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Cronaca 6 Giugno 2020

Coronavirus, soddisfatti i gestori di bar a Imola, Castello e Medicina: «Clienti rispettosi delle regole»

L’estate che bussa alla porta, le belle serate che profumano dei fiori di tiglio, la voglia di stare fuori di casa. Gli ingredienti per l’aperitivo al locale all’aperto preferito ci sono tutti, il guaio è che questa estate la dovremo trascorrere accompagnati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. «Il locale è pieno, l’umore è alto, ma con grande consapevolezza di quello che abbiamo attraversato», ci racconta Gaetano Sarti, socio del Bar della piscina di Medicina, luogo di ritrovo per eccellenza dei giovani della città. Dopo la paura, la «zona rossa», le redazioni televisive in città, c’era tanta voglia di normalità, ma con un’attenzione in più rispetto alla sicurezza.

Anche Elio Morara, dell’Elio’s Cafè di Imola è soddisfatto della ripartenza anche se «non ci addentriamo ancora nella notte». Infatti uno dei locali per aperitivo e post aperitivo più frequentati di Imola chiude le serrande alle ore 21. «Per ora è così – afferma Morara – ma presto cercheremo di tornare alla normalità, anche perché la clientela si comporta molto bene». Al Caffè della rocca, altro baluardo imolese dell’aperitivo, si sono attrezzati con un punto «take away alla finestra». Si può poi consumare il proprio drink sul prato dotati di coperte (sanificate) per un originale aperitivo picnic. Elia Cappelletti, titolare dell’Elia Cafè di Castel San Pietro, fa eco ai colleghi. «Non mi lamento assolutamente – ci spiega – i clienti sono molto rispettosi delle regole. Inoltre, abbiamo ampliato lo spazio del dehor esterno, grazie alla conces- sione di utilizzo di due stalli per il parcheggio da parte del Comune».
Il Comune di Castel San Pietro si è attivato anche per il Bar Basket, gestito dalle sorelle Serena e Francesca Troti, chiudendo la via adiacente al bar, così che è stato possibile «creare un salotto cittadino con tavolini e ombrelloni. Abbiamo poi potuto aumentare lo spazio a nostra disposizione sotto al portico e attaccato simpati- che mensoline per chi vuole gustare l’aperitivo in piedi». (m.o.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto (Isolapress): la movida imolese durante la «fase 2»

Coronavirus, soddisfatti i gestori di bar a Imola, Castello e Medicina: «Clienti rispettosi delle regole»
Cronaca 6 Giugno 2020

Movida, i consigli di polizia e carabinieri ai gestori dei bar: «Se la situazione degenera, siate voi i primi a chiamarci»

Divieto di assembramento, non solo all’interno ma anche all’esterno dei locali pubblici. Questo prevede il protocollo regionale che regolamenta la «fase 2» di bar e pub, dove di solito si concentra la cosiddetta movida. Norme che, come sottolinea la direttrice di Cna Imola Ornella Bova, hanno suscitato perplessità e preoccupazioni tra i gestori, tenuti ad esercitare un controllo anche all’esterno dei propri locali.

Proprio su questo aspetto le forze dell’ordine hanno fatto il punto, dando anche alcuni consigli. «Chi gestisce un locale oggi è responsabile anche di quello che gli succede attorno – sottolinea il primo dirigente del Commissariato di Imola, Michele Pascarella -. È possibile arrivare anche alla chiusura di un locale che non riesce a gestire l’assembramento all’esterno. In questo momento pub e bar, che vivono di movida, devono attuare i protocolli con una certa rigidità. Abbiamo avuto anche segnalazioni da parte degli stessi gestori e questo è importante perché segnalare significa mettersi nella condizione di dire “Non ho l’autorità per farlo, venite e fatelo voi”. Questo mette al riparo il gestore da eventuali responsabilità».

Andrea Oxilia, comandante della Compagnia dei carabinieri di Imola, cita un esempio preciso. «A Imola, il gestore di un noto locale del centro (Elio’s Café, Ndr), rendendosi conto della frequentazione forse troppo numerosa della sua clientela, ha deciso, in autonomia e con un senso di estrema responsabilità, di chiudere alle 21. Questa scelta, che pure andava contro i suoi stessi interessi, è stata molto apprezzata dalle forze dell’ordine e direi anche dagli stessi clienti, checché se ne dica. Ha telefonato al 112, informandoci di ciò che stava facendo. La pattuglia è comunque intervenuta non per un controllo, ma per dare sostegno. Un contributo che dovrebbe diventare un sentiero comune, in questa situazione nuova per tutti». (lo.mi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto (Isolapress): carabinieri intervenuti al caffè Elio’s di Imola, che per evitare assembramenti ha deciso in autonomia di chiudere alle 21

Movida, i consigli di polizia e carabinieri ai gestori dei bar: «Se la situazione degenera, siate voi i primi a chiamarci»

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