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Cultura e Spettacoli 7 Giugno 2019

Weekend finale per «Imola in musica», arrivano Noemi e i Break Free che omaggiano i Queen

Weekend clou e finale per Imola in musica, la manifestazione giunta alla ventiquattresima edizione che porta in città un caleidoscopio di suoni, dal rock al pop, dal blues al folk, dall’etnica alla classica. Organizzato dal Comune di Imola, il festival offre un ricco programma di eventi che porta a scoprire la città con un punto di vista inusuale.Tra le tante iniziative in cartellone, non si può non segnalare il concerto centrale, quello di sabato 8 giugno in piazza Matteotti dove, alle 22, salirà sul palco Noemi con il suo Blues&Love Summer tour. Stessa piazza, la sera dopo, per i Break Free, tribute band dei Queen, che proporranno un grande show dedicato al gruppo cult fondato da Freddie Mercury.Tra gli appuntamenti, spiccano quelli con protagonisti artisti imolesi, come  «Imola in Danza, una città che balla» che venerdì 7 giugno in piazza Gramsci dalle ore 20.30 porta in scena diverse scuole di danza imolesi sotto la direzione artistica di Cinzia Ravaglia. Sempre venerdì 7 giugno i Canterini e Danzerini Imolesi saranno in piazza Matteotti alle 21 per lo spettacolo «Folclore che Passione!», mentre in piazza Medaglie d’oro (ore 21) ci saranno i Five To Ten guidati dalla bravissima interprete imolese Silvia De Santis con lo «Stupid Now Tour». Un’altra talentuosa cantante imolese, Lisa Manara, sarà protagonista in due occasioni: sabato durante la finale di Gocce di musica per la solidarietà dove farà da ideale madrina per i giovani musicisti e cantanti che si sfidano nella finale del contest in scena dalle 21 in piazza Gramsci, e domenica dalle 19 alla galleria Tales of Art per il finissage della mostra Unstolen. In primo piano anche gli studenti e gli insegnanti della Nuova scuola comunale di musica Vassura Baroncini che si esibiranno, ad esempio, sabato 8 giugno alle 17 nella Farmacia comunale dell’Ospedale. Davvero impossibile elencare tutti gli eventi, compresi quelli dei buskers che animeranno angoli e scorci inaspettati, a riprova che il bello della manifestazione è proprio la possibilità di curiosare tra vie e piazze alla ricerca del suono magico, quello che cattura l’emozione di ognuno. (r.c.)

Nella foto, di Isolapress, un”esibizione dell”edizione 2018 di «Imola in musica»

Weekend finale per «Imola in musica», arrivano Noemi e i Break Free che omaggiano i Queen
Sport 24 Gennaio 2019

Lucio D’Amato e Beatrice Venturi campioni italiani assoluti di categoria nella danza sportiva

Un prestigioso titolo italiano per il Club The Stars, arrivato grazie alla coppia formata da Lucio D’Amato e Beatrice Venturi. Questa è stata la soddisfazione più grossa ai campionati italiani Assoluti che si sono tenuti dal 17 al 20 gennaio al «Rds Stadium» di Rimini. Alla manifestazione, organizzata dalla Federazione Italiana Danza Sportiva (riconosciuta dal Coni) hanno preso parte anche altri atleti imolesi del «Club The Stars», allenati da Betty Mancurti e Mirko Benericetti nella specialità del boogie woogie presso il centro sociale Campanella di Imola. Detto dei vincitori, c’è da registrare anche il quarto posto per Giovanni Fortino e Martina Remondini nella categoria 35/OL classe AS. Le due coppie faranno parte della squadra azzurra e rappresenteranno l’Italia nel Mondo. Intanto il prossimo appuntamento sarà sabato 2 febbraio per la prima tappa di Coppa Italia.

Lucio D’Amato e Beatrice Venturi campioni italiani assoluti di categoria nella danza sportiva
Cultura e Spettacoli 25 Settembre 2018

Il gruppo dei ballerini folkloristici castellani compie 90 anni: dai primi passi alla rinascita del 1973

Quella del gruppo ballerini folkloristici castellani è una storia che parte da molto lontano, dalla Castel San Pietro di novant’anni fa, da quel tempo in cui la vita ruotava attorno l’attività agreste e le tradizioni della campagna fungevano da collante tra i castellani.

Il gruppo nacque nel 1928 per iniziativa della signorina Maria Parenti e dal fonda-mentale contributo della numerosa famiglia dei Casadio Loreti, detti i «Lungòn», che per quasi trent’anni hanno costituito il nucleo fondamentale del corpo di ballo, proponendosi di rivitalizzare le musiche e i balli dei contadini, per i quali la danza era un momento di festa e di svago utile ad esorcizzare le fatiche del duro lavoro nei campi.

L’universo rurale castellano ne era protagonista assoluto: la pista da ballo era l’aia su cui si aveva lavorato tutto il giorno, i costumi dei ballerini erano i loro stessi abiti da lavoro e le musiche non avevano spartito, ma vivevano nella tradizione orale tramandata di generazione in generazione. Gli stessi balli, rimasti invariati negli anni, imitano i comportamenti degli animali da cortile o prendono spunto dalle vicende e dai momenti della vita agreste.

Alcune danze tradizionali, come La Roncastella o Il Galletto, hanno come tema il corteggiamento, mentre altre, come I Bolognesi, deridono i modi dei cittadini con il testardo orgoglio contadino che da sempre contraddistingue i castellani. Nel periodo precedente la seconda guerra mondiale il gruppo portò le tradizioni del paese in tutte le principali città italiane e all’estero, esibendosi ad Amburgo per il festival internazionale del Folklore e a Stoccarda per la festa dei Fiori.

L’inaspettato successo riscosso rese necessario trovare costumi più adatti degli abiti da lavoro. «Il nuovo costume fu trovato presso l’Archiginnasio di Bologna ed è quello che tutt’ora indossano i nostri ballerini» racconta l’attuale presidente del Gruppo, Carlo Varignana. Nel dopoguerra i danzatori castellani comparvero anche in televisione, nelle trasmissioni Campanile sera, Incontro a Bologna e La tv degli agricoltori e ricominciarono a girare l’Italia, fino al 1955.

«Ricordo che in quell’anno la famiglia Casadio Loreti perse uno dei suoi membri più giovani – dice Varignana -. Un lutto terribile, che li spinse a interrompere la loro attività di ballerini». Senza i «Lungòn» il paese si trovò improvvisamente privo del suo complesso folkloristico.

Dopo 18 lunghi anni, nel 1973, il gruppo rinacque a nuova vita grazie all’iniziativa di Carlo Varignana, all’epoca vicepresidente del corpo bandistico di Castel San Pietro. «La banda di Dozza aveva già da qualche anno un corpo folkloristico che riscuoteva successo e noi non volevamo essere da meno» ricorda. Varignana trovò un prezioso alleato in uno dei membri della famiglia dei «Lungòn», il signor Gino Casadio Loreti, che mise a disposizione la sua esperienza offrendosi di insegnare i balli tradizionali ai nuovi membri del gruppo. (ri.ra.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 settembre

Nella foto un”esibizione del 1974 al cinema Astra

Il gruppo dei ballerini folkloristici castellani compie 90 anni: dai primi passi alla rinascita del 1973
Cultura e Spettacoli 25 Agosto 2018

Danza, canto, musica, arti del fuoco con Milòn Mèla a Ca' Colmello

Un colorato, energico e nutrito ensemble di talentuosi artisti indiani in uno spettacolo performativo: Ananda Lahari – Onde della Felicità è il titolo del lavoro che il gruppo Milòn Mèla – La Ricerca delle Sorgenti presenterà questa sera, sabato 25 agosto alle 21.30, nell”ambito della rassegna Sia – Sottili Innesti Amorevoli, nella casa laboratorio Ca” Colmello in via Gesso 21 a Sassoleone.

Composto da musicisti Baul del Bengala, maestri dell’arte marziale Kalaripayattu (Kerala), danzatori Chhau della Purulia (Jarkhand/Bihar), danzatori Gotipua (Orissa), maestri di Hatha Yoga, attori e musicisti, il gruppo Milòn Mèla è stato fondato (e ancora oggi diretto) da Abani Biswas al termine della sua esperienza come collaboratore nel progetto del Teatro delle Sorgenti di Jerzy Grotowski, di cui fece parte dal 1979 al 1983 in Polonia. Ogni estate la compagnia Milòn Mèla compie lunghi tour in Europa, in numerosi festival, presentando la propria arte fatta di gioia della musica e del canto grazie ai musicisti Baul, di duelli con i bastoni, le armi ed il fuoco dell”antica arte marziale del Kerala, di danza Chhau con antichi miti sui cicli della natura e sulle forze vitali, di raffinatezza classica della danza Gotipua, di Hatha Yoga con una serie di posizioni (Asana) e destrezze di fachirismo.

Info e prenotazione (obbligatoria): 349/2826958, info@babajaga.it, www.babajaga.it.

Nella foto un”esibizione di Milòn Mèla

Danza, canto, musica, arti del fuoco con Milòn Mèla a Ca' Colmello
Cronaca 27 Luglio 2018

Tradizioni, la polka chinata conquista l'Unesco e si avvia a diventare patrimonio dell’umanità

La polka chinata degli ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini conquista il mondo. E’ accaduto ad Atene in occasione del «51° Congresso internazionale di ricerca sulla danza», dal 4 all’8 luglio. A volerli lì, il produttore Rai Fabrizio Silvestri che commenta: «Il presidente del Consigio internazionale della danza dell’Unesco, Alkis Raftis, si è reso disponibile a promuovere questa disciplina in via di estinzione. Il procedimento verso il riconoscimento della polka chinata come patrimonio culturale immateriale dell’umanità è iniziato». Una decina sono i mesi necessari perché l’iter del riconoscimento sia completato, ma «è probabile che l’esito della commissione dell’Unesco arrivi già entro fine anno» sostiene Clemente.

Ad Atene, i due ballerini ozzanesi si sono imbattuti nei massimi esponenti Unesco nel campo delle arti e ad Alkis Raftis hanno regalato i libri pubblicati sulla polka chinata, ossia Quando la polka si ballava chinata (Bacchilega editore), Fino all’ultimo passo e Tot’ a Baler (Minerva). Due sono state le loro esibizioni, una nel Teatro greco della danza nei pressi dell’Acropoli, l’altra alla Ionia Hall dell’Unesco. Scopo dell’evento è facilitare lo scambio tra artisti e operatori del mondo dello spettacolo e includere nell’elenco dei patrimoni dell’umanità le forme di espressione artistiche e culturali meritevoli di essere salvaguardate.

I due ballerini ozzanesi, così come i «colleghi» Alessandro Poli e Alessandro Lenzi di Castel San Pietro, hanno ricevuto il titolo di membri permanenti dell’Unesco, ossia ogni anno potranno far parte della giuria che valuterà i balli più strani del mondo. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto: Brini, Clemente e Silvestri donano ad Alkis Raftis i libri sulla polka chinata

Tradizioni, la polka chinata conquista l'Unesco e si avvia a diventare patrimonio dell’umanità
Cultura e Spettacoli 17 Giugno 2018

Teatro e danza al chiaro di luna ai piedi della Torre campanaria di San Pietro

Nello splendido giardino archeologico di San Pietro a Ozzano, ai piedi di una suggestiva Torre Campanaria del 1200, da tredici anni va in scena “La torre e la luna”, festival di teatro e danza ideato e organizzato da Ote Compagnia Le Saracinesche e patrocinato dall’assessorato alla Cultura del Comune.

Quest”anno, il sipario si aprirà domani 18 giugno e proseguirà fino al 9 luglio con quattro appuntamenti seguendo come filo conduttore il sorriso: «Una forma espressiva che non necessita di parole aggiuntive, poiché il messaggio implicito è codificato dunque universalmente compreso – si legge nel comunicato stampa della rassegna -. Appartiene alla categoria dei gesti primari innati ed ha, a tutti gli effetti, un unico scopo: la comunicazione. È un potente strumento per relazionarsi positivamente con le altre persone, perché permette di stabilire un contatto diretto e immediato, abbattendo barriere e imbarazzi».

Si comincia, come detto, doma con “Chi ama brucia”, spettacolo di Alice Conti scritto da Chiara Zingariello, una produzione di «Ortika – gruppo teatrale nomade» sui campi di accoglienza per migranti stranieri, tratto da interviste originali. Lunedì 25 giugno, invece, è la volta di “Homo ridens – Ozzano”, un’indagine cinica e dissacrante sui meccanismi della risata firmata dal collettivo toscano Sotterraneo.

Lunedì 2 luglio, in anteprima nazionale, arriva il nuovo lavoro della Compagnia Dna di Bologna intitolato “Guida per risolvere il cubo di Rubik”, con un gruppo di uomini e donne di differenti età (tra i 16 e i 60 anni) che danza su una playlist liberamente scelta dal pubblico per parlare d’amore, incontri, attese, gioie. Conclusione lunedì 9 luglio con una produzione C&C Company e Ote Le Saracinesche: ideato, diretto e interpretato da Carlo Massari, “Youkali – Concerto Scenico” è uno spettacolo musicale e sensoriale fatto di suggestioni sonore e brani tratti dal repertorio di celebri artisti.

Gli spettacoli iniziano alle 21.30. In caso di maltempo saranno messi in scena nel palazzo della Cultura di piazza Allende 18 a Ozzano dell’Emilia. Info: 331/7813138.

Teatro e danza al chiaro di luna ai piedi della Torre campanaria di San Pietro

Samantha Valentini, la 14enne ballerina imolese «on the road» su Rai Uno da Milly Carlucci

Samantha Valentini, 14enne ballerina imolese, ha rappresentato la città di Imola nel programma di Milly Carlucci «Ballando on the road», andato in onda ieri su Rai Uno alle 14 e dove si è giocata il passaggio al serale di «Ballando con le Stelle».

Il suo ballo, di danza contemporanea e intitolato «Ragno Fantasia», è molto tecnico ed è stata selezionata, nella tappa di Mestre, al casting itinerante svolto in tutta Italia. La giovane è rimasta entusiasta della bella esperienza vissuta all’Auditorium Massimo di Roma dove è stata una delle protagoniste della terza puntata e ringrazia tutta la redazione della Rai per la grande opportunità che gli è stata concessa.

Questa esperienza è stata, senza dubbio, anche una bella vetrina per il suo futuro artistico. Samantha, infatti, è vice campionessa Italiana Fids 2017 e balla nella scuola «IndipenDance Studio Asd» a Imola.

r.c.

Nelle foto (concesse dal padre Walther Valentini): Samantha durante la trasmissione su Rai Uno,  al trucco e con i genitori all”Auditorium

Samantha Valentini, la 14enne ballerina imolese «on the road» su Rai Uno da Milly Carlucci

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