Posts by tag: Lavoro

Cronaca 7 Maggio 2020

Coronavirus, incentivi in busta paga a maggio per il personale dell’Ausl di Imola impegnato nell’emergenza

Dopo tanti sforzi e sacrifici, finalmente una buona notizia per il personale dell’Ausl di Imola impegnato ormai da mesi nell’emergenza Coronavirus. «Un grande accordo per dei grandi professionisti» si legge nel testo sottoscritto oggi tra i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl e la stessa Ausl di Imola per premiare tutto il personale dell”azienda che ha garantito alla popolazione del circondario imolese una risposta eccellente all”emergenza Covid-19.

Gli incentivi andranno in busta paga a maggio e saranno modulati per impegno e collocazione organizzativa, anche in riferimento al profilo di inquadramento. La valorizzazione delle professioni sanitarie è infatti uno degli elementi base dell”accordo, insieme al riconoscimento del disagio derivante dall”aver lavorato nei reparti Covid, dove lavorare è veramente complesso sia dal punto di vista fisico che psicologico. In ogni caso, gli incentivi andranno a tutti quelli che hanno lavorato, nessuno escluso perché uno dei veri valori nella risposta alla crisi Covis è stata la grande disponibilità e la grande capacità di integrazione da parte di tutti. Incentivi che saranno presenti anche il prossimo mese: nella busta paga di giugno infatti arriveranno anche gli incentivi per le guide di tirocinio delle professioni sanitarie, oltre che alle risorse per la produttività a saldo dell”anno 2020. (da.be.)

Nella foto (Isolapress): medici e infermieri escono dal pronto soccorso dell’ospedale di Imola

Coronavirus, incentivi in busta paga a maggio per il personale dell’Ausl di Imola impegnato nell’emergenza
Cultura e Spettacoli 4 Maggio 2020

Francesca Marchetti: «Sanità pubblica e territoriale per garantire i lavoratori»

Francesca Marchetti si è trovata a celebrare il Primo maggio con il ruolo di presidente della Commissione della Regione che si occupa proprio di Lavoro. Un argomento che l’emergenza sanitaria per il Covid-19 ha messo al centro di ogni ragionamento.
«L’Emilia Romagna di fronte ad un’epidemia senza precedenti ha dimostrato la sua qualità in tanti settori, a partire dalla tenuta straordinaria del sistema sanitario».

Partiamo proprio dalla sanità e da chi ci lavora.
«Voglio cominciare dal nostro circondario che è riuscito a riorganizzarsi grazie al lavoro dell’Ausl e di tutti i lavoratori: medici, infermieri, medici di base, operatori nelle case per anziani e farmacisti. Un’esperienza tra le migliori sul piano regionale e su quello nazionale. Il protocollo attivato dall’azienda imolese con le unità di cura domiciliare è il cardine per un’utile intervento a domicilio che sostituisce un ricovero improprio in ospedale».

(…) La salute pubblica è però solo la premessa per riavviare l’economia e parare i colpi di una recessione inevitabile. Cosa può fare la Regione?
«Abbiamo messo in campo gli strumenti per evitare un collasso sociale conseguente all’interruzione del lavoro di tante imprese utilizzando fin da subito gli ammortizzatori sociali in modo diffuso. Il Tavolo del patto per il lavoro avviato da Bonaccini nello scorso mandato, consente alla nostra Regione di mettere in sicurezza e fare ripartire alcune filiere internazionali, aprendo con gradualità attraverso protocolli aziendali, cito ad esempio l’Ima di Ozzano o la Ferrari, da estendere alle filiere, che sono l’identità del nostro tessuto composto da tante piccole imprese che sono indispensabili anche per le grandi aziende. Tra le filiere strategiche da fare ripartire c’è la ceramica, cara al nostro territorio, come l’automotive o la nautica, così come è indispensabile lo sblocco dei cantieri pubblici». (p.b.)

L’intervista completa sul numero del Sabato sera del 30 aprile

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Francesca Marchetti: «Sanità pubblica e territoriale per garantire i lavoratori»
Economia 1 Maggio 2020

Come i sindacati vedono la «fase 2»: «Nulla sarà come prima, se ne esce solo stando uniti»

La fase 2 «scaglionata» ha visto ripartire da lunedì 27 aprile le grandi aziende rivolte prevalentemente all’export e i cantieri pubblici su dissesto, scuola, carceri e edilizia residenziale pubblica. Le aziende devono dimostrare di rispettare i protocolli sulla sicurezza con un’autocertificazione e la comunicazione alla prefettura. I cantieri edili privati devono aspettare il 4 maggio, così come le altre imprese e il commercio all’ingrosso. Poi dal 18 toccherà ai negozi, mentre ristoranti e parrucchieri l’1 giugno. Questo è quanto ha deciso il Governo. Ma qual è la situazione reale nel nostro territorio l’abbiamo chiesto ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’imolese, che hanno partecipato ai tavoli tecnici attivati a livello locale e metropolitano, in stretto raccordo con quello regionale. Sicuramente per il territorio si prospettano giorni difficili: dalla Cisl parlano di circa 90 mila lavoratori incassa integrazione nelle sue varie forme a livello metropolitano, i dati della Cgil, calati nel circondario di Imola (Medicina esclusa), vedono più di 16.500 lavoratori e 980 aziende coinvolte, dalle piccole realtà del commercio numerose ma con pochi addetti, alle ceramiche con migliaia di dipendenti.

«La fase 2 ora procederà per step – ragiona Mirella Collina, segretaria della Cgil di Imola -. Occorrerà rivedere le decisioni in base a come andrà nei prossimi mesi. Dobbiamo guardare avanti e cercare soluzioni insieme, aziende, associazioni dei commercianti e delle imprese, affinché ci sia una ripresa, seppur lenta. Siamo una regione che ha oltre il 40% di export ma forse dobbiamo cominciare a pensare a come investire internamente cercando di rifornirci nel territorio, aiutarci l’un con l’altro. Ci possono essere anche aziende che si riconvertono. Nel circondario imolese credo che le più grandi debbano pensare ad una solidarietà territoriale. Non possiamo stare fermi e dire “è tutto uno sfacelo”, se ne può uscire insieme».

«Chiudere tutto è stato più semplice che riaprire – commenta Danilo Francesconi, segretario generale Cisl Area metropolitana bolognese – ci si sta rendendo conto man mano di tutta una serie di difficoltà che riguardano non solo la sicurezza negli ambienti di lavoro ma di tutto quello che ruota attorno alla ripartenza, pensiamo al tema delle scuole e degli asili chiusi quindi della gestione dei bambini se i genitori ricominciano a lavorare, poi ci sono i servizi di trasporto. Vedo criticità in tutti i settori: com’è possibile garantire a tutti di utilizzare i trasporti pubblici rispettando il distanziamento? Andrà ripensato il layout organizzativo di moltissime aziende, per primo il sindacato dovrà cambiare».

«Il problema è la mancanza di liquidità e le banche si devono dare una mossa – dice senza mezzi termini Giuseppe Rago, segretario generale Uil Imola -. Poi si deve consolidare lo smart working sia nel pubblico che nel privato, intervenire con le compagnie di forniture di telecomunicazioni che stanno tenendo chiusi i rubinetti sulla banda con grosse difficoltà per l’utilizzo di internet anche nel nostro territorio. Poi c’è da affrontare il nodo del trasporto pubblico e scolastico in vista della riapertura delle scuole a settembre. Lo scenario che ci aspetta è quello del dopoguerra tutto distrutto, tutto da ricostruire e tutto differente, dovremo cambiare modo di vivere, lavorare, viaggiare, inventarci nuovi lavori». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 aprile

Nella foto: Mirella Collina, Danilo Francesconi e Giuseppe Rago

Come i sindacati vedono la «fase 2»: «Nulla sarà come prima, se ne esce solo stando uniti»
Economia 1 Maggio 2020

Il 1° Maggio al tempo del Covid all'insegna del lavoro in sicurezza, social e tv al posto della piazza

1° Maggio al tempo del Covid. Lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil è «Lavoro in sicurezza: per costruire il futuro». Ma quest’anno tutte le manifestazioni sono state annullate a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria. «Questo Primo Maggio ha un significato ancora più profondo perché è il lavoro in sicurezza che farà ripartire la produzione e l’economia del nostro Paese e darà una prospettiva alle lavoratrici e ai lavoratori» scrivono dalla Cgil di Imola.

Con i sindacati che non saranno in piazza con bandiere e garofani, largo soprattutto ad eventi social o televisivi. A Bologna in collegamento dalle 10.30 alle 11.30 su Ètv (canale 10 e in diretta Facebook). A livello nazionale, in accordo con la Rai, dalle ore 12.20 alle 13 ci sarà un’edizione straordinaria del Tg3 dedicata alla Festa dei Lavoratori, con l’intervista ai tre segretari generali Maurizio Landini (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil), sempre su Rai3 dalle ore 20 a mezzanotte l’edizione straordinaria del Concertone di piazza San Giovanni, edizione numero trenta, trasformato in evento televisivo condotto da Ambra Angiolini, che terrà insieme le riflessioni dei segretari generali, personalità italiane e internazionali, testimonianze di lavoratori e il contributo musicale di un cast di artisti. (r.cr.)

Nella foto un Primo Maggio in piazza Matteotti

Il 1° Maggio al tempo del Covid all'insegna del lavoro in sicurezza, social e tv al posto della piazza
Cronaca 28 Aprile 2020

Ammortizzatori sociali per 16.600 lavoratori nel circondario imolese

A due mesi dall’inizio dell”emergenza Covid19, sono 995 gli accordi aziendali che le categorie della Cgil di Imola hanno sottoscritto utilizzando tutti gli ammortizzatori disponibili (Cigo, Fis, Cig in deroga e Fsba per dipendenti di aziende artigiane), attraverso gli strumenti previsti dal Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020.

«Sono 980 le aziende interessate e 16.600 i lavoratori coinvolti, con un aumento di circa 2.100 lavoratori – fa sapere l’organizzazione sindacale –. Rispetto ad una settimana fa, sono leggermente aumentati il numero degli accordi nel settore meccanico, nel chimico-ceramico, cartografici e nelle agenzie interinale, mentre crescono notevolmente nel settore dei trasporti e del commercio, settori in cui sono all’incirca 2.000 i lavoratori in più interessati dagli ammortizzatori. Rimangono stabili il settore edile e la scuola privata, mentre crescono i lavoratori della cooperazione sociale coinvolti».

«Purtroppo ancora molti lavoratori non hanno ricevuto l’indennità economica dall’Inps e neanche l’anticipo dell’ammortizzatore sociale previsto nel Protocollo con le banche – denuncia Mirella Collina, segretaria generale della Cgil di Imola –. In un momento così difficile ci sono lavoratori che non percepiscono reddito da due mesi. Riteniamo questi ritardi inaccettabili e rinnoviamo la richiesta alle istituzioni di farsi promotori verso le banche e l’Inps per accelerare queste procedure».
Inoltre, «è necessario avere a disposizione ulteriori settimane di ammortizzatori sociali – aggiunge Collina –, in quanto ci sono già diverse aziende del nostro territorio che non riprenderanno totalmente l’attività, ma hanno terminato le settimane a disposizione previste dal DL 18/2020». (r.cr.)

Ammortizzatori sociali per 16.600 lavoratori nel circondario imolese
Cronaca 20 Aprile 2020

Coronavirus, il centro studi De Gasperi organizza un incontro pubblico virtuale sulla “fase 2'

Continuano gli incontri pubblici virtuali -sull’app Zoom- che il centro studi Alcide De Gasperi di Imola dedica al territorio.
Domani sera, alle 20.45, si raccoglieranno e commenteranno alcune idee sulla “fase 2” dell’emergenza coronavirus del presidente della Cia di Imola Giordano Zambrini, della legale rappresentante del Ciofs suor Silvia Biglietti, del presidente e amministratore delegato del gruppo cooperativo Sol.Co Luca Dal Pozzo e dell’imprenditrice e dirigente sportiva Paola Lanzon. (r.cr.)

Coronavirus, il centro studi De Gasperi organizza un incontro pubblico virtuale sulla “fase 2'
Economia 17 Aprile 2020

L'allarme dei sindacati sulla crisi economica nel Circondario: «Oltre 14.500 lavoratori in cassa integrazione»

Le preoccupazioni espresse nelle scorse settimane sulle pagine del «sabato sera» dai rappresentanti delle associazioni di categoria trovano purtroppo riscontro nei dati dei sindacati territoriali. Dati che mettono in evidenza l’enorme impatto che il virus sta avendo anche sull’economia locale, dove peraltro già prima del Covid-19 c’erano segnali di difficoltà economiche e occupazionali.

«Fino al 6 aprile – dettaglia Mirella Collina, segretaria generale della Cgil di Imola – la nostra organizzazione sindacale ha sottoscritto nelle aziende del circondario (escluso il comune di Medicina che non rientra nel territorio della Camera del lavoro imolese, Ndr) 800 accordi di attivazione o proroga degli ammortizzatori sociali, che coinvolgono in totale circa 14.500 lavoratori. Si tratta purtroppo di dati provvisori e in continuo aumento, viste le oltre 70 richieste che arrivano ogni giorno alle nostre categorie di riferimento». I dati della Cisl ampliano l’orizzonte a tutta la provincia di Bologna. «Fino a inizio aprile – spiega Danilo Francesconi, segretario generale Cisl Area metropolitana bolognese – abbiamo firmato come Cgil,Cisl e Uil oltre 13.500 accordi di cassa integrazione per i vari settori. A questo numero vanno aggiunte le aziende con meno di cinque dipendenti che non erano tenute ad avere l’accordo, ma dovevano solo presentare la richiesta. Secondo le nostre stime, nell’area metropolitana il totale dei lavoratori interessati sfiora quota 80 mila».

«Non solo ai cittadini del territorio imolese, ma all’intera nazione, è stato richiesto un enorme sacrificio che rischia di essere vanificato – commenta Giuseppe Rago, segretario generale Uil Imol aall’ipotesi di una riapertura a breve -. Andrei molto cauto, perché laddove si è originata questa tragedia, a Wuhan, ci sono stati pericolosi segnali di ripartenza del contagio, che dovrebbero essere un monito per il resto del mondo». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 aprile

Nelle foto da sinistra: Mirella Collina, Danilo Francesconi e Giuseppe Rago

L'allarme dei sindacati sulla crisi economica nel Circondario: «Oltre 14.500 lavoratori in cassa integrazione»
Cronaca 15 Aprile 2020

Coronavirus, in Emilia-Romagna Patto per il Lavoro condiviso da tutte le parti sociali. Da domani un milione di mascherine alle aziende

Dopo l’emergenza si dovrà per forza ripartire dalla piena sicurezza per tutti i lavoratori, condizione imprescindibile, per definire insieme requisiti e modalità che permettano una graduale ripresa delle attività anzitutto nelle filiere di valenza internazionale e far avanzare i cantieri delle opere pubbliche. Un percorso che in Emilia-Romagna vede d’accordo tutte le parti sociali all’interno del Patto per il Lavoro, riunito in videoconferenza nel pomeriggio di oggi dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla.

Il sistema economico-sociale dell’Emilia-Romagna progetta un passo avanti iniziale dopo il lockdown imposto dall’emergenza sanitaria del Covid-19. E lo fa attraverso l’organismo che dal 2015 vede riuniti i rappresentanti delle categorie economiche e datoriali, sindacati, enti locali, professioni, Università, Terzo settore, che si sono confrontati su quale strada intraprendere. Un progetto di ripartenza condiviso, dunque, che i soggetti del Patto intendono definire entro una settimana per sottoporlo al Governo, costruendo la via emiliano-romagnola che stabilisca ora le condizioni per la nuova fase, dopo i blocchi di queste settimane di attività economiche e produttive.

Un «governo della ripartenza», come lo hanno definito Bonaccini e Colla, che passa dall’istituzione in tutte le province emiliano-romagnole di Tavoli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, come quello già attivato nella Città metropolitana di Bologna, che possono partire con una dotazione finanziaria stanziata dalla Regione di 1,5 milioni di euro e altri 5 milioni per la messa in sicurezza sanitaria e la sanificazione degli ambienti di lavoro. Una fase che passa anche dal far partire, in questo momento di bassissima intensità di attività e mobilità, le opere pubbliche già cantierabili. Garantendo in ogni situazione o ambiente produttivo il distanziamento sociale necessario. Liberando anzitutto l’operatività delle filiere che operano a livello internazionale, con le sue imprese, da quelle di grandi dimensioni a quelle piccole e medie, che insieme alla logistica sono filoni strategici dell’economia e del lavoro made in Emilia-Romagna.L’obiettivo condiviso è quindi quello di stipulare Protocolli operativi di sicurezza che sorreggano l’avvio delle attività nelle filiere individuate.

A far da cornice a tutto questo, già da domani la consegna da parte della Regione alle associazioni di categoria, perché le distribuiscano, di un milione di mascherine per i lavoratori, a cui se ne aggiungerà un altro milione entro la prossima settimana. (da.be.)

Coronavirus, in Emilia-Romagna Patto per il Lavoro condiviso da tutte le parti sociali. Da domani un milione di mascherine alle aziende
Cronaca 6 Aprile 2020

Coronavirus: stop al cuore produttivo, economia in fibrillazione

Il cuore produttivo dell’Italia ha gradualmente smesso di battere per cercare di arrestare l’avanzata del Coronavirus. I decreti ministeriali del 22 e 25 marzo hanno infatti portato alla sospensione delle attività produttive, industriali e commerciali non ritenute essenziali, non legate a servizi di pubblica utilità o non in grado di attuare modalità di lavoro a distanza.

L’impatto che questa scelta epocale avrà sull’economia dipenderà in primis dalla sua durata. Per quanto tempo si possono tenere le aziende in stand by, senza innescare conseguenze irreparabili per le stesse? Che cosa sta accadendo nel nostro territorio? Abbiamo chiesto alle associazioni di imprese di fare il punto della situazione.

«Per chi svolge attività legate a un solo ambito, come gli asili nido o il teatro, e non può contare su un grande patrimonio – osserva Luca Dal Pozzo, presidente di Aci Imola – il rischio di fallire è elevato perché i costi fissi restano. La cassa integrazione è un sostegno per i lavoratori, ma mancano strumenti per le imprese».

«Dobbiamo già cominciare a ragionare su come tenere “accesa” la spia delle aziende, dal punto di vista organizzativo e funzionale – aggiunge Paolo Cavini, presidente di Cna Imola – e dobbiamo cominciare a pensare alla strada per superare la crisi economica, che si è innescata in parallelo. Più si posticipa la ripartenza e più il problema sarà grande, perché significa che le aziende avranno avuto più giorni di fermo».

«Sarò forse impopolare, ma abbiamo invitato i nostri associati ad onorare gli impegni verso i fornitori e i dipendenti, altrimenti si rischia l’infarto finanziario – continua Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Assimprese Bologna metropolitana –. A questo proposito, la Regione Emilia Romagna ha messo a disposizione tramite bando 10 milioni di euro per le piccole e medie imprese e per i professionisti, grazie al quale è possibile ottenere un finanziamento fino a 150 mila euro a tasso zero. È fondamentale perché un’iniezione di liquidità consentirà agli imprenditori di poter avere un po’ di serenità dopo la tempesta, senza l’assillo del sistema bancario che in questo frangente deve fare la sua parte».

«Chi oggi lotta per tenere chiuso, domani rischia di dover lottare per far riaprire quelle stesse aziende – prosegue Marco Gasparri, presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia area Centro –. E non è nemmeno pensabile che i sindacati possano ergersi ad arbitro o giudice unico in merito a quali aziende devono stare chiuse oppure no. Ci si dovrebbe invece sedere attorno a un tavolo insieme a prefettura e guardia di finanza». (lo.mi./gi.gi.)

Le interviste complete sul numero di Sabato sera del 26 marzo

Fotografia di Marco Isola/IsolaPress

Coronavirus: stop al cuore produttivo, economia in fibrillazione
Cronaca 4 Aprile 2020

Coronavirus, ammortizzatori sociali per oltre 10.500 lavoratori nel territorio imolese. Il comunicato stampa della Cgil Imola

Emergenza sanitaria vuol dire anche problemi ad economia e posti di lavoro per il presente ed il futuro del Paese e, più nello specifico, anche nel nostro territorio. Per questo motivo, con la pandemia ancora in atto, la Cgil di Imola ha diramato un comunicato stampa firmato dalla segretaria generale Mirella Collina. Ecco qui qualche passaggio.

«Le conseguenze economiche e sociali di questa crisi saranno ingenti, anche perché è impossibile prevederne la durata. Il nostro territorio, che già da diverso tempo dava segnali di difficoltà economiche e occupazionali, ora viene duramente colpito dall’impatto della crisi causata dal Covid-19. Dai dati aggiornati al 31 marzo 2020, relativi agli ammortizzatori sociali nel circondario imolese attivati con accordi sottoscritti dalla nostra organizzazione sindacale, risultano coinvolte 399 aziende per un totale di 10.565 lavoratori, di cui più di 8.059 in Cigo (Cassa integrazione guadagni ordinaria), 1.600 in Fis (Fondo integrazione salariale), 600 Fsba (Fondo di solidarietà bilaterale per l”artigianato) e 306 in Cassa integrazione in deroga. Un numero in continuo aumento, viste le oltre 70 richieste che giornalmente arrivano alle nostre categorie di riferimento. Un’esplosione che purtroppo continuerà ancora per diverso tempo e che vede la nostra organizzazione impegnata quotidianamente su queste procedure che garantiscono un sostegno economico ai lavoratori e alle lavoratrici. Riteniamo molto positivo l’accordo raggiunto tra le organizzazioni sindacali, la Regione e le banche per l’anticipo ai lavoratori delle somme dovute in attesa dell’erogazione da parte dell’Inps. I settori più colpiti sono quelli del commercio (circa 130 imprese), le imprese metalmeccaniche 165 di cui 106 del settore artigianato, settore edile e legno (32 di cui 10 artigiani), il settore chimico ceramico con 18 imprese, settore agroalimentare con 4 aziende, 12 agenzie interinali, 4 trasporti, 7 cartografici. I primi ad essere in difficoltà sono stati in assoluto le scuole private (9), le cooperative sociali e le strutture private nidi e materne (7). Una situazione mai vissuta nel nostro territorio che mette il nostro sindacato nelle condizioni di dover trovare strumenti nuovi per non lasciare da sole le persone, assisterle e tutelarle. Ci siamo tutti i giorni anche a distanza, attraverso risposte telefoniche e tramite email. In questo momento tutta la struttura, dai funzionari sindacali agli operatori del patronato e della società fiscale, agli addetti ai centralini, è impegnata su più fronti, sia per l’attivazione degli ammortizzatori, sia per l’invio delle domande per i bonus previsti dal governo».

Sul dopo emergenza, invece, bisogna «elaborare percorsi di sostegno alle attività del nostro territorio, ora in ginocchio, per non perdere posti di lavoro – si legge nel comunicato -. Un sostegno economico che deve arrivare necessariamente dall’Europa, dal governo ma che il territorio deve essere in grado di canalizzare queste risorse in progetti utili a consentire una ripresa collettiva sociale ed economica. Oggi più che mai è essenziale che tutti i soggetti coinvolti, istituzioni, imprese e sindacati lavorino insieme e uniscano gli sforzi verso un obiettivo comune. Per questo motivo accogliamo con favore l’invito del Commissario Straordinario del Comune di Imola alle organizzazioni sindacali e ai rappresentanti delle imprese del nostro territorio a non farci prendere dallo sconforto e reagire per il bene della città. Come Cgil di Imola abbiamo immediatamente risposto al Commissario: noi ci siamo e ci saremo sempre per costruire insieme prospettive per il futuro».

Nella foto: la segretaria generale della Cgil Imola Mirella Collina

Coronavirus, ammortizzatori sociali per oltre 10.500 lavoratori nel territorio imolese. Il comunicato stampa della Cgil Imola

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