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Cronaca 16 Aprile 2020

Castel San Pietro celebra il 75° anniversario della Liberazione all'insegna del motto #unitimadistanti

Il 17 aprile 2020 ricorre il 75° anniversario della Liberazione di Castel San Pietro Terme. Nell’occasione, all’insegna del motto #unitimadistanti ispirato all’emergenza Coronavirus, tutta la cittadinanza è invitata ad unirsi idealmente al sindaco Fausto Tinti che domani, venerdì 17 aprile, onorerà l’importante ricorrenza recandosi alle 9 al torrione in piazza Garibaldi per deporre una corona alla Lapide dedicata al Secondo Corpo d’Armata Polacco, accompagnato dai rappresentanti della polizia locale, dei carabinieri, dell’Anpi, degli Alpini, dell’associazione nazionale Carabinieri e della Croce Rossa di Castel San Pietro Terme. Contestualmente, un trombettiere del Corpo bandistico castellano suonerà il “Silenzio”.

Intanto sulla pagina Facebook della Proloco castellana sarà pubblicato un video realizzato in collaborazione con Terra Storia Memoria e Anpi, nel quale si potrà effettuare una passeggiata virtuale sui luoghi della memoria del 17 aprile, con le immagini delle commemorazioni degli anni passati. L’itinerario parte dal torrione, passa per piazza XX Settembre dove è posta una targa dedicata alle vittime civili della seconda guerra mondiale, prosegue per i giardini della Montagnola alla formella dedicata alle donne della Resistenza, nel parco Lungo Sillaro al monumento al sacrificio degli Alpini, fino alla passerella sul Sillaro, dove attraversarono il guado i liberatori italiani della Maiella. Ricordiamo poi che il sindaco celebrerà anche il 25 Aprile, giornata della Liberazione nazionale (anche in questo caso si tratta ovviamente del 75° anniversario), un momento di commemorazione, deponendo una corona ai caduti, sempre nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19.«L’Amministrazione e la comunità di Castel San Pietro non rinunciano a celebrare degnamente il 75° anniversario della Liberazione – commenta Tinti – proponendo alla cittadinanza un programma alternativo, innovativo e non meno coinvolgente di quello più tradizionale, che era già stato definito da tempo, per celebrare i valori della Resistenza e della Liberazione, valori fortemente radicati nei cuori, nelle menti e nell’agire quotidiano dei cittadini castellani. Ringrazio quanti hanno dato una mano a realizzare questo nuovo programma che ci consente celebrare una delle pagine più importanti della nostra storia».

Tra le iniziative proposte e patrocinate dal Comune in occasione dell’anniversario della Liberazione, ce n’è inoltre una promossa dall’assessorato alla Cultura, che propone una serie di letture a tema curate dal Servizio biblioteche comunali e dalla libreria Atlantide, pubblicate nel sito web www.cspietro.it e nella pagina facebook dell’Amministrazione. «Le condizioni attuali, che impediscono di realizzare manifestazioni collettive all”aperto, suggeriscono di impiegare questo tempo in approfondimenti individuali, anche attraverso la lettura – sottolinea l’assessore alla Cultura, Fabrizio Dondi -. Per questa ragione abbiamo voluto pubblicare queste proposte, coinvolgendo anche la libreria Atlantide, preziosa animatrice culturale presente sul territorio da oltre 25 anni e riconosciuta ed apprezzata realtà locale, che ha attivato un servizio di consegna a domicilio». La bibliografia fa riferimento in particolare al portale EmiLib (che aderisce a MediaLibraryOnLine-MLOL, la rete italiana di biblioteche pubbliche per il prestito digitale), al quale è possibile richiedere l’accesso gratuito. Per farlo è sufficiente essere iscritti ad una delle due biblioteche comunali e inviare la richiesta all’indirizzo email biblioteca@cspietro.it. (r.cr.)

Nella foto l”assessore Fabrizio Dondi durante una cerimonia delle celebrazioni 2019

Castel San Pietro celebra il 75° anniversario della Liberazione all'insegna del motto #unitimadistanti
Cultura e Spettacoli 16 Aprile 2020

Rinviato il convegno scientifico legato alle celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Scarabelli

E” rinviato a data da destinarsi il convegno scientifico «Bicentenario Scarabelliano 1820-2020», organizzato dal Comitato promotore per le celebrazioni dei 200 anni dalla nascita del geologo, archeologo, statista liberale e filantropo Giuseppe Scarabelli. Ad annunciarlo è Paolo Casadio Pirazzoli, presidente del Comitato promotore, che ufficializza una decisione a dire la verità scontata, alla luce del fatto che il convegno si sarebbe dovuto svolgere nelle giornate dal 23 al 25 aprile prossimi, vale a dire nel pieno delle misure restrittive legate alla pandemia Covid-19, prorogate dal Governo Conte fino al 3 maggio compreso.

Il convegno scientifico aveva in programma il riconoscimento internazionale a Imola della prima scuola italiana di archeologia preistorica, costituita nel 1850. La scuola imolese fu addirittura tra le prime in Europa: già nel 1850, infatti, Giuseppe Scarabelli illustrava per la prima volta scientificamente le armi antiche di pietra dura, sia paleolitiche sia neolitiche, da lui raccolte sui colli dell”imolese. Nel corso dell”appuntamento imolese, che fa parte del programma di celebrazioni del bicentenario, si sarebbe dovuta tenere anche la presentazione della Carta delle variazioni geologiche della pianura tra Imola e Ravenna sulla zona a valle di Imola, che completa lo studio scientifico fatto da Scarabelli su quella a monte, del bacino imbrifero del fiume Santerno. Un programma dunque ambizioso, che per ora dovrà aspettare tempi migliori. (r.cr.)

Nella foto il ritratto di Giuseppe Scarabelli (Archivio privato in uso all”Archivio fotografico Musei civici di Imola)

Rinviato il convegno scientifico legato alle celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Scarabelli
Cronaca 16 Aprile 2020

«Un tricolore ad ogni finestra», così il Comune di Medicina vuole celebrare il 75° anniversario della Liberazione della città

16 aprile 1945-16 aprile 2020: ricorre oggi il 75° anniversario della liberazione di Medicina. Purtroppo l”emergenza Coronavirus non consentirà di celebrare l”anniversario secondo il programma che era stato programmato e condiviso con i reggimenti inglesi. L”Amministrazione comunale medicinese avrebbe infatti voluto, così è scritto nel sito istituzionale, «celebrare in modo particolare il 75° anniversario», con «una mostra in sala auditorium, conferenze, parate, visita dei reggimenti inglesi nei luoghi della memoria, ma purtroppo le cose sono andate in modo diverso e ci troviamo a ricordare questo evento a distanza».

«Distanti ma uniti come siamo abituati a dire e pensare in un momento così inedito come quello che stiamo attraversando – prosegue il Comune – abbiamo deciso di chiedere a ogni persona che vuole essere presente di appendere un tricolore alle proprie finestre e di farci avere una o più foto. Così la celebrazione della Liberazione di Medicina 2020, anche se a distanza, possiamo documentarla  attraverso le immagini». (r.cr.)

Le foto sono tratte dal sito istituzionale del Comune di Medicina e si riferiscono a cerimonie passate

«Un tricolore ad ogni finestra», così il Comune di Medicina vuole celebrare il 75° anniversario della Liberazione della città
Cronaca 30 Gennaio 2020

Uno spettacolo e una mostra proposti dall'Aned in occasione della Giornata della Memoria

La sezione di Imola dell’Aned (Associazione nazionale ex deportati) ha organizzato varie iniziative in occasione del Giorno della Memoria, legate anche a quanto accadde in luoghi a noi vicini, in particolare tra le mura della nostra città, dedicando attenzione anche alle persecuzioni e alle sofferenze di cui furono vittime le donne. Il primo appuntamento, che si terrà giovedì 30 gennaio, alle ore 20.30 presso la Sala Bcc di via Emilia 212, è con lo spettacolo «La solitudine del ritorno. Musica e parole per la memoria della deportazione». Per molto tempo quanti riuscirono a rientrare dai lager nazisti coprirono col silenzio l’esperienza da cui erano scampati. Sospesi tra il bisogno di raccontare, la vergogna e il pudore delle umiliazioni subite e l’incredulità degli ascoltatori che non riuscivano a immaginare quel fondo di orrori e di sofferenza, gli ex deportati tacquero. La serata promossa dall’Aned è stata realizzata da Musica lenta (musica) eda Tilt – Trasgressivo Imola Laboratorio Teatro (testi e letture). In tale contesto, verrà consegnata all’Aned una caveja, dedicata alla sezione imolese dall’artista imolese Sergio Lancieri.

Seguirà, dal 4 al 16 febbraio presso il museo di San Domenico, in via Sacchi 4, la mostra «Non era giusto non fare niente. La Resistenza della famiglia Baroncini». Curata da Ambra Laurenzi e prodotta dall’Aned di Bologna, è incentrata sulle vicissitudini della famiglia Baroncini, a lungo residente a Imola. Dei cinque componenti si salvarono dai lager solo Nella e Lina, alle quali di recente sono state dedicate due pietre di inciampo nella città di Bologna. Una seconda sezione riguarda la deportazione femminile nel lager di Ravensbrück. La mostra sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle ore 9 alle 13, il sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’inaugurazione ufficiale si terrà sabato 8 febbraio alle ore 17, con proiezione di filmati e letture di testimonianze a cura dell’Associazione culturale Bardur e Aned Imola. La curatrice della mostra, Ambra Laurenzi, presidente del Comitato internazionale di Ravensbrück, sarà al museo di San Domenico martedì 11 febbraio dove, alle 20.30, parlerà di Ravensbrück, il lager delle donne. (r.cr.)

Uno spettacolo e una mostra proposti dall'Aned in occasione della Giornata della Memoria
Cronaca 24 Gennaio 2020

Giornata della Memoria, tanti eventi a Imola proposti dal Comune e dalle associazioni per non dimenticare

Il Comune di Imola e altri enti ed associazioni hanno organizzato una serie di appuntamenti in occasione della Giornata della Memoria. Venerdì 24 gennaio, alle ore 21 al teatro comunale Ebe Stignani (via Verdi 1): «Lettere di Camelia», lettere tratte dalla storia di un ebreo di provincia, di sua moglie e dei suoi tre figli negli anni del fascismo, raccontata nel libro «I vicini scomodi» di Roberto Matatia. Recitano, cantano e suonano i ragazzi e le ragazze del laboratorio teatrale e del coro della scuola media Andrea Costa (Ic 6), della Vassura-Baroncini Open Band, dell’orchestra della scuola media Luigi Orsini (Ic 7). Sabato 25 (ore 21) e domenica 26 gennaio (ore 18), al teatro Lolli (via Caterina Sforza 3): «Corsi e ricorsi Un percorso fra vari racconti». Letture a cura di Tilt -Trasgressivo Imola laboratorio teatro. Domenica 26 gennaio, ore 16.30, «Estro – Lo spazio delle idee» (via Aldrovandi 19): «Il cappotto magico», spettacolo teatrale con burattini liberamente ispirato a «Il piccolo burattinaio di Varsavia» di Eva Weaver.

Lunedì 27 gennaio, alle ore 11, in vicolo Giudei, deposizione di una corona alla lapide in ricordo delle persecuzioni razziali. Partecipa il commissario straordinario al Comune di Imola, Nicola Izzo. Saranno presenti autorità civili, militari e religiose della città e rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni d’arma e partigiane. In serata, alle ore 19, sempre in vicolo Giudei, l’Azione cattolica della Diocesi di Imola organizza un momento di preghiera, aperto a tutta la comunità imolese, di fronte alla lapide. Da lunedì 27 a venerdì 31 gennaio, al Cinema Centrale – Sala Bcc Città e Cultura (via Emilia 210/A) proiezioni mattutine dei film «#AnneFrank – Vite parallele», e «Un sacchetto di biglie». Per orari e informazioni contattare Agiscuola (Sara) al numero 051 254582. Martedì 28 gennaio, alle ore 20.30, presso la Sala grande di Palazzo Sersanti (piazza Matteotti, 8) è in programma «Le stanze della memoria – La Shoah a villa Muggia», letture dal libro «La casa dell’aviatore» di Katia Dal Monte, con musiche della tradizione ebraica a cura della nuova scuola di musica Vassura-Baroncini.

Mercoledì 29 gennaio, alle ore 8.30, al teatro dell’Osservanza (via Venturini 18), proiezione per le scuole secondarie di primo e secondo grado del film «#AnneFrank – Vite parallele» di Sabina Fedeli e Anna Migotto. Info e prenotazioni: info@cinemaosservanza.it. Alle ore9.30, a Casa Piani (via Emilia88) e alle 14 alla Biblioteca di Ponticelli (via Montanara 252), Alfredo Tassoni del Club Cosmopolita Arpad Weisz incontra i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado raccontando loro la drammatica vita dell’allenatore ungherese Arpad Weisz. (r.cr.)

L”immagine è tratta dal depliant ufficiale del Comune di Imola

Giornata della Memoria, tanti eventi a Imola proposti dal Comune e dalle associazioni per non dimenticare
Cronaca 23 Dicembre 2019

La testimonianza della sindaca di Casalfiumanese dopo la manifestazione di Milano a sostegno di Liliana Segre

«La bellezza di un’emozione indescrivibile». Così la sindaca di Casalfiumanese Beatrice Poli ha commentato sulla sua pagina Facebook la partecipazione la settimana scorsa alla «marcia dei sindaci» a Milano. Manifestazione a sostegno di Liliana Segre, la senatrice a vita, deportata ad Auschwitz a 14 anni, che si trova sotto scorta da novembre per le centinaia di minacce ricevute. Accanto alla Poli, dietro lo striscione «L’odio non ha futuro», c’era anche la vicesindaca di Borgo Tossignano, Federica Cenni. Ma tutti gli altri sindaci del circondario (a parte Imola, che ha la scusante di essere commissariata) e dintorni hanno aderito all’appello lanciato dal primo cittadino di Milano Giuseppe Sala e raccolto da Anci, Upi e Lega autonomie. Un appello istituzionale, in occasione della giornata mondiale dei diritti umani, il 10 dicembre, senza bandiere o simboli di partito ma solo fasce tricolori, una lunga «scorta civica» di oltre 400 sindaci (590 le adesioni ufficiali).

«L’obiettivo era prendere posizione di fronte a sentimenti di odio, intolleranza e discriminazione che si sono manifestati soprattutto nei confronti della senatrice Segre ma che più in generale vediamo diffondersi nel Paese. Ed era importante esserci, per dare il senso che se si chiede alle istituzioni di prendere posizione queste lo fanno concretamente – spiega Poli -. Per quanto mi riguarda, inoltre, si è parlato molto dell’impegno che devono metterci i giovani, del fatto che devono essere responsabili del loro futuro e io (26 anni) mi sono sentita particolarmente coinvolta. Trovarsi in mezzo a tantissime fasce tricolori, senza differenze politiche, con la gente ai lati che applaudiva, è stata una sensazione molto bella, si respirava un’aria di futuro possibile. Poi siamo passati sotto la Galleria del Mengoni (l’architetto di Fontanelice che disegnò la Galleria Vittorio Emanule, ndr) e noi della vallata ci siamo sentiti un po’ “a casa”, e questo ci ha fatto emozionare ancor di più. Molti cittadini mi hanno mandato dei messaggi di sostegno, erano orgogliosi del fatto che li rappresentassi in quella manifestazione». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 dicembre

Le foto sono tratte dalla pagina Facebook di Beatrice Poli e si riferiscono a vari momenti della manifestazione di Milano

La testimonianza della sindaca di Casalfiumanese dopo la manifestazione di Milano a sostegno di Liliana Segre
Cronaca 16 Dicembre 2019

Ca’ Malanca, concluso bene un anno molto importante

Lo scorso 29 ottobre, domenica, è terminata ufficialmente la stagione 2019 a Ca’ di Malanca. Nei mesi autunnali e invernali il Centro documentazione sulla Resistenza e sulla battaglia di Purocielo resterà chiuso al pubblico. Riaprirà ad aprile del prossimo anno. Saranno comunque possibili, tempo permettendo, le visite su appuntamento.
«L’associazione Ca’ di Malanca ringrazia calorosamente i trenta volontari che si sono alternati per tenere aperta la struttura nei giorni festivi e durante le visite delle scolaresche – afferma Franco Conti, presidente dell’associazione – oltre ai tantissimi volontari che hanno lavorato in occasione delle manifestazioni. In particolare, ringrazia il gruppo che ha curato la pulizia e la manutenzione del sito. Per queste attività nessuno riceve compensi o rimborsi a vario titolo».

Esaminando il bilancio di quest’anno si scopre che nel corso dei sette mesi di apertura sono stati organizzati cinque importanti eventi e in totale, compresi i visitatori domenicali, si sono registrate mille e ottocento presenze. A queste vanno aggiunti i circa duecento studenti di otto istituti scolastici provenienti da diverse città della Romagna che hanno visitato il Centro, superando quindi in totale le duemila presenze.
«E’ un risultato molto importante, considerando che il luogo non è facilmente raggiungibile – prosegue il presidente Conti -. Ancora di più se si tiene presente che molti lo hanno raggiunto a piedi lungo i sentieri. L’attività del Centro di documentazione, gestito dall’associazione Ca’ di Malanca, è sostenuta con le contribuzioni volontarie dei visitatori e con la partecipazione economica del Comune di Imola, del Comune di Faenza e dell’Unione dei Comuni della Romagna faentina. Le iniziative, particolarmente quelle rivolte alle scuole, sono state inserite nel progetto che l’Anpi di Ravenna ha presentato alla Regione Emilia Romagna nell’ambito dei bandi previsti dalla Legge regionale “Memoria del ’900”, partecipando alla ripartizione dei contributi». (r.cr.)

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 12 dicembre

Ca’ Malanca, concluso bene un anno molto importante
Cronaca 21 Ottobre 2019

L'Istituto comprensivo 7 inaugura il «Muro della Legalità» e consegna quattro borse di studio ad alunni della scuola

Sarà inaugurato domani, martedì 22 ottobre alle 18 il «Muro della Legalità», al confine tra le scuole della Pedagna (la primaria «Bizzi» e la secondaria «Orsini») dell”Istituto comprensivo 7 di Imola. Il progetto del Muro è nato con l”obiettivo di far realizzare ai ragazzi della secondaria un”opera collettiva, vale a dire un murales, ispirata ai temi della legalità e della cittadinanza responsabile. Il tutto è partito nell’anno scolastico 2015-2016, quando un gruppo di ragazzi di terza realizzò una serie di grandi disegni ispirati alla lotta alla mafia e alle azioni di Pio La Torre per contrastare questo fenomeno. Il progetto prevedeva, inoltre, un incontro con l”associazione Libera e una serie di lezioni in grado di stimolare la riflessione degli alunni sui concetti di giustizia, onestà, omertà e così via.

Inizialmente i ragazzi avevano immaginato di raffigurare proprio Pio La Torre (sindacalista ed esponente del Pci in Sicilia, assassinato dalla mafia nel 1982 a Palermo) e la lotta alla mafia, per poi optare successivamente per soggetti riguardanti più in generale la libertà, la giustizia e la conoscenza. Nell”elaborare le nuove proposte di immagini, è stato fatto anche un confronto con i murales realizzati dall”associazione «Noi Giovani» attraverso Restart. 

Venendo all”opera che sarà inaugurata domani, è stata realizzata sul muro esterno del lungo corridoio che separa i due plessi scolastici della primaria e della secondaria. La prima pennellata risale al novembre 2016, quando ebbe luogo la cerimonia di intitolazione della scuola primaria a Bianca Bizzi, imolese annoverata, insieme alla sua famiglia, nell”elenco dei «Giusti tra le Nazioni», coloro che all”epoca delle leggi razziali e delle persecuzioni contro gli ebrei si impegnarono a rischio della vita per salvare vite umane. Proprio in quell”occasione, sulla base dei bozzetti preparati dai ragazzi, si è sviluppato un laboratorio “en plein air” che ha coinvolto nella realizzazione del murales un numero ristretto di alunni. Ogni studente è stato dotato degli strumenti necessari e della guida di tutor, cioè artisti adulti, in tutte le fasi della realizzazione. Si è partiti da una breve introduzione di tipo tecnico, per poi usare questo momento collettivo per fissare il ricordo dell”esperienza formativa fondata sugli ideali di legalità, pace, giustizia, cittadinanza responsabile e per trasmettere questi valori agli alunni più giovani e ai visitatori.

La cerimonia di inaugurazione avverrà alla presenza dei figli di Bianca Bizzi, della dirigente scolastica dell”Ic 7 Rossana Neri e delle autorità cittadini. Nell”occasione saranno inoltre consegnate le borse di studio offerte dalla onlus «Don Orfeo Giacomelli», che sono intitolate a Bianca Bizzi e a Bianca Maria Berardi, a due alunni della scuola primaria e a due della secondaria Orsini. (r.cr.)

L'Istituto comprensivo 7 inaugura il «Muro della Legalità» e consegna quattro borse di studio ad alunni della scuola
Cronaca 4 Ottobre 2019

L'Anpi e i Comuni di Imola e Riolo Terme ricordano i partigiani caduti a Ca' Genasia al monumento di via Sabbioni

Presso il monumento di Ca’ Genasia, all’incrocio tra via Sabbioni e via Caduti di Toranello, domani sabato 5 ottobre, alle ore 11, avrà luogo una cerimonia per ricordare i partigiani caduti, Rino Ruscello, Marino Dalmonte ed Elisa Gambassi, appartenenti al Sap Montano. La commemorazione è organizzata dai Comuni e dalle sezioni Anpi di Imola e Riolo Terme. Parleranno, per il Comune di Riolo Terme, la vice sindaco Francesca Merlini, per il Comune di Imola, l’assessore Claudio Frati, per l’Anpi di Imola, Fabrizia Fiumi. Saranno presenti gli studenti di due classi terze dell’Istituto comprensivo 7 di Imola e alcune classi dell’Istituto comprensivo di Riolo Terme.

Il Battaglione Sap Montano fu istituito quando gli sviluppi della guerra di liberazione suggerirono la necessità di affrontare la nuova situazione derivata dall’avanzata degli Alleati e la conseguente ritirata delle forze tedesche e si decise, perciò, di costituire una unità partigiana omogenea di media entità nelle colline alla sinistra le località di Torano, Montecatone, Monte della Valle, Casalfiumanese; e sulle colline della destra, le località di Ghiandolino, Goccianello, Bergullo, Pediano, Toranello, Codrignano, Montemeldola.

La vicenda di Ca’ Genasia ebbe origine dall’assalto che alcuni partigiani mossero a un carro tedesco, durante il quale un soldato rimase ucciso e il carico fu abbandonato nelle mani dei partigiani. La reazione tedesca fu rapida e sul posto giunsero una quarantina di tedeschi con due autoblindo che, a causa del terreno fangoso non riuscirono ad agganciare i partigiani in ritirata. Ruscello e Dalmonte restarono di vedetta a Ca’ Genasia per la notte ma, poco prima del mattino, furono sorpresi da truppe tedesche e uomini della Brigata nera nel fienile dove stavano dormendo e ingaggiarono un aspro combattimento, terminato con l’incendio del fienile e la morte dei due partigiani. Nelle fasi precedenti dello scontro aveva perso la vita anche la staffetta Elisa Gambassi che si trovava nella casa. (r.cr.)

L'Anpi e i Comuni di Imola e Riolo Terme ricordano i partigiani caduti a Ca' Genasia al monumento di via Sabbioni
Cronaca 21 Settembre 2019

A Ca' di Guzzo, Belvedere e Castel del Rio camminata e cerimonie nel 75° anniversario dei fatti del 1944

In occasione del 75° anniversario, l’Anpi di Imola e di Castel del Rio e il Comune di Castel del Rio organizzano una camminata (organizzazione congiunta Anpi e Cai) e una cerimonia a Ca’ di Guzzo in onore dei partigiani per domani, domenica 22 settembre. La battaglia di Ca’ di Guzzo si svolse tra il 27 e il 28 settembre 1944 tra i partigiani della 36ª Brigata Garibaldi «Bianconcini» e reparti tedeschi che si stavano ritirando sotto l’attacco delle divisioni della V Armata americana. I partigiani, che avevano scelto Ca’ di Guzzo per una sosta, furono accerchiati dai tedeschi e, per sganciarsi, ingaggiarono un furioso combattimento che si protrasse fino al mattino del 28, quando i superstiti riuscirono a sfuggire all’accerchiamento; le vittime furono una trentina, tra le quali almeno 4 civili.

Il programma prevede la partenza della camminata alle ore 8.30 presso la curva del Montale (dopo Belvedere), oppure, per chi parte da Imola, alle 7.30 presso il parcheggio della Bocciofila (info: Romano Bacchilega, tel. 335 6411488). Alle 9.45 è previsto il ritrovo con la posa di una corona presso il monumento che si trova presso Ca’ di Guzzo e, a seguire, la posa di una corona presso la stele a ricordo di Gianni Palmieri (Medaglia d’oro al valor militare); anche Palmieri, studente di medicina, volontario della 36ª Brigata, fu ucciso dai tedeschi dopo che gli ebbero fatto curare i feriti.

Alle 11.15, ritrovo presso il monumento di Belvedere dove, dopo la cerimonia, interverranno il presidente dell’Anpi di Imola, Gabrio Salieri, la consigliera regionale Francesca Marchetti, il sindaco di Castel del Rio, Alberto Baldazzi, e il senatore Vasco Errani; a seguire, pranzo presso il centro sociale di Belvedere. La giornata si concluderà con la cerimonia a ricordo della liberazione di Castel del Rio, alle ore 18.30, con la posa di una corona al monumento alla Resistenza e a quello della Folgore. Il paese alidosiano fu liberato dagli uomini dell’88ª Divisione americana il 27 settembre 1944, che costrinsero alla fuga un battaglione tedesco dopo averlo accerchiato. (r.cr.)

A Ca' di Guzzo, Belvedere e Castel del Rio camminata e cerimonie nel 75° anniversario dei fatti del 1944

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