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Motosapiens 11 Dicembre 2018

Dainese Archivio aperto a dicembre con visita guidata gratuita (Motosapiens raccomanda)

La storia di Dainese, il marchio italiano più noto che veste e protegge i motociclisti dal 1972, in un museo: a Vicenza ha aperto da qualche mese il Dar Dainese Archivio, che per la prima volta mette in mostra per il pubblico una buona parte della collezione privata del fondatore (ed ex patron) dell’azienda Lino Dainese. Centinaia fra tute originali, caschi famosi, prototipi e idee future sono a disposizione del cliente affezionato e del motociclista curioso gratuitamente. E questo dicembre, in via eccezionale, tutte le domeniche sarà disponibile gratuitamente (previa prenotazione) anche la visita guidata, che Motosapiens ha fatto qualche settimana fa insieme ai lettori e clienti dello store Dainese Bologna e che consigliamo assolutamente per godere al massimo dell’occasione offerta dall’azienda vicentina e scoprire tutto ma proprio tutto sulla storia dell’abbigliamento e della protezione moto.. Dalle prime saponette all’evoluzione del d-air, dal casco realizzato da dentro alle nuove frontiere per lo spazio interstellare!

DIECI BUONI “FOTO-MOTIVI” PER VISITARE IL DAR-DAINESE ARCHIVIO (IL VIDEO)

Dainese Archivio aperto a dicembre con visita guidata gratuita (Motosapiens raccomanda)
Motosapiens 13 Agosto 2018

La storia di Lino Dainese e dell’omonimo marchio in mostra al Dar-Dainese Archivio

La storia del motociclismo da oggi passa anche attraverso un nuovo museo appena nato: il DAR-Dainese Archivio, mostra permanente che racconta la storia di come è nato il noto marchio di abbigliamento italiano per motociclisti, la sua evoluzione, il design e il cruciale apporto in termini di sicurezza per le corse sulle due ruote.

Siamo nel ’68 e tre amici, Mario, Franco e Lino (Dainese, ndr) iniziano a progettare un viaggio in moto per l’estate con il desiderio di vedere nuovi mondi”. Così viene accolto il visitatore nel nuovissimo Dar-Dainese Archivio, un vero e proprio museo aperto a luglio e che mette in mostra alcuni fra i più pregiati pezzi della collezione personale che Lino Dainese, il fondatore dell’omonimo marchio conosciuto dai motociclisti di tutto il mondo, ha conservato personalmente nel suo caveau di Molvena in quasi 50 anni di attività e ricerca continue.

La storia che racconta il DAR inizia nel 1972 da un garage di Molvena con il primo paio di pantaloni in pelle da motocross e arriva fino alle tute per gli astronauti, passando attraverso i piloti, gli atleti, il mondo del motociclismo ma anche del ciclismo dello sci e dell’equitazione, il settore Ricerca e Sviluppo e soprattutto le persone che hanno fatto parte di un percorso che parte da lontano e che ancora continua, sebbene l’azienda non sia più di proprietà del signor Lino.

Complessivamente si tratta di 900 metri quadrati di esposizione con oltre 500 tute originali ed autentiche, 20 sezioni tematiche e exhibit interattivi che ripercorrono lo sviluppo del marchio e delle protezioni per il mondo delle moto (e non solo). Parola d’ordine del patron Lino è infatti sempre stata l’innovazione, cercando e sviluppando tecnologie sempre nuove da mettere al servizio della protezione del motociclista e di altri sport dinamici, dalle prime protezioni in termoplastica al più complesso airbag diventato che recentemente è diventato obbligatorio in MotoGp. “È il lavoro, l’impegno di una vita che prende forma – racconta Lino Dainese, e precisa: – DAR non è un museo, è l’archivio in divenire di un’azienda che guarda al futuro”.

Il Dar si trova a Vicenza, non lontano dalla sede principale dell’azienda Dainese, in via dell’Economia 64/b, ed è aperto ogni venerdì e sabato dalle 11 alle 19 (per gruppi su prenotazione anche dal lunedì al giovedì). L’ingresso è gratuito.

La storia di Lino Dainese e dell’omonimo marchio in mostra al Dar-Dainese Archivio
Motosapiens 18 Maggio 2018

Sicurezza delle strade? Adotta un DR46!

La promozione del motociclismo passa anche e soprattutto attraverso la promozione della cultura della sicurezza sulle due ruote. Sicurezza che può essere attiva o passiva, della quale in parte ogni motociclista è direttamente responsabile (ad esempio un abbigliamento protettivo adeguato) ma che dipende anche dalla società di cui tutti facciamo parte. Un esempio è la sicurezza delle strade, dalla manutenzione ai guard rail troppo spesso assassini più che salva-vita.

L’associazione sportiva dilettantistica bolognese MotorLab-Idee in movimento è da anni impegnata nella promozione della sicurezza dei guard rail attraverso l’installazione dei cosiddetti guard rail salva-motociclisti DR46, barriere di plastica assorbente che proteggono i motociclisti ma anche i ciclisti in caso di scivolata. I tradizionali guard rail metallici, infatti, possono trasformarsi nel vero pericolo per gli utenti della strada a due ruote, siano esse motorizzate o meno, e una banale scivolata può costare una vita. Ma come troppo spesso accade, la messa in sicurezza delle strade ha un costo che il pubblico non sempre può affrontare. In soccorso di questa mancanza c’è però il nuovo progetto di MotorLab “Adotta un DR46”.

“Adotta un DR46” è un progetto per garantire la diffusione del guard rail salva-motociclisti DR46 attraverso l’interazione fra pubblico e privato: grazie alle partnership istituzionali di MotorLab, Regione e Città Metropolitana in primis, le aziende possono promuovere e al tempo stesso rivalutare la propria immagine mettendo in sicurezza le strade. Adottando un metro (o più) di DR46 le aziende possono godere dei medesimi benefici fiscali che si ottengono per il sostegno di qualsiasi altra causa o progetto. MotorLab dal canto suo garantisce la possibilità di inserire il nome dell”azienda sulla medesima barriera e massima visibilità ad un progetto ben noto a livello regionale che risponde ad una necessità sempre più attuale anche a livello nazionale. “La speranza è che l’adesione da parte di tante realtà imprenditoriali e produttive permetta la massima diffusione dell’iniziativa – spiegano da MotorLab -. Lo scopo è quello di ottenere una partecipazione attiva che contribuisca alla prima messa in sicurezza delle strade, una condizione indispensabile per l’intera comunità“.

L’APPUNTAMENTO. Il prossimo sabato 26 maggio alle ore 10 in piazza dei Martiri a Pianoro (Bologna) l’asd MotorLab e la Regione Emilia Romagna presentano ufficialmente il progetto “Adotta un DR46” patrocinato da Regione, Città Metropolitana di Bologna e Comune di Bologna. L’invito all’evento con conferenza stampa (e molti ospiti, fra cui l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini, il presidente dell’Osservatorio dell’educazione alla sicurezza stradale ER Mauro Sorbi, il dirigente del Servizio stradale della Città Metropolitana di Bologna Pietro Luminasi, il presidente dell’Associazione motociclisti incolumi Marco Guidarini) è aperto al pubblico, alle aziende interessate, ad eventuali partner e a tutti coloro che condividono la passione per le due ruote e la sicurezza. (mi.mo.)

 

 

Sicurezza delle strade? Adotta un DR46!
Motosapiens 12 Febbraio 2018

Rustore: il salone delle moto da restaurare

Dalle moto da sogno a quelle da restaurare. Si chiama Rustore il nuovo spin off imprenditoriale del noto salone Ruote da sogno di Reggio Emilia, salone che vende auto e moto d’epoca e da collezione. Si tratta di fatto di un salone-garage che raccoglie e vende esclusivamente moto da restaurare, per il risparmio delle tasche di chi sa mettere mano ad un ferro vecchio, amichevolmente parlando, o per chi ha una vera passione per le moto d’epoca e per tutti gli aspetti del restauro moto, motore, telaio, lamiere, ecc.

Da modelli che necessitano solamente un cambio di candele ed una pulita al carburatore ad oggetti segnati dal tempo che hanno invece bisogno dell’intervento di mani esperte; l’offerta di Rustore spazia per attraverso differenti marche e fasce di prezzo, mettendo in mostra non il luccichio del nuovo bensì la ruggine come valore aggiunto.

Inutile dire che il catalogo di Rustore è in continuo fermento: vi si può trovare dalle Aprilia alle Swm, passando per case quasi scomparse dalla memoria ed aziende non più esistenti.

Come detto, Rustore è il nuovo progetto di Ruote da sogno, salone che invece si occupa di auto e moto d’epoca e da collezione, da modelli che semplicemente non pagano il bollo e possono godere dello sconto sull’assicurazione a pezzi unici perfettamente custoditi e restaurati e garantiti dall’officina interna che cura e mantiene la perfetta efficienza motoristica e l’originalità estetica. Pezzi da sogno, per l’appunto, “sogni da toccare, provare e portare a casa”, come recita lo slogan. Ma Ruote da sogno non è solo uno showroom diverso dove cercare la propria moto speciale; è ma anche uno show-store con una collezione non filologica e in continuo cambiamento da visitare di tanto in tanto. Non per niente, infatti, Ruote da sogno espone e vende alle più grandi manifestazioni auto e moto italiane ed europee.

Dove. Rustore e Ruote da sogno si trovano a Reggio Emilia, in piena Motorvaley, in via Daniele da Torricella 29.

Gli orari. Rustore e Ruote da sogno sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19; il sabato dalle 9.30 alle 13; domenica chiuso.

mi.mo

Foto dagli archivi Ruote da sogno e Rustore

Rustore: il salone delle moto da restaurare
Motosapiens 31 Gennaio 2018

Motolavaggio a domicilio (o dove altro vuoi)

Dopo il box per il lavaggio automatico della moto, un nuovo servizio sta letteralmente prendendo il sopravvento fra i motociclisti, o almeno fra quelli delle grandi città e delle zone dove il servizio è già attivo: il lavaggio moto a domicilio. Basta geolocalizzare la moto e con un clic (o un tap) ed un pagamento online anticipato il gioco è fatto: la moto viene lavata dove vuoi e quando vuoi!

Idea che funziona, si moltiplica. E così in pochi mesi esistono già diversi dispensatori del medesimo servizio: fra questi Telalavoio.com, Lavygo.com e la app per smartphone e tablet Wash Out (o Mister Lavaggio, ma al momento solo per le auto). Il funzionamento è presto spiegato: parcheggi la moto dove vuoi, un piazzale pubblico o un giardino privato, basta che sia un’area accessibile a chi dovrà raggiungerla e lavarla; geolocalizzi e fotografi il mezzo; scegli e paghi il servizio desiderato; quando torni la moto è pulita. Risultato: tempo risparmiato (a Milano si stima che fra spostamento e servizio di lavaggio si impieghi quasi un’ora e mezza) e ambiente preservato. Sì perchè tutti i provider di servizi citati assicurano di essere eco-friendly. Wash Out (Milano e Roma) non usa acqua ma speciali prodotti e panni (quindi non sporca e non lascia inutili pozzanghere a terra), Telalavoio (Verona e provincia) utilizza solo il vapore consumando meno di 4 litri di acqua, mentre gli operatori di Lavygo, che operano a Roma e cercano collaboratori, si muovono in bicicletta e a lavoro ultimato ti avvisano con una foto. E ti suggeriscono anche se lavare la moto o meno a seconda del meteo! A nessuno serve elettricità, ci pensano da soli. I prezzi si aggirano sui 10 euro per moto.

mi.mo

Nella foto: moto lavate da Telalavoio.com. In copertina: il servizio a domicilio Wash Out

Motolavaggio a domicilio (o dove altro vuoi)
Motosapiens 30 Gennaio 2018

Quando l’unione fa la forza: tre motoclub di Imola si fondono nel nuovo Racing Imolese #96

C’erano una volta i motoclub La Stalla, Sesto Imolese e Nuove Frontiere. Dal 2 gennaio di quest’anno, però, si sono ufficialmente uniti per formare un nuovo e più numeroso motoclub, il Racing Imolese #96.

Il perché della scelta, nata dai tre motoclub fondatori e maturata dopo diversi incontri nei quali sono stati invitati anche i motoclub Imola, Santerno, e I Laidi (poi auto esclusi dalla fusione), è presto detto: «Volevamo unire le forze umane ed economiche per lavorare di più e meglio – spiega il presidente eletto Fabrizio Ghini, già presidente del motoclub La Stalla -. I motoclub fondatori hanno l’obiettivo comune di promuovere il motociclismo attraverso la realizzazione di eventi, ognuno nel suo ramo specifico. Ma negli ultimi tempi la crisi economica ha fatto diminuire la possibilità di sponsor e anche di volontariato, i numeri sono calati mentre le spese fiscali e per la gestione sono rimaste elevate. Unendoci, ora, paghiamo un solo commercialista e i pochi soci attivi di ogni motoclub fanno gruppo con gli altri. Contiamo di diventare almeno 200 soci e dunque avere anche un potere politico maggiore nei confronti dell’Amministrazione e degli sponsor. Vogliamo partecipare alle commissioni comunali sportive per farci sentire e fare proposte; in cantiere abbiamo già diverse iniziative da proporre e realizzare. Da tempo ad Imola manca un punto di riferimento motociclistico, e dire che siamo la terra dei motori…».

La sede del nuovo motoclub diventa quella che prima era de La Stalla all’interno dell’omonimo centro sociale. Nel nome, condiviso da tutti, il Racing Imolese #96 ricorda sia l’appartenenza locale, sia il pilota Emanuele Cassani, morto in pista cui già era titolato il motoclub Nuove Frontiere di cui faceva parte. Ogni motoclub, all’interno del nuovo, diventa una sezione dello stesso e mantiene la sede precedente come riferimento per i soci e il calendario di attività precedenti. Ad esempio La Stalla organizza come sempre alcune gare di trial, disciplina cui è votato, ma lo fa con il nuovo nome. Sesto Imolese è invece dedicato al motocross, mentre Nuove Frontiere si divide fra velocità, cross e supermotard. Complessivamente il nuovo motoclub conta numerosi piloti licenziati ed impegnati in differenti campionati e discipline motociclistiche. Fra i soci costitutori del motoclub Racing Imolese #96, nove in tutto, ci sono i tre presidenti precedenti Fabrizio Ghini (La Stalla), Ilario Visani (Nuove Frontiere) e Gianni Santandrea (Sesto Imolese) – nella foto.

mi.mo

LA STORIA DEI TRE MOTOCLUB DELL’ATTUALE RACING IMOLESE #96

Motoclub La Stalla, più fango che asfalto. Il motoclub La Stalla nasce nel 1982 da un gruppo di motociclisti al seguito dell’allora giovane crossista Valter Bartolini, appassionati di off-road comunque affiancati da un gruppo di stradisti interessati al mototurismo. Alcuni soci si appassionano al trial e grazie a loro il motoclub organizza campionati nazionali di specialità fra Castel del Rio, Marradi e Firenze, ma anche la Ciao Cup, gara ludica non competitiva dedicata tanto ai piloti quanto a tutti i motociclisti che negli anni migliori ha visto al via fino a 60 Ciao Piaggio. Nel 1965 si unisce a La Stalla il motoclub Imola Racing di Roberto Avoni (ex Moto Action) che, nonostante il nome, contava molti fuoristradisti; entra così a far parte delle attività anche l’enduro. In parte merito anche del motoclub La Stalla è l’organizzazione delle prime giornate in pista all’autodromo imolese, «allora aperte a tutti i tipi di moto», racconta il presidente Fabrizio Ghini, ultimo prima della fusione nel nuovo motoclub Racing Imolese #96 di cui è attualmente a capo. Nel tempo le prove libere si specializzano, come naturale, per la disciplina e le moto da velocità. Fino al 2006 il motoclub gestisce anche la pista da motocross di Casalfiumanese, poi chiusa per problemi di rumore. Terminata l’esperienza con il cross, dal 2006 ad oggi il motoclub si è concentrato nel trial ed ha aperto le porte anche ad alcuni commissari di percorso legati alle attività dell’autodromo di Imola.

Motoclub Sesto Imolese, una lunga storia su due ruote. Con la matricola nazionale numero 0154 (su oltre 9.000 motoclub registrati a livello nazionale), il motoclub Sesto Imolese è di fatto uno tra i più vecchi d’Italia. Nato nel 1959 come motoclub Ducati Sesto Imolese per via della passione che legava i primi associati alla nota casa di moto bolognese, negli anni Sessanta diventa a tutti gli effetti il motoclub del paese e raccoglie tutti i tipi di motociclisti sotto la stessa passione per le due ruote, pur con una predilezione per il mototurismo e il motocross. Per anni si organizzano gimkane e gare di cross, attraendo pubblico e piloti dai territori circostanti. Poi il naturale ed inevitabile cambio generazionale mette in crisi il direttivo e una decina di anni fa il motoclub rischia di scomparire. Ne prende le redini Gianni Santandrea, ultimo presidente prima della recente fusione. «Volevamo mantenere viva la storia del motoclub e anche quella del cross locale – spiega -. Mio figlio ed altri sei giovani facevano e tuttora fanno gare e campionati e volevamo sostenerli. Così è cambiato il direttivo ma il motoclub ha potuto sopravvivere». Oltre a tesserare e sostenere i propri piloti, il motoclub ha organizzato per anni il proprio motoraduno all’interno della locale sagra della piadina fritta, accogliendo e facendo sfilare insieme moto da cross, due ruote storiche e perfino Vespe Piaggio.

Motoclub Nuove Frontiere, il confine è la moto. Nato nel 1993 per merito di un gruppo di appassionati delle due ruote con preferenze specifiche diverse fra loro, il motoclub Nuove Frontiere ha per scopo la promozione dei vari aspetti del motociclismo: turismo, velocità, cross e supermotard. Negli anni Novanta e Duemila ha avuto fino a 26 piloti tesserati e regolarmente iscritti alle rispettive categorie e discipline, poi la crisi economica ha drasticamente ridotto il numero di sponsor e dunque di piloti che potevano permettersi di correre. In anni recenti è cresciuto il numero di commissari di gara accolti dal motoclub e attivi specialmente nel motocross, disciplina nella quale si sono specializzati prima dell’avvento dell’apposita licenza Fmi. «Siamo stati fra i primi a promuovere la specializzazione dei commissari nella disciplina del cross – spiega Ilario Visani, ultimo presidente prima della fusione -. Oggi i nostri commissari da cross sono una cinquantina, richiesti a Faenza, Castel San Pietro ma anche da altri crossodromi in regione e fuori». Dopo la morte in pista del pilota Emanuele Cassani, 25enne scomparso sul circuito di Misano nel 2014 e tesserato con Nuove Frontiere fin dai tempi delle minimoto, il motoclub è stato dedicato al ricordo del giovane campione. Il suo stesso numero, 96, è ora anche parte del nome del nuovo motoclub nato quest’anno.

mi.mo

GLI ALTRI MOTOCLUB DI IMOLA

Se prima della recente fusione dei tre motoclub La Stalla, Sesto Imolese e Nuove Frontiere nel nuovo Racing Imolese #96, i motoclub erano sei, ora ne restano quattro. Accanto al neonato restano i tre motoclub che non sono stati interessati ad accorparsi in un unica compagine motociclistica perché già in sufficienti forze per portare avanti i propri obiettivi associativi. Il motoclub Santerno Checco Costa, nato nel 1926, raggruppa prevalentemente motociclisti interessati al turismo sulle due ruote e conta oggi circa iscritti fra i 30 e gli 80 anni di età. A ogni stagione organizza decine di motogiri ed anche vere e proprie vacanze in moto. In passato ha più volte vinto il trofeo Fmi dedicato al mototurismo. Il motoclub I Laidi, invece, conta una settantina di iscritti attivi nella promozione del motociclismo non solo in senso sportivo ma anche aggregativo, come ad esempio organizzando feste, con annesso motoraduno, a base di buon cibo, birra, musica dal vivo e giochi. Ormai classico è l’appuntamento che si svolge in concomitanza con la tappa imolese del campionato Superbike, ad inizio estate. Fra gli scopi del motoclub c’è anche la beneficenza. Il motoclub Imola, infine, conta fra i propri iscritti numerosi commissari di percorso attivi presso l’autodromo Enzo e Dino Ferrari ed organizza ritrovi e piccoli eventi conviviali prevalentemente per i propri associati. «Dei tre auto esclusi è il motoclub che più era interessato alla fusione – commenta Fabrizio Ghini – ma alla fine non si sono presentati. Ogni motoclub ha una sua anima e, comprensibilmente, c’è chi ha voluto mantenerla inalterata».

Nel Circondario Imolese risultano registrati alla Federmoto anche i motoclub Casalfiumanese, Castel San Pietro Terme e Faithful di Castel Guelfo. Esistono poi diversi gruppi e asd legati alla passione moto.

mi.mo

A TUTTO SPORT: IL GRUPPO SPORTIVO ‘MOTOCLUB’ POLIZIA MUNICIPALE DI IMOLA

Nonostante quanto potrebbe suggerire il nome, il Gruppo Sportivo Motoclub Polizia Municipale Imola è a tutti gli effetti un’associazione sportiva dilettantistica che promuove tutti gli sport e non solo quelli motoristici.

«Nato nei primi anni Ottanta con il fine di promuovere lo sport e l’attività partecipativa – spiega l’attuale presidente 53enne Gabriele Mazzolani – all’inizio il gruppo sportivo contava numerosi appassionati di moto e per questo ha preso il nome di motoclub ed organizzato eventi motoristici quali raduni e gimkane, di cui una a livello nazionale. Accanto all’attività moto, ultima in ordine di tempo la Ciao Cup del motoclub La Stalla cui il gruppo ha collaborato, si sono sempre praticati altri sport, come tiro a segno, biliardo, podismo e pesca, anche organizzando campionati nazionali delle Polizie municipali (negli anni Novanta quelli di tiro a segno) e locali con gli altri corpi delle forze dell’ordine. Col passare del tempo e il cambio generazionale – continua – alcuni sport si sono persi ed altri aggiunti, senza però mai dimenticare lo scopo di promozione dell’attività motoria, ludica e ricreativa».

L’attuale presidente Mazzolani, in carica dal 1997, ha deciso di puntare sul volley, sport da lui praticato con grande passione. E così, da ormai 15 anni, il Gs Motoclub Polizia Municipale organizza, con la collaborazione del Csi (cui si è associato al posto della Fmi), il torneo e festa della pallavolo Pontesanto Green Volley, da sempre in scena nell’omonima località imolese ad eccezione delle ultime manifestazioni che sono state trasferite al centro tecnico Zanelli Tassinari in Pedagna per lavori in corso sui campi di Pontesanto. Ogni anno decine di squadre si sfidano nelle differenti categorie previste dal regolamento sui 15 campi sull’erba allestiti in contemporanea per i due giorni di volley.

Per l’occasione, ormai diventata famosa nel settore e sostenuta economicamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ed altri piccoli sponsor, giungono compagini anche da altre province della regione. Da 11 anni il Pontesanto Green Volley è dedicato alla memoria di Gian Carlo Falcini. Quest’anno, a giugno, la sedicesima edizione tornerà in scena sui campi natali.

Negli anni il gruppo sportivo, che ha sede all’interno dello stabile della Polizia Municipale, ha ampliato la possibilità di iscriversi anche ad altre forze dell’ordine, dipendenti comunali ed amici e sono stati praticati anche calcio e futsal, quest’ultimo in memoria del collega scomparso Giovanni Rocca. Oggi il Gs Motoclub Pm conta una cinquantina di soci.

Quanto al futuro, Mazzolani si dice disponibile a… «Dedicare maggiore spazio ad altre discipline sportive cui i nostri associati sono appassionati».

Ad esempio quest’anno, il 6 maggio, il gruppo sportivo organizza ed ospita il campionato italiano delle Polizie Municipali di mountain bike all’interno della tappa di Borgo Tossignano del circuito Mtb Gesso e Calanchi.

«L’Aspmi, associazione sportiva Polizie Municipali Italia, organizza ogni anno i campionati nazionali di ogni disciplina sportiva per agenti attivi e in pensione – spiega il presidente Mazzolani -. Ci siamo candidati ad ospitare il campionato di mountain bike per sostenere un nostro iscritto che più volte vi ha partecipato altrove e prevediamo di ospitare almeno una ventina di agenti-atleti. Fra i soci vantiamo anche un più volte campione nazionale delle Polizie Municipali di tennis, che partecipa anche ai nazionali di tennis tavolo. Vediamo quali sport si svilupperanno maggiormente per il futuro. Recentemente abbiamo anche organizzato corsi di karate, judo e krav maga (disciplina di combattimento israeliana) per affrontare il tema della protezione personale degli agenti in caso di interventi delicati».

mi.mo

Quando l’unione fa la forza: tre motoclub di Imola si fondono nel nuovo Racing Imolese #96

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