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Cronaca 15 Maggio 2019

Dal primo dopoguerra al 1986 la storia dei Tablàc, da strilloni a edicolanti a Imola in piazza delle Erbe

“A l l’ombra dl’arloj” i giornali si sono venduti fin dal primo dopoguerra. La storia è stata ricostruita da Marcello Castellari sul “sabato sera” del 18 gennaio 1986, momento in cui Piero Rebeggiani e la cognata Franca Manara subentrarono nella gestione dell’edicola delle sorelle Corazza. Un passaggio di testimone storico, perché Adele e Bruna, dette anche le «sorelle pazze», erano nientedimeno che la terza generazione di una dinastia di strilloni prima, edicolanti poi, succedutisi nell’arco di circa sessant’anni.

Come ricostruisce Castellari nel suo articolo, il capostipite fu il nonno Domenico, detto «Tablàc». Un soprannome bizzarro, forse derivante dalla sua abitudine di masticare tabacco oppure, ipotizza il giornalista, dalla parola «tabàc», che nel dialetto della bassa Romagna indica il ragazzetto. Domenico Corazza cominciò la sua attività come strillone. Due volte alla settimana ritirava alla stazione una ventina di copie de “Il Resto del Carlino” e le vendeva per le strade del centro «strillando» i titoli per richiamare l’attenzione dei passanti.

E’ solo dopo il 1945 che Tablàc figlio da strillone diventa edicolante. Il primo posto al coperto fu un locale sotto il Centro cittadino. Appena un anno più tardi, il cementista Fiumi costruì un minuscolo chiosco all’angolo di piazza Gramsci dove Andrea Corazza proseguì a vendere i giornali con l’aiuto della figlia Anna e, in seguito, di Gianfranco. Quando questi nel 1948 trovò un posto al Lolli come infermiere, lo sostituì Bruna. Adele arrivò invece più tardi, appena tredicenne. Furono così Bruna e Adele, le «Tablàcchine», a portare avanti la tradizione di famiglia. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto l”articolo sulla storia dei Tablàc scritto nel 1986 da Marcello Castellari sul nostro settimanale

Dal primo dopoguerra al 1986 la storia dei Tablàc, da strilloni a edicolanti a Imola in piazza delle Erbe
Cronaca 15 Maggio 2019

Ha chiuso i battenti a Imola l'edicola Centrale, il saluto dei gestori Piero Rebeggiani e Franca Manara

«Ma è vero che chiudete oggi? Proprio per sempre?», «Non avevo il coraggio di venire a salutarvi…», «Ci mancherete, ma anche noi vi mancheremo…». Sono solo alcuni dei commenti rubati ai clienti che lo scorso 30 aprile sono passati all’edicola Centrale di via Mazzini nel suo ultimo giorno di apertura: chi per acquistare una rivista, qualche romanzo tascabile o una raccolta di enigmistica; chi, appositamente, per salutare Piero Rebeggiani e la cognata Franca Manara, che dal 1986 gestivano la storica rivendita di giornali. Una nuova serranda, l’ennesima, si è infatti abbassata in centro storico, questa volta proprio sotto l’orologio, fermo ormai da mesi. Due immagini emblematiche che rattristano.

«E’ stato bello e l’abbiamo sempre detto – dice Franca -. Il giorno esatto del nostro inizio è stato il 15 gennaio 1986, quando le sorelle Adele e Bruna Corazza ci hanno passato il testimone e noi con grande piacere, volontà e impegno abbiamo fatto del nostro meglio per dare ai nostri clienti tutta l’attenzione, la gentilezza e la disponibilità per servirli e fare in modo che si ricordassero di noi con affetto. Speriamo e crediamo di esserci riusciti. Ringraziamo tutti per la fedeltà dimostrata in questi anni».

Anche Piero ricorda gli esordi, ma senza nostalgia e con l’immancabile battuta pronta. «Prima facevo l’operaio turnista in una filiale della Benati. Cominciavo a lavorare alle 4 del mattino, per cui quando abbiamo deciso di buttarci a fare i giornalai ho migliorato la mia condizione: cominciavo a lavorare alle 5. E’ stata una scelta molto piacevole, mi sono sempre divertito» dice ridendo di gusto. Accanto al vulcanico Piero, in questi anni c’è stata la cognata Franca, nel ruolo, ammette lei stessa, di «mediatrice», che 33 anni or sono ha lasciato un lavoro da dipendente in una fabbrica di lampadari. Ai due ha dato spesso una mano il marito di Franca, Oriano Carmonini, poi, circa 8 anni fa, si è aggiunta la moglie di Piero, Renata, per tutti Lorena.

La vendita di giornali all’ombra dell’orologio esisteva, però, da quasi un secolo. All’ultima gestione, per ora, non subentrerà nessuno e i locali, di proprietà del Comune, resteranno vuoti. «Per quasi tre anni ho provato a vendere l’attività – riassume Piero -. Sono venuti in tanti, ma poi non se ne è fatto niente. Il contratto di affitto era scaduto alla fine del 2017 ed era stato rinnovato con una proroga verbale che in teoria durava fino alla fine del 2020. L’anno scorso, per la verità, il canone d’affitto era anche diminuito. Ma non si sapeva se e quando il Comune avrebbe fatto un nuovo bando per la concessione dei locali e questo ha scoraggiato chi si era fatto avanti per rilevare l’attività. Avrei potuto continuare, sono già in pensione da due anni, ma devo anche operarmi alle ginocchia e quindi ho preferito chiudere». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto i due gestori dell”edicola che ha abbassato la saracinesca il 30 aprile

Ha chiuso i battenti a Imola l'edicola Centrale, il saluto dei gestori Piero Rebeggiani e Franca Manara
Economia 14 Maggio 2019

Le casette del latte non rendono più, l'azienda Baiavolpe ha chiuso le sue tra Imola e Vallata

I tempi d’oro dei distributori di latte crudo sono finiti. Ne è convinto Maurizio Ronchini, 28 anni, proprietario dell’azienda agricola Baiavolpe di Fontanelice che gestiva tre «casette del latte» tra Imola e Fontanelice. Questi distributori si sono diffusi nei comuni del circondario negli ultimi dieci-quindici anni, permettono di acquistare latte crudo prodotto dalle aziende agricole della zona e, talvolta, anche prodotti caseari o uova. Un’opportunità per gli agricoltori di vendere direttamente ai consumatori e una comodità per i cittadini che possono acquistare il famoso litro di latte oppure le uova ad ogni ora del giorno e della notte anche quando i normali negozi hanno la saracinesca abbassata.

Il latte è fresco ed è venduto ad un prezzo modico, solitamente il costo è di 1 euro al litro; non essendo pastorizzato occorre bollirlo prima di utilizzarlo e va consumato entro tre giorni. Ronchini ha rilevato le tre «casette» nel 2016 ma la realtà si è rivelata meno rosea di come gli era stata dipinta: «Ho acquistato i distributori tra aprile e marzo, uno è quello che si trova a Imola in via Pirandello, presso il Sante Zennaro, il secondo è a Borgo Tossignano e l’ultimo a Fontanelice. Nella mia azienda ho venti vacche da latte, pensavo fosse un modo per valorizzare il mio prodotto e ottenere un prezzo maggiore. Il latte crudo venduto alla grande distribuzione – spiega – rende appena 35 centesimi al litro, quindi sembrava conveniente guadagnare 1 euro al litro, pur aggiungendo le spese di gestione delle “casette”».

In qualche caso il produttore è uno solo, in altri la stessa «casetta» è utilizzata da diverse aziende per i singoli prodotti, ciascuna con le sue macchine, è il caso, ad esempio, di quella di Imola dove Ronchini vende solo il latte, un’altra azienda le uova e ci sarebbe una terza per i formaggi. Comunque sia, i costi si sono rivelati più alti di quanto il giovane agricoltore si aspettasse e i guadagni piuttosto magri. «Forse una volta la rendita era maggiore ma adesso erano soprattutto spese e impegno. Alla fine con il guadagno non riuscivo a coprire neanche lo stipendio dell’operaio che se ne occupava. La situazione non era più sostenibile – conclude Ronchini -. Penso che i distributori siano utilizzati prevalentemente da persone anziane. Per molti la soluzione più comoda rimane comprare il latte nei supermercati, perché non ci si deve andare apposta, non è da bollire e non è da consumare entro tre giorni».

Così a giugno dell’anno scorso ha chiuso i distributori di Fontanelice e Borgo, a novembre anche quello di Imola. Per le due «casette del latte» nei piccoli paesi della vallata del Santerno non sembra non esserci futuro, le attrezzature interne sono già state smantellate. (re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto la casetta del latte in via Pirandello a Imola

Le casette del latte non rendono più, l'azienda Baiavolpe ha chiuso le sue tra Imola e Vallata
Cronaca 30 Aprile 2019

Chiusa la sperimentazione, il Comune istituisce definitivamente il mercato contadino di Osteria Grande

L”Amministrazione comunale di Castel San Pietro Terme ha istituito definitivamente il Mercato Contadino di Osteria Grande, Conclusa la fase di sperimentazione, è stato infatti approvato il 10 aprile all”unanimità il regolamento che determina le modalità di svolgimento del mercato stesso, che il sindaco di Castello, Fausto Tinti, definisce «uno degli obiettivi di questo mandato amministrativo per Osteria Grande», ovvero «far nascere un nuovo evento all’interno del Centro commerciale, come era stato richiesto anche della Consulta», ricorda il primo cittadino. «La sperimentazione ha avuto ottimi risultati, perciò si è inteso consolidarlo, guardando anche all’esperienza fatta alla Bertella – prosegue Tinti -. Rispetto alla fase sperimentale, in seguito ai percorsi seguiti con le Commissioni, è stata recepita la proposta di portare i posteggi da 14 a 16 con due posti in più dedicati ai produttori stagionali».

In dettaglio, il Mercato contadino di Osteria Grande è stato inaugurato a settembre 2017 e si tiene ogni mercoledì pomeriggio feriale nella piazza del Centro Commerciale in via Grassi 11, dalle 15.30 alle 19.30 da aprile a ottobre e dalle 14 alle 18 da novembre a marzo. In base al regolamento, il mercato è riservato alla vendita diretta di prodotti propri da parte degli imprenditori agricoli con o senza certificazione biologica. Tra gli obiettivi dell”operazione ci sono la promozione delle relazioni tra i cittadini, la trasparenza e l’equità della vendita dei prodotti agricoli e della promozione di modelli di sviluppo sostenibile, con iniziative per favorire l’incontro tra domanda e offerta di prodotti agroalimentari tradizionali e di qualità. Si vuole in particolare fornire a produttori e consumatori un’opportunità per accorciare la filiera d’acquisto, riducendone i passaggi intermedi con conseguente riduzione del prezzo finale, offrendo al produttore locale nuove opportunità di vendita e rendendo direttamente percepibile al consumatore la qualità dei prodotti locali e di quelli biologici, perseguendo altresì le finalità dell’educazione alimentare e dell”orientamento dei consumi nonché dello sviluppo del valore culturale del cibo, inteso come espressione di identità e di storia. 

Come si diceva, i posteggi sono diventati 16, così suddivisi per tipologia di merci in vendita: 4 riservati ad operatori specializzati nella vendita di prodotti ortofrutticoli, 2 riservati agli operatori specializzati nella vendita di latte e derivati, 1 riservato agli operatori specializzati nella vendita di prodotti dell’apicoltura e derivati, 1 riservato agli operatori specializzati nella vendita di vino e/o olio e derivati, 1 riservato agli operatori specializzati nella vendita di insaccati e carni, 1  riservato agli operatori specializzati nella vendita di prodotti da forno, 1  riservato agli operatori agricoli con qualifica di cooperativa sociale di tipo B o mista, o relativi consorzi (legge n.381/1991 e ss.mm.ii), 3  riservati agli operatori agricoli specializzati nella vendita di prodotti agricoli con caratteristiche di stagionalità, e 2 liberi. Le concessioni sono di durata quinquennale.

Per informazioni: Servizio Turismo, Fiere e mercati tel. 051 6954112-159. Sito www.cspietro.it e pagina Facebook del Comune. (r.cr.)

Chiusa la sperimentazione, il Comune istituisce definitivamente il mercato contadino di Osteria Grande
Economia 8 Aprile 2019

Lo chef medicinese Bruno Barbieri scelto come testimonial dalla Coop

Lo chef medicinese Bruno Barbieri, da tempo volto noto della tv tra Masterchef e il nuovo format 4 Hotel, è stato scelto per la nuova campagna di comunicazione di EasyCoop, la spesa online e consegna a domicilio di Coop Alleanza 3.0, il colosso della grande distribuzione cooperativa. Il servizio, gestito attraverso la partecipata Digitail, si propone di rendere più comoda la vita con un assortimento di oltre 13 mila prodotti, compresi i freschissimi (frutta, verdura, carne, pesce, salumi, latticini), attraverso l”e-commerce e la consegna direttamente a casa. La campagna si declinerà nei territori coperti dal servizio, ovvero Emilia-Romagna, Veneto e Roma (area metropolitana), per un bacino complessivo di quasi 7 milioni di persone.

“Siamo orgogliosi che EasyCoop sia rappresentata dal volto di Bruno Barbieri, maestro di cucina, ironia e innovazione. Siamo certi che insieme faremo grandi cose”, dichiara Andrea Zocchi, amministratore delegato di Digitail.

“Sono felice di essere il protagonista della nuova campagna di comunicazione EasyCoop – commenta Barbieri -. È un brand che veicola freschezza e semplicità, ma con una lunga tradizione di qualità e serietà alle spalle; un servizio che semplifica la vita e che parla davvero a tutti: ai giovani, alle famiglie e agli anziani”. (r.cr.)

Nella foto Bruno Barbieri durante l”inaugurazione del suo locale “Fourghetti” a Bologna tre anni fa

Lo chef medicinese Bruno Barbieri scelto come testimonial dalla Coop
Cronaca 11 Marzo 2019

Soppresso il mercato contadino di Montecanale. Il vicesindaco di Castel Guelfo: «Era rimasto un solo banco»

Poggio Piccolo ha perso il mercato contadino che dallo scorso maggio arricchiva ogni martedì pomeriggio l’area commerciale di Montecanale. «Qualcosa non ha funzionato, forse la posizione, forse altro, ma di fatto l’utenza non si è mai appassionata al mercato della frutta e della verdura e nei mesi le bancarelle dei commercianti inizialmente coinvolti hanno abbandonato il progetto – spiega il vicesindaco Claudio Franceschi -. Era rimasto un solo banco, così abbiamo deciso di sopprimere il mercato». Soppressione che è stata approvata durante lo scorso Consiglio comunale di giovedì 28 febbraio.

All’ordine del giorno c’erano anche altre due soppressioni, riguardanti rispettivamente la manifestazione musicale Sorsi di rock e la tradizionale Sagra del vino e della ciambella. Niente paura, anche in questo caso si è trattato «solamente» della soppressione di due fiere-mercato: la prima quella prevista per la manifestazione musicale che fino al 2012 è andata in scena a Poggio Piccolo (mentre dal 2015 fa parte del programma della Sagra del vino e della ciambella grazie all’associazione culturale Sorsi di rock nata dalle ceneri della società sportiva organizzatrice); la seconda fiera-mercato soppressa riguarda invece l’area riservata al commercio su area pubblica con concessione giornaliera, i cosiddetti spuntisti che «negli ultimi anni erano sempre meno», precisa Franceschi aggiungendo che «non è invece stata toccata l’area più grande destinata alla fiera-mercato che dunque ci sarà anche per la prossima Sagra del vino e della ciambella, per la quale stiamo lavorando ad un programma sempre più ricco e coinvolgente insieme alla Pro Loco cittadina». (mi.mo.)

Nella foto il vicesindaco Claudio Franceschi

Soppresso il mercato contadino di Montecanale. Il vicesindaco di Castel Guelfo: «Era rimasto un solo banco»
Economia 8 Febbraio 2019

Buona partenza per i saldi invernali in Emilia Romagna secondo un'indagine commissionata da Confcommercio

Partenza ok per i saldi invernali. Lo dice Confcommercio Ascom Imola, che nei giorni scorsi ha cambiato il proprio direttore generale. Il nuovo direttore dell”associazione territoriale, che raggruppa oltre 1.000 imprese nei settori del commercio, del turismo, dei servizi, del lavoro autonomo, della piccola impresa e delle professioni, è Andrea Martelli, che subentra a Franco Tonelli.

Tornando ai saldi, Ascom cita un”indagine realizzata dal Centro Studi Iscom Group sull’andamento della campagna nel mese di gennaio per conto di Confcommercio Emilia Romagna, secondo la quale la partenza è stata positiva, a dimostrazione che ai consumatori piace ancora fare acquisti durante i saldi pur tenendo un atteggiamento prudente. La ricerca, realizzata su un significativo gruppo di imprese commerciali della regione che vendono beni per la persona (al 95% abbigliamento e calzature), ha rilevato che le vendite nei saldi invernali 2019 rispetto all’anno scorso sono aumentate per il 15% degli operatori e sono stabili per il 58%. La percentuale di incremento per chi ha registrato maggiori vendite rispetto al 2018 è tra il 10 e il 15%, mentre per Il 27% degli esercenti che ha segnalato un calo quest’ultimo è contenuto entro il 15%. Da rimarcare che le vendite in saldo rappresentano per i commercianti tra il 10 e il 20% del fatturato annuo, con punte del 30% per un operatore su 4.

Secondo il presidente di Confcommercio Ascom Imola, Gianluca Alpi, «dopo vari anni con indici negativi, questo è il primo mese di saldi all’insegna della stabilità e questo ci fa ben sperare per il prossimo futuro. I  dati 2018 sull’afflusso turistico nei principali centri storici della regione evidenziano un consistente aumento delle presenze: se questo trend sarà confermato anche nel 2019 avremo la possibilità di arginare gli effetti di una congiuntura economica poco favorevole». Anche il commercio online, secondo gli operatori, incide sull”andamento della campagna di saldi. Il 23% ha infatti la percezione che gli acquisti su web stiano crescendo anche durante i saldi. «È vero che l”e-commerce può avere prezzi più bassi, ma è altrettanto vero che questo è possibile soprattutto perché i colossi del web e le piattaforme di intermediazione della moda hanno fiscalità di vantaggio o addirittura non pagano le pesanti tasse cui invece sono assoggettate le nostre imprese italiane – prosegue Alpi -. Per questo abbiamo chiesto come Federazione Moda Italia attraverso Confcommercio l”introduzione di una web tax e riaffermato la necessità di competere sul mercato a parità di regole. Diventa quindi fondamentale un intervento a livello nazionale o europeo, che favorisca l”introduzione della web tax, anche in considerazione di un nuovo gettito utile a evitare le clausole di salvaguardia oppure a favorire il taglio dell”Irpef».

Entrando più nel dettaglio sull”entità e sulle tipologie degli acquisti in saldo, considerando che le percentuali di sconto erano in linea con quelle dell”anno scorso, per il 70% degli interpellati la spesa dei consumatori è stabile, mentre per l”8% ha registrato un aumento. Per quanto riguarda abbigliamento e accessori, lo scontrino medio è di 88 euro a persona (circa 194 euro a famiglia) per acquisti tipo maglieria, pantaloni e borse. Il freddo di metà gennaio ha comunque portato un incremento nella vendita dei capispalla, in particolare piumini. Nelle calzature le preferenze degli acquirenti sono andate a sneakers di marca, stivaletti e scarponcini.

Nella foto il nuovo direttore di Confcommercio Ascom Imola Andrea Martelli

Buona partenza per i saldi invernali in Emilia Romagna secondo un'indagine commissionata da Confcommercio
Economia 14 Gennaio 2019

Imola Legno porta in sede il punto vendita Stil Legno. L'ad Silvia Poli: «Migliore servizio ai privati grazie a tempi più brevi»

Se il mercato dell’edilizia stenta a ripartire, c’è chi nel frattempo si è riorganizzato per affrontare nuove sfide. E’ il caso di Imola Legno, nata più di 40 anni fa come azienda importatrice di legname e oggi specializzata anche nell’offerta di semilavorati.

Il cambiamento più evidente è legato al punto vendita, Stil Legno. Dopo aver lasciato i locali in affitto in via Vighi, da poco più di un mese ha riaperto nella sede della casa madre in via Don Luigi Sturzo. «Ora gli orari sono legati a quelli dell’azienda – ci aggiorna l’amministratrice delegata, Silvia Poli – ma il servizio ai privati sarà anche migliore di prima, dato che ora abbiamo il nostro magazzino a pochi metri di distanza e possiamo garantire tempi di risposta più brevi. Abbiamo scelto di puntare sull’arredo da giardino e su misura, su porte e infissi in legno, mentre abbiamo abbandonato l’arredo per interni».

Gli anni della crisi hanno cambiato l’azienda imolese. «Abbiamo sofferto parecchio – ammette Poli – ma ci siamo riorganizzati. In quest’ultimo decennio è cambiata molto, ad esempio, la tipologia dei nostri prodotti. Il core business rimane quello dei pannelli in legno, che per primi abbiamo cominciato a importare in Italia. Ora puntiamo anche sui semilavorati e sui servizi di logistica, perché il mercato e l’indotto sono cambiati. Un settore che sta crescendo molto è quello delle costruzioni in legno per edilizia civile, industriale e pubblica. Tra l’altro siamo cofinanziatori del master in Costruzioni in legno che si svolge a Imola». (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto il cofondatore di Imola Legno Enzo Poli con i figli Matteo e Silvia

Imola Legno porta in sede il punto vendita Stil Legno. L'ad Silvia Poli: «Migliore servizio ai privati grazie a tempi più brevi»
Cronaca 9 Gennaio 2019

20 mila fermagli e limette non sicuri sequestrati ad un ambulante a Castel San Pietro

I finanzieri, durante un controllo nel mercato settimanale castellano del lunedì, hanno sequestrato 20 mila prodotti ad un ambulante pakistano. Si tratta di elastici, fasce, pinze per capelli, tagliaunghie e limette, fermacapelli o pettini, “non conformi alla normativa sul consumo, in quanto privi dei contenuti minimi d’informazione o delle indicazioni in lingua italiana” precisano le fiamme gialle. Materiali forse di poco valore ma, visto il quantitativo, avrebbero fatto “realizzare un illecito profitto di circa 20 mila euro”.

L”operazione, infatti, fa parte della attività di prevenzione e repressione delle violazioni in materia di sicurezza dei prodotti e dei requisiti minimi, quindi di tutela del consumatore da un lato e della leale concorrenza dall”altro. Questi prodotti “generano illeciti benefici patrimoniali in danno dei commercianti onesti che subiscono lo svantaggio concorrenziale fraudolento” sottolineano i finanzieri.

L”ambulante non ha indicato la provenienza della merce e ora rischia una sanzione che potrebbe essere molto “salata” (oltre 5 mila euro). Nel frattempo le indagini proseguono per ulteriori accertamenti. 

Gli articoli sequestrati (foto fornita dalle guardia di finanza)

20 mila fermagli e limette non sicuri sequestrati ad un ambulante a Castel San Pietro
Cronaca 4 Gennaio 2019

Gennaio, tempo di saldi: svendite di fine stagione al via da sabato 5. I consigli per i consumatori

Da domani sabato 5 gennaio prenderanno il via in Emilia Romagna i saldi di fine stagione, che dureranno fino al 5 marzo. Come di consueto le svendite interesseranno tutti i punti vendita dei settori tessile e abbigliamento, accessori e calzature.

Per l”occasione Confcommercio Ascom Imola ripropone anche quest”anno l”operazione «Saldi tranquilli», una campagna che si pone un duplice obiettivo: ricordare ai consumatori le norme che regolano le vendite di fine stagione e offrire un servizio di supporto e informazione ai commercianti, per i quali l”associazione apre uno specifico sportello al quale gli operatori potranno rivolgersi dal lunedì al venerdì (dalle ore 9.30 alle ore 12.30) per avere delucidazioni sulla normativa in questione (per informazioni: sportello Ascom tel. 0542 619611 e/o, indirizzo mail saldi@ascomimola.it).

«I saldi sono un momento sempre più atteso e rappresentano un’occasione sia per i consumatori che per i commercianti – afferma Gianluca Alpi, presidente di Confcommercio Ascom Imola –. Suggerisco di fare acquisti nei negozi “sottocasa”, qui i consumatori possono trovare prodotti d qualità e un servizio altamente professionale, inoltre gli esercizi di vicinato sono il cuore pulsante della città e l’anima del commercio».

E a proposito di informazione, ecco le istruzioni che Confcommercio Ascom Imola ha preparato per ricordare regole e tutele in vigore nel periodo degli sconti.

Comunicazione: la delibera regionale n. 1780 del 2 dicembre 2013 ha eliminato l”obbligo della comunicazione ai Comuni relativa ai saldi di fine stagione da parte degli operatori per snellire e semplificare le procedure a carico delle imprese.

Prodotti in vendita: i capi in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Nulla però vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

Esposizione dei prezzi: come in tutte le vendite speciali esiste l’obbligo di esporre al pubblico il prezzo iniziale di vendita, la percentuale di sconto e il prezzo scontato finale.

Pagamenti elettronici: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l”adesivo che attesta la relativa convenzione.

Disposizione della merce: per non indurre il consumatore in errore, il commerciante è obbligato a disporre le merci offerte in saldo in maniera inequivocabilmente distinta e separata da quelle che eventualmente siano contemporaneamente poste in vendita alle condizioni ordinarie. Se tale separazione non è possibile, la vendita ordinaria viene sospesa.

Prova dei capi: non esiste un obbligo. La possibilità di fare “provare” i capi in saldo è rimessa alla discrezionalità del negoziante.

Cambi di prodotti acquistati in saldo: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l”obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore deve però denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Gennaio, tempo di saldi: svendite di fine stagione al via da sabato 5. I consigli per i consumatori

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