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Cronaca 29 Settembre 2019

Si è svolto in settimana il viaggio degli studenti di Vitamina C alla scoperta di Milano e delle Isole Borromee

Si è svolto questa settimana il viaggio premio per gli studenti vincitori di«Vitamina C», il progetto di promozione della cultura d’impresa cooperativa promosso da Alleanza delle Cooperative Imola insieme a Legacoop Bologna e Confcooperative Bologna, con meta a Milano e alle Isole Borromee, riservato agli ideatori dei tre progetti che hanno conquistato il «podio» nell’edizione 2018-2019. Quattro di essi, Giulia Folli, Beatrice Franchini, Francesca Gambetti e Ilaria Tagliavini, delle classi 4ª A e 4ª B dell’Istituto Scarabelli, sono i primi classificati con «Drink Health», l’idea d’impresa che progetta di realizzare contenitori per cibi biodegradabili e commestibili. Seguite dalla professoressa Roberta Giacometti, che le ha accompagnate anche nel viaggio, le studentesse sono riuscite anche a realizzare e testare il prodotto.

Con loro a Milano erano anche, accompagnati dall’insegnante Maria Capodicasa, gli studenti Bitca Catalin, Graziano Amelia, Leonardo Rasca e Alexandru Valentin Stoian della 4ª A dell’Istituto Alessandro da Imola, medaglia d’argento con «Fast&Healthy», pensato per migliorare le abitudini alimentari, soprattutto degli sportivi, offrendo una linea di pasti pronti realizzati con ingredienti a chilometro zero. Hanno completato la squadra Giulia Guerra, Mattia Marangoni, Jacopo Rambaldi e Alessandra Zirondelli, della 4ª E dello Scarabelli, anch’essi seguitid alla professoressa Giacometti. Il loro «Zoo energy», terzo classificato, consiste nella produzione di alimenti per animali utilizzando scarti derivanti dalla trasformazione di frutta e verdura.

Tutti insieme, con la partecipazione di Rita Linzarini in rappresentanza di Alleanza delle cooperative, hanno avuto la possibilità di alternare mete culturali con visite alla scoperta di realtà cooperative impegnate nel welfare, nella rigenerazione urbana e nell’integrazione sociale. «Vitamina C» da 18 anni coinvolge gli studenti delle quarte classi degli istituti superiori del circondario imolese facendo loro scoprire la cooperazione come attore economico importante che crea opportunità di lavoro onesto e dignitoso, sia come ambiente formativo per capire cosa occorre per trasformare un’idea in un’impresa di successo. (r.cr.)

Nella foto il gruppo dei partecipanti al viaggio

Si è svolto in settimana il viaggio degli studenti di Vitamina C alla scoperta di Milano e delle Isole Borromee
Cronaca 29 Luglio 2019

MyAppFree e le altre realtà incubate a Imola, storie di imprese affermate che sono partite da Innovami

MyAppFree ha mosso i primi passi all’interno di Innovami, incubatore di imprese e centro per l’innovazione presente a Imola dal 2005. Promosso da ConAmi per creare occupazione sul territorio dei 23 comuni consorziati, dal 2009 opera come associazione e dal 2011 è ente accreditato dalla Regione per il trasferimento tecnologico oltre a far parte della Rete alta tecnologia dell’Emilia Romagna. In 14 anni di attività, Innovami ha incubato 26 imprese, di cui 22 tuttora operative, per un totale di circa 180 persone impiegate e un fatturato aggregato di circa 12 milioni di euro. Alcune di queste, in particolare, sono ormai delle realtà affermate nei rispettivi settori.

Optit, con sedi a Cesena e Bologna, conta oggi 30 dipendenti. Fondata nel 2007, si occupa di big data, mettendo a disposizione un mix di risorse per lo sviluppo di progetti integrati di supporto al business, erogati sotto forma di fornitura di soluzioni, consulenza o software. Social Cities, invece, è una agenzia web imolese nata nel 2014 che dà lavoro a 12 addetti. Oltre ad «accompagnare i clienti verso nuove destinazioni digitali», si legge nel sito aziendale, offre servizi di marketing e design. In Giunko, con sede a Bologna, lavorano invece 10 persone. Loro gli ideatori dell’applicazione per la raccolta differenziata dei rifiuti, Junker, attorno a cui Hera ha poi sviluppato il Rifiutologo, che, attraverso la lettura ottica del codice a barre di un prodotto mediante uno smartphone o un tablet, ne indica il corretto smaltimento. Remembrane, con 4 addetti, si occupa a Imola di tecnologia delle colture cellulari, produce proteine e virus ricombinati, studia la terapia cellulare ovvero la creazione artificiale di organi. Citiamo inoltre Sonne Film, casa di produzione indipendente fondata nel 2010, che realizza documentari, serie tv e format televisivi e che ha di recente conquistato il premio del pubblico al Biografilm Festival di Bologna. Lo studio imolese di progettazione Alba Progetti, cooperativa di servizi fondata nel 2007, a Imola ha firmato, ad esempio, il nido interaziendale Cornelia, gli uffici comunali alla sala Miceti e il centro direzionale di Confartigianato Assimprese. Oggi Innovami sta vivendo una fase di transizione, verso un nuovo modello operativo più adeguato al futuro.

Non a caso, a fine 2018, è stato avviato il progetto dell’«incubatore diffuso», che consente a chi ha un’idea imprenditoriale innovativa di lavorare in spazi dedicati all’interno di aziende che fanno parte della rete di Innovami. «Imola non è paragonabile a Milano, Roma o Bologna – spiega il presidente, Davide Baroncini -. Il modello dell’incubatore per start-up “residenti” rischia di non essere più attuale rispetto alle nostre esigenze. Non significa che Innovami non avrà più una sede, dobbiamo avere spazi per riunioni, eventi e comitati scientifici. Ma per essere attrattivi, dobbiamo cercare di essere molto vicini al territorio che rappresentiamo, coinvolgendo in primis le imprese. Serve una nuova configurazione, una progettualità più ampia e una sinergia auspicabile con la pubblica amministrazione, le fondazioni e l’università. Stiamo lavorando su questo». (lo.mi.)

Nella foto: il team di MyAppFree

MyAppFree e le altre realtà incubate a Imola, storie di imprese affermate che sono partite da Innovami
Cronaca 29 Luglio 2019

Nuova sede per MyAppFree, la star-up imolese diventata società per azioni che lavora con Sony

Nel 2015 MyAppFree nasce come start-up innovativa con l’idea di creare un network commerciale che fa trovare ad ogni utente le giuste applicazioni per il proprio cellulare a prezzi scontati o gratuiti. Un anno dopo l’inserimento nell’incubatore di Innovami e la vittoria del concorso «Una Nuova Idea di Impresa». Nel giugno di quest’anno la trasformazione in società per azioni (spa), capitale sociale di partenza 50 mila euro. Un bel traguardo per i tre soci Riccardo Fuzzi, tecnico informatico, Massimo Caroli, ingegnere informatico, e Alessandro Del Grano, esperto in marketing e pubblicità. Tutti e tre under 30, per una discovery network per applicazioni, come si legge sul sito dell’azienda, specializzata nel mobile advertising e marketing, pubblicità su smartphone e tablet. «Questo cambio di passo ci apre ancora di più le porte verso l’estero e ci permette di consolidare rapporti con entità più grandi» motiva Fuzzi che aggiunge «noi promuoviamo le applicazioni e avevamo creato una nostra app per farlo, ora ci siamo evoluti in modo che il modello di business sia più sostenibile».

Un cambio di passo rapidissimo anche nel fatturato visto che «nel 2017 era di 400 mila euro, un anno fa già di 1 milione di euro. A giugno 2019 abbiamo pareggiato il 2018 e puntiamo per fine anno di raggiungere tra i 2 milioni e i 2 milioni e mezzo di euro» analizza Caroli. Numeri di tutto rispetto con l’ipotesi pure di «arrivare alla quotazione in borsa nel giro di un quinquennio. E non siamo una start-up nata magari da un ex manager Microsoft» rivendicano con orgoglio. Ma in pratica di cosa si occupa MyAppFree? «Siamo un network pubblicitario orientato sulle app per brand che vogliono acquisire nuovi utenti. In pratica una piattaforma che si pone al centro tra domanda e offerta, mettiamo in comunicazione gli inserzionisti che vogliono promuovere un’app e i loro contenuti, i canali, gli editor che forniscono spazi pubblicitari al nostro network e gli utenti che vogliono scoprire nuove applicazioni per il loro smartphone. Per il servizio teniamo una commissione. La differenza rispetto ad altri come Google ads è che loro sono orientati ad un mercato ad impression mentre noi a performance». Tradotto, non basta che un utente «veda» qualcosa ma che effettivamente compia un’azione, in generale lo scaricamento dell’app.

MyAppFree significa oggi una decina di persone, ma vista la crescita rapida e costante «siamo alla ricerca di nuovi collaboratori, pensiamo a quattro persone in più per quest’anno» sottolinea Caroli. Accanto al team sviluppatori, per il quale cercano competenze da programmatore, ci sono gli account e sales manager per i quali non sono richieste lauree in ingegneria o esperienze particolari. «Non esistono scuole che insegnino il nostro lavoro. Le persone le possiamo formare qui» dice Caroli, che fa intendere come i requisiti necessari siano piuttosto «generiche capacità digitali, voglia di fare, ottima conoscenza dell’inglese. Tra i clienti ci sono colossi internazionali «come McDonald’s e Sony» si lasciano scappare i due fondatori. Il rapporto con Sony è iniziato tre anni fa attraverso la sede svedese del gruppo, poi il dialogo è diventato di partnership con la casa madre giapponese. «Tutto è nato un po’ per caso durante un evento, erano interessati alla nostra idea della app of the day (app del giorno). (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 luglio.

Nella foto: i tre soci di MyAppFree. Da sinistra Massimo Caroli, Riccardo Fuzzi ed Alessandro Del Grano 

Nuova sede per MyAppFree, la star-up imolese diventata società per azioni che lavora con Sony
Economia 3 Giugno 2019

Avviati nei giorni scorsi a Ozzano i lavori di pulizia e di chiusura degli accessi dell'area ex Castelli di via Olmatello

Un tempo l’area dove sorgeva lo stabilimento Castelli in via Olmatello era sinonimo di lavoro, successo e lusso. La Castelli, infatti, produceva e vendeva mobili da ufficio di fascia alta a clienti di tutto il mondo. Poi alla fine degli anni Novanta è iniziato il declino, con ripetuti passaggi di proprietà, culminati nella definitiva chiusura e abbandono di tutta l’area di via Olmatello, dove avevano sede gli uffici e uno degli stabilimenti produttivi. Area poi acquistata all’asta da un’azienda di Roma, successivamente fallita, e che al momento risulta essere di proprietà di un fondo comune di investimento facente capo a due commissari liquidatori nominati dalla Banca d’Italia.

L’area interessata è piuttosto vasta. L’ex stabilimento e gli uffici versano in stato di abbandono e anni fa sono stati anche sede di ben due rave party, che hanno causato non pochi problemi al locale comando dei carabinieri. E da tempo i cittadini residenti nelle vicinanze lamentano il fatto che l’intera area è divenuta una discarica a cielo aperto. L’Amministrazione comunale ha rivolto vari solleciti ai commissari liquidatori, ma senza che producessero sin qui effetti duraturi. Ora il giro di vite. A seguito di un sopralluogo, il corpo forestale dei carabinieri ha fatto pervenire all’Amministrazione comunale una segnalazione con la quale si ravvisa l’abbandono di rifiuti pericolosi e non pericolosi presso l’area ex Castelli, proponendo un provvedimento amministrativo.

Grazie a questa segnalazione, la polizia municipale ha potuto intimare ai curatori fallimentari la rimozione e lo smaltimento di tutti i rifiuti abbandonati e il ripristino dello stato dei luoghi e, soprattutto, ordinare di adottare tutti gli accorgimenti (cancellata, recinzioni, eccetera) idonei a preservare l’area da ulteriori abbandoni di rifiuti. Lavori che sono iniziati in questi giorni a cura della ditta Marchesi di Pianoro. «Come Amministrazione comunale – spiegano dal Comune – seguiremo da vicino tali lavori per assicurarci che vengano eseguiti con precisione al fine di tutelare e salvaguardare la sicurezza dei tanti cittadini residenti lungo la via Olmatello, che da anni segnalano abbandoni di rifiuti e accessi non controllati di persone». (r.cr.)

Nella foto la palazzina uffici messa in vendita dal fondo Diaphora1

Avviati nei giorni scorsi a Ozzano i lavori di pulizia e di chiusura degli accessi dell'area ex Castelli di via Olmatello
Economia 7 Aprile 2019

Il software “So-Fair' dell'azienda Sofos di Imola utilizzato dal Vinitaly che apre il 7 aprile a Verona

Il Vinitaly, la famosa fiera dedicata al vino, aprirà i battenti oggi, 7 aprile,  a Verona. Un’edizione 2019 che promette di superare i quasi 4.500 stand e le 128 mila presenze dell’anno scorso. Una macchina complessa che richiede tempi rapidi e massima sicurezza, dietro questa organizzazione c’è un pezzetto di made in Imola che si chiama So-Fair. Si tratta di un software realizzato da Sofos, software house nata nel 1986, che utilizza principalmente tecnologie Microsoft e Autodesk. Fornisce consulenza e sviluppo di software a medie e grandi aziende, private e pubbliche, e da oltre vent’anni realizza applicazioni modulari per l’industria fieristica ora riunite sotto il brand So-Fair.

«L’industria fieristica ha esigenze particolari, l’organizzazione richiede molto tempo, mentre l’allestimento deve avvenire rapidamente, l’evento si svolge tutto in pochi giorni e a seguire c’è il disallestimento anch’esso altrettanto veloce – racconta Ambra Bedetti responsabile del progetto So-Fair per Sofos -. Non ci possono essere ritardi. Tutto deve funzionare alla perfezione. Anche il software deve rispettare queste esigenze». La trasformazione digitale è un passaggio obbligato anche per il mondo delle fiere e So-Fair fornisce soluzioni che aiutano i vari attori coinvolti, organizzatori, espositori e allestitori. Le applicazioni software di So-Fair sono state adottate oltre che da Veronafiere anche da Bolognafiere, Italian Exhibition Group (che segue Fiera Rimini e Fiera di Vicenza), Riva del Garda Fiere e Congressi e da varie segreterie organizzative come Conference Service ed allestitori come GiPlanet. Inoltre vengono utilizzate nell’organizzazione di eventi nazionali ed internazionali, anche all’estero come il Miami Funer, Interior Mabel a Kiev, AquaTherm a Mosca, Kiev e Almaty.

So-Fair è utilizzabile anche per eventi espositivi di vario genere, a Imola, ad esempio, il Club romagnolo auto e moto d’epoca si affida ai suoi software per organizzare il Crame, la mostra scambio che ogni anno porta in autodromo per tre giorni migliaia e migliaia di visitatori e centinaia di espositori. «So-Fair è stato realizzato con l’obiettivo di fornire una piattaforma completa per la gestione di una manifestazione fieristica – spiega Bedetti -, questo non toglie che, se occorre, si possa connettere con i sistemi Erp e Crm in uso (ad esempio SalesForce)». Il Vinitaly ha adottato So-Fair oramai da nove anni, lo utilizza per gestire rapidamente e in tutta sicurezza le attività di «vendita» degli spazi e dei servizi fieristici alle migliaia di espositori. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 aprile

Il software “So-Fair' dell'azienda Sofos di Imola utilizzato dal Vinitaly che apre il 7 aprile a Verona
Economia 28 Marzo 2019

Congresso Legacoop, il presidente uscente: «Abbiamo mantenuto i conti a posto, oggi associazione più solida»

Il presidente della cooperativa edificatrice Aurora Seconda, Raffaele Mazzanti, ed il presidente della cooperativa sociale Giovani Rilegatori, Carlo Alberto Gollini, sono rispettivamente i nuovi presidente e vicepresidente di Legacoop Imola. A sancirlo (all’unanimità) è stata giovedì della settimana scorsa, 21 marzo, l’assemblea dei delegati riunita presso l’auditorium della Sacmi per celebrare il decimo congresso dell’associazione. Un avvicendamento nel segno della continuità. Olivieri era divenuto presidente di Legacoop Imola nell’aprile del 2014 subentrando al dimissionario Sergio Prati. Poi, pochi mesi dopo, la riconferma, assieme a Mazzanti come vicepresidente, in occasione del nono congresso territoriale.

«La Legacoop che uscì dal precedente congresso – ha ricordato Olivieri – era un’associazione profondamente mutata rispetto al passato». Due le cause: «Le minori entrate contributive dovute alle crisi di alcune associate e la conseguente necessità di trovare una nuova modalità organizzativa capace di rispondere ai bisogni delle associate e al tempo stesso di essere economicamente sostenibile». Quattro anni dopo il consuntivo riguardante l’associazione è ampiamente positivo. «Credo di poter affermare- ha detto il presidente uscente – che l’obiettivo che ci eravamo prefissati, di costituire un punto di riferimento certo per le aderenti, lo abbiamo centrato. Così come abbiamo certamente raggiunto anche l’obiettivo di tenere i conti a posto, senza utilizzare parti del patrimonio esistente. In altri termini, consegniamo un’associazione più solida a chi la gestirà domani, come nella migliore tradizione cooperativa».

Ed altrettanto positivo è il consuntivo riguardante le imprese associate. «Se è vero che il 2014 rappresenta l’anno in cui la cooperazione imolese ha registrato una brusca frenata lungo un percorso di crescita che durava da tempo, è altrettanto vero che gli anni successivi hanno evidenziato una grande crescita che troverà nell’esercizio 2018 un suo consolidamento». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28

Nella foto la stretta di mano tra il nuovo presidente Raffaele Mazzanti e il presidente uscente Domenico Olivieri

Congresso Legacoop, il presidente uscente: «Abbiamo mantenuto i conti a posto, oggi associazione più solida»
Economia 28 Marzo 2019

Congresso Legacoop, il nuovo presidente è Raffaele Mazzanti, il vice Carlo Alberto Gollini

L’assemblea congressuale della Lega  di Imola ha provveduto a nominare i componenti del Consiglio di presidenza e del Collegio dei revisori dei conti per il prossimo quadriennio, confermando un modello organizzativo che vede presenti all’interno degli organismi decisionali i rappresentanti delle imprese aderenti.

Oltre al presidente Raffaele Mazzanti (Aurora seconda) e al vicepresidente Carlo Alberto Gollini (Giovani rilegatori), il Consiglio di presidenza risulta composto anche da Gianmaria Balducci (Cefla), Stefano Bolognesi(Cooperativa Ceramica d’Imola), Remo Camurani (Cuti-Consai), Vincenzo Folli (3elleN), Andrea Mascherini (Coop Reno), Elena Mongardi (Zappettificio Muzzi), Paolo Mongardi (Sacmi), Luca Montroni (Cti), Domenico Olivieri (Assicoop bologna metropolitana), Giovanni Poli (Cims),Ivan Ronchi (Cooperativa lavoratori della terra), Ilaria Seragnoli (Artemisia) e Roberta Tattini (Seacoop).

Il Collegio dei revisori dei conti risulta invece composto da Dianella Capelletti (presidente) e dai revisori effettivi Claudio Avoni e Domenico Morozzi; revisori supplenti Stefano Cavini e Mauro Saloni. (r.cr.)

Congresso Legacoop, il nuovo presidente è Raffaele Mazzanti, il vice Carlo Alberto Gollini
Economia 25 Marzo 2019

Il 29 e il 30 marzo torna Imola Programma, l'ideatore Claudio Bergamini: “Dietro alle tecnologie ci sono le persone'

C’è un settore che non conosce crisi. E’ quello dell’informatica, che a Imola vede impegnate decine di aziende in crescita e alla costante ricerca di figure professionali specializzate. Da tre anni a questa parte l’evento “Imola Programma” punta i riflettori proprio su questo interessante segmento dell’economia locale e globale. Ne è ideatore Claudio Bergamini, amministratore delegato della società Imola Informatica, che nel suo quartier generale di via Selice dà lavoro a un centinaio di addetti, numero che sale a 150 se si considerano le società partecipate del gruppo.

Dalla nascita di Imola Programma, tanti sono stati i cambiamenti anche a livello locale, come spiega anche Bergamini: «Quest’anno le scuole superiori in cui si insegna anche l’informatica hanno registrato il doppio di iscritti rispetto a due anni fa. E forse non è un caso se una realtà piccola come Imola negli ultimi anni ha avuto, rispetto al resto d’Italia, il maggior numero di medaglie alle Olimpiadi di informatica Tutte le aziende di informatica che lavorano bene sono in crescita esponenziale. Se le aziende vogliono crescere il mercato dà loro questa possibilità, l’unico freno è proprio la mancanza di persone. Per cui le aziende devono andare a cercarle fuori territorio. A Imola Informatica, ad esempio, il rapporto tra chi è della zona e chi viene da fuori è di 20 a 80. Grazie a questo evento si sono anche aperte collaborazioni interessanti per progetti innovativi di ricerca. E’ il caso di Antreem e Cefla; Npc, Sister e Imola Informatica; Sacmi, Iprel e Imola Informatica».

Quest’anno il titolo dell’evento è «Trasformazione tecnologica e fattore umano».
«Innanzitutto occorre smitizzare le tecnologie, dicendo che non sono ineluttabili, ma che davanti e dietro ci sono sempre persone. Fino a oggi abbiamo voluto mettere in luce a livello territoriale che in campo informatico il fattore umano ricopre un ruolo fondamentale. Industria 4.0, smart cities, intelligenza artificiale, auto senza pilota, prevedono tutti l’uso di software sempre più invasivo. Cercheremo di mostrare come gestire questa trasformazione, quali saranno i probabili impatti e di capire come possiamo aiutare il territorio a metabolizzare bene questi cambiamenti».

«Trasformazione tecnologica e fattore umano nell’impresa» è il tema scelto per la terza edizione di Imola Programma, che quest’anno si terrà il 29 e 30 marzo nella sala stampa dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari. L’evento, organizzato da Local Focus, è occasione di incontro con le aziende che producono e/o sfruttano tecnologie avanzate, il cui denominatore comune è l’informatica. Venerdì 29 marzo (ore 8.30-18.30) saranno protagoniste le imprese, con spazi espositivi, tavoli di confronto, presentazioni e testimonianze su temi specifici: ricerca  e  innovazione,  mentalità  digitale,  risorse  economiche,  responsabilità sociale, processi e qualità. Sabato 30 marzo (ore 8.30-13.15) sarà invece dedicato ai percorsi formativi e professionali. Imprese, università, istituti superiori e, per la prima volta, agenzie per il lavoro affronteranno il tema cruciale dell’apprendimento  in  sintonia  con  le  esigenze  delle  aziende,  che  avranno modo di spiegare quali sono le figure da loro più ricercate. (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 21 marzo

Nella foto Claudio Bergamini

Il 29 e il 30 marzo torna Imola Programma, l'ideatore Claudio Bergamini: “Dietro alle tecnologie ci sono le persone'
Economia 13 Marzo 2019

L'Ima continua a crescere e acquista altre due aziende di macchinari per il confezionamento caffè e food

Ima particolarmente attiva nel food e nei macchinari per il settore coffee. A fine febbraio ha annunciato infatti due nuove acquisizioni. Ha sottoscritto un accordo per l’acquisto del 70% del capitale di Spreafico Automation, la società di Calolziocorte (Lecco) detenuta dalla famiglia Spreafico, specializzata nelle macchine automatiche per il riempimento e la preparazione delle capsule di caffè (single serve) e prodotti solubili. Ed ha rilevato il 61,45% del capitale della Tecmar Sa, società argenti-a con sede a Mar del Plata, importante player nel mercato latino-americano nelle macchine automatiche per il confezionamento nei settori caffè e food.

«Il nostro gruppo ha già una consolidata presenza nel settore caffè – spiega Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima -. E l’ingresso contestuale in Spreafico Automation e Tecmar permette di completare la gamma di prodotti offerti e di rafforzare significativamente il posizionamento nel mercato latino-americano, previsto in grande crescita nei prossimi anni». (r.cr.)

L'Ima continua a crescere e acquista altre due aziende di macchinari per il confezionamento caffè e food
Economia 6 Marzo 2019

Gianfranco Montanari di Confartigianato presidente di turno del Tavolo delle imprese del territorio imolese

Il vice presidente di Confartigianato Imprese Bologna metropolitana, Gianfranco Montanari, è il nuovo presidente di turno del Tavolo di coordinamento delle organizzazioni imprenditoriali del territorio imolese. Montanari subentra ad Astro Turrini, presidente di Coldiretti Imola, alla guida dell”organismo costituito nel 1998 e del quale fanno parte le principali associazioni di rappresentanza delle aziende del circondario imolese.

Tra i temi più urgenti in agenda per il Tavolo si sottolinea la questione dell’Autodromo, sulla quale in questi giorni si è espresso lo stesso Montanari nel suo ruolo di presidente della società turistica If Imola Faenza, per chiedere che si mettano al bando le polemiche al fine di salvaguardare la stagione alle porte. Una nota di Confartigianato, in proposito, sottolinea che «è opinione condivisa da tutto il Tavolo che un maggior numero di open-day rivolti alla cittadinanza e gli eventi ciclistici siano ottime iniziative che tuttavia non bastino per mantenere attiva una struttura nata per gli sport motoristici. L’autodromo porta risorse al territorio e le imprese chiedono la stabilità della programmazione già decisa e, prima di apportare cambiamenti, chiedono di potersi esprimere entrando nel merito di valide alternative e progettualità. Su questo tema le associazioni intendono confrontarsi a breve con l’Amministrazione comunale imolese».

Autodromo a parte, un”altra questione sulla quale le associazioni imprenditoriali lavoreranno nel breve termine è quella della Camera di Commercio, tematica già avviata dalla precedente presidenza, per definire come gestire in modo condiviso questo importante servizio alle imprese, a seguito della chiusura dell’ufficio imolese dell’ente. «Il nostro – ha commentato il neo presidente – è un tavolo tecnico, politicamente indipendente, unito nell’affrontare i problemi dell’economia locale e orientato a un dialogo costruttivo con le istituzioni e la pubblica amministrazione, al fine di contribuire allo sviluppo economico del nostro territorio». (r.cr.)

Nella foto il neo presidente del Tavolo degli imprenditori, Gianfranco Montanari

Gianfranco Montanari di Confartigianato presidente di turno del Tavolo delle imprese del territorio imolese

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