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Cultura e Spettacoli 14 Aprile 2019

Coro e orchestra per il Requiem di Mozart, ultimo appuntamento con Erf#StignaniMusica

Sarà l’imponente interpretazione del Requiem in re minore K 626 di Mozart a cura del Münchener Bach-Chor a chiudere, martedì 16 aprile alle 21, la stagione di Erf#StignaniMusica. Il Requiem di Mozart è circondato da un’aura leggendaria: fu lasciato incompiuto dal genio austriaco, morto quando doveva ancora scrivere gli ultimi brani. Grazie ai suoi appunti, il lavoro venne completato dal suo allievo Franz Xaver Süssmayr, e il Requiem fu eseguito al funerale dello stesso Mozart. «La leggenda della nascita del Requiem, raccolta da Stendhal – si legge nelle note stampa al concerto -, narra di un misterioso committente presentatosi alla porta di Mozart con una maschera, il denaro necessario e una data di scadenza molto vicina. Impossibile non pensare a una personificazione della morte – o del futuro destino beethoviano che bussa alla porta, presentatosi proprio durante la malattia che porterà Mozart allo stremo – ma la realtà fu probabilmente meno poetica. Nonostante questo, di tutti i segreti, di tutto il frenetico bisogno di soldi di Amadeus, rimase la bellezza solenne e sconvolgente di quest’ultima opera, la cui fama si propagò anche sulle ali della leggendaria maledizione».

Ad eseguirlo a Imola sarà il Münchener Bach-Chor, un’istituzione della musica classica internazionale, fondato nel 1954 da Karl Richter, a cui si sono succeduti vari direttori. Hansjörg Albrecht è diventato il nuovo direttore artistico all’inizio della stagione 2005/06 e, sotto la sua guida, il coro ha ottenuto un nuovo profilo artistico e una qualità sonora trasparente, che è stata ripetutamente enfatizzata dalla critica. Vivaci interpretazioni di Bach, ispirate alla pratica dell’interpretazione storica stanno al centro del suo lavoro. I solisti saranno il soprano Arianna Vendittelli, tra le migliori della sua generazione, che si è già esibita nelle più importanti sale da concerto del mondo, Victoria Yarovaya, giovane mezzosoprano russa vincitrice di numerosi concorsi con all’attivo collaborazioni prestigiose con i più grandi direttori d’orchestra, il tenore Manuel Amati, che studia canto lirico da quando aveva tredici anni e si è già esibito nei più importanti ruoli dell’opera italiana, il basso Gabriele Sagona, che può vantare una preparazione finissima con i migliori maestri e una consolidata esperienza nei migliori teatri europei.

La parte musicale del concerto imolese sarà eseguita dalla Young Musicians European Orchestra, attiva da anni nel panorama internazionale, rifondata in continuazione dal proprio direttore Paolo Olmi e dai membri «senior»: l’età media degli orchestrali si mantiene sui ventitré anni e l’organico varia dai venti ai cento elementi, a seconda del repertorio eseguito. Vi prendono parte giovani musicisti di tutte le nazionalità. (r.c.)

Biglietto da 25 a 15 euro, ridotto da 21 a 12, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di Musica Vassura Baroncini. Informazioni allo  0542/25747 (Erf).

Nella foto il Munchener Bach-Chor

Coro e orchestra per il Requiem di Mozart, ultimo appuntamento con Erf#StignaniMusica
Cultura e Spettacoli 9 Aprile 2019

Giuseppe Albanese al Museo diocesano in concerto per restaurare un dipinto

Il Gran Concerto di Primavera è l’evento inaugurale della prima stagione concertistica del Museo diocesano di Imola con la direzione artistica di Emilia Romagna Festival, ed avrà luogo mercoledì 10 aprile alle 21 nella Sala grande del museo stesso. Protagonista sarà il pianista Giuseppe Albanese, che per l’occasione presenterà in anteprima il suo terzo cd, Invito alla danza, realizzato per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon.

Il concerto proporrà così un excursus tra le più significative melodie composte appositamente da grandi compositori dell’Ottocento e del Novecento per balletti diventati capolavori del genere. Alcuni brani, originariamente per orchestra, sono stati trascritti per pianoforte solo con spettacolari elaborazioni particolarmente virtuosistiche. Si comincia con Carl Maria Von Weber e il suo Invito alla danza (trascrizione di Tausig), poi si passa a Léo Delibes con Valzer da Coppelia (trascrizione di Dohnányi), quindi a Tchaykovsky con la Suite da Lo schiaccianoci (trascrizione di Pletnev), a Stravinskij con Suite da L’uccello di fuoco (trascrizione di Agosti), e a Debussy con Prélude à l’après-midi d’un faune (trascrizione di Borwick), per concludere con Maurice Ravel e La Valse.

Giuseppe Albanese, pianista trentasettenne di fama mondiale, «è in grado di trasmettere con la sua musica un’energia vigorosa e travolgente che emerge con maggior forza nelle sue performance live in cui, d’altronde, non mancano anche una grandissima competenza tecnica e un certo virtuosismo esecutivo – si legge nel comunicato stampa -. Invitato per recital e concerti con orchestra da autorevoli ribalte internazionali, ha collaborato con direttori del calibro di Christian Arming, James Conlon, Fabio Mastrangelo, Jeffrey Tate e tanti altri. In Italia ha suonato per tutte le più importanti stagioni concertistiche (incluse quelle dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della Rai di Torino) e in tutti i più importanti teatri».

Il ricavato del concerto del 10 aprile sarà utilizzato per il restauro, affidato a Michele Pagani, della Sacra famiglia con San Giovannino, un dipinto ad olio di grande fascino della seconda metà del XVI secolo, che appartiene alle raccolte del Museo diocesano. Rezio Buscaroli e Antonio Meluzzi propongono un’attribuzione di questo dipinto a Francesco Vecellio, ma la grande tela parrebbe invece derivare da un dipinto di analogo soggetto di Polidoro Lanzani, databile al 1530 circa (Parigi, Museo del Louvre), di cui esiste anche un’altra versione databile al 1550 circa (Chambery, Musée des Beaux-Arts). (r.c.)

Ingresso con offerta minima di 15 euro a favore del restauro del dipinto. Prenotazione consigliata: Erf 0542/25747 dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13.

Nella foto Giuseppe Albanese

Giuseppe Albanese al Museo diocesano in concerto per restaurare un dipinto
Cultura e Spettacoli 1 Aprile 2019

Il Trio Metamorphosi in concerto con tre brani di Beethoven

Un concerto sull’onda del numero tre. Il Trio Metamorphosi, garanzia di qualità e capacità di sperimentazione, quasi volendo indicare il numero tre come numero magico presenterà al pubblico del teatro Stignani di Imola una scelta di tre delle migliori composizioni annoverate tra i più bei trii di Ludwig van Beethoven. Ad aprire il concerto, che si terrà lunedì 1 aprile alle 21 nell’ambito di Erf#StignaniMusica, sarà il Trio in si bemolle maggiore op. 11 che, anche se composto inizialmente per pianoforte, clarinetto e violoncello, ha conosciuto la fama utilizzando la formazione più classica: pianoforte, violoncello e violino, per l’appunto. E sono questi i tre strumenti suonati dal Trio Metamorphosi, composto da Mauro Loguercio al violino, Francesco Pepicelli al violoncello e Angelo Pepicelli al pianoforte. I tre musicisti proporranno poi Introduzione e Variazioni in sol maggiore per Trio con pianoforte sul Lied «Ich bin der Schneider Kakadu» op. 121 (1824), scritto da Beethoven in giovane età, e pubblicato quando l’autore, ritrovandosi in ristrettezze economiche, riuscì a vendere una raccolta di variazioni per pianoforte violino e violoncello che erano rimaste in un cassetto. Infine, toccherà al Trio in mi bemolle maggiore op. 70 n. 2 del 1808, definito da Johann Friedrich Reichardt «il più grazioso e amabile da me ascoltato».
Il nome del Trio Metamorphosi è un inno al processo continuo di cambiamento, per sottolineare la progressiva crescita di un complesso cameristico sempre pronto a mettersi in gioco con la volontà di creare prospettive di unicità in ogni performance. I tre componenti vantano numerose esperienze cameristiche di primissimo piano. Si sono esibiti in molte fra le più prestigiose sale del mondo, dalla Philharmonie di Berlino al Teatro alla Scala di Milano, dalla Salle Gaveau di Parigi alla Suntory Hall di Tokyo, dalla Carnegie Hall di New York al Coliseum di Buenos Aires. A livello discografico, il Trio Metamorphosi è parte del catalogo Decca, per cui ha registrato l’integrale per trio di Schumann, con recensioni molto lusinghiere. Nel 2017 è stato pubblicato, sempre per Decca, Scotland, con una selezione di Arie e Lieder scozzesi di Haydn e Beethoven, in collaborazione con il mezzosoprano Monica Bacelli.

Ore 21, teatro Stignani, via Verdi. Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi e per gli allievi della Scuola Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto il Trio Metamorphosi

Il Trio Metamorphosi in concerto con tre brani di Beethoven
Cultura e Spettacoli 24 Marzo 2019

Prima rassegna di concerti al Museo diocesano curata dall'Erf

Una vera e propria stagione musicale verrà ospitata tra le mura del Museo diocesano di Imola. La stagione, che spazierà dalla musica classica ai Beatles, nasce da una collaborazione con Emilia Romagna Festival, come spiega il vicedirettore del Museo, Marco Violi: «Da anni ospitiamo concerti all’interno del museo. Così abbiamo pensato di non avere più eventi occasionali bensì una vera e propria stagione, composta di cinque eventi, che “colonizzi” spazi del museo vescovile che finora non hanno mai ospitato concerti». La musica quindi animerà non solo la Sala Grande del museo, dove tradizionalmente si tengono i concerti, ma anche il chiostro del palazzo. «Per l’occasione abbiamo anche creato un logo ad hoc per il Museo diocesano – continua Marco Violi – dato che quello precedente era rimasto quello disegnato nel 2012 per il cinquantesimo anniversario».

È lo stesso direttore artistico di Emilia Romagna Festival, Massimo Mercelli, a spiegare nel dettaglio la rassegna: «Verranno presentati artisti molto diversi tra di loro: si va da stelle della musica come il pianista Giuseppe Albanese a giovani promesse. La rassegna prenderà il via il 10 aprile con il Gran Concerto di Primavera con protagonista proprio Giuseppe Albanese. Poi venerdì 21 giugno, in occasione della Festa della musica, all’interno del chiostro si potranno ascoltare due giovani musiciste diplomatesi da poco: Jessica Gabriele al flauto e Agnese Contadini all’arpa che eseguiranno brani di Bizet, Chopin, Debussy e altri. Sabato 31 agosto sarà l’occasione per ascoltare, nuovamente, artisti di livello mondiale come il violoncellista Boris Andrianov. Insieme a lui si esibirà Yuri Medyanik con il “bayan”, uno strumento tipico della tradizione russa simile a una fisarmonica. Domenica 22 settembre sarà la volta dell’Ensemble Musicale Recondite Armonie, un quintetto di fiati, che presenterà musiche di Mozart, Rossini, Danzi, Ibert e Hindemith. Per ultimo, il 10 dicembre per Notte di Note – Concerto di Natale, si torna nella Sala Grande del museo con il violoncellista e compositore Lamberto Curtoni. Un artista poliedrico da alcuni definito come un “nuovo Ennio Morricone” che a Imola porterà il suo Vox Celli, un programma che spazia dalla musica rinascimentale a brani dei Beatles a composizioni dello stesso Curtoni».

Come ogni anno il Gran Concerto di Primavera è legato al restauro di un’opera del Museo diocesano, come racconta il restauratore Michele Pagano: «Quest’anno la scelta è caduta su un quadro che si trova all’interno dello stesso museo. Si tratta della Sacra Famiglia con San Giovannino, un dipinto a olio della seconda metà del XVI secolo. Il restauro andrà a intervenire sull’ossidazione dei colori che cela le cromie originale e si occuperà anche della cornice lignea coperta di foglie dorate, di grande pregio». (r.c.)

Nella foto di Isolapress, il flautista Massimo Mercelli e Lorenzo Bavaj al gran concerto del 2018 al Museo diocesano

Prima rassegna di concerti al Museo diocesano curata dall'Erf
Cultura e Spettacoli 18 Marzo 2019

Janos Balazs in «PianOpera», concerto di Erf#StignaniMusica

János Balázs è uno tra i giovani pianisti più famosi e celebrati al mondo. Con «PianOpera», un concerto dedicato ai maggiori brani della tradizione operistica (da Rossini a Wagner, da Verdi a Puccini, nelle trascrizioni di Liszt, Cziffra e dello stesso Balázs) si esibirà stasera, lunedì 18 marzo alle 21, al teatro Stignani di Imola per la stagione di Erf#StignaniMusica.

«János Balázs è dotato di un piglio selvaggio, appassionato, che trasporta i brani alla loro pura origine come solo i pianisti più talentuosi sanno fare – si legge nelle note al concerto -. Ex-enfant prodige, ha iniziato gli studi musicali all’età di otto anni e, dopo solo pochi mesi di pratica, ha vinto il concorso nazionale di pianoforte nell’Ungheria nord-orientale. La sua carriera è iniziata all’età di sedici anni, quando ha vinto il primo premio del Concorso internazionale di Liszt a Pécs, sempre in Ungheria. Negli anni seguenti ha vinto altri quattro concorsi internazionali e ha tenuto concerti in varie città europee. Di lui il critico Hunter Roberts dell’Huffington Post ha detto: “Quando ha suonato la Rapsodia ungherese di Liszt sono rimasto sopraffatto”. Amante di Liszt e delle sue trascrizioni, Balázs riversa nelle sue interpretazioni tutto l’ardore di cui è capace».Ha inciso tre cd con musiche di Liszt, uno in Ungheria e gli altri a Tokyo e Londra. Inoltre, nel 2010 János ha suonato tutto il repertorio per pianoforte e i concerti di Chopin in un singolare tour di concerti in Ungheria, per il quale ha ricevuto un premio dal governo polacco. Nello stesso anno ha inciso il suo quarto cd con musiche di Fryderyk Chopin. Nell’agosto 2011 János ha vinto il primo premio all’International Piano Competition di Aspen (Usa) e successivamente il terzo premio nel più importante concorso di pianoforte, il Liszt Competition (Ungheria), divenendo così il pianista ungherese più premiato».

«Ammiratore e ideale prosecutore dell’arte di Franz Liszt, Balázs ne interpreterà le famose trascrizioni: grandi brani della tradizione operistica trasposti sulla tastiera con brillantezza, forza e precisione – continua il comunicato stampa -. Brani dalla complessità unica, capaci di esistere come opere a sé, le trascrizioni di Liszt si nutrono parimenti della tradizione e del gioco, del vezzo virtuosistico e dell’attenta precisione. Così Balázs porterà in scena Wagner e Verdi riuscendo a stipare intere orchestre nei tasti di un solo pianoforte, capace di rombi e di fusa. Alla stessa tradizione di Liszt apparteneva anche Georges Cziffra, maestro della scuola pianistica ungherese,  insieme a Horowitz uno dei maggiori virtuosi del XX secolo. Cziffra, che dichiarava lui stesso di non essere inferiore a Liszt nell’improvvisazione, sarà presente in PianOpera con la trascrizione di Guglielmo Tell di Rossini. E se Cziffra si paragonava a Liszt senza falsa modestia, il grande pianista e direttore d’orchestra Tamás Vásáry ha detto di János Balázs già nel 2007 che “suona il pianoforte come, o anche meglio, di Georges Cziffra. È un fenomeno unico al mondo. Oltre a questo c’è un intenso lirismo nel suo modo di suonare; si potrebbe persino essere intimiditi dal suo talento.” In PianOpera questa linea di genealogie ungheresi sarà tutta sul palco, con l’esibizione vulcanica di una scuola musicale e interpretativa senza eguali». (r.c.)

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto Janos Balazs

Janos Balazs in «PianOpera», concerto di Erf#StignaniMusica

Un omaggio a Ebe Stignani con il concerto lirico dell'Erf

Saranno i soprani Giulia Montanari e Albina Smajlovic e il mezzosoprano Melisa Bonetti, accompagnate al pianoforte da Francesco Frudua, le protagoniste del concerto «Omaggio a Ebe Stignani» che si terrà questa sera, sabato 2 marzo, alle 21 al teatro Stignani di Imola per la stagione Erf#StignaniMusica. Un omaggio alla celebre cantante lirica nel teatro a lei dedicato, che vedrà le cantanti cimentarsi in un nutrito programma: l’aria di Rosina Dove sono i bei momenti da Le nozze di Figaro di Mozart, l’aria Mon cœur s’ouvre à ta voix da Samson et Dalila di Saint-Saëns, l’aria di Nannetta Sul fil d’un soffio etesio dal Falstaff di Verdi, il duetto di Norma/Adalgisa Mira, o Norma da Norma di Bellini, il recitativo Susanna/Marcellina Via resti servita da Le nozze di Figaro di Mozart, l’aria Où va la jeune Hindoue da Lakmé di Delibes, l’aria di Cio-Cio San Un bel dì vedremo da Madama Butterfly di Puccini, l’aria di Principessa di Bouillon Acerba voluttà…O vagabonda stella d’oriente da Adriana Lecouvreur di Cilea e il duetto di Lakmé/Brahmin Duo des fleurs/Sous le dôme épais da Lakmé di Delibes.

Come detto, il concerto vuole omaggiare Ebe Stignani, una delle cantanti italiane più brave di sempre: mezzosoprano, dotata di un bellissimo timbro, di un’eccellente tecnica e di un’estensione vocale incredibile, in carriera affrontò anche ruoli scritti per contralto e soprano. Grazie alla solida formazione pianistica, fu capace di adattarsi a tutti gli stili. Nata a Napoli all’inizio del Novecento in una famiglia originaria di Bagnacavallo, si esibirà in tutto il mondo con straordinario successo di pubblico e critica. A metà degli anni Trenta stabilisce la sua residenza a Imola, dove muore nel 1974. La città le intitolerà il teatro Comunale nel 1977.

Nel 2018 è nato l’International Voice Masterclass Ebe Stignani, un progetto internazionale il cui obiettivo è quello di sostenere giovani talenti che studiano canto lirico nel loro percorso verso la carriera professionale. La prima edizione ha visto dieci partecipanti provenienti da tutto il mondo studiare e approfondire il repertorio lirico con docenti di fama internazionale: una giuria internazionale presieduta da Elvio Giudici, composta da direttori, sovrintendenti, agenti e altri professionisti del mondo dell’opera, ha premiato nel concerto-concorso finale i migliori allievi, ora in concerto allo Stignani. Anche il pubblico in sala ha potuto esprimere il proprio giudizio sui cantanti e, al termine della competizione, sono saliti sul podio i tre vincitori, che hanno anche ricevuto un premio in denaro: Theodore Browne, primo classificato, dal Regno Unito, Albina Smajlovic, seconda classificata, dalla Bosnia ed Erzegovina, e Giulia Montanari, vincitrice del Premio speciale del Pubblico e terza classificata. Al concerto di sabato 2 marzo il mezzosoprano Melisa Bonetti e i soprani Albina Smajlovic e Giulia Montanari si esibiranno accompagnate al pianoforte da Francesco Frudua, conosciuto per aver inciso i brani originali di Luc Veillerette per i supporti multimediali della Cappella degli Scrovegni di Padova. Frudua tiene regolarmente conferenze e seminari sulla vocalità e sull’interpretazione musicale in campo operistico e liederistico, dedicandosi inoltre  all’organizzazione e all’esecuzione di eventi musicali e all’allestimento di opere liriche al pianoforte. Svolge attività concertistica in collaborazione con numerosi cantanti e strumentisti sia in formazioni cameristiche sia come accompagnatore. È molto attivo e ricercato come insegnante di pianoforte e come vocal coach di cantanti lirici. (r.c.)

Biglietto da 10 a 5 euro, ridotto da 8 a 4, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto il soprano Albina Smajlovic

Un omaggio a Ebe Stignani con il concerto lirico dell'Erf
Cultura e Spettacoli 28 Febbraio 2019

Massimo Mercelli è socio onorario dell'European Festivals Association

L’imolese Massimo Mercelli, fondatore e direttore artistico di Emilia Romagna Festival e flautista di fama internazionale, riceverà il 14 aprile a Lisbona il titolo di «Socio onorario» dell’Efa – European Festivals Association, il più importante network internazionale di festival con sede a Bruxelles di cui Erf fa parte dal 1999. Il prestigioso riconoscimento, assegnato per la prima volta, sarà attribuito in virtù del contributo reso da Massimo Mercelli come membro dell’Efa e come suo vice presidente, carica che ha ottenuto nel 2011 diventando il primo italiano a riceverla.

«Sono molto felice di questo titolo – dichiara Mercelli –, un riconoscimento che mi spingerà ad occuparmi sempre più dei giovani e della promozione del nostro territorio e delle magnifiche realtà che racchiude».In tutti questi anni Mercelli, attraverso il lavoro fatto con l’Emilia Romagna Festival e all’interno dell’Efa, si è speso per promuovere e far comprendere l’importante ruolo che i festival rivestono nella cooperazione culturale internazionale. Il suo contributo è stato cruciale per favorire le collaborazioni e le co-produzioni internazionali nel campo della creatività, per accrescere la circolazione degli artisti e dei lavori e per migliorare così il dialogo interculturale tra le diverse nazioni.

Il riconoscimento sarà consegnato nell’ambito del 3° Arts Festival Summit (14–17 aprile) organizzato dall’Efa e ospitato all’interno del Festival Estoril Lisboa, manifestazione musicale internazionale che dal 1975 ospita musicisti di rinomata fama, spaziando dalla musica da camera alla sinfonica, dalla musica antica agli spettacoli jazz, fino alla danza e alle arti performative. Ricordiamo che l’Efa, fondata a Ginevra nel 1952 per iniziativa del direttore Igor Markevitch e del filosofo Denis de Rougemont, è la più antica e prestigiosa organizzazione culturale di tutta Europa, nata seguendo l’idea che i festival avessero una grande importanza e responsabilità sociale nella costruzione del dialogo tra i popoli. Oggi rappresenta più di cento festival di musica, danza, teatro e multidisciplinari, associazioni nazionali e organizzazioni culturali provenienti da circa quaranta Paesi in maggioranza europei, ma non solo.  La sua missione è sostenere l’eccellenza nell’arte mettendo sotto i riflettori i festival più stimolanti di tutta Europa e del mondo, e promuovere la creazione artistica, la produzione e la partecipazione per garantire l’accesso universale alla cultura. (r.c.)

Nella foto Massimo Mercelli

Massimo Mercelli è socio onorario dell'European Festivals Association
Cultura e Spettacoli 10 Febbraio 2019

L'energia geniale di Uto Ughi in concerto a Imola per l'Erf giovedì 14 febbraio

Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, Uto Ughi è considerato uno dei maggiori interpreti del violino. Sarà lui il protagonista della serata di giovedì 14 febbraio al teatro Stignani di Imola quando, per Erf#StignaniMusica, il celebre violinista si esibirà in un programma per quartetto d’archi insieme a Maryse Regard (secondo violino), Raffaele Mallozzi (viola) e Luca Pincini (violoncello). I quattro musicisti daranno vita al Quartetto per archi n. 14 in re minore, D. 810 «Der Tod und das Mädchen» (La morte e la fanciulla) di Franz Schubert caratterizzato da una melodia che terrorizza e attira, che sconvolge e innamora, con la Morte che incessante avanza verso la Fanciulla che, resasi conto del pericolo, sotto forma della melodia leggiadra del primo violino, comincia a fuggire. Seguirà il Quartetto per archi n. 12 «Americano» in fa maggiore, op. 96 di Antonin Dvorák, un quartetto d’archi che riprende molte delle melodie del folklore statunitense, che tanto aveva influenzato il Maestro russo, capace di spaziare, all’interno della stessa composizione, da atmosfere malinconiche e gravi ad altre leggere e spensierate.

Uto Ughi, nome leggendario nella musica, ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia esibendosi a sette anni per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Ha iniziato le sue grandi tournées europee esibendosi nelle più importanti capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste, suonando nei principali festival e con le più rinomate orchestre sinfoniche,  tra cui quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre. Intensa è la sua attività discografica con la Bmg Ricordi S.p.A. per la quale ha registrato: i Concerti di Beethoven e Brahms con Sawallisch, il Concerto di Tchaikovsky con Kurt Sanderling, Mendelssohn e Bruch con Prêtre, alcune Sonate di Beethoven con Sawallisch al pianoforte, l’integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi, Le Quattro Stagioni, tre Concerti di Paganini nell’edizione inedita di direttore–solista, il Concerto di Dvorak con Leonard Slatkin e la Philharmonic Orchestra di Londra, le Sonate e Partite di Bach per violino solo. Ha fondato il festival «Omaggio a Venezia», al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare, poi, dal 1999 al 2002, ha seguito il festival «Omaggio a Roma», mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale ed alla valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei Conservatori italiani. Tali ideali sono stati ripresi nel 2003 e portati avanti dal festival «Uto Ughi per Roma» di cui Ughi è ideatore, fondatore e direttore artistico.

Maestro Ughi, lei ha iniziato a suonare da bambino. C’è un autore che, più di altri, le ricorda l’infanzia? E perché?

«Mozart, Mendelssohn e Vivaldi, per quella freschezza e spontaneità creativa che danno un senso di eterna giovinezza».

Ricorda un momento sul palcoscenico in cui si è sentito inspiegabilmente sorpreso? Dal pubblico o dai musicisti con cui suonava o dal brano…

«La sensazione non è mai uguale perché dipende dal grado di consapevolezza e di ricettività del pubblico che quando entra in sintonia d’onda con l’interprete sprigiona un’energia straordinaria».

Qual è il compositore che preferisce? E perché?

«Non esiste un autore preferito, dipende dallo stato d’animo in cui ci si trova, dal percorso di vita che si sta facendo in quel momento… dipende dalla tua necessità spirituale del periodo che stai attraversando».

Ore 21, teatro Stignani, via Verdi. Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

L”intervista completa a Uto Ughi è nel numero di «sabato sera» in edicola da giovedì 7 febbraio

Nella foto Uto Ughi

L'energia geniale di Uto Ughi in concerto a Imola per l'Erf giovedì 14 febbraio
Cultura e Spettacoli 1 Febbraio 2019

Bruno Canino e Ksenia Dubrovskaya per Erf@Casseromusica, con Brahms per pianoforte e violino

Sonata n. 1 in sol maggiore per violino e pianoforte, op. 78, Sonata n. 2 in la maggiore per violino e pianoforte, op. 100 e Sonata n. 3 in re minore per violino e pianoforte, op. 108. è di livello altissimo il programma del concerto «Brahms: integrale delle sonate per violino e pianoforte» che il pianista Bruno Canino e la violinista Ksenia Dubrovskaya terranno venerdì 1 febbraio al teatro Cassero di Castel San Pietro alle ore 21, per la stagione invernale di Erf@Casseromusica.

Johannes Brahms visse nella stessa epoca di Wagner ma non ne condivise l’esplosivo titanismo. «Brahms fu piuttosto il “campione” di una visione diversa della musica, più intima, più sottilmente sinfonica, improntata a una composizione più meditata, sofferta – si legge nel comunicato stampa del concerto -. Bruno Canino al pianoforte e Ksenia Dubrovskaya al violino ne interpreteranno tutte e tre le Sonate per violino e pianoforte. Anzi, per “pianoforte e violino”, come lo stesso Brahms definì la Sonata n. 2, per sottolineare la pari importanza dei due strumenti che qui si incrociano e si scambiano le melodie senza che l’uno sostenga l’altro con un mero accompagnamento». Interpreti del concerto saranno dunque il pianista Bruno Canino e la stella nascente del violino Ksenia Dubrovskaya, in un mix di esperienza e freschezza tenuto insieme dalla comune maestria per i rispettivi strumenti.

Bruno Canino, nato a Napoli, ha studiato pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano, dove poi ha insegnato per ventiquattro anni, e per dieci anni ha tenuto un corso di pianoforte e musica da camera al Conservatorio di Berna. Come solista e pianista da camera ha suonato nelle principali sale da concerto e festival europei, in America, Australia, Giappone e Cina. Suona in duo pianistico con Antonio Ballista e collabora con illustri strumentisti quali Uto Ughi, Salvatore Accardo, Pierre Amoyal, Itzahk Perlman e Sergei Krylov. È stato direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia dal 1999 al 2002 e si è dedicato in modo particolare alla musica contemporanea, lavorando, fra gli altri, con Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono, Sylvano Bussotti, di cui spesso ha eseguito opere in prima esecuzione. Ha suonato sotto la direzione di Claudio Abbado, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Wolfgang Sawallisch, Luciano Berio, Pierre Boulez con orchestre quali la Filarmonica della Scala, l’Orchestra di Santa Cecilia, i Berliner Philharmoniker, la New York Philharmonia, la Philadelphia Orchestra e l’Orchestre National de France. Numerose sono le sue registrazioni discografiche: fra le più recenti ricordiamo l’integrale pianistica di Casella e quella di Chabrier. Tiene regolarmente masterclass per pianoforte solista e musica da camera in Italia, Germania, Spagna, Giappone, e partecipa al Marlboro Festival negli Stati Uniti da più di trent’anni.

Ksenia Dubrovskaya è una giovane violinista di eccezionale talento e carisma. Giovanissima ha vinto numerosi concorsi, tra cui il Concorso Tchaikovsky per giovani musicisti. Si è laureata con il massimo dei voti al Conservatorio statale di Mosca e ha conseguito un Master of Music in Performance presso l’High School of Music di Zurigo sotto la guida dei professori Zakhar Bron (violino) e Marc Kissoczy (direttore d’orchestra). Partecipa costantemente a diversi importanti festival, tra cui Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Festival delle Nazioni Bad Wörishofen in Germania, Alba Music Festival (Italia), Ost – West Musikfest in Austria, Rencontres Musicales Internationales d’Enghien in Belgio. È uno degli organizzatori e partecipante all’annuale Gran Canaria Finca Festival di Frantz & Friends. Il suo vasto repertorio spazia dal barocco ai periodi moderni.Ha suonato con musicisti famosi come Yury Bashmet, Dmitry Sitkovetsky, Liana Isakadze, Justus Frantz e Phillipp Graffin. Come solista, Ksenia Dubrovskaya si è esibita con orchestre di fama mondiale. Suona un Giovanni Battista Gabrielli del 1770, lo strumento assunto dal Reinhold Würth Musical Fund (Germania) per musicisti eccezionali. Ore 21, teatro Cassero, via Matteotti.

Biglietto 15 euro, ridotto 12; «Musica a 1 euro» per gli studenti delle scuole castellane. Info: 0542/25747.

Nelle foto Bruno Canino e Ksenia Dubrovskaya

Bruno Canino e Ksenia Dubrovskaya per Erf@Casseromusica, con Brahms per pianoforte e violino
Cultura e Spettacoli 26 Gennaio 2019

La riscoperta del barocco con il Collegium Pro Musica e Hans-Jorg Schellenberger

«Europa Barocca» è un concerto incentrato sui più grandi compositori barocchi, quali Fasch, Telemann, Rameau, Vivialdi e Janitsch, che si terrà sabato 26 gennaio alle 21 al teatro Stignani di Imola nell’ambito della rassegna Erf#StignaniMusica. Protagonisti saranno l’acclamato oboista tedesco Hans-Jörg Schellenberger e l’ensemble di fama internazionale Collegium Pro Musica, composto da Stefano Bagliano al flauto, Federico Guglielmo al violino, Alberto Pisani al violoncello e Massimiliano Faraci al clavicembalo.Il Barocco, solo di recente riscoperto nelle musiche dei suoi migliori autori, è capace di evocare, nel semplice tocco caratteristico del clavicembalo o nel suono dell’oboe, quelle atmosfere fastose e cariche che hanno caratterizzato l’Europa tra XVII e XVIII secolo.

In queste atmosfere è immerso il Collegium Pro Musica, ensemble tra i più significativi nell’interpretazione del repertorio barocco, che si esibirà insieme con il grande Hans-Jörg Schellenberger all’oboe, già diretto più volte da Karajan e da altri mostri sacri come Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini e Riccardo Muti. «Europa Barocca» richiamerà «gli stili più puri del barocco – si legge nel comunicato stampa dell’evento -, con brani dell’eterno Vivaldi ma anche del quasi dimenticato Rameau, il clavicembalista che decise di essere autodidatta, e che solo di recente, nel ritrovato amore per questo genere di musica antica, sta venendo inserito nei repertori. Completano il programma brani dal sapore più germanico di autori come Fasch, Janitsch e Telemann, uno de più grandi musicisti tedeschi». Il programma prevede infatti il Quartetto in si bemolle maggiore per flauto, oboe, violino e basso continuo di Johann Friedrich Fasch, il Terzo Concerto, da «Pieces de clavecin en concerts», di Jean-Philippe Rameau, il Quartetto in sol maggiore per flauto, oboe, violino e basso continuo di Georg Philipp Telemann, il Quartetto in fa maggiore per flauto, oboe, violino e basso continuo di Johann Gottlieb Janitsch, e due brani di Antonio Vivaldi (Concerto in sol min. RV 105 per flauto, oboe, violino, violoncello e basso continuo, e Concerto in sol minore RV 107 per flauto, oboe, violino, violoncello e basso continuo).

Hans-Jörg Schellenberger è entrato nel 1971 nell’Orchestra sinfonica della Radio di Colonia come oboe solista sostituto, divenendone titolare dal 1975. Nel 1977 suonò regolarmente con l’Orchestra Filarmonica di Berlino sotto la direzione di Herbert von Karajan, e tre anni dopo venne nominato oboe solista. Da quel momento è considerato come uno dei migliori interpreti mondiali dello strumento. È stato membro dei Bläser der Berliner Philharmoniker, dell’ensemble Wien-Berlin nonché fondatore e leader dell’insieme Haydn di Berlino. Si è esibito in duo con il pianista Rudolf Koenen, col flautista Wolfgang Schulz e con l’arpista Margit-Anna Süß. Solista molto apprezzato, ha suonato con varie orchestre sotto la guida di direttori di fama internazionale e ha svolto un’intensa attività concertistica con i Berliner Kammermusik-Ensemble, l’Ensemble Wien-Berlin, i Berliner Solisten, i Bläser der Berliner Philharmoniker, i Berliner Kammersolisten, i Berliner Philharmonisches Orchester diretti da Claudio Abbado, e con l’Ensemble Wien, Maurizio Pollini e il Quartetto Accardo. Fondato nel 1990 dal flautista Stefano Bagliano, l’ensemble e orchestra barocca Collegium Pro Musica è una formazione a organico variabile specializzata nel repertorio barocco. Tra i gruppi italiani più significativi, ha all’attivo oltre venti registrazioni discografiche per etichette italiane e straniere e concerti in tutta Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, Cina, Israele e Turchia, in sale e per enti di assoluto prestigio come Carnegie Hall di New York, Ishibashi Memorial Hall di Tokio e Conservatorio Centrale di Pechino.

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di Musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto alcuni musicisti dell’ensemble Collegium Pro Musica con, nel riquadro, Hans-Jorg Schellenberger

La riscoperta del barocco con il Collegium Pro Musica e Hans-Jorg Schellenberger

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