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Cultura e Spettacoli 12 Ottobre 2018

Giro dei Tre Monti, un libro di Bacchilega Editore per festeggiare i 50 anni

Raccontare la storia del Giro dei Tre Monti, la corsa podistica che ha compiuto 50 anni, è un’impresa non da poco. Ci avevamo già provato. Dieci anni fa, in occasione della 40ª edizione, avevo lanciato l’idea a Leo Senior (Leo Monduzzi) e Leo Junior (Leo Zanuccoli) di raccontare la storia dei primi quarant’anni di questa avventura straordinaria. Lasciammo l’impresa a metà, con il proposito di riprenderla dieci anni dopo. Così le storie, le classifiche e le fotografie sono rimaste dieci anni in più a maturare negli archivi e nelle soffitte dei protagonisti.

Abbiamo ripreso il lavoro, Leo Monduzzi con dieci anni di saggezza in più e Leo Zanuccoli con dieci edizioni in più del Giro dei Tre Monti sulle spalle. Complice l’autrice Lisa Laffi, brava quanto paziente, che ha accettato la gioiosa fatica di supportare – e sopportare – i nostri incontri, i racconti, gli aneddoti e i ricordi di una corsa che più passa il tempo, più si scopre giovane e generosa. In fondo la Tre Monti è questo, passione e territorio, fatica vera e racconto, sacrificio e goliardia, atleti «buoni» e corridori improvvisati. Ed è una festa per tutti, per le famiglie e per la città. In fondo la Tre Monti è Imola, è un pezzo di questa comunità straordinaria che da cinquant’anni la affianca e la accompagna.

Sul percorso che segnò il trionfo del grande Adorni ai mondiali di ciclismo, va in scena da quel lontano 1968 una pagina di sport e di vita vissuta. Accade ogni anno, la terza domenica di ottobre. Accade da cinquant’anni e sarà così per i prossimi cinquanta. Per l’appunto, una bella storia da raccontare, il cui risultato, il libro Imola e il Giro dei Tre Monti, sarà presentato sabato 13 ottobre, alle ore 10, presso l’hotel Olimpia, in viale Pisacane 69.

f.c.

Nella foto: la prima partenza della corsa nel 1968

Giro dei Tre Monti, un libro di Bacchilega Editore per festeggiare i 50 anni
Cultura e Spettacoli 16 Agosto 2018

Incontri con l'autore, a Castel Del Rio Ernesto Aloia presenta il suo nuovo libro «La vita riflessa»

Domani alle 17.30 presso la piscina il Galletto a Castel del Rio, l’Associazione culturale «Il Giglio», in collaborazione con l’Associazione Bandando, incontrerà lo scrittore Ernesto Aloia, bellunese naturalizzato torinese, per parlare del suo ultimo libro intitolato «La vita riflessa», edizioni Bompiani.

L’incontro sarà condotto da Barbara Maraia, presidente dell’Associazione Il Giglio, «La vita riflessa è un libro di profonda introspezione umana nell’era moderna dei social». 

A seguire è previsto un brindisi in compagnia dell’autore.

r.c.

Nella foto: il volantino dell”evento

Incontri con l'autore, a Castel Del Rio Ernesto Aloia presenta il suo nuovo libro «La vita riflessa»
Cultura e Spettacoli 19 Luglio 2018

Il dj Gary Caos si racconta in un libro tra le serate in spiaggia e le conoscenze sugli aerei

«La notte è più bella, si vive meglio, per chi fino alle cinque non conosce sbadiglio… ». Cantava così Jovanotti nel 1991 ricordando le notti come dj prima ancora che come il cantautore che sarebbe poi diventato. Allora, più di venticinque anni fa, l’imolese Gherardo Casini in arte Gary Caos muoveva i primi passi di quella che sarebbe poi diventata una lunga carriera prima solo come dj e poi, da dieci anni, anche come producer per la propria etichetta discografica Casa Rossa, che ha sede a Castel Guelfo. Un quarto di secolo che Casini oggi, a 44 anni, ha deciso di raccontare nel libro Il caos… Tra dj e producer, scritto con Francesca Sanzo per Giraldi Editore.

Una lunga carriera ancora attiva. Perché la voglia di raccontarla in un libro?

«In venticinque anni il mondo è cambiato tanto e mi sono accorto che avevo già molte cose da raccontare – spiega il dj –. Io ho iniziato a suonare in un mondo analogico, fatto di vinili e della ricerca dei dischi nei negozi di musica, delle corse per accaparrarsi le ultime uscite o le novità prima di tutti. Allora ci volevano impegno e tempo per la ricerca. Oggi, invece, il mondo intero è a portata di click e la musica digitale è più fruibile. Da un certo punto di vista è un libro che racconta la storia di una professione, quella del dj, per chi l’ha vissuta e vuole rispolverare ricordi ma anche per i giovani che sono nati nell’era digitale e rischiano di perdere qualità per colpa di questa facilità».

Qualche aneddoto?

«Nel libro ce ne sono tanti. Dalle prime serate in Corea per suonare, dove ho visto e vissuto una spettacolarità degli eventi in discoteca più alta al mondo, con un’energia del pubblico travolgente. Fino a Marsala, in Sicilia, dove ho suonato all’aperto, in spiaggia, di fronte a quindicimila persone: un’esperienza totalizzante, anche se a dire il vero ho sempre preferito i piccoli club bui per intenditori e non le discoteche dove si va per ballare uno sopra all’altro e rimorchiare. Un’altra cosa che mi è sempre piaciuta del mio lavoro, che ad oggi mi ha fatto viaggiare per tutti i continenti ad eccezione del Sud America, è la possibilità di conoscere gente sugli aerei e negli aeroporti, capire perché gli altri viaggiano ed ascoltare storie incredibili».

Parte dei ricavi del tuo libro saranno devoluti ad Aisla, l’associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. Perché?

«C’è un capitolo del libro dedicato a dj Fanny, Andrea, un ragazzo di appena trent’anni malato ed immobilizzato a letto, ma che non per questo non segue il suo sogno: scrivere musica e suonarla, chiaramente con l’ausilio di un commutatore. Tempo fa ho preso parte ad un progetto insieme a lui in favore della ricerca sulla sla. Per questo anche questa volta ho voluto continuare quanto iniziato insieme». (mi.mo.)

L”intervista completa a Gary Caos è su «sabato sera» in edicola giovedì 19 luglio

Nella foto Gary Caos

Il dj Gary Caos si racconta in un libro tra le serate in spiaggia e le conoscenze sugli aerei
Sport 17 Maggio 2018

Ogni corridore ha una storia da raccontare nel libro «I nostri prof di ciclismo» di Nino Villa. IL VIDEO

«Divertente o drammatica, comunque indimenticabile. Ogni corridore ha una storia da raccontare». E da queste parole di Marco Pastonesi, noto e apprezzato giornalista di ciclismo, è partita la serata di presentazione del libro «I nostri prof di ciclismo – I corridori imolesi» (qui la scheda), scritto da Nino Villa e pubblicato da Bacchilega Editore.

Lunedì sera alla sala Ayrton Senna all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola di storie se ne sono raccontate tante: Nino Ceroni, Iriano Campagnoli, Luigi Sarti, Salvatore Mongardi, Andrea e Fabio Patuelli, Roberto Pelliconi, Fabiano Fontanelli, Michele Coppolillo, Stefano Cembali, Patrizia Zulato, Veraldo Valdrè e Fausto Pezzi, figlio di Luciano, sono solo alcuni dei protagonisti che nel corso della serata hanno raccontato aneddoti legati alla propria carriera nel mondo del ciclismo. Il libro ripercorre storie e schede dei professionisti imolesi passando da Enea Dal Fiume a Dante Rivola, da Adriano Medri a Diego Ronchini e tutti gli altri. E’ stata una serata durante la quale tanti amici si sono ritrovati a ripercorrere carriere lunghe o brevi, da gregari o da vincenti, ma sempre piene di storie da raccontare. «Una serata di ciclismo come questa è amicizia, appartenenza, affetto, storie – ha concluso Pastonesi -. Da ascoltare, da raccontare, da tramandare. Da scrivere. Storie da ricordare. E la memoria è tutto».

ma.ma.

Nella foto: Nino Villa con il libro «I nostri prof di ciclismo»

Ogni corridore ha una storia da raccontare nel libro «I nostri prof di ciclismo» di Nino Villa. IL VIDEO
Sport 13 Maggio 2018

Il libro «I nostri prof di ciclismo – I corridori imolesi» di Bacchilega Editore sarà presentato all'autodromo

Quanti sono stati i ciclisti imolesi passati al professionismo? Quando e con chi hanno corso? Queste sono alcune delle domande alle quali si trova risposta nel libro scritto da Nino Villa e pubblicato da Bacchilega editore I nostri prof di ciclismo – I corridori imolesi passati professionisti nel corso degli anni che sarà disponibile dalla prossima settimana. Per mezzo di numerose interviste, apparse anche sul nostro settimanale, e di altri scritti che completano il panorama del mondo dei professionisti, si possono conoscere carriere, aneddoti, pensieri e aspirazioni dei campioni che nel corso degli anni hanno dato lustro allo sport imolese del pedale.

Si parte dall’era quasi mitica del primo Novecento, quando Enea Dal Fiume si destreggiava con successo su strade e percorsi quasi impossibili, si parla di campioni degli anni Cinquanta e Sessanta come Luciano Pezzi e Diego Ronchini, per giungere agli anni più vicini a noi, con atleti  che hanno corso nella Mercatone Uno di Cenni e di Pezzi negli anni di Pantani, come Fabiano Fontanelli e Michele Coppolillo. Senza dimenticare le donne, come Patrizia Zulato, o la Mtb con l’azzurro Mirko Pirazzoli. Il libro sarà presentato durante un’iniziativa all’autodromo domani, alle ore 20, presso la sala Ayrton Senna presso l”autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola; oltre all’autore, saranno presenti il giornalista e scrittore Marco Pastonesi e numerosi protagonisti del ciclismo imolese.

r.s.

Nella foto: Pantani e Fontanelli

Il libro «I nostri prof di ciclismo – I corridori imolesi» di Bacchilega Editore sarà presentato all'autodromo
Cultura e Spettacoli 25 Aprile 2018

L'esperto incontra… Nando Dalla Chiesa a Imola con il suo libro «Per fortuna faccio il prof»

La baby planner Luisa Rago organizza il ciclo di incontri L”esperto incontra… 2018;  il primo appuntamento è con il professore di Sociologia della criminalità organizzata Nando Dalla Chiesa, che parlerà del suo libro «Per fortuna faccio il prof.» Interverrà Stefania Pellegrini, titolare del corso Mafia e antimafia presso la facoltà di Giurisprudenza dell”Università di Bologna.

Domani sera alle ore 20.45, Sala delle Stagioni, via Emilia 25. Ingresso libero. Info: 347 4220305, luisabpimola@gmail.com

L'esperto incontra… Nando Dalla Chiesa a Imola con il suo libro «Per fortuna faccio il prof»
Economia 17 Aprile 2018

E' uscito «Muovete il culo!», il nuovo libro dell'economista imolese Alberto Forchielli rivolto ai giovani

Muovete il culo! è il titolo spiazzante del nuovo libro, uscito il 12 aprile, a firma dell’economista di origini imolesi Alberto Forchielli. Come spiega il sottotitolo, si tratta di una «lettera ai giovani, perché facciano la rivoluzione in un Paese di vecchi». Un titolo, come spiega l’autore, «scelto di getto» per cercare di scuotere ancora una volta le coscienze dei ventenni e trentenni di oggi, dopo i due volumi precedenti Trova lavoro subito!, pubblicato nel 2015, e Il potere è noioso, del 2016. «Questo è l’ultimo tentativo disperato che faccio, poi basta – promette Forchielli -. In questi anni li ho osservati, i giovani. Alcuni sono ammirevoli, cercano di darsi da fare. Però, ho l’impressione che non siano la maggioranza e questo è un dramma. Dicono “questo non lo faccio perché mi sfruttano”, rifuggono dai lavori manuali o da qualunque forma di sacrificio. Credo che una fetta importante di giovani sia alquanto pigra, indolente e viziata, per di più non si rende conto del futuro tragico che la aspetta. Se non cominci a lavorare presto e anche a poco, ti ritrovi a trent’anni, dopo aver rifiutato tutti i lavori, senza nessuna professionalità. E nessuno ti darà lavoro se non hai esperienza».

Nel nuovo libro Forchielli aggiunge due alternative: restare, ma puntando ad esempio sui mestieri ormai dimenticati, oppure percorrere la strada dell’illegalità. Istigazione a delinquere? «Ho chiesto anche il parere di un avvocato prima della 
pubblicazione – spiega -. Ho voluto ampliare il discorso per chi non se la sente o non ce la fa ad andare all’estero, cosa che comunque rimane l’opzione numero uno. Se si rimane in Italia, è legittimo scegliere mestieri come il calzolaio… che fa le scarpe per Ferragamo, però. Perché questa repulsione per i mestieri manuali? Come chi fa la scuola alberghiera e poi non va a lavorare nel settore perché non vuole essere impegnato il sabato e la domenica… Non mi piace una società così, bisogna cercare di rivoluzionare questo Paese partendo dall’etica del lavoro, senza schifare le scuole professionali o prendere una laurea tanto per prenderla. Oggi poi la forbice si è stretta. L’Inghilterra della Brexit non è più una possibilità, l’America stringe sull’immigrazione, l’Asia ormai è solo degli asiatici. C’è poi un terzo modo per far fronte alla situazione in cui si trova l’Italia ovvero scendere nell’illegalità: lavorare in nero, magari prendendo la nazionalità a Tonga».

Nei giorni scorsi dalla sua pagina Facebook Forchielli ha commentato la notizia della difficoltà degli operatori turistici della riviera a trovare personale per l’imminente stagione estiva. «Ragazzi, Muovete il culo!» ha esortato. Ne è scaturito un dibattito tra i suoi followers. «Il paese si è impoverito – commenta dal canto suo Forchielli -. Nel 1971 mi comprai il Gilera 125 andando a raccogliere pere e pesche. Quarant’anni fa il passaggio dallo studio al mondo del lavoro era un grande salto, con quello che si guadagnava ci si poteva permettere qualcosa. Oggi invece è un salto in giù. Si sta meglio in famiglia, te la passi meglio sul divano di casa. Il problema, però, è che se non cominci da qualche parte e se non lo fai subito, poi non lo fai più. Bisogna avere il coraggio di affrontare la vita per quanto difficile sia oggi. Niente teoria o teoremi. Questa – conclude – è solo la verità».

lo.mi.

Nella foto: Alberto Forchielli in un selfie dal Vietnam

E' uscito «Muovete il culo!», il nuovo libro dell'economista imolese Alberto Forchielli rivolto ai giovani
Cultura e Spettacoli 2 Aprile 2018

Il progetto «Cantiere 2 agosto narrazione di una strage» alla Bim di Imola

Domani sera, alle 20.30, presso la biblioteca comunale di Imola (Bim), in via Emilia 80, si terrà la presentazione del progetto «Cantiere 2 agosto narrazione di una strage», realizzato in occasione del trentasettesimo anniversario della strage della stazione di Bologna e promosso dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna e dall’Associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna 2 agosto 1980, e in collaborazione con Cidra e Università Aperta.

In occasione di questo anniversario della più grave strage terroristica avvenuta in Italia dopo la fine della Seconda guerra mondiale, è stato presentato un progetto in ricordo delle 85 persone che hanno perso la vita sabato 2 agosto 1980 per lo scoppio di un ordigno nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Dalle testimonianze raccolte e dall’intervento di 85 narratori volontari sono nate 85 storie, una per ogni vittima, che sono state presentate nell”agosto scorso e poi portate in molte altre città. Le testimonianze sono state raccolte in un libro, Cantiere 2 agosto, 85 storie per 85 palcoscenici: le 85 storie delle vittime narrate dai cittadini (Bologna, Assemblea legislativa EmiliaRomagna, 2017), e in un documentario Cantiere 2 agosto: narrazione di una strage (Bologna, Assemblea legislativa Emilia Romagna, 2017).

Il progetto ha come fine il mantenimento del ricordo vivo delle vittime e del terribile evento che ha segnato profondamente la vita di numerose famiglie, della città di Bologna e dell’Italia intera. Intervengono all’incontro imolese la responsabile scientifica del progetto, Cinzia Venturoli, il regista, Matteo Belli, la rappresentante dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna 2 agosto 1980, Marina Gamberini, e tre narratori, Nadia Pasetti, Antonio Pastore e Nicoletta Pratella, che daranno con la loro voce testimonianza di alcune vittime del terribile attentato.

r.c.

Nella foto: immagine del progetto

Il progetto «Cantiere 2 agosto narrazione di una strage» alla Bim di Imola

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