Cronaca

Crisi afghana, le donne del Pd imolese: «Non possiamo allontanare lo sguardo e far spegnere i riflettori su questa drammatica pagina di storia»

Crisi afghana, le donne del Pd imolese: «Non possiamo allontanare lo sguardo e far spegnere i riflettori su questa drammatica pagina di storia»

In queste ore i sindaci dell’Emilia Romagna, tra cui quelli del circondario, e la Regione, nelle parole del presidente Bonaccini e della vicepresidente Schlein, hanno manifestato tutta la loro vicinanza al popolo afghano, dichiarandosi pronti ad azioni concrete per fornire soccorso innanzi tutto alle donne, ai bambini, alle persone più fragili. Sulla stessa lunghezza d’onda Selena Mascia, Responsabile Conferenza delle Donne Democratiche-Unione Territoriale Pd Imola e Francesca Marchetti, segretaria territoriale Pd Imola, che hanno affidato ad una lettera il loro pensiero sulla crisi afghana. 

«Le immagini che ci consegna Kabul in queste ore testimoniano la drammaticità degli eventi che ci lasciano sgomente – si legge nella nota -. I talebani hanno preso la capitale dell”Afghanistan e hanno annunciato la rinascita dell’Emirato Islamico; dopo venti anni di missioni internazionali, quegli stessi estremisti che abbiamo contribuito ad allontanare, hanno riconquistato il potere rigettando l”intero paese nel caos e nel terrore. A pagare il prezzo più alto sono sempre i più fragili, bambini e donne in particolare che non vediamo immortalate neanche nelle recenti immagini di fuga poiché già confinate, nascoste e ricondotte ad un ruolo oscurantista tipico dei talebani. Gli stessi soggetti che ci rassicurano da un lato con garanzie di libertà civili,  di studio o di autodeterminazione della persona, contestualmente iniziano ad abbattere quegli sprazzi di vita guadagnata in contrasto a culture medioevali.
Come Comunità Internazionale volevamo da un lato combattere il terrorismo e dall’altro cercare di dare la possibilità ad un intero popolo di guadagnare diritti e creare una democrazia fatta di rispetto ed uguaglianza. Le donne sono state determinanti in questo processo di cambiamento, come lo sono sempre in tutti quei luoghi del mondo dove vengono soffocate e umiliate. Tantissime si sono fidate, hanno permesso alle loro figlie di studiare, si sono emancipate e realizzate, diventando medici, insegnanti, giornaliste. Molte donne sono state elette rivestendo importanti incarichi politici, come ad esempio, Zarifa Ghafari che a 27 anni rappresenta la sindaca più giovane dell’Afghanistan e che ci consegna la sua drammatica testimonianza che la porta a non abbandonare il proprio Paese, ma con rassegnazione di chi attende un drammatico destino. Dalle donne lo sforzo maggiore, il coraggio di superare il limite e abbattere la barriera e sfidare il destino, per loro stesse ma soprattutto per le loro figlie regalando loro un futuro migliore.
Donne afghane, donne siriane, donne vittime di guerra e vettori di pace, donne come persone più colpite nei conflitti armati in tutto il mondo, che riescono a sopravvivere per se stesse e per i loro figli. A gran voce le donne appartenenti alla Conferenza delle Donne Democratiche imolesi auspicano ad un’azione immediata della Comunità internazionale, dell’Unione Europea e del nostro Paese per mettere in campo forme di aiuto, sostegno e accoglienza. Crediamo che quel percorso di diritti avviato con tanta fatica, debba essere sostenuto, affinché il peso non ricada sempre sulle persone più fragili, sulle bambine, sui bambini e sulle donne; non possiamo allontanare lo sguardo e far spegnere lentamente i riflettori su questa drammatica pagina di storia. Confidiamo in decisioni immediate, per il rispetto delle garanzie delle tutele dei più fragili e si chiede di agire in modo coeso e forte come Europa e come Comunità internazionale. Noi siamo pronte a dare il nostro contributo sostenendo anche la mobilitazione nazionale lanciata dal segretario nazionale Letta e le iniziative che il nostro territorio intenderà intraprendere. Che gli sforzi messi in campo finora non siano stati vani». 

Nella foto: da sinistra, Francesca Marchetti e Selena Mascia 

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