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Cronaca 19 Agosto 2021

Crisi afghana, il Tavolo politico circondariale Pari opportunità e la preoccupazione per le donne

Anche il Tavolo politico circondariale Pari opportunità, confermando la dichiarazione di vicinanza e impegno per il popolo afghano, già espressa dai sindaci, ha voluto sottolineare, in particolare, la preoccupazione per la violenza agita contro le donne e per la perdita dei loro diritti fondamentali. «La paura le starà attanagliando e il nostro pensiero, in questo momento, va a loro, perché anche loro hanno diritto a Pari opportunità – si legge nel documento -. E’ necessario agire immediatamente per aprire corridoi umanitari per loro, in particolare per le donne che, in questi anni, hanno collaborato con la comunità internazionale per la promozione dei diritti di indipendenza e identità. “E’ terribile, ma il solo modo di salvarci, se vogliamo vivere, è cercare di fuggire. Se rimaniamo qui saremo imprigionate o moriremo”, scrive una delle 250 giudici donne afghane, già oggetto di intimidazioni. Non vogliamo restare indifferenti». (r.cr.)

Nella foto: la sede del Nuovo circondario imolese

Crisi afghana, il Tavolo politico circondariale Pari opportunità e la preoccupazione per le donne
Cronaca 18 Agosto 2021

Crisi afghana, le donne del Pd imolese: «Non possiamo allontanare lo sguardo e far spegnere i riflettori su questa drammatica pagina di storia»

In queste ore i sindaci dell’Emilia Romagna, tra cui quelli del circondario, e la Regione, nelle parole del presidente Bonaccini e della vicepresidente Schlein, hanno manifestato tutta la loro vicinanza al popolo afghano, dichiarandosi pronti ad azioni concrete per fornire soccorso innanzi tutto alle donne, ai bambini, alle persone più fragili. Sulla stessa lunghezza d’onda Selena Mascia, Responsabile Conferenza delle Donne Democratiche-Unione Territoriale Pd Imola e Francesca Marchetti, segretaria territoriale Pd Imola, che hanno affidato ad una lettera il loro pensiero sulla crisi afghana. 

«Le immagini che ci consegna Kabul in queste ore testimoniano la drammaticità degli eventi che ci lasciano sgomente – si legge nella nota -. I talebani hanno preso la capitale dell”Afghanistan e hanno annunciato la rinascita dell’Emirato Islamico; dopo venti anni di missioni internazionali, quegli stessi estremisti che abbiamo contribuito ad allontanare, hanno riconquistato il potere rigettando l”intero paese nel caos e nel terrore. A pagare il prezzo più alto sono sempre i più fragili, bambini e donne in particolare che non vediamo immortalate neanche nelle recenti immagini di fuga poiché già confinate, nascoste e ricondotte ad un ruolo oscurantista tipico dei talebani. Gli stessi soggetti che ci rassicurano da un lato con garanzie di libertà civili,  di studio o di autodeterminazione della persona, contestualmente iniziano ad abbattere quegli sprazzi di vita guadagnata in contrasto a culture medioevali.
Come Comunità Internazionale volevamo da un lato combattere il terrorismo e dall’altro cercare di dare la possibilità ad un intero popolo di guadagnare diritti e creare una democrazia fatta di rispetto ed uguaglianza. Le donne sono state determinanti in questo processo di cambiamento, come lo sono sempre in tutti quei luoghi del mondo dove vengono soffocate e umiliate. Tantissime si sono fidate, hanno permesso alle loro figlie di studiare, si sono emancipate e realizzate, diventando medici, insegnanti, giornaliste. Molte donne sono state elette rivestendo importanti incarichi politici, come ad esempio, Zarifa Ghafari che a 27 anni rappresenta la sindaca più giovane dell’Afghanistan e che ci consegna la sua drammatica testimonianza che la porta a non abbandonare il proprio Paese, ma con rassegnazione di chi attende un drammatico destino. Dalle donne lo sforzo maggiore, il coraggio di superare il limite e abbattere la barriera e sfidare il destino, per loro stesse ma soprattutto per le loro figlie regalando loro un futuro migliore.
Donne afghane, donne siriane, donne vittime di guerra e vettori di pace, donne come persone più colpite nei conflitti armati in tutto il mondo, che riescono a sopravvivere per se stesse e per i loro figli. A gran voce le donne appartenenti alla Conferenza delle Donne Democratiche imolesi auspicano ad un’azione immediata della Comunità internazionale, dell’Unione Europea e del nostro Paese per mettere in campo forme di aiuto, sostegno e accoglienza. Crediamo che quel percorso di diritti avviato con tanta fatica, debba essere sostenuto, affinché il peso non ricada sempre sulle persone più fragili, sulle bambine, sui bambini e sulle donne; non possiamo allontanare lo sguardo e far spegnere lentamente i riflettori su questa drammatica pagina di storia. Confidiamo in decisioni immediate, per il rispetto delle garanzie delle tutele dei più fragili e si chiede di agire in modo coeso e forte come Europa e come Comunità internazionale. Noi siamo pronte a dare il nostro contributo sostenendo anche la mobilitazione nazionale lanciata dal segretario nazionale Letta e le iniziative che il nostro territorio intenderà intraprendere. Che gli sforzi messi in campo finora non siano stati vani». 

Nella foto: da sinistra, Francesca Marchetti e Selena Mascia 

Crisi afghana, le donne del Pd imolese: «Non possiamo allontanare lo sguardo e far spegnere i riflettori su questa drammatica pagina di storia»
Cronaca 18 Agosto 2021

Crisi afghana, Bonaccini-Schlein: «La Regione farà la propria parte, ora priorità ai corridoi umanitari»

Dopo l’appello dei sindaci del circondario imolese, anche la Regione Emilia-Romagna è a fianco del popolo afghano, pronta a fornire soccorso innanzi tutto alle donne, ai bambini, alle persone più fragili. «In queste ore drammatiche già molti sindaci di questa regione, e non solo di una parte politica, hanno dato la loro disponibilità ad accogliere i profughi e quanti riusciranno a lasciare l’Afghanistan – sottolineano il presidente della Regione Stefano Bonaccini e la vicepresidente e assessora al Welfare Elly Schlein -, dando prova di quella umanità e di quel senso civico che da sempre contraddistinguono questo territorio. Anche la Regione sta seguendo con attenzione l’evolversi della situazione ed è pronta a fare la propria parte, in raccordo con il Governo e i territori, per garantire un‘azione che sia il più possibile coordinata ed efficace. Il nostro pensiero va innanzi tutto alle donne, ma anche ai bambini e a quanti in queste ore drammatiche si trovano in una condizione di maggiore fragilità».

Secondo Bonaccini e Schlein è urgente ora «attivare corridoi umanitari e aiuti alla popolazione, ma allo stesso tempo sarà necessario compiere una riflessione approfondita su quello che è successo, e sul ruolo della politica. E’ una responsabilità che ci chiama in causa tutti come Occidente e come Europa». (r.cr.)

Nella foto: Stefano Bonaccini ed Elly Schlein

Crisi afghana, Bonaccini-Schlein: «La Regione farà la propria parte, ora priorità ai corridoi umanitari»

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