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Economia 16 Gennaio 2020

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in visita alla Robopac: “Vogliamo sostenere l'innovazione'

Il ministro dell”Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, in visita alla Robopac ha parlato di innovazione, sostenibilità, lavoro e green new deal. “Noi Vogliamo sostenere questa linea di innovazione”. La Robopac è un”azienda di Castel San Pietro leader nel settore del packaging. E” presieduta da Alfredo Aureli. “E” un”azienda straordinaria. Aziende come questa potranno giocare un ruolo”.

Il ministro Gualtieri era nella nostra zona per un”iniziativa elettorale durante la quale ha dichiarato: “Meno male che l”Emilia ha saputo coniugare coesione sociale con prospettive per il futuro e il suo sviluppo, unire il sapere e il saper fare, che poi è quello che vogliamo fare noi in Italia. Su questo l”Emilia è sempre andata avanti. E” un passo avanti, e noi vogliamo portare tutto il Paese su quella strada”. (r.cr.)

Nella foto il ministro Gualtieri in visita alla Robopac

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in visita alla Robopac: “Vogliamo sostenere l'innovazione'
Cronaca 5 Dicembre 2019

Ima Nop, il gruppo ozzanese al lavoro per ridurre la plastica nel packaging

Tra i protagonisti della Packaging valley emiliano romagnola c’è l’ozzanese Ima, che progetta e produce macchine automatiche anche per il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè. In attesa di vedere gli sviluppi sulla «plastic tax», l’azienda ha già lanciato un nuovo progetto al servizio del packaging che impiega nuovi materiali ecocompatibili.

Il suo nome è Ima Nop,  dove Nop sta per «No plastic». «Il progetto – spiega Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima – si inserisce nella filosofia del gruppo nell’ambito della sostenibilità ambientale. Dopo il via libera a Strasburgo, da parte del Parlamento europeo, alla direttiva che limita l’uso di diversi ar ticoli monouso in plastica, saranno richieste nuove macchine automatiche in grado di ridurre l’impiego della plastica nel packaging. Il gruppo ha già sviluppato, in collaborazione con i maggiori player del mercato, alcune soluzioni estremamente innovative, anticipando così le esigenze del mercato di riferimento. Questo progetto testimonia la sensibilità ambientale di Ima e il forte impegno nell’innovazione che, da sempre, contraddistingue il gruppo». (lo. mi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 28 novembre

Ima Nop, il gruppo ozzanese al lavoro per ridurre la plastica nel packaging
Economia 6 Febbraio 2019

Un nuovo reparto cosmetici con pochi conservanti e allergeni la novità in arrivo per la Packaging Imolese

«Un nuovo reparto cosmetici, che ridurrà drasticamente l’uso di conservanti e allergeni». E’ l’annuncio dato a fine dicembre dal nuovo direttore generale di Deco Industrie, Francesco Canè, riferendosi a Packaging Imolese, che dal 2016 fa parte del gruppo cooperativo di Bagnacavallo. Quello di via Turati, infatti, è uno dei cinque stabilimenti produttivi del gruppo, oltre a quelli nelle province di Ravenna, Forlì e Ferrara, per una gamma prodotti che spazia dal settore alimentare (piadine, biscotti e dolci da ricorrenza) a quello della detergenza.

A Imola, nell’azienda fondata nel 1992 da Cesarino Galassi, il business storico sono i prodotti per la pulizia della casa, che coprono circa il 75% del fatturato, e per la cura della persona, realizzati in conto terzi e a marchio proprio (Casachiara, Hgs, Risolvo), a cui negli anni si sono aggiunti i presidi medico chirurgici (igienizzanti mani) e gli insetticidi. La varietà del mondo Deco è ben rappresentata all’interno dello spaccio aziendale, avviato da qualche anno accanto alla sede imolese, attorno a cui aleggia sempre un buon profumo di pulito. Nel 2017, inoltre, Deco Industrie ha acquisito all’asta l’ex capannone 3elle di via Nenni, oggi polo logistico al servizio di tutti gli stabilimenti del gruppo.

«La strategia adottata da Deco negli ultimi anni – ci spiega Vito Di Chiaro, direttore della divisione detergenza di Deco Industrie – è stata quella di investire in nuove tecnologie e impianti, per anticipare l’accelerazione al cambiamento che il mercato richiede. In modo particolare nello stabilimento Packaging Imolese è partito nel 2018 un progetto da 3 milioni di euro di ampliamento e ammodernamento del reparto cosmetico, all’interno del quale vengono confezionati cosmetici da risciacquo come saponi mani, bagno schiuma, doccia schiuma e shampoo, anche per multi-nazionali leader di mercato. Il progetto – dettaglia – prevede l’implementazione delle pratiche di buona fabbricazione (Good manufacturing practices) normate dal regolamento cosmetico, per garantire la massima sicurezza di prodotto e il raddoppio della capacità produttiva».

Ma le novità non finiscono qui. «Nel corso del 2019 – aggiunge Di Chiaro – verrà avviato un processo di ulteriore innovazione, volto a creare maggior valore per consumatori finali, clienti e partner. Sarà messa a punto una nuova linea di prodotti che abbraccia a tutto tondo il concetto di sostenibilità, partendo dall’esigenza di allargare strategicamente l’offerta con prodotti ad elevato contenuto innovativo per entrare in nuovi segmenti di mercato dove svi-luppare un’offerta differenziata a complemento dell’attuale. Per essere competitivi in un mercato come quello del “personal care”, caratterizzato nel 2018 da una crescita sia a volume che a valore contenuta, è necessario investire nella direzione intrapresa da Deco Industrie». Le formulazioni dei nuovi cosmetici sono state studiate; l’entrata in produzione è prevista per la fine dell’anno. L’ampliamento della gamma non necessiterà di ulteriori spazi e avverrà all’interno dell’area di produzione attuale, di circa 19 mila metri quadri.

A Imola ad oggi lavorano circa 170 addetti, ma l’intero gruppo dà lavoro a oltre 500 persone, tra cui 220 soci, dipendenti e stagionali. Deco Industrie, che ogni anno vende in media 300 milioni di prodotti, ha chiuso il 2018 con un consistente incremento delle vendite: oltre il 12 per cento in più sull’anno precedente per un giro d’affari di circa 170 milioni di euro. «Sono risultati superiori alle attese – questo il commento dell’amministratore delegato Giorgio Dal Prato – che ripagano i soci e i lavoratori dei notevoli sforzi effettuati per soddisfare il consistente e a volte imprevisto incremento del volume di lavoro in tutti e cinque gli stabilimenti produttivi di Ravenna, Forlì, Imola e Ferrara. Gli incrementi sono avvenuti sia nell’alimentare sia nella cura della casa e della persona, così come nei marchi della grande distribuzione italiana per cui Deco realizza oltre 700 articoli, sia coi propri marchi Loriana, Scala, Giorgione sia con i prodotti realizzati per conto di grandi industrie leader di merca-to, in Italia e all’estero».

La corsa di Deco Industrie è desti-nata a proseguire anche nel 2019, con l’entrata in funzione di tre nuovi grandi reparti produttivi. Oltre a quello imolese, il gruppo sta investendo anche a Ravenna per la produzione di snack senza aggiunta di grassi, zuccheri, sale, uova, mentre a Forlì è previsto l’ampliamento dello stabilimento con nuove linee di produzione di piadine, incluse quelle senza glutine. tosi dell’ambiente» conclude il diret-tore generale, Francesco Cané. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 gennaio

Nella foto una veduta aerea dello stabilimento della Packaging Imolese, del gruppo Deco Industrie

Un nuovo reparto cosmetici con pochi conservanti e allergeni la novità in arrivo per la Packaging Imolese
Economia 9 Giugno 2018

Packaging, l'azienda Robopac ha acquisito il controllo della Sotemapack di Anzola

Robopac, l’azienda sammarinese del gruppo romagnolo Aetna trasferitasi nel 2017 nello stabilimento ex Malaguti di Castel San Pietro, ha acquisito dalla famiglia De Martis il controllo di Sotemapack, azienda di Anzola dell’Emilia. Una partnership che rafforza ulteriormente la posizione del gruppo guidato dalla famiglia Aureli quale player della packaging valley bolognese a livello mondiale.

Quello dell’accordo societario tra due note famiglie imprenditoriali, peraltro, è un cliché che si ripete. Giusto un anno fa la holding Aetna aveva siglato un accordo con la famiglia Gatteschi per entrare nel capitale sociale della Ocme, azienda parmense fondata a metà del secolo scorso, attiva nella produzione di macchine per il packaging primario e secondario e soluzioni per il fine linea e la logistica. Creando così una realtà industriale, appunto Robopac più Ocme, che oggi sviluppa un fatturato complessivo superiore ai 300 milioni di euro, con 1.400 dipendenti (di cui il 75% in Italia e il 25% nel resto del mondo).

Numeri che ne fanno uno dei primi cinque costruttori italiani di macchine per il packaging. «Anche con Sotemapack – commentano Enrico e Valentina Aureli, amministratori delegati di Robopac – due famiglie si sono ritrovate e riconosciute prima di tutto a livello valoriale, in quanto senza valori condivisi non si può fare una joint-venture insieme: abbiamo acquisito il controllo delle quote di maggioranza dell’azienda, ma contiamo molto nel nostro partner, che rimarrà con noi e che darà un contributo fondamentale in termini d’innovazione tecnologica e commerciale».

Sotemapack entra quindi a far parte del mondo Robopac, così come era accaduto un anno prima a Ocme. Senza dimenticare l’accordo di collaborazione siglato ad inizio 2018 con Sacmi Packaging, con le automazioni di fine linea e movimentazione del prodotto finito passate sotto il controllo di Robopac, rafforzandone la leadership nel settore delle soluzioni di fine linea, da considerarsi non soltanto come ultima fase del processo produttivo ma anche come prima fase della logistica. Sotemapack opera all’interno di una moderna sede produttiva ad Anzola dell’Emilia, sviluppando un fatturato che si aggira sui 10 milioni di euro.

r.e.

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 giugno.

Nella foto (Isolapress): la sede della Robopac a Castel San Pietro

Packaging, l'azienda Robopac ha acquisito il controllo della Sotemapack di Anzola

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