Posts by tag: elezioni comunali

Elezioni 29 Maggio 2019

Speciale Comunali 2019, poche Amministrazioni hanno “cambiato colore' nel territorio della Città metropolitana

In attesa dell”esito del ballottaggio a Molinella, l”unico comune della Città metropolitana di Bologna al quale occorrerà il secondo turno per stabilire chi sarà il nuovo sindaco, intanto la nuova mappa dei colori politici nel territorio provinciale si presenta con pochi cambiamenti rispetto a prima del 26 maggio.

Ricordiamo innanzitutto che domenica scorsa si è votato in 46 comuni su 55, corrispondenti al 48,2% della popolazione metropolitana (mancavano infatti all”appello le due città maggiori, Bologna e Imola). L”affluenza si è attestata al 71,3%, oltre 3 punti in meno rispetto al 2014 (74,6%), con la punta massima registrata a San Benedetto Val di Sambro (76,25%) e la minima a Monterenzio (65,55%).

Venendo dunque all”esito politico della contesa, conferma per il centrosinistra in 36 comuni, compresi i sette su otto nel circondario imolese in cui già governava (Castel San Pietro Terme, Medicina, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel Guelfo e Mordano), mentre a Dozza si è conquistato il secondo mandato il civico Luca Albertazzi. Tre comuni sono passati dal centrosinistra al centrodestra, il quale ne ha a sua volta ceduti due a liste civiche. Al momento risultano dunque di colore azzurro otto comuni: Monzuno e Sant”Agata Bolognese (confermati), Galliera, Monterenzio e Vergato (nuovi) più tre che domenica scorsa non erano interessati dalle urne, vale a dire Monghidoro, Gaggio Montano e San Giovanni in Persiceto. Sei invece i civici: San Benedetto Val di Sambro e Dozza (confermati), Loiano e Castel d”Aiano (nuovi), Budrio e Castel del Rio tra quelli che non hanno votato. Le amministrazioni di centrosinistra sono in tutto 39, mentre resta Imola l”unico comune metropolitano a guida 5Stelle.

Non resta che attendere dunque l”esito del ballottaggio che domenica 9 giugno vedrà sfidarsi, a Molinella, il sindaco uscente di centrosinistra Dario Mantovani, che ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 49,45% dei voti e Marco Stegani, il candidato del centrodestra che ha chiuso il primo round con il 36,04%, per stilare il bilancio definitivo. (r.cr.)

Nella foto, la tabella della Città metropolitana con i colori delle Amministrazioni comunali a confronto con la situazione prima del 26 maggio (https://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Engine/RAServeFile.php/f/colore_politico_comuni.jpg)

Speciale Comunali 2019, poche Amministrazioni hanno “cambiato colore' nel territorio della Città metropolitana

Speciale Comunali 2019, Fausto Tinti confermato sindaco di Castel San Pietro Terme al primo turno

Fausto Tinti succede a se stesso. Il sindaco di Castel San Pietro Terme si è imposto nettamente nelle elezioni comunali del 26 maggio 2019 e si è assicurato la rielezione al primo turno, spazzando via lo spettro del ballottaggio. 

Tinti ha ottenuto complessivamente 6.676 voti, pari al 58,71%, davanti all”avversario della lista di centrodestra Prima Castello, Claudio Franzoni, che ha sfiorato quota 25% (24,92%, con 2.834 voti) e alla portabandiera del Movimento 5 Stella, Elisa Maurizzi, terza con il 16,37% (1.862 voti assoluti).

Passando alle quattro liste che sostenevano il primo cittadino uscente, il Partito Democratico ha conquistato il 42,39% dei suffragi e dovrebbe avere otto seggi in consiglio comunale. Un consigliere a testa per Uniti al centro per Castello (6,41%) e per Castello in Comune (5,89%), mentre Città futura con il 4,01% non avrà rappresentanti nell”assemblea cittadina. 

All”opposizione siederanno, se i dati ufficiosi saranno confermati e così il riparto dei seggi, quattro consiglieri di centrodestra (la lista Prima Castello raggruppa Lega, Forza Italia e Forza Italia) e due del Movimento 5 Stelle. (r.cr.)

Nella foto Fausto Tinti in fascia tricolore (credit Comune di Castel San Pietro Terme)

Speciale Comunali 2019, Fausto Tinti confermato sindaco di Castel San Pietro Terme al primo turno
Elezioni 27 Maggio 2019

Speciale Comunali 2019, in vallata eletti Poli a Casale, Ghini a Borgo e Meluzzi a Fontanelice

Nessuna rivoluzione alle elezioni comunali nella Vallata del Santerno, dove il centrosinistra fa il pieno nei tre comuni che andavano al voto in questa tornata (a Castel del Rio toccherà infatti soltanto l”anno prossimo).

A Casalfiumanese il nuovo sindaco è Beatrice Poli, sostenuta dalla lista Insieme per Casalfiumanese. La giovane ex assessore della giunta Rivola risulta eletta con il 45,21% dei voti (812 i voti assoluti) davanti a Fabrizio Sarti (Movimento 5 Stelle), che si è fermato al 23,78% (427). Solo terzo il sindaco uscente, Gisella Rivola (Uniti Rivola Sindaco), con il 23,22% (417), che precede il Centrodestra Unito di Donatella Marchetti, quarta con 140 voti, per una percentuale del 7,8%.

Affermazione netta a Borgo Tossignano per Mauro Ghini, che ottiene la maggioranza assoluta dei suffragi con la lista 100% Partecipazione Democratica. La sua percentuale è del 51,59% (826 voti assoluti). Nettamente staccate sia Sara Manzoni, del Movimento 5 Stelle, con il 29,86% (478) che Brigida Miranda, terza con il suo Patto Civico per Borgo Tossignano al 18,55% (297).

Anche a Fontanelice il centrosinistra con la lista Insieme per Fontanelice si conferma e porta alla fascia tricolore Gabriele Meluzzi con il 47,53% dei voti (491 le schede a favore). Secondo con il 39,50% è Vito Vecchio (408) con Lista Civica per Fontanelice e terzo Fabio Morotti con il 12,97% (134). (r.cr.)

Nella foto Beatrice Poli, Mauro Ghini e Gabriele Meluzzi

Speciale Comunali 2019, in vallata eletti Poli a Casale, Ghini a Borgo e Meluzzi a Fontanelice
Cronaca 16 Aprile 2019

Athos Ponti, che non si ricandiderà a sindaco, traccia un bilancio e guarda al futuro di Fontanelice

«Ho fatto il consigliere comunale per ventiquattro anni, il vicesindaco per quattro e il sindaco per tre mandati. Avevo detto fin dall’inizio che questo sarebbe stato il mio ultimo incarico come primo cittadino, anche perché l’età avanza. Ringrazio i cittadini di Fontanelice per la fiducia che mi hanno accordato per tutti questi anni». Con queste parole Athos Ponti martedì 2 aprile ha salutato i suoi concittadini anche se, per legge, potrebbe candidarsi per una seconda volta. «L’avevo già detto cinque anni fa che ero disponibile solo per un mandato – rimarca -, però rimango a disposizione della lista Insieme per Fontanelice».

Ponti, 64 anni, sarà uno in lista come possibile consigliere comunale ma il suo passo indietro rispetto alla candidatura come primo cittadino è confermata. In effetti, è stato sindaco dal 1995 al 2005 e cinque anni fa la sua disponibilità a ripresentarsi rappresentò, in un certo senso, una sorpresa e soprattutto un grande impegno personale. Ora, la conferma dell’intenzione iniziale, ha trasformato l’incontro dedicato al bilancio 2019 come una sorta di testamento politico, il lascito a chi amministrerà in futuro il paesino della vallata del Santerno.

Ponti raccomanda la cura del patrimonio e dei servizi: «In questi ultimi anni sono aumentate le attività commerciali, è un buon segno, vuol dire che abbiamo giovani che investono e credono nel paese. Per il resto il nostro comune offre diversi servizi di qualità, dalle scuole alla casa protetta. Sono servizi importanti per una piccola realtà che vanno mantenuti e migliorati». Poi c’è la lista delle cose fatte e soprattutto, non è un segreto, delle molte altre ancora da completare. Con tutte le problematiche che derivano dall’essere un piccolo comune: «Il bilancio in costante calo, la carenza di personale che va di pari passo con un aumento della burocrazia, il coordinamento con i comuni vicini grandi e piccoli…» ha ricordato Ponti. Sfide che la prossima amministrazione dovrà affrontare qualunque sia il suo colore politico. «Le tasse sono rimaste invariate, a parte la Tari che nell’ultimo anno è aumentata del 3 per cento – precisa Ponti -. Ma abbiamo trovato i finanziamenti per l’ampliamento della scuola materna “Rosa Vicchi Ravaglia”, per l’efficientamento energetico della casa protetta, per il parco della Conca Verde e per alcuni interventi sulle strade comunali».

I temi più caldi sono quelli della ciclovia Mordano-Castel del Rio e del parco della Conca Verde, due ferite aperte per Fontanelice. Per la seconda «sono in arrivo 160 mila euro di fondi europei grazie a un progetto il cui capofila è il Parco della Vena del Gesso». L’idea è quella di rendere Fontanelice uno degli accessi privilegiati al Parco dirottando quindi sulla Conca i fondi che coinvolgono anche gli altri Comuni del Parco e la cui convenzione è stata tra gli atti urgenti e indifferibili ai quali il Cda del ConAmi ha dato il via libera. «Nella zona verde intorno alla piscina vorremmo fare un “parco avventura” con giochi per i bambini fino ai sette anni. Una parte del finanziamento, circa 10 mila euro, verrà dedicata alla cartellonistica da Monte Penzola alla Conca Verde». Ma la grande attesa è per la piscina, punto di riferimento del paese e di tutta la vallata chiusa ormai da due anni. Il bando per affidarne la gestione è in pubblicazione. Il sindaco è speranzoso: «Sono venute tre società a vedere il complesso e altre devono venire».

In ultimo, ma non meno importante e complesso, il tema della ciclovia lungo il Santerno. Un progetto che promette di inserire anche la nostra vallata nei percorsi di un turismo a due ruote sempre più in crescita, ma che ha fatto molto discutere. «Fontanelice è il comune in vallata a dover fare più espropri per costruirla – ammette Ponti -, ma io credo moltissimo nel progetto della ciclabile. Certo, a differenza degli altri comuni, la pista attraverserà proprio il nostro paese, non ci passerà intorno. E’ per questo che dovremo fare circa 35 espropri, quando comuni come Borgo Tossignano ne hanno al massimo cinque o sei. Però credo sia una grande opportunità, anche per collegare la località di Campo-moro al paese». L’opera, che per il solo tratto di Fontanelice costerà circa 870 mila euro, sarà finanziata per la quasi totalità dalla Città metropolitana, il Comune dovrà compartecipare con 70 mila euro. (re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Athos Ponti, che non si ricandiderà a sindaco, traccia un bilancio e guarda al futuro di Fontanelice
Cronaca 2 Gennaio 2019

Comunali 2019, il sindaco Luca Lelli si ricandida a guidare Ozzano con una lista civica “aperta'

Luca Lelli, attuale primo cittadino di Ozzano Emilia, ha annunciato la volontà di ricandidarsi per il secondo mandato. E’ il primo segnale concreto  ufficiale che si stanno scaldando i motori della campagna elettorale in vista delle amministrative 2019. A sciogliere ogni indugio i risultati del sondaggio fatto tra i cittadini. In particolare, gli ozzanesi avrebbero apprezzato “l’ascolto” e “l’appassionato coinvolgimento” nelle principali vicende che hanno interessato il territorio e i suoi sviluppi nelle sue più articolate espressioni sociali ed economiche. 

Lelli ha dato notizia della sua disponibilità anche con un video sulla sua Pagina Fb nel quale ha spiegato anche la scelta di sostenere il suo percorso con una lista civica denominate “Passione in Comune”, una novità rispetto agli ultimi due decenni che hanno visto i sindaci del centrosinistra candidarsi dietro il simbolo e il nome di Progetto Ozzano. “Oltre all’eredità di questi anni, credo sia fondamentale, oggi, ragionare su una lista aperta, in grado di intercettare le migliori energie che risiedono nel nostro territorio. Abbiamo tutti un obiettivo comune, fare di Ozzano un luogo dove buona amministrazione, crescita economica, sensibilità per le fragilità del tessuto sociale e sostenibilità ambientale trovino una sintesi virtuosa. L’unico elemento dal quale non si può prescindere è la passione. Ed è questa che credo possa essere il collante di un secondo mandato che, ci auguriamo, i cittadini vogliano concederci per realizzare compiutamente la nostra esperienza di governo ad Ozzano”,  ha dichiarato Lelli. 

Per Lelli, che non nasconde di non aver rinnovato la tessera del Pd nel 2018, l’obiettivo è il primo passo per creare un comitato e una lista capace di “superare steccati ideologici e richiedere il contributo di tutte le risorse e i talenti della società civile che, accomunati da una comune passione per il futuro di Ozzano, possano impegnarsi e dare il proprio supporto,  in termini di idee e disponibilità, a sostegno del bene comune”. Questo non significa però apertura totale: “Abbiamo una carta dei valori come base che ad esempio escludono fascismo e razzismo” rimarca deciso. 

Oltre a Ozzano, nel circondario imolese andranno al rinnovo dei Consigli comunali e del sindaco anche Castel San Pietro, Medicina, Dozza, Castel Guelfo, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice. Da notare che sono al secondo mandato quindi non più ricandidabili, Onelio Rambaldi (Medicina),  Stefano Golini (Mordano) e Cristina Carpeggiani (Castel Guelfo).  (l.a.)

Comunali 2019, il sindaco Luca Lelli si ricandida a guidare Ozzano con una lista civica “aperta'
Imola 27 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, per la Giunta Sangiorgi sicuri Roi, Cavina, Frati e Resta. Le altre ipotesi

Sin dall”inizio della campagna elettorale Manuela Sangiorgi ha affermato che la Giunta non sarebbe stata un problema e che i nomi c”erano già. Una dichiarazione a garanzia di chiarezza e trasparenza per l”elettorato, come nella miglior tradizione del Movimento 5 Stelle, facilitata dal fatto che avere una sola lista di candidati consiglieri comunali aiuta nella ricerca dei potenziali assessori (solitamente nelle liste da sottoporre al voto degli elettori vengono messe le forze migliori da cui “pescare” e premiare in caso di vittoria).

Comunque sia, ieri, in sede di proclamazione ufficiale, la neo-sindaca Sangiorgi ha ribadito l”intenzione di confermare i quattro nomi già usciti a suo tempo: Ezio Roi, per il quale sono pronte le deleghe a Sicurezza, Legalità e Frazioni, poi c”è Patrik Cavina, che sarà il vicesindaco e si occuperà di Partecipate e probabilmente Agricoltura, Claudio Frati invece avrà la delega al Bilancio e infine Claudia Resta, che seguirà la Scuola.

Mancano ancora tre assessori e molte deleghe da assegnare, se non ci sono cambiamenti nelle logiche abituali. Una certezza è che avremo l’assessore ad Autodromo e Sport ma sul nome bocche cucite (era filtrato in un primo tempo quello di Fabrizio Favilli). Alcuni temi sono “di peso” anche per il programma come l”Urbanistica per il quale le idee sono chiare ma il nome ad oggi è off limits: “Abbiamo in mente un ingegnere edile imolese molto competente legato al Movimento”.

Poi ci sono Servizi sociali, Sanità e Residenza pubblica: “Li pensiamo tutti insieme assegnati ad una donna, un avvocato non di Imola che conosce molto bene la città e la materia”. I ben informati dicono che si tratta di un ex assessore della Giunta pentastellata livornese e che potrebbe essere aiutata da una consigliera delegata esperta di sanità. Vedremo.

Così come vedremo come saranno distribuite Cultura, Attività produttive, Commercio. Forse la Cultura la terrà Sangiorgi collegandola con Turismo e Centro storico. Poi ci sono Giovani e Ambiente per i quali nei corridoi si parla di consiglieri delegati o soluzioni esterne alla lista ma di area 5 Stelle. Come sempre, indovinare chi gestirà cosa sarà lo sport dei giorni in attesa della prima seduta del Consiglio comunale (entro il 15 luglio).

Nella foto Claudio Frati, Ezio Roi, Manuela Sangiorgi, Patrik Cavina e Claudia Resta

Imola

#ElezioniImola2018, per la Giunta Sangiorgi sicuri Roi, Cavina, Frati e Resta. Le altre ipotesi
Imola 27 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, tutti i nomi degli eletti in Consiglio comunale, 15 seggi al M5S e 6 al Pd

Ieri pomeriggio, dopo aver proclamato formalmente Manuela Sangiorgi eletta alla carica di sindaco del Comune di Imola, l”Ufficio centrale ha proceduto anche a proclamare gli eletti alla carica di consigliere comunale.

Questi i nomi: per la maggioranza (che beneficia in base alla legge elettorale del premio pari al 60% dei seggi disponibili) ci sono 15 consiglieri su 24 in totale (oltre al sindaco). In questo caso, dato che c”è una sola lista collegata alla sindaca Sangiorgi, ovvero il Movimento 5 Stelle, sono assegnati a questa tutti e 15 i seggi. Quindi in base a preferenze e voti al primo turno entrano: Patrik Cavina, Stefania Chiappe, Simone Righini, Stefano Buscaroli, Ezio Roi, Massimo Vasselli, Lorenza D”Amato, Valerio Giovetti, Fabrizio Favilli, Ermete Guerrini, Andrea Cerulli, Umberto Mingotti, Elena Piancastelli, Annalisa Roda, Fabiano Cavina.

Per le minoranze rimangono 9 seggi o consiglieri in totale. Alle liste collegate a Carmen Cappello, candidata alla carica di sindaco ammessa al turno di ballottaggio e risultata non eletta, sono assegnati i seggi alla candidata stessa più 5 seggi per la lista del Partito democratico. Anche in questo caso contano voti e preferenze del primo turno, quindi entrano Fabrizio Castellari, Marco Panieri, Roberto Visani, Giacomo Gambi e Daniela Spadoni.

Fatti due conti rimangono 3 seggi per le liste o per i gruppi di liste non collegate con nessuno dei candidati alla carica di sindaco ammessi al turno di ballottaggio e sono assegnati a Giuseppe Palazzolo, candidato alla carica di sindaco per il centrodestra e 2 seggi per la Lega che vanno a Simone Carapia e Daniele Marchetti.

Non prendono seggi, le liste Imola futuro, Imola Più, Sinistra per Imola e Partecipazione e Innovazione collegate a Cappello, nonché le liste Forza Italia, Fratelli d”Italia e Focus collegate a Palazzolo. 

Da notare che, qualora qualche consigliere della maggioranza dovesse entrare in Giunta è probabile che dia le dimissioni lasciando il posto a chi lo segue in lista.(r.c.)

Nella foto la sala del Consiglio comunale di Imola

#ElezioniImola2018, tutti i nomi degli eletti in Consiglio comunale, 15 seggi al M5S e 6 al Pd
Imola 27 Giugno 2018

Il senatore Manca (Pd): «Perdere fa male e sento la responsabilità della sconfitta»

Il 4 gennaio di quest’anno si era dimesso anticipatamente da sindaco di Imola dopo due mandati, quasi dieci anni, per poter partecipare alle elezioni politiche poi tenutesi il 4 marzo. Oggi Daniele Manca è senatore della Repubblica. Dopo la bruciante sconfitta alle ultime elezioni amministrative a Imola, ma non solo a Imola, ha affidato la propria amarezza ad un lungo post pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook. «Perdere fa male – esordisce -, incrina convinzioni e certezze genera sofferenze individuali e collettive. Ovviamente sento su di me la responsabilità della sconfitta, è naturale, è giusto».

D’altronde lui aveva sostenuto con forza la candidatura civica dell’avvocato Carmela Carmen Cappello. «Carmen ha mostrato solidità e competenza; le va riconosciuta la disponibilità e la determinazione nel mettersi in gioco per la sua città. Ma non è bastato in un tripolarismo che al secondo turno diventa un’alleanza tra gli sconfitti del primo turno (centrodestra e 5Stelle) che si salda con facilità nelle urne».Poi un abbozzo di analisi e di autocritica. «Queste elezioni si sono collocate in un contesto difficile, molto difficile per il Pd e per il centrosinistra. Ad Imola siamo il governo nella continuità; a Roma usciamo in maniera traumatica da 7 anni di governo prima con Monti, poi con Letta, Renzi, Gentiloni. Certamente nel governare la nostra città abbiamo commesso errori, abbiamo faticato nel comprendere una delle più imponenti trasformazioni in atto nell’economia e nella società; trasformazioni che hanno demolito la dimensione comunitaria ed esaltato protezioni individuali, dove sparisce il destino di tutti ed avanzano risposte che incrinano la credibilità e la solidità del nostro sistema pubblico. Anche se in questi 10 anni abbiamo rafforzato la qualità dei servizi, la percezione è stata un’altra – continua l’ex sindaco -. E la percezione dei cittadini diventa più importante dei numeri e delle statistiche. Attenzione però, non pensiamo di aver amministrato male la città. Basta girarla e confrontarla per capire che le radici sono solide».

Una sconfitta bruciante per il Partito democratico e non facilmente archiviabile. «Nel Pd si aprirà subito la riflessione per favorire un ricambio. Ovviamente serve un congresso ed una permanente relazione tra tutte le forze che rappresentano il 42% degli elettori. Io stesso temevo uno sfaldamento dopo il 4 marzo ed invece il Pd anche alle elezioni amministrative si conferma, pur nella grave sconfitta, la prima forza politica della città. Ci sono fortunatamente nel Pd e fuori dal Pd tutte le energie umane e valoriali per ripartire. Le elezioni si possono perdere – conclude Manca – ma non vogliamo disperdere le nostre radici e soprattutto i nostri valori». (f.a.)

Nella foto Daniele Manca (al centro) durante la serata dello scorso 7 giugno con Paolo Gentiloni (a sinistra) per sostenere la candidata sindaco Carmen Cappello (a destra)

Il senatore Manca (Pd): «Perdere fa male e sento la responsabilità della sconfitta»
Imola 26 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, la proclamazione ufficiale della nuova sindaca Manuela Sangiorgi e il saluto della commissaria Cogode

Questa mattina Manuela Sangiorgi è stata proclamata ufficialmente sindaca di Imola dal presidente dell’Ufficio centrale, il magistrato Roberta Cinosuro. Nel corso della cerimonia di rito, svoltasi nella Sala del Gonfalone, in municipio, c’è stata anche la consegna della fascia tricolore e la stretta di mano della commissaria straordinaria Adriana Cogode. Uno scambio di consegne proseguito subito dopo con un colloquio. 

“Indossare la fascia tricolore da prima cittadina della città di Imola è un momento di grande emozione e responsabilità. Da qui comincia questo splendido impegno che abbiamo preso con tutti i cittadini per ridare lustro alla nostra eccellenza. Un percorso quotidiano sicuramente impegnativo ma che rappresenterà da oggi il nostro fermo ed unico obiettivo” ha commentato Sangiorgi. 

Nel primo pomeriggio anche la prima riunione di lavoro con i dirigenti comunali. In effetti, una delle priorità di sindaca e Giunta sarà proprio la necessità di trovare sostituti per alcuni ruoli chiave: mancano all’appello il dirigente per l’Area cultura e scuola (Anna Giordano si è trasferita ad altro incarico a Bologna), così come per la Pianificazione, ovvero l’urbanistica (Michele Zanelli è da poco in pensione), e per i Servizi economico finanziari, ovvero il bilancio (anche Bruna Gualandi è di fatto in pensione). La commissaria Cogode si è premurata di avviare le procedure ma occorrerà fare rapidamente le selezioni. (r.c.)

Nella foto la commissaria straordinaria Adriana Cogode saluta la sindaca Manuela Sangiorgi

#ElezioniImola2018, la proclamazione ufficiale della nuova sindaca Manuela Sangiorgi e il saluto della commissaria Cogode
Imola 25 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, la neo-sindaca Sangiorgi: “Sarò la sindaca di tutti'. La grande sconfitta Cappello: “Si sono saldati gli elettorati'

Una lunga notte di festeggiamenti e felicità per Manuela Sangiorgi e per tutti i 5 Stelle imolesi. Una lunga notte di amarezza per la sfidante battuta Carmela “Carmen” Cappello e per tutto il centrosinistra, che perde una delle cosiddette “roccaforti rosse”.

“C”era nell”aria questa voglia di cambiamento si percepiva nei bar e per la strada – ha dichiarato a caldo Sangiorgi -. Dopo questo ballottaggio storico sarò la sindaca di tutti, mi sto rimboccando le maniche sin da oggi per rivedere la giunta affinché ci siano delle professionalità e delle persone che abbiano testa e cuore per i loro cittadini. Non vedo l”ora di lavorare e dimostrare che i soldi pubblici possono aumentare la qualità della vita di tutti”.

“Credo sia un po” un trend nazionale – ha commentato Cappello – dopo il 4 marzo sapevamo che era rischioso andare al ballottaggio, infatti si sono saldati gli elettorati (quello dei 5 Stelle e quello della destra). Noi avevamo un progetto concreto di ricostruzione del centrosinistra che, nonostante questo risultato, credo non debba fermarsi ma anzi debba proseguire e vada esteso. Per il momento buon lavoro e complimenti alla mia avversaria”.

Ciò che è certa è la disaffezione degli elettori. Anche a Imola è andato a votare un elettore su due o poco più, l”affluenza infatti si è fermata al 53%. Qualche punto in più rispetto alla media nazionale del 46% ma un risultato davvero basso rispetto al quasi 60% di appena cinque anni fa (da ricordare però che si votò in due giorni e non ci fu ballottaggio). (l.a.)

Nella foto grande Manuela Sangiorgi (con la maglia rosa) questa notte in municipio festeggia la vittoria con i candidati della lista 5 Stelle e i sostenitori; nell”altra foto Carmen Cappello intervistata dopo l”annuncio dei risultati

#ElezioniImola2018, la neo-sindaca Sangiorgi: “Sarò la sindaca di tutti'. La grande sconfitta Cappello: “Si sono saldati gli elettorati'

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast