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Economia 11 Dicembre 2020

Alberto Forchielli accusato di evasione fiscale, il comunicato delle società Mandarin Capital Management

Dopo le notizie emerse nei giorni scorsi e l’accusa di evasione fiscale anche per l’imprenditore imolese Alberto Forchielli, Mandarin Capital Management S.A. («Mcm ») e Mandarin Capital Management II S.A. («Mcm II») hanno emesso un comunicato stampa, che di seguito riportiamo integralmente, con alcune precisazione in merito alla vicenda.

«Nel corso del 2019, la Guardia di Finanza-Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Milano ha eseguito una verifica fiscale nei confronti di Mcm e Mcm II, per gli anni 2013-2016, ad esito della quale ha contestato la loro esterovestizione, ritenendo che le stesse non fossero amministrate presso gli uffici lussemburghesi, bensì presso gli uffici italiani di una società consociata. Mcm e Mcm II al fine di dimostrare l’effettività della propria residenza lussemburghese ed, in ogni caso, l’erronea determinazione del reddito attratto ad imposizione in Italia, hanno prontamente attivato un contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate. A seguito del lungo percorso di condivisione e fattiva collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, quest’ultima ha proposto a Mcm e Mcm II di definire la contestazione, riconoscendo l’erronea determinazione del reddito attratto ad imposizione in Italia e ridimensionando significativamente l’ammontare richiesto inizialmente. Mcm e Mcm II, pur ritenendo di aver agito correttamente e non condividendo la contestazione formulata nei loro confronti, al fine di scongiurare l’avvio dell’ulteriore – lunga ed onerosa – fase contenziosa, considerato il ridimensionamento dell’ammontare dovuto (principalmente riconducibile al mancato accreditamento in Italia delle imposte versate in Lussemburgo) e del conseguente impatto sanzionatorio, hanno proceduto con la definizione nei termini prospettati dall’Agenzia delle Entrate. Mcm e Mcm II reputano in ogni caso infondata la contestazione, ribadiscono la ferma convinzione di aver agito nel pieno rispetto della normativa fiscale e confidano che il procedimento penale, attualmente in fase preliminare, avviato nei confronti di alcuni degli amministratori all’epoca in carica, si concluderà riconoscendo la correttezza del loro operato. Si chiarisce altresì che i fatti fin qui riportati non hanno e non avranno impatto alcuno sui fondi gestiti, né tantomeno sugli investitori degli stessi e non influiscono e non influiranno in alcun modo sulla operatività del team di gestione, che prosegue regolarmente con importanti risultati. 

Nella foto (Isolapress): Alberto Forchielli

Alberto Forchielli accusato di evasione fiscale, il comunicato delle società Mandarin Capital Management
Cronaca 10 Dicembre 2020

Alberto Forchielli replica all'accusa di evasione fiscale: «Il colmo, era una faccenda già chiusa»

Anche per Alberto Forchielli, l’accusa di evasione fiscale rimbalzata ieri su tutti i principali media italiani, è stata una sorpresa. «Robe da pazzi – ci spiega al telefono -. Per me era una questione ormai chiusa. L’avviso di garanzia risale a un anno fa. Come funzionano queste cose? Ti fanno una ispezione fiscale, la guardia di finanza fa una multa. Poi si va a negoziare, come succede spessissimo nelle aziende: o ti fai 15 anni di contenzioso o si sana. In merito all’accusa di “esterovestizione”, noi abbiamo dimostrato che nelle nostre società ci sono molti consiglieri stranieri, con uffici all’estero. Circa un mese fa abbiamo transato 2,7 milioni di euro, a fronte dei 30 milioni chiesti in prima battuta. Quando si raggiunge un accordo, di solito il Pm non procede con azioni penali. Ero tranquillo. Tra l’altro, negli anni contestati (tra il 2014 e il 2018, su dichiarazioni relative fino al 2016, Ndr), noi abbiamo pagato le tasse in Lussemburgo per importi del tutto simili a quelli italiani, non inferiori. È il colmo. Adesso bisogna vedere cosa decide il Pm».

Con Forchielli sono indagati anche il giurista ed ex rettore dell’Università di Bologna, Fabio Roversi Monaco, in qualità di amministratore di Mandarin Capital Management Sa, Enrico Ricotta, amministratore di fatto di Mandarin Capital Management Sa e presidente di Mandarin Advisor Srl, e il presidente della società lussemburghese, Alexandre Charles Joseph Schmitt. (lo.mi.) 

Nella foto: Alberto Forchielli

Alberto Forchielli replica all'accusa di evasione fiscale: «Il colmo, era una faccenda già chiusa»
Cronaca 10 Dicembre 2020

Evasione fiscale, indagato l’imprenditore ed economista imolese Alberto Forchielli

C’è anche l’imprenditore ed economista imolese Alberto Forchielli tra i quattro indagati dalla guardia di finanza e dalla procura di Milano con l’accusa di evasione fiscale. E’ questo il provvedimento avanzato a conclusione delle indagini dal pubblico ministero di Milano Stefano Civardi secondo il quale i soggetti erano a tenuti a presentare le dichiarazione fiscali in Italia in quanto le società «Mandarin capital management sa» e «Mandarin capital management II sa» solo apparentemente avevano sede ed operatività in Lussemburgo, ma in realtà avevano la sede dell”amministrazione, l’oggetto principale ed il luogo di svolgimento effettivo del business nella sede di Milano della Mandarin Advisor srl, gruppo finanziario che si occupa di fondi di investimento. 

Per gli inquirenti si tratta del caso di esterovestizione, ovvero uno spostamento soltanto formale della sede e della giurisdizione di una azienda, per non pagare le tasse, pur continuando a gestirla dall”Italia, ed essendo tenuta quindi a pagare le tasse nel nostro Paese e non, come in questo caso, in Lussemburgo. Stando alle indagini, in questi anni, una delle società ha evaso 2 milioni di euro dal 2013 al 2015, mentre la seconda 2,1 milioni dal 2013 al 2016. Oltre all”indagine penale, da quanto è emerso, sarebbe già stato aperto un provvedimento tributario seguito da un accordo con l”Agenzia delle entrate per versare le imposte dovute. (da.be.)

Nella foto: Alberto Forchielli

Evasione fiscale, indagato l’imprenditore ed economista imolese Alberto Forchielli
Economia 26 Novembre 2020

Italcer acquisisce Cedir ed investirà oltre 10 milioni di euro

La storica Cedir-Ceramiche di Romagna di Castel Bolognese dal 1° dicembre entra a far parte del gruppo ceramico Italcer, tra le realtà imprenditoriali supportate dal fondo di investimento Mandarin Capital Partners II, guidato dall’economista imolese Alberto Forchielli. L’operazione fa seguito alla procedura di ristrutturazione del debito (articolo 182/bis), aperta da Cedir sei anni or sono, operazione che nei mesi scorsi ha incassato anche il benestare della maggioranza dei creditori.

L’acquisizione al 100% da parte del gruppo Italcer, così come del marchio aziendale, consentirà alla nuova proprietà di riunire all’interno dello stabilimento Cedir anche le attività e il personale di un’altra azienda ceramica di Castel Bolognese, La Fabbrica Spa, anch’essa controllata del gruppo Italcer e la cui sede, finora, era a pochi metri da Cedir sul lato opposto della via Emilia. Il trasferimento, già avvenuto nei giorni scorsi, ha coinvolto tutti i 60 lavoratori de La Fabbrica, che si sono aggiunti ai 62 di Cedir, per un totale di 122 addetti. Nel passaggio di proprietà tutti i posti di lavoro sono stati mantenuti. «Circa sei anni fa – riassume Stefano Andalò, amministratore e socio di maggioranza di Cedir assieme alla sorella Alessandra – a fronte della difficoltà a restare sul mercato, era diventato evidente che l’azienda aveva bisogno di forze esterne. Dopo una ricapitalizzazione fatta dalla mia famiglia nel 2017, abbiamo iniziato a trasformare il business: da azienda votata a produrre e commercializzare materiale a marchio proprio, abbiamo cominciato a produrre per conto terzi. Nel 2017 siamo così entrati in contatto anche con la ceramica Rondine di Rubiera (Reggio Emilia), che in seguito è stata acquisita dal gruppo Italcer. Loro cercavano un fornitore affidabile e noi ci siamo proposti come fornitori di qualità; nel tempo abbiamo intensificato la collaborazione, per poi arrivare a concretizzare questa operazione».

Cedir è nata nel 1968 dalla volontà di tre soci imolesi, che nel 1969 hanno avviato l’attività partendo da una linea di bicottura in grado di produrre 750 metri quadri di piastrelle al giorno. Cedir ha fatto anche la storia dell’industria ceramica locale, quando è stata tra le prime aziende a introdurre la monocottura rapida con forno a rulli, impiegando tecnologie Sacmi. A cinquant’anni di distanza, oggi l’azienda è specializzata nella produzione di piastrelle in grès porcellanato di formato medio e medio-piccolo, più tradizionale rispetto alle grandi lastre delle aziende del gruppo Italcer, con un volume d’affari (pre Covid) di circa 15 milioni di euro. «Il nostro è stato un percorso lungo e difficile – non nasconde Andalò – e il Covid ha contribuito a prolungare l’iter di diversi mesi. A metà ottobre è arrivato il via libera del tribunale di Ravenna, poi ratificato la settimana scorsa. In un settore altamente competitivo come quello delle piastrelle in ceramica, che richiede un alto livello di investimenti ricorrenti, la dimensione conta. Occorre raggiungere e consolidare una dimensione obiettivo: da qui l’ingresso in un progetto più grande, con un gruppo industriale solido in grado di portare valore alle famiglie coinvolte e a tutto il territorio».

Italcer, dal canto suo, è il sesto gruppo italiano nel settore ceramico, con 530 dipendenti e ricavi aggregati per circa 205 milioni di euro. «Cedir – spiega Forchielli – permetterà di consolidare tutte le attività che fanno capo a La Fabbrica, per la quale gli spazi erano ormai troppo limitati. Lo stabilimento Cedir, invece, è più grande e consentirà notevoli sviluppi. L’idea è fare di Cedir il centro della produzione di tutti i materiali con 2 centimetri di spessore, particolarmente adatti a tutti gli usi per esterni, residenziali e non». L’amministratore delegato del gruppo Italcer, Graziano Verdi, infine, spiega i progetti di sviluppo per Cedir: «Questa acquisizione ci consente di unire due aziende in una e di rafforzare il polo romagnolo. Il gruppo Italcer era già il primo cliente di Cedir e si tratta quindi di una integrazione molto naturale e che procederà in modo spedito, perché di fatto c’era già una complementarità tra le due realtà. Nell’arco dei prossimi tre o quattro anni faremo investimenti sia sulla capacità produttiva sia sull’innovazione. All’interno dello stabilimento Cedir, dove saremo in affitto abbiamo già fatto lavori di ammodernamento degli uffici e per lo spazio espositivo. Per il momento, tra acquisizione e lavori, abbiamo investito 5 milioni e mezzo di euro, ma nei prossimi 5-6 anni, con il rinnovamento degli impianti tecnologici, saliremo a 10-15 milioni di euro». (lo.mi.)

Due pagine con ulteriori approfondimenti sull’argomento su «sabato sera» del 26 novembre.

Nella foto: la sede di Cedir a Castel Bolognese

Italcer acquisisce Cedir ed investirà oltre 10 milioni di euro
Economia 2 Novembre 2020

Elezioni Usa, l’opinione dell’economista imolese Alberto Forchielli

Tra coloro che guardano con attenzione all’esito delle elezioni presidenziali americane, previste per domani, martedì 3 novembre, c’è anche l’economista Alberto Forchielli, che negli Stati Uniti ha studiato e poi vissuto per molti anni. Pur non essendo tra i milioni di elettori chiamati alle urne, ha seguito da Imola la campagna elettorale e le mosse di Trump, che stavolta pare in netta difficoltà rispetto all’avversario democratico. Terzo incomodo, la pandemia, che sta pesando come un macigno sull’andamento della campagna elettorale. Già in primavera, nel libro Che figata la quarantena, ma adesso sono cavoli nostri (Bacchilega editore), Forchielli si era espresso in merito. «L’America ha già decine di migliaia di morti – scriveva – più della somma di tutte le vittime delle guerre del Vietnam, dell’Afghanistan, del Golfo e dell’Iraq. Naturalmente c’è rabbia, nella mentalità degli americani c’è anche la voglia di trovare un colpevole. Due terzi della popolazione americana ritiene che la Cina sia il “regno del male”. Quindi Trump ha pensato: “Se addosso la colpa di tanti morti alla Cina, che è il regno del male, porto a casa un sacco di voti”. Inoltre, in questo modo Trump ha attaccato anche Biden, essendo lui molto pro-Cina e questo è un suo punto debole».

I sondaggi danno in vantaggio Biden. Vincerà lui?

«Penso di sì. Stando ai sondaggi, dovrebbe vincere in modo abbastanza facile. Io mi baso su un rapido calcolo: Biden ha a suo favore gli asiatici, i latinos e le donne, con un vantaggio di oltre dieci punti. Trump ha soltanto il sostegno dei maschi bianchi, ma questo non basta. Numericamente non si può vincere avendo contro donne e minoranze. Per vincere Trump aveva bisogno di un’economia forte, che purtroppo non c’è, e soprattutto il Covid gli sta facendo molto male. Quindi, onestamente, non vedo come possano esistere margini per cui lui possa vincere». (lo.mi.)

L’intervista completa su «sabato sera» del 29 ottobre.

Nella foto (Isolapress): Alberto Forchielli

Elezioni Usa, l’opinione dell’economista imolese Alberto Forchielli
Economia 11 Agosto 2020

Alberto Forchielli aveva previsto i fondi Ue e tanto altro nel libro per Bacchilega Editore

«Sui recovery found eu- ropei abbiamo ottenuto di più delle attese. Mai avrei immaginato un risultato di questa portata». Alberto Forchielli è chiaro, dopo che qualche settimane fa, in occasione della presentazione del libro «Che figata la quarantena, ma ora sono cavoli nostri» scritto per Bacchilega Editore aveva ribadito quanto scritto nel libro (carta canta, come si dice): «Parliamoci chiaro. Noi, i fondi europei, non li meritiamo: ne abbiamo sperperati troppi. Ci servono, abbiamo un debito pubblico altissimo e prendere con logiche di mercato quei soldi ci costerebbe molto. Ce li danno a tassi agevolati o in parte a fondo perduto, prendiamoli. Discuterne non ha senso. E ricordiamoci che se alcuni Stati si lamentano, hanno ragione loro. L’accordo arriverà, all’ultimo minuto, ma arriverà, sono sicuro». (ch.fo.)

L’intervista completa su «sabato sera» del 30 luglio.

Nella foto: Alberto Forchielli

Alberto Forchielli aveva previsto i fondi Ue e tanto altro nel libro per Bacchilega Editore

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