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Cultura e Spettacoli 11 Luglio 2019

Ritmi sudamericani a Castel San Pietro con i Del Barrio per l'Erf

Una serata piena di suoni coinvolgenti. Oggi alle 21.30 piazza Acquaderni a Castel San Pietro ospiterà i travolgenti Del Barrio con una formazione allargata e un nuovo progetto, Metalizado. Il concerto, che rientra nell’Emilia Romagna festival, vedrà esibirsi Hilario Baggini (voce, charango, ronroco, chitarra, quena, sikus, moxenio, gaita colombiana, flauto, tarka), Gianni Perinelli (sax tenore, soprano), Carlos Forero (voce, chitarra, tarka, sikus), Jandu Detti (trombone, tuba, conchiglie), Andres Langer (piano, fisarmonica, sikus, tarka, voce), Massimo Valentini (sax baritono, soprano, contralto) e Marco Zanotti (batteria, cajon, bombo, leguero, pandeiro).

Ospitato più volte all’Erf, il Trio del Barrio nasce dall’incontro tra il polistrumentista Hilario Baggini, il pianista Andres Langer e il percussionista Marco Zanotti: i tre musicisti si evolvono dalla loro area di ricerca folklorica per assumere i contorni di una world music senza frontiere, con richiami al tango e alla musica andina. Dopo il debutto del nuovo disco El Diablito, la collaborazione con Antonella Ruggiero per l’opera lirica Misa Criolla e la tournée in Russia, il gruppo porta la versione arricchita del già festoso concerto Makumbero: sul palco questa volta fa il suo ingresso trionfale una sezione fiati composta da Massimo Valentini, Gianni Perinelli e Marcello Jandu Detti, con il colombiano Carlos Forero alla voce e chitarra.

In America Latina gli ottoni vengono chiamati metales: da qui il titolo del nuovo allestimento di Del Barrio. Il repertorio spazia dalle composizioni originali ai brani della tradizione musicale sudamericana che il pubblico già conosce ed apprezza nelle versioni spesso stravolte e rivisitate dalla band, dal Rio della Plata ai Caraibi, dalla cumbia alle danze della Cordigliera delle Ande.«Ma soprattutto: la vera novità sono i nuovissimi arrangiamenti della sezione dei “metales” che si rifanno sia alla scuola latina che a quella del folklore andino – si legge nel comunicato stampa -, introducendo al sound un irresistibile sapore funky. Se già l’impatto sonoro del quartetto Makumbero è travolgente, con la versione Metalizado il coinvolgimento è assicurato». (r.c.)

Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti.

Ritmi sudamericani a Castel San Pietro con i Del Barrio per l'Erf
Cultura e Spettacoli 6 Luglio 2019

L'Emilia Romagna festival parte stasera da Forlì per poi arrivare anche a Medicina, Castel San Pietro, Imola e tanti altri comuni

«C’è una nuova ondata positiva che ama stare ad ascoltare dal vivo la musica, per questo anche noi esortiamo a rinnovare i contatti e a scambiarsi opinioni. Meno tastiera e più contatti personali». Commenta così Massimo Mercelli il titolo della diciannovesima edizione dell’Emilia Romagna festival, la rassegna musicale da lui diretta artisticamente che per due mesi proporrà spettacoli in cinque province della regione: «Smash the tube – enjoy the music!» vedrà quarantun appuntamenti, dal 6 luglio al 7 settembre, unendo classica, jazz e world music, nel segno della commistione di arti e suoni che da sempre caratterizza il festival. «Il nostro è l’unico festival che opera in un territorio così allargato ed è attivo tutto l’anno, con le stagioni invernali – commenta Mercelli -. E se in inverno proponiamo un repertorio più tradizionale e colto, in estate cerchiamo di fare i ragazzacci inserendo il jazz e la world music con grandi artisti».

L’inaugurazione si avrà oggi, 6 luglio, a Forlì con Uto Ughi e la Seongnam Philharmonic Orchestra nella chiesa di San Giacomo in San Domenico. tanti sono poi gli eventi che riguardano Imola e il Circondario, come quello previsto per il 10 luglio a Medicina, nel chiostro del palazzo Comunale, dove alle 21 si esibirà il violoncellista Alexander Chaushian in musiche di Bach, Crumb, Sollima, Reger, Weinberg e Piatti (concerto preceduto alle 19.15 da una visita guidata al laboratorio di Ansaldo Poggi al Museo Civico, con prenotazione obbligatoria allo 0542/25747).

La sera dopo, in piazza Acquaderni a Castel San Pietro, toccherà ai Del Barrio presentare Metalizado, un concerto con composizioni originali e brani della tradizione sudamericana: al centro dell’esibizione i metales, ovvero gli ottoni.
Mercoledì 17 luglio alle 21.30 l’Erf arriva alla Rocca di Imola con il «Richard Galliano & Friends»: il più famoso fisarmonicista del mondo, Richard Galliano, sarà protagonista in veste di compositore e solista, insieme al Quintetto de I Solisti Aquilani e a Massimo Mercelli al flauto. Il programma porterà il pubblico attraverso epoche lontane, dalla musica senza tempo di Vivaldi e Bach alla musica del presente con brani composti, tra gli altri, dallo stesso Galliano e da Giovanni Sollima. In particolare, il nuovissimo Jade per flauto, fisarmonica e archi, scritto da Galliano su commissione Erf, è dedicato – come Contrafactus di Sollima – a Massimo Mercelli.

Il 19 luglio, ci si sposta alla chiesa del Crocifisso di Castel San Pietro dove si tiene il primo appuntamento con la rassegna interna ad Erf intitolata «Primo Premio!» e dedicata ai nuovi talenti della scena musicale contemporanea provenienti dai più importanti concorsi internazionali: sul palco ci saranno la violinista Annastella Gibboni e il violoncellista Luca Giovannini, vincitori della XXI Rassegna Musicale dei Migliori Diplomati dei Conservatori d’Italia di Castrocaro Terme e Terra del Sole, con un programma di musiche di Paganini, Cassadò, Ysaÿe, Ligeti e Ravel.

Emilia Romagna festival continuerà, come detto, fino a fine settembre, facendo vivere tanti luoghi storici ed artistici del territorio. Tra i tanti eventi, si possono segnalare quello del 25 luglio nel chiostro del convento dell’Osservanza di Imola con il Callisto quartet, quello del 7 agosto al chiostro del convento di San Francesco di Mordano con Luisa Cottifogli, quello dell’11 agosto nel Teatro tra i vigneti dell’agriturismo Le Siepi di San Giovanni a Fontanelice con Enrico Pieranunzi, o ancora quello del 22 agosto nel Cortile della Rocca a Dozza con il Marimbazzi Duo, formato da due giovani e talentuosi percussionisti polacchi.
Come di consueto, l’Emilia Romagna festival si chiude a Villa La Babina a Sasso Morelli: il 7 settembre si terrà un galà operistico con il soprano Cinzia Forte e il baritono Giovanni Meoni, accompagnati al piano da Marco Scolastra.
Informazioni sul sito www.emiliaromagnafestival.it

L’articolo completo è sul «sabato sera» del 4 luglio

Nella foto il direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival, Massimo Mercelli

L'Emilia Romagna festival parte stasera da Forlì per poi arrivare anche a Medicina, Castel San Pietro, Imola e tanti altri comuni
Cultura e Spettacoli 23 Maggio 2019

Elio e la sua passione per la musica domani allo Stignani con l'Innocenzo da Imola Ensemble

Sarà Elio ad accompagnare i giovanissimi talenti dell’Innocenzo da Imola Ensemble nel concerto di beneficenza «I bambini suonano per i bambini» organizzato da Emilia Romagna Festival, il cui ricavato sarà devoluto a favore di Unicef, Croce Rossa di Imola, Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica delegazione Imola e Romagna, Oratorio San Giacomo di Imola. Domani, venerdì 24 maggio alle 21, per un evento che rientra nell’ambito di Imola in musica, l’istrionico talento il cui vero nome è Stefano Belisari si esibirà sul palco del teatro Stignani insieme ai ragazzi dell’ensemble della scuola secondaria di I grado a indirizzo musicale, giovani di età compresa tra i 12 e i 14 anni (saxofonisti, trombettisti, pianisti e percussionisti) guidati e diretti da Letizia Ragazzini, Luigi Zardi, Federico Lolli, Annalisa Mannarini e Massimo Ghetti (che hanno curato anche gli arrangiamenti).

Sul palco andrà in scena L’opera da tre soldi e altre storie…, un divertente viaggio alla scoperta di alcuni capolavori come i Carmina Burana di Carl Orff, opere di Rossini e Mozart fino ad arrivare alla celebre opera musicata da Kurt Weill e scritta da Bertolt Brecht. Insieme ai giovani talenti imolesi, ci sarà Elio, al secolo Stefano Belisari, che nel 1979 fondò il gruppo Elio e le Storie Tese. Diplomato al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano all’età di 18 anni, laureato in Ingegneria elettronica al Politecnico della medesima città, Elio ha spaziato con successo in tanti campi oltre alla musica, come tv, teatro e radio. A Imola sarà sul palco col gruppo di musicisti che sta crescendo all’interno della scuola secondaria di I grado a indirizzo musicale e che sta ottenendo numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali.

Cosa farete sul palco?

«Io sono pronto a tutto – conferma Elio al telefono -. Amo questo genere di spettacoli, che sono indirizzati prevalentemente ai giovani, per convincerli di una cosa di cui io sono fermamente convinto, cioè che la musica classica è molto più interessante di quel che comunemente si pensa. E devo dire che chi ha intrapreso studi di musica poi viene facilmente interessato. Questo è positivo, perché il pericolo di quest’epoca è non iniziare nessun cammino, non avere interessi».

Come costruirete lo spettacolo?

«Come ho costruito le esibizioni di Elio e le Storie Tese per anni: sapendo solo il venti per cento di quello che sarebbe accaduto. Non so esattamente quindi cosa accadrà a Imola, ma questo è il bello, e per questo sono molto eccitato, non vedo l’ora».

Improvvisare è tutt’altro che facile, occorre una solida preparazione.

«Si tratta di scelte: io amo improvvisare. Poi conosco molto bene L’opera da tre soldi: l’ho cantata nel 2000 quando ho interpretato Mackie Messer in una bellissima versione messa in scena a Roma all’Accademia di Santa Cecilia per l’anniversario di nascita e morte di Weill (nato nel 1900 e morto nel 1950). Mi aveva chiamato Luciano Berio, allora presidente dell’Accademia, e l’ho imparata tutta». (s.f.)

L’evento è realizzato da Erf in collaborazione con il Comune di Imola, il teatro Ebe Stignani, la scuola secondaria di I grado a indirizzo musicale Innocenzo da Imola (IC2) e la Fondazione Cassa di risparmio di Imola. Biglietti: platea 12 euro, palco 10, loggione 7, biglietti ridotti del 50 pe rcento per bambini fino a 12 anni. Prevendite su www.vivaticket.it e presso Erf in via Cavour 48 a Imola (ore 10-13). Ricavato devoluto a Unicef, Croce Rossa di Imola, Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica delegazione Imola e Romagna e Oratorio San Giacomo di Imola.

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 23 maggio

Nella foto Elio

Elio e la sua passione per la musica domani allo Stignani con l'Innocenzo da Imola Ensemble
Cultura e Spettacoli 14 Aprile 2019

Coro e orchestra per il Requiem di Mozart, ultimo appuntamento con Erf#StignaniMusica

Sarà l’imponente interpretazione del Requiem in re minore K 626 di Mozart a cura del Münchener Bach-Chor a chiudere, martedì 16 aprile alle 21, la stagione di Erf#StignaniMusica. Il Requiem di Mozart è circondato da un’aura leggendaria: fu lasciato incompiuto dal genio austriaco, morto quando doveva ancora scrivere gli ultimi brani. Grazie ai suoi appunti, il lavoro venne completato dal suo allievo Franz Xaver Süssmayr, e il Requiem fu eseguito al funerale dello stesso Mozart. «La leggenda della nascita del Requiem, raccolta da Stendhal – si legge nelle note stampa al concerto -, narra di un misterioso committente presentatosi alla porta di Mozart con una maschera, il denaro necessario e una data di scadenza molto vicina. Impossibile non pensare a una personificazione della morte – o del futuro destino beethoviano che bussa alla porta, presentatosi proprio durante la malattia che porterà Mozart allo stremo – ma la realtà fu probabilmente meno poetica. Nonostante questo, di tutti i segreti, di tutto il frenetico bisogno di soldi di Amadeus, rimase la bellezza solenne e sconvolgente di quest’ultima opera, la cui fama si propagò anche sulle ali della leggendaria maledizione».

Ad eseguirlo a Imola sarà il Münchener Bach-Chor, un’istituzione della musica classica internazionale, fondato nel 1954 da Karl Richter, a cui si sono succeduti vari direttori. Hansjörg Albrecht è diventato il nuovo direttore artistico all’inizio della stagione 2005/06 e, sotto la sua guida, il coro ha ottenuto un nuovo profilo artistico e una qualità sonora trasparente, che è stata ripetutamente enfatizzata dalla critica. Vivaci interpretazioni di Bach, ispirate alla pratica dell’interpretazione storica stanno al centro del suo lavoro. I solisti saranno il soprano Arianna Vendittelli, tra le migliori della sua generazione, che si è già esibita nelle più importanti sale da concerto del mondo, Victoria Yarovaya, giovane mezzosoprano russa vincitrice di numerosi concorsi con all’attivo collaborazioni prestigiose con i più grandi direttori d’orchestra, il tenore Manuel Amati, che studia canto lirico da quando aveva tredici anni e si è già esibito nei più importanti ruoli dell’opera italiana, il basso Gabriele Sagona, che può vantare una preparazione finissima con i migliori maestri e una consolidata esperienza nei migliori teatri europei.

La parte musicale del concerto imolese sarà eseguita dalla Young Musicians European Orchestra, attiva da anni nel panorama internazionale, rifondata in continuazione dal proprio direttore Paolo Olmi e dai membri «senior»: l’età media degli orchestrali si mantiene sui ventitré anni e l’organico varia dai venti ai cento elementi, a seconda del repertorio eseguito. Vi prendono parte giovani musicisti di tutte le nazionalità. (r.c.)

Biglietto da 25 a 15 euro, ridotto da 21 a 12, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di Musica Vassura Baroncini. Informazioni allo  0542/25747 (Erf).

Nella foto il Munchener Bach-Chor

Coro e orchestra per il Requiem di Mozart, ultimo appuntamento con Erf#StignaniMusica
Cultura e Spettacoli 9 Aprile 2019

Giuseppe Albanese al Museo diocesano in concerto per restaurare un dipinto

Il Gran Concerto di Primavera è l’evento inaugurale della prima stagione concertistica del Museo diocesano di Imola con la direzione artistica di Emilia Romagna Festival, ed avrà luogo mercoledì 10 aprile alle 21 nella Sala grande del museo stesso. Protagonista sarà il pianista Giuseppe Albanese, che per l’occasione presenterà in anteprima il suo terzo cd, Invito alla danza, realizzato per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon.

Il concerto proporrà così un excursus tra le più significative melodie composte appositamente da grandi compositori dell’Ottocento e del Novecento per balletti diventati capolavori del genere. Alcuni brani, originariamente per orchestra, sono stati trascritti per pianoforte solo con spettacolari elaborazioni particolarmente virtuosistiche. Si comincia con Carl Maria Von Weber e il suo Invito alla danza (trascrizione di Tausig), poi si passa a Léo Delibes con Valzer da Coppelia (trascrizione di Dohnányi), quindi a Tchaykovsky con la Suite da Lo schiaccianoci (trascrizione di Pletnev), a Stravinskij con Suite da L’uccello di fuoco (trascrizione di Agosti), e a Debussy con Prélude à l’après-midi d’un faune (trascrizione di Borwick), per concludere con Maurice Ravel e La Valse.

Giuseppe Albanese, pianista trentasettenne di fama mondiale, «è in grado di trasmettere con la sua musica un’energia vigorosa e travolgente che emerge con maggior forza nelle sue performance live in cui, d’altronde, non mancano anche una grandissima competenza tecnica e un certo virtuosismo esecutivo – si legge nel comunicato stampa -. Invitato per recital e concerti con orchestra da autorevoli ribalte internazionali, ha collaborato con direttori del calibro di Christian Arming, James Conlon, Fabio Mastrangelo, Jeffrey Tate e tanti altri. In Italia ha suonato per tutte le più importanti stagioni concertistiche (incluse quelle dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della Rai di Torino) e in tutti i più importanti teatri».

Il ricavato del concerto del 10 aprile sarà utilizzato per il restauro, affidato a Michele Pagani, della Sacra famiglia con San Giovannino, un dipinto ad olio di grande fascino della seconda metà del XVI secolo, che appartiene alle raccolte del Museo diocesano. Rezio Buscaroli e Antonio Meluzzi propongono un’attribuzione di questo dipinto a Francesco Vecellio, ma la grande tela parrebbe invece derivare da un dipinto di analogo soggetto di Polidoro Lanzani, databile al 1530 circa (Parigi, Museo del Louvre), di cui esiste anche un’altra versione databile al 1550 circa (Chambery, Musée des Beaux-Arts). (r.c.)

Ingresso con offerta minima di 15 euro a favore del restauro del dipinto. Prenotazione consigliata: Erf 0542/25747 dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13.

Nella foto Giuseppe Albanese

Giuseppe Albanese al Museo diocesano in concerto per restaurare un dipinto
Cultura e Spettacoli 1 Aprile 2019

Il Trio Metamorphosi in concerto con tre brani di Beethoven

Un concerto sull’onda del numero tre. Il Trio Metamorphosi, garanzia di qualità e capacità di sperimentazione, quasi volendo indicare il numero tre come numero magico presenterà al pubblico del teatro Stignani di Imola una scelta di tre delle migliori composizioni annoverate tra i più bei trii di Ludwig van Beethoven. Ad aprire il concerto, che si terrà lunedì 1 aprile alle 21 nell’ambito di Erf#StignaniMusica, sarà il Trio in si bemolle maggiore op. 11 che, anche se composto inizialmente per pianoforte, clarinetto e violoncello, ha conosciuto la fama utilizzando la formazione più classica: pianoforte, violoncello e violino, per l’appunto. E sono questi i tre strumenti suonati dal Trio Metamorphosi, composto da Mauro Loguercio al violino, Francesco Pepicelli al violoncello e Angelo Pepicelli al pianoforte. I tre musicisti proporranno poi Introduzione e Variazioni in sol maggiore per Trio con pianoforte sul Lied «Ich bin der Schneider Kakadu» op. 121 (1824), scritto da Beethoven in giovane età, e pubblicato quando l’autore, ritrovandosi in ristrettezze economiche, riuscì a vendere una raccolta di variazioni per pianoforte violino e violoncello che erano rimaste in un cassetto. Infine, toccherà al Trio in mi bemolle maggiore op. 70 n. 2 del 1808, definito da Johann Friedrich Reichardt «il più grazioso e amabile da me ascoltato».
Il nome del Trio Metamorphosi è un inno al processo continuo di cambiamento, per sottolineare la progressiva crescita di un complesso cameristico sempre pronto a mettersi in gioco con la volontà di creare prospettive di unicità in ogni performance. I tre componenti vantano numerose esperienze cameristiche di primissimo piano. Si sono esibiti in molte fra le più prestigiose sale del mondo, dalla Philharmonie di Berlino al Teatro alla Scala di Milano, dalla Salle Gaveau di Parigi alla Suntory Hall di Tokyo, dalla Carnegie Hall di New York al Coliseum di Buenos Aires. A livello discografico, il Trio Metamorphosi è parte del catalogo Decca, per cui ha registrato l’integrale per trio di Schumann, con recensioni molto lusinghiere. Nel 2017 è stato pubblicato, sempre per Decca, Scotland, con una selezione di Arie e Lieder scozzesi di Haydn e Beethoven, in collaborazione con il mezzosoprano Monica Bacelli.

Ore 21, teatro Stignani, via Verdi. Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi e per gli allievi della Scuola Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto il Trio Metamorphosi

Il Trio Metamorphosi in concerto con tre brani di Beethoven
Cultura e Spettacoli 24 Marzo 2019

Prima rassegna di concerti al Museo diocesano curata dall'Erf

Una vera e propria stagione musicale verrà ospitata tra le mura del Museo diocesano di Imola. La stagione, che spazierà dalla musica classica ai Beatles, nasce da una collaborazione con Emilia Romagna Festival, come spiega il vicedirettore del Museo, Marco Violi: «Da anni ospitiamo concerti all’interno del museo. Così abbiamo pensato di non avere più eventi occasionali bensì una vera e propria stagione, composta di cinque eventi, che “colonizzi” spazi del museo vescovile che finora non hanno mai ospitato concerti». La musica quindi animerà non solo la Sala Grande del museo, dove tradizionalmente si tengono i concerti, ma anche il chiostro del palazzo. «Per l’occasione abbiamo anche creato un logo ad hoc per il Museo diocesano – continua Marco Violi – dato che quello precedente era rimasto quello disegnato nel 2012 per il cinquantesimo anniversario».

È lo stesso direttore artistico di Emilia Romagna Festival, Massimo Mercelli, a spiegare nel dettaglio la rassegna: «Verranno presentati artisti molto diversi tra di loro: si va da stelle della musica come il pianista Giuseppe Albanese a giovani promesse. La rassegna prenderà il via il 10 aprile con il Gran Concerto di Primavera con protagonista proprio Giuseppe Albanese. Poi venerdì 21 giugno, in occasione della Festa della musica, all’interno del chiostro si potranno ascoltare due giovani musiciste diplomatesi da poco: Jessica Gabriele al flauto e Agnese Contadini all’arpa che eseguiranno brani di Bizet, Chopin, Debussy e altri. Sabato 31 agosto sarà l’occasione per ascoltare, nuovamente, artisti di livello mondiale come il violoncellista Boris Andrianov. Insieme a lui si esibirà Yuri Medyanik con il “bayan”, uno strumento tipico della tradizione russa simile a una fisarmonica. Domenica 22 settembre sarà la volta dell’Ensemble Musicale Recondite Armonie, un quintetto di fiati, che presenterà musiche di Mozart, Rossini, Danzi, Ibert e Hindemith. Per ultimo, il 10 dicembre per Notte di Note – Concerto di Natale, si torna nella Sala Grande del museo con il violoncellista e compositore Lamberto Curtoni. Un artista poliedrico da alcuni definito come un “nuovo Ennio Morricone” che a Imola porterà il suo Vox Celli, un programma che spazia dalla musica rinascimentale a brani dei Beatles a composizioni dello stesso Curtoni».

Come ogni anno il Gran Concerto di Primavera è legato al restauro di un’opera del Museo diocesano, come racconta il restauratore Michele Pagano: «Quest’anno la scelta è caduta su un quadro che si trova all’interno dello stesso museo. Si tratta della Sacra Famiglia con San Giovannino, un dipinto a olio della seconda metà del XVI secolo. Il restauro andrà a intervenire sull’ossidazione dei colori che cela le cromie originale e si occuperà anche della cornice lignea coperta di foglie dorate, di grande pregio». (r.c.)

Nella foto di Isolapress, il flautista Massimo Mercelli e Lorenzo Bavaj al gran concerto del 2018 al Museo diocesano

Prima rassegna di concerti al Museo diocesano curata dall'Erf
Cultura e Spettacoli 18 Marzo 2019

Janos Balazs in «PianOpera», concerto di Erf#StignaniMusica

János Balázs è uno tra i giovani pianisti più famosi e celebrati al mondo. Con «PianOpera», un concerto dedicato ai maggiori brani della tradizione operistica (da Rossini a Wagner, da Verdi a Puccini, nelle trascrizioni di Liszt, Cziffra e dello stesso Balázs) si esibirà stasera, lunedì 18 marzo alle 21, al teatro Stignani di Imola per la stagione di Erf#StignaniMusica.

«János Balázs è dotato di un piglio selvaggio, appassionato, che trasporta i brani alla loro pura origine come solo i pianisti più talentuosi sanno fare – si legge nelle note al concerto -. Ex-enfant prodige, ha iniziato gli studi musicali all’età di otto anni e, dopo solo pochi mesi di pratica, ha vinto il concorso nazionale di pianoforte nell’Ungheria nord-orientale. La sua carriera è iniziata all’età di sedici anni, quando ha vinto il primo premio del Concorso internazionale di Liszt a Pécs, sempre in Ungheria. Negli anni seguenti ha vinto altri quattro concorsi internazionali e ha tenuto concerti in varie città europee. Di lui il critico Hunter Roberts dell’Huffington Post ha detto: “Quando ha suonato la Rapsodia ungherese di Liszt sono rimasto sopraffatto”. Amante di Liszt e delle sue trascrizioni, Balázs riversa nelle sue interpretazioni tutto l’ardore di cui è capace».Ha inciso tre cd con musiche di Liszt, uno in Ungheria e gli altri a Tokyo e Londra. Inoltre, nel 2010 János ha suonato tutto il repertorio per pianoforte e i concerti di Chopin in un singolare tour di concerti in Ungheria, per il quale ha ricevuto un premio dal governo polacco. Nello stesso anno ha inciso il suo quarto cd con musiche di Fryderyk Chopin. Nell’agosto 2011 János ha vinto il primo premio all’International Piano Competition di Aspen (Usa) e successivamente il terzo premio nel più importante concorso di pianoforte, il Liszt Competition (Ungheria), divenendo così il pianista ungherese più premiato».

«Ammiratore e ideale prosecutore dell’arte di Franz Liszt, Balázs ne interpreterà le famose trascrizioni: grandi brani della tradizione operistica trasposti sulla tastiera con brillantezza, forza e precisione – continua il comunicato stampa -. Brani dalla complessità unica, capaci di esistere come opere a sé, le trascrizioni di Liszt si nutrono parimenti della tradizione e del gioco, del vezzo virtuosistico e dell’attenta precisione. Così Balázs porterà in scena Wagner e Verdi riuscendo a stipare intere orchestre nei tasti di un solo pianoforte, capace di rombi e di fusa. Alla stessa tradizione di Liszt apparteneva anche Georges Cziffra, maestro della scuola pianistica ungherese,  insieme a Horowitz uno dei maggiori virtuosi del XX secolo. Cziffra, che dichiarava lui stesso di non essere inferiore a Liszt nell’improvvisazione, sarà presente in PianOpera con la trascrizione di Guglielmo Tell di Rossini. E se Cziffra si paragonava a Liszt senza falsa modestia, il grande pianista e direttore d’orchestra Tamás Vásáry ha detto di János Balázs già nel 2007 che “suona il pianoforte come, o anche meglio, di Georges Cziffra. È un fenomeno unico al mondo. Oltre a questo c’è un intenso lirismo nel suo modo di suonare; si potrebbe persino essere intimiditi dal suo talento.” In PianOpera questa linea di genealogie ungheresi sarà tutta sul palco, con l’esibizione vulcanica di una scuola musicale e interpretativa senza eguali». (r.c.)

Biglietto da 20 a 12 euro, ridotto da 17 a 10, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto Janos Balazs

Janos Balazs in «PianOpera», concerto di Erf#StignaniMusica

Un omaggio a Ebe Stignani con il concerto lirico dell'Erf

Saranno i soprani Giulia Montanari e Albina Smajlovic e il mezzosoprano Melisa Bonetti, accompagnate al pianoforte da Francesco Frudua, le protagoniste del concerto «Omaggio a Ebe Stignani» che si terrà questa sera, sabato 2 marzo, alle 21 al teatro Stignani di Imola per la stagione Erf#StignaniMusica. Un omaggio alla celebre cantante lirica nel teatro a lei dedicato, che vedrà le cantanti cimentarsi in un nutrito programma: l’aria di Rosina Dove sono i bei momenti da Le nozze di Figaro di Mozart, l’aria Mon cœur s’ouvre à ta voix da Samson et Dalila di Saint-Saëns, l’aria di Nannetta Sul fil d’un soffio etesio dal Falstaff di Verdi, il duetto di Norma/Adalgisa Mira, o Norma da Norma di Bellini, il recitativo Susanna/Marcellina Via resti servita da Le nozze di Figaro di Mozart, l’aria Où va la jeune Hindoue da Lakmé di Delibes, l’aria di Cio-Cio San Un bel dì vedremo da Madama Butterfly di Puccini, l’aria di Principessa di Bouillon Acerba voluttà…O vagabonda stella d’oriente da Adriana Lecouvreur di Cilea e il duetto di Lakmé/Brahmin Duo des fleurs/Sous le dôme épais da Lakmé di Delibes.

Come detto, il concerto vuole omaggiare Ebe Stignani, una delle cantanti italiane più brave di sempre: mezzosoprano, dotata di un bellissimo timbro, di un’eccellente tecnica e di un’estensione vocale incredibile, in carriera affrontò anche ruoli scritti per contralto e soprano. Grazie alla solida formazione pianistica, fu capace di adattarsi a tutti gli stili. Nata a Napoli all’inizio del Novecento in una famiglia originaria di Bagnacavallo, si esibirà in tutto il mondo con straordinario successo di pubblico e critica. A metà degli anni Trenta stabilisce la sua residenza a Imola, dove muore nel 1974. La città le intitolerà il teatro Comunale nel 1977.

Nel 2018 è nato l’International Voice Masterclass Ebe Stignani, un progetto internazionale il cui obiettivo è quello di sostenere giovani talenti che studiano canto lirico nel loro percorso verso la carriera professionale. La prima edizione ha visto dieci partecipanti provenienti da tutto il mondo studiare e approfondire il repertorio lirico con docenti di fama internazionale: una giuria internazionale presieduta da Elvio Giudici, composta da direttori, sovrintendenti, agenti e altri professionisti del mondo dell’opera, ha premiato nel concerto-concorso finale i migliori allievi, ora in concerto allo Stignani. Anche il pubblico in sala ha potuto esprimere il proprio giudizio sui cantanti e, al termine della competizione, sono saliti sul podio i tre vincitori, che hanno anche ricevuto un premio in denaro: Theodore Browne, primo classificato, dal Regno Unito, Albina Smajlovic, seconda classificata, dalla Bosnia ed Erzegovina, e Giulia Montanari, vincitrice del Premio speciale del Pubblico e terza classificata. Al concerto di sabato 2 marzo il mezzosoprano Melisa Bonetti e i soprani Albina Smajlovic e Giulia Montanari si esibiranno accompagnate al pianoforte da Francesco Frudua, conosciuto per aver inciso i brani originali di Luc Veillerette per i supporti multimediali della Cappella degli Scrovegni di Padova. Frudua tiene regolarmente conferenze e seminari sulla vocalità e sull’interpretazione musicale in campo operistico e liederistico, dedicandosi inoltre  all’organizzazione e all’esecuzione di eventi musicali e all’allestimento di opere liriche al pianoforte. Svolge attività concertistica in collaborazione con numerosi cantanti e strumentisti sia in formazioni cameristiche sia come accompagnatore. È molto attivo e ricercato come insegnante di pianoforte e come vocal coach di cantanti lirici. (r.c.)

Biglietto da 10 a 5 euro, ridotto da 8 a 4, biglietto a 1 euro per gli studenti imolesi di ogni ordine e grado e per gli allievi della Scuola di musica Vassura Baroncini. Info: 0542/25747.

Nella foto il soprano Albina Smajlovic

Un omaggio a Ebe Stignani con il concerto lirico dell'Erf
Cultura e Spettacoli 28 Febbraio 2019

Massimo Mercelli è socio onorario dell'European Festivals Association

L’imolese Massimo Mercelli, fondatore e direttore artistico di Emilia Romagna Festival e flautista di fama internazionale, riceverà il 14 aprile a Lisbona il titolo di «Socio onorario» dell’Efa – European Festivals Association, il più importante network internazionale di festival con sede a Bruxelles di cui Erf fa parte dal 1999. Il prestigioso riconoscimento, assegnato per la prima volta, sarà attribuito in virtù del contributo reso da Massimo Mercelli come membro dell’Efa e come suo vice presidente, carica che ha ottenuto nel 2011 diventando il primo italiano a riceverla.

«Sono molto felice di questo titolo – dichiara Mercelli –, un riconoscimento che mi spingerà ad occuparmi sempre più dei giovani e della promozione del nostro territorio e delle magnifiche realtà che racchiude».In tutti questi anni Mercelli, attraverso il lavoro fatto con l’Emilia Romagna Festival e all’interno dell’Efa, si è speso per promuovere e far comprendere l’importante ruolo che i festival rivestono nella cooperazione culturale internazionale. Il suo contributo è stato cruciale per favorire le collaborazioni e le co-produzioni internazionali nel campo della creatività, per accrescere la circolazione degli artisti e dei lavori e per migliorare così il dialogo interculturale tra le diverse nazioni.

Il riconoscimento sarà consegnato nell’ambito del 3° Arts Festival Summit (14–17 aprile) organizzato dall’Efa e ospitato all’interno del Festival Estoril Lisboa, manifestazione musicale internazionale che dal 1975 ospita musicisti di rinomata fama, spaziando dalla musica da camera alla sinfonica, dalla musica antica agli spettacoli jazz, fino alla danza e alle arti performative. Ricordiamo che l’Efa, fondata a Ginevra nel 1952 per iniziativa del direttore Igor Markevitch e del filosofo Denis de Rougemont, è la più antica e prestigiosa organizzazione culturale di tutta Europa, nata seguendo l’idea che i festival avessero una grande importanza e responsabilità sociale nella costruzione del dialogo tra i popoli. Oggi rappresenta più di cento festival di musica, danza, teatro e multidisciplinari, associazioni nazionali e organizzazioni culturali provenienti da circa quaranta Paesi in maggioranza europei, ma non solo.  La sua missione è sostenere l’eccellenza nell’arte mettendo sotto i riflettori i festival più stimolanti di tutta Europa e del mondo, e promuovere la creazione artistica, la produzione e la partecipazione per garantire l’accesso universale alla cultura. (r.c.)

Nella foto Massimo Mercelli

Massimo Mercelli è socio onorario dell'European Festivals Association

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