Posts by tag: libro

Cronaca 3 Marzo 2019

Il Circo Arata a Castel Guelfo e il nevone del 1929: il libro in vendita e le iniziative con le scuole nel 90° anniversario

Ci sono storie di fantasia e storie di realtà. Questa è una storia di realtà. Una storia vera, di quelle che fanno emozionare e palpitare il cuore. Siamo nel febbraio del 1929 quando a Castel Guelfo arriva il Circo Arata. Il convoglio, formato da una decina di carri giunge quasi all’improvviso alle porte del paese e sorprende le persone ed i bambini che stanno giocando, lasciando per un attimo l’intera comunità senza fiato: «Il circo, arriva il circo!».

Si tratta di un piccolo circo a conduzione famigliare formato da Amedeo Arata, capofamiglia, uomo forte che rompe le catene con la forza del torace, la moglie Claudia Rizzoli, giovane maestra elementare di Bologna, e i loro cinque figli: Alfredo, Elena, Fanny e Violetta, equilibriste sul filo, e Guido, acrobata cavallerizzo. Questo è l’inizio della storia che diversi anni fa Leonida Stignani, un guelfese nato nel 1921, mi ha regalato. Dopo oltre ottant’anni ricordava con precisione la cronaca dell’accaduto, i personaggi e i dettagli dello spettacolo come l’avesse visto la sera prima.

Una storia che ha diversi protagonisti: il paese di Castel Guelfo, il Circo Arata, i bambini e la neve, tanta neve. Infatti, il 1929 viene ricordato come l’anno del nevone, una tormenta che investì per una settimana consecutiva l’Emilia Romagna, gran parte della Toscana, l’Umbria e le Marche, portando accumuli di neve di circa 2 metri. Arriva la sera dello spettacolo e la famiglia fa lo «sfondone», quello che in gergo circense vuol dire il tutto esaurito. Terminato lo spettacolo iniziano a cadere piccole farfalline di neve che nel giro di poco tempo si trasformano in fiocchi grossi come fiori di gelsomino. La neve seppellisce tutto il paese, blocca la vita della comunità, mette in ginocchio la popolazione. Anche il Circo Arata rimane paralizzato dalla neve e dal freddo, senza cibo, senza legna per riscaldarsi, senza coperte e fieno per i cavalli: il tendone ricurvo sotto il peso della tormenta. E qui scatta la magia. I guelfesi aiutano questa piccola comunità con ogni mezzo e grande generosità, portando loro cibo e coperte, vicinanza, aiuto e amicizia. Famiglie che avevano poco e niente aiutano altre che in quel momento hanno ancora meno. (ru.mo.) 

Maggiori dettagli si trovano su «sabato sera» del 28 febbraio

L’arrivo del Circo Arata e la contemporanea grande nevicata del febbraio 1929 sono stati gli avvenimenti che hanno ispirato Ruggero Morini, Arianna Di Pietro ed Emanuela Petralli, autori locali, nello scrivere “La storia più bella”, uno dei primi libri di Bacchilega junior, illustrato da Srimalie Bassani, che, tra l’altro, ha ottenuto il riconoscimento del Marchio Microeditoria di Qualità 2015. Ruggero Morini è nato e vive a Castel Guelfo, dove lavora come insegnante di scuola primaria ed è presidente del circolo Arci locale. Arianna Di Pietro è attrice e narratrice della compagnia teatrale Officine Duende, lavora da diversi anni nella produzione di spettacoli caratterizzati dall’unione di teatro di figura e di teatro fisico, il suo interesse verso la scrittura per l’infanzia deriva dalla passione per le fiabe dei Fratelli Grimm. Emanuela Petralli è socia fondatrice della compagnia teatrale Officine Duende, attrice e regista della stessa con all’attivo diverse produzioni di teatro di strada e di teatro di figura. Non è guelfese l’illustratrice, Srimalie Bassani, che fin da giovanissima si è dedicata al disegno e alla pittura, laureandosi in Decorazione pittorica all’Accademia di Belle Arti di Verona e perfezionandosi nel campo dell’illustrazione presso la scuola internazionale di Sàrmede. Nel 2015 ha vinto il primo premio Lucca Junior per l’illustrazione.

Nell”occasione del novantesimo anniversario, il libro “La storia più bella” sarà offerto ai lettori di “sabato sera” al prezzo di 8 euro anziché 12 euro fino al 12 aprile presso la redazione, in viale Zappi 56 C a Imola,dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, chiuso giovedì pomeriggio.

Infine, nel novantesimo anniversario di quei fatti Ruggero Morini continua a raccontare questa storia ai ragazzi della scuola primaria. Sabato 30 marzo, presso la sede della biblioteca, in via 2 Giugno, si terrà una lettura animata della storia stessa, a cura dell’autore e delle bibliotecarie Sonia ed Elisa. Un secondo appuntamento è in programma per venerdì 12 aprile, quando l’illustratrice, Srimalie Bassani, nella mattinata terrà il laboratorio dal titolo «La magia del circo», durante il quale i ragazzi delle terze classi della scuola primaria si cimenteranno nel realizzare i personaggi che animano la pista di un circo in miniatura. (r.cr.)

Nella foto la quarta elementare di Castel Guelfo del 1929: una bambina, Maria Mirandola, è ancora vivente

Il Circo Arata a Castel Guelfo e il nevone del 1929: il libro in vendita e le iniziative con le scuole nel 90° anniversario
Cultura e Spettacoli 18 Gennaio 2019

Una mostra e la presentazione di un libro, CooperAttivaMente celebra il Giorno della Memoria con due appuntamenti

In vista del Giorno della Memoria del 27 gennaio anche la rassegna CooperAttivaMente propone due appuntamenti per non dimenticare alcune fra le pagine più buie della storia del Novecento.

Sabato 19 gennaio, alle ore 10.30, nella galleria del centro commerciale Leonardo, sarà inaugurata la mostra “Le leggi razziali fasciste”,  alla presenza di Anpi Imola e del Consiglio di Zona soci di Coop Alleanza 3.0. La mostra racconta, con immagini e testi, la nascita delle leggi razziali del governo Mussolini e la propaganda della rivista “La difesa della razza”. L”obiettivo dell”iniziativa è evidenziare le conseguenze, le proibizioni e la restrizione delle libertà individuali soprattutto per gli ebrei, raccontando anche l’Olocausto italiano e gli ebrei italiani mandati nei campi di concentramento tedeschi con l’aiuto dei fascisti. La mostra sarà visitabile da sabato 19 gennaio a domenica 3 febbraio 2019. Per maggiori informazioni rivolgersi ad Anpi Imola (imola@anpi.it).

Mercoledì 23 gennaio, alle ore 17.30, avrà luogo la presentazione, all”interno della libreria Coop del Centro Leonardo, il libro di Roberta Mira “Stragi naziste e fasciste nell’imolese 1943-1945” (Bacchilega editore), sviluppato a seguito di un’approfondita analisi dei fatti di sangue riguardanti il circondario imolese basata sulle singole schede di ogni avvenimento realizzate dall’autrice e da altri studiosi per l’Atlante delle stragi naziste e fasciste compiute tra l’estate del 1943 e la primavera del 1945 in Italia (il censimento è interamente consultabile online all’indirizzo www.straginazifasciste.it). 

CooperAttivaMente è il calendario di eventi ideato dal consiglio di Zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega, in collaborazione con Librerie.coop, per promuovere la cooperazione, la legalità e i corretti stili di vita e di consumo, obiettivi di volta in volta declinati attraverso appuntamenti per tutti i gusti e tutte le esigenze, per grandi e bambini, che potranno partecipare a presentazioni di libri, laboratori ed altri appuntamenti. (red.cu)

Una mostra e la presentazione di un libro, CooperAttivaMente celebra il Giorno della Memoria con due appuntamenti
Cultura e Spettacoli 12 Gennaio 2019

Il cuoco e scrittore Marco Bianchi presenta il suo libro «La mia cucina delle emozioni». IL VIDEO

Giovedì pomeriggio alla Sala delle Stagioni di Imola tanta gente ha colto al volo l”occasione di vedere da vicino lo scrittore Marco Bianchi che, all”interno del ciclo di eventi organizzati da CooperAttivaMente in collaborazione con Sabato Sera, ha presentato il suo nuovo libro «La mia cucina della emozioni», un viaggio culinario fatto di piatti sani e in grado di stimolare, attraverso un’attenta e rigorosa scelta degli ingredienti, le emozioni umane e gli stati d’animo. (d.b.)

Nella foto (Isolapress): Marco Bianchi durante la presentazione del suo libro a Imola

Il cuoco e scrittore Marco Bianchi presenta il suo libro «La mia cucina delle emozioni». IL VIDEO
Cronaca 8 Novembre 2018

Roberto Burioni e le «Balle mortali» stasera a Imola, dai casi Di Bella e Stamina ai vaccini

«In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle». Così si legge nella quarta di copertina di «Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani» (Rizzoli editore), scritto da Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università VitaSalute San Raffaele di Milano, specialista di immunologia, diventato famoso per i post sulla sua pagina Facebook a sostegno della scienza e della verità in campo medico, a partire dal tema di cui è uno specialista, i vaccini. Per questo ha ricevuto offese e minacce dal movimento no-vax (contrari alle vaccinazioni), pesanti attacchi diretti anche contro la sua famiglia.

Oltre ai social, Burioni si è dedicato alla scrittura divulgativa. Nel suo nuovo libro, il terzo, esamina una serie di casi che mostrano i rischi di affidarci ai «ciarlatani» invece che ai dati certi, alle prove sperimentali. Tra gli esempi italiani c’è la donna che invece di affidarsi all’oncologo si rivolge alla Nuova Medicina Germanica e  muore per un linfoma, la ragazzina che non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina, senza dimenticare le «pagine buie» della storia recente di Stamina e del metodo Di Bella preceduti dal siero «anticancro» di Liborio Bonifacio, ricavato da escrementi di capra.

L’assunto è che gli uomini credono a quello che desiderano, non in ciò che è vero. E quando sono ammalati sono disposti a credere a qualunque bugia, a chiunque dica che guariranno, per questo le «balle» sono così pericolose. Burioni sarà a Imola questa sera, giovedì 8 novembre alle ore 20.30, alla Sala delle Stagioni (via Emilia 25) per presentare il suo libro all’interno del ciclo di iniziative organizzate da CooperAttivaMente (qui tutti gli appuntamenti), cioè consiglio di Zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega con Librerie. coop. (l.a.)

Nella foto: Roberto Burioni e la copertina del suo libro

Roberto Burioni e le «Balle mortali» stasera a Imola, dai casi Di Bella e Stamina ai vaccini
Cronaca 18 Ottobre 2018

Cucchi-Aldrovandi, Tonelli (deputato Lega Nord) risponde ad Anselmo: «Una testimonianza non equivale ad una sentenza»

Botta e risposta a distanza tra l’avvocato Fabio Anselmo, legale delle famiglie di Stefano Cucchi e di Federico Aldrovandi, e Gianni Tonelli, l’imolese già segretario del sindacato di polizia Sap e oggi deputato della Lega Nord.

Tonelli, in merito alle dichiarazioni di Anselmo nell’intervista su «sabato sera» che presenta l’iniziativa di domani sera (la presentazione del libro «Federico» scritto da Anselmo che ricostruisce la vicenda Aldrovandi) alla quale parteciperà anche la sorella di Cucchi, Ilaria, ci ha tenuto a sottolineare che non ha problemi a confrontarsi «pubblicamente sulla scorta di atti giudiziari documentati». Inoltre Tonelli aggiunge che «l’avvocato – in merito alla vicenda Cucchi – sa meglio di me che una testimonianza, una dichiarazione di un carabiniere da loro stessi condannato e messo alla gogna anni fa, non equivale ad una sentenza, nonostante riporti quanto a loro oggi fa piacere sentirsi dire e che potrebbe anche essere vero ma non rappresentare la causa della morte oramai scientificamente esclusa. Quando io mi sono espresso l’ho fatto appunto sulla base di atti giudiziari e di quanto sancito nelle uniche verità processuali di cui ora siamo in possesso, ovvero le sentenze di assoluzione di tutti quanti furono imputati nel primo processo».

«La verità – aggiunge – è un qualcosa che a me sta molto a cuore ed è ciò che da sindacalista del Sap ho sempre preteso con la proposta di dotare i poliziotti di telecamere sulle divise, sulle auto di servizio e nelle celle di sicurezza. Perché le telecamere sono strumento di trasparenza e verità e non perdonano nessuno».

Nella foto d”archivio Gianni Tonelli

Cucchi-Aldrovandi, Tonelli (deputato Lega Nord) risponde ad Anselmo: «Una testimonianza non equivale ad una sentenza»
Cultura e Spettacoli 12 Ottobre 2018

Giro dei Tre Monti, un libro di Bacchilega Editore per festeggiare i 50 anni

Raccontare la storia del Giro dei Tre Monti, la corsa podistica che ha compiuto 50 anni, è un’impresa non da poco. Ci avevamo già provato. Dieci anni fa, in occasione della 40ª edizione, avevo lanciato l’idea a Leo Senior (Leo Monduzzi) e Leo Junior (Leo Zanuccoli) di raccontare la storia dei primi quarant’anni di questa avventura straordinaria. Lasciammo l’impresa a metà, con il proposito di riprenderla dieci anni dopo. Così le storie, le classifiche e le fotografie sono rimaste dieci anni in più a maturare negli archivi e nelle soffitte dei protagonisti.

Abbiamo ripreso il lavoro, Leo Monduzzi con dieci anni di saggezza in più e Leo Zanuccoli con dieci edizioni in più del Giro dei Tre Monti sulle spalle. Complice l’autrice Lisa Laffi, brava quanto paziente, che ha accettato la gioiosa fatica di supportare – e sopportare – i nostri incontri, i racconti, gli aneddoti e i ricordi di una corsa che più passa il tempo, più si scopre giovane e generosa. In fondo la Tre Monti è questo, passione e territorio, fatica vera e racconto, sacrificio e goliardia, atleti «buoni» e corridori improvvisati. Ed è una festa per tutti, per le famiglie e per la città. In fondo la Tre Monti è Imola, è un pezzo di questa comunità straordinaria che da cinquant’anni la affianca e la accompagna.

Sul percorso che segnò il trionfo del grande Adorni ai mondiali di ciclismo, va in scena da quel lontano 1968 una pagina di sport e di vita vissuta. Accade ogni anno, la terza domenica di ottobre. Accade da cinquant’anni e sarà così per i prossimi cinquanta. Per l’appunto, una bella storia da raccontare, il cui risultato, il libro Imola e il Giro dei Tre Monti, sarà presentato sabato 13 ottobre, alle ore 10, presso l’hotel Olimpia, in viale Pisacane 69.

f.c.

Nella foto: la prima partenza della corsa nel 1968

Giro dei Tre Monti, un libro di Bacchilega Editore per festeggiare i 50 anni
Cultura e Spettacoli 16 Agosto 2018

Incontri con l'autore, a Castel Del Rio Ernesto Aloia presenta il suo nuovo libro «La vita riflessa»

Domani alle 17.30 presso la piscina il Galletto a Castel del Rio, l’Associazione culturale «Il Giglio», in collaborazione con l’Associazione Bandando, incontrerà lo scrittore Ernesto Aloia, bellunese naturalizzato torinese, per parlare del suo ultimo libro intitolato «La vita riflessa», edizioni Bompiani.

L’incontro sarà condotto da Barbara Maraia, presidente dell’Associazione Il Giglio, «La vita riflessa è un libro di profonda introspezione umana nell’era moderna dei social». 

A seguire è previsto un brindisi in compagnia dell’autore.

r.c.

Nella foto: il volantino dell”evento

Incontri con l'autore, a Castel Del Rio Ernesto Aloia presenta il suo nuovo libro «La vita riflessa»
Cultura e Spettacoli 19 Luglio 2018

Il dj Gary Caos si racconta in un libro tra le serate in spiaggia e le conoscenze sugli aerei

«La notte è più bella, si vive meglio, per chi fino alle cinque non conosce sbadiglio… ». Cantava così Jovanotti nel 1991 ricordando le notti come dj prima ancora che come il cantautore che sarebbe poi diventato. Allora, più di venticinque anni fa, l’imolese Gherardo Casini in arte Gary Caos muoveva i primi passi di quella che sarebbe poi diventata una lunga carriera prima solo come dj e poi, da dieci anni, anche come producer per la propria etichetta discografica Casa Rossa, che ha sede a Castel Guelfo. Un quarto di secolo che Casini oggi, a 44 anni, ha deciso di raccontare nel libro Il caos… Tra dj e producer, scritto con Francesca Sanzo per Giraldi Editore.

Una lunga carriera ancora attiva. Perché la voglia di raccontarla in un libro?

«In venticinque anni il mondo è cambiato tanto e mi sono accorto che avevo già molte cose da raccontare – spiega il dj –. Io ho iniziato a suonare in un mondo analogico, fatto di vinili e della ricerca dei dischi nei negozi di musica, delle corse per accaparrarsi le ultime uscite o le novità prima di tutti. Allora ci volevano impegno e tempo per la ricerca. Oggi, invece, il mondo intero è a portata di click e la musica digitale è più fruibile. Da un certo punto di vista è un libro che racconta la storia di una professione, quella del dj, per chi l’ha vissuta e vuole rispolverare ricordi ma anche per i giovani che sono nati nell’era digitale e rischiano di perdere qualità per colpa di questa facilità».

Qualche aneddoto?

«Nel libro ce ne sono tanti. Dalle prime serate in Corea per suonare, dove ho visto e vissuto una spettacolarità degli eventi in discoteca più alta al mondo, con un’energia del pubblico travolgente. Fino a Marsala, in Sicilia, dove ho suonato all’aperto, in spiaggia, di fronte a quindicimila persone: un’esperienza totalizzante, anche se a dire il vero ho sempre preferito i piccoli club bui per intenditori e non le discoteche dove si va per ballare uno sopra all’altro e rimorchiare. Un’altra cosa che mi è sempre piaciuta del mio lavoro, che ad oggi mi ha fatto viaggiare per tutti i continenti ad eccezione del Sud America, è la possibilità di conoscere gente sugli aerei e negli aeroporti, capire perché gli altri viaggiano ed ascoltare storie incredibili».

Parte dei ricavi del tuo libro saranno devoluti ad Aisla, l’associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. Perché?

«C’è un capitolo del libro dedicato a dj Fanny, Andrea, un ragazzo di appena trent’anni malato ed immobilizzato a letto, ma che non per questo non segue il suo sogno: scrivere musica e suonarla, chiaramente con l’ausilio di un commutatore. Tempo fa ho preso parte ad un progetto insieme a lui in favore della ricerca sulla sla. Per questo anche questa volta ho voluto continuare quanto iniziato insieme». (mi.mo.)

L”intervista completa a Gary Caos è su «sabato sera» in edicola giovedì 19 luglio

Nella foto Gary Caos

Il dj Gary Caos si racconta in un libro tra le serate in spiaggia e le conoscenze sugli aerei
Sport 17 Maggio 2018

Ogni corridore ha una storia da raccontare nel libro «I nostri prof di ciclismo» di Nino Villa. IL VIDEO

«Divertente o drammatica, comunque indimenticabile. Ogni corridore ha una storia da raccontare». E da queste parole di Marco Pastonesi, noto e apprezzato giornalista di ciclismo, è partita la serata di presentazione del libro «I nostri prof di ciclismo – I corridori imolesi» (qui la scheda), scritto da Nino Villa e pubblicato da Bacchilega Editore.

Lunedì sera alla sala Ayrton Senna all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola di storie se ne sono raccontate tante: Nino Ceroni, Iriano Campagnoli, Luigi Sarti, Salvatore Mongardi, Andrea e Fabio Patuelli, Roberto Pelliconi, Fabiano Fontanelli, Michele Coppolillo, Stefano Cembali, Patrizia Zulato, Veraldo Valdrè e Fausto Pezzi, figlio di Luciano, sono solo alcuni dei protagonisti che nel corso della serata hanno raccontato aneddoti legati alla propria carriera nel mondo del ciclismo. Il libro ripercorre storie e schede dei professionisti imolesi passando da Enea Dal Fiume a Dante Rivola, da Adriano Medri a Diego Ronchini e tutti gli altri. E’ stata una serata durante la quale tanti amici si sono ritrovati a ripercorrere carriere lunghe o brevi, da gregari o da vincenti, ma sempre piene di storie da raccontare. «Una serata di ciclismo come questa è amicizia, appartenenza, affetto, storie – ha concluso Pastonesi -. Da ascoltare, da raccontare, da tramandare. Da scrivere. Storie da ricordare. E la memoria è tutto».

ma.ma.

Nella foto: Nino Villa con il libro «I nostri prof di ciclismo»

Ogni corridore ha una storia da raccontare nel libro «I nostri prof di ciclismo» di Nino Villa. IL VIDEO
Sport 13 Maggio 2018

Il libro «I nostri prof di ciclismo – I corridori imolesi» di Bacchilega Editore sarà presentato all'autodromo

Quanti sono stati i ciclisti imolesi passati al professionismo? Quando e con chi hanno corso? Queste sono alcune delle domande alle quali si trova risposta nel libro scritto da Nino Villa e pubblicato da Bacchilega editore I nostri prof di ciclismo – I corridori imolesi passati professionisti nel corso degli anni che sarà disponibile dalla prossima settimana. Per mezzo di numerose interviste, apparse anche sul nostro settimanale, e di altri scritti che completano il panorama del mondo dei professionisti, si possono conoscere carriere, aneddoti, pensieri e aspirazioni dei campioni che nel corso degli anni hanno dato lustro allo sport imolese del pedale.

Si parte dall’era quasi mitica del primo Novecento, quando Enea Dal Fiume si destreggiava con successo su strade e percorsi quasi impossibili, si parla di campioni degli anni Cinquanta e Sessanta come Luciano Pezzi e Diego Ronchini, per giungere agli anni più vicini a noi, con atleti  che hanno corso nella Mercatone Uno di Cenni e di Pezzi negli anni di Pantani, come Fabiano Fontanelli e Michele Coppolillo. Senza dimenticare le donne, come Patrizia Zulato, o la Mtb con l’azzurro Mirko Pirazzoli. Il libro sarà presentato durante un’iniziativa all’autodromo domani, alle ore 20, presso la sala Ayrton Senna presso l”autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola; oltre all’autore, saranno presenti il giornalista e scrittore Marco Pastonesi e numerosi protagonisti del ciclismo imolese.

r.s.

Nella foto: Pantani e Fontanelli

Il libro «I nostri prof di ciclismo – I corridori imolesi» di Bacchilega Editore sarà presentato all'autodromo

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast