Posts by tag: motocuriosità

Motosapiens 19 Marzo 2020

Film per motociclisti (e motocicliste)

Misure restrittive e voglia di moto in un marzo inoltrato con giornate che si allungano e si scaldano sempre di più è un connubio che ferisce tanti appassionati di vita all’aria aperta, fra cui i motociclisti. Oltre a fare manutenzione alla moto, al casco e all’abbigliamento (il clima primaverile è perfetto per ingrassare giacche e tute in pelle), che fare? In aiuto, per così dire, accorrono film e docufilm. Nel dettaglio degli appassionati di due ruote, quelli sul motociclismo. Ecco qualche consiglio, da cercare nelle tante piattaforma gratuite o a pagamento che in questo periodo di emergenza sanitaria da Coronavirus offrono visioni gratuite.

Easy Rider. Titolo storico del 1969 diretto da Dennis Hopper su un lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti. Film simbolo della generazione hippie, famoso per i mezzi di trasporto attraverso gli States. Da vedere, o rivedere.

Il selvaggio. La pellicola che ha lanciato nel mondo Marlon Brando. Film iconico per il mondo biker ma che tende leggermente a quella delinquenza stereotipata da alcuni.

I selvaggi. Drama del 1966 su una “classica” banda di motociclisti.

Svalvolati on the road. Commedia-tributo con John Travolta, Martin Lawrence, Tim Allen e William Macy nei panni di quattro amici in crisi di mezza età che intraprendono un picaresco viaggio in moto verso la California. Con chicche da veri intenditori di customize.

Indian, la grande sfida. La storia di Burt Monroe e del sogno di una vita: dalla Nuova Zelanda al lago salato di Bonneville per gareggiare e vincere in sella alla sua mitica Indian. Con Anthony Hopkins.

Harley Davidson and the Marlboro Man. Altra pellicola iconica, con Mickey Rourke e Don Johnson. Una pellicola da biker con esemplari di Harley Davidson ma anche di Honda e Kawasaki.

Knightriders. Un po’ come il celeberrimo Romeo+Juliet con Leonardo Di Caprio, anche questa pellicola è una rivisitazione della leggenda di Re Artù in chiave moderna e su due ruote.

Torque. La versione su due ruote del tamarrissimo Fast & Furious con protagonista una Aprilia RSV 1000.

L’infiltrato. Action movie basato su una storia vera che racconta la storia di un poliziotto sotto copertura che si infiltra un gruppo di motociclisti fuorilegge dedito al traffico di armi e droga.

Forza d’urto. Altra pellicola con un infiltrato su due ruote, ma qui la gang di biker progetta si assassinare il governatore.

I diari della motocicletta. Film che prende ispirazione dalle avventure del giovane Ernesto Che Guevara lungo la routa Latinoamericana, viaggio iniziato in moto e finito con mezzi di fortuna. 

Mad Max. Serie cinematografica ambientata in un futuro post-atomico. La serie inizia con una banda di motociclisti davvero spietata.

Ghost Rider. Film basato sull’omonimo personaggio motociclistico dei fumetti pubblicato da Marvel, con un Nicolas Cage non solo in veste di attore ma anche di fan sfegatato di fumetti.

She-Devils on wheels. Come suggerisce il nome, a farla da padrone in questo film è una banda di motociclette per sole donne. Inevitabile lo scontro con una banda maschile.

Hell’s Angels 69. Film sui e con i membri della celeberrima gang degli Hell’s Angels.

Satan’s sadists. Thriller con motociclisti cattivi cattivi.

Psychomania. Horror-thriller su due ruote in cui il leader della gang di motociclisti è appassionato di occultismo, pratica sedute spiritiche e resuscita come uno zombie-teppista. Un cult del 1973 d’oltremanica.

Il rally dei campioni. Titolo originale On Any Sunday, è un documentario con Steve McQueen nominato agli Oscar sulle corse di McQueen e compagni di gare. Nel 1981 il seguito On Any Sunday II.

Faster. Docufilm che racconta la MotoGP di Valentino Rossi e degli altri campioni delle stagioni 2001/2002. Nel cast anche Mick Doohan, Kevin Schwantz, Wayne Rainey, Kenny Roberts e Barry Sheene.

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Foto: la locandina del film She-Devils on wheels.

Film per motociclisti (e motocicliste)
Motosapiens 10 Marzo 2020

Moto dei miti, la collezione dal vivo e in virtual tour

La galleria moto privata del campione e team manager Genesio Bevilacqua apre le porte ai soci dell’associazione culturale Mancaergrip-Amici della moto che il patron ha fondato per “diffondere la cultura motociclistica attraverso la promozione di eventi volti alla promozione e alla discussione di tematiche inerenti il mondo del motociclismo da competizione e non”, come precisa lo stesso Bevilacqua.

La collezione del patron di Althea, esistente fin dal 2008 e recentemente ripensata e ristrutturata, conta decine di moto dal passato e dalle migliori gare su due ruote si sempre. Esemplari unici con cui rifarsi gli occhi. Non solo. Nella mission dell’associazione con sede a Civita Castellana (nel viterbese) c’è l’idea di una vera cultura delle due ruote. Per farne parte, e dunque partecipare gli eventi e visitare la galleria moto, è necessario diventare “soci dei miti” per così dire. La quota di adesione è di 15 euro annui, un po’ di più del biglietto medio per l’ingresso ad un museo ma include i numerosi eventi proposti di anno in anno.

Di seguito un assaggio della collezione Moto dei miti. Sul sito si trovano anche l’intero catalogo moto per moto e il virtual tour.

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Moto dei miti, la collezione dal vivo e in virtual tour
Motosapiens 29 Febbraio 2020

Da Akashi a Misano: la storia dei Kawalieri

Da Misano Adriatico ad Akashi, in Giappone, ci sono oltre dodicimila chilometri. Una distanza che però si annulla quando ad entrare in gioco è la medesima passione per le due ruote motorizzate a marchio Kawasaki, che nascono proprio nella cittadina giapponese citata, sull’isola di Honshu, che conta 290 mila abitanti e uno dei principali stabilimenti produttivi della Kawasaki Heavy Industries.

A Misano, però, nascono di fatto i Kawalieri di Akashi, motogruppo che ha organizzato proprio sulle tribune del Misano World Circuit Marco Simoncelli nel 2017, in occasione del campionato mondiale Superbike, il primo raduno nazionale, dando vita anche alla Tribuna Kawasaki ufficiale per le stagioni Superbike a venire.

Ufficialmente, però, l’associazione nasce nel 2010 ma il cuore del gruppo era attivo già nel 2008, unito dalla stessa passione per le due ruote, soprattutto a marchio Kawasaki. Da pochi membri, negli anni il gruppo cresce fino a contare centinaia di motociclisti dal nord al sud dell’Italia, organizzati in un consiglio di amministrazione centrale oltre che diversi a livello regionale ed estero, e migliaia di membri nell’attivissima pagina Facebook ufficiale. Oggi quello dei Kawalieri di Akashi è anche un marchio ufficiale.

Il gruppo è attivo su due fronti. Da un lato i motoincontri, eventi, viaggi e raduni regionali oltre all’atteso appuntamento nazionale a Misano. Dall’altro, il fronte sportivo per seguire non solo i campionati massimi dove il marchio è presente ma anche quelli nazionali e minori, all’insegna della più sincera passione per le corse. Per la loro autenticità, il gruppo vanta il sostegno di Kawasaki Italia oltre che dei team sportivi del marchio e di numerose concessionarie moto ufficiali.

Anche quest’anno i Kawalieri di Akashi si incontreranno a Misano per l’appuntamento nazionale. Le prevendite per la Tribuna Kawasaki sono oggi affidate a Kawasaki Italia e aperte a tutti gli interessati (alle due ruote, alle corse e al marchio verde giapponese!)

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Foto: i Kawalieri di Akashi a Misano nel 2019 (by Massimiliano Monti) e il gruppo al Motor Bike Expo di Verona 2020 (dalla pagina FB del gruppo)

Da Akashi a Misano: la storia dei Kawalieri
Motosapiens 29 Gennaio 2020

In Siberia, in moto, in inverno: la Transiberian Rhapsody di Wizz, motoviaggiatore di Lugo

Cosa avete fatto lunedì 27 gennaio?

Chi era al lavoro, chi si è concesso un momento di svago, magari in moto…

Alessandro Wizz Ciceri è partito per la Siberia, in moto. Si chiama infatti “The Transiberian Rhapsody” la nuova avventura invernale sulle due ruote del motociclista di Lugo, dopo il “Capodanno a Caponord” a cavallo fra 2015 e 2016 da cui è nato anche l’omonimo libro.

Partito lunedì, Wizz ha in mente di attraversare l’intera Russia parallelamente al percorso della famosa Ferrovia Transiberiana in pieno inverno. Perchè? “Sono un appassionato di viaggi, di neve, di estremo, di mappe, di ricerca, di confronto – ha raccontato Wizz nel post su Facebook con cui ha annunciato il viaggio -. Ritengo che certi posti vadano visti nella stagione che meglio li rappresenta. Per questo sono tornato prima a Mosca, a dicembre 2013, poi a Capo Nord, nel dicembre 2015. Sicuramente sto alzando l’asticella della difficoltà, ma non è questo l’obiettivo del viaggio: le zone che attraverserò sono abitate da persone come noi, che affrontano quotidianamente queste avverse condizioni climatiche, e che avranno sicuramente qualcosa da raccontarmi. Io raccoglierò queste storie e le riporterò a voi, così come sono, così come è sempre stato nel mio stile, schietto, sincero e amante delle abitudini locali”.

Al viaggio per il gusto del viaggio stesso, parafrasando De Andrè, Wizz quest’anno aggiungerà un’avventura sportiva: parteciperà al “Miglio del Baikal” sull’omonimo lago ghiacciato, che è anche il più profondo al mondo. Si tratta di una gara di accelerazione su ghiaccio. L’italiano sarà l’unico a raggiungere il lago Baikal via terra sulla moto con cui poi gareggerà, una Honda CBF 600 S. Ovviamente equipaggiata per l’inverno con chiodi anziché sci (una scelta maturata durante il viaggio a Capo Nord) e gomme termiche, così come lo stesso motociclista sarà dotato di abbigliamento invernale top di gamma e/o riscaldato e visiera riscaldata.

Per i prossimi due mesi, dunque, Wizz sarà in viaggio prima verso Baikal, meta che conta di raggiungere in un mese (la gara si svolgerà dal 27 febbraio all’1 marzo) per pi proseguire fino a Vladivostok nel mese successivo.

Tutti noi possiamo seguire la sua strada sulla pagina Facebook “In viaggio by Wizz”.

mi.mo

In Siberia, in moto, in inverno: la Transiberian Rhapsody di Wizz, motoviaggiatore di Lugo
Motosapiens 18 Gennaio 2020

Alla fiera del nord-est… Moto, festa, curiosità, sorprese

La canzone di Branduardi che racconta della Fiera dell’est può, oggi, far sorridere all’idea che un padre possa comprarci un topolino per il figlio. Eppure le fiere sono sempre state così: una raccolta di cose sorprendenti, talvolta esotiche, a volte dimenticate, spesso inventate, magari anche male…

Oggi invece siamo abituati a spazi eleganti, disposizioni precise, fini chiari. Ad esempio alla fiera della moto uno si aspetta solo moto e, al massimo, cose affini al mondo moto, abbigliamento, accessori, pezzi di ricambio e poco altro.

In questo il Motor Bike Expo di Verona è (sempre) sorprendente: un sacco di moto (tre padiglioni dedicati al mondo custom, uno per le caffè racer, due per lo sport racing e uno tutto off-road & touring), accessori introvabili e impensabili (ad esempio il nuovissimo marchio Mupo Custom nato dall’esperienza dell’azienda già di successo nel mondo delle due ruote veloci), abbigliamento per tutte le tasche. Ma alla fiera del nord-est c’è di più.

Innanzitutto la grande festa di settore, con eventi live, show e vere e proprie experience (come quella per i bambini a cura della Nannelli Academy Fmi), ma anche musica live o pompata da dj e birra a fiumi. Di tutto per tutti i gusti, anche quello che non ti aspettati, tipo il toro meccanico rivestito in chiave moto per fare a gara a chi cavalca meglio i cavalli meccanici di una super sportiva grintosa.

E poi c’è l’impensabile, quello che non ti aspettavi di trovare e che nemmeno sapevi potesse esistere. Dal portachiavi che ti avvisa quando in moto ti avvicini a un autovelox all’antifurto da garage che affumica i malintenzionati; dai Motociclisti Cristiani alla Biker Bible da portare a casa. Solo per citarne un paio, perchè solo chi cerca trova, ed è giusto così.

Il Motor Bike Expo è una vera fiera da vivere alla maniera di una volta.

mi.mo

Alla fiera del nord-est… Moto, festa, curiosità, sorprese
Motosapiens 6 Novembre 2019

Eicma.. For kids!

Dal 7 al 10 novembre va in scena alla Fiera di Milano l’Esposizione Internazionale del Ciclo e del Motociclo Eicma: luogo di informazione e culto per motociclisti e appassionati tutte le età. Quest’anno infatti una speciale area è dedicata alle bambine e alle bambine: Eicma for kids, con prove bici per bambini dai 4 agli 11 anni e prove moto per bambini dai 5 agli 11 anni. Per quattro giorni i più piccoli, ovviamente accompagnati dai genitori, potranno fare le proprie demo experience gratuite e in totale sicurezza grazie alla collaborazione dei Motofalchi della Polizia Locale di Milano e della Federazione Motociclistica Italiana che già da tempo promuove l’avviamento consapevole alle due ruote per i motociclisti di domani con il progetto Hobby Sport Fmi. Tra i compiti di Federmoto c’è infatti anche la promozione del motociclismo, un progetto istituito anche al fine di trasformare la passione per le due ruote a motore prima in un hobby e poi, eventualmente e sempre in maniera naturale, in uno sport.

Altro ad Eicma. Come detto, con Eicma Milano diventa una volta all’anno il tempio della motocicletta e del motociclista con anteprime, presentazioni, novità, ospiti, prove, stand e chi più ne ha più ne metta.

Quest’anno è più che mai l’anno delle moto adventure, nate dall’evoluzione del turismo su due ruote e dell’off road. Così dopo i modelli Bmw e l’Africa Twin che nelle sue varie versioni ha conquistato una bella fetta di mercato, oggi anche Moto Morini e Harley Davidson (sotto in foto) si sono date alle maxi moto da turismo d’avventura.

Senza dimenticare la sicurezza, con prodotti tradizionali ma innovativi o proprio del tutto nuovi come lo Smart Jacket Dainese, che proteggendo come 7 paraschiena ad un prezzo quasi popolare promette di rivoluzionare la sicurezza sulle due ruote.

Come sempre, Eicma è da vedere e vivere!

mi.mo

Eicma.. For kids!
Motosapiens 8 Ottobre 2019

Motociclismo e sicurezza secondo Nico Cereghini

Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza sempre. È il motto di Nico Cerghini, pilota e giornalista sportivo e tester moto. Ma è anche un marchio di fabbrica, per così dire, della sicurezza in moto. Soprattutto su strada, perché in pista ci pensano i regolamenti sempre più stringenti a proteggere i piloti con le migliori ed ultime tecnologie. Ma è su strada che gli utenti delle due ruote corrono i rischi maggiori, e non solo (o non sempre) per colpa della velocità. Strade sconnesse, distrazioni alla guida, animali vaganti. Questi sono solo alcuni dei rischi da cui ogni motociclista deve proteggersi sempre pur senza pensarci mai. Perché altrimenti, nonostante la passione che spinge forte, non si dovrebbe nemmeno partire.

Per fortuna la tecnologia delle protezioni per i motociclisti si sviluppa si pari passo con quella delle moto. Così, per mezzi sempre più performanti ma anche sicuri, esistono presidi sempre più protettivi. A partire dall’abbigliamento delle grandi aziende che da anni lavorano per la sicurezza dei piloti e di tutti i motociclisti, come Dainese. Ed è proprio allo store Dainese di Bologna che incontriamo Cereghini, Nico per gli amici. E fra motociclisti si è tutti amici.

Nico racconta la storia della sua esperienza personale che, in parte, coincide con un pezzo della storia delle moto e di tutto quello che gira attorno al mondo delle due ruote. Dai primi presidi di sicurezza in pista (qualcuno ricorderà i cosiddetti ballini) alle misure di sicurezza più moderne, passando per l’abbigliamento, l’invenzione degli slider alle ginocchia (poi anche ai gomiti!), della gobba aerodinamica, del paraschiena sdoganato da Spencer, e così via. Cose che prima si chiamavano istrice e armadillo ed oggi invece hanno complessi nomi che vengono dall’inglese.

Essendo Nico anche un motociclista da strada, gli chiediamo dei guardrail salva-motociclisti, quelli gialli in plastica che l’associazione bolognese Motorlab promuove realizzando eventi di raccolta fondi per sopperire ad un’assenza che talvolta è dovuta alla mancanza di fondi pubblici. “I guardrail gialli in plastica VR46 sono i guardrail giusti per la sicurezza dei motociclisti – dice -. Le recente battaglia per le vite dei motociclisti ha mosso l’opinione pubblica sin una qualche maniera anche i legislatori, che però con il decreto sicurezza hanno fatto più caos che altro. I costi per le amministrazioni restano eccessivi e i presidi per quanto utili non sono alla loro portata”. Per fortuna ci sono associazioni e realtà locali, come la bolognese Motorlab, che provvedono a colmare il vuoto pubblico garantendo un po’ più di sicurezza per le strade, non solo per i motociclisti ma anche per i ciclisti.

Protezioni attive e passive a parte, c’è un’altra regola importante che Nico suggerisce di adottare come buona norma ogni volta che si esce in moto: non andare mai da soli, se possibile, per non dover affrontare da soli situazioni critiche come una caduta o un incidente per causa di un animale.

E’ proprio così: casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza sempre.

mi.mo

Motociclismo e sicurezza secondo Nico Cereghini
Motosapiens 4 Luglio 2019

Civ a Imola, in pista anche la wild card imolese Andrea Poggi con supporto tutto.. locale!

Questa è una storia vera di motori e passione, una storia come forse non se ne vedono più tante in un mondo, quello delle due ruote, che negli anni si è trasformato da luogo di passioni leggendarie ad un settore prettamente economico, fatto di business e budget e giri di denaro.

E’ la storia di Andrea Poggi e dei suoi amici, in comune la passione per i motori, una passione innata in chi ha le radici nella Motorvalley e soprattutto nell’Imola dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, teatro internazionale di competizioni su due e quattro ruote che hanno fatto la storia del motorsport.

Andrea Poggi è pilota di moto part time, accanto al lavoro come idraulico e al ruolo di genitore. La passione per le due ruote è così forte che continua nonostante l’età che avanza e le spese che aumentano. E’ esperto in pista e nel box, ma a volte la classe e le competenze non bastano. “Da qualche anno i costi per partecipare ad una singola tappa del campionato italiano, fra iscrizioni della Federmoto e componenti permesse, sono molto aumentati – spiega Poggi -. Parlo di cifre a tre zeri, in pratica il motociclismo è diventato uno sport per ricchi e non più per appassionati. Senza uno sponsor o più non puoi semplicemente scendere in pista e trovare aziende e realtà disposte a sponsorizzare il motociclismo, oggi, è dura. C’è chi ha paura dei ciarlatani che negli anni hanno causato seri buchi economici, e chi semplicemente non è interessato a sport senza pallone, diciamo”.

Ma la passione, quella vera, è una componente che fortunatamente ancora caratterizza tante persone comuni per le quali il pilota che scende in pista su una moto lucente, vestito di casco e tuta-armatura, che affronta il caldo come la pioggia, quel pilota è ancora il cavaliere errante senza paura e senza macchia di un tempo, come i piloti raccontati nel film “I fidanzati della morte”.

Così Poggi ha trovato un gruppo di amici che si sono stretti intorno al pilota per farlo scendere in pista come wild card del National Trophy 1000 per la tappa “di casa” del Civ. “Li ringrazio tutti – elenca -: Mirella e Massimiliano Monti, Nicola Masato, Federico Cavrini, Gabriele Motta, ma anche America Graffiti, Motosapiens e tutti quelli che hanno partecipato alla cena di autofinanziamento per sostenere le spese di questa tappa imolese che è stata difficile per alcuni problemi alla moto ma che ho comunque concluso guadagnando un punto con la quindicesima posizione”. Un punto che, condiviso con gli amici che lo hanno sostenuto e perfino seguito in pista come meccanici e tecnici improvvisati e perfino ombrellini, è stato festa grande.

“E’ stata una bella gara, certo poteva andare meglio – continua Poggi – ma mica male considerato che al box eravamo un idraulico, un elettricista ed un escavatorista”. Oltre a metterei propri loghi sulla Ducati di Poggi, gli amici hanno partecipato alla tappa imolese del Civ non solo come spettatori delle gare in programma ma direttamente in prima persona e come mai prima, fra pista e box. “Mi hanno aiutato ad arrivare fino alla fine della gara – ammette – perchè per i problemi che sentivo alla moto sarei stato tentato a fermarmi.. E invece siamo andati a punto”. Un punto al lieto fine della storia delta tappa 2019 del Civ di Imola.

La video-photogallery di Francesco Di Pasquale 

Civ a Imola, in pista anche la wild card imolese Andrea Poggi con supporto tutto.. locale!
Motosapiens 11 Dicembre 2018

Dainese Archivio aperto a dicembre con visita guidata gratuita (Motosapiens raccomanda)

La storia di Dainese, il marchio italiano più noto che veste e protegge i motociclisti dal 1972, in un museo: a Vicenza ha aperto da qualche mese il Dar Dainese Archivio, che per la prima volta mette in mostra per il pubblico una buona parte della collezione privata del fondatore (ed ex patron) dell’azienda Lino Dainese. Centinaia fra tute originali, caschi famosi, prototipi e idee future sono a disposizione del cliente affezionato e del motociclista curioso gratuitamente. E questo dicembre, in via eccezionale, tutte le domeniche sarà disponibile gratuitamente (previa prenotazione) anche la visita guidata, che Motosapiens ha fatto qualche settimana fa insieme ai lettori e clienti dello store Dainese Bologna e che consigliamo assolutamente per godere al massimo dell’occasione offerta dall’azienda vicentina e scoprire tutto ma proprio tutto sulla storia dell’abbigliamento e della protezione moto.. Dalle prime saponette all’evoluzione del d-air, dal casco realizzato da dentro alle nuove frontiere per lo spazio interstellare!

DIECI BUONI “FOTO-MOTIVI” PER VISITARE IL DAR-DAINESE ARCHIVIO (IL VIDEO)

Dainese Archivio aperto a dicembre con visita guidata gratuita (Motosapiens raccomanda)
Motosapiens 13 Agosto 2018

La storia di Lino Dainese e dell’omonimo marchio in mostra al Dar-Dainese Archivio

La storia del motociclismo da oggi passa anche attraverso un nuovo museo appena nato: il DAR-Dainese Archivio, mostra permanente che racconta la storia di come è nato il noto marchio di abbigliamento italiano per motociclisti, la sua evoluzione, il design e il cruciale apporto in termini di sicurezza per le corse sulle due ruote.

Siamo nel ’68 e tre amici, Mario, Franco e Lino (Dainese, ndr) iniziano a progettare un viaggio in moto per l’estate con il desiderio di vedere nuovi mondi”. Così viene accolto il visitatore nel nuovissimo Dar-Dainese Archivio, un vero e proprio museo aperto a luglio e che mette in mostra alcuni fra i più pregiati pezzi della collezione personale che Lino Dainese, il fondatore dell’omonimo marchio conosciuto dai motociclisti di tutto il mondo, ha conservato personalmente nel suo caveau di Molvena in quasi 50 anni di attività e ricerca continue.

La storia che racconta il DAR inizia nel 1972 da un garage di Molvena con il primo paio di pantaloni in pelle da motocross e arriva fino alle tute per gli astronauti, passando attraverso i piloti, gli atleti, il mondo del motociclismo ma anche del ciclismo dello sci e dell’equitazione, il settore Ricerca e Sviluppo e soprattutto le persone che hanno fatto parte di un percorso che parte da lontano e che ancora continua, sebbene l’azienda non sia più di proprietà del signor Lino.

Complessivamente si tratta di 900 metri quadrati di esposizione con oltre 500 tute originali ed autentiche, 20 sezioni tematiche e exhibit interattivi che ripercorrono lo sviluppo del marchio e delle protezioni per il mondo delle moto (e non solo). Parola d’ordine del patron Lino è infatti sempre stata l’innovazione, cercando e sviluppando tecnologie sempre nuove da mettere al servizio della protezione del motociclista e di altri sport dinamici, dalle prime protezioni in termoplastica al più complesso airbag diventato che recentemente è diventato obbligatorio in MotoGp. “È il lavoro, l’impegno di una vita che prende forma – racconta Lino Dainese, e precisa: – DAR non è un museo, è l’archivio in divenire di un’azienda che guarda al futuro”.

Il Dar si trova a Vicenza, non lontano dalla sede principale dell’azienda Dainese, in via dell’Economia 64/b, ed è aperto ogni venerdì e sabato dalle 11 alle 19 (per gruppi su prenotazione anche dal lunedì al giovedì). L’ingresso è gratuito.

La storia di Lino Dainese e dell’omonimo marchio in mostra al Dar-Dainese Archivio

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