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Cronaca 4 Luglio 2019

Stefano Manara sul futuro del ConAmi e del territorio: “A rischio servizi e utili. Serve accordo per nominare un Cda”

Stefano Manara, imprenditore imolese già presidente del ConAmi, è tuttora uno dei quindici consiglieri del Cda di Hera Spa, dove il Consorzio di via Mentana è il secondo investitore pubblico della multiutiliy leader su rifiuti ed energia. La quasi totalità degli introiti del ConAmi arrivano proprio da Hera, dall’affitto delle reti (acquedotti, gas, impianti) ai ricavi sulle azioni, da questi dipendono poi le ingenti risorse riversate negli anni sul territorio dei 23 Comuni anche per progetti sociali o di sviluppo, vedi per l’autodromo o la riqualificazione dell’Osservanza per Imola.

E’ corretto dire che c’è un posto nel Cda di Hera riservato a Imola?
«Non proprio. La mia nomina nasce in seno al Patto di sindacato degli azionisti pubblici di Hera. Imola ha qualche decina di migliaia di azioni, è il ConAmi che ne detiene 108 milioni. Imola solo in quanto socio maggioritario del ConAmi può definire il consigliere da indicare al Patto di sindacato e concorrere fortemente anche alla scelta del presidente di Hera. Se togli un tassello da questa filiera, cioè senza l’accordo con gli altri, non conti niente. Oggi si dà alla parola “accordo” un’accezione negativa alimentando idee di collusioni, ma la democrazia è sintesi di posizioni diverse. Anche per le nomine in un Cda».

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha definito «positivo» il consuntivo 2018 da 9 milioni di utili, cosa ci aspetta per il 2019?
«Credo sarà anch’esso strepitoso sul fronte degli utili, nonostante manchino le entrate della discarica, perché gli effetti dello stallo sulla remunerazione del capitale si vedranno solo tra un paio d”anni. Potremmo accorgercene subito, invece, sul mantenimento e miglioramento degli asset e nella qualità dei servizi ai cittadini».

Ma è Hera che deve garantire i servizi.
«E’ vero, e lo farà, come negli altri territori dove non c’è il ConAmi. Ma occorre ricordare che il ConAmi ha favorito qualcosa di straordinario a partire dal fatto stesso che ha contribuito a creare Hera stessa, dimostrando lungimiranza strategica. Soprattutto per Imola, che ha bisogno di fare investimenti che, senza il ConAmi e la condivisione con gli altri sindaci, sono impossibili. Ad esempio, pensiamo ai 2 milioni di euro a fondo perduto per realizzare il progetto dello studentato dell’università nell’Osservanza».

L’Amministrazione imolese rivendica di sentirsi isolata rispetto agli altri 22 Comuni, molti a guida centrosinistra.
«Il perimetro del ConAmi non è nato per caso o su logiche politiche ma semplicemente perché l’acqua va dall’alto verso il basso: a Marradi nasce l’acqua che scende a Faenza. Le reti del gas invece hanno un andamento trasversale. I flussi impiantistici non si modificano per scelte politiche. Poi ci sono gli asset industriali: se decidi che non avrai più una discarica dovrai portare comunque quel tuo rifiuto altrove, la differenza è che prima ti sedevi al tavolo come componente del sistema regionale dei rifiuti, ora solo come cliente». (l.a.) 

L’intervista completa a Stefano Manara con altri particolari e gli accordi strategici di Hera in tema di energia, rifiuti e finanziamenti la trovate sul “sabato sera” del 4 luglio. 

Nella foto Stefano Manara nell”ufficio dell”immobiliare “Rest Srl”, la sua azienda alla quale fa capo un piccolo gruppo da 70 dipendenti

Stefano Manara sul futuro del ConAmi e del territorio: “A rischio servizi e utili. Serve accordo per nominare un Cda”
Cronaca 26 Giugno 2019

Sangiorgi ha rinominato il Cda da sola, ma Cardelli Nanni rinuncia. E sei sindaci si rivolgono a magistratura e prefetto

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, la settimana scorsa ha nuovamente approvato da sola la cinquina del Cda. Una strategia muscolare già vista per definire la governance del ConAmi.  Ma questa volta il secondo tempo non si giocherà al Tar, bensì dal prefetto e in sede penale, visto l”esposto presentato ieri da sei sindaci-soci, Faenza, Riolo Terme, Castel Bolognese, Massa Lombarda, Medicina e Castel San Pietro delusi e arrabbiati per l”accaduto.

“L”assemblea della settimana scorsa, convocata dalla Sangiorgi per la seconda volta in maniera strumentale e illegittima, violando lo Statuto, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso” spiegano con una lunga lettera aperta Giovanni Malpezzi di Faenza, Fausto Tinti di Castel San Pietro, Matteo Montanari  di Medicina, Daniele Bassi di Massa Lombarda, Luca Della Godenza di Castel Bolognese, Alfonso Nicolardi di Riolo Terme. “Come sindaci e ufficiali di Governo non potevamo rimanere inerti di fronte alla sistematica violazione di principi e norme che regolano il ConAmi e per questo abbiamo deciso di presentare un esposto alla magistratura penale affinché valuti l’operato della sindaca Manuela Sangiorgi, nella sua veste di presidente dell’Assemblea. Una violazione sistematica che è stata contestata per iscritto e a verbale anche dal collegio dei revisori, organo indipendente di controllo contabile e di legittimità. Ci siamo rivolti anche al Prefetto, perché nomini un commissario che, da organo terzo e neutrale, si adoperi per operare quella mediazione che la Sangiorgi, pur essendo presidente dell”assemblea, non ha voluto esercitare». Secondo i sindaci “ai cittadini dobbiamo trasparenza e rispetto delle regole, perché questo è lo spirito che ha sempre mosso il ConAmi”. 

“A distanza di dieci mesi dall’inizio del confronto – continuano i sei sindaci -, abbiamo capito che un accordo è impossibile perché la Sangiorgi tratta il Consorzio come se fosse una cosa di sua proprietà. Al contrario, il ConAmi è di tutte le comunità che noi sindaci rappresentiamo in Assemblea. Chiediamo e auspichiamo un rapido intervento da parte degli organi di Giustizia perché venga ristabilita la legalità, sia data una guida qualificata e presto si possa tornare allo spirito di gestione collettiva e condivisa del nostro Consorzio”.

La sindaca 5Stelle imolese tira dritto, rassicurata dai suoi legali e dal Tar che non ha concesso la sospensiva sul ricorso per la nomina di gennaio, in attesa della sentenza di merito. Una «prova generale», in verità, non finita benissimo: quel Cda ha perso via via pezzi fino all’inoperatività, costringendo la presidente Stefania Forte a dimettersi. E là si trattava di traccheggiare fino a giugno. Ora il Cda dovrebbe durare cinque anni. Ma già Cardelli Nanni ha avvertito che non accetterà la nomina. Il presidente Garofalo tenta di rassicurare: «Spero che nella prima Assemblea utile venga indicata un’altra figura gradita ai Comuni del territorio per evitare che ci possano avere dubbi sull’operato del Cda». (l.a.)

Altri particolari e commenti sul “sabato sera” del 27 giugno.

Nella foto la targa con i nomi dei 23 Comuni che compongono il Consorzio Ami

Sangiorgi ha rinominato il Cda da sola, ma Cardelli Nanni rinuncia. E sei sindaci si rivolgono a magistratura e prefetto
Cronaca 20 Giugno 2019

Conami, la sindaca Sangiorgi approva da sola il progetto di bilancio e il Cda, gli altri sindaci: “Illegittimo'

Ieri pomeriggio nella sede del ConAmi si è ripetuta la scena già vista a gennaio. La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, che il giorno prima non si era presentata per un’improvvisa indisposizione, era invece presente per la seconda convocazione dell’Assemblea dei soci dove ha approvato da sola, forte della maggioranza delle quote (66%), il nuovo presidente del Consiglio di amministrazione e relativi consiglieri del Consorzio. Per farlo si è appellata nuovamente all’esistenza di uno stallo non risolvibile da Statuto e quindi all’articolo 114 del Tuel (enti locali) e all’articolo 2369 del Codice civile. Questa volta c’è la variante dell’approvazione a latere anche del progetto di bilancio consuntivo 2018, tema particolarmente caro a Imola per liberare i dividendi e far quadrare i conti del Comune.

Per il Cda il presidente designato è Andrea Garofalo, fino al 3 aprile direttore direttore della società Rete Gas di Fidenza Srl, poi c”è la riconferma del penalista bolognese 5Stelle Giulio Cristofori, a seguire l’avvocato Gianguido Roversi definito un «tecnico che non appartiene al M5S nè al Pd nè ad altri» e la collega Francesca Cardelli Nanni, già nel Cda a guida Stefano Manara e con lui  dimissionaria in agosto, infine la commercialista Susanna Caroli.

Secondo la sindaca imolese si tratta di nomi «condivisi dalla maggioranza dei soci». In verità lo statuto prevede l’esplicita sottoscrizione ma tant’è. Ritornano in auge i tatticismi legali dopo un paio di settimane di asemblee e incontri informali inconcludenti. E la rabbia degli altri sindaci del Circondario si condensa in una lunga nota. «La sindaca di Imola ha dimostrato nuovamente la sua inadeguatezza e ha voluto in modo irresponsabile e premeditato approvare unilateralmente il progetto di bilancio e il nuovo cda del Consorzio che gestisce il patrimonio e le reti di ben 23 Comuni su tre differenti province. Questo nonostante durante l’Assemblea i revisori abbiano più volte ricordato alla sindaca che tale atteggiamento non era rispettoso dello statuto del Consorzio e che tale votazione non poteva a loro avviso ritenersi valida».

Così i Comuni dell’area faentina ieri hanno deciso di non partecipare mentre quelli del del Circondario imolese erano presenti solo per mettere a verbale che «questo metodo di convocare l”assemblea in prima e seconda convocazione viola lo Statuto di ConAmi», un metodo «che la presidente utilizza non sempre, ma solo a suo piacimento, quando le fa comodo, come escamotage e pertanto è illegittimo e illecito. All”assemblea convocata per il 18 giugno eravamo presenti in 14 – scrivono – ma la sindaca di Imola non si è presentata cosi da far mancare il numero legale e avere il pretesto per la convocazione odierna, che pertanto disconosciamo». Disconoscono e sfiduciano anche il Cda «nominato dalla presidente unilateralmente e senza il concerto con gli altri consociati come da Statuto» e contestano «la legittimità delle lista di nominativi in quanto depositati in violazione dello Statuto fuori dai termini previsti e senza la sottoscrizione di almeno altri 4 consorziati». Una procedura per la quale «nulla è stato cambiato nello statuto rispetto al passato». Quindi si va oltre il tema della difesa della peculiarità del ConAmi come consorzio di enti locali rispetto alla spa e relativa maggioranza delle quote brandita da Sangiorgi, per segnalare il mancato rispetto dello regole Statuto che nulla c”entrano con un eventuale stallo: i nomi devono essere presentati con certi tempi e avere almeno la firma di altri quattro Comuni a sostegno. Riuscirono tranquillamente a farlo, in dicembre, un gruppo di sindaci civici del ConAmi tra cui Dozza. Nomi che vennero poi bocciati proprio da Sangiorgi.

Ma la forma è sostanza oltre che rispetto delle regole uguali per tutti e a questo punto è probabile che ci sia altro pane per i denti degli avvocati. «Ci riserviamo di agire in tutte le sedi giudiziarie competenti» hanno concluso i sindaci. Potrebbe trovare compagnia quindi, l’esposto presentato a febbraio al Tar. Viste le premesse non è escluso neppure un esposto alla Procura per abuso di ruolo da parte della presidente dell”Assemblea.

Comunque sia, Sangiorgi tira dritto, rassicurata dal Tar che, sul ricorso di gennaio, non ha concesso la sospensiva in attesa della sentenza di merito. Una “prova generale” che non ha avuto grande fortuna in verità: il Cda nominato il solitaria in diretta streaming ha perso via via pezzi fino all’inoperatività costringendo la presidente Stefania Forte alle dimissioni dopo meno di quattro mesi. E qua si trattava di traccheggiare fino a giugno, per concludere il mandato di un Cda più o meno rimpolpato nella speranza (delusa) di veder uscire dalle urne delle amministrative nuovi sindaci “amici”, qua siamo al rinnovo di una governance che dovrebbe durare cinque anni, prendere decisioni e soprattutto predisporre un piano industriale. (l.a.)

Nella foto la sindaca Manuela Sangiorgi nomina da sola il Cda

Conami, la sindaca Sangiorgi approva da sola il progetto di bilancio e il Cda, gli altri sindaci: “Illegittimo'
Cronaca 8 Giugno 2019

ConAmi, un fine settimana per trovare altri candidati per il Cda e sperare di sciogliere il nodo del presidente

E” stato pubblicato un secondo secondo avviso per trovare candidati per il Consiglio di amministrazione del ConAmi. La scadenza è fissata per lunedì 10 alle ore 12. Ennesimo colpo di scena nella telenovela che si trascina dall’agosto scorso. In effetti si tratta di un tempo breve e inusuale per un bando, ma va detto che si tratta di una possibilità aggiuntiva. In mano alla sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e agli altri 22 sindaci-soci del ConAmi ci sono già ventuno nominativi ma non sono sufficienti. «Relativamente alle candidature per la designazione di membri del CdA di Con.Ami pervenute con il precedente avviso pubblico, scaduto il 20 maggio scorso – spiega la nota del Comune -, non è stato possibile reperire i consensi richiesti per la formazione di un elenco di cinque nominativi da sottoporre all’Assemblea, in quanto per le designazioni proposte dalla sindaca non è stata ottenuta la preventiva convergenza in vista della votazione prescritta dallo statuto». Da qui la decisione della sindaca Sangiorgi, presidente dell”Assemblea dei soci, di procedere con un secondo avviso.

In effetti, nel frattempo qualcuno non è più disponibile, vedi la presidente dimissionaria del Cda Stefania Forte, qualcun altro ha ottenuto nei giorni scorsi incarichi diversi come Maria Teresa Piccinnu, commercialista castellana e consigliera 5Stelle a Olbia, nominata nel Cda della partecipata Sfera (farmacie), poi c’è il nodo di Domenico Olivieri, già numero uno di Legacoop Imola, indicato nella cinquina desiderata dai sindaci ma non presente tra i curriculum inviati. Da notare che l’avviso di selezione è procedura non necessaria, dato che l’incarico è essenzialmente fiduciario.

Comunque sia, il punto è che sulla scelta del nuovo Cda ci sono stati già due incontri informali tra i sindaci, ma, come già accaduto varie volte nei mesi scorsi, è mancato l’accordo definitivo (Sangiorgi vorrebbe come presidente Andrea Garofalo, fino al 3 aprile scorso direttore della società pubblica Rete Gas di Fidenza Srl, che distribuisce il metano per Fidenza e Busseto, gli altri sindaci preferirebbero qualcuno del nostro territorio). E il tempo stringe per poter arrivare all’approvazione del bilancio entro il 30 giugno. Da qui l’ennesimo appello per trovare nuovi candidati sperando che questo sblocchi la situazione, dato che il ConAmi è una «cassaforte» da cui dipendono reti, impianti, investimenti e dividendi per 23 Comuni. Per il Presidente ci sono 20.250 lordi all’anno più 2.730 euro di benefit non monetario e per i consiglieri 10.125. (l.a.)

La sede del ConAmi a Imola

ConAmi, un fine settimana per trovare altri candidati per il Cda e sperare di sciogliere il nodo del presidente
Cronaca 5 Giugno 2019

Conami, la presidente Stefania Forte si è dimessa, il “forziere' dei Comuni ancora bloccato

Stefania Forte, presidente del Consiglio di amministrazione del ConAmi, ha consegnato le sue «dimissioni irrevocabili». Da lunedì il Consorzio non ha più una governance. Un atto annunciato o quasi, dopo l’informativa ai soci di un paio di settimane fa con la quale Forte dichiarava di essere nell’«oggettiva impossibilità di poter svolgere il mandato» dal momento che il consigliere Stefano Cassani aveva rinunciato. Rimasti in due, Forte e l’altro consigliere Giulio Cristofori, non potevano operare. “Se fossi stata nelle condizioni di poter deliberare, come da articolo 33bis dello Statuto, non avrei dato le dimissioni. Ma così sarei andata contro i miei principi e il rispetto che ho del denaro pubblico, in quanto avrei percepito il mio compenso fino ad approvazione del bilancio senza in effetti essere utile al ConAmi”.   

E adesso? La palla torna a Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola e presidente dell’assemblea dei sindaci-soci che a gennaio aveva nominato da sola Forte e gli altri del Cda forzando la mano agli altri 22 sindaci-soci appellandosi al Codice civile. Nel commento ufficiale ha sottolineato l’intenzione di «dare spazio al dialogo tra i sindaci e trovare così quanto prima un accordo politico» per la nomina del prossimo Cda rimarcando «che, come in passato, non potrà che avere lo stesso numero di componenti (3) sempre spettato al Comune di Imola in qualità di socio di maggioranza. Per i nomi sono aperta al dialogo». Nell’incontro informale dei soci di giovedì 30 maggio pareva essere nata una convergenza per la presidenza su Andrea Garofalo, fino al 3 aprile direttore della società pubblica Rete Gas di Fidenza Srl, nelle scorse settimane già visto a Imola. Ora si vedrà. Un altro incontro informale si è tenuto oggi pomeriggio ma non ne è uscito nulla di buono. Gli altri sindaci-soci preferirebbero un nome del territorio. E il famoso stallo continua.

Ma il ritornello sulle nomine, l’esigenza di marcare il punto su chi sceglie i nomi, non faccia perdere di vista la sostanza: il ConAmi è un «forziere» al quale fanno capo reti e impianti di proprietà di 23 Comuni, non solo di Imola, nonché 108 milioni di azioni di Hera Spa che producono da soli oltre 10 milioni all’anno. L’approvazione entro giugno del bilancio, senza more di commissariamento, porterà all’incasso immediato dei dividenti, con i quali chiesto a gran voce proprio dalla Giunta 5Stelle imolese. Ma occorre lavorare in fretta per preparare un piano industriale per mettere in sicurezza futuro, investimenti e progetti (ad esempio come si intende ovviare ai mancati introiti della discarica). Sullo sfondo c’è quella lettera che il collegio dei revisori, organo tecnico previsto dalla legge, ha inviato due mesi fa in calce all’approvazione del bilancio 2018 del Comune in cui si fa presente che per far quadrare i conti Imola ha inserito quasi 6 milioni e 480 mila euro per ciascun anno dal 2019 al 2021 provenienti da utili del ConAmi, ma mancano piano triennale e approvazione del bilancio consuntivo del Consorzio sono considerati sostanzialmente aleatori. (l.a.) 

Altri particolari sul “sabato sera” in edicola dal 6 giugno.

Nella foto Stefania Forte e la sindaca Sangiorgi

Conami, la presidente Stefania Forte si è dimessa, il “forziere' dei Comuni ancora bloccato
Cronaca 5 Giugno 2019

Barchetti presidente di Area Blu, e Imola avverte: «Lamentele fondate, ora cambi tra i dirigenti»

I soci di Area Blu Spa oggi pomeriggio hanno nominato il nuovo consiglio di amministrazione a due mesi e mezzo dalle dimissioni del presidente Alessandro Ambrosini. La nota del Comune di Imola precisa che la nuova presidente è l’avvocatessa bolognese Maria Rosaria Barchetti, i consiglieri sono Stefano Ponzi e Aleardo Benuzzi. Una nomina accompagnata da dichiarazioni decise nei confronti della partecipata del Comune che confida ora «verranno poste in essere, finalmente, tutte quelle azioni atte alla miglioria della gestione dei servizi della sopra menzionata società partecipata per renderle più efficienti ed efficaci a favore della comunità». Non solo.

Imola va oltre e sostanzialmente avverte che qualche testa è a rischio. «Un deciso cambio di passo coinvolgerà anche l’assetto del personale dirigenziale di Area Blu Spa in quanto l’operato dell’attuale gestione ha innescato una serie di lamentele da parte della cittadinanza, poi dimostratesi assolutamente fondate dalle conseguenti verifiche dell’amministrazione comunale, e ad una scarsa attenzione a quelli che sono stati i continui solleciti del Comune di Imola, socio di maggioranza della partecipata stessa».

Il tema delle nomine sembra ancora uno dei punti fondamentali all’ordine del giorno dell’Amministrazione imolese. Da notare che la notizia del nuovo Cda con la chiosa sull”intenzione di rivedere i vertici della società è giunta appena un’ora dopo il comunicato dell’Imolese calcio che imputava al direttore generale di Area Blu, Carmelo Bonaccorso, la mancata autorizzazione per poter partire con i lavori di adeguamento dello stadio Romeo Galli. (l.a)

Barchetti presidente di Area Blu, e Imola avverte: «Lamentele fondate, ora cambi tra i dirigenti»
Cronaca 22 Maggio 2019

ConAmi, via libera alla commercialista 5Stelle Piccinnu per Sfera, ma le barriere per l'autodromo devono aspettare e Imola attacca

Prosegue la telenovela del ConAmi. O meglio l”attività procede a scartamento ridotto e la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, accusa per l”ennesima volta i sindaci-soci. Il sindaco di Castello, Fausto Tinti, chiamato in causa ribatte: il problema dell”immobilismo del ConAmi è «l”Imolismo».

L”ultima puntata è cominciata ieri mattina. L”assemblea dei soci per Sangiorgi è iniziata positivamente, ha incassato per la partecipata Sfera la nomina a consigliera di Maria Teresa Piccinnu, commercialista e revisore, castellana di origine sarda, con studio sul Sillaro (StudioGest), attualmente consigliera comunale 5Stelle a Olbia dopo aver tentato di diventarne sindaco tre anni fa. Quindi “gradita” alla sindaca pentastellata imolese. Per l”altra partecipata Bryo sono stati designato invece amministratore delegato Davide Gavanelli di Pro.Fin e come consigliere il geologo Matteo Pollini di Argenta.

Nulla da fare, però, per i punti successivi dell”odg, cioè l’approvazione del bilancio consuntivo e il provvedimento a cui Imola teneva di più, cioè la barriera anti-rumore in via dei Colli. Sangiorgi ha immediatamente affidato il suo disappunto ad un video postato ieri pomeriggio sulla sua Pagina Facebook nella quale ha puntato il dito contro i sindaci di Castel San Pietro, Brisighella e Solarolo, rei di aver abbandonato il consesso facendo così mancare il numero legale per deliberare. Assenze giustificate da motivi di lavoro già su un”assemblea risicata (presenti 14 su 23), ma Sangiorgi non ha dubbi: «La barriera acustica è fondamentale per rispondere alle richieste di Arpa e Ausl e tutelare sia i residenti sia l’attività di pista sia l’indotto, quindi Imola. Sono sconcertata».

Nessun accenno al perché occorra l’approvazione dei soci per un progetto già deciso oltre un anno fa. Né al fatto che la presidente del Cda del ConAmi, Stefania Forte, seppur rassicurata (in parte) dal Tar sugli atti deliberati dal suo Consiglio d’amministrazione «ridotto» (su cinque consiglieri due hanno rinunciato e un terzo non ha mai partecipato alle riunioni), demanda comunque ai soci l”approvazione degli atti non indifferibili o urgenti. Quindi bilancio e barriere devono approvarle i soci. Il risultato è che senza l”accordo degli altri sindaci non si può far nulla vanificando nei fatti cosìla forzatura messa in atto da Sangiorgi in gennaio per nominare in solitaria il Cda. Forzatura giustificata, codice civile alla mano, per ovviare allo «stallo» dell”attività del ConAmi. Non va dimenticato che ConAmi non è la “cassaforte” solo di Imola ma beneficia di beni e reti conferiti da tutti e 23 i Comuni soci, che ad oggi aspettano il via libera per rilevanti investimenti su acquedotti e impianti vari.

Così, il sindaco di Castello, Fausto Tinti, in piena campagna elettorale per la rielezione non ci sta a fare la figura «dell”assenteista» e, sempre via Facebook, ieri sera ha rispedito al mittente ogni accusa: «Nel suo bel video ”trasparente” ai cittadini [la sindaca Sangiorgi] non ha detto che dieci giorni fa aveva convocato un’assemblea informale in cui avevamo deciso che il bilancio non lo approvava questa assemblea». Secondo Tinti «per l”ennesima volta ha cambiato idea e, senza fare nemmeno una telefonata agli altri sindaci che compongono l”assemblea del Consorzio, ha messo all”ordine del giorno l”approvazione del bilancio. Senza questo cambiamento di programma, ci sarebbe stato tutto il tempo di discutere e approvare il provvedimento sulla barriera anti-rumore dell”autodromo». E ha aggiunto: «In gennaio disse molto chiaramente ai soci: “Faccio da sola”. E allora che faccia da sola».

Imola, volendo, avrebbe potuto inserire nelle precedenti assemblee il tema delle barriere, così fondamentali per il prosieguo di un”attività motoristica dell”autodromo, come ricordava il presidente di Formula Imola Selvatico Estense durante gli scambi al vetriolo di inizio anno su rumore e calendario. Ma tant”è. Allora c”era come assessore Maurizio Lelli, oggi la delega all”Autodromo è direttamente in mano alla sindaca Sangiorgi.

Ma in fondo si tratta solo di aspettare qualche giorno. Non a caso la seduta di ieri si è chiusa fissando un ulteriore incontro informale dei soci per il prossimo 30 maggio. Dopo le elezioni amministrative di domenica 26, dalle quali usciranno sicuramente sindaci-soci diversi, perché molti sono al secondo mandato quindi non rieleggibili. Quanti saranno anche più malleabili ai desideri e voleri di Imola si vedrà. (l.a.)

Nella foto Manuela Sangiorgi (immagine del video sulla sua pagina Fb) e Fausto Tinti

ConAmi, via libera alla commercialista 5Stelle Piccinnu per Sfera, ma le barriere per l'autodromo devono aspettare e Imola attacca
Cronaca 11 Aprile 2019

Conami, il Tar respinge la sospensiva chiesta da 21 sindaci soci. Sangiorgi: “Prevalso l'interesse pubblico'

La seconda sezione del Tar di Bologna ha respinto la richiesta di sospensiva dei 21 Comuni soci del ConAmi (Firenzuola non si è costituito in giudizio). La sindaca Manuela Sangiorgi e la presidente del Cda Stefania Forte questa mattina ne hanno dato notizia sorridenti dopo settimane di difficile attesa. “Ha prevalso l”interesse pubblico di portare avanti le attività del ConAmi pur avendo un Cda diciamo più scarso. Ora auspico vi siano le premesse per riaprire un dialogo costruttivo con tutti i sindaci”.

I 21 Comuni si sono rivolti al Tribunale amministrativo perché ritengono che la forzatura fatta dalla sindaca Sangiorgi nominando da sola il Cda sia da annullare e di conseguenza “illegittimi” gli “atti susseguenti” a partire dalla nomina della presidente Forte e degli altri consiglieri. Il collegio del Tar, presieduto da Giancarlo Mozzarelli, per il momento ha deciso che non vi siamo motivi sufficienti per concedere la sospensiva, scelta cautelare che sospende l”efficacia di un atto in attesa della sentenza nel merito. Questo soprattutto perché “non sussiste il danno grave e irreparabile”. “La nostra azione è stata giusta e corretta per superare uno stallo dettato soprattutto da una politica che non accettava il diverso seduto a quel tavolo. Adesso ci sarà un”accelerazione nel Cda con investimenti milionari per tutti i territori” ha rivendicato la sindaca.

“E” importante riaprire un dialogo con i sindaci per la programmazione – ha aggiunto Forte con l”obiettivo di ricucire gli strappi del passato – senza non si può fare niente e l”input per la programmazione è ovviamente espressione della parte politica i soci del ConAmi. E mi auguro che arrivi non presto ma immediatamente. Stiamo lavorando al piano triennale e si è già perso troppo tempo”.

Il Cda ha avuto ad oggi quattro riunioni, soprattutto dovrebbe essere di cinque persone ma ad oggi opera sostanzialmente solo con la presidente Forte e il consigliere Giulio Cristofori, avvocato bolognese. Poi ci sarebbe Stefano Cassani, l’unico del precedente Cda a guida Stefano Manara a non aver dato le dimissioni in agosto con gli altri, permettendo così a Sangiorgi di invocare la semplice surroga invece di andare alla nomina di un nuovo Consiglio. “Due su quattro non hanno dato la disponibilità” ammette Sangiorgi. Non solo. Cassani sostanzialmente non si è mai presentato, ergo non ha firmato nessuno dei famosi atti deliberati dal Cda. “Cassani ha riconosciuto il Cda in quanto ha fornito un certificato per giustificare un”assenza per malattia” ha chiarito la sindaca. Un Cda che, come noto, a prescindere da tutto scadrà a giugno “poi abbiamo intenzione di nominare un nuovo Cda a 5 per un intero mandato”.

I 21 Comuni dovranno ora pagare le spese di questa fase processuale, 4.000 euro complessivi, metà per il Comune e metà per ConAmi, come per legge. Ovvia la delusione su questo fronte per la mancata sospensiva accordata, che viene vista spesso come preludio di una sentenza favorevole nel merito. Per il momento le bocche sul fronte dei 21 sono cucite, in attesa di concordare i prossimi passi. (l.a.)

Nella foto Stefania Forte e Manuela Sangiorgi

Conami, il Tar respinge la sospensiva chiesta da 21 sindaci soci. Sangiorgi: “Prevalso l'interesse pubblico'
Cronaca 1 Aprile 2019

Acqua pubblica, Stefano Manara risponde alla sindaca: «Le reti idriche sono di ConAmi, non di Hera»

Venerdì della settimana scorsa la sindaca Manuela Sangiorgi ha preso parte al convegno “Acqua pubblica, una sfida globale”. E’ già la seconda volta che la prima cittadina di Imola viene invitata in Parlamento sull’importante tema dei servizi pubblici. Il che rende onore a Imola e al territorio circondariale, culla di esperienze gestionali tanto efficaci e qualificanti da essere oggetto di studio e prese a riferimento da altre realtà.

Ma l’approccio al tema acqua pubblica della sindaca 5Stelle, anticipato tramite un comunicato stampa, ha suscitato perplessità in coloro che hanno cognizione di causa della materia, come l’ex presidente del Consorzio Ami, Stefano Manara. «Sarebbe stata un’occasione straordinaria per presentare il modello gestionale del nostro territorio come una eccellenza a livello europeo – commenta l’ex presidente -, ma presumo dalle affermazioni contenute nel comunicato che invece si sia presentato un territorio che non è il nostro e una situazione che non ci appartiene».

L’Amministrazione di Imola afferma nel comunicato che gli investimenti sul ciclo idrico «li pagano i cittadini», mentre «la proprietà degli investimenti resta in capo alla società di gestione che nel Comune di Imola è Hera Spa». Manara, essendo stato presidente del Consorzio Ami ed essendo consigliere Hera, lei sa bene come stanno le cose. Nel nostro territorio chi è che fa gli investimenti sulle reti idriche e chi ne è proprietario?
«Per cinque anni in Consiglio comunale ho spiegato con il massimo rispetto di tutte le posizioni e con sincero spirito informativo che a Imola le reti idriche, e non solo, non sono del gestore ma del Consorzio Ami, che gli investimenti strategici li fa il ConAmi, che le reti sono pubbliche, che il patrimonio idrico del Consorzio è al 100 per cento dei cittadini e vale circa 200 milioni di euro. Dai banchi dell’opposizione si può anche fare finta di non capire, ma quando sei il principale azionista del ConAmi, e pretendi di definirne gli organi e la strategia, non si può più ignorare la realtà e francamente dubito persino che ci sia il dolo».

Insomma, è il ConAmi, consorzio di 23 Comuni, che fa gli investimenti, mantenendo la proprietà di reti e impianti e demandandone la gestione a Hera, società a maggioranza pubblica di cui il ConAmi, peraltro, è tra i maggiori azionisti…
«Aggiungo che la relazione con il gestore Hera ha portato questo territorio ad avere una qualità dell’acqua elevatissima, un sistema di monitoraggio sicuro, una gestione delle perdite ai minimi tecnici, un livello di depurazione pressoché totale. Sono state predisposte infrastrutture che ci potranno garantire di far fronte alle gravi carenze idriche che il futuro ci fa prevedere e che metterebbero a rischio la maggior parte dei territori italiani». (r.cr.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto l”ex presidente di ConAmi Stefano Manara

Acqua pubblica, Stefano Manara risponde alla sindaca: «Le reti idriche sono di ConAmi, non di Hera»
Cronaca 21 Marzo 2019

Ambrosini lascia dopo quattro mesi la presidenza di Area Blu. “Non ha condiviso gli indirizzi approvati dai soci'

Non è durata molto la “luna di miele” tra Alessandro Ambrosini e Area Blu Spa. A poco più di quattro mesi dalla nomina, su designazione della sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, il presidente della società in house ha dato le dimissioni non condividendo le scelte in tema “di semplificazione dell’azione organizzativa dell’azienda e della governance”. 

Questo è quanto dice la stessa Amministrazione imolese nella nota di oggi con la quale  ha comunicato la notizia. Una nota che, dopo aver rivendicato il lavoro svolto, denota tutto il rammarico e una certa sorpresa: “Dal giorno del nostro insediamento stiamo lavorando, con profitto, per una reale discontinuità  di Area Blu, sia per quanto riguarda le modalità  di erogazione dei servizi sia per quanto riguarda la riduzione dei costi di approvvigionamento – si legge nello scritto del Comune – stiamo “mettendo a posto” molte storture, ed errori, del passato e ragionando su una visione complessiva e moderna della città  (bretella, gestione del verde, mobilità  sostenibile), seppur in un contesto difficile e con il problema noto dei vincoli di bilancio. Queste azioni sono state inserite nell’ultimo piano industriale (approvato all’unanimità  da tutti i soci). Durante l’ultima assemblea degli azionisti, abbiamo tuttavia notato, con rammarico, che il presidente, esprimendo una sua legittima opinione, non ha condiviso alcuni degli indirizzi espressi da tutti e volti, principalmente, ad una semplificazione dell’azione organizzativa dell’azienda e della governance”. 

Ambrosini è arrivato al vertice di Area Blu a metà ottobre, aveva partecipato alla selezione pubblica ed era stato indicato dal Comune di Imola, come gli spetta in virtù della maggioranza delle quote della Spa pubblica che si occupa di parcheggi, semafori, mautenzione della viabilità, mobilità, cimiteri, immobili pubblici secondo le esigenze dei vari enti e Comuni soci. Sangiorgi l’aveva definito «una figura di grande professionalità e competenza, un valore aggiunto per determinare al meglio le strategie e dare maggiore qualità a tutti i servizi»

Nella foto la sede di Area Blu e Alessandro Ambrosini

Ambrosini lascia dopo quattro mesi la presidenza di Area Blu. “Non ha condiviso gli indirizzi approvati dai soci'

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