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Economia 1 Luglio 2021

Luca Palladino è il nuovo presidente di Cna Imola

Lo scorso 29 giugno, a Villa Torano, si è svolta l’assemblea elettiva di Cna Imola Associazione Metropolitana per il quadriennio 2021-2025. All’iniziativa hanno partecipato tra gli altri il sindaco di Imola Marco Panieri, l’assessore allo sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione della Regione Vincenzo Colla e il presidente della CNA Emilia Romagna Dario Costantini.

Al termine dell’assemblea è stato eletto il nuovo presidente di Cna Imola che sostituisce il numero uscente Paolo Cavini. Si tratta di Luca Palladino, 42enne residente ad Imola, alla guida della Tma srl con sede a Castel Guelfo, imprenditore del settore metalmeccanico. «Sono molto emozionato perché assumo un incarico importante. Arriviamo da una pandemia difficile, quindi cercheremo di portare a termine i progetti già avviati e faremo da tramite per coloro che avranno bisogno dalla nostra organizzazione. La sfida che affronteremo è quella della ripartenza:  in gioco c’è il nostro futuro  e non possiamo perdere il treno».

Luca Palladino faceva parte della presidenza che ha guidato la Cna nel precedente quadriennio e aveva ricoperto la carica di presidente dei Giovani Imprenditori Cna Imola nel quadriennio 2013-2017. La presidenza di Cna Imola Associazione Metropolitana è composta inoltre da Anna Luisa Giannangeli, Fabio Morara, Bruno Riccipetitoni e Lorenzo Pasini. L’assemblea ha poi nominato presidente onorario Paolo Cavini. Riconfermata alla guida dell’associazione territoriale per altri quattro anni il direttore Ornella Bova. (r.e.)

Nella foto: al centro, Luca Palladini, nuovo presidente di Cna Imola

Luca Palladino è il nuovo presidente di Cna Imola
Economia 5 Maggio 2021

L’imprenditore castellano Claudio Cava presidente di Cna Pensionati Imola per il 2021-24

Claudio Cava è il nuovo presidente di Cna Pensionati Imola, eletto lo scorso 28 aprile. Storico imprenditore di Castel San Pietro nel settore grafico e tipografia, succede a Dante Cenni per il mandato 2021-2024.

Cava è da sempre impegnato nell’associazione e attivo nel suo territorio. «Quest’anno – commenta Cna Imola, ringraziando il presidente uscente per il contributo dato nel rendere più viva e partecipe la propria comunità – è stato difficile e ci ha provati nell’anima, ma siamo fiduciosi e speriamo in una nuova era di rinascita per tutti».

Cna Pensionati Imola conta circa 1.500 iscritti.

Nella foto: Claudio Cava (a sinistra) con il presidente uscente Dante Cenni

L’imprenditore castellano Claudio Cava presidente di Cna Pensionati Imola per il 2021-24
Economia 26 Ottobre 2020

Nuovo Dpcm, a Imola le proteste di ristoratori, artigiani e commercianti aderenti a Confartigianato, Cna e Confcommercio

Le nuove misure anti Covid imposte dal Dpcm del 24 ottobre hanno suscitato anche a Imola le reazioni degli addetti ai lavori.

Oggi pomeriggio, dalle 15.30 alle 16.30, gli addetti alla ristorazione aderenti a Confartigianato Bologna Metropolitana hanno manifestato in modo simbolico e nel rispetto delle disposizioni di sicurezza davanti alla sede imolese di viale Amendola, gettando in aria oggetti del loro lavoro come gesto di protesta contro l’ennesima penalizzazione del settore. «Esprimiamo grande preoccupazione per la scelta del Governo di chiudere alle 18 il mondo della ristorazione, una misura di cui, in particolare per i ristoranti, si fatica a comprendere la logica – ha sottolineato Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana, durante la manifestazione -. Dispiace che il premier Conte non abbia tenuto in debita considerazione la lettera-appello firmata dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, a nome della Conferenza delle Regioni con la quale si proponeva la chiusura dei ristoranti alle 23 e dei bar senza servizio ai tavoli alle 20».

Il mondo dell’artigianato e della ristorazione si è distinto in questi mesi per la massima collaborazione nella definizione delle linee guida. «I nostri bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie hanno sempre rispettato rigorosamente le misure di sicurezza per difendere la salute dei cittadini. A maggior ragione non comprendiamo questo obbligo di chiusura, mentre a negozi e grande distribuzione rimane permessa, ad esempio, la commercializzazione dei prodotti dolciari oltre le ore 18».

«Da sempre siamo convinti che al primo posto c’è la salute, senza difendere la salute non si difende l’economia, ma siamo altresì convinti che questo sia il momento di combattere il virus con le armi della ragione e non con azioni oscurantiste – ha sottolineato Renzi -. La scelta di adottare misure che penalizzano duramente ristoranti e bar, così come le palestre e i centri sportivi, i cinema e i teatri senza distinguere dalle situazioni realmente a rischio da quelle mantenute sicure dall’impegno degli imprenditori e del loro personale, non ci piace. Per l’incoscienza di alcuni non si possono penalizzare interi settori che, di fronte a questa chiusura, rischiano di non riaprire mai più. Più che chiudere tutto serviva una grande capacità di controllo del territorio, e penalizzare chi effettivamente non rispettava le norme di sicurezza». 

«Il Governo non ha accolto le istanze di Confartigianato, ora però ci auguriamo che le misure di ristoro annunciate siano effettivamente commisurate all’impatto provocato dalle nuove restrizioni sull’attività dei nostri imprenditori e che soprattutto siano erogate in tempi rapidi per evitare il rischio di chiusura delle imprese – ha concluso Renzi -. Confartigianato continuerà ad essere al fianco di tutte le sue imprese e continuerà, in maniera pacifica e nel rispetto delle regole, a combattere affinché si possa in tempo breve porre rimedio a questa scelta che riteniamo sbagliata e ingiusta per categorie che sono già stata duramente penalizzate dal precedente lockdown». 

Intanto anche altre associazioni di categoria hanno annunciato forme di protesta. Domani Cna Imola organizza un sit in davanti alla sede di via Pola (ore 16), mentre i gestori dei pubblici esercizi dell’Emilia Romagna, aderenti a Fipe-Confcommercio si ritroveranno in piazza Maggiore a Bologna mercoledì 28 ottobre alle ore 11.30 e, in contemporanea, nelle piazze di 10 capoluoghi di regione. «Sarà una manifestazione dal valore simbolico, ma comunque di grande impatto visivo, nel pieno e assoluto rispetto di ogni normativa, soprattutto sanitaria» spiega il presidente di Confcommercio Ascom Imola, Danilo Galassi, invitando tutte le attività del territorio a partecipare, per dare un segnale forte del settore alla politica.«Comprendiamo l’emergenza sanitaria e la gravità del momento – sottolinea Galassi – ma è impensabile che l’unica ricetta proposta per contrastare la pandemia sia quella di chiudere tutto o di generare una psicosi di massa. Coniugare sicurezza e lavoro è possibile e deve essere l’obiettivo principale del governo e della politica tutta. In questi mesi gli imprenditori della ristorazione e dell’intrattenimento hanno investito tanto in sanificazioni, dispositivi di protezione per lavoratori e clienti e misure di sicurezza all’avanguardia. Sono stati fatti sacrifici importanti, con senso di responsabilità e attenzione al bene comune, siglando protocolli e rispettando le regole». (lo.mi.)

Nella foto: la protesta davanti alla sede imolese di Confartigianato Bologna Metropolitana

Nuovo Dpcm, a Imola le proteste di ristoratori, artigiani e commercianti aderenti a Confartigianato, Cna e Confcommercio
Cronaca 6 Aprile 2020

Coronavirus: stop al cuore produttivo, economia in fibrillazione

Il cuore produttivo dell’Italia ha gradualmente smesso di battere per cercare di arrestare l’avanzata del Coronavirus. I decreti ministeriali del 22 e 25 marzo hanno infatti portato alla sospensione delle attività produttive, industriali e commerciali non ritenute essenziali, non legate a servizi di pubblica utilità o non in grado di attuare modalità di lavoro a distanza.

L’impatto che questa scelta epocale avrà sull’economia dipenderà in primis dalla sua durata. Per quanto tempo si possono tenere le aziende in stand by, senza innescare conseguenze irreparabili per le stesse? Che cosa sta accadendo nel nostro territorio? Abbiamo chiesto alle associazioni di imprese di fare il punto della situazione.

«Per chi svolge attività legate a un solo ambito, come gli asili nido o il teatro, e non può contare su un grande patrimonio – osserva Luca Dal Pozzo, presidente di Aci Imola – il rischio di fallire è elevato perché i costi fissi restano. La cassa integrazione è un sostegno per i lavoratori, ma mancano strumenti per le imprese».

«Dobbiamo già cominciare a ragionare su come tenere “accesa” la spia delle aziende, dal punto di vista organizzativo e funzionale – aggiunge Paolo Cavini, presidente di Cna Imola – e dobbiamo cominciare a pensare alla strada per superare la crisi economica, che si è innescata in parallelo. Più si posticipa la ripartenza e più il problema sarà grande, perché significa che le aziende avranno avuto più giorni di fermo».

«Sarò forse impopolare, ma abbiamo invitato i nostri associati ad onorare gli impegni verso i fornitori e i dipendenti, altrimenti si rischia l’infarto finanziario – continua Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Assimprese Bologna metropolitana –. A questo proposito, la Regione Emilia Romagna ha messo a disposizione tramite bando 10 milioni di euro per le piccole e medie imprese e per i professionisti, grazie al quale è possibile ottenere un finanziamento fino a 150 mila euro a tasso zero. È fondamentale perché un’iniezione di liquidità consentirà agli imprenditori di poter avere un po’ di serenità dopo la tempesta, senza l’assillo del sistema bancario che in questo frangente deve fare la sua parte».

«Chi oggi lotta per tenere chiuso, domani rischia di dover lottare per far riaprire quelle stesse aziende – prosegue Marco Gasparri, presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia area Centro –. E non è nemmeno pensabile che i sindacati possano ergersi ad arbitro o giudice unico in merito a quali aziende devono stare chiuse oppure no. Ci si dovrebbe invece sedere attorno a un tavolo insieme a prefettura e guardia di finanza». (lo.mi./gi.gi.)

Le interviste complete sul numero di Sabato sera del 26 marzo

Fotografia di Marco Isola/IsolaPress

Coronavirus: stop al cuore produttivo, economia in fibrillazione

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