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Cronaca 19 Gennaio 2023

A Ozzano una stella per le vittime di mafia. Lelli: «Gesto in onore del generale Dalla Chiesa dopo l’arresto di Messina Denaro»

Con un po’ di ritardo rispetto a Natale, a Ozzano è spuntato un fiore simbolo del periodo, una stella di Natale appunto, in un luogo fortemente evocativo. Un gesto simbolico ma profondo che una cittadina ha voluto lasciare sotto il cartello stradale della via Carlo Alberto Dalla Chiesa. «Una nostra concittadina che si firma Ottavia – racconta il sindaco, ha lasciato un fiore natalizio attaccato al cartello che indica via Carlo Alberto Dalla Chiesa con un biglietto con su scritto “Carlo Alberto questa è la stella che hai fatto brillare nei nostri cuori. Ozzano opera da sempre perché prevalga la cultura della legalità e idealmente tutta la collettività, si è unita e identificata nel bellissimo gesto compiuto da Ottavia. La speranza è che questa stella di Natale brilli a lungo come una cometa e insegni a tutti il cammino verso una società dove a brillare siano i valori del rispetto, libertà e solidarietà».

Il generale Dalla Chiesa dedicò la vita intera alla lotta alla mafia tanto da esserne ucciso, nel 1982 a Palermo, in un attentato dove morirono anche la moglie e un agente di scorta.  «Questo gesto – prosegue Lelli – non è di certo casuale, e onorando il ricordo del generale Dalla Chiesa la nostra concittadina ha voluto idealmente ricordare l’arresto, avvenuto proprio in questi giorni, del latitante Matteo Messina Denaro e rendere i dovuti e meritati onori alle nostre Forze dell’Ordine che per più di trent’anni non hanno mai abbandonato le indagini convinti, prima o poi, di riuscire ad arrestarlo. E così è stato».

Sempre per il primo cittadino «la nostra comunità si è sempre dimostrata sensibile alla lotta alla mafia. Negli anni abbiamo fatto molte iniziative, l’ultima nel marzo scorso, con un dibattito pubblico dal titolo “Le mafie sono qui: dobbiamo combatterle” presente anche il procuratore di Bologna Lucia Musti che da più di trent’anni combatte gli affari delle mafie e le sue radicazioni. A queste iniziative gli ozzanesi hanno sempre risposto positivamente – conclude Lelli – riempiendo le sale e in paese sono diversi i luoghi dedicati agli eroi caduti in questa battaglia che oltre alla già citata via Dalla Chiesa, vede quelle dedicate a Impastato oppure la rotonda Falcone e Borsellino». (r.cr.)

Nella foto del Comune di Ozzano la stella di Natale e il biglietto lasciato

A Ozzano una stella per le vittime di mafia. Lelli: «Gesto in onore del generale Dalla Chiesa dopo l’arresto di Messina Denaro»
Cronaca 10 Novembre 2022

Libera porta a Imola il «caso Mattinata», il Comune in provincia di Foggia sciolto per mafia

Un Comune sciolto per mafia e poi ricostruito, grazie a una rete che unisce istituzioni, cittadinanza e tessuto eco- nomico. È il caso di Mattinata, comune in provincia di Foggia, e del progetto del suo sindaco, Michele Bisceglia, che venerdì 11 novembre dalle 17.30 sarà a Imola, a Ca’ Vaina, ospite del presidio imolese di Libera per un’intervista aperta alla cittadinanza.

A unire i territori, lo scambio di buone pratiche per contrastare le mafie e creare una consapevolezza ampia sul fenomeno: «Buona parte del malaffare ha trovato terreno fertile soprattutto nei territori che vanno dal confine tosco-emiliano al nord Italia e oltre, con ramificazioni in tutta Europa» afferma il sindaco. (s.n.)

L’intervista al sindaco Michele Bisceglia su «sabato sera» del 10 novembre.

Nella foto: i ragazzi e le ragazze di Libera Imola

Libera porta a Imola il «caso Mattinata», il Comune in provincia di Foggia sciolto per mafia
Cronaca 29 Luglio 2022

Al via i campi estivi di Libera, ragazzi del circondario nei beni confiscati alle mafie di Aversa

Sono partiti lunedì mattina i primi ragazzi che partecipano a “E!state Liberi” 2022, i campi estivi promossi dal coordinamento di Libera Bologna e dal presidio di Libera del circondario. La destinazione è Aversa (Caserta), e il campo si svolge nella “Fattoria sociale Fuori di zucca”, un’area dell’ex ospedale psichiatrico cittadino oggi riutilizzato dalla cooperativa sociale “Un fiore per la vita” che si occupa dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate attraverso l’agricoltura sociale e biologica, promuovendo la cultura del rispetto delle persone e dell’ambiente. I volontari saranno coinvolti nelle attività di riutilizzo dei beni comuni e confiscati, promozione sociale, culturale e del contrasto alle mafie realizzate della rete di associazioni ed enti che animano il territorio.

«Questi campi sui beni confiscati alle mafie sono un”iniziativa fortemente voluta dai sindaci e dagli assessori alla legalità e politiche giovanili del Nuovo Circondario Imolese, che sostiene questo progetto economicamente – osservano Giacomo Gambi, assessore alla Legalità, e Marco Panieri, primo cittadino di Imola e presidente del Circondario –. I partecipanti saranno coinvolti sia nel lavoro manuale sia nello studio delle tematiche legate alla lotta contro le mafie, anche grazie ad incontri con associazioni e cooperative territoriali. Le nostre ragazze i nostri ragazzi torneranno certamente arricchiti dall’esperienza perché consapevoli di come l’impegno per la legalità possa essere quotidiano in ognuna delle nostre comunità». (lu.ba.)

Nella fotografia del Comune di Imola, la partenza dei ragazzi

Al via i campi estivi di Libera, ragazzi del circondario nei beni confiscati alle mafie di Aversa
Cronaca 21 Marzo 2021

Giornata nazionale vittime delle mafie, Francesca Marchetti (commissione Legalità) e l’impegno della Regione

La settimana della legalità si conclude domani, 21 marzo, con una serie di eventi e di iniziative promosse dall’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna priori nella Giornata nazionale delle vittime delle mafie. «Per la Regione è un impegno che si rinnova nelle scelte e nelle azioni perché la legalità non è solo un valore irrinunciabile, ma è un diritto fondamentale dei cittadini».

La consigliera regionale Pd Francesca Marchetti presiede la commissione che si occupa di Legalità. «Soprattutto oggi, di fronte ad una emergenza sanitaria che sta diventando economica, il tema della legalità ci pone di fronte nuove sfide – ricorda Francesca Marchetti -: monitorare i settori più fragili e più colpiti dal contagio per prevenire la corruzione e l’infiltrazione negli appalti pubblici e nella sanità. Il rischio che l’illegalità si inserisca c’è ed è alto».

Approfondimenti su «sabato sera» del 18 marzo.

Nella foto: Francesca Marchetti

Giornata nazionale vittime delle mafie, Francesca Marchetti (commissione Legalità) e l’impegno della Regione
Cronaca 20 Marzo 2021

Giornata nazionale vittime delle mafie, domani la «staffetta» del Nuovo Circondario imolese. A Mordano intervista a Carlo Lucarelli

Ogni 21 marzo, dal 1996, si celebra la Giornata della Memoria e dell”Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L”evento è stato voluto dall”associazione Libera che ha scelto il primo giorno di primavera, giorno di risveglio della natura, come occasione per rinnovare la primavera della verità e della giustizia sociale. Numerosi gli eventi organizzati dai Comuni della Città metropolitana che hanno aderito all’iniziativa, soprattutto in modalità online. 

Il tavolo legalità del Nuovo Circondario Imolese, ad esempio, assieme al presidio di Libera, ha organizzato “Una Comunità che dà voce alle vittime innocenti delle mafie”, ovvero la lettura virtuale dei nomi delle vittime di mafia. Sempre domani, invece, il Comune di Mordano propone un’intervista a Carlo Lucarelli sul canale Youtube e sulla pagina Facebook del Comune. (da.be.)

Nella foto: Carlo Lucarelli

Giornata nazionale vittime delle mafie, domani la «staffetta» del Nuovo Circondario imolese. A Mordano intervista a Carlo Lucarelli
Cronaca 20 Marzo 2021

Oggi l’evento nazionale online di Libera con la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie

A ricordare e riveder le stelle. E’ questo lo slogan scelto per la ventiseiesima edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che purtroppo sarà nuovamente online. 

Il programma prevede, oggi,sabato 20 marzo (dalle ore 10.30) la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, dinanzi a uno o più spazi culturali del proprio territorio. Tra i lettori anche Rita Ghedini, presidente di Cooperare con Libera Terra. Finita la lettura, si terrà la riflessione di don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

Domani, 21 marzo, invece, si terranno momenti di raccoglimento, veglie ecumeniche, deposizioni di fiori presso lapidi o strade intitolate a vittime di mafie, sempre nel rispetto dei decreti allora vigenti.

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Oggi l’evento nazionale online di Libera con la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie
Cronaca 17 Marzo 2021

Beni confiscati alle mafie, Imola e Borgo «RimanDati»

Comuni di Imola e di Borgo Tossignano non brillano per «trasparenza» sui beni confiscati alle mafie presenti nei loro territori. Infatti nessuna informazione che riguarda i due beni presenti, uno sotto l’Orologio e l’altro nel paese della vallata, compare sui siti web dei due Comuni.

Per questo l’associazione Libera ha «tirato le orecchie» ai due enti locali all’interno della prima edizione del report nazionale «RimanDati». Il documento è stato pubblicato il 26 febbraio scorso, in concomitanza con il venticinquesimo anniversario della promulgazione della legge 109 del 1996 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie.

Imola e Borgo Tossignano rientrano fra i 213 comuni del Nord Italia ritenuti inadempienti rispetto alle normative sulla trasparenza, stabilite sia dal cosiddetto codice antimafia del 2011 sia dal decreto legislativo 33 del 2013 in materia di diritto di accesso civico e obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni alla cittadinanza da parte delle pubbliche amministrazioni. (lu.ba.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 18 marzo, con uno speciale che racchiude la risposta dell’assessore alla Legalità del Comune di Imola, Giacomo Gambi, l’allarme della Dia e di Libera sugli affari delle mafie causa Covid-19 anche in Emilia Romagna, l’impegno della Regione nelle parole della consigliera Pd Francesca Marchetti e tutti gli appuntamenti in programma a Imola e nel circondario.

Nella foto: don Luigi Ciotti di Libera a Castel Guelfo nel 2014 in occasione dell’intitolazione dell’asilo alla vittima di mafia Lea Garofalo; l’assessore alla Legalità del Comune di Imola, Giacomo Gambi 

Beni confiscati alle mafie, Imola e Borgo «RimanDati»
Cronaca 5 Novembre 2020

Gioco d’azzardo, il focus della Direzione Investigativa Antimafia sull’Emilia Romagna e il rapporto completo

La Direzione Investigativa Antimafia pubblica ogni sei mesi una relazione nella quale vengono analizzate le principali attività e i maggiori campanelli d’allarme (qui il rapporto completo). Il report, inoltre, approfondisce temi d’attualità che rappresentano le criticità in tema di legalità e ampliamento del contesto mafioso.

Non a caso, nell’ultima pubblicazione disponibile, viene preso in esame in maniera specifica il gioco d’azzardo, sempre più lavatrice delle mafie e sempre più invasiva anche sul nostro territorio, come spiega su «sabato sera» Sofia Nardacchione, giornalista e responsabile della comunicazione di Libera Bologna ed Emilia Romagna. Pertanto, nel nostro settimanale, abbiamo ritenuto utile proporre l’estratto che riguarda specificatamente il nostro territorio. Sul link in alto, invece, come detto potere consultare l’intero rapporto della Dia. (c.f.)

 

La parte del rapporto Dia che riguarda l’Emilia Romagna

Anche l’Emilia-Romagna, regione che annovera infiltrazioni mafiose soprattutto di matrice campana, calabrese e siciliana, ha fatto da sfondo per importanti indagini. Nel settore in esame, per quanto concerne le infiltrazioni camorristiche l’inchiesta “Medusa” (9 marzo 2009), coordinata dalle Dda di Napoli e Bologna, faceva luce sull’operatività di circoli privati ubicati nelle province di Bologna e Modena, adibiti al gioco d’azzardo mediante apparecchiature elettroniche da intrattenimento, riconducibili al gruppo Schiavone del clan dei Casalesi.

La Regione è stata interessata da una delle inchieste che ha maggiormente fatto luce sugli interessi della ‘ndrangheta nel nord Italia, con riguardo al settore criminale in esame: l’inchiesta “Black Monkey” della Dda di Bologna. Conclusa dalla Guardia di finanza il 23 gennaio 2013, l’indagine ha disarticolato una complessa organizzazione criminale riconducibile al più volte citato esponente di vertice del gruppo Femia (ora collaboratore di giustizia), contiguo ai Mazzaferro di Marina di Gioiosa Ionica (Rc). Questi, emigrato dalla Calabria nel 2002 con il proprio nucleo familiare verso Conselice (Ra), aveva creato un vero e proprio impero del gioco d’azzardo digitale tra l’Emilia-Romagna, il Veneto, la Campania, la Puglia, la Calabria, l’Inghilterra e la Romania procurandosi alti profitti attraverso la gestione illecita del gioco on line e la manomissione delle video slot, eludendo i controlli dei Monopoli di Stato.

Più di recente, il 24 gennaio 2018, sempre la Guardia di finanza ha tratto in arresto, nell’ambito della citata operazione “Scramble”, tra l’Emilia-Romagna, il Lazio e la Calabria, tre pregiudicati ritenuti affiliati alla ‘ndrangheta, responsabili di un episodio di estorsione in danno dei figli del predetto collaboratore di giustizia del gruppo Femia, maturato in un contesto di malavita organizzata sul territorio emiliano-romagnolo, da parte di alcuni soggetti di origine calabrese, riconducibili alla ‘ndrina Bellocco di Rosarno (Rc). Il successivo 15 novembre, la Guardia di finanza ha eseguito un provvedimento emesso dalla Corte d’Appello di Bologna che ha disposto la confisca del patrimonio, stimato in oltre 400mila euro, riconducibile ad un uomo di origine calabrese, particolarmente vicino al predetto boss contiguo al clan Mazzaferro. Anche il provvedimento ablativo in questione trae origine dall’operazione “Black Monkey”, che ha consentito di acquisire concreti e solidi elementi circa il coinvolgimento del soggetto sia in azioni intimidatorie ed estorsive per il recupero dei crediti illeciti, sia in ordine alla sua volontaria e consapevole intestazione fittizia di beni (fabbricati, società e autovetture) il cui reale dominus era il boss in argomento. I giudici, pertanto, hanno ordinato a suo carico la confisca di un appartamento sito a Lido Adriano, in provincia di Ravenna, e di un’automobile, perché di valore sproporzionati rispetto ai redditi percepiti.

Nella foto: grafica elaborata da Open Group per conto di Libera Radio e Libera Emilia Romagna

Gioco d’azzardo, il focus della Direzione Investigativa Antimafia sull’Emilia Romagna e il rapporto completo
Cronaca 18 Febbraio 2020

La legalità secondo Daniele Nicastro. A Mordano incontro con l'autore di libri per ragazzi

Si parlerà di legalità con l”autore di libri per ragazzi Daniele Nicastro alla biblioteca comunale di Mordano, questa sera, alle ore 20.30.
«E” roba per i mafiosi – scrive nel suo libro Grande (edizioni Einaudi Ragazzi) in cui tratta il tema della mafia – e io non sono uno di loro, nemmeno ci assomiglio! Me li immagino con la lupara e lo stuzzicadenti in bocca… Ok, forse sto esagerando, sono così nei film, che ne so io come sono nella vita reale?».
La legalità secondo Daniele Nicastro. A Mordano incontro con l'autore di libri per ragazzi
Cronaca 31 Ottobre 2018

Film «I cento passi» e incontro con il fratello di Peppino Impastato per gli studenti di Medicina

Giuseppe Impastato, più conosciuto come Peppino, giornalista e attivista di Democrazia proletaria, noto per le sue denunce contro le attività criminose di Cosa Nostra, è stato assassinato il 9 maggio 1978. Martedì 23 ottobre, gli studenti delle classi terze della scuola secondaria «Simoni» si sono recati alla sala del Suffragio per vedere il film I cento passi, dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato.

Proiezione alla quale è seguito un incontro-dibattito con Giovanni Impastato, fratello di Peppino, da anni impegnato perché la figura e il pensiero del fratello non vengano dimenticati. «Giovanni risponde al nostro invito già da diversi anni sempre con molto entusiasmo ed è un onore avere fra noi il cantore del messaggio di Peppino Impastato», ha spiegato dal palco l’assessore alla Scuola Dilva Fava. La proiezione del film diretto da Marco Tullio Giordana è stato l’apice di un percorso di studio e approfondimento sulla mafia e sui personaggi coraggiosi che l’hanno combattuta, focalizzando la figura di Peppino Impastato come centrale nella discussione che in questi mesi ha coinvolto gli insegnanti dell’Istituto comprensivo di Medicina e in particolare il professor Matteo Marabini.

Al termine del film i ragazzi hanno lungamente applaudito. Applauso replicato quando Giovanni Impastato è salito sul palco. Una testimonianza diretta – quella di Impastato – per comprendere meglio un periodo buio e violento della storia italiana e – per i ragazzi medicinesi – un’occasione per conoscere la storia di Peppino, «un ragazzo come loro» che decise di portare avanti la sua battaglia fino alla fine. (Redazione cronaca)

Nella foto: Dilva Fava, assessore alla scuola del Comune di Medicina insieme a Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il giornalista ucciso dalla mafia

Film «I cento passi» e incontro con il fratello di Peppino Impastato per gli studenti di Medicina

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