Posts by tag: riscaldamento

Cronaca 5 Novembre 2022

Accensione termosifoni, anche Castel San Pietro limita la durata a 10 ore al giorno

Non solo posticipi nella possibilità di accendere i termosifoni ma anche limitazioni all’utilizzo giornaliero del riscaldamento. Questo è quanto ha deciso l’amministrazione comunale di Castel San Pietro che nei giorni scorsi aveva posticipato al 7 novembre l’accensione degli impianti termici a combustione ad uso riscaldamento.

Una ulteriore ordinanza dell’amministrazione comunale limita l’attivazione a un massimo di 10 ore nella singola giornata (comprese tra le 5 e le 23) dal 7 al 30 novembre 2022 compresi, salvo che non si verifichi un’anomalia termica negativa significativa che comporti l’adozione di un altro analogo provvedimento.

L’ordinanza, pubblicata all’Albo Pretorio e sul sito internet del Comune di Castel San Pietro Terme, precisa anche tutti i casi in cui non si applica la limitazione della durata giornaliera dell’accensione del riscaldamento.

Accensione termosifoni, anche Castel San Pietro limita la durata a 10 ore al giorno
Cronaca 28 Ottobre 2022

In alcuni comuni del circondario l’accensione dei termosifoni slitta al 7 novembre

Visto il permanere di una situazione meteorologica favorevole l’Amministrazione comunale di Imola ha deciso di prorogare il divieto di accensione degli impianti termici fino a domenica 6 novembre compreso. In questo modo sarà permesso l’accensione a partire da lunedì 7 novembre (in precedenza era stata fissata al 2 novembre). Stesso provvedimento, nel circondario, al momento preso anche da Castel San Pietro, Medicina, Ozzano e Borgo Tossignano.

«Questa ordinanza – spiega il sindaco Marco Panieri a giustificazione del documento firmato – rafforza l’attenzione dell’amministrazione per la qualità dell’aria. Infatti, gli impianti termici a uso civile costituiscono una rilevante fonte di emissione di elementi atmosferici inquinanti. Tuttavia – rimarca il primo cittadino – non c’è solo il tema ambientale, ma anche quello di risparmio energetico e di alleggerimento sui costi del bilancio Comunale. Non si vogliono trascurare le diverse esigenze che sappiamo esserci nell’ambito energetico e nelle sue declinazioni più concrete, però alcune attenzioni come quella avuta nell’emettere questa Ordinanza consentono di sbloccare risorse importanti per altre emergenze».

Ma non ci sono solo slittamenti e limitazioni. Lo conferma il sindaco che ricorda come «nel frattempo stiamo ragionando su ulteriori misure legate all’energia, considerando che investimenti più importanti che incideranno fortemente sul medio-lungo periodo come la riqualificazione degli edifici pubblici (cappotto, infissi, impiantistica ed efficientamento energetico) sono già in via d’attuazione. Penso a quanto dell’intero patrimonio immobiliare comunale, compreso l’ambito dell’Edilizia Residenziale Pubblica in virtù di un proficuo dialogo con Acer, si stia trasformando grazie ai fondi del Pnrr, del Superbonus 110% e del Fondo Complementare, con l’avvio di numerosi cantieri già attivati o in via di attivazione per concretizzare interventi proprio di questo tipo, lasciando abitazioni più belle, più funzionali e più sostenibili, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello economico». (r.cr.)

In alcuni comuni del circondario l’accensione dei termosifoni slitta al 7 novembre
Cronaca 8 Ottobre 2022

Termosifoni accesi per 15 giorni in meno, si parte il 22 ottobre. Prosegue la «rottamazione» delle caldaie

Per contrastare il caro energia anche nel territorio imolese entrano in vigore le nuove regole per l’accessione dei termosifoni in casa. Rispetto al passato, in base al decreto firmato dal ministro della Transizione ecologica Cingolani, il periodo di funzionamento degli impianti viene ridotto per tutti di 15 giorni: dal 22 ottobre, quindi con avvio posticipato di 8 giorni la data ordinaria di inizio, e fino al 7 aprile, anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio. Le temperature dovranno inoltre abbassarsi di un grado (indicativamente da 20° a 19°) e la durata dell’accensione giornaliera di un’ora (da 14 a 13 ore complessive).  

«In un contesto così complesso, abbiamo bisogno di tenere insieme la tutela della salute delle persone, esposta dagli impatti della qualità dell’aria, con le oggettive difficoltà in cui si trovano famiglie e imprese con i rincari energetici – ha commentato l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo -. In questo momento di crisi è importantissimo il dialogo con i Comuni e come Regione, anche se faticosamente, stiamo cercando una condivisione con le altre Regioni del bacino padano, unite dalla condanna in sede europea per la qualità dell’aria, chiedendo al Governo di attivarsi. Una nuova riunione istituzionale per fare il punto della situazione – conclude – è prevista per l’11 ottobre». 

Dala Regione si ricorda che fino al 31 dicembre 2023 è possibile “rottamare” le vecchie caldaie a biomassa con apparecchi meno inquinanti, a 5 stelle o pompe di calore. Cioè si può fare richiesta per un contributo per sostituire con dispositivi di ultima generazione camini, stufe e caldaie a biomassa ormai obsoleti con l’obiettivo di incrementare l’efficienza energetica e migliorare la qualità dell’aria. Possono farlo i residenti dei Comuni delle zone di pianura dell’Emilia-Romagna e nell’agglomerato di Bologna, ossia nei territori in cui si applicano le misure del Piano Aria (Pair).  

La richiesta di contributo va fatta attraverso la piattaforma telematica della Regione (r.cr.)

Termosifoni accesi per 15 giorni in meno, si parte il 22 ottobre. Prosegue la «rottamazione» delle caldaie
Cronaca 20 Settembre 2022

I residenti nel circondario (tranne quelli della vallata) e Ozzano possono chiedere incentivi per sostituire caldaie, stufe e camini

Puntare all’efficientamento energetico con l’occhio rivolto alla qualità ambientale. Con queste direttrici la Regione stanzia 11,5 milioni, per il prossimo triennio, per permettere alla famiglie di cambiare stufe e camini, quindi dispositivi di calore a biomassa, fortemente inquinanti con nuovi impianti di riscaldamento di ultima generazione. Questo sostegno economico può arrivare a coprire l’intero costo dell’operazione. La domanda è possibile effettuarla fino 31 dicembre.

Le risorse a disposizione per l’annualità 2022 ammontano a 3 milioni e 105mila euro, che si aggiungono ai 3,5 milioni del 2021 e ai quasi 5 milioni per il 2023, per uno stanziamento complessivo di 11,5 milioni di euro per il triennio. Fondi destinati al ricambio di impianti di calore alimentati a biomassa legnosa come camino aperto, stufa a legna/pellet, caldaia a legna/pellet, di potenza inferiore o uguale a 35 kW e con classificazione emissiva fino a 4 stelle con nuovi generatori a 5 stelle o pompe di calore.

Il provvedimento è rivolto ai cittadini residenti nei comuni dell’Emilia-Romagna già assegnatari del contributo del ‘Conto termico’ – il fondo per incentivare la produzione di energia termica e per sostenere gli interventi mirati al miglioramento dell’efficienza energetica di edifici e abitazioni – da parte del Gestore Servizi Energetici, che decorreva dal 7 gennaio 2021. Nel nostro territorio interessati gli abitanti dei comuni della pianura est (Imola, Castel Guelfo, Mordano, Medicina, Castel Guelfo, Dozza) e dell’agglomerato di Bologna (Ozzano Emilia). Esclusi quindi i residenti in Vallata.

L’incentivo regionale consiste in una percentuale aggiuntiva rispetto a quella rilasciata dal GSE e può coprire fino al 100% della spesa ammissibile. Sono ammesse le spese relative all’acquisto e all’installazione di nuovi generatori in sostituzione di quelli obsoleti, ma non i casi di nuova installazione. Gli incentivi saranno erogati ai richiedenti in possesso dei requisiti fino a esaurimento fondi e secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande. (r.cr.)

Nella foto di archivio un esempio di vecchio camino che può essere rinnovato

I residenti nel circondario (tranne quelli della vallata) e Ozzano possono chiedere incentivi  per sostituire caldaie, stufe e camini
Cronaca 2 Agosto 2022

I campi da tennis di via Monte del Re pronti anche per la stagione invernale

A Dozza sono stati completati i lavori di rifacimento dell’impianto di riscaldamento dei campi da tennis nel centro sportivo in via Monte del Re. Una spesa complessiva di 70 mila euro, finanziata interamente con contributi del ministero dell’Interno, inseriti nel Bilancio di previsione 2021-2023.

Le opere, realizzate dall’impresa Idro- project di Ozzano Emilia, si sono concentrate sulla sostituzione del generatore esistente con altri due, dedicati ciascuno a una porzione dell’ampia tensostruttura per garantire idonea temperatura e permettere l’utilizzo di entrambi i campi anche nella stagione invernale. «Un intervento – spiega il sindaco, Luca Albertazzi – che ci permetterà di sfruttare a pieno il potenziale dei nostri campi da tennis del centro sportivo di Monte del Re». (r.cr.) 

Nella foto: i campi da tennis coperti di Dozza

I campi da tennis di via Monte del Re pronti anche per la stagione invernale
Cronaca 15 Aprile 2021

Accensione degli impianti di riscaldamento, proroghe a Imola, Castel San Pietro e Ozzano

Temperature minime esterne sostanzialmente in linea con le medie stagionali del periodo, ma nonostante ciò molti sistemi edificio-impianto non consentono di ottenere temperature operanti che garantiscano il comfort climatico atteso. Per tutelare quindi la salute delle fasce più deboli della cittadinanza come anziani, bambini piccoli e persone in condizioni precarie di salute, alcuni comuni del Circondario hanno deciso di prorogare l’accensione degli impianti di riscaldamento. 

Il Comune di Imola, ad esempio, con un’ordinanza ha fissato la nuova data al 26 aprile 2021 compreso. Stesso provvedimento ma fino al 30 aprile sia a Castel San Pietro che ad Ozzano Emilia. (r.cr.)

Accensione degli impianti di riscaldamento, proroghe a Imola, Castel San Pietro e Ozzano
Cronaca 12 Ottobre 2020

A Imola e Castel San Pietro da oggi accensione anticipata degli impianti di riscaldamento

Viste le temperature inferiori alla media stagionale, i comuni di Imola e Castel San Pietro hanno deciso di anticipare ad oggi l’accessione degli impianti di riscaldamento, originariamente previsto per il 15 ottobre.

Attivazione facoltativa per un limite massimo non superiore alle 7 ore giornaliere (pari alla metà della durata consentita a pieno regime) nella fascia tra le ore 5 e le ore 23 di ciascun giorno (è consentito il frazionamento dell’orario di riscaldamento in due o più sezioni). L’obbligo di legge, inoltre, dispone di non superare la temperatura di 18°C + 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili,  e di 20°C + 2°C di tolleranza per tutti gli altri edifici, fatte salve le esclusioni previste dall’art. 12, commi 5 e 6, del Regolamento regionale del 30 luglio 2018, n.2. (da.be.)

A Imola e Castel San Pietro da oggi accensione anticipata degli impianti di riscaldamento
Cronaca 15 Aprile 2020

Imola, il Commissario proroga l’accensione degli impianti di riscaldamento fino al 3 maggio

A Imola gli impianti di riscaldamento potranno rimanere accesi fino a domenica 3 maggio compresa.
«Si prevede un abbassamento della temperatura atmosferica – spiega la delibera del commissario straordinario del Comune Nicola Izzo –, con possibili disagi da parte della popolazione, soprattutto anziana, in relazione al suddetto obbligo di rimanere nelle proprie abitazioni». Il riferimento va, evidentemente, ai decreti e alle ordinanze per il contrasto alla diffusione del coronavirus.

«La durata giornaliera dell’accensione non deve essere superiore alla metà di quella consentita a pieno regime, ossia non può superare le 7 ore giornaliere nella fascia oraria tra le ore 5,00 e le ore 23,00 di ciascun giorno – aggiunge l’atto –. E’ consentito il frazionamento dell”orario di riscaldamento in due o più sezioni».
In qualsiasi caso, l’invito è quello di «limitare l’accensione nelle ore più fredde – conclude la delibera –, ricordando l’obbligo di legge di non superare la temperatura di 18°C+2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili e di 20°C+2°C di tolleranza per tutti gli altri edifici». (r.cr.)

Imola, il Commissario proroga l’accensione degli impianti di riscaldamento fino al 3 maggio
Economia 29 Gennaio 2019

Entro fine anno le caldaie dovranno avere la targa, come fare per mettersi in regola con la normativa regionale

Non sono solo le auto a essere dotate di targa. Entro fine anno, infatti, anche caldaie e condizionatori domestici dovranno avere un codice identificativo, la cosiddetta «targa impianti», e dovranno essere registrati al Catasto regionale impianti termici (Criter), in cui vengono raccolti e aggiornati i dati relativi agli impianti termici presenti in Emilia Romagna. In questo modo, la Regione potrà avere un quadro preciso della situazione, verificare eventuali situazioni di pericolosità e intervenire per migliorare l’efficienza degli impianti non in regola.

Il riscaldamento è, dopo il traffico, la maggiore causa di inquinamento. L’operazione «calore pulito» fa seguito all’adozione del nuovo regolamento regionale dell’aprile 2017, conforme alle prescrizioni europee e nazionali. Il fine ultimo è far sì che tutti contribuiscano a città e territori più vivibili, con aria più pulita e abitazioni più sicure. L’obbligo di registrazione al Criter, il cui termine in scadenza a fine 2018 è stato prorogato di un anno, riguarda sia gli impianti di riscaldamento (caldaie, incluse quelle a pellet o legna), di potenza termica maggiore di 5 kW, sia gli impianti di raffreddamento (aria condizionata) di potenza termica maggiore di 12 kW, sia gli impianti centralizzati di produzione di acqua calda sanitaria di qualunque potenza. Nessun onere è richiesto dalla Regione per la registrazione al catasto Criter e l’operazione deve essere effettuata solo una volta.

Come viene effettuata l’iscrizione al Criter? Quando il tecnico passa a controllare l’impianto, occorre avere a portata di mano la visura catastale della propria abitazione e le bollette dell’energia elettrica e del gas. «Per l’iscrizione al Criter – conferma Pietro Mezzapelle, tecnico del centro assistenza caldaie Tecnotandem, con sedi a Imola e Casalfiumanese – servono i dati catastali dell’immobile, il codice Pdr (che indica il punto di riconsegna della fornitura del gas) e Pod (che indica il punto di prelievo dell’energia elettrica), che si trovano sulle bollette della luce e del gas. Noi inviamo questi dati alla Regione, che a sua volta rilascia la targa da inserire sul libretto. Nel 2014 è stato introdotto un nuovo libretto impianto di climatizzazione, in sostituzione del vecchio libretto usato in precedenza. Inoltre, dal 2017 è entrato in vigore l’obbligo di effettuare ogni due anni il controllo dei fumi emessi dall’impianto, necessario a verificare il corretto funzionamento e il rendimento della caldaia. Se il rendimento è basso, la caldaia consuma di più e in genere suggeriamo di sostituirla entro sei mesi. Se invece va tutto bene, dopo il controllo dei fumi viene rilasciato il bollino “calore pulito”, da aggiungere sul libretto. In Emilia Romagna, per i piccoli impianti domestici il bollino costa 7 euro (più Iva al 10 per cento), ma la tariffa aumenta fino a 100 euro per gli impianti di grossa potenza (condominiali), cifra da ripartire tra i condomini. Il costo, comunque, dipende da regione a regione». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Entro fine anno le caldaie dovranno avere la targa, come fare per mettersi in regola con la normativa regionale
Cronaca 15 Ottobre 2018

Da oggi e fino al 15 aprile 2019 è consentita l'accensione dei termosifoni in tutto il circondario di Imola

E’ in vigore da oggi, 15 ottobre, a Imola, negli altri comuni del circondario e a Ozzano, l’accensione ordinaria degli impianti di riscaldamento che durerà, salvo proroghe, fino al 15 aprile 2019. In materia si applica la legge 10 del 1991, che prevede – per la fascia climatica E, alla quale appartengono tutti i Comuni del circondario e anche Ozzano – l’attivazione dei termosifoni per i sei mesi indicati e per un massimo di 14 ore giornaliere, comprese tra le 5 e le 23.

Al di fuori di questo periodo, che essendo regolato dalla legge non necessita di ordinanze da parte dei sindaci, gli impianti possono essere attivati soltanto in presenza di situazioni climatiche che giustifichino anticipi o proroghe, per un tempo comunque non superiore alla metà di quello consentito a pieno regime (7 ore). In questo caso, però, l’accensione anticipata o l’autorizzazione a spegnere in ritardo gli impianti devono essere disposti tramite ordinanza.

Oltre al periodo e alle ore di accensione, la normativa fissa anche dei limiti alla media delle temperature che si possono raggiungere negli ambienti: per gli edifici di categoria E.8 (attività industriali, artigianali e assimilabili) 18°C più 2 gradi di tolleranza, per tutti gli altri 20°C più 2 gradi di tolleranza.A queste disposizioni si applicano, tuttavia, diverse deroghe.

Sono esclusi dai limiti di periodo e durata giornaliera: ospedali, cliniche, ricoveri per minori e anziani, strutture protette per assistenza e recupero tossicodipendenti e assimilabili; sedi di rappresentanze diplomatiche e organizzazioni internazionali non situate in condomini; scuole materne e asili nido; piscine, saune e assimilabili; edifici artigianali o industriali per i quali esistano particolari esigenze tecnologiche o di produzione.

Da non dimenticare, infine, che per chi viola le disposizioni legate all’uso, alla manutenzione e al controllo delle caldaie e degli impianti termici in generale sono previste sanzioni specifiche.  

Da oggi e fino al 15 aprile 2019 è consentita l'accensione dei termosifoni in tutto il circondario di Imola

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