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Cultura e Spettacoli 10 Febbraio 2019

L'energia geniale di Uto Ughi in concerto a Imola per l'Erf giovedì 14 febbraio

Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, Uto Ughi è considerato uno dei maggiori interpreti del violino. Sarà lui il protagonista della serata di giovedì 14 febbraio al teatro Stignani di Imola quando, per Erf#StignaniMusica, il celebre violinista si esibirà in un programma per quartetto d’archi insieme a Maryse Regard (secondo violino), Raffaele Mallozzi (viola) e Luca Pincini (violoncello). I quattro musicisti daranno vita al Quartetto per archi n. 14 in re minore, D. 810 «Der Tod und das Mädchen» (La morte e la fanciulla) di Franz Schubert caratterizzato da una melodia che terrorizza e attira, che sconvolge e innamora, con la Morte che incessante avanza verso la Fanciulla che, resasi conto del pericolo, sotto forma della melodia leggiadra del primo violino, comincia a fuggire. Seguirà il Quartetto per archi n. 12 «Americano» in fa maggiore, op. 96 di Antonin Dvorák, un quartetto d’archi che riprende molte delle melodie del folklore statunitense, che tanto aveva influenzato il Maestro russo, capace di spaziare, all’interno della stessa composizione, da atmosfere malinconiche e gravi ad altre leggere e spensierate.

Uto Ughi, nome leggendario nella musica, ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia esibendosi a sette anni per la prima volta in pubblico eseguendo la Ciaccona dalla Partita n° 2 di Bach ed alcuni Capricci di Paganini. Ha eseguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Ha iniziato le sue grandi tournées europee esibendosi nelle più importanti capitali europee. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste, suonando nei principali festival e con le più rinomate orchestre sinfoniche,  tra cui quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre. Intensa è la sua attività discografica con la Bmg Ricordi S.p.A. per la quale ha registrato: i Concerti di Beethoven e Brahms con Sawallisch, il Concerto di Tchaikovsky con Kurt Sanderling, Mendelssohn e Bruch con Prêtre, alcune Sonate di Beethoven con Sawallisch al pianoforte, l’integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi, Le Quattro Stagioni, tre Concerti di Paganini nell’edizione inedita di direttore–solista, il Concerto di Dvorak con Leonard Slatkin e la Philharmonic Orchestra di Londra, le Sonate e Partite di Bach per violino solo. Ha fondato il festival «Omaggio a Venezia», al fine di segnalare e raccogliere fondi per il restauro dei monumenti storici della città lagunare, poi, dal 1999 al 2002, ha seguito il festival «Omaggio a Roma», mirando alla diffusione del grande patrimonio musicale internazionale ed alla valorizzazione dei giovani talenti formatisi nei Conservatori italiani. Tali ideali sono stati ripresi nel 2003 e portati avanti dal festival «Uto Ughi per Roma» di cui Ughi è ideatore, fondatore e direttore artistico.

Maestro Ughi, lei ha iniziato a suonare da bambino. C’è un autore che, più di altri, le ricorda l’infanzia? E perché?

«Mozart, Mendelssohn e Vivaldi, per quella freschezza e spontaneità creativa che danno un senso di eterna giovinezza».

Ricorda un momento sul palcoscenico in cui si è sentito inspiegabilmente sorpreso? Dal pubblico o dai musicisti con cui suonava o dal brano…

«La sensazione non è mai uguale perché dipende dal grado di consapevolezza e di ricettività del pubblico che quando entra in sintonia d’onda con l’interprete sprigiona un’energia straordinaria».

Qual è il compositore che preferisce? E perché?

«Non esiste un autore preferito, dipende dallo stato d’animo in cui ci si trova, dal percorso di vita che si sta facendo in quel momento… dipende dalla tua necessità spirituale del periodo che stai attraversando».

Ore 21, teatro Stignani, via Verdi. Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

L”intervista completa a Uto Ughi è nel numero di «sabato sera» in edicola da giovedì 7 febbraio

Nella foto Uto Ughi

L'energia geniale di Uto Ughi in concerto a Imola per l'Erf giovedì 14 febbraio
Cultura e Spettacoli 1 Febbraio 2019

Bruno Canino e Ksenia Dubrovskaya per Erf@Casseromusica, con Brahms per pianoforte e violino

Sonata n. 1 in sol maggiore per violino e pianoforte, op. 78, Sonata n. 2 in la maggiore per violino e pianoforte, op. 100 e Sonata n. 3 in re minore per violino e pianoforte, op. 108. è di livello altissimo il programma del concerto «Brahms: integrale delle sonate per violino e pianoforte» che il pianista Bruno Canino e la violinista Ksenia Dubrovskaya terranno venerdì 1 febbraio al teatro Cassero di Castel San Pietro alle ore 21, per la stagione invernale di Erf@Casseromusica.

Johannes Brahms visse nella stessa epoca di Wagner ma non ne condivise l’esplosivo titanismo. «Brahms fu piuttosto il “campione” di una visione diversa della musica, più intima, più sottilmente sinfonica, improntata a una composizione più meditata, sofferta – si legge nel comunicato stampa del concerto -. Bruno Canino al pianoforte e Ksenia Dubrovskaya al violino ne interpreteranno tutte e tre le Sonate per violino e pianoforte. Anzi, per “pianoforte e violino”, come lo stesso Brahms definì la Sonata n. 2, per sottolineare la pari importanza dei due strumenti che qui si incrociano e si scambiano le melodie senza che l’uno sostenga l’altro con un mero accompagnamento». Interpreti del concerto saranno dunque il pianista Bruno Canino e la stella nascente del violino Ksenia Dubrovskaya, in un mix di esperienza e freschezza tenuto insieme dalla comune maestria per i rispettivi strumenti.

Bruno Canino, nato a Napoli, ha studiato pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano, dove poi ha insegnato per ventiquattro anni, e per dieci anni ha tenuto un corso di pianoforte e musica da camera al Conservatorio di Berna. Come solista e pianista da camera ha suonato nelle principali sale da concerto e festival europei, in America, Australia, Giappone e Cina. Suona in duo pianistico con Antonio Ballista e collabora con illustri strumentisti quali Uto Ughi, Salvatore Accardo, Pierre Amoyal, Itzahk Perlman e Sergei Krylov. È stato direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia dal 1999 al 2002 e si è dedicato in modo particolare alla musica contemporanea, lavorando, fra gli altri, con Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono, Sylvano Bussotti, di cui spesso ha eseguito opere in prima esecuzione. Ha suonato sotto la direzione di Claudio Abbado, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Wolfgang Sawallisch, Luciano Berio, Pierre Boulez con orchestre quali la Filarmonica della Scala, l’Orchestra di Santa Cecilia, i Berliner Philharmoniker, la New York Philharmonia, la Philadelphia Orchestra e l’Orchestre National de France. Numerose sono le sue registrazioni discografiche: fra le più recenti ricordiamo l’integrale pianistica di Casella e quella di Chabrier. Tiene regolarmente masterclass per pianoforte solista e musica da camera in Italia, Germania, Spagna, Giappone, e partecipa al Marlboro Festival negli Stati Uniti da più di trent’anni.

Ksenia Dubrovskaya è una giovane violinista di eccezionale talento e carisma. Giovanissima ha vinto numerosi concorsi, tra cui il Concorso Tchaikovsky per giovani musicisti. Si è laureata con il massimo dei voti al Conservatorio statale di Mosca e ha conseguito un Master of Music in Performance presso l’High School of Music di Zurigo sotto la guida dei professori Zakhar Bron (violino) e Marc Kissoczy (direttore d’orchestra). Partecipa costantemente a diversi importanti festival, tra cui Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Festival delle Nazioni Bad Wörishofen in Germania, Alba Music Festival (Italia), Ost – West Musikfest in Austria, Rencontres Musicales Internationales d’Enghien in Belgio. È uno degli organizzatori e partecipante all’annuale Gran Canaria Finca Festival di Frantz & Friends. Il suo vasto repertorio spazia dal barocco ai periodi moderni.Ha suonato con musicisti famosi come Yury Bashmet, Dmitry Sitkovetsky, Liana Isakadze, Justus Frantz e Phillipp Graffin. Come solista, Ksenia Dubrovskaya si è esibita con orchestre di fama mondiale. Suona un Giovanni Battista Gabrielli del 1770, lo strumento assunto dal Reinhold Würth Musical Fund (Germania) per musicisti eccezionali. Ore 21, teatro Cassero, via Matteotti.

Biglietto 15 euro, ridotto 12; «Musica a 1 euro» per gli studenti delle scuole castellane. Info: 0542/25747.

Nelle foto Bruno Canino e Ksenia Dubrovskaya

Bruno Canino e Ksenia Dubrovskaya per Erf@Casseromusica, con Brahms per pianoforte e violino
Cultura e Spettacoli 26 Gennaio 2019

La riscoperta del barocco con il Collegium Pro Musica e Hans-Jorg Schellenberger

«Europa Barocca» è un concerto incentrato sui più grandi compositori barocchi, quali Fasch, Telemann, Rameau, Vivialdi e Janitsch, che si terrà sabato 26 gennaio alle 21 al teatro Stignani di Imola nell’ambito della rassegna Erf#StignaniMusica. Protagonisti saranno l’acclamato oboista tedesco Hans-Jörg Schellenberger e l’ensemble di fama internazionale Collegium Pro Musica, composto da Stefano Bagliano al flauto, Federico Guglielmo al violino, Alberto Pisani al violoncello e Massimiliano Faraci al clavicembalo.Il Barocco, solo di recente riscoperto nelle musiche dei suoi migliori autori, è capace di evocare, nel semplice tocco caratteristico del clavicembalo o nel suono dell’oboe, quelle atmosfere fastose e cariche che hanno caratterizzato l’Europa tra XVII e XVIII secolo.

In queste atmosfere è immerso il Collegium Pro Musica, ensemble tra i più significativi nell’interpretazione del repertorio barocco, che si esibirà insieme con il grande Hans-Jörg Schellenberger all’oboe, già diretto più volte da Karajan e da altri mostri sacri come Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini e Riccardo Muti. «Europa Barocca» richiamerà «gli stili più puri del barocco – si legge nel comunicato stampa dell’evento -, con brani dell’eterno Vivaldi ma anche del quasi dimenticato Rameau, il clavicembalista che decise di essere autodidatta, e che solo di recente, nel ritrovato amore per questo genere di musica antica, sta venendo inserito nei repertori. Completano il programma brani dal sapore più germanico di autori come Fasch, Janitsch e Telemann, uno de più grandi musicisti tedeschi». Il programma prevede infatti il Quartetto in si bemolle maggiore per flauto, oboe, violino e basso continuo di Johann Friedrich Fasch, il Terzo Concerto, da «Pieces de clavecin en concerts», di Jean-Philippe Rameau, il Quartetto in sol maggiore per flauto, oboe, violino e basso continuo di Georg Philipp Telemann, il Quartetto in fa maggiore per flauto, oboe, violino e basso continuo di Johann Gottlieb Janitsch, e due brani di Antonio Vivaldi (Concerto in sol min. RV 105 per flauto, oboe, violino, violoncello e basso continuo, e Concerto in sol minore RV 107 per flauto, oboe, violino, violoncello e basso continuo).

Hans-Jörg Schellenberger è entrato nel 1971 nell’Orchestra sinfonica della Radio di Colonia come oboe solista sostituto, divenendone titolare dal 1975. Nel 1977 suonò regolarmente con l’Orchestra Filarmonica di Berlino sotto la direzione di Herbert von Karajan, e tre anni dopo venne nominato oboe solista. Da quel momento è considerato come uno dei migliori interpreti mondiali dello strumento. È stato membro dei Bläser der Berliner Philharmoniker, dell’ensemble Wien-Berlin nonché fondatore e leader dell’insieme Haydn di Berlino. Si è esibito in duo con il pianista Rudolf Koenen, col flautista Wolfgang Schulz e con l’arpista Margit-Anna Süß. Solista molto apprezzato, ha suonato con varie orchestre sotto la guida di direttori di fama internazionale e ha svolto un’intensa attività concertistica con i Berliner Kammermusik-Ensemble, l’Ensemble Wien-Berlin, i Berliner Solisten, i Bläser der Berliner Philharmoniker, i Berliner Kammersolisten, i Berliner Philharmonisches Orchester diretti da Claudio Abbado, e con l’Ensemble Wien, Maurizio Pollini e il Quartetto Accardo. Fondato nel 1990 dal flautista Stefano Bagliano, l’ensemble e orchestra barocca Collegium Pro Musica è una formazione a organico variabile specializzata nel repertorio barocco. Tra i gruppi italiani più significativi, ha all’attivo oltre venti registrazioni discografiche per etichette italiane e straniere e concerti in tutta Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, Cina, Israele e Turchia, in sale e per enti di assoluto prestigio come Carnegie Hall di New York, Ishibashi Memorial Hall di Tokio e Conservatorio Centrale di Pechino.

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di Musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto alcuni musicisti dell’ensemble Collegium Pro Musica con, nel riquadro, Hans-Jorg Schellenberger

La riscoperta del barocco con il Collegium Pro Musica e Hans-Jorg Schellenberger
Cultura e Spettacoli 24 Novembre 2018

Il pianista Grigory Sokolov in concerto per l'Erf con musiche di Beethoven e Schubert

«Tra gli amanti del pianoforte è ampiamente considerato uno dei massimi pianisti di oggi, un artista ammirato per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneità e la sua devozione senza compromessi alla musica». Così viene presentato Grigory Sokolov, uno dei più grandi pianisti viventi, che oggi, sabato 24 novembre alle 21, sarà protagonista al teatro Stignani di Imola per la stagione Erf#StignaniMusica. Nato a San Pietroburgo, Sokolov a dodici anni ha tenuto il suo primo recital pubblico e quattro anni dopo, nel 1966, è diventato il più giovane musicista di sempre a vincere il Primo Premio al Concorso internazionale Tchajkovskij di Mosca. Nel corso della sua carriera si è esibito con le più prestigiose orchestre prima di decidere di dedicarsi esclusivamente al recital per pianoforte solo. Sokolov tiene circa settanta concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un singolo programma e presentandolo in tutte le principali sale d’Europa. Nel 2014, dopo un silenzio discografico durato quasi un ventennio, ha iniziato una collaborazione con Deutsche Grammophon. A oggi ha pubblicato tre registrazioni, rigorosamente tutte dal vivo.

«La profonda conoscenza della musica gli permette di affrontare un vasto repertorio con arguto e onesto piglio interpretativo. Grigory Sokolov è infatti capace di leggere la partitura rielaborandola in modi imprevedibili e diversi per sempre diverse interpretazioni – si legge nelle note stampa al concerto -. Questa sua misteriosa abilità si incrocia con il rapporto quasi “umano” che Sokolov intrattiene con i pianoforti: prima di ogni esibizione è solito passare molte ore a contatto con lo strumento, per capirne le potenzialità, la personalità, i segreti; a differenza di molti altri pianisti, Sokolov possiede infatti un’approfondita conoscenza tecnica. In grado di elevare il livello dell’esecuzione a un aspetto quasi sacro, per apprezzarne al meglio la bellezza espressiva è fondamentale ascoltare questo artista russo dal vivo: le sue poetiche interpretazioni che prendono vita durante le esecuzioni con un’intensità mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere stesse e della loro storia».

A Imola Sokolov eseguirà la Sonata n. 3 in do maggiore, op. 2 n. 3 e 11 Nuove Bagatelle op. 119 di Beethoven, e 4 Improvvisi, op. post. 142 D.935 di Schubert. «L’unica, irripetibile natura della musica suonata dal vivo è centrale per la comprensione della bellezza espressiva e dell’irresistibile onestà dell’arte di Grigory Sokolov – fa sapere il comunicato stampa del concerto -. Le poetiche interpretazioni del pianista russo, che prendono vita durante l’esecuzione con un’intensità mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio. I programmi dei suoi recital abbracciano ogni cosa, dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale e dai lavori per tastiera di Byrd, Couperin, Rameau, Froberger e Bach a tutto il repertorio classico e romantico con particolare attenzione a Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Brahms e alle composizioni di riferimento del XX secolo di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninov, Schönberg e Stravinskij». (r.c.)

Biglietto da 25 a 15 euro, ridotto da 21 a 12, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto (di Viko Chamla) Grigory Sokolov

Il pianista Grigory Sokolov in concerto per l'Erf con musiche di Beethoven e Schubert
Cultura e Spettacoli 12 Novembre 2018

Il Wroclaw Baroque Ensemble porta Bach al teatro Stignani per l'Erf

Il Wroclaw Baroque Ensemble, orchestra barocca con sede nella città polacca Breslavia, sarà protagonista del prossimo appuntamento di Erf#StignaniMusica. Martedì 13 novembre alle 21, nel teatro comunale imolese in via Verdi, il direttore Andrej Kosendiak guiderà l’ensemble a cui si aggiungeranno il soprano Aldona Bartnik, il controtenore Matthew Venner, il tenore Karol Kozlowski e il baritono Jerzy Butryn per un programma di cantate di Johann Sebastian Bach. Saranno, infatti, proposte «Ich habe genug BWV 82», «Ich bin vergnügt mit meinem Glücke BWV 84» e «Aus der Tiefen rufe ich, Herr, zu dir BWV 131» del compositore tedesco.

Il Wroclaw Baroque Ensemble è un ensemble in residenza al National Forum of Music di Wroclaw, fondato da Andrej Kosendiak, suo direttore artistico fin dagli inizi. Collabora con musicisti della Wroclaw Baroque Orchestra, oltreché con cantanti e strumentisti provenienti dalla Polonia e dall’Europa, principalmente dalla Repubblica Ceca, dal Regno Unito e dalla Germania. Il Wroclaw Baroque Ensemble predilige il repertorio barocco, con particolare attenzione alla musica polacca, dalle composizioni da camera all’oratorio fino al canto. Matthew Venner, il controtenore, è uno dei più quotati e richiesti al mondo, appartenente a moltissimi ensemble di musica barocca e antica, sia da solista che da accompagnatore. Aldona Bartnik, il soprano, dopo aver studiato al Reale Conservatorio presso L’Aia, si è specializzata nella interpretazioni di musica antica. Ha approfondito gli studi con i migliori insegnanti e si è diplomata a Breslavia in violino e in canto classico. Il tenore Karol Kozlowski è diplomato sia in canto che in scultura all’Università di Varsavia. Già solista all’Opera di Breslavia, ha debuttato con Strauss e proseguito con Mozart, Rossini e Verdi. Il baritono Jerzy Butryn, invece, ha completato, distinguendosi per il valore, tutto il cursus honorum dei diplomi di canto, partecipando anche alla masterclass per i giovani talenti promossa dall’Accademia dell’Opera di Breslavia.

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi e per gli allievi della Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto (di Lukasz Rajchert) il Wroclaw Baroque Ensemble

Il Wroclaw Baroque Ensemble porta Bach al teatro Stignani per l'Erf
Cultura e Spettacoli 8 Novembre 2018

Erf@CasseroMusica parte questa sera con Cristina Zavalloni che omaggia Boris Vian

Sarà Cristina Zavalloni, jazzista, compositrice e interprete di musica contemporanea nonché cantante lirica con alle spalle una lunga pratica della danza classica e contemporanea, ad inaugurare la prima stagione di Erf@CasseroMusica, la rassegna curata da Emilia Romagna Festival al teatro Cassero di Castel San Pietro. Questa sera, giovedì 8 novembre alle 21, andrà in scena Boris Vian, il poeta sincopato, uno spettacolo dedicato al poeta e musicista francese di inizio ‘900,  che vedrà sul palco Cristina Zavalloni alla voce, il pianista Paolo Birro e il sassofonista Pietro Tonolo, che è anche autore degli arrangiamenti insieme a Furio di Castri.

Boris Vian, vissuto in Francia tra il 1920 e il 1959, fu un artista totale: si cimentò con poesia, teatro, narrativa, musica. «Tanto caro alle avanguardie storiche del Novecento e del surrealismo – si legge nel comunicato stampa del concerto -, fu un intellettuale colto e disincantato dell’esistenzialismo francese, ma anche un musicista stravagante della prima musica ribelle, oltre a essere stato il primo a intuire la grandezza del jazz, che frequentò anche come trombettista e autore di canzoni e alla cui diffusione in Europa diede un contributo fondamentale».

Pietro Tonolo, autore e arrangiatore della parte musicale, la cantante Cristina Zavalloni e il pianista Paolo Birro proporranno uno spettacolo ben costruito, che unisce poesie originali a melodie inedite, in aggiunta alle canzoni proprie di Vian, tradotte per l’occasione e ri-arrangiate in una nuova veste

.Cristina Zavalloni è una cantante di fama internazionale: ha collaborato con il compositore olandese Louis Andriessen, che ha scritto per lei alcuni dei suoi più recenti lavori tra cui Passeggiata in tram per l’America e ritorno, La Passione, Inanna, Letter from Cathy, Racconto dall’Inferno, è interprete delle prime di autori quali McMillan, Nyman e Boccadoro, si è esibita nelle principali sedi della musica classica – dal Lincoln Center di New York al Concertgebouw di Amsterdam – e nei festival jazz più importanti come Umbria Jazz, dando vita spesso a progetti di incontro fra il canto e le arti contemporanee. Il pianista Paolo Birro, diplomato presso il Conservatorio di Vicenza dove ora insegna, è uno dei più ricercati interpreti italiani della musica jazz: nel 1996 è stato nominato «Miglior Nuovo Talento» nel referendum della critica specializzata indetto dalla rivista Musica Jazz. Ha collaborato con artisti come Lee Konitz, Ruud Brink, Scott Hamilton, Buddy De Franco, Enrico Rava e moltissimi altri. Pietro Tonolo è uno dei più noti sassofonisti europei: ha iniziato la sua attività giovanissimo suonando in Europa e in America con le band di Gil Evans e Chet Baker, arrivando nel corso della carriera a incidere una novantina di cd, sia come sideman che in proprio, ottenendo ampi successi e riconoscimenti. Ha collaborato con molti tra i principali jazzisti italiani, quali Enrico Rava, Danilo Rea e Roberto Gatto, ed europei, come Tony Oxley e Henri Texier, col quale ha effettuato tournée in Oriente, Africa e America Latina. (r.c.)

Biglietto 15 euro, ridotto 12; «Musica a 1 euro» per gli studenti delle scuole castellane di ogni ordine e grado. Info: 0542/25747.

Nella foto (di Barbara Rigon) Cristina Zavalloni

Erf@CasseroMusica parte questa sera con Cristina Zavalloni che omaggia Boris Vian
Cultura e Spettacoli 16 Settembre 2018

Prima stagione invernale a Castel San Pietro per Emilia Romagna Festival con Zavalloni, Mercelli e Canino

Si presenta con una novità la stagione di spettacoli a Castel San Pietro: Emilia Romagna Festival in collaborazione con il Comune organizza la prima stagione concertistica al Cassero Teatro Comunale. Tre appuntamenti che porteranno in città la grande musica, proseguendo nell”apprezzato percorso estivo che da diversi anni vede concerti in luoghi suggestivi quali l”Arena comunale. Il primo appuntamento sarà l’8 novembre, con Cristina Zavalloni, grande interprete di caratura internazionale con un gusto spiccatamente teatrale, accompagnata da Pietro Tonolo al sassofono e Paolo Birro al pianoforte, in uno spettacolo di canzoni e poesia in cui si rievocherà la personalità eccentrica e poliedrica di Boris Vian. Cristina Zavalloni, cantante compositrice e performer dalla personalità poliedrica, da tempo si muove fra jazz e contemporanea senza disdegnare incursioni nei repertori di musica barocca. Con lei sul palco ci saranno Pietro Tonolo, uno dei più noti sassofonisti di jazz europei, anche autore e arrangiatore della parte musicale, e Paolo Birro, apprezzato pianista jazz, riconosciuto in particolare per la grande sensibilità creativa e il perfetto equilibrio del suono che caratterizzano le sue performance.

Erf@Cassero musica continua il 14 dicembre con due eccellenze del panorama musicale internazionale: Ramin Bahrami, pianista iraniano considerato a livello internazionale uno tra i più importanti interpreti bachiani contemporanei, e Massimo Mercelli, finissimo flautista imolese molto amato da grandi autori contemporanei che hanno composto brani per lui (Sofija Gubajdulina, Michael Nyman, Philip Glass, Ennio Morricone). In occasione dell’uscita del loro ultimo cd Bach Sanssouci per l”etichetta Decca, i due artisti si esibiranno in una serie di sonate di Johann Sebastian Bach e del figlio, Carl Philipp Emanuel. «Bach Sanssouci, così anche il titolo del concerto, vuole ricordare il palazzo di Potsdam (Brandeburgo) che fu teatro di una sorta di sfida musicale posta a Bach dal re Federico II di Prussia, anch’egli musicista – spiega il comunicato stampa del concerto -. Il re propose un tema musicale e Bach lo impiegò per un ciclo di composizioni dedicate poi al sovrano: l’Offerta musicale (BWV 1079), opera che si colloca tra le vette bachiane per complessità e ingegno».

La rassegna termina l”1 febbraio, con l’esecuzione integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Johannes Brahms, genio del tardo Romanticismo musicale mitteleuropeo, interpretate dalla violinista Ksenia Dubrovskaya e dal pianista Bruno Canino. «Due grandi talenti, due generazioni a confronto: l’una è tra le più talentuose e carismatiche violiniste della nuova generazione, l’altro è un vero monumento del concertismo italiano e internazionale – continuano le note stampa – . Ksenia Dubrovskaya è apprezzata in tutto il mondo per il talento nell’esecuzione e il naturale carisma con cui riesce non solo a ipnotizzare gli spettatori ma a rendere perfettamente i più sottili sentimenti dei maggiori compositori, aiutata in questo dalla tecnica perfetta e dalla sua sensibilità. Nata e cresciuta in Russia, è attualmente membro di giurie internazionali in tutto il mondo nonostante la giovane età. Bruno Canino, invece, napoletano d’origine, già direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia, ha suonato come solista e pianista da camera nelle principali sale da concerto e festival europei, in America, Australia, Giappone, Cina, dedicandosi in modo particolare alla musica contemporanea, e lavorando, fra gli altri, con Pierre Boulez, Luciano Berio, Karl-Heinz Stockhausen, Georgy Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono e Sylvano Bussotti».

Per informazioni su abbonamenti e biglietti: Erf 0542/25747. E” prevista l”iniziativa «Musica a 1 euro», rivolta a tutti gli studenti delle scuole di Castel San Pietro di ogni ordine e grado. La proposta si articola in due momenti: gli incontri, in cui gli stessi esecutori dei concerti serali incontrano, parlano, spiegano e interagiscono con i ragazzi, incuriosendoli e accompagnandoli all’ascolto della musica con maggiore consapevolezza; e il concerto serale al quale tutti gli studenti possono accedere al costo di simbolico di 1 euro. (r.c.)

Nella foto lo spettacolo con Cristina Zavalloni in scena a Vicenza

Prima stagione invernale a Castel San Pietro per Emilia Romagna Festival con Zavalloni, Mercelli e Canino
Cultura e Spettacoli 20 Luglio 2018

L'Estonian Sinfonietta porta in scena musica di film come Seven o Tempi Moderni

Una serata con il cinema e le sue musiche. L”Arena di Castel San Pietro ospita alle 21.30 l’Estonian Sinfonietta, l”orchestra composta da professionisti del Nord Europa che si sono esibiti nelle più note sale europee, il cui organico varia a seconda del repertorio e che ha come primi violini Maano Männi e Arvo Leibu. Nell”ambito dell”Emilia Romagna Festival, brani da Pachelbel a Chaplin saranno accompagnati da proiezioni di stralci di film sullo schermo: scorreranno così film di vario genere, da Seven di David Fincher a Tempi Moderni di Charlie Chaplin, con la musica in primo piano sia come parte della colonna sonora dei film che come evocatrice di ambienti.

Il programma delle musiche, eseguite dal vivo, è il seguente: Canone in re di Johann Pachelbel da Gente comune, Divertimento fa maggiore KV 138 di Wolfgang Amadeus Mozart da Atto di forza, Adagio per archi op. 11 di Samuel Barber da Il favoloso mondo di Amélie, Aria da Suite n. 3 BWV 1068 di Johann Sebastian Bach da Seven, Suite di Veljo Tormis da Spring, Romance op. 97 di Dmitri Shostakovich da Gadfly, Suite di Bernard Herrmann da Psycho, Libertango di Astor Piazzolla da Frantic, Circus di Sergei Dreznin dalla colonna sonora di Isaak Dunayevsky di Circus, Valse di Lepo Sumera da Spring Fly, Smile da Tempi Moderni di Charles Chaplin.

Ingresso libero (in caso di maltempo, al teatro Cassero).

Nella foto l’Estonian Sinfonietta

L'Estonian Sinfonietta porta in scena musica di film come Seven o Tempi Moderni
Cultura e Spettacoli 18 Luglio 2018

Un viaggio nella musica di Vienna alla chiesa di San Domenico con l'Erf

Arriva l’Estonian Sinfonietta: l”orchestra composta da professionisti del Nord Europa, il cui organico varia a seconda del repertorio e che ha come primi violini Maano Männi e Arvo Leibur, questa settimana è protagonista a Imola per l’Emilia Romagna Festival dove, giovedì 19 luglio alle 21, si esibirà alla chiesa di San Domenico portando in scena L’Oro di Vienna, un concerto tutto dedicato alla musica austriaca, attraverso gli stili e le epoche, da Mozart ad Arvo Pärt.

Nel programma le serenate e i concerti del genio Wolfgang Amadeus Mozart faranno da contrappunto a composizioni più moderne. Sarà eseguita, infatti, la Summa per orchestra d’archi di Arvo Pärt, nato in Estonia come la Sinfonietta, ma costretto a fuggire in Austria durante il periodo dell’Unione Sovietica. «La Summa racchiude un distillato dell’eterna ricerca di Pärt – spiega il comunicato stampa del concerto -: la rarefazione e la purezza del suono, la semplicità di “tre accordi come campane”, ovvero il principio della tintinnabulazione, che l’ha reso uno dei più celebri compositori viventi. La saggia scelta dell’Estonian Sinfonietta lo accosterà alle complesse melodie di Mozart, come a quelle contemporanee di Karl Fiorini: un diverso modo di plasmare le orchestre, uno stesso identico oro». Il programma si compone infatti della Serenata Notturna K. 239 per orchestra d’archi di Mozart, della Summa per orchestra d’archi di Pärt, del Concerto per violino n. 3 K. 216 (arrangiamento per orchestra d’archi) e del Divertimento in fa maggiore KV 138 “Sinfonia Salisburgo” (di nuovo di Mozart), delle Harmonies Ètendues per orchestra d’archi di Fiorini, per concludersi con la mozartiana Serenata in sol maggiore K. 525 Eine kleine Nachtmusik. Prima del concerto, dalle 19.30 alle 20.30, sarà possibile visitare con una guida la chiesa di San Domenico.

L’Estonian Sinfonietta, composta da musicisti creativi che suonano insieme da anni e che si sono esibiti nelle più note sale europee come il Concertgebouw ad Amsterdam, Filarmoniche di Colonia e San Pietroburgo, Flagey e Bozar a Bruxelles, così come in molti festival, è un ensemble versatile, capace di spaziare dal barocco alle composizioni contemporanee, così come eseguire grandi pezzi sinfonici ed entrare all’interno di progetti dedicati all’opera. L’Estonian Sinfonietta non ha un direttore d’orchestra stabile né un direttore artistico, ma invita direttori diversi a seconda delle esigenze.

Ingresso libero con offerta in favore della Croce Rossa di Imola per i suoi 130 anni di servizio ai cittadini (per partecipare alla visita guidata, prenotazione telefonica obbligatoria a Erf allo 0542/25747).

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola giovedì 19 luglio

Nella foto la chiesa di San Domenico

Un viaggio nella musica di Vienna alla chiesa di San Domenico con l'Erf
Cultura e Spettacoli 12 Luglio 2018

Erf, dodici concerti su trentasei si tengono nell'imolese e partono stasera con la Toscanini

L’Emilia Romagna Festival, dall”8 luglio all’8 settembre, porta in trenta sedi concertistiche sparse fra le province di Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara eventi sull”onda dello slogan «Follow Erf, follow the music»: trentasei appuntamenti tra concerti, spettacoli, sperimentazioni e dialoghi fra linguaggi diversi. «La musica è uno strumento di comunicazione cui non si deve rinunciare – invita Massimo Mercelli, direttore artistico dell’evento e presidente dell’associazione che organizza il festival -. Negli anni il pubblico dell’Erf è maturato e diventato più curioso ed aperto alle novità e alle commistioni di linguaggi diversi e, allo stesso tempo, anche il festival è cresciuto e si è arricchito ed ampliato, prima con l’edizione invernale e quest’anno con gli appuntamenti internazionali di Erf Off, tre proposte che porteremo in giro per il mondo: il Progetto Richard Galliano in Turchia e Messico, Report on the blind di John Malkovich in Slovacchia e Roberto Bolle and friends in Cina».

Dei trentasei appuntamenti regionali, dodici avranno luogo nel territorio del circondario imolese, dove l’associazione Emilia Romagna Festival ha sede (a Imola). «La città di Imola è orgogliosa di essere sede fisica dell’associazione e cornice ideale di più appuntamenti della programmazione estiva del festival, grazie alle sue location artistiche – ha detto la sindaca Manuela Sangiorgi, che ha anche la delega alla Cultura fra le sue competenze -. L’Erf è un festival prestigioso che valorizza il patrimonio artistico e culturale, anche di Imola. Questi appuntamenti non sono solo un richiamo per i visitatori da fuori ma anche momenti di condivisione e partecipazione della nostra comunità».

Mentre il festival è stato inaugurato lo scorso 8 luglio con il balletto del Chinese Dance Theatre Lanzhou, la programmazione imolese inizia questa sera alla Rocca sforzesca (ore 21.30, biglietti 8-12 euro, in caso di maltempo al teatro Stignani) con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta dal direttore Alpesh Chauhan impegnata in un omaggio alle grandi opere, con brani da Verdi a Rossini. Il 19 e il 20 luglio l’Erf ospita l’Estonian Sinfonietta, prima alla chiesa di San Domenico a Imola (19 luglio ore 21, ingresso ad offerta libera in favore della Croce Rossa di Imola), poi all’arena di Castel San Pietro (20 luglio ore 21.30, ingresso libero, in caso di maltempo al teatro Cassero). Spazio ai giovani il 27 luglio (ore 21, ingresso ad offerta libera in favore della Croce Rossa di Imola) con il Milton String Quartet che si esibirà nel cortile di palazzo Tozzoni a Imola. Prima dello spettacolo, alle 19.30, si terrà una delle speciali passeggiate eco-filosofiche a cura di Gianmaria Beccari che, dopo Erf Off, sono la seconda novità del festival estivo 2018: passeggiate nello spirito per osservare i luoghi che ci circondano fra i ritmi e i silenzi della grande musica. Per la partecipazione alla passeggiata è necessaria la prenotazione ad Erf (tel. 0542/25747).

Due visite guidate alla cripta pre-romanica della chiesa di San Lorenzo di Varignana sono invece prenotabili prima del concerto di arpa di Mojca Zlobko Vajgl, il 4 agosto alle 19.45 e 20.15 (mentre il concerto è alle 21, ingresso libero). A Mordano il 7 agosto, nel chiostro del monastero di San Francesco, va in scena uno degli appuntamenti della rassegna Tetralogia brasiliana interna al festival (ore 21, ingresso libero, in caso di maltempo al teatro Comunale). Si torna ad Imola il 20 agosto con la sonata Hammerklavier di Beethoven interpretata al pianoforte da Andrea Padova (ore 21, chiostro del palazzo vescovile, ingresso libero). Prima, su prenotazione, sarà possibile partecipare ad una visita guidata al museo del palazzo, il Museo diocesano. Ancora spazio per i giovani il 30 agosto alla chiesa di San Girolamo a Tossignano (ore 21, ingresso ad offerta libera in favore di progetti in memoria di don Tarcisio) con il pianista Lorenzo Mazzola, mentre il mese si chiude a Imola, nel cortile di palazzo Tozzoni, con la prima assoluta di Maestro sarà lei!, recital del giornalista Stefano Valanzuolo accompagnato al pianoforte da Fiorenzo Pascalucci (31 agosto, ore 21, ingresso libero).

Gli ultimi due appuntamenti del territorio dell’Erf sono dedicati al compositore Rossini in occasione del centocinquantesimo anniversario della morte: il 3 settembre  al teatro Cassero di Castel San Pietro e l’8 settembre alle 21 al centro direzionale Clai a Villa La Babina (ingresso gratuito dietro prenotazione del posto a Erf). (mi.mo.)

Nella foto, da sinistra, Luca Rebeggiani, direttore del teatro Comunale imolese, la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e Massimo Mercelli di Erf durante la conferenza stampa di presentazione (Isolapress)

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola da giovedì 12 luglio

Erf, dodici concerti su trentasei si tengono nell'imolese e partono stasera con la Toscanini

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