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Cronaca 21 Giugno 2019

Nuova scuola media “Enrico Panzacchi' di Ozzano Emilia: nel progetto vincitore un campus tecnologico e green

Oltre un centinaio di candidati, tra cui uno studio di architetti di Londra e uno di Rotterdam, hanno partecipato a fine 2018 alla gara per la progettazione della nuova scuola media «Enrico Panzacchi». A spuntarla, Area Progetti di Torino e i colleghi di Archisbang, in raggruppamento temporaneo d’impresa. La scelta ha privilegiato «qualità» e «fattibilità».

Area Progetti è «composta da architetti di lungo corso, che lavorano da più di trent’anni », spiega al telefono Raffaella Magnano, 58 anni. Mentre Archisbang è «formata da progettisti freschi di laurea al Politecnico di Torino». La nuova scuola media ozzanese si preannuncia «come un concentrato di tecnologia e concretezza», prosegue Magnano. «L’edificio principale coprirà una superficie di 3 mila metri quadrati. Somiglierà a un campus universitario con ampi passeggi per studenti, insegnanti e i cittadini, che potranno accedere all’auditorium previsto di 350 metri quadrati. Ma sarà anche un edificio green, con certificazione Leed, un protocollo tra i più elevati in fatto di classificazione energetica, impianti di ventilazione, pannelli fotovoltaici, pavimentazione drenante e facciate formate da pannellature sostituibili, che una volta invecchiate si potranno cambiare senza dover abbattere di nuovo tutto».

Anche la palestra, 850 metri quadrati, sarà del tutto nuova e utilizzabile non solo dagli studenti. Area Progetti è specializzata nella progettazione di scuole e biblioteche. Tra i tanti lavori, le biblioteche di Alessandria e Chivasso nel torinese. Inoltre operano nel restauro di edifici storici e allestimenti museali, come il recupero della Castiglia di Saluzzo nel cuneese e della fortezza del Priamàr a Savona. I lavori dovrebbero cominciare nell’estate del 2020 con una spesa complessiva di 8.400.000 euro. Si prevedono anche almeno 18 mesi di chiusura, quindi occorrerà trovare un luogo dove gli studenti dovranno svolgere le lezioni. (ti.fu.)

Nella foto un rendering del progetto della nuova scuola media “Enrico Panzacchi”

Nuova scuola media “Enrico Panzacchi' di Ozzano Emilia: nel progetto vincitore un campus tecnologico e green
Cronaca 10 Giugno 2019

Castel Guelfo, tra le priorità del nuovo sindaco Claudio Franceschi il piano di rilancio del centro storico

Grazie al risultato elettorale che ha riconfermato il centrosinistra alla guida del Comune e «promosso» a primo cittadino il vicesindaco uscente Claudio Franceschi, il progetto per il centro storico presentato pubblicamente a marzo, su cui la precedente Giunta aveva lavorato per un anno intero, vedrà ora un’accelerazione. «Il centro del paese è uno dei capisaldi di tutte le strategie di presente e futuro – spiega il sindaco -. Per questo in capo al nuovo assessore Gianluigi Tozzoli ho accorpato le deleghe a Cultura, Commercio e Turismo, oltre che allo Sport, perché si tratta di tematiche strettamente connesse fra loro, nonché interdipendenti per quanto riguarda il nostro piano strategico sul centro storico».

Lo strumento chiave del piano strategico per valorizzare due edifici di pregio, ma abbandonati a loro stessi, all’interno delle mura guelfesi è concessione di valorizzazione. Gli edifici in questione sono il palazzo Zacchiroli, nell’omonima via, e le ex cantine Fabbri, che si trovano sotto al palazzo Malvezzi-Hercolani sede del municipio (in via Gramsci 10). La concessione di valorizzazione è uno strumento che consente di dare in concessione a privati immobili di proprietà dello Stato o degli enti locali a fronte di un canone a lungo termine (fino a 50 anni) concordato sulla base della ristrutturazione dell’immobile secondo un progetto approvato in fase di bando. Per capirci, si tratta dello stesso strumento utilizzato dall’Agenzia del demanio per il recupero di fari, torri ed edifici costieri abbandonati.

Entrambi gli edifici guelfesi interessanti al progetto, palazzo Zacchiroli e le ex cantine Fabbri, sono vincolati (ma non protetti) dalla Soprintendenza di archeologia, belle arti e paesaggio: palazzo Zacchiroli con destinazione d’uso residenziale; le ex cantine invece spaziano dall’uso commerciale a quello artigianale, alla ristorazione.

Un destino diverso è invece quello che attende l’ex oratorio del Santissimo Sacramento, o chiesa della Compagnia, gravemente danneggiata durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ne restano in piedi solo le mura esterne, appoggiate agli altri edifici del centro storico, mentre il tetto è ormai del tutto inesistente. Trattandosi di un bene culturale protetto dalla Soprintendenza, l’ex chiesa non può rientrare nel percorso della concessione di valorizzazione perché necessita di un minuzioso restauro scientifico. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Nelle foto a sinistra le ex cantine Fabbri, a destra l”ex chiesa del Santissimo Sacramento

Castel Guelfo, tra le priorità del nuovo sindaco Claudio Franceschi il piano di rilancio del centro storico
Cronaca 22 Maggio 2019

La cooperativa Cims realizzerà il primo tratto di “Ciclovia del Sole' da Sala Bolognese al confine con il Veneto

La Ciclovia del Sole non attraversa il nostro territorio, ma la sua costruzione ci riguarda direttamente. La Cooperativa intersettoriale di Sassoleone, con sede amministrativa a Borgo Tossignano, meglio nota con la sigla Cims, si è aggiudicata il bando della Città metropolitana di Bologna per realizzarne il tratto che va da Osteria Nuova, nel comune di Sala Bolognese, fino al confine col Veneto. E’ la tratta emiliana verso nord della Ciclovia, parte di quel grande progetto europeo denominato «Euro Velo 7 Capo Nord-Malta», che sta creando una rete ciclabile per collegare l’Europa da nord a sud, al fine di incentivare la mobilità sostenibile, promuovere il turismo «lento» e permettere una maggiore fruibilità a chi si muove quotidianamente su due ruote.

Il tratto che dovrà costruire la Cims segue il tracciato della ferrovia dismessa Bologna-Verona, si dovranno congiungere i segmenti già presenti nei paesi attraversati, mentre al di fuori dei centri abitati si seguirà la linea dove in parte sono ancora presenti i vecchi binari. Il cantiere è partito ufficialmente a fine marzo da Osteria Nuova, alla presenza del sindaco metropolitano Virginio Merola e dei sindaci dei comuni interessati, dando così il via per la realizzazione del primo dei cinque segmenti nei quali sono stati suddivisi i trentadue chilometri complessivi di cui dovrà occuparsi la Cims. Si tratta di 4 chilometri e 100 metri, da Osteria Nuova a San Giovanni in Persiceto, dove si congiungeranno con un tratto già esistente in paese.

Il secondo segmento unirà San Giovanni con Crevalcore, poi lascerà l’area metropolitana di Bologna per entrare nella provincia di Modena con il terzo segmento, il più lungo, oltre 10 chilometri fino a San Felice Sul Panaro. Quarto e quinto tratto, da San Felice a Mirandola (4 chilometri e 800 metri) e infine il confine regionale (6 chilometri e 200 metri). Il bando della Città metropolitana prevedeva l’offerta economicamente più vantaggiosa, l’importo base era 3,3 milioni di euro. La Cims se l’è aggiudicato proponendo un ribasso a 3,1 milioni, comprensivo anche di alcune migliorie, in particolare rispetto al progetto di base sia sul fronte dell’utilità pratica che del turismo. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 maggio

Nella foto il sindaco metropolitano Virginio Merola all”inaugurazione del cantiere per realizzare il primo tratto di Ciclovia del Sole

La cooperativa Cims realizzerà il primo tratto di “Ciclovia del Sole' da Sala Bolognese al confine con il Veneto
Cronaca 22 Maggio 2019

Ciclabile del Santerno, una corsa contro il tempo per affidare i lavori e non perdere i finanziamenti

Della Ciclopista del Santerno, 44 chilometri destinati a collegare Mordano con Castel del Rio, se ne parla oramai da qualche anno. Si snoda lungo la vallata del Santerno con un tracciato che attraversa i comuni di Imola, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice. Ora sembra finalmente in dirittura d’arrivo, in tempo (si spera) per non perdere il corposo finanziamento arrivato dal Bando periferie dei Governi Renzi e Gentiloni, e realizzare un progetto ritenuto il percorso più importante per la promozione cicloturistica del circondario imolese.  «Il progetto esecutivo è stato approvato a novembre 2018, poi tutti i Comuni hanno provveduto alla comunicazione di pubblica utilità dell’opera e avviato, ove occorreva, le procedure per l’esproprio delle aree» illustra Maurizio Giovannini, il tecnico di Area Blu che negli ultimi anni ha seguito praticamente tutti i progetti di ampliamento della rete ciclopedonale dell’imolese. L’iter è in dirittura d’arrivo, gli enti locali «devono procedere con le determine che danno il via concreto con la comunicazione ai proprietari dell’indennità provvisoria e l’occupazione d’urgenza delle aree. A quel punto Area Blu farà i bandi per appaltare i lavori, l’intenzione è partire entro giugno».

La somma complessiva per le indennità è intorno ai 400 mila euro, per metà riguarda terreni di Imola, in generale strisce di un massimo di 5 metri di larghezza, il rimanente degli altri comuni. Se l’indennità viene accettata è corrisposta immediatamente per l’80 per cento, «in caso di eventuali eccezioni da parte dei proprietari, questo non impedisce di andare avanti con i lavori» precisa Giovannini. L’opera è stata inserita nel Protocollo per le infrastrutture firmato nel dicembre 2017 a Imola dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, il sindaco metropolitano Virginio Merola e il condirettore di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi, oltre all’allora sindaco di Imola, Daniele Manca e al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Come detto, ha ricevuto un finanziamento di poco meno di 2,6 milioni di euro, mentre i restanti 914 mila necessari per il completamento sono a carico dei Comuni interessati, di cui 563 mila toccano a Imola.

La nota dolente sono i tempi. Secondo la tabella di marcia avrebbe dovuto essere completata entro giugno 2020, ma nei mesi scorsi ci sono stati vari rallentamenti. Area Blu e le Amministrazioni locali coinvolte vorrebbero chiedere una proroga per poter arrivare a fine 2020, ma occorre dimostrare di essere almeno nella fase di affidamento lavori. Una corsa contro il tempo. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 maggio

Ciclabile del Santerno, una corsa contro il tempo per affidare i lavori e non perdere i finanziamenti
Cronaca 7 Maggio 2019

Bretella, mercoledì 8 maggio un incontro all'hotel Donatello organizzato dal comitato Strade Future

Il comitato Strade future torna all’hotel Donatello per una nuova iniziativa pubblica intitolata Dubbi e incertezze sul progetto Bretella. Questa volta ha invitato attorno allo stesso tavolo Regione, Autostrade per l’Italia, Città metropolitana e Comune di Imola. L’obiettivo è sapere a che punto è il progetto della quarta corsia dell’A14, e, di conseguenza, quando saranno realizzati i lavori connessi a questa, tra cui il completamento della bretella cittadina da via Salvo d’Acquisto a via Punta. «Abbiamo invitato l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini – anticipa il portavoce del comitato, Mirco Griguoli – che parteciperà assieme a un rappresentante della società Autostrade. Abbiamo inoltre invitato l’assessore allo Sviluppo sostenibile, Massimiliano Minorchio».

L’incontro, aperto a tutti, si terrà mercoledì 8 maggio, alle ore 17.30, all’hotel Donatello (sala Grand Prix 2), in via Rossini 25. Sarà questa anche l’occasione per cercare di avere qualche ulteriore dettaglio sul progetto alternativo presentato nelle scorse settimane dal Comune di Imola in Città metropolitana. Come annunciato infatti da Minorchio nella Commissione consigliare dello scorso 3 aprile, la proposta punta a realizzare l’ultimo tratto in due stralci. Il primo, da 3 milioni di euro, consisterebbe nella realizzazione di due rotonde, una su via Salvo d’Acquisto e una su via Punta. Con il secondo stralcio, da 6 milioni di euro, invece, si procederebbe a realizzare la strada di collegamento, a una corsia per ogni senso di marcia e in trincea di 2 metri e mezzo. Opere che sarebbero finanziate in parte con fondi della Città metropolitana. (r.cr.)

Bretella, mercoledì 8 maggio un incontro all'hotel Donatello organizzato dal comitato Strade Future
Cronaca 2 Maggio 2019

La nuova palestra della scuola media Simoni di Medicina sarà costruita dalla ditta Giafra di Cosenza

La Giafra Srl di Cosenza si è aggiudicata l’appalto della nuova palestra per la scuola media Giuseppe Simoni in via Gramsci. Ha sbaragliato gli altri 106 concorrenti con un ribasso del 25 per cento, un ribasso medio come prevedono le norme, rispetto ai circa 1,6 milioni previsti dal bando. «La procedura di gara, infatti, vista la cifra, non prevedeva l’assegnazione al semplice massimo ribasso, ma lo scarto delle offerte anomale o troppo basse» precisano dal Comune di Medicina.

Vista la mole di partecipanti non è stata impresa facile per la Centrale unica di committenza del Circondario Imolese, che si occupa dei bandi di gara per i dieci Comuni. Tra l’altro «sono state escluse tre ditte che hanno presentato documentazioni false» precisano sempre da Medicina. Questo ha fatto scattare anche «la denuncia d’ufficio nei confronti delle persone coinvolte. E il necessario coinvolgimento delle forze dell’ordine ha determinato un rallentamento nelle procedure di gara» e relativo ritardo nell’aggiudicazione del vincitore. In effetti sono occorsi circa tre mesi per completare la procedura.

«Di solito qualche ditta viene esclusa perché l’offerta era incompleta ma in questo caso erano stati presentati dei documenti d’identità falsi – puntualizza l’assessore Matteo Montanari -, è un obbligo a quel punto la denuncia. La legalità non si persegue non facendo le opere più complesse ma facendole fatte bene anche se significa allungare un po’ i tempi». Una volta fatti gli ultimi controlli sarà consegnato il cantiere, indicativamente ad inizio giugno. I lavori prevedono l’adeguamento e messa a norma dell’edificio (risalente al 1967) mediante demolizione e costruzione di un nuovo edificio con tetto in legno lamellare da circa 1.190 metri quadrati, in pratica quasi un raddoppio, su tre blocchi distinti ma collegati tra loro.

Per le risorse necessarie il Comune ha potuto mettere in campo circa 300 mila euro dallo Stato, ovvero dalla programmazione nazionale per l’edilizia scolastica, altri 500 mila dalla Regione e 800 mila euro di fondi propri. (l.a.)

Nella foto l”entrata della scuola media Simoni (tratta dal sito internet della scuola stessa)

La nuova palestra della scuola media Simoni di Medicina sarà costruita dalla ditta Giafra di Cosenza
Cronaca 29 Aprile 2019

Terminati i lavori di raddoppio della capacità depurativa della frazione Molino Nuovo di Castel San Pietro Terme

Sono terminati nei giorni scorsi i lavori di Hera che hanno ammodernato e potenziato il sistema di depurazione delle acque di scarico della frazione di Molino Nuovo, nel comune di Castel San Pietro Terme. L’intervento si è resto necessario al fine di adeguare il trattamento delle acque fognarie già esistente in seguito all’avvio di una nuova lottizzazione, che ha determinato un aumento del numero di residenti. Oltre al raddoppio della capacità depurativa, l’operazione comporterà anche un miglioramento della qualità dei reflui convogliati nel Sillaro, a beneficio dell’ambiente. In tutto i lavori sono durati dieci mesi e l’intervento, inserito a Piano d”Ambito di Atersir, è stato finanziato da Con.Ami, in coordinamento con Amministrazione e Ufficio tecnico comunale di Castel San Pietro Terme.

Passando ai dettagli, innanzitutto Hera ha posizionato una nuova vasca Imhoff (usata per il trattamento dei liquami nei piccoli o medi impianti di depurazione al servizio di agglomerati abitativi di dimensioni ridotte) con una capienza doppia rispetto alla precedente, quindi in grado di trattare volumi più grandi. La vasca è stata anche dotata di un pozzetto in uscita, per il campionamento delle acque. In secondo luogo, è stata ristrutturata la rete fognaria che convoglia i reflui alla fossa Imhoff con la posa di 220 metri di nuova condotta e la realizzazione di un piccolo impianto di sollevamento. La tubazione, interrata, è stata realizzata lungo la strada sterrata esistente, tra il campo sportivo e l’argine del torrente Sillaro.

Infine, l’area dello scavo è stata coperta con una ghiaia a piccoli grani e di colore chiaro, distribuita anche su tutta la larghezza della via, che ha la duplice funzione di non fare percepire la traccia dello scavo e allo stesso tempo migliorare l’estetica dell’intera strada.Terminati i lavori, si è dato ai collaudi dell’intera opera, come normalmente accade per verificare il corretto funzionamento delle cose fatte, ma anche successivamente il monitoraggio sarà continuo. Una volta a regime, quando tutte le acque di scarico convogliate nella nuova fossa, le due vasche di trattamento preesistenti, poste interamente sotto il livello del suolo, saranno dismesse definitivamente, sanificate e riempite con materiale inerte. Infine, l’intervento è stato completato con la riqualificazione del punto di scarico delle acque depurate nel torrente Sillaro, attraverso la realizzazione di un percorso di scorrimento (prima della immissione nel torrente) con sassi bianchi antigelivi e la pulizia di tutta l’area circostante. (r.cr.)

Nella foto lo scarico nel torrente Sillaro

Terminati i lavori di raddoppio della capacità depurativa della frazione Molino Nuovo di Castel San Pietro Terme
Cronaca 7 Marzo 2019

Il Comitato pro Bretella ha raccolto oltre 3.000 firme a Imola e vallata a sostegno del progetto esistente

Obiettivo 3.000 firme raggiunto e superato dal Comitato “Strade future” di Imola. Il gruppo, costituitosi alcuni mesi fa per sostenere la realizzazione della “bretella” secondo il progetto messo a punto dalla Giunta precedente e non nella versione ridotta preferita dall”attuale Amministrazione, ha annunciato di avere raccolto 3.157 firme. Le sottoscrizioni, raccolte nell”arco di quattro mesi con 14 banchetti organizzati dai volontari (dieci a Imola e quattro in vallata), sono state portate in municipio insieme ad una lettera indirizzata alla sindaca Manuela Sangiorgi, nella quale si chiede il completamento dell”asse attrezzato e delle opere accessorie.

«La segreteria ci ha prima avvisato che la sindaca è in ferie, rispondendoci che prima di prendere un appuntamento occorre sapere se la sindaca intenderà riceverci – spiega il portavoce del Comitato, Mirco Griguoli -. Abbiamo così deciso di lasciare solo la copia della lettera indirizzata alla Sangiorgi, mentre le firme, che rappresentano la voce di oltre 3.000 cittadini, le consegneremo alla sindaca quando ci riceverà». Griguoli ha voluto ringraziare «per l’impegno tutti i volontari, tanti semplici cittadini, che nel corso di questi mesi hanno ascoltato e parlato con migliaia di altri cittadini. «Siamo rimasti stupiti nel toccare con mano che il tema del traffico e del mancato completamento della “Bretella” è sentito non solo dagli imolesi, ma anche da moltissimi residenti nella Vallata, che non solo hanno firmato il nostro appello, ma hanno dato il via ad una rete spontanea che ci ha permesso di raccogliere centinaia di firme, andando anche casa per casa, famiglia per famiglia. Questo ci rende orgogliosi perchè conferma che l”impegno civile nel nostro territorio è ancora presente e per tematiche importanti come quella della sicurezza stradale, i cittadini si mobilitano in prima persona». 

I membri del Comitato in questi mesi di impegno hanno anche verificato di persona le condizioni del traffico nel quartiere Pedagna, in particolare sulle vie Puccini e Vivaldi, testimoniando il determinarsi di situazioni pericolose per i pedoni, coinvolti in diversi incidenti proprio in quella zona, uno dei quali mortale. Griguoli ha dunque assicurato che l”impegno del gruppo continuerà «sino a quando l’Amministrazione comunale non avrà chiarito pubblicamente le ragioni per le quali non ha ancora dato seguito agli accordi presi dalla Giunta precedente. Chiediamo sin da ora a tutti i gruppi consiliari di organizzare un consiglio comunale straordinario su questo argomento perché  sarebbe assurdo che Imola perdesse i 21 milioni di euro scritti nero su bianco nel Protocollo infrastrutture sottoscritto a dicembre 2017 con Società Autostrade e Città Metropolitana, che permetterebbero alla nostra città di realizzare un’opera così importante senza spendere un euro delle casse comunali». (r.cr.)

Nella foto la rappresentanza del Comitato Strade Future che si è recata in municipio con le firme raccolte

Il Comitato pro Bretella ha raccolto oltre 3.000 firme a Imola e vallata a sostegno del progetto esistente
Cronaca 25 Febbraio 2019

Più vicina a Casalfiumanese la riqualificazione di piazza Cavalli: istituito il mercato settimanale e via ai saggi archeologici

Questa settimana sono cominciati i saggi archeologici preliminari richiesti dalla Soprintendenza in piazza Cavalli a Casale alto. A fine gennaio il Consiglio comunale ha approvato l’istituzione del mercato settimanale e vincolato 70 mila euro all’intervento di riqualificazione. Questo vuol dire che i fondi necessari sono già stati stanziati e vincolati. Il costo totale previsto è di 127.622 euro, di cui 47.513 da contributo regionale a fondo perduto, i restanti a carico del Comune.

In sintesi, la riqualificazione di piazza Cavalli è più vicina. La sindaca Gisella Rivola è ottimista: «Ci auguriamo di poter fare i lavori tra la primavera e l’estate. In marzo la piazza sarà occupata dalla Sagra del Raviolo, poi contiamo di essere a posto, approvare il progetto definitivo in Giunta, preparare il bando di gara e affidare il cantiere». Per il momento parte la verifica di rito per la Soprintendenza, con gli scavi fatti in economia direttamente dal Comune e gli archeologi di Sine Tempore srls di Bologna che prepareranno la relazione. Il progetto preliminare, redatto da Idea Srl di Imola, è stato già presentato alla cittadinanza in novembre.

L’idea è quella di dare una maggiore caratterizzazione alla piazza che, al momento, è uno spazio un po’ anonimo all’incrocio di diverse strade, migliorare la sicurezza generale e soprattutto dar vita ad un vero e proprio mercato settimanale stabile, che a Casalfiumanese manca. Non a caso il bando regionale, quello che ha fruttato il finanziamento, al quale l’Amministrazione comunale ha partecipato insieme ad Ascom, Confcommercio, Cia e Coldiretti, era specificatamente dedicato alla valorizzazione delle aree commerciali e mercatali, quindi occorreva istituirlo. Un impegno che faceva parte, tra l’altro, del programma elettorale della stessa sindaca Rivola. Il mercato si svolgerà la domenica mattina ma «entrerà in funzione solo quando i lavori di riqualificazione saranno completati» precisa Rivola.

Il progetto prevede che piazza Cavalli venga divisa in tre zone evidenziate da asfalti di colori diversi a seconda delle caratteristiche d’uso, con lo spazio reso più sicuro perché la parte carrabile, cioè percorribile dai veicoli, sarà limitata mentre ora non c’è una vera e propria area pedonale. (l.a. re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

Più vicina a Casalfiumanese la riqualificazione di piazza Cavalli: istituito il mercato settimanale e via ai saggi archeologici
Cronaca 25 Febbraio 2019

Presentato il progetto preliminare dell'intervento di Hera per il rifacimento delle fognature a Sant'Antonio e Portonovo

E” stato presentato nei giorni scorsi alla Consulta territoriale di Medicina il progetto preliminare per l”adeguamento fognario delle frazioni di Sant”Antonio e Portonovo. L”intervento, che sarà realizzato da Hera, nasce con l”obiettivo di migliorare l”attuale trattamento delle acque, superando gli attuali impianti locali e realizzando una condotta a pressione e gravità per circa sei chilometri di nuove reti.

«Migliorare la depurazione delle acque è importante e questi interventi semplificano la vita agli abitanti delle frazioni che non saranno costretti a interventi onerosi sulle proprie abitazioni, è il commento in materia dell’assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari. Tra i lavori in programma c”è anche il primo stralcio della rete a caduta lungo via Bassa e via Fabbri per raccogliere le acque delle abitazioni lungo le strade, intervento questo fortemente voluto dell”Amministrazione comunale. Di seguito sarà poi programmato un secondo stralcio di rete per raccogliere gli scarichi delle altre abitazioni del centro abitato di via Sant’Antonio e via Fabbri. Oltre alle tubazioni, saranno realizzati due impianti di sollevamento, uno a Portonovo e uno a Sant’Antonio. L’intervento è funzionale al nuovo impianto di depurazione che verrà realizzato nella frazione di Sant’Antonio.

L”investimento complessivo per la nuova rete fognaria è di 1 milione e 500 mila euro, la metà dei quali dovrebbe essere finanziata da ConAmi. Questo almeno è previsto nei programmi, ma ora con il consorzio ancora nella battaglia di nomine e ricorsi al Tar tra Comune di Imola e altri Comuni-soci, occorrerà vedere se verranno confermati e potranno partire. (r.cro.)

La foto è tratta dal sito del Comune di Medicina

Presentato il progetto preliminare dell'intervento di Hera per il rifacimento delle fognature a Sant'Antonio e Portonovo

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