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Sport 15 Ottobre 2019

«Parole in pista», a Imola cinque incontri con giornalisti e personaggi

Grazie al successo ottenuto in 5 mesi di apertura, la mostra «Ayrton Magico. L’anima oltre i limiti», ospitata dal Museo Checco Costa (Maicc), posticipa la data chiusura al 3 maggio 2020, in concomitanza con il 26º anno dalla scomparsa del campione brasiliano. E si arricchisce anche la proposta: dal 17 ottobre al via «Parole in pista», una serie di appuntamenti (in collaborazione con Crame e Fondazione Cassa di Risparmio di Imola) con alcuni dei giornalisti più rappresentativi della F.1, da Ezio Zermiani a Giorgio Terruzzi, e ancora Carlo Pernat, lo storico manager di Valentino Rossi e il patron Gian Carlo Minardi.

Si parte giovedì 17 ottobre alle 21.15, a Palazzo Sersanti, con Giorgio Terruzzi. Quarant’anni vissuti in pista, Terruzzi è autore di «Suite 200. L’ultima notte di Ayrton», un racconto dove il giornalista immagina gli attimi di vita del campione nella sera che precede la domenica del Gp di Imola del 1994. A seguire gli appuntamenti si sposteranno al «Maicc» che, giovedì 7 novembre alle 21.15, ospiterà un’altra pietra miliare: «Ezio Zermiani racconta» è il titolo dell’incontro con lo storico giornalista. Zermiani, in compagnia di Gian Carlo Minardi e all’ex pilota Pierluigi Martini, racconteranno il pilota brasiliano e ripercorreranno quegli anni indimenticabili. Pino Allievi, giornalista della Gazzetta dello Sport e opinionista Rai, decano delle corse, e Carlo Cavicchi, ex direttore di Autosprint, sono gli autori, insieme a Roberto Boccafogli, di «Senna inedito»: quasi 250 immagini. Saranno i protagonisti dell’appuntamento al Museo di giovedì 14 novembre. Venerdì 22 novembre sarà la volta di un altro mito dello sport, Alex Zanardi, raccontato da Mario Donnini che al pilota bolognese ha dedicato il suo libro «Alex Zanardi, immagini di una vita».

A chiudere gli appuntamenti, giovedì 28 novembre, sarà un viaggio nelle tante storie di corse, dentro e fuori dalle piste, raccontate da Carlo Pernat, dirigente sportivo e manager, in libreria con un’autobiografia scritta con Massimo Calandri (giornalista di Repubblica): «Belìn, che paddock». (r.s.)

Nella foto: la mostra dedicata ad Ayrton Senna

«Parole in pista», a Imola cinque incontri con giornalisti e personaggi
Cultura e Spettacoli 12 Ottobre 2019

Due sedi per la personale di Enrico Minguzzi intitolata «Antinomia»

In occasione della Giornata del Contemporaneo, oggi, sabato 12 ottobre inaugura a Imola la personale di Enrico Minguzzi intitolata Antinomia, con due sedi: al Museo di San Domenico dove il vernissage si avrà alle 17, e alla Pomo da DaMo Contemporary Art Gallery dove l’inaugurazione avverrà alle 18.30. Curata da Francesco Baboni e Stefano Taddei, la mostra ha un titolo che rimanda ai concetti di contrapposizione e contraddizione che l’artista indaga attraverso il tema del paesaggio.

Il progetto espositivo presenta la più recente produzione di Minguzzi e gli esiti dell’incontro con il patrimonio del museo imolese, costruendo un percorso che parte dal linguaggio pittorico per approdare alla scultura in 3d. «Le opere pittoriche, esposte al piano terra del museo e presso la galleria, mostrano una pittura di paesaggio realizzata ad olio che si sovrappone ai fondi monocromi dai colori fluorescenti in resina epossidica, ponendo superficie e supporto in una condizione di dialogo, contrasto e reciproca compensazione – si legge nella presentazione -. Composizioni apparentemente pacate, ricostruzioni di luoghi impressi nella memoria dell’artista che si riformano sul piano pittorico stabilendo nuove condizioni formali e percettive, nell’idea, come la definisce l’artista, di “disequilibrio perfetto”. Tra i dipinti sarà presente anche una reinterpretazione pittorica della vista satellitare della città di Imola. Ancora un paesaggio antinomia quindi, in cui l’unico luogo reale, riportato in maniera analitica, diviene forma astratta. Le opere scultoree, anch’esse pigmentate con colori fluorescenti, trovano invece spazio all’interno delle vetrine del Museo Scarabelli. Si affiancano ai reperti fossili e ai minerali con cui condividono forme e fattezze, ma nei confronti dei quali si pongono in contrasto in quanto a genesi: sono di fatto mappature sonore, traduzioni tridimensionali di suoni campionati all’esterno del museo. Un paradosso in cui suoni e rumori della quotidianità, facilmente riconoscibili, divengono forme di natura astratta». (r.c.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 10 ottobre.

Nella foto: «Segnatura (quindici alberi arancioni)», oil on epoxy on linen, di Enrico Minguzzi

Due sedi per la personale di Enrico Minguzzi intitolata «Antinomia»
Cronaca 2 Ottobre 2019

Clara Ghelli in mostra a Castel San Pietro fino al 6 ottobre

“Per fili e per segni” è il titolo della mostra dell’artista bolognese Clara Ghelli allestita nello spazio espositivo Studio d’Arte Fc in via Tanari 1445/B a Castel San Pietro fino al 6 ottobre.

Nata a Medicina, Clara Ghelli vive e lavora a Bologna. Dipinge sin da bambina e, a metà degli anni ‘80, l’incontro con Mario Nanni determina una svolta nella sua attività artistica.

«La fase iniziale del suo lavoro è caratterizzata da una meditazione sul tema degli alberi tradotti in linee verticali e masse geometriche – si legge nel comunicato stampa – che costituiscono il tramite verso la successiva esperienza astratta. L’attenzione viene poi rivolta al tema del volto ripreso dai fumetti o da frammenti di cartoons disneyani che si sviluppano entro uno sfondo di matrice cubo-futurista. Negli ultimi anni le opere si arricchiscono di un ulteriore elemento, il collage. Frammenti dei suoi quaderni di prima elementare entrano a far parte dell’opera in un gesto di riappropriazione dell’infanzia».

Numerose le mostre personali in Italia. Quella a Castello, realizzata con il patrocinio di Comune e Pro Loco, è a cura di Anna Boschi, che scrive: «L’artista da tempo ha intrapreso un viaggio nella propria infanzia. Nei quadri, installazioni o ambienti ricreati, si rincorrono frammenti dei suoi quaderni di prima elementare, personaggi di fiabe, di fumetti o di figurini utilizzati dal padre sarto. Non manca mai una parte astratta che ci riconduce alla vita attuale e che dialoga con i ricordi» (r.cr.)

Clara Ghelli in mostra a Castel San Pietro fino al 6 ottobre
Cultura e Spettacoli 7 Settembre 2019

Tra arte, cibo e tradizioni agricole a Sasso Morelli torna la Festa del contadino organizzata dalla coop Clai

Un insieme di arte, cultura, musica, sport, giochi, laboratori, devozione. Tutto all’insegna della tradizione e con il grande abbraccio dell’enogastronomia che è il punto focale. La Festa del contadino organizzata dalla Clai giunge alla ventinovesima edizione e va in scena a Sasso Morelli, dove la Cooperativa lavoratori agricoli imolesi ha la propria sede, dal 6 all’8 settembre. «Alle soglie della trentesima edizione- spiega Giovanni Bettini, presidente della Clai – si rinnova un appuntamento entrato a pieno titolo nella tradizione del territorio imolese, in Romagna, dove la Cooperativa Agricola è insediata dal 1962 (a Sasso Morelli di Imola, dove c’è la sede storica della Clai con le aziende agricole, il salumificio e il centro direzionale Villa La Babina, mentre nella vicina città di Faenza è dislocato lo stabilimento agro-alimentare di lavorazione delle carni). La Festa del contadino propone il forte radicamento dell’impresa cooperativa attraverso percorsi d’arte, di cultura e di sport che incrociano l’operosità dei soci, dei lavoratori e il gusto dei prodotti Clai».

La festa è partita venerdì 6 settembre con l”inaugurazione, nella chiesa del Morelli di via Correcchio 56, della mostra«Rosa Mystica» a cura di Marco Violi, realizzata all’interno del percorso espositivo «Segni e immagini della devozione popolare» giunto alla XXVI edizione (mostra poi visitabile sabato e domenica dalle 10 alle 20, con ingresso libero). Oggi, sabato 7 settembre, ci si sposta a Villa La Babina: qui alle 21 verrà assegnato il «Premio 100% Italiano» istituito da Clai nel 2016 per conferire un riconoscimento a una personalità o a un’impresa che si è distinta per l’impegno a favore della promozione della cultura e del lavoro in Italia, mentre alle 21.15 si terrà il Galà Lirico che chiude l’Emilia Romagna festival.

Il clou di tutte le iniziative si avrà domani, domenica 8 settembre. Alle 9.30 da Villa La Babina partirà la 2a Campestre Clai, una gara competitiva sulla distanza di 12 km su percorso misto (strada e sterrato) organizzata dall’Asd Atletica Imola Sacmi-Avis, in collaborazione con Clai e Comune di Imola. Ad essa si affiancherà, la passeggiata ecologica di 7 km, organizzata in collaborazione con la Polisportiva di Sasso Morelli che metterà a disposizione docce e spogliatoio. Tutto il ricavato dalle iscrizioni sarà devoluto all’Atletica Imola Sacmi-Avis per le attività educative sportive rivolte ai giovani (info 0542/55711). Sempre domenica, dalle 11.30, apre lo stand gastronomico della polisportiva di Sasso Morelli presso il campo sportivo. Qui,nel pomeriggio, dalle 14.30, ci saranno gare di volley e prove di agility dog e rally-obedience dedicate in particolare ai bambini. Bambini che, dalle 14.30 in piazza d ei Portici, potranno divertirsi anche con il ludobus, il laboratorio di pittura e il truccabimbi.

Piazza dei portici sarà anche ilcentro della festa dei sapori: dalle 11.30 si terrà una mostra mercato con i prodotti tipici delle cooperative agricole del territorio,con il caseificio toscano Faggiola, con Tradizione e sapori di Modena e ci sarà anche un mercatino di artigianato artistico. Dalle 14.30, arriveranno anche il Gruppo polentari di Tossignano e le birre artigianali del birrificio Claterna. La festa dei sapori prevede anche dimostrazioni dell’arte dei norcini e dei maestri salumieri, scuole di cucina, giochi sensoriali, e un banco degustazione con ipanini gourmet e vini il cui acquisto andrà a sostegno della Casa di Accoglienza AnnaGuglielmi di Montecatone. Il tutto accompagnato damusica live. Infine, alle 18 si terrà il 34° Palio dei pigiatori che vedrà uomini, donne e bambini sfidarsi a pigiare a piedi nudi, in grandi tini di legno, le pregiate uve coltivate dai soci della cantina sociale Cavim (iscrizione gratuita ma obbligatoria telefonando al numero 0542/55003). Da non dimenticare che domenica alle 14.30 sarà anche possibile visitare l’antica farmacia Mongardi, in via Correcchio 124, situata nella bella villa che un tempo fu dell’architetto Cosimo Morelli. (

Tra arte, cibo e tradizioni agricole a Sasso Morelli torna la Festa del contadino organizzata dalla coop Clai
Cultura e Spettacoli 21 Giugno 2019

Esposta fino a domani la mostra di design curata dall'imolese Gianluca Gimini

Una mostra di design curata dall’imolese Gianluca Gimini, designer, artista e docente all’Università di Ferrara. E” allestita da sabato 15 giugno fino a domani, sabato 22, nello showroom di All’Origine, azienda «business to business» specializzata in oggetti europei del XX secolo, in via Vighi 32 a Imola (inaugurazione alle ore 17). «Ci sono trentasei prototipi di nuovi oggetti di design immaginati dagli studenti del Laboratorio di Product Design 1 (secondo anno del corso di studi in Design del Prodotto Industriale presso il Dipartimento di Architettura dell’università di Ferrara) – spiega Gimini -. Quest’anno ho infatti proposto un’esercitazione ai miei studenti di Unife in forma di design contest: immaginare nuovi prodotti “resilienti” (cioè sia durevoli che al di sopra delle mode) utilizzando la ceramica per le sue virtù in abbinamento ad un altro materiale che ne possa superare i limiti (ad esempio la fragilità). Come ulteriore esercizio accademico ho chiesto che la parte non-ceramica fosse una parte “trovata” e che quella in ceramica le venisse per così dire “progettata intorno”. Il concorso è stato reso possibile dalla sponsorship dell’azienda imolese All’Origine. Della giuria abbiamo fatto parte io, Davide Mariani (titolare dell’azienda sponsor) e l’artista ceramico Abdon Zani. Il vincitore del concorso (lo studente Mirko Doria) sta in queste settimane vedendo il suo progetto realizzato. Speci? co che lo sponsor, che non fa vendita a privati e quindi non ci sono risvolti commerciali nella mostra, ?nanzia la costruzione di uno stampo che rimarrà poi proprietà dello studente. Con l’occasione desidero ringraziare la copisteria SiStampa di Ferrara, per aver off erto la stampa dei cataloghi e Bolé Wine che off rirà a tutti la possibilità di un brindisi il giorno dell’inaugurazione».

Vincitore di «Ceramic resilience Student design contest» è Mirko Doria, con il progetto «Twist 45», «per l’ottima integrazione della parte progettata con quella trovata, che pur rimanendo completamente visibile, non è riconducibile alla propria funzione originaria; per la funzionalità dell’oggetto stesso e gli approfondimenti su ergonomia e ingegnerizzazione», come riporta il catalogo dell’iniziativa. Doria ha ideato uno spremiagrumi in ceramica inclinato di 45° rispetto al piano di lavoro, pensato per facilitare la spremitura degli agrumi grazie alla forza contrapposta delle due mani. Nel catalogo si legge che «la parte trovata è un terminale in acciaio per aste da tendaggi a forma di torciglione, un fondo di magazzino con buona reperibilità, indicato dal fornitore come poco vendibile in quanto fuori moda. L’obiettivo è stato principalmente quello di ricercare un’armonia tra parte trovata ed oggetto in ceramica, tale per cui l’oggetto riutilizzato perdesse totalmente la propria identità precedente in modo da far percepire all’utente in maniera istintiva la sua nuova funzione». Tra i vari progetti presentati, anche fruttiere, vasi, portaceneri, tazze, e altre idee originali. 

Nella foto (da catalogo): il progetto vincitore di Mirko Doria

Esposta fino a domani la mostra di design curata dall'imolese Gianluca Gimini
Cultura e Spettacoli 31 Maggio 2019

Mostra con pale settecentesche e lavori di riqualificazione per la ex chiesa del Carmine di Medicina

«Nuova luce sul Carmine» è al tempo stesso il titolo della mostra attualmente in essere nella ex chiesa di via Libertà a Medicina e il progetto che riqualificherà la sagrestia a lungo chiusa e inutilizzata. Motore del progetto promosso dall’amministrazione comunale è da un lato il finanziamento di 150 mila euro destinato alla riqualificazione (70mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e 80mila dal Comune), dall’altro la convenzione trentennale recentemente firmata dalla Giunta guidata da Onelio Rambaldi e dalla Curia di Bologna, proprietaria del bene.

«Da anni la ex chiesa del Carmine è utilizzata per eventi pubblici, mostre e concerti anche promossi direttamente dall’amministrazione comunale», ci ha spiegato alcuni giorni fa Matteo Montanari quando era ancora vicesindaco (alle elezioni di domenica 26 maggio è stato eletto sindaco di Medicina). «Dunque se il bene è ad uso pubblico, è importante che anche il Comune partecipi al suo sostegno mettendo a disposizione i propri fondi – ha continuato -. La convenzione lunga che abbiamo fortemente voluto ed ottenuto a fine 2017, al posto delle precedenti di uno o due anni alla volta dal 2003 ad oggi, era la condizione necessaria per poter intercettare fondi messi a disposizione da bandi pubblici destinati alle amministrazioni locali. Non solo ci siamo aggiudicati, anche grazie al lavoro delle associazioni I Portici, Corale Quadrivium e Pro Loco, il finanziamento della Fondazione per la ristrutturazione della sagrestia del Carmine che diventerà presto uno spazio nuovo per la città; abbiamo anche ottenuto dal Commissario alla ricostruzione dell’Emilia Romagna l’assegnazione di oltre un milione di euro per la sistemazione strutturale del Carmine. La nostra intenzione per questo secondo step di riqualificazione è anche ripensare a come rendere la ex chiesa ancora di più uno spazio pubblico, ad esempio come punto informativo cittadino e per l’accoglienza turistica aperto tutti i giorni. Ma intendiamo iniziare un percorso partecipativo per definire insieme alla città come cambiare il volto e la funzione di questo luogo pubblico importante e bello. La progettazione preliminare inizierà a breve, insieme al percorso partecipato con la cittadinanza utile ad indirizzare i progettisti».

Ma intanto cosa nascerà nella sagrestia del Carmine? I lavori, che dovrebbero già iniziare nelle prossime settimane o mesi estivi, prevedono il restauro conservativo della sagrestia e della relativa sala di accesso. Oltre ad essere risistemati pavimenti, pareti ed impianti, sotto l’occhio vigile della Soprintendenza di archeologia belle arti e paesaggio, sarà realizzata una nuova rampa per l’accesso delle persone con disabilità sull’ingresso di via Canedi. Le due sale, sagrestia ed ingresso, diventeranno, secondo il progetto, nuovi spazi sociali e culturali utili per eventi come conferenze e concerti. Nel frattempo le pale settecentesche fino ad oggi non visibili al pubblico perché poste nella sagrestia sono in mostra nella ex chiesa fino al termine dei lavori di riqualificazione dei nuovi spazi. Si tratta di grandi opere di pregio, realizzate dai pittori Ferdinando da Bologna, noto per le scenografie minuziosamente dettagliate, e Nicola Bertuzzi. La mostra Nuova luce sul Carmine. La sagrestia svelata, curata dallo storico dell’arte Pietro Di Natale esperto in pittura antica dal Cinquecento all’Ottocento, è stata inaugurata venerdì 17 maggio alla presenza, fra gli altri, dell’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti, e poco prima dell’apertura ufficiale è stata anche visitata e apprezzata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi. (mi.mo.)

La mostra è visitabile giovedì, sabato e domenica dalle 10 alle 12; la prima domenica del mese, tranne luglio e agosto, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.

Nella foto due pale attualmente in mostra nella ex chiesa del Carmine di Medicina

Mostra con pale settecentesche e lavori di riqualificazione per la ex chiesa del Carmine di Medicina
Cultura e Spettacoli 17 Maggio 2019

Leonardo, Machiavelli e Cesare Borgia a Imola nel 1502: una mostra racconta la storia

Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli e Cesare Borgia. Tre uomini che hanno segnato il Rinascimento e che, per un breve periodo della loro vita, si ritrovarono insieme in una cittadina come tante, all’ombra di quel castello reso celebre da Caterina Sforza. Nell’autunno 1502 lo scienziato e artista, il filosofo e politico, e il condottiero figlio di papa Alessandro VI calpestarono le strade di Imola, ognuno con un diverso fine: il Valentino stava ampliando e rafforzando i suoi possedimenti, il vinciano era stato mandato da quest’ultimo in tutta la Romagna per studiare le fortificazioni e le terre, e l’autore de Il principe era inviato in città per conto della Repubblica fiorentina che voleva tenere sotto controllo le mosse dei primi due. Se non Imola caput mundi quindi, certo però un momento di intreccio politico e militare di importanza strategica per il mondo di allora che vide la nostra città al centro della scena. A quel periodo è dedicata la mostra 1502 Il viaggio di Leonardo in Romagna. Leonardo, Machiavelli e Cesare Borgia a Imola che inaugura oggi, venerdì 17 maggio, alle 18 al centro polivalente Gianni Isola in piazza Matteotti 4 a Imola. Promossa dal Club di territorio di Imola del Touring club italiano e dall’associazione turistica Pro Loco imolese, con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Imola e il patrocinio del Comune di Imola, la mostra sarà presentata da Learco Andalò, che l’ha ideata e curata, e da Fabrizia Fiumi, console del Tci imolese.

«La mostra è nata nel 2003, ideata e curata da Learco Andalò con l’associazione Erasmo – spiega la Fiumi -, in occasione dell’esposizione su Leonardo in Romagna a Castel Sismondo a Rimini. Con il patrocinio dell’Emilia Romagna, ha compiuto un lungo percorso attraverso gli Istituti di cultura italiani in tutto il mondo, ed è stata anche protagonista della Festa della Storia a Bologna nel 2012 e delle celebrazioni avvenute nel 2013 per i cinquecento anni de Il principe di Machiavelli a Sant’Andrea in Percussina e a San Casciano Val di Pesa. Come Touring club e Pro Loco la portiamo per la prima volta a Imola, volendo dar modo agli imolesi di apprezzarne il taglio fortemente didattico e didascalico. Si focalizza sul viaggio in Romagna di Leonardo del 1502, di cui lasciò traccia nel Taccuino L conservato all’Istituto di Francia a Parigi e durante il quale disegnò la famosa mappa di Imola. Poche città hanno avuto la compresenza di tre figure quali Leonardo, Niccolò Machiavelli e Cesare Borgia nello stesso periodo: a Imola questo accadde nell’autunno del 1502. Credo che sia un orgoglio per la città. La mostra che proponiamo è un modo per conoscere e raccontare la nostra storia, promuovendo in città diffusione di conoscenza e consapevolezza».

La mostra si compone di ventiquattro pannelli (70×100), un pannello con il viaggio in Romagna disegnato su pianta del 1500 (50×70) e sei quadretti (40×60) con frasi di Leonardo, Machiavelli e Borgia. Ci si concentrerà sulle varie città visitate da Leonardo, ma anche sulla cronologia della loro vita, sulla situazione geopolitica dell’epoca, e si approfondiranno aspetti dei tre protagonisti (ad esempio, sulle carte geografiche disegnate dal vinciano o sul suo rapporto con la matematica). (s.f.)

Dopo l’inaugurazione di venerdì 17 maggio alle ore 18, la mostra sarà visitabile sabato 18 e domenica 19 (ore 10-12 e 16-19), venerdì 24 (ore 16-19), sabato 25 e domenica 26 (ore 10-12 e 16-19), venerdì 31 maggio (ore 16-19), sabato 1 e domenica 2 giugno (ore 10-12 e 16-19), sabato 8 e domenica 9 (ore 10-12 e 16-19), mercoledì 19 giugno (ore 19-23). Ingresso gratuito. Visite guidate per gruppi non superiori alle 15 persone nei giorni 19 e 26 maggio, 2 e 9 giugno alle 17 (solo su prenotazione al 335/5856303).

L”articolo completo e ulteriori curiosità sono sul «sabato sera» in edicola da giovedì 16 maggio

Nella foto un pannello in mostra con l’itinerario di Leonardo in Romagna

Leonardo, Machiavelli e Cesare Borgia a Imola nel 1502: una mostra racconta la storia
Sport 20 Aprile 2019

Fino al 28 aprile ingresso gratis nella conference room dell'autodromo per la mostra «Schumacher 50»

Prima delle celebrazioni per il 25° della scomparsa di Ayrton Senna, negli spazi dell’Hub turistico dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari, dal 10 aprile scorso, c”è spazio per un altro mito della storia della Formula 1, il sette volte campione del mondo Michael Schumacher.

Fino al 28 aprile, nella conference room Ayrton Senna è infatti allestita la mostra «Schumacher 50», con le immagini di 50 momenti straordinari della carriera in Ferrari del campione tedesco, a cura del fotografo Filippo Di Mario. La mostra sarà visitabile gratuitamente in questi orari: dal lunedì al venerdì 9.30-13 e 14.30-18, sabato e domenica 10-17. (r.s.)

Nella foto: Michael Schumacher

Fino al 28 aprile ingresso gratis nella conference room dell'autodromo per la mostra  «Schumacher 50»
Cronaca 10 Aprile 2019

Inaugurata all'autodromo di Imola la mostra su Ayrton Senna. IL VIDEO

Una mostra del genere non si era mai vista. Ma per ricordare un pilota unico, inimitabile e di fatto adottato dalla città come Ayrton Senna, non poteva che essere studiata in maniera così creativa e geniale, per dar modo ai visitatori di catapultarsi nel mondo del fuoriclasse brasiliano, e ripercorrerne attraverso il susseguirsi di suoni e immagini dell’archivio storico della Rai proiettate su schermi giganti, installati all’interno del Museo multimediale Checco Costa, le fasi più entusiasmanti della sua carriera (dagli esordi nei kart all’ultima corsa) accompagnate dalle parole più significative ed emozionanti pronunciate negli anni della F.1. Una storia da vivere in modo esclusivo grazie alle apposite cuffie messe a disposizione dagli organizzatori della mostra, che esaltano l’intimità di ogni momento, trasformandolo in un viaggio alla scoperta del campione brasiliano. «Il primo obiettivo della mostra (inaugurata mercoledì e che resterà aperta fino al 30 novembre 2019, nda) era quello di far respirare al pubblico quella magia inconfondibile che contraddistingueva lo sguardo profondissimo di Ayrton – ha spiegato l’imolese Matteo Brusa, curatore della mostra intitolata: Ayrton Magico, l’anima oltre i limiti -. Il secondo obiettivo di raccontare Senna attraverso Imola, perché sono certo che questo è l’unico luogo capace di generare poesia ogni volta che si parla di lui. Ed è stato divertente scoprire che, man mano che prendeva corpo il testo narrativo, che c’era sempre uno strano legame fra quelli che erano i temi centrali della vita di Senna e Imola, come se tutte fosse già scritto e come se a legarlo al nostro circuito esistesse da sempre un filo sottilissimo».

La mostra, allestita dai tre nuovi gestori Area Gare Space, Tbs Group e Ett Spa, per l’occasione rappresentati rispettivamente da Paolo Alongi, Gian Giacomo Cara e Adele Magnelli, si struttura per 5 grandi nuclei tematici sviluppati in quattro ambienti. «Tutto il racconto ha la precisa volontà di trascendere la morte di Ayrton – ha aggiunto Brusa – E lo fa simbolicamente con la presenza all’interno della mostra della sua ultima macchina, la Williams, e del suo primo kart, costruendo una circolarità temporale, come ad azzardare una sorta di eterno ritorno e facendo in modo che tutto il tempo narrativo si fermi alle ore 14, 16 minuti e 59 secondi di quel 1º maggio, cioè un attimo prima dell’impatto contro il muro del Tamburello. In questa mostra si dà spazio solo al sogno, al nostro desiderio e al mito del campione».

Ad impreziosire l’inaugurazione con interventi a tratti anche molto toccanti c’erano, oltre ai fratelli Carlo (nel ruolo di moderatore) e Claudio Costa, il giornalista Leo Turrini, l’ex team manager di F.1 Giancarlo Minardi, il presidente di Formula Imola Selvatico Estense, il direttore dell’autodromo Roberto Marazzi e la sindaca Manuela Sangiorgi, che in veste ufficiale ha tagliato il nastro inaugurale. «Siamo tutti molto felici di avere una nuova gestione per il nostro museo – ha detto la prima cittadina imolese – Li accogliamo volentieri nella nostra famiglia, perché c’è bisogno di ridare vita a questa struttura intitolata a Checco Costa, che vogliamo vedere sempre più viva e ricca di iniziative e progetti che possano attrarre anche un pubblico internazionale. L’auspicio è quello di condividere un percorso insieme a Formula Imola e a tutta la realtà che ruota intorno al nostro bellissimo autodromo». (a.d.p.)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”11 aprile.

Nella foto (Isolapress): la mostra su Ayrton Senna all”interno dell”autodromo

Inaugurata all'autodromo di Imola la mostra su Ayrton Senna. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 10 Aprile 2019

Mostra filatelica dedicata a Leonardo organizzata dal Circolo Piani

Non poteva mancare, nella lunga attività del Circolo culturale filatelico numismatico «G. Piani», un evento dedicato a Leonardo Da Vinci. Ed infatti, arriva, nell’anno in cui si celebra il cinquecentenario dalla sua morte:  da giovedì 11 a domenica 14 aprile la Salannunziata di via Fratelli Bandiera 17/a ospita la cinquantatreesima Mostra filatelica numismatica «Città di Imola» organizzata dal circolo stesso che è, appunto, un «Omaggio a Leonardo Da Vinci nel 500 anniversario della morte (1519-2019)».

«La mostra sarà una galleria d’arte – spiega Gianfranco Bernardi, presidente del Circolo Piani -, con milleduecento cartoline che riproducono la pittura italiana del 1400 e del 1500, ma anche esteri, come i grandi pittori spagnoli. Abbiamo anche fatto due cartoline apposite, una con la mappa di Imola disegnata da Leonardo, e l’altra con la pianta dei quattro quartieri della città sempre del genio vinciano. Il nostro scopo è da sempre mettere in risalto i personaggi che hanno reso grande Imola, perché vogliamo bene alla nostra città».

«Leonardo è stato a Imola nell’autunno del 1502 – spiega Claudia Pedrini, direttrice dei Musei civici -, in quanto ingegnere militare, e quindi inviato da Cesare Borgia che aveva appena conquistato la città, per valutarne le fortificazioni. In questo anno in cui tutto il mondo lo ricorda, Imola ha quindi un particolare interesse e un particolare diritto a proporre iniziative centrate sulla sua figura. Il Circolo Piani, che ha una lunga tradizione di attenzione e amore per le vicende imolesi, non fa quindi mancare il ricordo di Leonardo tra le sue attività».

La mostra alla Salannunziata ospiterà anche la collezione dell’imolese Pier Paolo Mazzini intitolata «Leonardo da Vinci in Romagna», con francobolli, buste e annulli. E proprio l’annullo sarà un momento importante dell’iniziativa. Sabato 13 aprile nella sede della mostra sarà attivato un ufficio postale dotato di annullo figurato, dalle ore 8.30 alle 12.30. «L’immagine scelta è un particolare della Rocca tratto da un dipinto di Lavinia Fontana  che si trova al Museo di San Domenico», commenta la Pedrini. «È un omaggio a un’altra grande artista legata ad Imola – conclude Bernardi -. E, sempre in occasione della mostra, realizzeremo un depliant con la storia della Romagna ai tempi di Leonardo. Tutto questo mentre siamo già al lavoro per la mostra di novembre con cui completeremo il ciclo dedicato alla prima guerra mondiale: avrà come tema “I prigionieri italiani”». (s.f.)

La mostra sarà visitabile dall’11 al 14 aprile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Ingresso libero.

Nella foto di Isolapress, al centro Claudia Pedrini e Gianfranco Bernardi con due soci del Circolo Piani

Mostra filatelica dedicata a Leonardo organizzata dal Circolo Piani

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