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Cronaca 12 Febbraio 2020

L'importanza dell'acqua e della sua gestione nell'ultimo incontro di CooperAttivaMente ambiente e salute

Si chiude domani, giovedì 13 febbraio 2020 la rassegna CooperAttivaMente dedicata ad ambiente e salute, promossa dal Consiglio di zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e dalla cooperativa Bacchilega. L’ultimo incontro, che avrà luogo alle ore 18.30 alla sala delle Stagioni di Imola (via Emilia25) è dedicato al tema Acquasana, vita sana e sarà curato dalla dottoressa Federica Gnudi, ricercatrice dell’Istituto Ramazzini. «L’acqua è una risorsa limitata, fonte di vita e alla base di ogni attività antropica, dal bere al lavarsi, indispensabile per coltivare la terra e per produrre gran parte del cibo necessario al sostentamento – sottolineala dottoressa Gnudi presentando l’appuntamento -. Nonostante l’acqua sia una risorsa così preziosa, la sua presenza e disponibilità viene spesso data per scontata. Ogni anno inquinamento, crescita della popolazione mondiale e cambiamenti climatici mettono sempre più a rischio disponibilità e qualità dell’acqua».

La ricercatrice fornisce qualche dato: «Mentre miliardi di persone nel mondo stanno continuando a soffrire a causa dello scarso accesso all’acqua e ai servizi igienico sanitari, ogni giorno il mondo occidentale ne consuma oltre 4 mila litri. In particolare, l’Italia si posiziona al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per consumo pro-capite di acqua e per consumo di acqua in bottiglia, con un forte impatto sia dal punto di vista ambientale che economico». Quindi, osserva la dottoressa Gnudi, «migliorare le politiche di gestione dell’acqua è divenuto un imperativo globale. Solo attraverso la conoscenza e la sorveglianza dell’intera catena di approvvigionamento dei diversi prodotti è possibile impostare delle buone politiche di gestione dell’acqua, non solo quindi come consumatori diretti di questo bene, ma anche come consumatori indiretti. La“gestione sostenibile” delle risorse idriche non è una sfida impossibile, ma una scommessa che si può (e si deve) vincere anche attraverso un impegno comune da parte dei cittadini che, con le loro scelte – conclude- possono fare davvero la differenza». (r.cr.)

L'importanza dell'acqua e della sua gestione nell'ultimo incontro di CooperAttivaMente ambiente e salute
Cultura e Spettacoli 8 Febbraio 2020

In pensione con spensieratezza con la compagnia Alidosiana di Castel del Rio al teatro Osservanza

C’è un momento attesissimo dalla stragrande maggioranza delle persone, il momento del collocamento a riposo, della meritata pensione. Ma qualche volta le cose non vanno come si sperava, soprattutto quando a casa si hanno due donne che ci si mettono d’impegno per turbare la pace tanto agognata. È il succo della divertente commedia in tre atti «La pensione fa bene…», che la compagnia «Alidosiana Castel del Rio» rappresenterà stasera, sabato 8 febbraio, alle 21, al teatro Osservanza di Imola, nell’ambito della 44a rassegna delle Filodrammatiche «Don Luciano Castellari» promossa dalla Cars con il patrocinio del Comune di Imola. Il testo, messo in scena per la prima volta, è di Brunello Morara, storico fondatore della compagnia, che cura anche la regia dello spettacolo.

«La storia è quella di una famiglia semplice, modesta, padre operaio e madre casalinga. Una famiglia in cui tanti possono riconoscersi – spiega Christian Bertozzi, che nella commedia interpreta il ruolo di Carlo Bracciocorto, il pensionato -. Tutto ruota intorno ai sacrifici fatti per permettere alla figlia di studiare all’università. Una figlia che ha una storia con un giovane benestante e vorrebbe vivere oltre le sue possibilità, viziata dalla madre, con un padre benevolo ma in conflitto sia con lei che con la moglie che le dà sempre ragione».  Quandosi ritrova finalmente in pensione, Carlo deve fare i conti con la moglie che vorrebbe farlo lavorare più di prima, al punto da arrivare a chiedersi: «Ma chi me l’ha fatto fare?». Aggiungiamo un contorno di equivoci e vicine bisbetiche e le risate sono assicurate.

«In passato abbiamo fatto anche gialli e drammi – precisa Bertozzi -, ma nove volte su dieci rappresentiamo commedie. La gente vuol venire a teatro per passare un’ora e mezza, due ore in spensieratezza, guardando cose divertenti e non pesanti. Però è bello anche cimentarsi in altre cose, cercando di scegliere testi belli, in grado di non annoiare il pubblico». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 febbraio

Nella foto Christian Bertozzi, Alice Tagliaferri, Simona Daidone e Davide Vecchiattini sul palco (da sinistra a destra) per la commedia «Volete anche le mutande?» nel 2016

In pensione con spensieratezza con la compagnia Alidosiana di Castel del Rio al teatro Osservanza
Cultura e Spettacoli 25 Gennaio 2020

I giovani della Primavera di San Giacomo al teatro Osservanza in «Molto rumore per nulla»

Dopo il prologo affidato a Natale in musica e poesia,spettacolo di beneficenza svoltosi il 7 dicembre, entra nel vivo sabato 25 gennaio la programmazione 2020 della 44a rassegna Filodrammatiche «Luciano Castellari», promossa come da tradizione dalla Cars (Cooperativa Assistenza Ricreazione Sociale) con il patrocinio del Comune di Imola. L’appuntamento è al teatro dell’Osservanza di Imola (inizio alle 21) con «Molto rumore per nulla», liberamente tratto dalla commedia «Much ado about nothing» di William Shakespeare. Protagonista è la Compagnia Primavera di San Giacomo, che con questo spettacolo ha deciso di celebrare i suoi dieci anni di vita. «La rappresentazione è già stata messa in scena lo scorso novembre, proprio in coincidenza con il decimo compleanno della compagnia– sottolinea il regista, Piero Salvatori -. Ci piaceva però l’idea di portarla anche nella rassegna Cars e così è nata questa replica».

Come è nata la scelta di questo testo e, in genere, come scegliete i testi da mettere in scena?
«Le nostre scelte sono legate soprattutto all’esigenza di avere testi corali, che permettano di inserire più ragazzi possibili. Il filone dunque è quello. Inoltre, abbiamo una collaborazione con la Filodrammatica Berton di Faenza e con Nicoletta Mazzoni in particolare. Spesso, come anche in questa occasione con Molto rumore per nulla, abbiamo usato testi riscritti da lei. A volte abbiamo proposto rivisitazioni di fiabe classiche, come nel caso di ”Sette streghe per Biancaneve”, oppure per ”Tre Natali per una notte”, ispirato al Canto di Natale di Charles Dickens. Molti i testi shakespeariani, da ”Sogno di una notte di mezza estate” a ”Giulietta e Romeo”. In genere, comunque, riprendiamo spettacoli proposti dalla compagnia dei “grandi” di San Giacomo, ma sempre nell’ottica di far recitare venti-trenta ragazzi per volta, anche aggiungendo personaggi inventati». (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 23 gennaio

Sopra, tutti gli attori di «Molto rumore per nulla»

I giovani della Primavera di San Giacomo al teatro Osservanza in «Molto rumore per nulla»
Cronaca 15 Gennaio 2020

«Siamo l'aria che respiriamo», ai “raggi x' con CooperAttivaMente il binomio inquinamento atmosferico-salute

E” in programma domani, giovedì 16 gennaio, il terzo appuntamento con la rassegna di CooperAttivaMente dedicata ad ambiente e salute, in collaborazione con i ricercatori dell’Istituto Ramazzini. Il dottor Daniele Mandrioli, a partire dalle 18.30, alla sala delle Stagioni della Casa della Cooperazione in via Emilia 25, approfondirà il tema della qualità dell’aria nell”appuntamento dal titolo «Siamo l”aria che respiriamo», dedicato al tema della qualità dell”aria e degli effetti dell”inquinamento atmosferico sulla salute umana.

Come per tutti gli altri incontri del ciclo, a tutti i partecipanti verrà offerto uno sconto del 20% su prestazioni sanitarie (eccetto i prelievi) e un “coupon prevenzione” valido per una visita gratuita over 65 anni utilizzabile al Poliambulatorio di via Libia a Bologna e al Centro clinico di Ozzano Emilia. 

CooperAttivaMente è un progetto ideato e promosso dal Consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Coop. Bacchilega in collaborazione con varie realtà cooperative e associative del circondario imolese. Gli obiettivi, promuovere la cooperazione, la legalità e i corretti stili di vita e di consumo, sono ambiziosi e vengono di volta in volta declinati in una serie di eventi per grandi e bambini: presentazioni di libri, laboratori ed altri appuntamenti. (r.cr.)

La foto è tratta dalla locandina dell”evento

«Siamo l'aria che respiriamo», ai “raggi x' con CooperAttivaMente il binomio inquinamento atmosferico-salute
Cultura e Spettacoli 11 Gennaio 2020

Il grande pianista Martin Kasìk sul palco del teatro di Imola per l'Erf#StignaniMusica

Sarà Martin Kasík, uno dei più apprezzati pianisti contemporanei, il protagonista dell’appuntamento di sabato 11 gennaio con Erf#StignaniMusica. Alle ore 21, sul palco del teatro Stignani di Imola, il pianista della Repubblica Ceca proporrà un programma che, oltre alla musica della sua terra, presenterà i celebri Quadri di un’esposizione di Musorgskij. In apertura, invece, spazio alla musica di Leoš Janácek (Onan overgrown path Book I) e Bohuslav Martinu (3 Danze ceche). «Kasík, dotato di una capacità tecnica assoluta, fluida, e di una grande espressività e intelligenza, ricorda la pulizia tecnica dei migliori virtuosi dello strumento – spiegano le note di presentazione di tutta la stagione -. Definito dalla critica come uno dei migliori talenti pianistici degli ultimi anni, Kasík è risultato vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, e si è esibito sia con grandi orchestre che come solista, sempre conservando la stessa capacità di ammutolire lo spettatore».

Ha cominciato gli studi di pianoforte a soli quattro anni. Ha studiato con Monika Tugendliebová presso il conservatorio Janácek a Ostrava e successivamente con Ivan Klánský presso l’Accademia della Musica e delle Arti Performative a Praga. Ha frequentato masterclass di Lazar Berman, Garrick Ohlson, Christian Zacharias, Paul Badura-Skoda e molti altri. Ha vinto numerosi concorsi nazionali e internazionali tra cui il Prague Spring International Music Competition nel 1998, lo Young Concert Artists Competition nel 1999, il Davidoff Prix nel 2000 e il Harmonie Magazine Award nel 2002. Martin Kasík si è esibito sui palcoscenici di maggior rilievo al mondo come la Berlin Philharmonic Hall, la Wigmore Hall, la Tonhalle Zurich, il Gewandhaus Leipzig, il Concertgebouw ad Amsterdam, e molti altri. Si è esibito come solista con numerose orchestre tra cui la Chicago Symphony Orchestra, la Minneapolis Symphony Orchestra, la Deutsches Symphonie Orchester Berlin. Ha regolarmente lavorato con la Czech Philharmonic Orchestra e la Prague Symphony Orchestra, che ha accompagnatoin tournée per gli Stati Uniti ed il Giappone. Dal 2009 è docente di pianoforte presso l’AccademiaMusicale di Praga. La sua produzione discografica consta di quindici cd prodotti da case discografiche qualiSupraphon e Arco Diva. Info: 0542/25747. (r.c.)

Il grande pianista Martin Kasìk sul palco del teatro di Imola per l'Erf#StignaniMusica
Cultura e Spettacoli 13 Novembre 2019

CooperAttivaMente presenta il libro «Le Civiltà dei Fiumi», la storia vista dal punto di vista delle donne

Terzo appuntamento della stagione 2019-2020 della rassegna Cooperattivamente mercoledì 20 novembre alle 18 alla Sala delle Stagioni di Imola. In collaborazione con la Società italiana delle Storiche e l”associazione imolese Perledonne, è in programma «Sguardi di genere», incontro con Francesca Minen e Caterina Di Paolo, rispettivamente autrice e illustratrice del libro «Le Civiltà dei Fiumi. Altri sguardi, nuovi racconti» della collana «Storie nella Storia», edita da Settenove e coordinata da Elisabetta Serafini. Le due ospiti dialogheranno nell”occasione con la giornalista di «sabato sera» Milena Monti e con Assunta Di Sario dell’associazione Perledonne.

L”appuntamento del 20 novembre fa parte del calendario di iniziative che l”associazione Perledonne promuove in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il motivo della scelta è legato alla convinzione delle socie di Perledonne che la violenza di genere debba essere combattuta non solo aiutando concretamente le vittime, bensì anche promuovendo un lavoro culturale che ridefinisca in maniera intelligente, nelle diverse fasi della storia umana, il ruolo delle donne. Non a caso l’associazione ricorda di avere collaborato con CooperAttivaMente anche nel marzo scorso, in occasione dell’allestimento della mostra «Verso la parità. Dal 1968 una rivoluzione da completare». Perledonne rilascerà ai presenti interessati un attestato di partecipazione all’evento del 20 novembre.

A Imola non sarà presente Elisabetta Serafini, coordinatrice della collana «Storie nella Storia» e autrice del primo libro del progetto, già pubblicato e dedicato alla «Preistoria». Queste le sue parole per illustrare il progetto: «Immaginate se un matematico tentasse di risolvere un’equazione usando soltanto numeri dispari, un pittore preparasse la sua tavolozza senza usare il rosso e il giallo, un poeta componesse versi con parole senza vocali…Avremmo equazioni diseguali, dipinti sbiaditi, versi dalle sonorità rauche e impronunciabili. E la storia dell’umanità? Immaginate se uno storico raccontasse solo i fatti e le avventure degli uomini. Avremmo una storia strana, irreale, sbilenca». Ecco dunque la necessità di «raddrizzare» la storia. «Per completarla – aggiunge Serafini – era necessario raccogliere una massa di informazioni sulla vita delle donne e riscrivere la storia delle donne e degli uomini: la storia dell”umanità». 

Tornando a CooperAttivaMente, ricordiamo che è un progetto ideato e promosso dal Consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e da Coop. Bacchilega, in collaborazione con varie realtà associative del circondario imolese, con l”obiettivo di promuovere e sviluppare la cultura e la crescita civile, civica e cooperativa del territorio, ma anche corretti stili di vita e di consumo. Gli eventi, compreso quello del 20 novembre, sono ad ingresso libero. (r.c.)

CooperAttivaMente presenta il libro «Le Civiltà dei Fiumi», la storia vista dal punto di vista delle donne
Cultura e Spettacoli 23 Ottobre 2019

Il gusto dei ricordi protagonista dell'edizione del Baccanale 2019 e dell'inserto allegato a «sabato sera»

La pasta ripiena detta spoja lorda, i tagli di carne residuali per non buttare via niente del maiale ma anche di altri animali, i frutti della terra oggi quasi dimenticati come il cardo. Sono questi alcuni di quei gusti e sapori più legati alla tradizione dei nonni che alle tavole del giorno d’oggi. Gusti e sapori di ieri che sono al centro dell’edizione 2019 del Baccanale, tradizionale manifestazione legata alla cultura dell’enogastronomia che il Comune di Imola promuove con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e della Regione Emilia Romagna, oltre che con il contributo e sostegno di numerosi sponsor. Dal 3 al 24 novembre va dunque in scena «Il gusto dei ricordi», come riassume il titolo della manifestazione.

«Questa edizione del Baccanale guarda al passato per celebrarlo proseguendo nella concreta opera di promozione e conoscenza della cultura enogastronomia del nostro territorio – commenta la sindaca Manuela Sangiorgi – attraverso un intenso programma di appuntamenti per salvaguardare le nostre radici e valorizzare le nostre tradizioni». Come detto, inizia domenica 3 novembre il ricco calendario di incontri, degustazioni, mostre, spettacoli, menù a tema, visite guidate e scuole di cucina del Baccanale 2019: l’inaugurazione pubblica è in programma al teatro comunale Ebe Stignani alle 17.30, con il saluto della sindaca,una lettura di Marcel Proust da parte di Leo Gullotta e l’introduzione storica del professor Massimo Montanari. «Quando parliamo di memoria e di ricordi stiamo parlando di un passato che rimane presente perché qualcuno lo ricorda e racconta – dice lo storico -, segno del fatto che è importante impegnarsi oggi per mantenere in vita frammenti di passato meritevoli».

Uno sguardo particolare del Baccanale di quest’anno è dedicato alle donne. Sono donne, infatti, sia l’illustratrice scelta per l’immagine dell’edizione2019 della manifestazione sia la chef premiata con il Garganello d’oro per la promozione della cultura del cibo. La prima, Beatrice Alemagna, sarà in esposizione con numerose illustrazioni alla biblioteca Casa Piani dal 9 novembre al 25 gennaio (orari di apertura: martedì e venerdì dalle 15 alle 18, sabato dalle 9.30 alle 12.30, domeniche 10, 17 e 24 novembre dalle 10 alle 13 e dalle15 alle 18). La seconda, Rosanna Marziale, sarà premiata lunedì 4 novembre alle 18.30 al museo di San Domenico: chef del ristorante Le Colonne, stella Michelin dal 2013, e di San Bartolomeo casa in campagna, è la modella scelta da Mattel per la realizzazione della speciale Barbie chef in occasione dei sessant’anni della famosa bambola. (mi.mo.)

I servizi completi e l”inserto «Oltre il Baccanale», 16 pagine all”insegna della riscoperta di ricordi e sapori antichi, sono su «sabato sera» in edicola da domani 24 ottobre

Il gusto dei ricordi protagonista dell'edizione del Baccanale 2019 e dell'inserto allegato a «sabato sera»
Cultura e Spettacoli 30 Settembre 2019

La stagione teatrale alla Sala del Suffragio di Medicina tra cabaret, prosa e spettacoli musicali

Rassegne di prosa, cabaret, teatro dialettale, eventi musicali e proiezioni cinematografiche. È la nuova stagione della Sala del Suffragio di Medicina curata dall’associazione Eclissidilana con la direzione artistica di Dario Criserà. Sul palco si alterneranno compagnie ed attori di grande spessore, comici protagonisti degli schermi televisivi e in particolar modo di Zelig come Antonio Cornacchione, Sergio Sgrilli, o Leonardo Manera. Quest’anno la rassegna di cabaret si arricchisce di un ulteriore appuntamento,arrivando a sei spettacoli. Evento speciale fuori abbonamento sarà poi Bionda Zabaione con Maria Pia Timo, un recital che unisce il meglio dei personaggi, delle gag e delle trovate del repertorio dell’attrice faentina.

Tanti anche gli spettacoli di prosa, di teatro dialettale e quelli musicali (questi ultimi a ingresso libero). Dall’autunno tornerà anche una nuova stagione cinematografica con venti titoli di film di ogni genere… commedie, drammi e cartoni animati. «Avere un teatro attivo nella nostra città – commenta Enrico Caprara, presidente del Consiglio comunale, con delega alla Cultura – è davvero importante. Un teatro è una finestra aperta sul mondo: ci dà l’opportunità di vedere quel che succede fuori dal nostro ambiente ristretto e di rinnovare l’aria a volte un po’ stantia della nostra quotidianità. Anche quest’anno la Compagnia Eclissidilana propone alla comunità di Medicina una stagione molto interessante, diversificata e di ottimo livello».

Il primo appuntamento in programma è con la prosa: sabato 12 ottobre arriva Antonio Cornacchione con D.E.O. Exmacchina – Olivetti un’occasione scippata. Per prenotazioni: 333/9434148. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 settembre

Nelle foto Dario Criserà e Maria Pia Timo

La stagione teatrale alla Sala del Suffragio di Medicina tra cabaret, prosa e spettacoli musicali
Cultura e Spettacoli 30 Agosto 2019

L'Emilia Romagna festival nel weekend si fa in tre, concerti a Tossignano, Imola e Castel San Pietro

Saranno le vincitrici del Concorso internazionale di musica da camera «Massimiliano Antonelli» di Latina 2017, Sara Pastine e Giulia Contaldo, ad esibirsi venerdì 30 agosto alle 21 nella chiesa di San Girolamo a Tossignano per la rassegna «Primo premio!» dell’Emilia Romagna festival. La violinista e la pianista proporranno musiche di Johannes Brahms, Claude Debussy e Sergej Prokof’ev. In particolare si comincerà con la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte op. 100 di Johannes Brahms, detta anche «Thunersonate» perché concepita nel 1886 in un ritiro estivo sul lago di Thun. Seguirà la Sonata per violino e pianoforte di Claude Debussy che fa parte di una raccolta di sei sonate per diversi strumenti che egli scrisse per omaggiare i compositori francesi del diciottesimo secolo. Infine, toccherà alla Prima Sonata in fa minore per violino e pianoforte di Sergej Prokof’ev,una delle più scure, sconsolate e pensierose pagine del compositore russo pubblicata a Londra nel 1947.

Sabato 31 agosto, invece, l”appuntamento è a Imola con Emilia Romagna festival e con i «Concerti al museo diocesano», nel chiostro del palazzo vescovile di Imola. Dalle 21 il violoncello di Boris Andrianov incontrerà il bayan (una sorta di fisarmonica a bottoni)di Yuri Medianik, musicista poliedrico di origine ucraina, in una scelta di sonate di Bach scritte originariamente per viola da gamba e clavicembalo, reinterpretate secondo la peculiare composizione del duo. Destinate a rimanere manoscritte durante la vita di Bach, le Sonate per viola gamba e clavicembalo che furono pubblicate solo nel 1860, fanno oggi stabilmente parte del repertorio di ogni violoncellista – si legge nel comunicato stampa del concerto-. Inconsueta e affascinante, la trascrizione fatta da Yuri Medianik arrangia la parte clavicembalistica per il bayan, un tipo di fisarmonica cromatica a bottoni, diffusasi in Russia all’inizio del XX secolo. La somiglianza timbrica del bayan e del violoncello può apparire distante, a prima vista, ma ben presto questo mix inaspettato, che realizza una perfetta fusione armonica, permette agli ascoltatori di apprezzare la polifonica bachiana al suo meglio, in una nuova veste sonora».

Il Duo Marvulli-Columbro, violino e pianoforte, arriva invece al teatro Cassero di Castel San Pietro domenica 1 settembre alle ore 21 (ingresso gratuito). L’Emilia Romagna festival propone questo duo di giovani e talentuosi solisti che darà vita a brani di Grieg, Stravinskij, Debussy e Ravel. «Dalla Norvegia di Edvard Grieg proviene la Terza Sonata per violino e pianoforte op. 45, composta tra il 1886 e il 1887: riecheggia in essa la musica popolare scandinava, inesauribile fonte d’ispirazione per tutta la musica di Grieg – si legge nelle note stampa al concerto -. Tutt’altro clima domina la Suite Italienne di Igor Stravinskij, trascrizione per violino e pianoforte dal balletto “Pulcinella” (1920), scritta dall’artista russo giovandosi dei consigli d’ordine tecnico fornitigli dal virtuoso dell’arco Samuel Dushkin, conosciuto nel 1931. Questa Suite Italienne n. 2, una versione ancor più condensata di “Pulcinella”, apparve a Parigi nel 1934. Ci si sposta in Francia, negli ultimi anni di vita di Claude Debussy, con la particolarissima Sonata per violino e pianoforte, un’opera dai forti chiaroscuri e riconducibile a un’idea circolare del tempo musicale. La composizione nacque tra il 1916 e l’aprile del 1917, a ridosso della prima guerra mondiale e dell’ultima malattia di Debussy. Ancora più sperimentale la Sonata in sol maggiore (1927) di Maurice Ravel, il cui secondo movimento è un blues che fa l’occhiolino al jazz. Convinto che il pianoforte e il violino fossero strumenti tra loro fondamentalmente incompatibili, Ravel, al posto di equilibrare i loro contrasti, mette in evidenza proprio la loro (presunta) incompatibilità». (r.c.)

L”articolo completo sui concerti è su «sabato sera» del 29 agosto

Nella foto il Duo Marvulli-Columbro, che sarà a Castel San Pietro Terme domenica 1 settembre

L'Emilia Romagna festival nel weekend si fa in tre, concerti a Tossignano, Imola e Castel San Pietro
Cultura e Spettacoli 11 Agosto 2019

Con il concerto «Unlimited» l'Emilia Romagna festival inaugura l'arena dell'agriturismo «Le siepi di San Giovanni»

Sarà Enrico Pieranunzi a suonare, domenica 11 agosto alle 21, a Fontanelice nel teatro tra i vigneti dell’agriturismo «Le Siepi di San Giovanni», nell’ambito dell’Emilia Romagna festival. «Unlimited» è il titolo del concerto, a sottolineare l’abilità di questo pianista nel muoversi con disinvoltura fra classica e jazz, senza limiti di genere, senza limiti alla musica. «Il blues, Scarlatti, una canzone di Gershwin, una sarabanda di Haendel: il piano solo di Enrico Pieranunzi sfida luoghi comuni e leggi della geometria facendo di jazz e classica due rette parallele che si incontrano – si legge nella presentazione del concerto -. È accaduto già prestissimo nella sua vita musicale, quando i suoni di Charlie Parker, Django Reinhardt, Lee Konitz e Chet Baker vivevano accanto a quelli di Bach e Chopin. Accade ancora oggi, sempre di più, nel suo pianismo libero, personalissimo, senza confini: “Unlimited”, appunto, comerecita il titolo del concerto a Fontanelice».

Nato nel 1949, Enrico Pieranunzi è tra i protagonisti più noti e apprezzati della scena jazzistica internazionale. Suona prevalentemente all’estero, in città come Parigi, New York o Tokyo. Pianista, compositore e arrangiatore, ha registrato più di settanta dischi a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto. Ha collaborato, in concerto o in studio d’incisione,con musicisti come Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron. Eletto tre volt emiglior musicista italiano nel referendum Top Jazz della rivista Musica Jazz, vanta tra i suoi riconoscimenti il «Django d’or» come miglior musicista europeo nel 1997, l’Echo Award in Germania come Best International Piano Player nel 2014, e il premio «Una vita per il jazz» assegnatogli (sempre nel 2014) da Musica Jazz.

Il concerto dell”Emilia Romagna festival sarà l”occasione per l”apertura ufficiale al pubblico di un teatro all’aperto di quasi novecento posti, nel cuore della vallata del Santerno, che rappresenta l’ultimo progetto dei proprietari dell’agriturismo «Le Siepi di San Giovanni» di Fontanelice. L’agriturismo, aperto nel settembre 2017, appartiene alla famiglia Zuffa ma son osoprattutto tre fratelli – Gabriele, Giangaspare e Maurizio Zuffa – a occuparsene. Fino ad oggi si erano dedicati principalmente alla ristorazione e alla produzione vinicola ma una combinazione di opportunità e intuito ha portato alla creazione di questo teatro da cui con un’occhiata si abbraccia la Vallata e si scorgono i tetti di Imola. Clelia Lazzari, moglie di Maurizio Zuffa, spiega come è nata l’idea: «Non c’è stato un vero progetto dietro, più una serie di opportunità che noi abbiamo colto. L’agriturismo appartiene alla famiglia Zuffa fin dai primi anni’30, quando era stato acquistato dal padre di mio marito, Pietro Zuffa, ma dagli anni ’80 è rimasto disabitato. Abbiamo cominciato la ristrutturazione nel 2011, già con i primi lavori avevamo raccolto molte pietre che avevamo momentaneamente messo da parte, senza sapere bene come utilizzarle. Ma non avevamo buttato via nulla convinti che ogni cosa avrebbe trovato il suo posto. Inoltre avevamo avuto un massiccio spostamento di terreno quando abbiamo costruito la strada e si era creato un teatro naturale con una magnifica vista. L’anno scorso Gabriele ha lavorato alcuni campi circostanti e dal terreno sono emerse molte altre pietre. Dato che c’era questa grande disponibilità di materiale l’anno scorso abbiamo costruito un primo pezzo di arena ispirandoci allo splendido teatro greco di Lipari. Quest’anno abbiamo continuato, e ormai quasi concluso, i lavori». (re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 agosto

Nella foto di Rebecca Conti l”arena dell”agriturismo “Le siepi di San Giovanni”

Con il concerto «Unlimited» l'Emilia Romagna festival inaugura l'arena dell'agriturismo «Le siepi di San Giovanni»

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