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Economia 1 Novembre 2020

Cefla, la protesta dei lavoratori della divisione Shopfitting arriva all'autodromo

Dopo lo sciopero spontaneo di venerdì scorso, oggi, in occasione del Gran Premio dell’Emilia Romagna, parte dei lavoratori della divisione Shopfitting di Cefla hanno deciso di riunirsi, striscioni alla mano, nell’area Lungofiume a Imola per rendere pubblica la propria situazione e per chiedere alla cooperativa imolese garanzie e tutele all’atto della cessione del ramo d’azienda alla multinazionale svedese Itab.

«Chiediamo tutela occupazionale per le 158 persone che passeranno a Itab – spiegano -. Se nella nuova azienda le cose dovessero andare male, chiediamo di ritornare in Cefla». Il tavolo di confronto tra Cefla e sindacati proseguirà domani mattina e mercoledì pomeriggio.

Alla manifestazione ha preso parte anche una rappresentanza dei lavoratori della società TimeLog, che, attraverso Arcese, fornisce a Cefla il personale per la gestione del magazzino della divisione Shopfitting e il cui contratto scade a fine dicembre. «Abbiamo chiesto a Cefla di partecipare a un incontro a tre, con Arcese e TimeLog. Abbiamo proposto tre date diverse, ma al momento – concludono – non abbiamo avuto risposte». (lo.mi.) 

Un momento della manifestazione organizzata dai lavoratori della divisione Shopfitting di Cefla all”area Lungofiume a Imola

Cefla, la protesta dei lavoratori della divisione Shopfitting arriva all'autodromo
Economia 12 Agosto 2020

Il nuovo presidente della Cims Antonio Dongellini: «Pronti ad affrontare le nuove sfide»

E’ appena diventato presidente, ma proprio novellino non è Antonio Dongellini. Bastano due numeri per capire che chi guiderà la Cims nel prossimo triennio di esperienza ne ha da vendere: Dongellini è stato assunto infatti il 16 giugno 1982 e da una trentina d’anni fa parte del consiglio d’amministrazione della cooperativa. «Ho vissuto tutti i salti di qualità fatti da Cims in quasi 40 anni – conferma – e l’ho fatto grazie a questa azienda coraggiosa che credeva ciecamente nelle figure giovani. A quei tempi penso non ce ne fossero molte strutturate così, capaci di valorizzare i loro ragazzi e di responsabilizzarli come è stato fatto con me, che a 23 anni ero già in Cda».

Dongellini, nato il 15 luglio1967, è originario di Sassoleone. E’ sposato e padre di due figli, Alex di 10 anni e Letizia di 6. In origine entrò in Cims per occuparsi di lavori di forestazione, poi passò al settore Verde quando la cooperativa estese la propria operatività anche a quel ramo. Oggi ricopre il ruolo di responsabile della Gestione risorse, che comprende il personale e i mezzi ed è stato eletto da un Consiglio di amministrazione che ha un’età media di 41 anni. Nel futuro, Dongellini vede ancora opportunità di crescita. «È stata la nostra forza, è la nostra identità – dichiara convinto -. Qualsiasi possibilità per crescere deve essere valutata e portata a termine. Non significa azzerare i rischi, anche se chiaramente occorre considerare l’equilibrio dell’azienda. Però non ci gireremo dall’altra parte di fronte alle sfide». (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 30 luglio

Nella foto il nuovo presidente di Cims Antonio Dongellini

Il nuovo presidente della Cims Antonio Dongellini: «Pronti ad affrontare le nuove sfide»
Economia 5 Agosto 2020

Gianni Poli lascia dopo 40 anni la presidenza di Cims e si racconta, dai primi passi all'estate «calda» del 2014

Il cambio è davvero di quelli storici: dopo 40 anni, Giovanni Poli (per tutti Gianni) ha lasciato la presidenza della Cims ad Antonio Dongellini. In pensione già da un anno, Poli ha portato a termine il suo ultimo mandato triennale ed ora, sottolinea, «resto a disposizione dell’azienda, ma senza ruoli ufficiali». La storia di Poli presidente,nato a Castel del Rio il 17 settembre 1954, è quasi sovrapponibile a quella della cooperativa che fu costituita nel 1975 da un’intuizione di Nadir Mazzanti, sindacalista e consigliere comunale Pci di Sassoleone, intenzionato a creare una realtà in grado di dare lavoro ai braccianti della zona (soprattutto alle donne), che faticavano a sommare un numero di giornate lavorative sufficienti per una pensione dignitosa.

Poli nella cooperativa entrò giovanissimo, appena finito il servizio militare. E non tardò molto a diventarne presidente, su richiesta del presidente di allora, Giuliano Bettini. Ma il suo ricordo va anche all’estate calda del 2014, quella della chiusura della Cesi quando, da un giorno all’altro, ai vertici di Cims si prospettò una sfida da far tremare i polsi: accettare o meno di assorbire buona parte delle commesse e del personale della grande cooperativa imolese, trovandosi quasi a raddoppiare le proprie dimensioni dalla sera alla mattina. (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 30 luglio

Nella foto l”ex presidente della Cims Gianni Poli

Gianni Poli lascia dopo 40 anni la presidenza di Cims e si racconta, dai primi passi all'estate «calda» del 2014
Economia 2 Gennaio 2020

L'attività di Aurora Seconda nelle parole del neo direttore: «Tanti servizi a disposizione dei soci»

Monica Buganè è, dal maggio 2019, direttore della cooperativa Aurora Seconda. Il periodo non è dei più facili per il settore, ma il lavoro svolto in questi anni dagli amministratori ha permesso alla cooperativa di affrontare la crisi del settore edile, sottolinea il neo direttore, «mantenendo inalterata la sua solidità patrimoniale e di conseguenza le sue prospettive di continuità aziendale». «Il consiglio di amministrazione – prosegue Buganè – ha cercato da un lato, analizzando bene la situazione interna alla cooperativa stessa, la sua struttura, la sua organizzazione, di ridurre ove possibile i costi, riducendo anche i propri compensi rispetto agli anni precedenti; dall’altro ha fatto in modo di realizzare interventi che rispondessero alle aspettative dei soci iscritti ai bandi e in generale di chiunque avesse il “problema della casa” da risolvere. Per questo oggi la cooperativa Aurora è ancora attiva e presente sul mercato e non ha alloggi invenduti nei suoi interventi passati e in quelli in fase di ultimazione».

Allargando il discorso a considerazioni più generali, il direttore di Aurora Seconda osserva che «oggi comprare casa non è facile, perché ci sono migliaia di norme tecniche da rispettare nella costruzione che si traducono in costi di produzione per la cooperativa e il socio assegnatari o si trova davanti anche a tante norme fiscali dentro le quali si deve districare per raggiungere l’obiettivo di comprarsi una casa». Per questo, la stessa Buganè rimarca che è «molto importante, nella fase di progettazione e di effettuazione delle scelte, l’operato dei tecnici della cooperativa nel loro compito di seguire i soci assegnatari lungo tutto il percorso di formazione del loro alloggio, accompagnandoli nelle scelte presso i vari fornitori, ad esempio nella scelta dei pavimenti e rivestimenti, dei sanitari, degli infissi interni ed esterni ed ancor prima nella fase progettuale. Una presenza che dà sicurezza al socio che non è del “mestiere”, nel rispetto dei suoi gusti e delle sue propensioni».

Ma non è tutto. Aurora Seconda assiste il socio, attraverso il suo ufficio amministrativo, anche nel rapporto con le banche, «seguendolo dai primi istanti, con l’apertura del prefinanziamento, fino alla sua chiusura con l’atto di mutuo». E a proposito dei tassi di interesse, il direttore della cooperativa spiega che in questi ultimi mesi sono «molto appetibili per chi cerca casa: innanzitutto si parte dall’importo chiesto a mutuo rispetto al valore dell’appartamento posto a garanzia del mutuo stesso e dalla sua durata. Nei mutui che hanno contratto in questi giorni i nostri soci, ho notato tassi che arrivano allo 0,85% fisso per una durata di 20 anni con un loan to value pari al 50%». (r.cr.)

Nella foto via Cosimo Morelli nel 1982, quando Aurora Seconda vi trasferì la sua sede

L'attività di Aurora Seconda nelle parole del neo direttore: «Tanti servizi a disposizione dei soci»
Economia 2 Gennaio 2020

I progetti della cooperativa Aurora Seconda a Imola e Osteria Grande che partiranno nel 2020

Attualmente Aurora Seconda, la cooperativa edificatrice che nel 2019 ha festeggiato 50 anni di attività, conta 4.902 soci e ha costruito oltre 3.500 alloggi nei vari comuni del circondario imolese. Mirco Mongardi è l’attuale responsabile tecnico e vicepresidente della Cooperativa con sede in via Cosimo Morelli. La sua esperienza in Aurora è cominciata nel 2008. A lui il compito di fare il punto sull’attività della cooperativa e sul futuro. «Nonostante il contesto economico e politico sempre incerto – esordisce Mongardi – a partire dall’anno che si sta chiudendo, pare esserci un ritorno di interesse all’investimento delle famiglie nelle abitazioni, in buona parte complici i bassi tassi di interesse dei mutui in questo periodo».

Una ripresa che ha rilanciato anche la vostra attività?
«Nel corso dell’anno la cooperativa ha consegnato in Pedagna est un fabbricato di 13 alloggi e sta concludendo la realizzazione di un secondo fabbricato nella zona di via degli Orti per 14 alloggi. Tutte le unità immobiliari sono assegnate ai soci».

Per il 2020 quali sono i progetti che state portando avanti?
«Abbiamo accelerato il processo di progettazione di tre interventi che vedranno l’inizio dei cantieri già nel 2020. Il primo, nell’area Quaderna ad Osteria Grande, vedrà la realizzazione di due quadrifamiliari con alloggi di medie e grandi dimensioni, ampi spazi esterni e nuove tecnologie edilizie dedicate al risparmio energetico, all’abbattimento acustico ed al massimo confort abitativo. Il secondo, anch’esso in partenza nella primavera del 2020, riguarda un fabbricato in centro storico ad Imola, dove si procederà con la riqualificazione sismica ed energetica dell’edificio, composto da sette alloggi, prevalentemente di grandi dimensioni, ma senza trascurare bilocali e trilocali e due negozi su via Mazzini, con importanti affacci espositivi. Tutti gli alloggi avranno posti auto interni al cortile di ampie dimensioni e comodamente accessibili da via Garibaldi».

Il terzo intervento dove sarà?
«Sempre a Imola dove dovrebbe partire entro la fine del 2020, nel quartiere Zolino, la costruzione di un fabbricato a torre di sei piani per complessivi 22 alloggi di varia tipologia e dimensione. Questo fabbricato, grazie alla conformazione progettuale ed a tecnologie costruttive moderne presenterà, oltre ad un basso costo di assegnazione, anche bassi costi di gestione e futura manutenzione». (r.cr.)

I progetti della cooperativa Aurora Seconda a Imola e Osteria Grande che partiranno nel 2020
Economia 29 Novembre 2019

Il 2 dicembre Sacmi compie 100 anni, un sabato di festa per tutti per celebrare la ricorrenza

Era il 2 dicembre 1919 quando, all’indomani della prima guerra mondiale, nove meccanici e fabbri imolesi disoccupati si presentarono di fronte al notaio per costituire la Società anonima cooperativa meccanici Imola. Ecco i loro nomi: Luigi Santandrea, Filiberto Gamberini (poi sostituito da Primo Ermanari), Tiepolo Castaldi, Paolo Nonni, Giovanni Bartoli, Guido Selvatici, Vincenzo Franceschelli, Aldo Galassi e Armando Panari. Il capitale sociale era di appena 5.000 lire e con un mutuo di 25.000 lire concesso dall’allora Banca cooperativa di Imola furono acquistate le prime attrezzature (un tornio, una limatrice, alcuni trapani, l’impianto per la saldatura autogena e utensileria varia). Cento anni dopo, il gruppo Sacmi occupa 4.500 persone, detiene altrettanti brevetti industriali ed è leader internazionale nei settori delle macchine per ceramica, packaging, beverage closures, metals e materiali avanzati.

Nell’ambito delle celebrazioni approntate per il centenario della cooperativa Sacmi, domani sabato 30 novembre la cittadinanza potrà visitare, dalle ore 8.30 alle 18, la sede di via Selice Provinciale 17A. «Abbiamo pensato a questa giornata – spiega Paolo Mongardi, presidente di Sacmi Imola – con l’obiettivo preciso di stimolare un’occasione di partecipazione e confronto con la città. Una giornata che vogliamo trascorrere all’insegna dello stare insieme, della condivisione di orizzonti e valori come quelli della cooperazione, che hanno fatto la storia e la ricchezza di questo territorio». «Quella di Sacmi è una storia straordinaria che accompagna tutte le fasi della crescita industriale dell’Italia e della città di Imola, cuore di quel movimento cooperativo che ha dato forma e sostanza ad un sogno: creare benessere condiviso attraverso il lavoro», sottolinea Mongardi. Una «storia straordinaria» perché la Sacmi ha saputo affrontare ogni fase di cambiamento con lungimiranza, coniugando innovazione e attenzione al cliente con un insieme di valori (mutualità, solidarietà, radicamento sul territorio) ancora oggi alla base delle scelte aziendali.

«Proprio per questo – prosegue il presidente – abbiamo scelto di accompagnare questo anno di celebrazioni del nostro primo centenario di storia con un percorso di incontri di formazione sul cambiamento, e in particolare sulle tematiche legate alla digitalizzazione 4.0 della produzione e dei servizi». Incontri che hanno totalizzato 2.400 presenze, «segno – spiega Mongardi – della forte consapevolezza da parte delle nostre maestranze e dell’intero territorio di quale sia la posta in gioco: il cambiamento va inquadrato, guidato, anticipato nei giusti tempi e con la stessa straordinaria lungimiranza dei nostri padri fondatori». (r.cr.)

Il servizio completo dedicato al centenario della Sacmi è su «sabato sera» del 28 novembre

Il 2 dicembre Sacmi compie 100 anni, un sabato di festa per tutti per celebrare la ricorrenza
Cronaca 28 Novembre 2019

Al ristorante Ristorico di palazzo Monsignani la cena per finanziare i «pasti sospesi» per i poveri

In occasione del 70° anniversario della cooperativa «Lavoratori cristiani – Mensa Prof. Sergio Buscaroli», stasera giovedì 28 novembre, presso il ristorante Ristorico in via Emilia 69 a Imola, è in programma una Cena solidale per sostenere i pasti «sospesi» per gli ospiti della mensa. La prenotazione è obbligatoria (contributo di 30 euro); info e prenotazioni: tel. 334 9446390 e 348 2453150. La cena sarà preceduta, alle ore 18.30 da una Santa messa celebrata dal vescovo Mosciatti nella sala Verde di palazzo Monsignani. La cooperativa Lavoratori cristiani Imola è da sempre conosciuta in città per la storica mensa peri poveri (erroneamente chiamata mensa o ristorante Acli) tuttora in funzione a palazzo Monsignani. «In realtà la cooperativa fu fondata in gran parte da iscritti all’associazione Lavoratori Cristiani- precisa l’attuale presidente Roberto Capucci -. L’associazione continua a supportarci ma non c’entra in realtà con la gestione della mensa».

La cooperativa è nata nel 1949 per rispondere ad un bisogno diffuso nell’immediato dopoguerra. Molte persone non avevano la cucina in casa e quindi venne aperto lo spaccio a palazzo Monsignani con la vicina cucina, dove la gente andava con i buoni Eca (Ente comunale di assistenza) o con i pochi soldi che si aveva nel borsellino per acquistare gli ingredienti (farina, uova, zucchero,ecc.) che poi si facevano cucinare alla porta accanto. All’inizio i pasti venivano portati a casa e lì consumati. Quando le famiglie non ebbero più bisogno del servizio di cottura perché le case erano ormai complete di cucina, lo spaccio continuò l’attività e il servizio di cucina si trasformò in mensa per i poveri. All’inizio pochi mangiavano il pasto sul posto, ma lo mettevano nelle marmitte e lo portavano a casa o al lavoro. Poi si aggiunsero tavoli e attrezzature e da quel momento cominciò ad essere conosciuto come ristorante Acli.

Per tanti anni l’anima della mensa è stato il professor Sergio Buscaroli, in qualità di presidente, direttore, cuoco e cameriere insieme. Negli anni Settanta era frequentata anche da studenti a fine orario scolastico e chiunque si presentasse dicendo di essere senza soldi riceveva comunque un pasto caldo. I primi ricordi di Capucci risalgono proprio a quegli anni. «Buscaroli era il mio insegnante di matematica e faceva tutto – racconta -. E quando andò in pensione ancora di più, anche se allora c’erano anche due dipendenti, un cameriere e un cuoco. Dopo di lui la presidenza fu assunta da Lorenzo Gasparri, un altro personaggio imolese che ha dato davvero l’anima per tutti gli ospiti della nostra mensa». Nel 2014 è arrivata la svolta, con la chiusura dello spaccio e un’opera di ristrutturazione che è stata compiuta grazie anche alle scelte patrimoniali fatte da Buscaroli che, sottolinea Capucci: «Ci ha lasciato un tesoretto, che ci ha permesso di risistemare tutto a norma, con una cucina invidiata e con ben 100 coperti a sedere». Fu in quel periodo che si decise di dividere l’attività in due: la mensa per i poveri e il ristorante. L’obiettivo diventò di usare i proventi dell’attività commerciale ristorativa per sostenere la mensa per le persone sole, bisognose e affamate (aperta tutti i giorni dalle ore 11.30). (r.cr.)

Nella foto: l”ingresso di palazzo Monsignani (tratta dal sito visitareimola.it)

Al ristorante Ristorico di palazzo Monsignani la cena per finanziare i «pasti sospesi» per i poveri
Cronaca 6 Novembre 2019

Centenario Sacmi, donata alla Croce Rossa di Imola un'ambulanza di ultima generazione

Continuano le iniziative della Sacmi in occasione del centenario della sua fondazione. La cooperativa imolese ha donato in questi giorni, nel corso di una cerimonia alla quale era presente anche il vescovo di Imola, Giovanni Mosciatti, una nuova ambulanza alla Croce Rossa di Imola. La donazione, sottolinea una nota dell”azienda, «suggella un rapporto di lungo corso che, ultimo in ordine di tempo, ha visto fra l’altro la donazione di supporti alla mobilità per la non autosufficienza.

«Offrire un supporto concreto alle diverse fragilità che sempre di più coinvolgono anche il nostro territorio è l’obiettivo di questa iniziativa, che abbiamo scelto di promuovere in coincidenza con il traguardo così importante del primo secolo di vita dell’azienda» ha affermato il presidente della Sacmi, Paolo Mongardi. A ricevere le chiavi del nuovo mezzo è stata Fabrizia Fiumi, presidente del Comitato di Imola della Croce Rossa, che ha ben 130 anni di storia. Fiumi ha voluto mettere in evidenza che l”ambulanza è «di ultima generazione, conforme a tutte le normative europee. Grazie ad essa potremo essere ancora più vicini ai cittadini ed adempiere ancora meglio ai servizi che ci sono affidati in convenzione, dalla Ausl di Imola e  dal Montecatone Rehabilitation Institute».

La presidente ha poi aggiunto: «Trasportiamo  pazienti molto difficili. Per noi è un orgoglio ed un onore essere in grado di fornire loro il miglior servizio possibile. E non vanno dimenticate le centinaia di ore erogate dai nostri circa 290 volontari in termini di servizi di supporto in corsia, come quelli dei clown o degli assistenti ai pasti. Ai volontari, personale altamente formato che deve seguire corsi specifici, si affiancano poi i Soci sostenitori di Croce Rossa. Non a caso uno dei bacini più importanti di riferimento per la sottoscrizione di nuove quote associative è rappresentato dai dipendenti Sacmi, segno della vicinanza dell’azienda a questa città». (r.cr.)

Nella foto un momento della cerimonia di consegna

Centenario Sacmi, donata alla Croce Rossa di Imola un'ambulanza di ultima generazione
Economia 12 Giugno 2019

Bilancio 2018, per Cefla continua il trend positivo. Cresce il fatturato, utile netto a 30 milioni di euro

Si è chiuso con risultati molto positivi il bilancio 2018 del gruppo Cefla. Malgrado l”incerta situazione economica internazionale, i dati del consuntivo premiano il gruppo e le sue cinque business unit (Engineering, Shopfitting, Finishing, Medical Equipment e Lighting). In particolare, sono da sottolineare i risultati record dei settori Medical Equipment e Finishing sia nei volumi che nella redditività, ma non vanno sottovalutate le performance dell”Engineering (ex Impianti) e della neonata Lighting. Più critica, invece, la situazione per la business unit Shopfitting, in considerazione dell’evoluzione del mondo retail, ma proprio in questo settore l”azienda ha posto in essere una serie di iniziative per migliorare l’efficienza operativa, accrescere la competitività nei mercati internazionali di riferimento e garantire la stabilità economico-finanziaria.

Passando ai numeri, i ricavi sono stati realizzati per il 47% in Italia, per il 30% negli altri paesi europei e per il 23% nel resto del mondo. L’Ebitda consolidato è stato di circa 50 milioni di euro, un valore che ha consentito un flusso di cassa positivo al netto degli investimenti, interamente autofinanziati, che ammontano a oltre 30 milioni di euro, soprattutto nei settori Finishing (nuova gamma delle macchine a rullo ed il nuovo forno ad eccimeri ExyDry-Z) e  Medical Equipment (rinnovo della gamma riuniti e nuovi prodotti imaging e sterilizzazione). Saldo positivo pari a 21 milioni di euro per la posizione finanziaria netta, con un miglioramento di 13 milioni sul 2017, mentre l”utile netto è cresciuto dell”8,1% sull”anno precedente, chiudendo a 30 milioni di euro. 

Da segnalare per quanto riguarda il 2018 anche la crescita per linee esterne. Ricordiamo in particolare l’acquisizione della società BioSafin, azienda produttrice di sistemi implantari odontoiatrici e di Lucifero’s, specializzata nella progettazione e realizzazione di corpi illuminanti per l’architetturale. L”assemblea dei soci di Cefla ha poi confermato per i prossimi tre anni l’intero Consiglio di amministrazione uscente e con esso i relativi vertici: Gianmaria Balducci resta dunque presidente e Claudio Fedrigo vice.

«Il Cda – ha dichiarato il presidente Balducci – ringrazia i soci per la fiducia e tutte le colleghe e colleghi del gruppo Cefla che, con il loro lavoro quotidiano hanno permesso di tradurre in numeri le strategie del gruppo manageriale e le linee guida del Consiglio di amministrazione. Negli anni a venire Cefla potrà sempre contare sui valori che la contraddistinguono e che la guidano dal 1932. Questi valori, indipendentemente dal settore di appartenenza, ci spingono a fare sempre meglio nella ricerca incessante di creazione di valore, coerenti con la nostra missione di rendere migliore la vita delle persone». (r.cr.)

Nella foto il Cda di Cefla: da sinistra Cristian Pungetti, Nevio Pelliconi, Gianmaria Balducci (presidente), Andrea Formica (direttore generale), Claudio Fedrigo (vice presidente) e Yuri Della Godenza.

Bilancio 2018, per Cefla continua il trend positivo. Cresce il fatturato, utile netto a 30 milioni di euro
Economia 11 Giugno 2019

Il presidente della Cims sugli sfalci del verde a Imola: «Gara in ritardo, ma lavori partiti subito e stesso numero di operatori»

Da anni Cims si occupa dello sfalcio dell’erba nelle aree pubbliche, incarico assegnato dal Comune di Imola tramite apposito bando. Quest’anno, però, qualcosa è andato storto e l’erba, mai così alta come in passato, ha scatenato il malcontento degli imolesi. «Ci siamo presi tanti improperi – racconta il presidente di Cims, Giovanni Poli – perché ormai la gente identifica i nostri addetti con “quelli che tagliano l’erba”. In effetti ce ne occupiamo da tanti anni, ovvero da quando il Comune non impiega più i propri dipendenti per farlo. Noi ci occupiamo anche del verde a Castel San Pietro, Medicina e Bologna e lì non ci sono stati problemi».

Cosa è accaduto allora quest’anno a Imola?
«La gara è stata fatta in ritardo rispetto agli altri anni – spiega – ma è anche vero che la stagione piovosa non ha aiutato. Il problema è che anche 15 giorni di ritardo possono fare la differenza. Non appena ci sono stati affidati i lavori siamo partiti subito, ma l’erba era già altissima e questo ha complicato il lavoro, dato che non era possibile ricorrere alle normali attrezzature: più che i trattori, in queste condizioni, servono trinciatori. Di solito per tagliare l’erba di tutta Imola (più di 3 milioni di metri quadrati di verde pubblico, dettaglia Area Blu sul proprio sito internet, Ndr) ci vogliono 15 giorni, ma quest’anno, a causa del maltempo, gli addetti non riuscivano a stare fuori. Facevano un terzo del lavoro, mettendoci il quadruplo del tempo».

Sul campo non ci sono meno addetti degli altri anni, come invece qualcuno ha insinuato sui social.
«Sono gli stessi degli altri anni – conferma Poli – forse qualcuno in più e comunque tra le 10 e le 20 unità».

La gara vinta a inizio maggio dalla Cims riguarda tre interventi complessivi di sfalcio su tutta Imola, in base alla necessità.
«Al momento non abbiamo ancora finito il primo – precisa Poli -. Nel frattempo, il Comune ha indetto una seconda gara, questa volta per un incarico di 12 mesi, eventualmente rinnovabile di anno in anno per ulteriori tre anni oltre al primo. Stiamo attendendo l’esito».

L’importo a base di gara del bando di Area Blu era di 935 mila euro annui, cifra che sale a una stima complessiva di 3 milioni e 740 mila euro per tutti gli eventuali rinnovi. Cims partecipa al bando in consorzio con la cooperativa Avola di Castel Maggiore e Rekeep (ex Manutencoop). In lizza anche la società florovivaistica Flora Napoli, di Casoria. (lo.mi.) 

Nella foto l”immagine postata dalla sindaca Manuela Sangiorgi sulla sua pagina Facebook il 7 maggio scorso

Borgo Tossignano

Il presidente della Cims sugli sfalci del verde a Imola: «Gara in ritardo, ma lavori partiti subito e stesso numero di operatori»

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