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Sport 1 Settembre 2019

Morte Felice Gimondi, il ricordo speciale del «sabato sera»

Nato a Sedrina, in provincia di Bergamo, nel 1942, Felice Gimondi è morto per un malore venerdì 16 agosto a Giardini Naxos, in Sicilia, dove si trovava in vacanza con la famiglia. Avrebbe compiuto 77 anni il 26 settembre. Professionista per 15 anni, è stato uno dei più grandi corridori italiani di sempre. Tra le principali vittorie: un Giro d’Italia, un Tour de France, una Vuelta, un Mondiale, una Milano – Sanremo, una Parigi – Roubaix e due Giri di Lombardia. Capitano della Salvarani di Luciano Pezzi e della Nazionale del 1968, quella vincente che disputò i Mondiali sui Tre Monti, è stato presidente della Mercatone Uno dal 2000. Di seguito proponiamo un contributo dello stesso Felice Gimondi legato al nostro territorio che venne pubblicato nel libro «La bicicletta sul muro» (Bacchilega Editore, anno 2009), scritto da Paolo Bernardi, Massimo Marani e Paolo Zanelli.

«Ho tantissimi ricordi. La mia carriera si è spesso incrociata con Dozza, ma anche con Imola, con tutta la vostra zona, che è spesso stata un punto di partenza importante per successi a volte anche imprevisti. Mamma, quanti anni sono passati, è meglio non pensarci. Comunque ero di ritorno da Tokyo a fine Olimpiadi, correva l’anno 1964 e in Giappone, nei primi Giochi orientali della storia, l’Italia aveva vinto la medaglia d’oro con Mauro Zanin, mentre io ero arrivato al 33° posto. Appena atterrato mi fiondai a Imola per conoscere Luciano Pezzi, visto che avevo firmato il mio primo contratto con la Salvarani. Da quel giorno nacque ed iniziò una magnifica collaborazione, dove lui ha rappresentato tutto il bene che si possa dire e pensare». (r.s.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 29 agosto.

Nelle foto: al centro Felice Gimondi con Romano Cenni all”inaugurazione della pista ciclabile di Imola dedicata a Luciano Pezzi. In alto da sinistra, ed in senso orario, la Parigi-Roubaix del 1966 con Luciano Pezzi in ammiraglia che guida Felice Gimondi alla vittoria. A seuire la copertina del libro «La bicicletta sul muro» (Bacchilega Editore, 2009), Felice Gimondi insieme a Nino Ceroni, grande organizzatore sportivo imolese, Felice Gimondio assieme alla moglie Tiziana Bersano nel salotto di casa Pezzi a Dozza.

Morte Felice Gimondi, il ricordo speciale del «sabato sera»
Cultura e Spettacoli 17 Agosto 2019

Cordoglio per la morte di Gimondi, il ricordo del giornalista Massimo Marani

Tra i tanti che ricordano Felice Gimondi, il campione di ciclismo morto per un malore mentre stava facendo il bagno nel mare della Sicilia, anche Massimo Marani. Il giornalista e ciclista mordanese, collaboratore di “Sabato sera”, ha affidato alla sua pagina Facebook un lungo post che parla di storia del ciclismo, di Imola, di Dozza e dei legami tra Gimondi e la nostra zona.

«Nelle ultime 24 ore i miei social sono un susseguirsi di immagini e ricordi di Felice Gimondi. Non è solo sport. C”è dentro un po” di storia d”Italia, della nostra cultura, come Mauro Biani è riuscito a spiegare senza parole nella sua vignetta. Così tanti ricordi sui social, che alla fine mi sono convinto a scrivere qualche riga anche io», esordisce Marani.
«Un po” perché sento parlare di Gimondi fin da quando ero bambino. Un po” perché nei miei primi anni di ciclismo “scritto”, era il 2009, con Paolo Bernardi e Paolo Zanelli ho partecipato alla stesura di “La bicicletta sul muro”. Un libro che racconta il ciclismo a Dozza, e Gimondi aveva tanto a che fare con Dozza (Luciano Pezzi è il ds che lo portò a sorpresa al Tour de France 1965, vinto al primo anno da professionista).  Ne uscì anche uno spettacolo teatrale: Paolo Bernardi ha vestito in scena la storica maglia Salvarani indossata da Gimondi, così come l”avevo già vestita io nello shooting per il libro grazie a Fausto Pezzi (e rivedendola oggi, forse la ricostruzione storica lascia a desiderare, con quelle bretelle!).
Poi, nel 2012, a ridosso del Giro delle Pesche Nettarine, una delle giornate che ricordo con più piacere. Insieme a Carlo Lucarelli e Iriano Campagnoli, grazie a Marco Selleri e a supporto di Fausto Riquadri, per andare a intervistare il grande Gimondi a casa sua, a Bergamo. Quante volte ho raccontato in giro di quella giornata incredibile (l”ultima volta, proprio due giorni fa, a Ferragosto!).
Arriviamo a ottobre 2018: a Imola si ricordano i 50 anni dalla vittoria iridata di Vittorio Adorni. E” stato un onore intervistare (insieme a Nino Villa) tutta la straordinaria Nazionale italiana di quel giorno, di nuovo riunita all”Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Pur avendo perso un po” di smalto negli ultimi anni, Gimondi era stato anche in quella occasione brillante, divertente e per niente scontato.
L”ultimo incrocio al Giro d”Italia di quest”anno, alla partenza della tappa di Lovere, di nuovo “quasi” a casa sua. I colleghi al mio fianco gli hanno chiesto alcune foto e lui, con grande disponibilità, si è fermato anche a chiacchierare.
Ciao Gimondi». (r.cr.)

Nella fotografia di Massimo Marani, Felice Gimondi con Marani e Carlo Lucarelli

Cordoglio per la morte di Gimondi, il ricordo del giornalista Massimo Marani

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