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Economia 25 Giugno 2020

Il Comune di Ozzano sostiene il commercio con 80.000 euro di contributi per protezioni e sanificazione

80.000 euro prelevati dall”avanzo di amministrazione per sostenere le attività commerciali nell’acquisto dei dispositivi di sicurezza individuali e nelle operazioni di sanificazione dei locali.
Il Comune di Ozzano ha aperto un bando per contributi a fondo perduto fino a 1.000 euro riservato al commercio al minuto in sede fissa di vicinato con superficie di vendita pari o inferiore a 250 mq., pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande ed artigianato di servizio (parrucchieri, estetisti), per cui sara possibile presentare domanda fino all’11 luglio.

«Finito il periodo emergenziale della pandemia da COVID-19 bisogna cercare di ripartire per recuperare o limitare al minimo i danni causati dalle misure previste per il contenimento dalla pandemia, in particolare verso quelle attività commerciali costrette alla chiusura nel periodo di lockdown – commenta Luca Lelli, primo cittadino di Ozzano –. Mi preme precisare, continua il primo cittadino, che non sono fra coloro che contestano le misure prese dal Governo, anzi ritengo che fossero necessarie ed inevitabili per la tutela della salute pubblica, ma è innegabile che queste misure hanno colpito duro, in particolare alcuni settori commerciali come ristoranti, bar, parrucchieri, negozi di abbigliamento costretti alla chiusura completa per mesi». (r.cr.)

Il Comune di Ozzano sostiene il commercio con 80.000 euro di contributi per protezioni e sanificazione
Cronaca 10 Giugno 2020

Con la riapertura delle attività commerciali nella Fase 2 sugli scontrini spunta il «contributo Covid»

Covid tax, contributo Co- vid, kit sicurezza. È stata ribattezzata in tanti modi la voce che è apparsa nelle ultime settimane in alcuni scontrini e che, in sostanza, racchiude i costi (o parte di essi) che gli esercenti devono sostenere in aggiunta per garantire che le procedure siano svolte in sicurezza, tra cui mascherine, guanti e prodotti per igienizzare e sanificare superfici e ambienti. L’importo è variabile, anche se in media oscilla tra i 2 e i 4 euro.

Tra i primi a denunciare questo fenomeno sono stati il Codacons, l’Unione nazionale consumatori e Federconsumatori, che hanno bollato questa pratica come «illegale», «scorretta» e «illegittima», anche se si tratta di una voce perfettamente legale e, come le altre presenti nello scontrino, sottoposta all’Iva. È innegabile che i protocolli varati per consentire a negozi e attività di riaprire in sicurezza hanno comportato un aggravio non indifferente dei costi per i titolari. C’è chi ha deciso di inserire una voce a parte nello scontrino per, in un certo senso, prendere le distanze e rendere l’aumento più trasparente e chi, invece, l’ha spalmato tra le altre voci, magari aumentando il costo della ceretta o della piega. Al contrario, ci sono esercenti che hanno preferito mantenere invariati i prezzi o, addirittura, previsto degli sconti. Il panorama è più che mai variegato. (gi.gi.)

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dall”11 giugno.

Nella foto: uno scontrino emesso a Imola, che contiene il cosiddetto «contributo Covid», segnalato da un nostro lettore

Con la riapertura delle attività commerciali nella Fase 2 sugli scontrini spunta il «contributo Covid»
Cronaca 5 Giugno 2020

A Medicina il centro si trasforma in un salotto all’aperto per sostenere i commercianti

Medicina riparte dal centro storico, trasformandolo per l’estate in un salotto all’aria aperta per la sicurezza di cittadini e visitatori. E, perché no, come attrattiva turistica per un’estate diversa. «Il commercio ha sofferto molto nel periodo di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria e comunque viene da un decennio già molto difficile – premette Donatella Gherardi, assessore alle Attività produttive –. Oggi ripartire è ancora più difficile, per questo come Amministrazione abbiamo deciso di mettere in campo diverse azioni».

In primis c’è una nuova conformazione del centro storico, che a partire dall’8 giugno si trasformerà in un salotto all’aria aperta arredato e attrezzato grazie all’impegno dell’Amministrazione ma anche delle attività commerciali e di ristorazione. «Abbiamo autorizzato l’occupazione di suolo pubblico gratuitamente per tutti i commercianti, bar e ristoranti, proponendo loro di pensare ad una Medicina all’aria aperta e trovando la collaborazione di molti operatori – continua Gherardi –. L’idea è nata pensando a come fare per dare la possibilità di lavorare in sicurezza e con distanziamento. Siccome in un negozio piccolo può entrare una sola persona alla volta, un salottino di attesa all’esterno, delimitato da piante e fiori, rende certamente più piacevole l’attesa dei clienti. Inoltre, occupando parti più ampie dei sottoportici il distanziamento è rispettato». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno. Sull’edizione cartacea anche le originali idee di alcuni titolari di negozi del centro.

Nella foto (Isolapress): via Libertà  a Medicina e i suoi portici nel primo giorno di ripresa del mercato il 28 maggio

A Medicina il centro si trasforma in un salotto all’aperto per sostenere i commercianti
Economia 29 Maggio 2020

«Un salto in edicola» è andata a trovare Claudia Martini, che da 33 anni vende giornali sotto l'orologio

Il centro storico imolese è da sempre un luogo d’incontro per tutti i cittadini che abitano in riva al Santerno. Dalle chiacchiere sotto l’orologio agli acquisti al mercato, dai caffè nei numerosi bar delle piazze fino a mangiare un buon primo o una deliziosa pizza in qualche ristorante o pizzeria. Il centro cittadino, però, è sempre stato e tuttora resta un luogo estremamente dinamico, con negozi e locali che da un giorno all’altro vengono alla luce o chiudono le serrande. Chi non vuole proprio mollare la sua attività e resiste come punto di riferimento proprio nel cuore del centro storico è Claudia Martini, che gestisce l’edicola che porta il suo nome dal 1987. «Gestisco l’edicola da 33 anni – spiega la stessa Claudia -, dopo averla rilevata dal vecchio distributore dei giornali Dino Boldrini, che aveva avviato la propria attività nel 1947 sotto la Casa del Fascio. Si trattava di un locale molto piccolo, che acquisii assieme ad un socio».

Poi cosa successe?
«Nel 2000 ci trasferimmo nei locali di uno dei bar più famosi di Imola, il Caffè Grande, nel porticato di palazzo Vacchi. Pochi anni dopo, il mio socio decise di intraprendere un altro percorso, così rimasi da sola a gestire l’edicola».

Da quel momento non ha più avuto alcun socio?
«No, ma per fortuna mi dà una mano la mia figlia più piccola, Sara».

Nonostante l’aiuto di sua figlia, la vita dell’edicolante resta particolarmente impegnativa.
«È vero, ma a me è sempre piaciuta. Da 33 anni mi alzo alle 4.30, ormai fa parte del mio dna. Le dirò di più: da quando ha chiuso il mio collega in via Mazzini, lavoro 7 giorni su 7. Prima mi alternavo le domeniche con lui, mentre ora non me la sento proprio di lasciare la piazza vuota». (an.ca.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 28 maggio

Nella foto Claudia Martini (a destra) con la figlia Sara

«Un salto in edicola» è andata a trovare Claudia Martini, che da 33 anni vende giornali sotto l'orologio
Economia 22 Maggio 2020

«Un salto in edicola» presenta l'attività di Marco Guerra, che in Pedagna ha realizzato il suo sogno

C’è chi i sogni preferisce custodirli per sempre in un cassetto e c’è chi invece, come Marco Guerra, decide di rimboccarsi le maniche e trasformarli in realtà. In via Puccini, proprio dietro le scuole Orsini, si trova infatti la sua edicola, un piccolo «paese dei balocchi» in cui le nonne conducono per mano i nipotini e dove chi, stanco di sentirsi solo, sa di poter trovare un volto amico sempre pronto ad ascoltare e talvolta in grado di consigliare. Marco è indubbiamente un punto di riferimento per il quartiere, avendo intrapreso la sua avventura da ormai ventidue anni. Nel 1998, a soli 25 anni, decide di concretizzare una passione d’infanzia e di rilevare quell’edicola che ormai rappresenta per lui una seconda casa.

Ancora ignaro dei sacrifici ai quali va incontro, ma armato di buona volontà, Marco inizia così a scrivere il primo capitolo del suo romanzo di formazione, considerato che chi frequenta l’edicola da sempre l’ha visto letteralmente crescere tra una pagina e l’altra. Fortunatamente non è solo nel suo viaggio, infatti, ad aiutarlo, ci sono la mamma casalinga, purtroppo venuta a mancare qualche anno fa, e il papà che, da quando è in pensione, si è reso disponibile a tempo pieno per alleggerire il carico di lavoro al figlio.

Come si svolge una sua giornata tipica?
«Anche se può sembrare chei l tempo libero non manchi, gestire un’edicola richiede impegno e sacrifici. Ogni mattina mi alzo alle 4.15, se il gatto non mi sveglia prima, e mi preparo per essere all’edicola alle 5, dove mi aspettano puntualmente quotidiani e riviste. Faccio l’inventario praticamente tutti i giorni insieme a mio padre e poi siamo pronti per partire. I primi anni ammetto che mi capitava spesso di sfogliare i quotidiani e leggere un po’ di tutto avendone l’occasione. Oggi, invece, a causa dei ritmi sostenuti e della mancanza di tempo, mi limito a qualche rivista di storia o di scienza che reputo sempre interessanti». (gi.so.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 maggio

«Un salto in edicola» presenta l'attività di Marco Guerra, che in Pedagna ha realizzato il suo sogno
Cronaca 15 Maggio 2020

«Un salto in edicola» va a Castel del Rio dove Luca e Iliana vendono giornali sognando la Spagna

Castel del Rio è un comune di circa 1.200 abitanti, con i suoi riferimenti ben precisi. Per mangiare ci sono il ristorante Il Gallo e l’osteria Il Palazzaccio; per un buon caffè ci si può fermare al bar H, al B 57 o al bar Fantasy; per i quotidiani e le sigarette, invece, non si può sbagliare. L’indirizzo è piazza della Repubblica 10, dove è situata l’edicola e tabaccheria di Luca Ravaglia. Luca, 57enne nato e cresciuto a Castel del Rio, è sposato dal 2011 con Iliana Bogdan e con lei gestisce l’attività. È lo stesso Ravaglia a raccontarci come è iniziata la sua vita da giornalaio. «Prima di acquistare l’edicola nel 2006, facevo l’elettricista. Ho lavorato in una cooperativa imolese, poi ho cambiato un paio di volte, tra Imola e Borgo Tossignano. In quel periodo, purtroppo, è venuto a mancare mio padre e ho ereditato un po’ di soldi; nel frattempo sono venuto a conoscenza che l’edicola/tabaccheria di Castel del Rio era stata messa in vendita e ho deciso di cogliere l’opportunità al volo, assieme al mio socio di allora, Christian Bertozzi».

Fare questo mestiere comporta grossi sacrifici e pochi giorni di ferie.
«In realtà non abbiamo mai chiuso per ferie. Siamo l’unica edicola/tabaccheria di Castel del Rio, non possiamo permettercelo. Se proprio io e mia moglie vogliamo prenderci 10 giorni per rilassarci, dobbiamo farli in maniera separata, in modo che l’altro possa mandare avanti l’attività. In tutto l’anno ci sono 5 giorni in cui i giornali non escono: in quelle occasioni, riusciamo a dormire un po’ di più. Le racconto un aneddoto: persino il giorno del mio matrimonio sono stato in negozio fino alle 12, poi mi sono sposato e alle 15.30 ero di nuovo a vendere giornali e sigarette. Non abbiamo nemmeno potuto fare il viaggio di nozze»

Prima elettricista, poi giornalaio e tabaccaio. Dove vede la sua terza vita?
«Nel sud della Spagna. Io e mia moglie culliamo questo sogno da un po’, vogliamo trasferirci in un posto più caldo, magari con meno umidità rispetto a Castel del Rio. Entrambi abbiamo buone capacità manuali, potremmo trovarci un lavoretto là». (an.ca.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 maggio

«Un salto in edicola» va a Castel del Rio dove Luca e Iliana vendono giornali sognando la Spagna
Medicina 11 Maggio 2020

Medicina e il commercio: «Andremo oltre la sospensione di Tari, Tosap e Imposta di pubblicità»

Il Comune di Medicina ha scelto di puntare sul piccolo commercio per la ripresa.
«Dopo la sospensione di Tari, Tosap e Imposta di pubblicità, siamo pronti ad un’altra sospensione in attesa di capire quali e quanti aiuti governativi e regionali potranno arrivare – spiegano Matteo Montanari, primo cittadino, e Donatella Gherardi, assessore alle attività produttive -. Vogliamo andare oltre la sospensione di questi tributi. Vogliamo  ridurli e rivederli per dare un aiuto significativo e concreto ai nostri negozianti».
Per questa ragione, «abbiamo attivato un Tavolo di confronto con le associazioni di categoria e commercialisti – aggiungono –. Con un piano di nuove agevolazioni per l’occupazione del suolo pubblico in modalità gratuita recupereremo all’esterno lo spazio perso internamente per facilitare il rispetto delle disposizioni sanitarie». (r.cr.)

Immagine tratta dal sito del Comune di Medicina

Medicina e il commercio: «Andremo oltre la sospensione di Tari, Tosap e Imposta di pubblicità»
Economia 8 Maggio 2020

«Un salto in edicola» passa da Castel Guelfo per conoscere l'attività di Elisa Ricci Maccarini

Da bottega alimentare presto divenuta un punto di riferimento storico per l’intero paese, a negozio di tabaccheria, edicola multiservizi e articoli da regalo due generazioni dopo. Siamo a Castel Guelfo e l’edicola di cui scriviamo è quella che porta il nome della famiglia Ricci Maccarini ormai da ottanta lunghi anni. «Mio nonno, Aurelio Ricci Maccarini, ha acquistato questo negozio nel 1939 – racconta Elisa Ricci Maccarini, che lo gestisce dal 2005 -. Allora era una bottega di alimentari con annessa rivendita di tabacchi che nel tempo si è fatta un nome in città. Mio padre Tonino ne ha portato avanti la gestione dalla fine degli anni Sessanta a quando è stato il mio turno. Io ho rilevato l’attività negli anni Duemila; ho ristrutturato l’intero negozio, anche se era assai ben tenuto, per eliminare la rivendita di alimentari alla luce dell’arrivo in paese del supermercato Coop. Ho scelto di puntare su tabacchi, edicola, che nel 2002 aveva già attivato mio padre, e soprattutto sui servizi».

L’elenco di quanto offre l’edicola tabaccheria Ricci Maccarini sarebbe lungo da fare: basti pensare che si vada Lotto e Superenalotto al pagamento di bollettini e voucher,dalle fotocopie a stampe e fax, dai servizi finanziari e bancari a quelli postali, dalla vendita di giocattoli agli articoli da regalo. All’esterno del locale, sotto il portico di piazza Dante, c’è anche la rivendita self service di tabacchi e ricariche. «Ho fatto una scelta che richiede tanto lavoro ma che funziona», spiega la titolare, che conta sull’aiuto di due collaboratori famigliari, papà Tonino e mamma Gianna, e una dipendente, Mirella Dal Pozzo. (mi. mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 maggio

«Un salto in edicola» passa da Castel Guelfo per conoscere l'attività di Elisa Ricci Maccarini
Economia 24 Aprile 2020

«Un salto in edicola», la scommessa di Marco da cliente a gestore nel chiosco della piazzetta di Tolara a Ozzano

Scommettere su un’edicola è ancora possibile. Marco Manzali, 32 anni, ci ha creduto cinque anni fa. Nella piazzetta di Tolara, oggi è una delle due edicole con chiosco rimaste attive tra Ozzano e la frazione sulla via Emilia. «Le vendite non vanno poi così male. Credevo peggio, all’inizio», ci racconta. La sua formula? «Quella di un’edicola classica, con un piccolo spazio per i libri». Non vende solo giornali, certo. Ma neanche si è dovuto inventare chissà quale escamotage. Giornali, giocattoli, biglietti autobus, il grosso della sua attività. «Però un’edicola la considero un luogo elastico, dove è possibile sperimentare. Se mi accorgo che i clienti sono più inclini a un certo prodotto, mi adatto», spiega il giovane titolare.

Marco Manzali ha rilevato l’intera attività nel 2015. L’«edicola Tolara» esisteva già dai primi anni ’80. Ha avuto sempre un unico proprietario, Daniele Sosio, ma negli ultimi vent’anni era stata ceduta due volte in gestione. Ora Manzali è l’unico proprietario e ci lavora assieme ai genitori, che gli danno il cambio durante la giornata. Probabilmente siamo di fronte al più giovane edicolante intervistato dal nostro giornale finora. Come ti è venuta l’idea? «Venivo in quest’edicola da ragazzo. Ero un cliente abituale e assiduo, con la passione per le collane. Ne avevo diverse, dalle banconote ai modellini. Un giorno, nel 2015, Giuliano Serra l’ex gestore mi disse che l’edicola era in vendita e se volevo subentrare. Ho detto, perché no. Avevo un lavoro traballante all’epoca. Ero alla reception di un hotel alla frazione Campana. C’era aria di crisi, stipendi non pagati, infatti di lì a poco chiuse. Il momento buono per cambiare vita». (ti.fu.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 23 aprile

Nella foto Marco Manzali nella sua edicola

«Un salto in edicola», la scommessa di Marco da cliente a gestore nel chiosco della piazzetta di Tolara a Ozzano
Cronaca 21 Aprile 2020

Ascom Imola chiede ai sindaci misure concrete di aiuto per rilanciare il commercio

Niente Tari, occupazione del suolo pubblico e imposta sulla pubblicità dalla data di chiusura delle attività alla fine dell’anno. Accordi con i fornitori di utenze per posticipare il pagamento delle bollette e prevedere agevolazioni/sconti. Possibilità per i ristoranti di effettuare la vendita d’asporto. Misure meno restrittive per i dehor. Nuovi orari e tariffe per la sosta a pagamento nel centro storico.
Sono le richieste che Confcommercio Ascom Imola rivolge al commissario straordinario Nicola Izzo e ai primi cittadini di tutti i comuni del circondario per favorire la ripresa delle attività commerciali cittadine dopo la chiusura forzata dovuta all’emergenza coronavirus.

«Nel pensare alle modalità di riapertura occorrerà prevedere forte sburocratizzazione di alcune procedure – è convinto Gianluca Alpi, presidente dell’associazione di categoria –, come ad esempio per l’occupazione di suolo pubblico per ampliare la propria proposta di vendita o di somministrazione, al fine di agevolare una ripartenza che in ogni caso sarà graduale».
Inoltre, «alle attività che sono state obbligate alla chiusura serve congruo indennizzo per i danni subiti – aggiunge Alpi – ed un percorso di agevolazioni fiscali e tributarie, oltre ad una semplificazione negli adempimenti, che le accompagni e sostenga nei primi mesi di ritorno all’attività». (r.cr.)

Ascom Imola chiede ai sindaci misure concrete di aiuto per rilanciare il commercio

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