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Cronaca 16 Aprile 2019

Athos Ponti, che non si ricandiderà a sindaco, traccia un bilancio e guarda al futuro di Fontanelice

«Ho fatto il consigliere comunale per ventiquattro anni, il vicesindaco per quattro e il sindaco per tre mandati. Avevo detto fin dall’inizio che questo sarebbe stato il mio ultimo incarico come primo cittadino, anche perché l’età avanza. Ringrazio i cittadini di Fontanelice per la fiducia che mi hanno accordato per tutti questi anni». Con queste parole Athos Ponti martedì 2 aprile ha salutato i suoi concittadini anche se, per legge, potrebbe candidarsi per una seconda volta. «L’avevo già detto cinque anni fa che ero disponibile solo per un mandato – rimarca -, però rimango a disposizione della lista Insieme per Fontanelice».

Ponti, 64 anni, sarà uno in lista come possibile consigliere comunale ma il suo passo indietro rispetto alla candidatura come primo cittadino è confermata. In effetti, è stato sindaco dal 1995 al 2005 e cinque anni fa la sua disponibilità a ripresentarsi rappresentò, in un certo senso, una sorpresa e soprattutto un grande impegno personale. Ora, la conferma dell’intenzione iniziale, ha trasformato l’incontro dedicato al bilancio 2019 come una sorta di testamento politico, il lascito a chi amministrerà in futuro il paesino della vallata del Santerno.

Ponti raccomanda la cura del patrimonio e dei servizi: «In questi ultimi anni sono aumentate le attività commerciali, è un buon segno, vuol dire che abbiamo giovani che investono e credono nel paese. Per il resto il nostro comune offre diversi servizi di qualità, dalle scuole alla casa protetta. Sono servizi importanti per una piccola realtà che vanno mantenuti e migliorati». Poi c’è la lista delle cose fatte e soprattutto, non è un segreto, delle molte altre ancora da completare. Con tutte le problematiche che derivano dall’essere un piccolo comune: «Il bilancio in costante calo, la carenza di personale che va di pari passo con un aumento della burocrazia, il coordinamento con i comuni vicini grandi e piccoli…» ha ricordato Ponti. Sfide che la prossima amministrazione dovrà affrontare qualunque sia il suo colore politico. «Le tasse sono rimaste invariate, a parte la Tari che nell’ultimo anno è aumentata del 3 per cento – precisa Ponti -. Ma abbiamo trovato i finanziamenti per l’ampliamento della scuola materna “Rosa Vicchi Ravaglia”, per l’efficientamento energetico della casa protetta, per il parco della Conca Verde e per alcuni interventi sulle strade comunali».

I temi più caldi sono quelli della ciclovia Mordano-Castel del Rio e del parco della Conca Verde, due ferite aperte per Fontanelice. Per la seconda «sono in arrivo 160 mila euro di fondi europei grazie a un progetto il cui capofila è il Parco della Vena del Gesso». L’idea è quella di rendere Fontanelice uno degli accessi privilegiati al Parco dirottando quindi sulla Conca i fondi che coinvolgono anche gli altri Comuni del Parco e la cui convenzione è stata tra gli atti urgenti e indifferibili ai quali il Cda del ConAmi ha dato il via libera. «Nella zona verde intorno alla piscina vorremmo fare un “parco avventura” con giochi per i bambini fino ai sette anni. Una parte del finanziamento, circa 10 mila euro, verrà dedicata alla cartellonistica da Monte Penzola alla Conca Verde». Ma la grande attesa è per la piscina, punto di riferimento del paese e di tutta la vallata chiusa ormai da due anni. Il bando per affidarne la gestione è in pubblicazione. Il sindaco è speranzoso: «Sono venute tre società a vedere il complesso e altre devono venire».

In ultimo, ma non meno importante e complesso, il tema della ciclovia lungo il Santerno. Un progetto che promette di inserire anche la nostra vallata nei percorsi di un turismo a due ruote sempre più in crescita, ma che ha fatto molto discutere. «Fontanelice è il comune in vallata a dover fare più espropri per costruirla – ammette Ponti -, ma io credo moltissimo nel progetto della ciclabile. Certo, a differenza degli altri comuni, la pista attraverserà proprio il nostro paese, non ci passerà intorno. E’ per questo che dovremo fare circa 35 espropri, quando comuni come Borgo Tossignano ne hanno al massimo cinque o sei. Però credo sia una grande opportunità, anche per collegare la località di Campo-moro al paese». L’opera, che per il solo tratto di Fontanelice costerà circa 870 mila euro, sarà finanziata per la quasi totalità dalla Città metropolitana, il Comune dovrà compartecipare con 70 mila euro. (re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Athos Ponti, che non si ricandiderà a sindaco, traccia un bilancio e guarda al futuro di Fontanelice
Cronaca 2 Gennaio 2019

Comunali 2019, il sindaco Luca Lelli si ricandida a guidare Ozzano con una lista civica “aperta'

Luca Lelli, attuale primo cittadino di Ozzano Emilia, ha annunciato la volontà di ricandidarsi per il secondo mandato. E’ il primo segnale concreto  ufficiale che si stanno scaldando i motori della campagna elettorale in vista delle amministrative 2019. A sciogliere ogni indugio i risultati del sondaggio fatto tra i cittadini. In particolare, gli ozzanesi avrebbero apprezzato “l’ascolto” e “l’appassionato coinvolgimento” nelle principali vicende che hanno interessato il territorio e i suoi sviluppi nelle sue più articolate espressioni sociali ed economiche. 

Lelli ha dato notizia della sua disponibilità anche con un video sulla sua Pagina Fb nel quale ha spiegato anche la scelta di sostenere il suo percorso con una lista civica denominate “Passione in Comune”, una novità rispetto agli ultimi due decenni che hanno visto i sindaci del centrosinistra candidarsi dietro il simbolo e il nome di Progetto Ozzano. “Oltre all’eredità di questi anni, credo sia fondamentale, oggi, ragionare su una lista aperta, in grado di intercettare le migliori energie che risiedono nel nostro territorio. Abbiamo tutti un obiettivo comune, fare di Ozzano un luogo dove buona amministrazione, crescita economica, sensibilità per le fragilità del tessuto sociale e sostenibilità ambientale trovino una sintesi virtuosa. L’unico elemento dal quale non si può prescindere è la passione. Ed è questa che credo possa essere il collante di un secondo mandato che, ci auguriamo, i cittadini vogliano concederci per realizzare compiutamente la nostra esperienza di governo ad Ozzano”,  ha dichiarato Lelli. 

Per Lelli, che non nasconde di non aver rinnovato la tessera del Pd nel 2018, l’obiettivo è il primo passo per creare un comitato e una lista capace di “superare steccati ideologici e richiedere il contributo di tutte le risorse e i talenti della società civile che, accomunati da una comune passione per il futuro di Ozzano, possano impegnarsi e dare il proprio supporto,  in termini di idee e disponibilità, a sostegno del bene comune”. Questo non significa però apertura totale: “Abbiamo una carta dei valori come base che ad esempio escludono fascismo e razzismo” rimarca deciso. 

Oltre a Ozzano, nel circondario imolese andranno al rinnovo dei Consigli comunali e del sindaco anche Castel San Pietro, Medicina, Dozza, Castel Guelfo, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice. Da notare che sono al secondo mandato quindi non più ricandidabili, Onelio Rambaldi (Medicina),  Stefano Golini (Mordano) e Cristina Carpeggiani (Castel Guelfo).  (l.a.)

Comunali 2019, il sindaco Luca Lelli si ricandida a guidare Ozzano con una lista civica “aperta'
Imola 27 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, per la Giunta Sangiorgi sicuri Roi, Cavina, Frati e Resta. Le altre ipotesi

Sin dall”inizio della campagna elettorale Manuela Sangiorgi ha affermato che la Giunta non sarebbe stata un problema e che i nomi c”erano già. Una dichiarazione a garanzia di chiarezza e trasparenza per l”elettorato, come nella miglior tradizione del Movimento 5 Stelle, facilitata dal fatto che avere una sola lista di candidati consiglieri comunali aiuta nella ricerca dei potenziali assessori (solitamente nelle liste da sottoporre al voto degli elettori vengono messe le forze migliori da cui “pescare” e premiare in caso di vittoria).

Comunque sia, ieri, in sede di proclamazione ufficiale, la neo-sindaca Sangiorgi ha ribadito l”intenzione di confermare i quattro nomi già usciti a suo tempo: Ezio Roi, per il quale sono pronte le deleghe a Sicurezza, Legalità e Frazioni, poi c”è Patrik Cavina, che sarà il vicesindaco e si occuperà di Partecipate e probabilmente Agricoltura, Claudio Frati invece avrà la delega al Bilancio e infine Claudia Resta, che seguirà la Scuola.

Mancano ancora tre assessori e molte deleghe da assegnare, se non ci sono cambiamenti nelle logiche abituali. Una certezza è che avremo l’assessore ad Autodromo e Sport ma sul nome bocche cucite (era filtrato in un primo tempo quello di Fabrizio Favilli). Alcuni temi sono “di peso” anche per il programma come l”Urbanistica per il quale le idee sono chiare ma il nome ad oggi è off limits: “Abbiamo in mente un ingegnere edile imolese molto competente legato al Movimento”.

Poi ci sono Servizi sociali, Sanità e Residenza pubblica: “Li pensiamo tutti insieme assegnati ad una donna, un avvocato non di Imola che conosce molto bene la città e la materia”. I ben informati dicono che si tratta di un ex assessore della Giunta pentastellata livornese e che potrebbe essere aiutata da una consigliera delegata esperta di sanità. Vedremo.

Così come vedremo come saranno distribuite Cultura, Attività produttive, Commercio. Forse la Cultura la terrà Sangiorgi collegandola con Turismo e Centro storico. Poi ci sono Giovani e Ambiente per i quali nei corridoi si parla di consiglieri delegati o soluzioni esterne alla lista ma di area 5 Stelle. Come sempre, indovinare chi gestirà cosa sarà lo sport dei giorni in attesa della prima seduta del Consiglio comunale (entro il 15 luglio).

Nella foto Claudio Frati, Ezio Roi, Manuela Sangiorgi, Patrik Cavina e Claudia Resta

Imola

#ElezioniImola2018, per la Giunta Sangiorgi sicuri Roi, Cavina, Frati e Resta. Le altre ipotesi
Imola 27 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, tutti i nomi degli eletti in Consiglio comunale, 15 seggi al M5S e 6 al Pd

Ieri pomeriggio, dopo aver proclamato formalmente Manuela Sangiorgi eletta alla carica di sindaco del Comune di Imola, l”Ufficio centrale ha proceduto anche a proclamare gli eletti alla carica di consigliere comunale.

Questi i nomi: per la maggioranza (che beneficia in base alla legge elettorale del premio pari al 60% dei seggi disponibili) ci sono 15 consiglieri su 24 in totale (oltre al sindaco). In questo caso, dato che c”è una sola lista collegata alla sindaca Sangiorgi, ovvero il Movimento 5 Stelle, sono assegnati a questa tutti e 15 i seggi. Quindi in base a preferenze e voti al primo turno entrano: Patrik Cavina, Stefania Chiappe, Simone Righini, Stefano Buscaroli, Ezio Roi, Massimo Vasselli, Lorenza D”Amato, Valerio Giovetti, Fabrizio Favilli, Ermete Guerrini, Andrea Cerulli, Umberto Mingotti, Elena Piancastelli, Annalisa Roda, Fabiano Cavina.

Per le minoranze rimangono 9 seggi o consiglieri in totale. Alle liste collegate a Carmen Cappello, candidata alla carica di sindaco ammessa al turno di ballottaggio e risultata non eletta, sono assegnati i seggi alla candidata stessa più 5 seggi per la lista del Partito democratico. Anche in questo caso contano voti e preferenze del primo turno, quindi entrano Fabrizio Castellari, Marco Panieri, Roberto Visani, Giacomo Gambi e Daniela Spadoni.

Fatti due conti rimangono 3 seggi per le liste o per i gruppi di liste non collegate con nessuno dei candidati alla carica di sindaco ammessi al turno di ballottaggio e sono assegnati a Giuseppe Palazzolo, candidato alla carica di sindaco per il centrodestra e 2 seggi per la Lega che vanno a Simone Carapia e Daniele Marchetti.

Non prendono seggi, le liste Imola futuro, Imola Più, Sinistra per Imola e Partecipazione e Innovazione collegate a Cappello, nonché le liste Forza Italia, Fratelli d”Italia e Focus collegate a Palazzolo. 

Da notare che, qualora qualche consigliere della maggioranza dovesse entrare in Giunta è probabile che dia le dimissioni lasciando il posto a chi lo segue in lista.(r.c.)

Nella foto la sala del Consiglio comunale di Imola

#ElezioniImola2018, tutti i nomi degli eletti in Consiglio comunale, 15 seggi al M5S e 6 al Pd
Imola 27 Giugno 2018

Il senatore Manca (Pd): «Perdere fa male e sento la responsabilità della sconfitta»

Il 4 gennaio di quest’anno si era dimesso anticipatamente da sindaco di Imola dopo due mandati, quasi dieci anni, per poter partecipare alle elezioni politiche poi tenutesi il 4 marzo. Oggi Daniele Manca è senatore della Repubblica. Dopo la bruciante sconfitta alle ultime elezioni amministrative a Imola, ma non solo a Imola, ha affidato la propria amarezza ad un lungo post pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook. «Perdere fa male – esordisce -, incrina convinzioni e certezze genera sofferenze individuali e collettive. Ovviamente sento su di me la responsabilità della sconfitta, è naturale, è giusto».

D’altronde lui aveva sostenuto con forza la candidatura civica dell’avvocato Carmela Carmen Cappello. «Carmen ha mostrato solidità e competenza; le va riconosciuta la disponibilità e la determinazione nel mettersi in gioco per la sua città. Ma non è bastato in un tripolarismo che al secondo turno diventa un’alleanza tra gli sconfitti del primo turno (centrodestra e 5Stelle) che si salda con facilità nelle urne».Poi un abbozzo di analisi e di autocritica. «Queste elezioni si sono collocate in un contesto difficile, molto difficile per il Pd e per il centrosinistra. Ad Imola siamo il governo nella continuità; a Roma usciamo in maniera traumatica da 7 anni di governo prima con Monti, poi con Letta, Renzi, Gentiloni. Certamente nel governare la nostra città abbiamo commesso errori, abbiamo faticato nel comprendere una delle più imponenti trasformazioni in atto nell’economia e nella società; trasformazioni che hanno demolito la dimensione comunitaria ed esaltato protezioni individuali, dove sparisce il destino di tutti ed avanzano risposte che incrinano la credibilità e la solidità del nostro sistema pubblico. Anche se in questi 10 anni abbiamo rafforzato la qualità dei servizi, la percezione è stata un’altra – continua l’ex sindaco -. E la percezione dei cittadini diventa più importante dei numeri e delle statistiche. Attenzione però, non pensiamo di aver amministrato male la città. Basta girarla e confrontarla per capire che le radici sono solide».

Una sconfitta bruciante per il Partito democratico e non facilmente archiviabile. «Nel Pd si aprirà subito la riflessione per favorire un ricambio. Ovviamente serve un congresso ed una permanente relazione tra tutte le forze che rappresentano il 42% degli elettori. Io stesso temevo uno sfaldamento dopo il 4 marzo ed invece il Pd anche alle elezioni amministrative si conferma, pur nella grave sconfitta, la prima forza politica della città. Ci sono fortunatamente nel Pd e fuori dal Pd tutte le energie umane e valoriali per ripartire. Le elezioni si possono perdere – conclude Manca – ma non vogliamo disperdere le nostre radici e soprattutto i nostri valori». (f.a.)

Nella foto Daniele Manca (al centro) durante la serata dello scorso 7 giugno con Paolo Gentiloni (a sinistra) per sostenere la candidata sindaco Carmen Cappello (a destra)

Il senatore Manca (Pd): «Perdere fa male e sento la responsabilità della sconfitta»
Imola 26 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, la proclamazione ufficiale della nuova sindaca Manuela Sangiorgi e il saluto della commissaria Cogode

Questa mattina Manuela Sangiorgi è stata proclamata ufficialmente sindaca di Imola dal presidente dell’Ufficio centrale, il magistrato Roberta Cinosuro. Nel corso della cerimonia di rito, svoltasi nella Sala del Gonfalone, in municipio, c’è stata anche la consegna della fascia tricolore e la stretta di mano della commissaria straordinaria Adriana Cogode. Uno scambio di consegne proseguito subito dopo con un colloquio. 

“Indossare la fascia tricolore da prima cittadina della città di Imola è un momento di grande emozione e responsabilità. Da qui comincia questo splendido impegno che abbiamo preso con tutti i cittadini per ridare lustro alla nostra eccellenza. Un percorso quotidiano sicuramente impegnativo ma che rappresenterà da oggi il nostro fermo ed unico obiettivo” ha commentato Sangiorgi. 

Nel primo pomeriggio anche la prima riunione di lavoro con i dirigenti comunali. In effetti, una delle priorità di sindaca e Giunta sarà proprio la necessità di trovare sostituti per alcuni ruoli chiave: mancano all’appello il dirigente per l’Area cultura e scuola (Anna Giordano si è trasferita ad altro incarico a Bologna), così come per la Pianificazione, ovvero l’urbanistica (Michele Zanelli è da poco in pensione), e per i Servizi economico finanziari, ovvero il bilancio (anche Bruna Gualandi è di fatto in pensione). La commissaria Cogode si è premurata di avviare le procedure ma occorrerà fare rapidamente le selezioni. (r.c.)

Nella foto la commissaria straordinaria Adriana Cogode saluta la sindaca Manuela Sangiorgi

#ElezioniImola2018, la proclamazione ufficiale della nuova sindaca Manuela Sangiorgi e il saluto della commissaria Cogode
Imola 25 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, la neo-sindaca Sangiorgi: “Sarò la sindaca di tutti'. La grande sconfitta Cappello: “Si sono saldati gli elettorati'

Una lunga notte di festeggiamenti e felicità per Manuela Sangiorgi e per tutti i 5 Stelle imolesi. Una lunga notte di amarezza per la sfidante battuta Carmela “Carmen” Cappello e per tutto il centrosinistra, che perde una delle cosiddette “roccaforti rosse”.

“C”era nell”aria questa voglia di cambiamento si percepiva nei bar e per la strada – ha dichiarato a caldo Sangiorgi -. Dopo questo ballottaggio storico sarò la sindaca di tutti, mi sto rimboccando le maniche sin da oggi per rivedere la giunta affinché ci siano delle professionalità e delle persone che abbiano testa e cuore per i loro cittadini. Non vedo l”ora di lavorare e dimostrare che i soldi pubblici possono aumentare la qualità della vita di tutti”.

“Credo sia un po” un trend nazionale – ha commentato Cappello – dopo il 4 marzo sapevamo che era rischioso andare al ballottaggio, infatti si sono saldati gli elettorati (quello dei 5 Stelle e quello della destra). Noi avevamo un progetto concreto di ricostruzione del centrosinistra che, nonostante questo risultato, credo non debba fermarsi ma anzi debba proseguire e vada esteso. Per il momento buon lavoro e complimenti alla mia avversaria”.

Ciò che è certa è la disaffezione degli elettori. Anche a Imola è andato a votare un elettore su due o poco più, l”affluenza infatti si è fermata al 53%. Qualche punto in più rispetto alla media nazionale del 46% ma un risultato davvero basso rispetto al quasi 60% di appena cinque anni fa (da ricordare però che si votò in due giorni e non ci fu ballottaggio). (l.a.)

Nella foto grande Manuela Sangiorgi (con la maglia rosa) questa notte in municipio festeggia la vittoria con i candidati della lista 5 Stelle e i sostenitori; nell”altra foto Carmen Cappello intervistata dopo l”annuncio dei risultati

#ElezioniImola2018, la neo-sindaca Sangiorgi: “Sarò la sindaca di tutti'. La grande sconfitta Cappello: “Si sono saldati gli elettorati'
Imola 25 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, il primo sindaco donna di Imola è a 5 Stelle ed è Manuela Sangiorgi

Al termine dello scrutinio di tutte e 61 le sezioni presenti sul territorio comunale imolese si conferma la vittoria di Manuela Sangiorgi. E” lei il primo sindaco donna di Imola ed è del Movimento 5 Stelle. Ha battuto con il 55,44% contro il 44,56% la candidata del centrosinistra Carmen Cappello.

Il centrosinistra perde le amministrative a Imola per la prima volta. Per la neo-sindaca Sangiorgi i complimenti via Facebook di Luigi Di Maio che ha definito la vittoria a Imola così quella ad Avellino “risultati straordinari”.

Sangiorgi ha preso 15.819 voti contro i 12.715 della Cappello. Per quest”ultima, quindi, si confermano i dati del primo turno (42% e 12.995 voti), mentre Sangiorgi ha potuto contare ben su 6.757 voti in più. Non si può non notare che la Lega al primo turno aveva portato in cascina 4.474 voti e complessivamente il candidato sindaco del centrodestra Giuseppe Palazzolo, arrivato terzo dopo Cappello e Sangiorgi, ne aveva ottenuti 7.145. I numeri parlano di uno spostamento di voti verso le rive 5 Stelle. (l.a.)

Nella foto festeggiamenti per Manuela Sangiorgi

#ElezioniImola2018, il primo sindaco donna di Imola è a 5 Stelle ed è Manuela Sangiorgi
Imola 24 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, alla chiusura dei seggi alle ore 23 l'affluenza si ferma al 52,61%

Alla chiusura dei seggi alle ore 23 il dato finale dell”affluenza registra il 52,61%, cioè 28.983 votanti sui 55.087 aventi diritto. Al primo turno del 10 giugno avevano votato invece 31.560 aventi diritto, ovvero il 57,29%. Si conferma quindi la diminuzione dei votanti registrata già con le precedenti rilevazioni dell”affluenza alle ore 12 (22,40%) e alle 19 (40,24%).

Ora comincia l”attesa per scoprire chi sarà la prossima sindaca. Le urne sono state aperte ed è cominciato lo spoglio.

I risultati saranno riportati anche nei tabelloni sotto il municipio oppure si possono consultare sul sito web della Prefettura di Bologna e del Comune di Imola.

Nel frattempo, per i curiosi di statistica, da notare che sono stati più ligi gli uomini rispetto alle donne nel fare il loro dovere elettorale, seppur di pochissimo, ma in termini assoluti le donne votanti sono state più degli uomini. Tanto per capirci hanno votato 14.321 maschi pari al 54,03% degli aventi diritto contro 14.662 donne cioè il 51,30% delle aventi diritto.

Foto dei seggi

#ElezioniImola2018, alla chiusura dei seggi alle ore 23 l'affluenza si ferma al 52,61%

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