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Cronaca 8 Febbraio 2019

Iniziati i lavori di ripristino dell'argine collassato durante la piena del Santerno a San Prospero

Sono iniziati ieri mattina i lavori per il ripristino della porzione di argine collassata in seguito alla piena del fiume Santerno, avvenuto sabato scorso, nell’area di via Cà del Forno, a San Prospero, causando l’allagamento di alcuni terreni circostanti. Sul posto era presente l”assessore alla Protezione civile del Comune di Imola, Maurizio Lelli per un incontro concordato con i tecnici del Servizio Area Reno e Po di Volano della Regione Emilia-Romagna ed i vertici di Cti di Imola, che è proprietaria del terreno crollato e dei campi nei quali il fiume è esondato.

Il proprietario del terreno si è attivato subito per ripristinare il tratto, di circa una ventina di metri di lunghezza, che è crollato, colpa anche delle tane di animali presenti nel terrapieno. Dall’incontro è emerso che serviranno circa mille metri cubi di terra per ripristinare la falla. I lavori dovrebbero concludersi entro la fine della prossima settimana, con la Protezione Civile del Comune che seguirà giorno per giorno l’evolversi dell”intervento. «Ringrazio la Cti per la massima disponibilità e tempestività – ha commentato Lelli -. Come Amministrazione comunale chiederemo quanto prima un incontro urgente con la Regione, ed in particolare con l’assessorato alla Protezione civile, al fine di definire i piani per fronteggiare i rischi idrogeologici. Serve infatti una pianificazione anche a lungo termine, rispetto a questo tipo di rischio, a cominciare da quello dell’esondazione dei fiumi, per non dovere intervenire solo dopo che i danni sono stati fatti. La nostra priorità, infatti, è la tutela del territorio». (d.b.)

Nella foto: i lavori sull”argine del Santerno a San Prospero

Iniziati i lavori di ripristino dell'argine collassato durante la piena del Santerno a San Prospero
Cronaca 7 Febbraio 2019

Paura per la piena del fiume Santerno a San Prospero. La risposta dell'assessore Maurizio Lelli

Dopo le parole piene di rabbia e di indignazione dei residenti di San Prospero riguardo alla piena del Santerno e al cedimento dell”argine che ha causato l”allagamento di alcuni terreni, non si è fatta attendere la risposta dell”assessore alla Protezione civile del Comune di Imola Maurizio Lelli. Ecco la lettera inviata al nostro giornale e che troverete su «sabato sera» del 7 febbraio.

Egregio direttore,

in merito a quanto affermato dai signori Bruno Gardi e Mattia Gardi, e dalle signore Michela Gardi, Giovanna Masi e Iole Berti precisiamo quanto segue: dopo la nottata di venerdì 1 febbraio trascorsa, da parte del Servizio comunale di Protezione civile, a monitorare i livelli di piena del fiume Santerno con le apposite strumentazioni (centraline idrometriche di Castel del Rio e Codrignano), al momento della crescita dei sopracitati livelli sviluppatasi nella mattinata di sabato 2 febbraio sono entrati nella fase di azione operativa (ore 6.30) lo stesso ufficio comunale di Protezione civile, i volontari della Protezione civile e la Polizia municipale. Alla tempestiva messa in sicurezza delle ciclabili e aree golenali sono seguiti la costante relazione con la Regione (servizio area Reno/Po di Volano Regione Emilia Romagna), l’attivazione dell’alert system per una ulteriore informativa ai residenti della zona Santerno e la distribuzione dei volontari di Protezione civile lungo il tratto Tosa / San Prospero. Il personale del Servizio comunale di Protezione civile si è preoccupato, inoltre, di verificare personalmente le criticità con ben quattro sopralluoghi effettuati anche nell’area di via Ca’ del Forno nella frazione di San Prospero.

Durante una di queste ispezioni, insieme ai responsabili regionali competenti per il fiume Santerno, si è proceduto all’analisi diretta della segnalazione effettuata dal signor Gardi oltre a tutte le altre aree più critiche riscontrate lungo l’asse del fiume. Va precisato che si è trattato della rottura di un terrapieno, costruito con terra di riporto (e non di un vero e proprio argine), realizzato in un terreno di proprietà privata. Lo hanno confermato anche i tecnici della Regione Emilia Romagna, nel corso del sopralluogo effettuato questa mattina (4 febbraio, Ndr), insieme ai tecnici del Servizio comunale di Protezione civile, per cui spetta al proprietario operare per il ripristino del terrapieno stesso. Nel contempo, va chiarito che i terreni sui quali è esondato il fiume Santerno, causa la suddetta rottura di una porzione di terrapieno, sono terreni classificati come «area esondabile», e quindi in caso di piena del fiume più facilmente a rischio di allagamento.

Al momento il Comune si è attivato per redigere un’apposita ordinanza rivolta al proprietario del terrapieno affinché provveda urgentemente al suo ripristino, in modo da evitare problemi anche nell’immediato futuro. Più in generale, il Comune ricorda che è compito dei privati monitorare terrapieni e argini che sorgono sui terreni di loro proprietà, al fine di garantirne la corretta manutenzione. Il Servizio di Protezione civile del Comune continuerà a monitorare la situazione, così come ha fatto nel corso della fase di allerta dei giorni scorsi quando, come sopra ricordato, è stato presente nei vari punti critici lungo il Santerno, compresa l’area di via Ca’ del Forno nella frazione di San Prospero, sia con i propri tecnici, che con l’assessore alla Protezione civile, Maurizio Lelli, che è sempre stato in contatto diretto con la sindaca durante tutta la fase di allerta. Ribadiamo, infine, che questa Amministrazione comunale, in tutte le sue articolazioni istituzionali e tecniche, considera una priorità la salvaguardia del territorio, a partire dalla tutela di persone, animali e cose. Per questo continuerà a porre la massima attenzione, con tutto il suo personale, al quale va il ringraziamento per il lavoro svolto anche in questa occasione, in tutte le situazioni di emergenza che si dovessero verificare in futuro.

Maurizio Lelli, assessore Protezione civile del Comune di Imola 

Nella foto: l”assessore Maurizio Lelli

Paura per la piena del fiume Santerno a San Prospero. La risposta dell'assessore Maurizio Lelli
Cronaca 7 Febbraio 2019

Paura per la piena del fiume Santerno a San Prospero. La rabbia dei residenti: «Nessuno ci ha dato ascolto»

E’ stata una mattinata di grande impegno quella vissuta sabato 2 febbraio, dalle ore 8 fin verso mezzogiorno, dal servizio di Protezione civile del Comune di Imola, per i volontari della Protezione civile e per gli agenti di Polizia municipale, impegnati a monitorare l’evolversi dell’onda di piena del fiume Santerno che ha attraversato la città (leggi la news).

«Onda di piena passata senza causare danni», ha poi resocontato il Comune con un comunicato stampa, aggiungendo che «l’unica piccola esondazione si è avuta con la rottura di una limitata porzione d’argine, a San Prospero, che ha fatto arrivare l’acqua su alcuni terreni adibiti per lo più a cassa di espansione del fiume». Minimizzazione di quanto accaduto a San Prospero che però ha fatto arrabbiare i proprietari dei terreni invasi dall’acqua, che hanno scritto alle redazioni per puntualizzare quanto realmente accaduto, ad iniziare dalla grande paura vissuta «sulle ore 10 circa», quando si è sentito un «gran boato dovuto alla rottura completa dell’argine» e un’«enorme massa d’acqua si è riversata con immensa potenza nei terreni». Poi la conta dei danni. «L’esondazione – raccontano Bruno Gardi, Mattia Gardi, Michela Gardi, Giovanna Masi e Iole Berti -, oltre ad inondare attrezzature di nostra proprietà e vario materiale, ha lambito parte del nostro vigneto posto leggermente più in alto», mentre «i terreni allagati erano lavorati e pronti per la semina». Inoltre, «verso il centro abitato di San Prospero, l’acqua ha allagato altri terreni coltivati».

Dopo la paura, lo sfogo. «Siamo molto arrabbiati perché in una situazione di emergenza nessuno era presente: la Protezione civile è apparsa per soli dieci minuti, gli assessori e la sindaca non si sono preoccupati. Presi dalla disperazione abbiamo chiamato tutte le forze dell’ordine, ma solo i carabinieri sono accorsi a vedere la situazione, ripresentandosi nel pomeriggio». Ma l’emergenza è solo rimandata. «L’argine è stato demolito dall’acqua per circa 20 metri. La lesione è tale per cui alle prossime piogge è certa una o ulteriori esondazioni pericolose per i terreni e le abitazioni, che questa volta sono state risparmiate per solo pochi metri. Ora esiste una situazione di pericolo costante e non indifferente che va gestita, ma nessuno ci dà ascolto».  (re.cro.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 febbraio.

Nella foto: i terreni allagati a San Prospero

Paura per la piena del fiume Santerno a San Prospero. La rabbia dei residenti: «Nessuno ci ha dato ascolto»

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