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Cronaca 2 Maggio 2020

Coronavirus, il Comune di Imola aprirà le biblioteche e gli impianti sportivi non appena saranno predisposti i protocolli di sicurezza

Dopo l’ordinanza del presidente Bonaccini che entrerà in vigore il prossimo 4 maggio, il Comune di Imola, così come quello di Bologna, ha deciso che aprirà le biblioteche comunali e gli impianti sportivi comunali non appena saranno predisposti i protocolli di sicurezza che garantiranno l’utilizzo delle strutture in condizioni di sicurezza per i frequentatori ed il personale lavorativo.

Proprio su questi temi, infatti, il Comune di Imola è impegnato al «Tavolo metropolitano per la sicurezza sui luoghi di lavoro», in un confronto proficuo con le parti sociali e le istituzioni. (da.be.)

Nella foto: lo stadio Romeo Galli di Imola

Coronavirus, il Comune di Imola aprirà le biblioteche e gli impianti sportivi non appena saranno predisposti i protocolli di sicurezza
Cronaca 12 Dicembre 2019

Ridimensionato ma in stallo il progetto della nuova stazione ecologica in Pedagna, si attende il permesso di costruire

A che punto è il progetto della stazione ecologica prevista nell’area dell’ex centrale di cogenerazione di via Montericco? Il primo a parlarne fu, nel 2015, l’allora assessore all’Ambiente Davide Tronconi. «Per diminuire i costi della raccolta dei rifiuti e rimanere dentro i parametri europei della raccolta differenziata – aveva spiegato – stiamo ragionando sull’opportunità di realizzare una nuova stazione ecologica». L’impianto, al servizio degli abitanti dei quartieri Pedagna e Cappuccini, ma anche della frazione di Ponticelli, in origine doveva essere un centro di raccolta (non però per l’organico), presidiato nelle ore diurne e self service nelle ore notturne, raggiungibile in auto 24 ore su 24, con i rifiuti non a vista, ma chiusi in cassoni.

Nella stessa area era previsto in teoria anche un centro di riuso per tutti gli oggetti che potevano essere recuperati. A quattro anni di distanza il progetto è fermo. «Da ultimo se ne è occupato l’ex assessore Longhi – riassume il direttore di ConAmi, Stefano Mosconi -. Il progetto era stato candidato a un bando di finanziamento europeo, che non è stato ottenuto. Si trattava di un pacchetto di interventi per oltre 4 milioni di euro, che comprendeva anche attività in collaborazione con altri Paesi Ue per diffondere le buone pratiche. Il contributo europeo avrebbe coperto più della metà della spesa». Venuta a mancare questa possibilità, gli oneri di realizzazione sono ricaduti tutti sul ConAmi.

«Alla luce di ciò – prosegue Mosconi – c’è stato un lavoro di mesi, in collaborazione anche con Atersir, l’autorità regionale che bandisce le gare per i gestori delle strutture di questo tipo, per rivedere il progetto, dimezzando la spesa pur cercando di mantenere le stesse dotazioni e adattandolo alle esigenze specifiche della città. E’ stato così raggiunto un punto condiviso con il Comune.
A ottobre, sull’area sono stati fatti i sondaggi archeologici necessari a ottenere il permesso della Sovrintendenza e si è ora in attesa del rilascio del permesso di
costruire da parte del Comune». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 5 dicembre

Nella foto la palazzina di via Mentana dove ha sede il ConAmi

Ridimensionato ma in stallo il progetto della nuova stazione ecologica in Pedagna, si attende il permesso di costruire
Cronaca 11 Maggio 2019

Temperature ancora sotto la media, a Castello proroga fino al 14 maggio per l'accensione del riscaldamento

Via libera all”accensione dei termosifoni fino al 14 maggio a Castel San Pietro Terme. Lo ha deciso con un”ordinanza l”Amministrazione comunale, concedendo l”ennesima proroga per mantenere in funzione gli impianti nelle case e nei luoghi di lavoro,al fine di far fronte alle temperature inferiori alla media stagionale.

Con la nuova proroga si arriverà dunque un mese oltre il termine ordinario del 15 aprile fissato dalla legge per il nostro territorio. (r.cr.)

Temperature ancora sotto la media, a Castello proroga fino al 14 maggio per l'accensione del riscaldamento
Cronaca 4 Marzo 2019

Tornano al Comune le chiavi della Bocciofila di Toscanella, nessuno disponibile a ricostituire il direttivo dell'associazione

Nonostante la maggioranza dei soci fosse contraria alla chiusura l’impasse nel quale versa attualmente la Bocciofila toscanellese, con un direttivo uscente e nessuno che voglia prenderne il posto, sta portando proprio in quella direzione. La «saracinesca» del bar dell’impianto di via Amendola è stata tirata giù dallo scorso primo febbraio, inizialmente «causa malattia», come recita il cartello ancora appeso sulla porta d’ingresso, ma da allora non è stata più riaperta.

«Il barista non si è più presentato dopo l’assemblea del 31 gennaio nella quale è stata illustrata ai soci la situazione fiscale e le azioni imputate all’ex presidente Renzo Manzoni», spiegano i membri del direttivo dimissionario della Bocciofila toscanellese, l’associazione sportiva dilettantistica (asd) che gestisce l’omonima e ormai storica struttura nella frazione di Dozza.

Ma ricostruiamo la vicenda che sta portando a questo amaro epilogo. Durante l’assemblea dei soci di fine gennaio il direttivo dell’asd ha formalizzato le sue dimissioni e relazionato su un ammanco di alcune migliaia di euro imputato, per l’appunto, all’ex presidente Manzoni, già gestore anche del bar della Bocciofila nella sua veste di presidente de Gli amici della bistecca, associazione imolese che si occupava del bar in convenzione con l’asd Bocciofila toscanellese. Il problema è che, secondo il direttivo della bocciofila, Manzoni avrebbe svuotato il conto dell’asd in favore dell’associazione “Gli amici della bistecca”, tramite una serie di prelevamenti e bonifici effettuati negli ultimi sei mesi dello scorso anno.

L’avvocato dell’asd Bocciofila Vassilia Casselli mette le mani avanti: «Il percorso giudiziario è ancora fermo alle indagini – poi aggiunge decisa -. Dal canto nostro siamo risaliti ad un ammanco di 24.868 euro, cifra che non risulta avere alcun giustificativo in termini di fatture o altre spese imputabili alle attività dell’asd. Ad oggi non siamo ancora stati contattati né dal signor Manzoni, che solo a mezzo stampa ha dichiarato di possedere tutte le carte per dimostrare la correttezza dei conti, né dall’avvocato che ha scelto per rappresentarlo. Speriamo che la situazione si sblocchi quanto prima – conclude -. Nel frattempo l’asd Bocciofila sta operando in via formale per riottenere le chiavi del bar che erano state affidate all’associazione che lo gestiva, ovvero sempre allo stesso Manzoni».

Per il momento non è possibile avere altri ragguagli dato che né l’ex presidente né l’avvocato che lo rappresenta, contattati dopo gli ultimi sviluppi, hanno rilasciato alcuna dichiarazione a sabato sera.

Al di là di tutto questo, il problema più pressante e grave è che, dopo le dimissioni del direttivo (la motivazione formale, e comprensibile, è stata perché, avendo eletto loro Manzoni, non ritenevano più di essere qualificati per proseguire l’attività), non si sono trovati volontari per sostituirli. Per la precisione, lo scorso 18 febbraio è stata indetta una riunione per individuare il consiglio elettorale e un nuovo direttivo per guidare l’asd Bocciofila. Occorrevano cinque nomi ma se n’è fatto avanti solo uno, quindi l’assemblea si è sciolta nel nulla di fatto. «Per l’impossibilità di proseguire con le elezioni e la scelta dei nuovi consiglieri siamo obbligati a riportare in Comune le chiavi della struttura – concludono dal direttivo uscente – e passare la parola all’Amministrazione comunale. Resta il dispiacere di vedere chiuso un luogo di incontro e di sport importante per tante persone e diverse associazioni, ma all’orizzonte non si vede alcuna via di uscita da questo impasse burocratico». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 febbraio

Tornano al Comune le chiavi della Bocciofila di Toscanella, nessuno disponibile a ricostituire il direttivo dell'associazione
Economia 29 Gennaio 2019

I consigli dell'Enea in tema di efficienza energetica: che temperatura tenere in casa e al lavoro, le regole sui controlli

Qual è la temperatura ideale da tenere in casa? Come e quando vanno eseguiti i controlli di efficienza energetica? Queste e altre risposte si trovano nella guida realizzata dall’Enea, per conto del ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Cofartigianato, Federconsumatori, Unione consumatori e il Salvagente, disponibile online sul sito www.agenziaefficienzaenergetica.it, nella sezione «Per il cittadino» e nella sottosezione «Impianti termici». Qui di seguito forniamo un estratto.

I valori massimi di temperatura ambiente. 
Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione invernale, la media delle temperature nei singoli ambienti riscaldati non deve superare i 18 gradi centigradi, più 2 gradi di tolleranza, per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili; 20 gradi, più 2 gradi di tolleranza per tutti gli altri edifici. Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione estiva, la media delle temperature nei singoli ambienti raffrescati non deve essere minore di 26 gradi, meno 2 gradi di tolleranza per tutti gli edifici. Regolare la temperatura ambiente è molto importante. Per ogni grado centigrado in più, i consumi aumentano dal 5 al 10%. In inverno suggeriamo di non superare i 18-19 gradi di giorno e i 16 gradi di notte. E in estate di non andare oltre i 5 gradi di differenza tra la temperatura esterna e quella interna. In alcuni casi è sufficiente attivare la sola funzione «deumidificazione».

Il controllo degli impianti termici.
Tutti gli impianti termici devono essere sottoposti a controlli periodici che hanno una duplice finalità: garantire una maggiore sicurezza e mantenere efficiente l’impianto per avere una bolletta meno cara. Le operazioni di controllo, a cura del responsabile dell’impianto, devono essere eseguite da imprese abilitate. Soltanto alcune semplici manutenzioni, quali la pulizia dei filtri aria dei sistemi split, possono essere eseguiti dal responsabile stesso o da un suo incaricato. La manutenzione è l’insieme delle operazioni utili a preservare nel tempo le prestazioni degli apparecchi e/o dei componenti ai fini della sicurezza, della funzionalità e del contenimento dei consumi di energia. Le tempistiche per la manutenzione di ciascun apparecchio/componente sono riportate dai fabbricanti di apparecchi e componenti dell’impianto termico nei libretti d’uso e manutenzione.

Il controllo dell’efficienza energetica d’impianto (prova fumi).
Il controllo di efficienza energetica dell’impianto, compresa la redazione del rapporto di controllo, è obbligatorio per legge e deve essere eseguito in occasione delle operazioni di manutenzione. Sono soggetti a controllo efficienza energetica gli impianti per la climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale superiore a 10 kW; gli impianti per la climatizzazione estiva e pompe di calore di potenza termica utile nominale superiore a 12 kW. Il controllo dell’efficienza energetica deve essere effettuato all’atto della prima messa in servizio dell’impianto, a cura della ditta installatrice; nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come ad esempio il generatore di calore; nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica.

Le sanzioni.
Riguardano il responsabile dell’impianto, cioè il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità, qualora non provveda alle operazioni di controllo e manutenzione degli impianti di climatizzazione è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3 mila euro. L’operatore incaricato del controllo e manutenzione, che non provvede a redigere e sottoscrivere il rapporto di controllo tecnico di cui all’articolo, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 1.000 euro e non superiore a 6 mila euro. 

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto l”immagine di copertina della guida sulla climatizzazione degli ambienti

I consigli dell'Enea in tema di efficienza energetica: che temperatura tenere in casa e al lavoro, le regole sui controlli
Economia 29 Gennaio 2019

Entro fine anno le caldaie dovranno avere la targa, come fare per mettersi in regola con la normativa regionale

Non sono solo le auto a essere dotate di targa. Entro fine anno, infatti, anche caldaie e condizionatori domestici dovranno avere un codice identificativo, la cosiddetta «targa impianti», e dovranno essere registrati al Catasto regionale impianti termici (Criter), in cui vengono raccolti e aggiornati i dati relativi agli impianti termici presenti in Emilia Romagna. In questo modo, la Regione potrà avere un quadro preciso della situazione, verificare eventuali situazioni di pericolosità e intervenire per migliorare l’efficienza degli impianti non in regola.

Il riscaldamento è, dopo il traffico, la maggiore causa di inquinamento. L’operazione «calore pulito» fa seguito all’adozione del nuovo regolamento regionale dell’aprile 2017, conforme alle prescrizioni europee e nazionali. Il fine ultimo è far sì che tutti contribuiscano a città e territori più vivibili, con aria più pulita e abitazioni più sicure. L’obbligo di registrazione al Criter, il cui termine in scadenza a fine 2018 è stato prorogato di un anno, riguarda sia gli impianti di riscaldamento (caldaie, incluse quelle a pellet o legna), di potenza termica maggiore di 5 kW, sia gli impianti di raffreddamento (aria condizionata) di potenza termica maggiore di 12 kW, sia gli impianti centralizzati di produzione di acqua calda sanitaria di qualunque potenza. Nessun onere è richiesto dalla Regione per la registrazione al catasto Criter e l’operazione deve essere effettuata solo una volta.

Come viene effettuata l’iscrizione al Criter? Quando il tecnico passa a controllare l’impianto, occorre avere a portata di mano la visura catastale della propria abitazione e le bollette dell’energia elettrica e del gas. «Per l’iscrizione al Criter – conferma Pietro Mezzapelle, tecnico del centro assistenza caldaie Tecnotandem, con sedi a Imola e Casalfiumanese – servono i dati catastali dell’immobile, il codice Pdr (che indica il punto di riconsegna della fornitura del gas) e Pod (che indica il punto di prelievo dell’energia elettrica), che si trovano sulle bollette della luce e del gas. Noi inviamo questi dati alla Regione, che a sua volta rilascia la targa da inserire sul libretto. Nel 2014 è stato introdotto un nuovo libretto impianto di climatizzazione, in sostituzione del vecchio libretto usato in precedenza. Inoltre, dal 2017 è entrato in vigore l’obbligo di effettuare ogni due anni il controllo dei fumi emessi dall’impianto, necessario a verificare il corretto funzionamento e il rendimento della caldaia. Se il rendimento è basso, la caldaia consuma di più e in genere suggeriamo di sostituirla entro sei mesi. Se invece va tutto bene, dopo il controllo dei fumi viene rilasciato il bollino “calore pulito”, da aggiungere sul libretto. In Emilia Romagna, per i piccoli impianti domestici il bollino costa 7 euro (più Iva al 10 per cento), ma la tariffa aumenta fino a 100 euro per gli impianti di grossa potenza (condominiali), cifra da ripartire tra i condomini. Il costo, comunque, dipende da regione a regione». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Entro fine anno le caldaie dovranno avere la targa, come fare per mettersi in regola con la normativa regionale

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