologna e Imola e per tutti i Comuni dell”agglomerato bolognese, compresa Ozzano Emilia.

Nel dettaglio, dalle 8.30 alle 18.30 il blocco della circolazione in questi tre giorni è esteso a tutti i veicoli (auto e commerciali) diesel euro 4, oltre ai diesel euro 0-1-2-3 e ai benzina euro 0 e 1, già interessati dalle limitazioni previste dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche. Sono esclusi dalle limitazioni tutti i veicoli elettrici, ibridi, a metano e GPL, o con almeno 3 persone a bordo (car pooling) e i veicoli in deroga, oltre a deroghe specifiche per alcune tipologie di veicoli e di utenti.

Le misure emergenziali prevedono inoltre: il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione emissiva minore di 3 stelle o 4 stelle; l’abbassamento del riscaldamento fino a un max di 19° nelle case e 17° in attività produttive e artigianali (sono esclusi da tale obbligo gli ospedali, case di cura, scuole e luoghi che ospitano attività sportive); il divieto di combustione all’aperto; il divieto di sosta con motori accesi; il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili.Al termine dei tre giorni Arpae eseguirà una nuova verifica ed emetterà il relativo bollettino. (r.cr.)

Polveri sottili di nuovo oltre i limiti, dal 5 al 7 marzo in vigore le misure emergenziali antismog a Imola e Ozzano
Economia 21 Febbraio 2019

E' approdato a Imola “Insieme per il lavoro', il progetto metropolitano che facilita l'occupazione

Chi è senza esperienza o chi è disoccupato di lunga durata, chi si trova in situazione di fragilità sociale e non riesce a trovare una occupazione ha da ora uno strumento in più, oltre ai canali tradizionali, per cercare di accedere o riaccedere al mondo del lavoro. Si tratta del progetto “Insieme per il lavoro”, avviato nel maggio 2017 nel bolognese e che ora arriva anche nel nostro circondario, coprendo in questo modo tutto il territorio della Città metropolitana. L’iniziativa, nata per volontà del sindaco metropolitano Virginio Merola e dell’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, vede la collaborazione di numerose associazioni di categoria e imprese. Si avvale di 10 milioni di risorse comunali e metropolitane, provenienti da fondi europei, e di 4 milioni messi a disposizione dalla Diocesi di Bologna, derivanti dagli utili dell’azienda Faac.

Grazie a un accordo di tipo finanziario tra le Diocesi di Bologna e Imola è stato possibile estendere il progetto anche nell’imolese. Sul nostro territorio collaborano Circondario, Asp e Caritas (attraverso l’associazione Santa Maria della Carità), le associazioni di categoria, ma non i sindacati, che nei giorni scorsi hanno sottolineato con rammarico il mancato coinvolgimento. Il ruolo fondamentale di Asp, in particolare, permetterà di coordinare le attività con quelle già normalmente messe in campo dell’Asp stessa per le persone particolarmente fragili. Questo per evitare di sovrapporre gli interventi. «La collaborazione tra enti pubblici e privati è un valore» ha sottolineato il vescovo Tommaso Ghirelli.

Una rete virtuosa che ha raccolto il plauso anche della sindaca Sangiorgi. «Si dà risposta alle fragilità che emergono sempre più nel nostro territorio, al fine di portare concretezza alla politica di oggi, che è quello che si aspettano i cittadini» ha commentato. Le ha fatto eco il sindaco metropolitano Merola, forse alludendo ai burrascosi rapporti del Comune di Imola con gli altri enti del territorio: «Ci sono troppe polemiche e discussioni – ha detto -. Senza entrare nel merito, qui siamo davanti a un’esperienza concreta, che dice che se lo facciamo insieme, lo facciamo meglio». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

Nella foto la presentazione in vescovado a Imola del progetto “Insieme per il lavoro”

E' approdato a Imola “Insieme per il lavoro', il progetto metropolitano che facilita l'occupazione
Cronaca 9 Febbraio 2019

Meno morti sulle strade del territorio della Città Metropolitana, in calo anche incidenti e feriti

Nei giorni scorsi l’Ufficio di Statistica della Città Metropolitana di Bologna ha pubblicato il report sull’incidentalità relativo alle strade provinciali del territorio (dalla rilevazione sono esclusi gli incidenti senza morti o feriti ed il riferimento temporale dei decessi è entro il trentesimo giorno dall”incidente). A confronto, quindi, sono stati presi i primi nove mesi (gennaio-settembre) del 2017 con quelli del 2018. Il dato che salta subito all’occhio è il numero di incidenti registrati che sono passati da 2.854 a 2.717, con un calo quindi del 4,8%. In diminuzione anche il numero dei morti (da 67 a 50) e quello dei feriti (da 4.022 a 3.707). Tra questi ultimi, quasi tutte le tipologie di utenti interessati hanno registrato il segno meno (ciclisti e motociclisti ad esempio), a parte i pedoni che invece sono aumentati di ben 54 unità (da 300 a 354).

Analizzando ora solo il periodo dell’anno 2018, i mesi di maggior incidentalità sono stati giugno e luglio, con 368 e 355 sinistri, mentre agosto è stato il più «tranquillo» con 220 incidenti e 294 feriti, anche se quelli mortali hanno rappresentato ben il 14% del totale. I mesi invece che hanno avuto picchi di decessi sulle strade sono stati gennaio e luglio, rispettivamente con 9 e 8 morti. Nello specifico, guardando Comune per Comune sempre all’interno dello stesso arco temporale, le variazioni più rilevanti si sono verificate a Imola (diminuzione di 28 incidenti, 42 feriti e 5 morti), Castel San Pietro Terme (diminuzione di 18 sinistri, 1 morto e 31 feriti), Medicina (diminuzione di 6 incidenti, 3 morti e 13 feriti) ed Ozzano Emilia (diminuzione di 8 sinistri e 12 feriti, mentre il numero di morti è rimasto fermo a quota 1).

In controtendenza, anche se per fortuna solo leggermente, Dozza, dove si sono verificati 4 incidenti in più, a fronte di un aumento di 5 feriti a cui ha fatto da contrappeso il calo di una unità nella casella dei decessi. Più o meno stabili, invece, gli altri Comuni del Circondario imolese. Nel capoluogo, infine, dove si sono concentrati circa la metà dei sinistri, sono stati registrati 1.448 incidenti, 44 in più rispetto al 2017; i feriti sono 1.894, 20 in più, ed i morti 21, 7 in più. Nel comune di Bologna, però, i feriti sono diminuiti se a bordo di ciclomotori o motocicli, stabili i ciclisti, mentre sono aumentati i pedoni, passando da 209 a 234 persone. (d.b.)

Foto d”archivio

Meno morti sulle strade del territorio della Città Metropolitana, in calo anche incidenti e feriti
Cronaca 5 Gennaio 2019

Smog, il giorno della Befana è una domenica ecologica: i divieti per auto e moto a Imola e Ozzano

Domani, giorno dell”Epifania, è anche la terza delle otto domeniche ecologiche in programma fino a fine marzo a Bologna, Imola e nei dieci comuni dell’agglomerato urbano di Bologna (Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Ozzano Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa).

Per chi deve spostarsi occorre tener conto che le domeniche ecologiche hanno le stesse caratteristiche definite dall’ordinanza sulla qualità dell”aria già in vigore dal lunedì al venerdì, cioè stop ai veicoli fino agli euro 3 diesel e euro 1 benzina dalle 8.30 alle 18.30. 

Possono sempre circolare gli autoveicoli con almeno tre persone a bordo (car-pooling) se omologati a quatto o più posti oppure con almeno 2 persone a bordo se omologati a 2/3 posti. Possono circolare anche i veicoli elettrici o ibridi dotati di motore elettrico, quelli a metano o GPL, quelli a servizio del trasporto pubblico e tutta una serie di veicoli di emergenza e soccorso indicata nel dettaglio nelle ordinanze dei Comuni.

Le limitazioni alla circolazione nel periodo di validità dell’ordinanza non comprendono alcune delle principali vie di collegamento della città con l’area metropolitana, come ad esempio a Bologna la tangenziale e il raccordo tangenziale/Borgo Panigale, le vie che dagli svincoli della tangenziale e dell’autostrada portano ai parcheggi scambiatori della città, all”ingresso “Kiss and Ride” delle Stazione Alta Velocità, all”Aeroporto Marconi.

DETTAGLIO DELLE INFORMAZIONI PER IMOLA

LE MAPPE PER TUTTA L”AREA METROPOLITANA

Smog, il giorno della Befana è una domenica ecologica: i divieti per auto e moto a Imola e Ozzano
Cronaca 12 Dicembre 2018

Le proiezioni della Città metropolitana sulle iscrizioni agli istituti superiori nel prossimo anno scolastico

Crescono anche per l’anno scolastico 2019-2020 gli iscritti ai licei (soprattutto a indirizzo linguistico), calano gli studenti che scelgono istituti professionali e tecnici, anche se in modo disomogeneo fra capoluogo e resto del territorio bolognese. Questa, secondo l’ufficio statistica della Città metropolitana di Bologna, è la proiezione dei potenziali iscritti alle prime classi delle scuole superiori il prossimo anno scolastico in tutta l’area dell’ex provincia, Circondario compreso.

L’analisi è stata fatta sul numero di dodicenni residenti al 31 dicembre 2017 nell’area metropolitana, 8.927 in tutto, più o meno in linea con il numero dell’anno precedente. Ovviamente a questo numero andranno aggiunti ripetenti, non residenti e anticipatari, con il risultato che il numero finale si scosterà un po’ dall’attuale e potrebbe registrarsi un lieve aumento degli iscritti. Da segnalare che gli stranieri sono il 12,7 per cento del totale, un percentuale che nel giro di quattro anni dovrebbe superare il 15 per cento.

Venendo all’anno scolastico in corso, il numero dei nuovi iscritti risulta in leggera crescita: 9.114 studenti contro i 9.016 del 2017/2018. Anche il dato totale degli studenti frequentanti gli istituti superiori è in leggero aumento (39.103 quest’anno, 38.354 in quello passato), in base a un trend che proseguirà fino al 2023/2024.

Per quanto riguarda gli indirizzi di studio, negli ultimi due anni scolastici sono calati, anche se di poco, gli iscritti agli istituto professionali e tecnici, mentre aumentano quelli dei licei. L’incremento più deciso è quello che interessa i licei linguistici. I dati però cambiano a seconda che si parli della di Bologna o degli altri comuni del territorio: nel capoluogo crescono anche gli iscritti alle scuole professionali insieme ai licei, mentre fuori dalla città sono in aumento gli iscritti ai tecnici e, al contrario, diminuiscono coloro che scelgono percorsi professionali o liceali.

Spingendo più avanti le previsioni numeriche, stando agli attuali residenti, dall’anno scolastico 2024/2015 dovrebbero diminuire gli iscritti alle scuole superiori di secondo grado.

La foto è tratta dal sito della Città metropolitana di Bologna

Le proiezioni della Città metropolitana sulle iscrizioni agli istituti superiori nel prossimo anno scolastico
Cronaca 10 Dicembre 2018

Con il Piano di mobilità sostenibile treni ogni 15 minuti entro il 2020 nelle ore di punta sulla linea Imola-Bologna

Due dei servizi contenuti nel Piano della mobilità sostenibile (Pums), adottato dalla Città metropolitana di Bologna la scorsa settimana, previsti già entro due anni, cioè al 2020, riguardano il nostro territorio e sono l’attivazione di treni Sfm ogni 15 minuti nelle ore di punta sulla linea Bologna-Imola e la realizzazione dei Centri mobilità a Imola e Castel San Pietro di interscambio tra modalità di trasporto diverso, in particolare i bus. Se andrà in porto sarà davvero una bella notizia per il circondario.

Il Pums bolognese è il primo approvato in Italia e immagina una città metropolitana nella quale, ribaltando le proporzioni attuali, la mobilità sostenibile (piedi, bici, trasporto pubblico) arrivi al 60% (il 70% nella città capoluogo). L’obiettivo del Piano è arrivare al 2030 ad una riduzione del 40% delle emissioni di gas serra da traffico, questo significa che 440.000 spostamenti in auto (su un totale di 2,7 milioni di spostamenti che ogni giorno avvengono nell’area metropolitana) dovranno essere effettuati su mezzi sostenibili, in particolare trasporto pubblico (+19%) e bici (+14%).

Pilastro del Pums è la nascita del Trasporto pubblico metropolitano. Punti cardine il biglietto unico metropolitano e l’integrazione tariffaria multimodale estesa a tutta la rete di trasporto pubblico in ambito metropolitano, il potenziamento e l’ottimizzazione del Servizio ferroviario metropolitano (Sfm) con treni ogni 15 minuti in ore di punta e linee passanti oltre che verso Imola, come detto, anche su Porretta, Vignola-Portomaggiore e Ferrara.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

La foto è tratta dal sito della Città metropolitana di Bologna

Con il Piano di mobilità sostenibile treni ogni 15 minuti entro il 2020 nelle ore di punta sulla linea Imola-Bologna
Cronaca 6 Dicembre 2018

Per bypassare Bologna Confartigianato metropolitana propone una soluzione: la Trasversale di pianura

Utilizzare l’alternativa Trasversale di pianura per ridurre il traffico autostradale e decongestionare così il capoluogo regionale. Questa la proposta avanzata dalla Confartigianato metropolitana per uscire dall’impasse in cui è ricaduto il dibattito su come il traffico che si sposta lungo la direttrice nord-sud possa bypassare il collo di bottiglia costituito dallo snodo bolognese, sempre più a rischio di collasso (se il 7 agosto di quest’anno sull’A14 l’autocisterna fosse esplosa pochi chilometri più in là, all’intersezione con l’A1, invece che a Borgo Panigale, si sarebbe paralizzato l’intero Paese).

Un po’ di cronistoria. All’inizio doveva essere un passante autostradale, meglio noto come passante nord, opera strategica considerata di valenza nazionale, che avrebbe dovuto collegare l’A1 all’A13 e all’A14, consentendo di aggirare il nodo congestionato di Bologna. Si trattava di un corridoio a semianello di una quarantina di chilometri, tracciato nella pianura a nord del capoluogo regionale, a due corsie per senso di marcia più relative corsie di emergenza.

Ma il progetto in questione aveva sollevato contrarietà nelle Amministrazioni locali e nelle cittadinanze dei territori toccati dal tracciato. Obiezioni che la Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha fatto proprie nel febbraio del 2016, abbandonando l’idea di costruire il passante nord (per evitare di «mangiare 41 chilometri di territorio vergine») in favore di un progetto che prevedeva l’allargamento in sede sia dell’autostrada che della tangenziale nel tratto da Borgo Panigale a San Lazzaro, il cosiddetto passante di mezzo. Le elezioni politiche del 4 marzo di quest’anno, vinte da Movimento5Stelle e Lega, con la nascita a Roma di un Governo giallo-verde, hanno però riportato tutto in alto mare.

Sulla situazione è intervenuta qualche giorno fa Confartigianato Bologna metropolitana. « La soluzione, a nostro parere, è quella di spostare il passaggio dei mezzi in transito fuori dall’area urbana – ha commentato il segretario, Amilcare Renzi -. Come Confartigianato proponiamo di utilizzare un’infrastruttura già esistente, la Trasversale di pianura, allargandola in modo adeguato e con uno sguardo verso un traffico del futuro che non potrà che aumentare».

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nella foto il segretario della Confartigianato metropolitana Amilcare Renzi

Per bypassare Bologna Confartigianato metropolitana propone una soluzione: la Trasversale di pianura
Cronaca 13 Settembre 2018

Bordona e Casolana, lavori finiti. Gli interventi di risistemazione sono costati 50 mila euro l'uno

Sono stati ultimati i lavori per il ripristino della viabilità lungo le strade provinciali Bordona (Sp 15) e Casolana (Sp 33).

Su entrambe le strade, infatti, da marzo vigeva il senso unico alternato nel tratto in cui la scarpata sottostante è franata portando con sé anche parte della lingua d’asfalto. Una situazione dovuta al maltempo che, prima con la neve, poi con la pioggia, aveva messo a dura prova la vallata del Santerno.

In agosto – spiegano dalla Città metropolitana – sono stati effettuati gli interventi «per costruire una massicciata con dei blocchi in pietra serena per sostenere la scarpata sottostante la strada».

Due interventi analoghi, ciascuno del costo di circa 50 mila euro (Iva compresa).

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Nella foto la Bordona risistemata

Bordona e Casolana, lavori finiti. Gli interventi di risistemazione sono costati 50 mila euro l'uno
Cronaca 1 Settembre 2018

Viabilità e sicurezza, tre ponti a Medicina sono nell'elenco delle opere che richiedono interventi prioritari

La Città metropolitana, dopo il tragico crollo del ponte Morandi a Genova, ha inoltrato ieri al Governo l”elenco delle opere (leggi qui) che richiedono interventi per circa 12 milioni di euro. Tra loro uno classificato come urgente (livello 1 e già chiuso al traffico), 11 con priorità alta (livello 2) e 6 con priorità media (livello 3). Al livello 2 tre sono nel territorio di Medicina e si tratta di quelli sulla S.P. 3/2 (secondo tronco della Trasversale di pianura) che attraversano il torrente Quaderna, lo scolo Fossatone e il torrente Gaiana.

Priorità alta, è bene ricordarlo, significa «struttura su cui si rileva uno stato di danno e degrado esteso non trascurabile, ma che non presenta un rischio di collasso a breve. È necessario valutare se istituire delle limitazione di massa al transito, ma non si ritiene necessaria la completa chiusura. Sono necessari ulteriori controlli, monitoraggi e interventi di consolidamento al fine di adeguare la struttura ai carichi e alle azioni previste dalla normativa».

I tecnici della Città metropolitana hanno rispettato a pieno la scadenza del 1° settembre, indicando a tempo di record i 18 ponti «a rischio» tra i 580 di competenza. «Questo – spiega il consigliere delegato alla Viabilità Marco Monesi – è stato possibile anche perché da noi il controllo dei ponti con ispezioni visive non è scattato dopo la terribile tragedia di Genova ma era attivo da tempo. Dall’inizio del 2018 abbiamo inoltre un catasto dei ponti, digitalizzato negli anni scorsi e da mesi è stato avviato un processo di aggiornamento e sistematizzazione delle informazioni disponibili. Contiamo che il Governo, con questa richiesta, passi dalla fase degli annunci a quella dei fatti stanziando le risorse che chiediamo anche perchè degli interventi per “allungare la vita” a ponti con oltre 50 anni di età sono, in prospettiva, comunque necessari».

r.c.

Viabilità e sicurezza, tre ponti a Medicina sono nell'elenco delle opere che richiedono interventi prioritari

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