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Cultura e Spettacoli 30 Gennaio 2019

CooperAttivaMente presenta il libro di Tiziano Terzani “In America. Cronache da un mondo in rivolta'

«In America. Cronache da un mondo in rivolta». Il titolo potrebbe essere quello di un instant book, e forse lo è il libro di Tiziano Terzani pubblicato per Longanesi. Anche cinquant”anni dopo la stesura gli articoli che lo compongono, raccolti con lo solita attenzione dal romagnolo di Monte Catone Àlen Loreti, che ce ne parla prima della presentazione delle 20.45 di giovedì 31 gennaio nella sala Cidra di via Fratelli Bandiera 23.

Si tratta di articoli scritti per la rivista «L”Astrolabio» diretta da Ferruccio Parri, che segnano l”ingresso nella professione di Tiziano Terzani. Reduce dall”esperienza quale reclutatore di personale per la Olivetti, premiato con una borsa di studio della Columbia University che dal 1967 al 1969 gli consente di trasferirsi con la moglie Angela negli Stati Uniti. La possibilità di studiare, viaggiare e formarsi (imparerà anche le prime nozioni di cinese) non bastano al grande fiorentino che si offre anche di scrivere settimanalmente reportage per la rivista della sinistra italiana diretta da Parri. E” l”inizio di una avventura professionale a cui non si può che guardare con ammirazione, scoprendo la freschezza dei suoi racconti e, appunto, la loro terribile attualità.

Àlen Loreti di Terzani ha una conoscenza profonda (basti dire che ha curato il Meridiano Mondadori con tutte le opere) ci guida alla scoperta di un altro filone dorato del lavoro di Terzani.

Àlen, la fortuna di essere in America aiuta l’audace Terzani che ci racconta quel mondo in rivolta, come spiega il titolo del libro. Perché queste cronache per «L’Astrolabio» sono importanti anche cinquant”anni dopo?
«Insieme alla moglie Angela Staude, autrice della prefazione, abbiamo scelto di mostrare i primi passi della sua vocazione giornalistica. Gran parte dei 50 articoli sono scritti da un Tiziano autodidatta non ancora giornalista. Virtualmente era ancora un manager dell’Olivetti, ma è grazie alla borsa di studio che lo porta a New York che decide di diventare giornalista e mollare la carriera aziendale. Le cronache sono il battesimo della sua carriera di reporter e rivelano i temi che lo motiveranno per tutta la vita: la passione per la politica internazionale, i destini dei popoli, i conflitti e i mutamenti del mondo».

La figura di Terzani giornalista, di rilevanza assoluta e mondiale, passa (purtroppo) in secondo piano rispetto ai suoi ultimi lavori che ne hanno fatto prevalere una immagine da «santone». Personalmente apprezzo la scelta della foto di copertina del libro che ci riconsegna un uomo che studia, visita, si interroga e pensa. Sono esagerato in queste considerazioni?
«Il proposito – annuisce Loreti – è lo stesso di cinque anni fa, quando pubblicammo i suoi diari “Un’idea di destino”, cioè restituire a Terzani un profilo umano e letterario smontando le etichette che gli sono state attribuite. Sulla pietra tombale che lo ricorda c’è una sola parola che scelse per definire se stesso: “viaggiatore”. Stiamo parlando di uomo che parlava cinque lingue, laureato in Giurisprudenza col massimo dei voti, che visse oltre quarant’anni “a giro per il mondo” e nonostante le migliaia di avventure non si convertì mai a nulla. Fino all’ultimo amava ripetere “sono un fiorentino che ha fatto tante esperienze”. Era figlio di un meccanico e di una sarta, una bella lezione di umiltà, un uomo coi piedi per terra… e li ha utilizzati per viaggiare». (pa.be.)

L”intervista completa è su «sabato sera» in edicola dal 31 gennaio

Nella foto Alen Loreti

CooperAttivaMente presenta il libro di Tiziano Terzani “In America. Cronache da un mondo in rivolta'
Cultura e Spettacoli 13 Gennaio 2019

Alberto De Bernardi a Imola per parlare del suo libro “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche'

Terzo appuntamento con le iniziative organizzate da Anpi e Cidra, dopo Paolo Pezzino e Giovanni De Luna, sarà la volta di Alberto De Bernardi per parlare di “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche”, titolo della serata, ma anche di un suo libro, da poco pubblicato da Donzelli editore.

Lo scopo di queste iniziative viene spiegato dal presidente dell’Anpi, Bruno Solaroli: «Come Anpi di Imola, in collaborazione con il Cidra, stiamo proponendo alla nostra comunità una serie di incontri al fine di analizzare lo “stato di salute” della società italiana dal punto di vista del suo patrimonio intangibile. Un obiettivo, detto così, certamente utopistico, ma che, compreso nell’ottica dei valori nati dalla Resistenza e confluiti nella nostra Carta Costituzionale, ci sembra attuabile. Tentare di capire i processi che stanno portando molti italiani ad abbracciare o, nella migliore delle ipotesi, ad assistere passivamente al proliferare di idee e azioni illiberali, antidemocrat-che, autoritarie e razziste rientra nella nostra missione e riempie di senso la nostra stessa esistenza. Un dibattito urgente perché pensiamo che il degrado culturale, valoriale, emotivo del cittadino italiano medio sia sotto gli occhi di tutti. Ma in che modo tentare una faticosa risalita? Quali processi dialogici dovremo attivare per invertire la rotta? Il termine antifascismo, a noi tanto caro, a forza di enfatizzazioni e strumentalizzazioni, provoca oggi, ogni volta che viene pronunciato, una certa insofferenza e repulsione. Come fare per riabilitarlo e perché è necessario farlo?».

In questo ragionamento si inserisce bene l’incontro con De Bernardi, in programma lunedì 14 gennaio, alle ore 20.30, presso la sala delle Stagioni in via Emilia 25. Alberto De Bernardi ha molti titoli per trattare questo argomento: è professore di Storia contemporanea all’Università di Bologna, è presidente di Refat, Rete internazionale per lo studio dei fascismi, autoritarismi, totalitarismi e transizioni democratiche. Altre sue pubblicazioni recenti sono “Da mondiale a globale. Storia del XX secolo” (B. Mondadori, 2008); “Storia dell’Italia unita” (con L . Ganapini, Garzanti, 2010); “Un paese in bilico. L’Italia degli ultimi trent’anni” (Laterza, 2014).

Quest’ultimo suo libro, “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche”, affronta il pr-blema in chiave attuale, come afferma l’autore stesso: «Vi è oggi un uso semplificato e banalizzato, ma fortemente evocativo della storia, come chiave per capire i processi politici in corso, facendo perno sulla categoria di fascismo/antifascismo, dotata di una sua prepotente ricorsività e di una forza simbolica ineguagliabile; anzi di una costante attualità, perché in quella coppia di opposti si riassume tutta la lotta politica dell’Italia novecentesca fino ad oggi. Dietro questa forza però si nascondono molte debolezze: se ogni avversario di oggi non è altro che la reincarnazione di quello del passato, quale strategia si mette in campo per sconfiggerlo?».

La vittoria elettorale della destra populista il 4 marzo 2018 ha sortito, tra gli altri, l’effetto di reintrodurre prepotentemente nel dibattito pubblico la parola «fascismo», attribuendole una nuova attualità come esito possibile della crisi politica italiana e facendo riemergere, soprattutto nella sinistra, la chiamata alle armi sotto la bandiera dell’antifascismo. La contrapposizione fascismo/antifascismo, come non accadeva dagli anni di Tangentopoli, ha riassunto i caratteri di una chiave di lettura per il tempo presente, capace di proiettarsi anche in una dimensione europea. La forza di questo paradigma si traduce in una sovraesposizione dell’uso pubblico della storia, con costanti riferimenti alla Resistenza, alla crisi del 1920-1922, al duce, al razzismo, al neofascismo. La storia torna a essere – come in altre fasi critiche della vicenda repubblicana – uno strumento di lotta politica, con tutto il carico che questo comporta in termini di semplificazioni, strumentalizzazioni, rimozioni e a volte mistificazioni, che rischiano di inficiare la comprensione della realtà. (r.cu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Alberto De Bernardi a Imola per parlare del suo libro “Fascismo e antifascismo. Storia, memoria e culture politiche'
Cultura e Spettacoli 9 Gennaio 2019

Il 10 gennaio torna CooperAttivaMente con Marco Bianchi e il suo libro «La mia cucina delle emozioni»

Primo appuntamento del 2019 con la rassegna CooperAttivaMente. Alla Sala delle Stagioni della Casa della Cooperazione (via Emilia 25) giovedì 10 gennaio (inizio alle ore 17.30) il cuoco e volto televisivo Marco Bianchi presenterà il suo libro “La mia cucina delle emozioni” (ed. HarperCollins), un viaggio culinario fatto di piatti sani e in grado di stimolare, attraverso un’attenta e rigorosa scelta degli ingredienti, le emozioni umane e gli stati d’animo.

All’incontro, moderato dalla giornalista di sabato sera Lara Alpi, parteciperà il direttore dell’Oncologia di Imola, Antonio Maestri, a conferma dell’ormai diffusa consapevolezza dello stretto collegamento esistente tra alimentazione e salute.

CooperAttivaMente è un progetto ideato e promosso dal Consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Coop. Bacchilega in collaborazione con varie realtà associative del circondario imolese. La rassegna si propone di promuovere e sviluppare la cultura e la crescita civile, civica e cooperativa del territorio, ma anche corretti stili di vita e di consumo. Tali obiettivi sono di volta in volta declinati attraverso un ricco cartellone di eventi per tutti i gusti e tutte le esigenze, per grandi e bambini, che potranno partecipare a presentazioni di libri, laboratori ed altri appuntamenti.

Nella foto Marco Bianchi e Antonio Maestri in una precedente iniziativa

Il 10 gennaio torna CooperAttivaMente con Marco Bianchi e il suo libro «La mia cucina delle emozioni»
Cronaca 26 Dicembre 2018

Massimiliano Mascia e il libro in cui racconta se stesso, il San Domenico, la sua idea di cucina

«Il San Domenico è la mia casa, mi ha coccolato e fatto innamorare fin da quando ero bambino, quando ancor prima di entrare, già dai giardini sentivo il profumo del pane che stava per essere sfornato»: così Massimiliano Mascia scrive nelle prime righe del libro «Massimiliano Mascia, il San Domenico di Imola. Piatti e sogni di un cuoco tra le stelle», edito da Minerva per la collana Ritratti di Gusto.  Un libro in cui lo chef del ristorante stellato imolese (due stelle Michelin) vuole raccontare, attraverso le sue ricette, la sua «idea di cucina che cerca di rispettare la materia prima, il territorio, le stagioni, i sapori e i colori senza alterarli ma, al contrario, esaltandoli grazie alla semplicità».

Presentato recentemente con un evento a palazzo Sersanti, il libro è diviso in quattro menù rigorosamente stagionali in cui si trovano le ricette cult del San Domenico, eredità dello zio Valentino Marcattilii, ma anche piatti nuovi e freschi che testimoniano il recupero della tradizione e la necessità di innovare. Ad intervallare le ricette ci sono souvenir e suggestioni per scoprire la cucina del San Domenico, come l’importanza della materia prima, attorno cui tutto ruota, fino alla ricerca della perfezione per garantire qualità a 360 gradi.

Lo chef condivide con i lettori i suoi consigli su come sfruttare al meglio ogni stagione e i suoi prodotti: l’inverno ad esempio è caratterizzato da ortaggi e frutti che sfidano il gelo, la primavera è invece definita «stagione perfetta» perché regala non solo il meglio della terra, ma testimonia anche la rinascita entusiasta della natura.

Tra le ricette, Massimiliano Mascia racconta il suo percorso, dalla scuola alberghiera alle diverse esperienze all’estero, con aneddoti di vita ed esperienza, ricordi, sogni e visioni: le prime volte al ristorante e la precisione ereditata dagli zii, la voglia di dialogare con il suo pubblico attraverso il meglio della tradizione regionale. Non solo l’abilità per una buona cucina, ma anche lo «sbuzzo», sintesi tutta romagnola di fantasia, estro, tecnica, intuito e manualità.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto di Nikoboi: da sinistra Valentino Marcattilii, il giornalista Mauro Bassini, Max Mascia ed Elisa Azzimondi, direttrice della collana Ritratti di Gusto delle Edizioni Minerva

Massimiliano Mascia e il libro in cui racconta se stesso, il San Domenico, la sua idea di cucina
Cronaca 16 Dicembre 2018

Con il ricavato del libro «Storia di vite» l'associazione PerLeDonne restaurerà il «Ponte – scivolo» di Sante Zennaro

L’associazione PerLeDonne, che ha collaborato alla pubblicazione del libro «Storia di vite – Sante Zennaro Imola Bene comune», ha annunciato che proseguirà il sostegno al ripristino delle sculture-gioco del parco del Sante Zennaro destinando il ricavato dalla vendita del libro stesso, in accordo con l’autrice Amedea Morsiani, al restauro della quinta scultura, denominata «Ponte – scivolo».

L’opera presenta un annerimento evidente e diffuso, con crettatura della superficie, ossia una rete di sottili fratture minori che genera un effetto visivo di screpolatura, solitamente dovuta all’invecchiamento oppure all’impiego di materiali non idonei. Inoltre, in alcune parti dell’opera ci sono alcune piccole mancanze di materia, non gravi.

L’intervento che l’associazione PerLeDonne intende finanziare prevede lo sradicamento di un piccolo bagolaro (normalmente noto come spaccasassi) che è attecchito spontaneamente e si sta sviluppando sotto la scultura. Una volta sistemato il terreno circostante si procederà alla pulizia, alla ricostruzione delle parti mancanti e all’applicazione di sostanze protettive sulla superficie. La spesa stimata per l’intero intervento ammonta a 1100 euro, ai quali va aggiunta l’Iva.

Per sostenere questa iniziativa si può acquistare il libro presso l’associazione, in piazzale Giovanni dalle Bande Nere 11 (tel. 331 2748696), oppure presso il mercatino dell’associazione, in via Emilia 185, fino al 24 dicembre.

Nella foto il «Ponte – scivolo» di Sante Zennaro

Con il ricavato del libro «Storia di vite» l'associazione PerLeDonne restaurerà il «Ponte – scivolo» di Sante Zennaro
Cultura e Spettacoli 11 Dicembre 2018

In un libro di Roberta Mira edito da Coop Bacchilega il repertorio delle stragi nazifasciste nel territorio imolese

Quando si parla di stragi naziste e fasciste la mente va subito a episodi come Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema o le Fosse Ardeatine, ma, oltre a questi terribili avvenimenti, sono innumerevoli i fatti violenti terminati con l’uccisione di persone avvenuta non in combattimenti o scontri con i partigiani, ma per rappresaglia o per altre azioni fini a se stesse perpetrate contro i civili o comunque persone indifese.

Anche il nostro territorio non è stato immune da episodi di sangue ed è stato possibile documentarli con precisione grazie all’imponente lavoro che ha permesso di pubblicare l’Atlante delle stragi naziste e fasciste compiute tra l’estate del 1943 e la primavera del 1945 in Italia.

La storica bolognese Roberta Mira ha esaminato in particolare i fatti legati al nostro territorio e ne è nata una pubblicazione intitolata «Stragi naziste e fasciste nell’imolese», edita da Bacchilega editore. Il suo accurato lavoro ha portato alla realizzazione di 89 schede di episodi avvenuti nel nostro territorio e di 11 episodi avvenuti altrove, che hanno coinvolto persone residenti nel circondario, per un totale di 100 schede.

Le vittime complessive per questi casi di violenza sono 179 sul territorio imolese, che salgono a 220 con le persone uccise fuori dai suoi confini.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nella foto dell”Archivio Cidra un”immagine del gennaio 2944 davanti al poligono di tiro di Bologna, in via Agucchi, prima della fucilazione di antifascisti, tra cui gli imolesi Alfredo e Romeo Bartolini, Alessandro Bianconcini e il professor Francesco D”Agostino 

In un libro di Roberta Mira edito da Coop Bacchilega il repertorio delle stragi nazifasciste nel territorio imolese
Cultura e Spettacoli 9 Dicembre 2018

Oggi nella parrocchia di Zolino la presentazione dello studio sul Tabernacolo di Montefune

Forse non tutti sanno che nella piccola chiesa di Montefune, in comune di Castel del Rio, fu utilizzato per molto tempo un tabernacolo dipinto dal Beato Angelico, proveniente da una pala d’altare realizzata dallo stesso artista per il convento di San Domenico a Fiesole. Le vicissitudini di questo piccolo capolavoro e i legami con la grande opera fiesolana di cui faceva parte sono state studiate da Emilio Prantoni, che ha pubblicato i risultati delle sue ricerche in due libri di Bacchilega editore, «Il tabernacolo di Montefune del Beato Angelico» e «Ipotesi di ricostruzione del Tabernacolo di Montefune e della Pala di Fiesole del Beato Angelico».

Infatti, Prantoni ha esaminato prima la storia del pregevole manufatto e ne ha scoperto i legami con l’opera fiesolana, poi li ha approfonditi eseguendo sopralluoghi e misurazioni accurate. Infine si è dedicato alla ricostruzione filologica del Tabernacolo, che aveva subito notevoli rimaneggiamenti nel corso dei secoli, e ne ha individuato aspetto e posizione nel progetto originale del Beato Angelico, che l’aveva concepito alla base della grande pala d’altare, rimovibile, poiché si trattava di un manufatto che conteneva l’ostia consacrata.

Una volta stabilita la «teoria», Prantoni, con l’aiuto di abili e pazienti artigiani, ha ricostruito il tabernacolo stesso, riproducendo anche le parti dipinte. Questo lavoro ha destato molto interesse ed è stato presentato più volte. Ora tocca alla parrocchia di Zolino, che tra l’altro ha in gestione proprio la chiesa di Montefune, ospitare la presentazione, che avrà luogo oggi, domenica 9 dicembre, alle ore 17, in via Villa.

Nella foto la riproduzione del Tabernacolo di Montefune

Oggi nella parrocchia di Zolino la presentazione dello studio sul Tabernacolo di Montefune
Cultura e Spettacoli 7 Dicembre 2018

In mostra i tesori dell'Annunziata. Il 7 dicembre l'inaugurazione e la presentazione del libro sulla storia del complesso

Una mostra che vuole illuminare tutti i «Tesori dell”Annunziata». L’organizza la Fondazione Istituzioni Riunite per ripercorrere, tramite i suoi beni artistici, la storia del complesso dell’Annunziata di Imola. Allestita in collaborazione con l’Archivio e il Museo diocesani, sarà inaugurata venerdì 7 dicembre alle 17.30 nella sala di via Fratelli Bandiera 17/a e vedrà la contestuale presentazione del volume «Il complesso dell’Annunziata di Imola dal XV al XXI secolo» di Andrea Ferri, Mario Giberti e Marco Violi.

Il complesso dell’Annunziata è quell’edificio compreso tra le vie Fratelli Bandiera, Caterina Sforza, Santa Apollonia e piazzale Giovanni dalle Bande Nere avente una storia plurisecolare. Attualmente la proprietà è  della Fondazione Istituzioni Riunite di Imola, ente nato nell’agosto 2017 dalla depubblicizzazione e trasformazione della ex Ipab Istituzioni Riunite di Imola.

«Abbiamo ampliato l’ambito di operatività del l’ente  – spiega il presidente Edore Campagnoli -, così che ora possiamo occuparci anche dei settori sociali e culturali (oltre alla storica attività di gestione, conservazione e valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare e di risposta a esigenze abitative, Nda), ad esempio abbiamo recentemente collaborato con Seacoop per la realizzazione degli orti rialzati e siamo intervenuti per il restauro della celletta di Cantalupo. Abbiamo inoltre dato in comodato d’uso un appartamento in via Boccaccio per la realizzazione del progetto ‘Vita indipendente per disabili’. Abbiamo poi deciso di realizzare questa mostra per donare alla città la visione di tante opere finora conservate in depositi o comunque non visibili e raccontarne la storia in un volume».

La mostra riunirà così nella Salannunziata, che in origine era la cappella del monastero cappuccino fatto erigere da Faustina Macchirelli Carradori alla fine del Cinquecento, una serie di materiali artistici originari.

Dopo l”inaugurazione alle 17.30, la mostra sarà visitabile l’8, il 9, il 15, il 16, il 22, il 23, il 24, il 26, il 29, il 30 dicembre, l’1, il 5 e il 6 gennaio dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. (s.f.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

In mostra i tesori dell'Annunziata. Il 7 dicembre l'inaugurazione e la presentazione del libro sulla storia del complesso
Cronaca 29 Novembre 2018

«Storia di vite-Sante Zennaro Imola Bene comune»: il 30 novembre la presentazione del libro edito da Coop Bacchilega

Il programma di attività in occasione dei 40 anni della Legge Basaglia si arricchisce di una nuova iniziativa, legata alla pubblicazione del libro di Amedea Morsiani «Storia di vite – Sante Zennaro Imola Bene comune» (Bacchilega editore). Infatti la sua presentazione sarà l’occasione per riflettere sul tema della diversità infantile.

Durante l’iniziativa, in programma venerdì 30 novembre, alle ore 17.30, presso la Biblioteca comunale in via Emilia 80, sono previsti gli interventi di Maria Rosa Franzoni, presidente dell’associazione PerLeDonne, Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola, Daniele Meluzzi, sindaco di Castel Bolognese, Amedea Morsiani, in qualità di autrice del libro, e Cinzia Migani, direttora di Volabo, che farà un intervento sul tema della salute mentale; la presentazione sarà coordinata da Fabrizio Tampieri, responsabile editoriale di Bacchilega editore.

L’autrice ha esaminato l’evoluzione del trattamento della malattia e del disagio mentali, con particolare riferimento all’infanzia, individuando il passaggio cruciale, sancito poi a livello nazionale con la Legge Basaglia, che cambiò l’approccio dal concetto di coercizione e isolamento a quello di apertura e inserimento nel contesto sociale dei piccoli ospiti della struttura psichiatrica imolese che faceva parte del Lolli, ospitata nel famigerato Padiglione 11, che poi prese il nome di Istituto medico psicopedagogico Sante Zennaro.

Preso atto che negli archivi ufficiali erano conservati soltanto documenti standard, l’autrice ha approfondito l’argomento raccogliendo numerose testimonianze dirette, che hanno permesso di descrivere i molteplici aspetti della vita in questa struttura, a volte terribili, a volte specchio di una sincera ansia di rinnovamento. Completa il testo il caso esemplare di Paolo, rinchiuso nell’ospedale psichiatrico per motivi sociali piuttosto che sanitari, che, una volta dimesso, è riuscito lentamente a ricostruirsi una vita.

Ed ecco un breve passo tratto dalla presentazione che Amedea Morsiani ha fatto su «sabato sera»: «Ho visto sbocciare quella peonia, direttamente, dall’interno, ho visto fiorire quei grandi petali, quel Sante Zennaro e quel contesto della città di Imola, in questi ultimi cinquanta anni, ricco di nidi d’infanzia, di scuole materne, statali, comunali, private, laiche e religiose, scuole a tempo pieno, quelle interazioni con i servizi sociali, sanitari del territorio che ha fatto di Imola e della nostra regione un modello di benessere e umanità e, come affermava Eustachio Loperfido: “Quando i servizi sono a misura di bambino sono validi per tutti”. Da quel momento ad oggi – continua Morsiani – ho visto con i miei occhi, ho vissuto direttamente, con le mani nella pasta del mio lavoro, il fiorire di quei petali di peonia, che il nuovo Sante Zennaro rappresenta oggi rispetto al suo gambo legnoso e nodoso di ieri. Questo ho inteso rappresentare con il mio lavoro».

Il servizio completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto l”autrice del libro Amedea Morsiani

«Storia di vite-Sante Zennaro Imola Bene comune»: il 30 novembre la presentazione del libro edito da Coop Bacchilega
Cultura e Spettacoli 22 Novembre 2018

Per la rassegna «Seminar scrittori» due incontri il 23 novembre con Lisa Laffi e Pino Giancola, il 26 con Francesca Manfredi

Due appuntamenti in arrivo nel cartellone di CooperAttivaMente, ideato dal consiglio di Zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega. I due eventi si inseriscono all”interno dell”iniziativa «Seminar scrittori. Incontri con gli autori del territorio».

Domani 23 novembre, alle 18, alle Librerie.Coop del Centro Leonardo di Imola, il giornalista di «sabato sera» Paolo Bernardi dialogherà con Lisa Laffi, autrice del libro sul gentil sesso fra storia, scienza e sporto dal titolo «Cento passi di donne» e Pino Giancola, autore de «Il lato giusto della storia» (ed. Kimerik).

La rassegna, dedicata a chi ama leggere, proseguirà poi lunedì 26 novembre, alle 18.30 alla sala delle Stagioni della casa della cooperazione (via Emilia 25, Imola), con Francesca Manfredi, che presenterà il suo libro d”esordio «Un buon posto dove stare» (La nave di Teseo). In questa occasione con l”autrice dialogherà Muriel Pavoni, dell”associazione Viaemiliaventicinque.

Seminar Scrittori segue il solco di Seminar Libri, il progetto di Coop Alleanza 3.0 che si pone l”obiettivo di promuovere e condividere la lettura, mettendo i libri, acquistati o donati dai lettori stessi, a disposizione di tutti, in un circolo virtuoso di lettura.

Per la rassegna «Seminar scrittori» due incontri il 23 novembre con Lisa Laffi e Pino Giancola, il 26 con Francesca Manfredi

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