Posts by tag: motocuriosità

Motosapiens 6 Novembre 2019

Eicma.. For kids!

Dal 7 al 10 novembre va in scena alla Fiera di Milano l’Esposizione Internazionale del Ciclo e del Motociclo Eicma: luogo di informazione e culto per motociclisti e appassionati tutte le età. Quest’anno infatti una speciale area è dedicata alle bambine e alle bambine: Eicma for kids, con prove bici per bambini dai 4 agli 11 anni e prove moto per bambini dai 5 agli 11 anni. Per quattro giorni i più piccoli, ovviamente accompagnati dai genitori, potranno fare le proprie demo experience gratuite e in totale sicurezza grazie alla collaborazione dei Motofalchi della Polizia Locale di Milano e della Federazione Motociclistica Italiana che già da tempo promuove l’avviamento consapevole alle due ruote per i motociclisti di domani con il progetto Hobby Sport Fmi. Tra i compiti di Federmoto c’è infatti anche la promozione del motociclismo, un progetto istituito anche al fine di trasformare la passione per le due ruote a motore prima in un hobby e poi, eventualmente e sempre in maniera naturale, in uno sport.

Altro ad Eicma. Come detto, con Eicma Milano diventa una volta all’anno il tempio della motocicletta e del motociclista con anteprime, presentazioni, novità, ospiti, prove, stand e chi più ne ha più ne metta.

Quest’anno è più che mai l’anno delle moto adventure, nate dall’evoluzione del turismo su due ruote e dell’off road. Così dopo i modelli Bmw e l’Africa Twin che nelle sue varie versioni ha conquistato una bella fetta di mercato, oggi anche Moto Morini e Harley Davidson (sotto in foto) si sono date alle maxi moto da turismo d’avventura.

Senza dimenticare la sicurezza, con prodotti tradizionali ma innovativi o proprio del tutto nuovi come lo Smart Jacket Dainese, che proteggendo come 7 paraschiena ad un prezzo quasi popolare promette di rivoluzionare la sicurezza sulle due ruote.

Come sempre, Eicma è da vedere e vivere!

mi.mo

Eicma.. For kids!
Motosapiens 8 Ottobre 2019

Motociclismo e sicurezza secondo Nico Cereghini

Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza sempre. È il motto di Nico Cerghini, pilota e giornalista sportivo e tester moto. Ma è anche un marchio di fabbrica, per così dire, della sicurezza in moto. Soprattutto su strada, perché in pista ci pensano i regolamenti sempre più stringenti a proteggere i piloti con le migliori ed ultime tecnologie. Ma è su strada che gli utenti delle due ruote corrono i rischi maggiori, e non solo (o non sempre) per colpa della velocità. Strade sconnesse, distrazioni alla guida, animali vaganti. Questi sono solo alcuni dei rischi da cui ogni motociclista deve proteggersi sempre pur senza pensarci mai. Perché altrimenti, nonostante la passione che spinge forte, non si dovrebbe nemmeno partire.

Per fortuna la tecnologia delle protezioni per i motociclisti si sviluppa si pari passo con quella delle moto. Così, per mezzi sempre più performanti ma anche sicuri, esistono presidi sempre più protettivi. A partire dall’abbigliamento delle grandi aziende che da anni lavorano per la sicurezza dei piloti e di tutti i motociclisti, come Dainese. Ed è proprio allo store Dainese di Bologna che incontriamo Cereghini, Nico per gli amici. E fra motociclisti si è tutti amici.

Nico racconta la storia della sua esperienza personale che, in parte, coincide con un pezzo della storia delle moto e di tutto quello che gira attorno al mondo delle due ruote. Dai primi presidi di sicurezza in pista (qualcuno ricorderà i cosiddetti ballini) alle misure di sicurezza più moderne, passando per l’abbigliamento, l’invenzione degli slider alle ginocchia (poi anche ai gomiti!), della gobba aerodinamica, del paraschiena sdoganato da Spencer, e così via. Cose che prima si chiamavano istrice e armadillo ed oggi invece hanno complessi nomi che vengono dall’inglese.

Essendo Nico anche un motociclista da strada, gli chiediamo dei guardrail salva-motociclisti, quelli gialli in plastica che l’associazione bolognese Motorlab promuove realizzando eventi di raccolta fondi per sopperire ad un’assenza che talvolta è dovuta alla mancanza di fondi pubblici. “I guardrail gialli in plastica VR46 sono i guardrail giusti per la sicurezza dei motociclisti – dice -. Le recente battaglia per le vite dei motociclisti ha mosso l’opinione pubblica sin una qualche maniera anche i legislatori, che però con il decreto sicurezza hanno fatto più caos che altro. I costi per le amministrazioni restano eccessivi e i presidi per quanto utili non sono alla loro portata”. Per fortuna ci sono associazioni e realtà locali, come la bolognese Motorlab, che provvedono a colmare il vuoto pubblico garantendo un po’ più di sicurezza per le strade, non solo per i motociclisti ma anche per i ciclisti.

Protezioni attive e passive a parte, c’è un’altra regola importante che Nico suggerisce di adottare come buona norma ogni volta che si esce in moto: non andare mai da soli, se possibile, per non dover affrontare da soli situazioni critiche come una caduta o un incidente per causa di un animale.

E’ proprio così: casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza sempre.

mi.mo

Motociclismo e sicurezza secondo Nico Cereghini
Motosapiens 4 Luglio 2019

Civ a Imola, in pista anche la wild card imolese Andrea Poggi con supporto tutto.. locale!

Questa è una storia vera di motori e passione, una storia come forse non se ne vedono più tante in un mondo, quello delle due ruote, che negli anni si è trasformato da luogo di passioni leggendarie ad un settore prettamente economico, fatto di business e budget e giri di denaro.

E’ la storia di Andrea Poggi e dei suoi amici, in comune la passione per i motori, una passione innata in chi ha le radici nella Motorvalley e soprattutto nell’Imola dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, teatro internazionale di competizioni su due e quattro ruote che hanno fatto la storia del motorsport.

Andrea Poggi è pilota di moto part time, accanto al lavoro come idraulico e al ruolo di genitore. La passione per le due ruote è così forte che continua nonostante l’età che avanza e le spese che aumentano. E’ esperto in pista e nel box, ma a volte la classe e le competenze non bastano. “Da qualche anno i costi per partecipare ad una singola tappa del campionato italiano, fra iscrizioni della Federmoto e componenti permesse, sono molto aumentati – spiega Poggi -. Parlo di cifre a tre zeri, in pratica il motociclismo è diventato uno sport per ricchi e non più per appassionati. Senza uno sponsor o più non puoi semplicemente scendere in pista e trovare aziende e realtà disposte a sponsorizzare il motociclismo, oggi, è dura. C’è chi ha paura dei ciarlatani che negli anni hanno causato seri buchi economici, e chi semplicemente non è interessato a sport senza pallone, diciamo”.

Ma la passione, quella vera, è una componente che fortunatamente ancora caratterizza tante persone comuni per le quali il pilota che scende in pista su una moto lucente, vestito di casco e tuta-armatura, che affronta il caldo come la pioggia, quel pilota è ancora il cavaliere errante senza paura e senza macchia di un tempo, come i piloti raccontati nel film “I fidanzati della morte”.

Così Poggi ha trovato un gruppo di amici che si sono stretti intorno al pilota per farlo scendere in pista come wild card del National Trophy 1000 per la tappa “di casa” del Civ. “Li ringrazio tutti – elenca -: Mirella e Massimiliano Monti, Nicola Masato, Federico Cavrini, Gabriele Motta, ma anche America Graffiti, Motosapiens e tutti quelli che hanno partecipato alla cena di autofinanziamento per sostenere le spese di questa tappa imolese che è stata difficile per alcuni problemi alla moto ma che ho comunque concluso guadagnando un punto con la quindicesima posizione”. Un punto che, condiviso con gli amici che lo hanno sostenuto e perfino seguito in pista come meccanici e tecnici improvvisati e perfino ombrellini, è stato festa grande.

“E’ stata una bella gara, certo poteva andare meglio – continua Poggi – ma mica male considerato che al box eravamo un idraulico, un elettricista ed un escavatorista”. Oltre a metterei propri loghi sulla Ducati di Poggi, gli amici hanno partecipato alla tappa imolese del Civ non solo come spettatori delle gare in programma ma direttamente in prima persona e come mai prima, fra pista e box. “Mi hanno aiutato ad arrivare fino alla fine della gara – ammette – perchè per i problemi che sentivo alla moto sarei stato tentato a fermarmi.. E invece siamo andati a punto”. Un punto al lieto fine della storia delta tappa 2019 del Civ di Imola.

La video-photogallery di Francesco Di Pasquale 

Civ a Imola, in pista anche la wild card imolese Andrea Poggi con supporto tutto.. locale!
Motosapiens 11 Dicembre 2018

Dainese Archivio aperto a dicembre con visita guidata gratuita (Motosapiens raccomanda)

La storia di Dainese, il marchio italiano più noto che veste e protegge i motociclisti dal 1972, in un museo: a Vicenza ha aperto da qualche mese il Dar Dainese Archivio, che per la prima volta mette in mostra per il pubblico una buona parte della collezione privata del fondatore (ed ex patron) dell’azienda Lino Dainese. Centinaia fra tute originali, caschi famosi, prototipi e idee future sono a disposizione del cliente affezionato e del motociclista curioso gratuitamente. E questo dicembre, in via eccezionale, tutte le domeniche sarà disponibile gratuitamente (previa prenotazione) anche la visita guidata, che Motosapiens ha fatto qualche settimana fa insieme ai lettori e clienti dello store Dainese Bologna e che consigliamo assolutamente per godere al massimo dell’occasione offerta dall’azienda vicentina e scoprire tutto ma proprio tutto sulla storia dell’abbigliamento e della protezione moto.. Dalle prime saponette all’evoluzione del d-air, dal casco realizzato da dentro alle nuove frontiere per lo spazio interstellare!

DIECI BUONI “FOTO-MOTIVI” PER VISITARE IL DAR-DAINESE ARCHIVIO (IL VIDEO)

Dainese Archivio aperto a dicembre con visita guidata gratuita (Motosapiens raccomanda)
Motosapiens 13 Agosto 2018

La storia di Lino Dainese e dell’omonimo marchio in mostra al Dar-Dainese Archivio

La storia del motociclismo da oggi passa anche attraverso un nuovo museo appena nato: il DAR-Dainese Archivio, mostra permanente che racconta la storia di come è nato il noto marchio di abbigliamento italiano per motociclisti, la sua evoluzione, il design e il cruciale apporto in termini di sicurezza per le corse sulle due ruote.

Siamo nel ’68 e tre amici, Mario, Franco e Lino (Dainese, ndr) iniziano a progettare un viaggio in moto per l’estate con il desiderio di vedere nuovi mondi”. Così viene accolto il visitatore nel nuovissimo Dar-Dainese Archivio, un vero e proprio museo aperto a luglio e che mette in mostra alcuni fra i più pregiati pezzi della collezione personale che Lino Dainese, il fondatore dell’omonimo marchio conosciuto dai motociclisti di tutto il mondo, ha conservato personalmente nel suo caveau di Molvena in quasi 50 anni di attività e ricerca continue.

La storia che racconta il DAR inizia nel 1972 da un garage di Molvena con il primo paio di pantaloni in pelle da motocross e arriva fino alle tute per gli astronauti, passando attraverso i piloti, gli atleti, il mondo del motociclismo ma anche del ciclismo dello sci e dell’equitazione, il settore Ricerca e Sviluppo e soprattutto le persone che hanno fatto parte di un percorso che parte da lontano e che ancora continua, sebbene l’azienda non sia più di proprietà del signor Lino.

Complessivamente si tratta di 900 metri quadrati di esposizione con oltre 500 tute originali ed autentiche, 20 sezioni tematiche e exhibit interattivi che ripercorrono lo sviluppo del marchio e delle protezioni per il mondo delle moto (e non solo). Parola d’ordine del patron Lino è infatti sempre stata l’innovazione, cercando e sviluppando tecnologie sempre nuove da mettere al servizio della protezione del motociclista e di altri sport dinamici, dalle prime protezioni in termoplastica al più complesso airbag diventato che recentemente è diventato obbligatorio in MotoGp. “È il lavoro, l’impegno di una vita che prende forma – racconta Lino Dainese, e precisa: – DAR non è un museo, è l’archivio in divenire di un’azienda che guarda al futuro”.

Il Dar si trova a Vicenza, non lontano dalla sede principale dell’azienda Dainese, in via dell’Economia 64/b, ed è aperto ogni venerdì e sabato dalle 11 alle 19 (per gruppi su prenotazione anche dal lunedì al giovedì). L’ingresso è gratuito.

La storia di Lino Dainese e dell’omonimo marchio in mostra al Dar-Dainese Archivio
Motosapiens 10 Luglio 2018

Diario di un pilota con Motosapiens sul casco: da Misano, Ayrton Badovini (Mv Agusta, mondiale Supersport)

Dalla tappa romagnola del campionato mondiale Superbike in scena in riviera, sul Misano World Circuit dedicato a Marco Simoncelli e fresco di una nuova race control e copertura wi-fi (all’interno di una corposa riqualificazione ancora in corso), Motosapiens non solo c’era ma ha seguito il weekend da molto vicino… Fra il casco e il box del pilota Mv Agusta Ayrton Badovini, impegnato nella categoria mondiale Supersport! Biellese ma residente da anni a Castel Bolognese, non lontano da Imola, Bado86 ha il fanclub nella vicinissima e pittoresca Dozza.

Un’occasione gentile e preziosa che ci ha permesso di realizzare una sorta di “diario del pilota”, un diario che, come vedete di seguito, non inizia nel weekend ma piuttosto a metà settimana…

MERCOLEDI’

Inizia la trasferta per essere pronti nel weekend. La sveglia è presto dal primo all’ultimo giorno, per Ayrton alle 7. Essendo quella a Misano una trasferta “di casa”, Ayrton parte in camper. Un po’ come quando si parte per il campeggio, la preparazione del mezzo con tutte le cose utili per la vita quotidiana è fondamentale. Quando poi si parte per un impegno oneroso come una gara in pista, il numero di cose da portarsi dietro aumenta vertiginosamente: tute, caschi, visiere, saponette, slider, intimo tecnico, maglie del team, … Inoltre il mercoledì è il primo ed ultimo giorno utile per avere le conferme dei parenti, amici, partner e sponsor che saranno ospiti di pilota e team nel weekend di gara e confermare i rispettivi accrediti. Andare a letto più o meno presto è una scelta del pilota, ma il riposo è importante: Ayrton però “tira tardi” fino alle 23:30, di solito!

GIOVEDI’

Iniziano il giovedì i primi impegni in circuito, a partire dalla sistemazione di tutte le attrezzature del pilota fra camion e box. Ogni cosa deve essere al posto giusto al momento giusto! I caschi e le tute, poi, vanno puliti non solo dopo ogni utilizzo, ma anche all’arrivo ad ogni tappa, nulla deve essere fuori ordine quando serve. E’ sempre il pilota ad occuparsi del ritiro dei pass e dell’organizzazione dei vari momenti con gli ospiti e gli invitati, propri e del team. Al giovedì iniziano anche i meeting con il team per iniziare a definire le strategie di gara a seconda delle prove precedenti, del meteo, della temperatura ed altri fattori variabili. E poi c’è l’incontro con il gommista! Se avanza tempo e se il pilota non è già troppo stanco, una capatina in Clinica Mobile per un massaggio muscolare può far bene alla preparazione del weekend vero e proprio.

VENERDI’

Quando tutto è pronto, può iniziare il lavoro vero e proprio, il lavoro fisico. Si scende in pista per il primo turno, ad ogni turno seguono uno o più meeting tecnici. Fra il primo e il secondo turno c’è un’ampia pausa da dedicare agli ospiti, dunque si torna in pista e di nuovo ci si confronta dei risultati e delle sensazioni in pista. L’integrazione sportiva (allenamento) ed alimentare sono importanti e non vanno mai dimenticate o sottovalutate. Niente patatine o bibite gassate, per intenderci! A fine giornata tutto il materiale utilizzato va ripristinato e gli impegni con ospiti e team (foto, autografi, incontri, interviste) non vanno trascurati. Al venerdì la sosta in Clinica Mobile per il massaggio diventa fondamentale per una buona prova dal punto di vista fisico nei giorni a venire.

SABATO

E’ il giorno del warm up, cui seguono lunghe analisi di dati e sensazioni in pista utili a preparare la miglior strategia per la Superpole. Quando parte la Superbike Ayrton la segue fra piacere e studio personale. Poi Superpole e analisi dati. Finiti gli impegni fra pista e box è tempo di curare l’alimentazione e le relazioni pubbliche, con gli impegni mediatici, in hospitality, con gli sponsor e gli ospiti. La giornata è lunga anche quando le parole per raccontarla non sembrano dare credito al tanto lavoro che c’è prima della gara, ma tant’è.

DOMENICA

La domenica in pista inizia con il warm up. Di nuovo si prepara tutto il materiale utile nelle ore a seguire. perchè la domenica ha i tempi davvero stretti! Anche dopo il warm up l’analisi dei dati è importante per ultimare la strategia di gara e decidere le ultime modifiche alla moto. Nel pre-gara, ogni pilota è diverso: per Ayrton è importante allontanarsi dai contatti con gli altri, concentrarsi in silenzio, al fresco, da solo, facendo stretching fisico e mentale. E’ l’ultima preparazione per la gara imminente. Dopo la gara gli animi non si sciolgono subito, prima si devono analizzare per l’ennesima volta i dati e quanto accaduto. Poi corre la Superbike, nuovo piacere-dovere: Ayrton non si perde nessuna gara, impegni permettendo. Ultimi impegni fra media, sponsor e amici e poi basta, il weekend finisce. Ma, proprio come quando si parte dal campeggio verso casa, tutto va risistemato e impacchettato prima di partire.

Vietato pensare che i piloti lavorano poco, solo quando sono in pista!

Ma com’è andata a Misano?

“Non bene – è il commento secco di Badovini, giunto decimo al termine di una grande rimonta -. E’ stato un weekend travagliato – non per colpa nostra, ndr – per un problema tecnico al venerdì, poi la pioggia di sabato e alla fine ho fatto una pessima qualifica. La gara è stata del tutto in salita, ho rimontato dalla ventunesima fino alla decima posizione in una bella e incisiva gara, ma di più non potevo fare. Anche se si tratta di un buon risultato viste le premesse, è un peccato perchè abbiamo un potenziale migliore che ancora non riusciamo ad esprimere. La moto è tanto bella quanto particolare da guidare per me, richiede una buona velocità in curva mentre io sono abituato a frenare ed accelerare forte. Purtroppo imparare a guidare diversamente non è facile come potrebbe sembrare, ma non demordiamo e ad ogni tappa diamo il nostro meglio, sempre”.

mi.mo

Foto: Massy Momard

Diario di un pilota con Motosapiens sul casco: da Misano, Ayrton Badovini (Mv Agusta, mondiale Supersport)
Motosapiens 2 Giugno 2018

MVisti Romagnoli per la MV Agusta: un gruppo, un evento!

Chi ha una moto MV Agusta, sa che MV sta per Meccanica Verghera, conosce la storia sportiva che ha reso MV la casa motociclistica europea più vincente di ogni epoca.. E’ un motociclista MVista. Romagnolo, se fa parte del gruppo di motociclisti appassionati ma soprattutto amici degli MVisti Romagnoli – Veri Ignorant Pipol. Non un motoclub, non un’associazione sportiva ma una famiglia su due ruote.

CHI SONO. Gli MVisti Romagnoli nascono sul finire del 2015 da un piccolo nucleo di amici con la medesima passione per il marchio motociclistico italiano MV Agusta. “Eravamo cinque o sei – raccontano Manuel Codo e Simone Baliletti, tra i fondatori del gruppo –. Dai messaggini fra amici abbiamo aperto una pagina Facebook per raggiungere altri motociclisti come noi e in un paio di anni siamo diventati una cinquantina, ma gli iscritti Facebook sono anche di più (condizioni minime per iscriversi al gruppo sono l’appartenenza al marchio e quella regionale). In estate usciamo in moto, rigorosamente tutte MV, in inverno ci vediamo per stare insieme anche senza le due ruote, basta stare insieme”. “Siamo pochi ma buoni, ci conosciamo tutti e questa è la nostra vera forza”, aggiunge Simone Bailetti, che ricopre il ruolo di Ze President del gruppo.

 

L’EVENTO. Dopo due anni all’interno del nucleo fondatore del gruppo è nata la voglia di organizzare un evento per fare festa fra amici e fare festa con MV. E così il prossimo 22 giugno, AperiVIPiamo, aperitivo con cena buffet (o meglio buffè) a Villa Bolis di Cotignola, con esposizione di numerosi modelli di MV, più e meno prestigiosi, ed ospiti di riguardo (special ghest): dirigenti dalla casa motociclistica, il pilota Marco Lucchinelli, Simona e Andrea Tamburini, un cognome imprescindibilmente legato alla storia della casa su due ruote.

Perché i motociclisti sono tutta una unica famiglia, indipendentemente dalle preferenze di marchio e stile, gli MVisti Romagnoli hanno deciso di aprire a tutti gli appassionati la loro festa MV! “Abbiamo già iscrizioni di mvisti da fuori regione, collezionisti con moto al seguito, ma anche semplici appassionati o chi una MV l’ha avuta in passato – spiegano gli organizzatori –. Insomma, sarà una bella festa a tema MV, con esposizione, gadget, musica e tanti amici”.

Info e prenotazione obbligatoria entro il 15 giugno:

eventi@mvistiromagnoli.it, Manuel 3295478923, Simone 3391570275

MVisti Romagnoli per la MV Agusta: un gruppo, un evento!
Motosapiens 11 Maggio 2018

Avviamento al motociclismo: il progetto Hobby Sport di Fmi (e un appuntamento a Bologna)

Qual è la miglior maniera per far appassionare in sicurezza i bambini al mondo delle moto? Alcuni nascono con l’amore per le due ruote e un irrefrenabile desiderio di volare, altri ereditano la passione da uno o due genitori.

Per i bambini che si appassionano alle moto già in tenera età, aspettare l’età giusta per poter salire in moto può essere una troppo lunga attesa e non sempre un approccio agonistico è la giusta maniera per coltivare una passione sana. Non tutti i bambini possono diventare piloti, ma tanti bambini possono essere grandi motociclisti, da grandi!

Fra i compiti della Federazione motociclistica italiana (Fmi) c’è la promozione del motociclismo, anche fra i più piccoli. Per questo esiste da qualche tempo il progetto Hobby Sport, per trasformare la passione per le due ruote a motore prima in un hobby e poi, eventualmente e sempre in maniera naturale, in uno sport. Il progetto Hobby Sport rientra nel programma della Commissione Sviluppo Attività Sportive (Csas) per l’avviamento alle varie discipline motoristiche e consiste in un servizio di prove moto in sicurezza con istruttori qualificati per bambini e bambine dai 7 ai 12 anni, al fine di far provare a tutti le pratiche sportive motoristiche. Dato il carattere ludico del progetto, si rpecisa che in alcun modo si tratta di competizioni agonistiche o sfide.

MOTOMERENDA: PROVE MOTO PER BAMBINI A BOLOGNA. Motosapiens e Dainese (Bologna) promuovono il motociclismo: il primo attraverso il giornalismo, il secondo grazie ad una lunga storia nella ricerca e nello sviluppo della sicurezza del motociclista. Insieme, al fine di promuovere il motociclismo già fra i più piccoli, mantenendo gli obiettivi di informazione e sicurezza e con il supporto del motoclub bolognese Migliori, ospitano il progetto Hobby Sport del Csas Fmi il prossimo sabato 19 maggio 2018 presso lo store Dainese Bologna. A disposizione di tutti i bambini e le bambine che vorranno partecipare, dalle 15 alle 18, ci saranno le apposite motorette elettriche e gli istruttori qualificati della federazione. Motomerenda e a seguire merenda insieme, all’insegna della medesima passione che unisce i grandi e i piccoli!

ATTENZIONE. I posti le usufruire delle prove moto gratuite sono limitati: prenota la tua prova telefonando al tuo Dainese store di fiducia, in via Stalingrado a Bologna!!

Avviamento al motociclismo: il progetto Hobby Sport di Fmi (e un appuntamento a Bologna)
Motosapiens 24 Aprile 2018

Dalla fabbrica Ducati alla lotta partigiana.. E si chiamò Giuliana

25 aprile, anniversario della liberazione d’Italia. E’ un giorno fondamentale per la storia del Paese, simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale contro il governo fascista e l’occupazione nazista.

Fra i partigiani e le partigiane che hanno permesso la liberazione d’Italia ci fu anche Tolmina Guazzaloca detta Giuliana, nata il 5 settembre 1916 ad Anzola dell’Emilia. Famiglia antifascista, licenza elementare, operaia. Entrata nel movimento partigiano, divenne staffetta addetta al trasporto di armi e munizioni a Bologna e provincia.

Fino al 1943 Giuliana lavorò alla Ducati di Bologna, dove fu assunta dopo il licenziamento dalla Polveriera per attività antifascista. Per compiere la sua delicata missione, quella di staffetta partigiana per il collegamento dei gruppi fra Bologna e Modena, lascia l’azienda e il figlio piccolo. Nel 1992 ha raccontato la sua vita e la sua storia partigiana nel libro “E mi chiamai Giuliana”, nome che non era quello di battesimo ma che aveva scelto per la battaglia.

Nel libro Giuliana racconta gli anni di staffetta, anni di continui spostamenti con tutto quello che si poteva, specialmente la bicicletta, senza contare i chilometri; racconta che pedalava velocemente ripetendosi il proprio nome per farsi forza, per allontanare la paura; “mi facevo coraggio perchè credevo in ciò che facevo ed ero consapevole di quel che bisognava fare, il futuro era una grande sfida”.

“Indossavo un vestito bianco a fiori celesti, con un grande collo bianco che mi copriva quasi la metà delle spalle”, continua. L’importanza di cambiare vestito, pettinatura, di sembrare sempre sistemata ed elegante era per non farsi notare, per non sembrare di avere una missione. Sempre diverso l’aspetto, sempre terribile la fine in caso fosse stata scoperta.

Il libro E mi chiamai Giuliana è oggi difficile da trovare il libreria, ma è presente in molte biblioteche, soprattutto dell’Emilia Romagna, nelle apposite sezioni sulla Resistenza. E’ una importante testimonianza autobiografica di una vita divisa fra famiglia, lavoro ed attività clandestina ma decisiva per le sorti di Bologna e dell’Italia.

ApprofondimentoQui la video intervista a Tolmina Guazzaloca fatta nel 2010 da Cristina Comperini, che la interpellò per gli ultimi ricordi di una vita piena di gioie e dolori, poco prima di morire.

Dalla fabbrica Ducati alla lotta partigiana.. E si chiamò Giuliana
Motosapiens 14 Aprile 2018

Ruote di una volta: un viaggio nel tempo

Il motociclismo non ha radici ma ruote con cui muove una passione senza tempo.

La passione per le due ruote ha molteplici declinazioni e sfumature, ma non ha tempo. Per questo le moto, le gare e i piloti di ieri appassionano tanto e tanti. Ogni occasione è buona per fare un tuffo nel passato!

Una ghiotta occasione è quella organizzata da Motosapiens e Dainese Bologna: UN VIAGGIO NEL TEMPO.

Un pomeriggio, il 28 aprile, in cui lo store di Bologna, fresco della nuova collezione retrò Dainese72, ti porta indietro nel tempo con tante iniziative ed ospiti!

A partire dalla prestigiosa Collezione Battilani di Imola, ricca esposizione di moto dalle origini del motociclismo fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. Nello store, per l’occasione, saranno presenti in esposizione due esemplari speciali della collezione: una Indian modello O 262 cc del 1917 ed una Harley Davidson modello Sport 600 cc del 1922. Avrete l’occasione, dal vivo, di vedere dei veri cilindri contrapposti in senso longitudinale d’epoca! Inoltre potrete godere della sapienza e della maestria del patron Battilani e concordare la vostra visita speciale all’intera collezione!

 

 

Direttamente dal passato, con immagini e filmati originali ma restaurati, la casa di produzione Rodaggio Film, che promuove e distribuisce film dedicati alla cultura delle due ruote, presenterà e mostrerà alcune clip dal ritrovato film I fidanzati della morte, il primo grande film del 1956 sul motociclismo che mostra la Milano-Taranto, il GP di Monza, le Guzzi, le Gilera e le Norton del tempo e dipinge una vera stagione di eccellenze italiane del mondo dei motori, dal sidecar al motocross. Fra le celebrità di ieri portate sul grande schermo: Geoffrey Duke, Libero Liberati, Bill Lomas, Enrico Lorenzetti, Dichie Dale, Keith Campbell, Reg Armstrong.

 

Dal mondo attuale delle moto classiche e caferacer, il motoclub Modern Classic Bologna sarà presente per una motoconcentrazione cui sono invitati tutti i motociclisti e per presentare il motoraduno internazionale Distinguished Gentleman’s Ride, vera e propria marcia motociclistica mondiale benefica che ogni anno a settembre sensibilizza e raccoglie fondi per la ricerca sul cancro alla prostata e la prevenzione del suicidio maschile. Solo in Italia lo scorso anno ha radunato oltre settantamila bikers. Un’occasione per prendere parte a qualcosa di diversamente motociclistico, senza dimenticare il lato solidale.

 

 Non mancheranno piloti di ieri come ospiti, per rievocare insieme grandi tempi e grandi imprese.

APPUNTAMENTO DA DAINESE BOLOGNA SABATO 28 APRILE DALLE 14 ALLE 18. SE AMI LE MOTO, SE SEI SENZA TEMPO, SE HAI LA MOTO, O SE L’AVEVI: NON MANCARE!

mi.mo.

Ruote di una volta: un viaggio nel tempo

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